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Anatomia topografica I (Chiocchetti)

Esame

  • Preparati sala anatomica
  • Disegni schematici
  • Immagini fotografiche

Studio

Morfologia, limiti, rapporti, stratigrafia (muscoli, tendini, ossa), vascolarizzazione e nervi arti toracici e arti pelvici

Regione omobrachiale

Ha forma di pentagono con base caudale. Comprende collo, dorso, costato, regione sternale.

Limiti

È strettamente adesa al corpo. Si separa a livello di loggia ascellare (quasi inesistente).

Limite dorso-craniale

Costituito dalla depressione del muscolo succlavio o pettorale scapolare. Il muscolo succlavio origina dalle prime sternebre, deborda anteriormente l’articolazione scapolo-omerale e termina sull’angolo craniale della scapola (sulla fascia del muscolo sopraspinato). Il succlavio è assente nei carnivori.

Il muscolo succlavio è profondo e coperto dal basso verso l’alto da:

  • Muscolo brachio cefalico: origina dalla cresta omerale e arriva al processo mastoideo del temporale (vicino al meato acustico esterno) e alla cresta nucale dell’occipitale.
  • Muscolo omotrasversario: dalla spina scapolare alle prime vertebre cervicali.
  • Muscolo trapezio cervicale (dorsale)
  • Pettorale discendente: dal manubrio dello sterno fino alla cresta omerale.

Limite ventro-craniale

Costituito dal solco pettorale laterale. Il solco pettorale laterale è una depressione interposta tra il muscolo brachiocefalico (lateralmente) e il muscolo pettorale discendente (medialmente).

Il muscolo brachiocefalico è formato da due parti, ben riconoscibili nel carnivoro:

  • Muscolo cleido brachiale
  • Muscolo cleido cefalico

Cleido significa clavicola: infatti tra i due muscoli è presente una porzione connettivale che spesso nel gatto è ossea e forma appunto la clavicola.

I limiti dorso-craniale e ventro-craniale formano un angolo ottuso di 130° che corrisponde all’articolazione scapolo-omerale.

Limite dorsale

Margine dorsale della scapola o margine della cartilagine scapolare negli animali in cui è presente (no nei carnivori).

Limite distale

Piano orizzontale passante sopra la sommità dell’olecrano (ulna).

Limite caudale

Linea dall’angolo caudale della scapola fino all’olecrano.

Questa regione può dividersi in quattro sottoregioni:

  • Linea azzurra: da angolo caudale della scapola al collo dell’omero
  • Linea nera: dalla sommità dell’olecrano fino al tubercolo sopraglenoideo (bicipite brachiale).
  • Sr. della punta della spalla
  • Sr. Brachiale
  • Sr. Anconea
  • Sr. della spalla o scapolare (costituita a sua volta da una regione antispinata, retrospinata e della cartilagine scapolare).

Rapporti

  • Cranialmente in alto: regione cervicale dorsale e regione brachiocefalica
  • Cranialmente in basso: regione sternale (sr. pettorale)
  • Distalmente: regione del gomito
  • Caudalmente in basso: regione sternale (sr. del passaggio delle cinghie della regione sternale)
  • Caudalmente: regione costale
  • Prossimalmente: regione dorsale (sr. del garrese)

Stratigrafia

Pelle- ipoderma- fasci muscolari- ossa.

La cute (o pelle) è costituita dall’epidermide e dal derma. È maggiormente ispessita sul dorso del corpo e sulla faccia laterale degli arti. I follicoli piliferi sono nel derma. Il cavallo ha un grasso giallo mentre le altre specie biancastro.

Il sottocute (o ipoderma o tela sottocutanea) è più o meno sviluppato, in rapporto alla mobilità della pelle. Nel sottocute sono presenti i muscoli cutanei. Nel sottocute si possono formare borse sottocutanee (significato di protezione) che possono infiammarsi trasformandosi in igromi (ad esempio borsa sottoacromiale del cane, in cui è possibile che si formino ascessi - raccolta di pus- e fistolizzazione, cioè quando il pus cerca un’apertura verso l’esterno).

Fasce: Esiste una fascia superficiale ed una fascia profonda (nella regione omobrachiale c’è la fascia brachiale). La fascia superficiale continua la fascia del tronco mentre la fascia profonda, propria della regione, è più ispessita ed invia sei setti connettivali che avvolgono ogni singolo muscolo della regione sino a raggiungere lo scheletro. Una volta incisa la pelle sotto alle fasce, sono presenti vasi venosi.

