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ANATOMIA

Sommario

1. APPARATO CARDIOCIRCOLATORIO ............................................... 2

2. SISTEMA LINFATICO ................................................................. 7

3. APPARATO DIGERENTE ............................................................. 9

4. GHIANDOLE ANNESSE ALL’APPARATO DIGERENTE....................... 16

4.1 Fegato ................................................................................ 16

4.2 Vie biliali e cistifellea ............................................................. 17

4.3 Pancreas ............................................................................. 17

5. APPARATO RESPIRATORIO ........................................................ 18

6. APPARATO LOCOMOTORE ......................................................... 21

7. SISTEMA ENDOCRINO ............................................................. 27

8. SISTEMA NERVOSO ................................................................. 31

9. APPARATO URINARIO ............................................................. 35

10. APPARATO GENITALE FEMMINILE E MASCHILE ........................ 40

Pag.1

1. APPARATO CARDIOCIRCOLATORIO

L’apparato cardiocircolatorio è costituito dal cuore, l’organo principale che funziona da pompa, dal

sangue, la componente fluida, e dai vasi sanguigni.

I VASI SANGUIGNI

I vasi sanguigni si dividono in arterie, vene e capillari.

Arterie vene e capillari sono organi cavi e hanno 3 strati:

➢ TONACA INTIMA (più interna), fatta di epitelio squamoso semplice (cellule appiattite) con

membrana basale e connettivo sottostante

➢ TONACA MEDIA (intermedia) fatto di fibrocellule e fibre collagene (permettono contrazione dei

vasi)

➢ TONACA AVVENTIZIA (più esterna) fatto di tessuto connettivo lasso

Si definisce lume lo spazio cavo, la cavità dove scorre il sangue

Le arterie sono vasi che portano sangue ricco di ossigeno e si allontano dal cuore verso la periferia, le

vene portano sangue ricco di anidride carbonica e si avvicinano al cuore.

Differenza strutturali:

• Le arterie sono incaricate di una pressione quando il cuore si contrae per spingere il sangue; per

questo motivo le loro pareti sono più ricche di fibre elastiche e collagene, per meglio adattarsi e

regolare le variazioni di questa pressione

• Nelle vene degli arti inferiori troviamo delle valvole a nido di rondine; le vene dovendo portare

sangue dalla periferia al cuore hanno l’ostacolo della forza di gravità, perciò grazie alla

contrazione dei muscoli vi è la risalita del sangue e la chiusura delle valvole per evitare il deflusso

verso il basso.

• Facendo una sezione di entrambe, si nota che il lume dell’arteria è più facile da guardare, ricco di

fibre, il lume delle vene invece non è ben pervio

Quando arterie e vene sono di piccolo calibro, sono quindi arteriole e venule, le cellule delle pareti

hanno bisogno di nutrimento e lo fanno attraverso processi di diffusione. Quando questo non è

sufficiente ricorrono ai VASA VASORUM ossia vasi sanguigni all’interno della parete dei grossi vasi. Pag.2

I capillari permettono gli scambi gassosi, possono essere arteriosi o venosi e sono di piccolo calibro,

estremamente sottili. Nelle pareti troviamo solo endotelio e membrana basale. 3 tipologie:

• Continui, cellule endoteliali strette strette, privi di pori

• Fenestrati, le cellule presentano delle fenestre ossia pori attraverso cui riescono a passare

molecole di piccole dimensioni

• Sinusoidi, presentano fenestre più ampie, discontinui e lasciano passare anche grandi molecole

Distinguiamo 2 circolazioni:

