Apparato riproduttore maschile
L'apparato riproduttore maschile è costituito da:
I testicoli
I testicoli o gonadi sono due e producono i gameti maschili (spermatozoi) e gli ormoni sessuali. Nei testicoli si rinviene una componente endocrina, che funziona normalmente alla temperatura corporea e consente la produzione di testosterone, ed una componente esocrina, fondamentale per lo sviluppo dei caratteri sessuali secondari, che funziona a una temperatura di pochi gradi inferiore alla normale temperatura corporea e porta alla formazione degli spermatozoi.
I testicoli sono organi compatti, di forma ellissoidale, le cui dimensioni non sono in rapporto con quelle del corpo (tra le specie domestiche, sono piccoli nei gatti e grandi nella pecora e nella capra). Hanno orientamento variabile secondo la specie, così come anche lo scroto. La superficie esterna dei testicoli appare liscia, per la presenza del peritoneo (lamina che manca però ai poli e lungo il margine dove si attacca l’epididimo; quest'ultimo viscerale della tonaca vaginale), rappresenta la parte iniziale convoluta delle vie escretrici dello sperma.
Un lieve aumento di volume del parenchima può essere compensato da un cambiamento di forma dei testicoli, che tendono a diventare più globosi, ma un incremento più significativo fa aumentare la pressione endotesticolare, causando un dolore che può essere intenso quando il testicolo è infiammato (orchite). Il parenchima, di consistenza molle e di colore tendente al giallo o al marrone, è formato da tubuli seminiferi e da tessuto interstiziale. Ogni tubulo seminifero è molto contorto e forma un’ansa, in modo che entrambe le estremità si aprano nei tubuli retti, i quali sboccano nella rete testis.
Nell’epitelio germinativo dei tubuli seminiferi possono essere identificate due tipologie di cellule, che garantiscono le funzioni esocrine: le cellule di sostegno (o di Sertoli), che supportano e nutrono le cellule della linea seminale mediante la produzione di ormoni e di fattori di crescita, e le cellule spermatogoniche. Le funzioni endocrine sono invece garantite dalle cellule interstiziali (o di Leydig), che sono responsabili della produzione di androgeni, e dalle cellule di sostegno (o di Sertoli), che sono responsabili della produzione di inibina e dell’ormone anti-mulleriano (AMH), che determina la scomparsa delle vie genitali femminili.
Epididimo
L’epididimo è un organo costituito da un solo dotto, che forma una serie di circonvoluzioni all’interno di una matrice connettivale. È ancorato ad uno dei margini del testicolo e solitamente si estende per un certo tratto oltre i poli. Convenzionalmente è diviso in tre parti:
- Testa: è saldamente ancorata alla capsula del testicolo a livello del polo capitato. Accoglie i canalicoli efferenti che, immediatamente o dopo alcune anse, si uniscono a formare il dotto epididimale.
- Corpo: è più o meno saldamente appoggiato sulla superficie del testicolo, delimitando uno spazio chiamato borsa testicolare.
- Coda: è saldamente ancorata al polo caudato del testicolo mediante il legamento proprio del testicolo. Essa si assottiglia, cosicché il dotto dell’epididimo continui come dotto deferente.
Dotto deferente
Il dotto deferente ha un andamento inizialmente flessuoso, che diventa rettilineo in prossimità della parete addominale. È situato prima medialmente all’epididimo, poi si dirige verso i vasi testicolari, che formano la componente più voluminosa del funicolo spermatico. La maggior parte del dotto ha forma e struttura uniformi; il lume è piuttosto ristretto, in confronto allo spessore della parte muscolare. Nella maggior parte delle specie, la porzione preterminale, che poggia sulla vescica, mostra un ingrossamento fusiforme, chiamato ampolla del dotto deferente. Nella maggior parte dei mammiferi domestici, in prossimità della porzione terminale del dotto deferente si forma una seconda ghiandola accessoria, detta ghiandola vescicolare. Dall’unione del dotto deferente e della ghiandola vescicolare si forma un breve canale, detto dotto eiaculatore.
La tonaca vaginale che racchiude il testicolo è un'evaginazione della membrana seriosa peritoneale attraverso il canale inguinale. La lamina parietale e viscerale della tonaca vaginale sono collegate da un meso, che si estende dall’anello vaginale fino alla coda dell’epididimo. Lunghezza e forma del funicolo spermatico dipendono dalla posizione e dall’orientamento dei testicoli (è corto nelle specie in cui l’asse maggiore dei testicoli è parallelo alla parete della regione inguinale).