Muscoli della regione omobrachiale

Muscoli superficiali

  • Dorsali: trapezio cervicale e toracico
  • Ventrali: omotrasversario e brachiocefalico

Muscoli profondi

Sopraspinato, infraspinato, deltoide, piccolo rotondo, grande rotondo, brachiale, bicipite brachiale e tricipite brachiale (capo mediale, laterale e lungo), tensore della fascia antibrachiale.

Differenze arto toracico cane/cavallo

Nel cavallo è presente la cartilagine scapolare e l’ulna si esaurisce nel terzo prossimale.

Bicipite brachiale: origina dal tubercolo sopraglenoideo della scapola, passa tra i due tubercoli dell’omero (cavallo) e si porta distalmente fino alla tuberosità radiale. Per scorrere tra i due tubercoli dell’omero è presente una sinoviale: nel cavallo e nel bovino è isolata mentre negli altri animali è in continuità con la sinoviale scapolo-omerale. Questa sinoviale nel cavallo e nel bovino è detta borsa bicipitale o borsa intertubercolare che può essere sede di infiammazione.

Cane

Da ricordare che il deltoide è diviso in due parti: una porzione spinale e una porzione acromiale che terminano entrambe sulla tuberosità deltoidea dell’omero. Il muscolo sopraspinato termina sul tubercolo maggiore dell’omero (nel cavallo termina anche sul tubercolo minore). Il muscolo infraspinato termina sulla cresta del tubercolo maggiore dell’omero. Il muscolo piccolo rotondo termina sul tubercolo del piccolo rotondo. Il muscolo sottoscapolare termina sulla cresta del tubercolo minore. Il muscolo grande rotondo va dall’angolo del margine caudale della scapola fino alla tuberosità del grande rotondo. Il muscolo bicipite brachiale flette l’avambraccio.

Estensione della spalla: 155° ad opera del muscolo sopraspinato e in parte anche del muscolo bicipite brachiale. Flessione della spalla: 90° ad opera di deltoide, infraspinato, grande rotondo.

Artrotomia: tosatura, incisione a livello di processo acromiale, sotto è presente la fascia omobrachiale. Nel sottocute vena omobrachiale e vena axillobrachiale. In seguito si troveranno i due componenti del deltoide che devono essere divisi. Sotto si troverà il piccolo rotondo e il capo lungo del tricipite. È presente inoltre il nervo ascellare e vena e arteria circonflesse caudali. Spostando il piccolo rotondo si troverà la capsula articolare dell’articolazione scapolo-omerale.

Il tendine del muscolo bicipite brachiale scorre tra i due tubercoli dell’omero ed è contenuto dal legamento omerale trasverso. Sono presenti anche i legamenti gleno omerale laterale, più semplice, e il gleno omerale mediale, più articolato (nel cane).

Arterie della regione omobrachiale

Vertebre lombari cavallo: 5. I vasi entrano a livello di articolazione scapolo omerale (arteria ascellare, vene reflue, nervi). Vertebre sacrali cane: 3. Dall’aorta si stacca il tronco brachiocefalico, poi la succlavia di sinistra quando è nel torace che diventa arteria ascellare quando supera la prima costa ed entra nel braccio.

Diverso andamento del tronco brachiocefalico negli animali. Nel cavallo e nel bovino la succlavia di sinistra origina dal tronco brachiocefalico; nel cane invece la succlavia origina direttamente dall’aorta e la destra dal tronco brachiocefalico. Il tronco bicarotico nel cane è diviso (si può dire che manca).

Cavallo e cane: La succlavia entra nel braccio e diventa arteria ascellare. L’ascellare si ramifica in vari vasi. Tutte le vene sono satelliti delle arterie tranne la vena cefalica che è superficiale ed utilizzata per i prelievi.

L’arteria ascellare a livello di terzo prossimale dell’omero diventa arteria brachiale. A livello di gomito cambia di nuovo nome in arteria mediana. Ancor più distalmente, a livello di carpo e stinco diventa arteria digitale comune palmare II. Quest’ultima dal nodello in giù si divide in arterie digitali palmari proprie mediale e laterale.

Arteria ascellare

Si dirige caudalmente ed emette:

  • Arteria toracica esterna: destinata ai muscoli pettorali.
  • Arteria soprascapolare: tra il muscolo sottoscapolare e il sopraspinato e si porta sul margine craniale della scapola.
  • Arteria sottoscapolare: è il ramo più voluminoso, tra il muscolo sottoscapolare e il grande rotondo. Dà origine a:
    • Arteria circonflessa della scapola: si anastomizza con l’arteria soprascapolare formando una specie di anello attorno al collo della scapola.
    • Arteria toraco dorsale: molto lunga.
    • Arteria circonflessa caudale dell’omero: contorna lateralmente l’omero. Si anastomizzerà con l’arteria circonflessa craniale dell’omero (in posizione mediale). Questi vasi possono dare la necrosi asettica della testa dell’omero se infettati.