▪ Piccola o polmonare: parte dal ventricolo dx e attraverso le arterie porta sangue ricco di anidride

carbonica fino ad arrivare ai polmoni; a livelli dei capillari avvengono gli scambi (lascia anidride

carbonica e prende ossigeno) e il sangue ricco di ossigeno attraverso le vene torna al cuore

grazie all’atrio sx

▪ Grande o sistemica: parte dal ventricolo sx e porta nelle arterie sangue ricco di ossigeno alla

periferia cioè a tutti gli organi; a livello dei capillari avvengono gli scambi (lascia ossigeno e

prende anidride carbonica) e il sangue ricco di anidride carbonica grazie alle vene torna al cuore

dall’atrio dx

IL CUORE

Il cuore è un organo cavo, localizzato nella cavità toracica detta MEDIASTINO. È responsabile della

circolazione attraverso i vasi sanguigni. Ha forma di cono, con la base rivolta verso l’alto e l’apice in

basso, verso sx.

Distinguiamo dei margini (destro,

sinistro, inferiore e superiore) e delle

facce (anteriore e posteriore) Pag.3

È rivestito esternamente da membrana sierosa (natura mesodermica) il pericardio, di cui

apprezziamo 2 foglietti: uno più vicino all’organo, il pericardio viscerale, e uno più esterno, il

pericardio parietale (in realtà sembra solo uno che si ripiega formandone due). Sottendono una

cavità detta cavità pericardica all’interno del quale troviamo il liquido pericardico, con la funzione di

lubrificare e evitare abrasioni durante la

contrazione muscolare

Il pericardio più esternamente è ricoperto da pericardio fibroso, di natura connettivale, con funzione

di proteggere il cuore e con le sue fibre si va ad ancorare al diaframma sottostante.

La parete cardiaca a sua volta è costituita da 3 strati: l’epicardio che non può essere diviso dalla

parete viscerale, il miocardio intermedio cove si localizzano i cardiomiociti (vedi istologia) e

l’endocardio fatto di tessuto epiteliale squamoso con connettivo sottostante.

Il cuore è diviso in 4 cavità, 2 superiori dette atri (dx e sx) e 2 inferiori dette ventricoli (dx e sx). A

separare gli altri vi è il solco interatriale, a separare i ventricoli vi è il solco interventricolare Pag.4

Gli atri hanno pareti più sottili perché la contrazione di essi deve far confluire il sangue nei ventricoli

sottostanti; la parete dei ventricoli invece è più spessa perché devono mandare il sangue più lontano. In

particolare la parete del ventricolo dx è più sottile del ventricolo di sx perché fa un percorso minore per

arrivare ai polmoni rispetto al sx che andrà a tutti gli organi.

Sono presenti due sistemi di valvole.

Il primo sistema si trova tra atrio e ventricolo ed è quello delle valvole atrioventricolari

A dx A sx

VALVOLA TRICUSPIDE VALVOLA BICUSPIDE o

Legato al fatto che possiede MITRALE

tre lembi Possiede due lembi

La valvola atrioventricolare è un anello fibroso

da cui si dipartono dei lembi (a dx 3, a sx 2) da

cui iniziano delle corde tendinee legati a piccoli

muscoli dell’endocardio (muscoli papillari).

Si aprono quando l’atrio si contrae per far fluire

il sangue nei ventricoli

Il secondo sistema è quello delle valvole semilunari A sx

A dx SEMILUNARE AORTICA

SEMILUNARE POLMONARE Mette in comunicazione il

Comunica con arteria ventricolo sinistro con l’aorta

polmonare

Le due semilunari son identiche e hanno 3 lembi fibrosi liberi, cioè non ancori ad altre strutture. Pag.5

Gli atri si contraggono e si aprono le valvole atrioventricolari per far fluire il sangue nei ventricoli (le

semilunari sono chiuse per evitare il sangue nei vasi); quando si contraggono i ventricoli si chiudono le

atrioventricolari e si aprono le valvole semilunari per permettere al sangue di entrare nei grossi vasi.

Alle valvole semilunari troviamo dei fori, detti orifizi, che

segnano l’inizio della circolazione coronarica.

I VASI CORONARICI

Possono essere arteriosi e venosi e vanno a irrorare la parete cardiaca, perché il sangue ha un notevole

carico di lavoro e necessita di ossigeno e nutrienti.

Nel ventricolo sx il sangue ricco di ossigeno va nell’aorta per iniziare la circolazione sistemica ma una

piccola parte fluisce attraverso gli orifizi delle valvole semilunari e inizia la circolazione coronarica;

questo sangue ricco di ossigeno andrà quindi a nutrire la parete cardiaca a livello della quale avverranno

gli scambi e il sangue si prenderà l’anidride carbonica. ora il sangue ricco di anidride carbonica fa ritorno

al cuore immettendosi nella semilunare polmonare e andrà poi a ossigenarsi ai polmoni attraverso la

circolazione polmonare.

CONTRAZIONE CARDIACA

Il sistema nervoso interviene nell’attività cardiaca solo regolando il battito, quindi la frequenza e la forza

della contrazione. Per il resto è un organo autonomo, capace di contrarsi indipendentemente. La sua

contrazione è legata alla presenza di 2 tipi di cardiomiociti nel miocardio. Oltre ai cardiomiociti comune,

ci sono quelli del miocardio specifico dette cellule Pacemaker e saranno quelle che andranno a generare

l’impulso che farà contrarre il cuore.

Le cellule Pacemaker si vanno ad addensare nel nodo senoatriale (regione sopra gli atri) e nel nodo

atrioventricolare (tra i due ventricoli). Si attivano prima quelle del nodo senoatriale generando la

contrazione degli atri, poi il segnale elettrico si diffonde al nodo atrioventricolare, prosegue nel solco

interventricolare e si ramifica a livello del ventricolo dx e sx.

STRUTTURA DEL CUORE DI UN FETO

Nella vita intrauterina non è ben definito il solco che divide i

due atri, perciò il cuore è unico e circola sangue ossigenato; i

polmoni sono pieni di liquido.

Il sangue si riossigena attraverso una circolazione propria che

ha origine dalla struttura ombelicale e si connette alla placenta

(deputata appositamente all’ossigenazione) che perde la sua

funzione con la nascita. Alla nascita si forma il solco, i polmoni

si svuotano e si taglia il cordone. Pag.6

2. SISTEMA LINFATICO

Il sistema linfatico ha serve a drenare i fluidi in eccesso nel copro formati durante gli scambi gassosi.

Durante gli scambi gassosi a livello dei capillari fuoriescono dei liquidi che vanno ad accumularsi nei

tessuti periferici; se ci fosse il sistema linfatico, capace di

raccoglierli, saremmo in una condizione di edema. Questi liquidi

saranno convogliati nel sistema venoso attraverso un grosso

dotto e in qualche modo viene recuperata l’acqua

reimmettendola nel sistema circolatorio.

Nasce a livello periferico e si dice che nasce chiuso, cioè i suoi

rami sono come delle estensioni interdigitali, delle dita.

Funzioni:

• Funzione di recupero di acqua e proteine perde dai capillari

• Funzione immunitaria poiché la linfa viene filtrata nei linfonodi che trattengono agenti patogeni

• Funzione di assorbimento

CIRCOLAZIONE LINFATICA

Capillari linfatici

Vasi afferenti

Linfonodi (analizza la linfa)

Vaso efferente

Grossi sistemi nervosi

(succlavia) La circolazione prende inizio dai capillari linfatici fino

a prendere contatti, attraverso i vasi afferenti, con i

linfonodi che analizzano la linfa; questa poi esce dai

vasi efferenti riversandosi nei grossi tronchi venosi.

La linfa scorre come il sangue avendo la forza di

gravità opposta e per questo motivo anche nei grossi

vasi linfatici troviamo le valvole a nido di rondine Pag.7

Il sistema linfatico è costituito da:

-vasi

-linfonodi

-organi primari (timo, midollo osseo) e secondari (tonsille, adenoidi, appendice, mila, placche di Peyer)

I LINFONODI

Sono delle stazioni che troviamo lungo il percorso dei vasi linfatici, non supera i 3 cm.