L’arteria circonflessa craniale dell’omero è il confine tra l’arteria ascellare e l’arteria brachiale. L’arteria circonflessa caudale dell’omero emette l’arteria collaterale radiale, che nel cavallo invece origina dall’arteria profonda del braccio.

Arteria brachiale

Scorre insieme alla vena brachiale e al nervo mediano. Raggiunge la regione del gomito e termina con l’arteria trasversa del gomito o arteria radiale prossimale. Emette:

  • Arteria profonda del braccio: molti suoi rami seguono la doccia di torsione dell’omero, vicina al brachiale.
  • Arteria bicipitale: anteriormente
  • Arteria collaterale ulnare: parallele all’ulna.
  • Arteria trasversa del gomito o arteria radiale prossimale.

L’arteria profonda del braccio si dirige caudalmente ed irrora i muscoli estensori dell’avambraccio. Solo nel cavallo, da questa arteria origina l’arteria collaterale radiale, che percorre la doccia di torsione dell’omero insieme al nervo radiale. In tutte le altre specie l’arteria collaterale radiale origina dall’arteria circonflessa caudale dell’omero.

L’arteria collaterale radiale si anastomizza con l’arteria trasversa del gomito. Inoltre, dall’arteria collaterale radiale prende origine l’arteria collaterale media, che si anastomizza con l’arteria interossea ricorrente (che origina nella regione dell’avambraccio).

L’arteria bicipitale decorre cranio-medialmente (con il nervo muscolocutaneo). Irrora i muscoli bicipite brachiale e brachiale.

Arteria collaterale ulnare: sottile arteria ma molto importante perché scendendo a livello di stinco prenderà il nome di arteria digitale comune palmare III. A livello di gomito, affianca il nervo ulnare.

Esiste anche un’arteria nutritizia dell’omero. L’arteria trasversa del gomito ha un ramo ascendente e uno discendente. Il primo si anastomizza con l’arteria interossea ricorrente mentre il secondo entra nella costituzione della rete dorsale del carpo.

Nervi della regione omobrachiale

Asportando l’arto, nella regione della loggia ascellare, è visibile il plesso brachiale. Rappresenta tutti i nervi da C6 a T2.

  • Nervo soprascapolare: mediale. Contorna il margine craniale della scapola. Innerva soprattutto muscoli infraspinato e sopraspinato. Questo nervo può essere danneggiato: in questo caso i muscoli possono diventare atrofici.
  • Nervi sottoscapolari: si portano al muscolo sottoscapolare.
  • Nervi pettorali: si portano ai muscoli pettorali.
  • Nervo succlavio: non nel carnivoro poiché manca il muscolo succlavio. Si porta al muscolo pettorale scapolare o succlavio (solo negli Ungulati).
  • Nervo toracico lungo: si porta al grande dentato innervandolo, nella sottoregione anconea.
  • Nervo toracico laterale: innerva il muscolo cutaneo del tronco, scorre insieme ad arteria toracica esterna.
  • Nervo toracico dorsale: si porta al muscolo grande dorsale, posto in superficie, che stacca a livello di braccio il tensore della fascia antibrachiale, insieme all’arteria toraco dorsale.

Nervi del plesso brachiale destinati all’arto toracico

  • Nervo ascellare
  • Nervo muscolocutaneo Loggia dorsale o craniale
  • Nervo radiale
  • Nervo mediano
  • Nervo ulnare Loggia caudale (eccitano i flessori)

Nervo ascellare

Il nervo ascellare si trova caudo-medialmente al muscolo sottoscapolare. L’ascellare è posto tra deltoide, capo lungo del tricipite e capo laterale del tricipite. Circonda caudo-lateralmente l’articolazione scapolo-omerale, seguendo l’arteria sottoscapolare e l’arteria circonflessa caudale dell’omero. Innerva:

  • Piccolo rotondo
  • Grande rotondo
  • Sottoscapolare
  • Brachiocefalico
  • Deltoide (2 capi nel carnivoro)

Il nervo ascellare non ha componente esclusivamente motrice, ma anche sensitiva. Il nervo continua distalmente dopo aver innervato i muscoli e diventa nervo cutaneo craniale dell’avambraccio, che fornisce sensibilità alla pelle. L’area di innervazione cutanea di questo nervo arriva fino al carpo.