È un organo pieno, troviamo tessuto funzionale detto

parenchima che svolge la funzione la funzione

dell’organo, e più esternamente tessuto connettivo. Il

parenchima si organizza in una parte esterna detta

corticale, una intermedia detta paracorticale e quella

esterna detta midollare.

Vi sono numerosi vasi afferenti che portano la linfa e un

solo vaso efferente, di calibro maggiore, da cui esce.

L’ilo è una rientranza al livello della quale si possono

vedere vasi sanguigni che vanno fuori e dentro l’organo.

I linfonodi si vanno a localizzare nelle sedi:

-cervicale

-ascellare

-inguinale

-epitrocleare

-poplitea

Si definisce MALT il tessuto linfoide specializzato associato alle mucose; esempi:

-tonsille, nella parete della faringe per riconoscere e rimuovere agenti patogeni

-placche di Peyer nella mucosa dell’intestino

-Appendice vermiforme

Il timo è un organo pieno, localizzato nella parte alta del cuore ed è deputato alla formazione dei

linfociti T , che iniziano la sintesi nel midollo osseo ma qui giungono a maturazione. È un organo molto

grande e sviluppato nel feto fino alla pubertà e in età adulta si atrofizza. Pag.8

3. APPARATO DIGERENTE

Comprende il tratto gastrointestinale e le ghiandole accessorie.

Il tubo digerente, lungo circa 12 cm, comprende: bocca,

faringe, esofago, stomaco, intestino tenue e crasso;

le ghiandole sono salivari, fegato, pancreas, gastriche e

intestinali

Funzioni:

• Assunzione cibo

• Masticazione

• Digestione

• Assorbimento

• Secrezione

• Escrezione

Definiamo “sfintere” quell’orifizio o foro intorno al quale la muscolatura si dispone in maniera

concentrica e aprendosi e chiudendosi permettere il passaggio di sostanze.

Distinguiamo:

➢ Organi pieni, quelli che non presentano una cavità delimitata da pareti; si individua lo stroma di

natura connettivale con funzione di sostegno e il parenchima che ha cellule che svolgono la

funzione dell’organo.

➢ Organi cavi, costituiti da un lume o cavità all’interno del quale scorre il materiale. Solitamente

individuiamo 3 tonache: internamente mucosa e poi sottomucosa, muscolare e esternamente

sierosa

Come cambia la mucosa nei vari tratti?

A livello della bocca è costituita da epitelio pavimentoso pluristratificato perché svolge funzione di

protezione (il cibo masticato non deve avere processivi abrasivi);

nella bocca troviamo epitelio semplice che svolge funzione di secrezione e assorbimento;

a livello intestinale vi è epitelio cilindrico semplice con funzione di assorbimento.

Nell’apparato digerente distinguiamo gli organi sopradiaframmatici e sottodiaframmatici a seconda che

si dispongono sopra o sotto il livello del muscolo diaframma. Pag.9

Il primo tratto è la cavità orale, compresa tra la rima buccale (a contatto con l’esterno) e l’istmo delle

fauci (la parte più in profondità). All’interno individuiamo:

• Arcate gengivo-dentali

Ci sono processi ossei, la mascella e la mandibola. I denti da

latte, che sono 20, spuntano dai 6 mesi fino ai 3 anni e vengono

poi sostituiti dai denti permanenti, che sono 32.

Struttura dei denti: si stabilizza nella mandibola o mascella, la

parte più profonda ricca di nervi e vasi sanguigni costituisce la

polpa (tessuto connettivo); la parte esterna è la dentina, una

matrice dura e ancora più esternamente lo smalto, duro e

resistente, ricco di calcio e privo di cellule.

• La lingua, un muscolo mobile che favorisce l’unirsi del cibo alla

saliva. La superficie la possiamo dividere in base, corpo fis

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Scienze biologiche BIO/16 Anatomia umana

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