Nervo muscolocutaneo

Innerva:

  • Bicipite brachiale: è innervato dal n. muscolocutaneo in due punti, a livello prossimale e a livello distale. A livello prossimale il nervo passa tra i due ventri del muscolo coraco brachiale per raggiungere il bicipite brachiale. Per isolare questo nervo bisogna incidere il coraco brachiale fino a identificare il fascio del nervo muscolocutaneo.
  • Brachiale
  • Coraco brachiale

È strettamente associato col nervo mediano e si anastomizza con esso formando l’ansa ascellare che circonda l’arteria ascellare. Il nervo muscolocutaneo dopo aver innervato i muscoli, emette il nervo cutaneo mediale dell’avambraccio, che innerva la parte mediale dell’arto fino all’estremità distale dell’arto (fino al nodello). Il nervo cutaneo mediale affianca la vena cefalica. Se il nervo muscolocutaneo non funziona, l’arto non riesce a flettersi.

Nervo radiale

È molto sviluppato nei piccoli animali (carnivori). Dal presso brachiale si porta lateralmente passando attorno alla doccia di torsione dell’omero (affianca brachiale e arteria profonda del braccio). Se si rompe l’omero, può danneggiarsi il nervo radiale, con conseguente impossibilità di estensione dell’arto.

Il nervo radiale penetra tra i muscoli grande rotondo e capo mediale del muscolo tricipite brachiale, accompagnando, in superficie, il muscolo brachiale. Per identificarlo, bisogna asportare la fascia muscolare e il capo laterale del tricipite. Il nervo radiale innerva:

  • Tricipite brachiale
  • Tensore della fascia antibrachiale
  • Anconeo
  • Muscoli estensori della mano

Anche il nervo radiale ha una componente sensitiva, cioè cutanea, che rappresenta il nervo cutaneo laterale dell’avambraccio.

Cane

La vena cefalica del carnivoro presenta a destra e a sinistra la componente sensitiva del nervo radiale (rami laterale e mediale). Si portano dorsalmente all’avambraccio e alla mano.

Nervo mediano

È il nervo più sviluppato nei grossi animali. Affianca l’arteria brachiale sino alla regione del gomito; a questo livello si pone al di sotto del muscolo flessore radiale del carpo, che innerva. Prosegue distalmente affiancando l’arteria mediana. Il nervo mediano non origina nervi cutanei ma emette un nervo interosseo dell’avambraccio (per il periostio di radio e ulna) che decorre con le arterie interossee comune e caudale.

Innerva i muscoli flessori della porzione distale dell’arto:

  • Flessore profondo delle dita (insieme al nervo ulnare): ha tre inserzioni: capo omerale (epicondilo mediale), olecrano e radio. I tre capi si uniscono e terminano sulla falange distale.
  • Flessore radiale del carpo: origina dall’epicondilo mediale e termina sulla falange intermedia.
  • Pronatore rotondo (Carnivori)
  • Pronatore quadrato (Carnivori)

Nervo ulnare

Decorre a fianco dell’arteria collaterale ulnare. È posto caudalmente all’epicondilo mediale. Dal nervo ulnare origina il nervo cutaneo caudale dell’avambraccio, che innerva anche la parte laterale e dorsale della pelle, distalmente al carpo. Il nervo ulnare innerva (come il nervo mediano), i muscoli flessori dell’arto:

  • Muscolo flessore superficiale del dito/dita
  • Muscolo flessore ulnare del carpo
  • Muscolo flessore profondo del dito/dita (capo omerale e ulnare)

La regione omobrachiale

È importante anche per la presenza di linfonodi e vasi linfatici. Questi scorrono insieme alle vene e vanno ai linfonodi ascellari, situati a livello della faccia mediale del muscolo grande rotondo. Esistono anche linfonodi prescapolari.

Regione del gomito

Può infiammarsi, avere un difetto congenito, lussarsi. A livello di olecrano è presente una borsa sottocutanea che può infiammarsi.

Limiti

  • Prossimalmente: piano orizzontale sopra la sommità dell’olecrano
  • Distalmente: piano sotto la tuberosità del radio (inserzione terminale del muscolo bicipite sulla tuberosità del radio che è mediale).

Rapporti

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Scienze agrarie e veterinarie VET/01 Anatomia degli animali domestici

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher indieniko di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia topografica veterinaria I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Chiocchetti Roberto.
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