Le vene testicolari formano una struttura molto elaborata, come i pampini di una vite, chiamata plesso pampiniforme, che circonda l’arteria; il plesso si riduce infine ad un solo vaso che raggiunge la vena cava caudale. La notevole quantità di linfa (ricca di ormoni) che si forma nel testicolo viene portata soprattutto ai linfonodi. L’innervazione del testicolo è fornita dal simpatico.
Scroto
La parte inferiore dello scroto è modellata sul testicolo e si adatta per permettere le modificazioni di posizione della gonade quando varia la temperatura dell’ambiente. La pelle dello scroto è piuttosto sottile, ricca di ghiandole sebacee e sudoripare e spesso glabra (nel gatto lo scroto è ricoperto di peli fitti e robusti, mentre in alcune specie di capre e pecore è ricoperto di peli di lana).
La pelle dello scroto aderisce ad una tonaca connettivale ricca di fibrocellule muscolari (tunica dartos), che forma, attorno a ciascun testicolo, un sacco completo indipendente da quello del lato opposto; i due sacchi si addossano sul piano mediano in modo da formare un setto, il setto dello scroto. Internamente al dartos è presente una fascia connettivale (spermatica), in cui si possono identificare più strati.
Nella maggior parte dei mammiferi selvatici, il periodo riproduttivo è stagionale e questo si accompagna a modificazioni morfologiche e funzionali dell’apparato riproduttivo in entrambi i sessi. Nei maschi delle specie domestiche, le variazioni stagionali a carico dell’epitelio seminifero sono scarse e l’epitelio è attivo per tutto l’anno. La spermatogenesi è influenzata dalla temperatura e non può avvenire normalmente alla temperatura interna del corpo; dunque, in quei testicoli che non discendono nello scroto (criptorchidismo), l’epitelio appare danneggiato e non produce spermatozoi. Negli animali che vivono in climi freddi, la possibilità di perdere calore corporeo è tale che la temperatura testicolare può abbassarsi eccessivamente. Il tessuto interstiziale è meno sensibile alla temperatura e, per questa ragione, libido e potenza sessuale possono essere normali in animali criptorchidi, che comunque non sono fertili.
Per rendere gli animali più docili o favorire particolari qualità organolettiche della carcassa, è portata avanti la castrazione, per i maschi non destinati alla riproduzione.
Uretra maschile
L’uretra maschile si estende dall’ostio uretrale interno (posto nel collo della vescica) fino all’ostio uretrale esterno (in corrispondenza dell’estremità libera del pene); pertanto è divisa in:
- Una parte pelvica, che presenta due orifizi eiaculatori, i quali sono gli sbocchi del dotto eiaculatore.
- Una parte peniena (o extrapelvica o spongiosa), che è circondata da tessuto erettile ed è quasi completamente incorporata all’interno del pene.
L’uretra pelvica si presenta come un canale rivestito internamente da mucosa, che poggia su una sottomucosa ricca di vasi ed è delimitata esternamente da una tonaca muscolare. La sottomucosa contiene un sistema poco sviluppato di lacune sanguigne. La componente più significativa della tonaca muscolare è fornita dal muscolo uretrale, di tipo striato, che circonda completamente il condotto.
Ghiandole sessuali accessorie
Tra le ghiandole sessuali accessorie ricordiamo:
- Ghiandole vescicolari: presentano un aspetto variabile in base alla specie e sono accolte completamente o parzialmente nella piega genitale, di lato al corrispondente dotto deferente.
- Prostata: è presente in tutte le specie di mammiferi domestici e risulta costituita da due porzioni, una disseminata nella parete dell’uretra pelvica e l’altra formata da un corpo compatto posto esternamente al muscolo uretrale. Entrambe le porzioni sono drenate da molti piccoli dotti.
- Ghiandole bulbouretrali: si rinvengono sulla faccia dorsale dell’uretra e sono ghiandole di tipo tubulare composto.
Pene e prepuzio
Il pene è sospeso alla parete addominale ed è parzialmente contenuto tra le cosce, dove è ancorato al pavimento delle pelvi del legamento sospeso del pene. A riposo, l’estremità libera è nascosta all’interno di un’invaginazione della cute dell’addome, chiamata prepuzio, che si apre causalmente all’ombelico.
L’organo è formato essenzialmente da tre colonne di tessuto erettile, di cui due sono conosciute come pilastri del pene ed originano a livello della radice del pene. Ogni pilastro è formato da una parte centrale di tessuto cavernoso, circondato da una spessa capsula connettivale (tonaca albuginea); tutto ciò è noto come corpo cavernoso.
Il corpo cavernoso presenta una doccia ventrale (solco uretrale), in cui è accolta la terza componente del pene, l’uretra, circondata dal suo manicotto vascolare, detto corpo spongioso del pene. Il corpo del pene viene rivestito dal glande, il quale rappresenta l’apice dell’organo ed è formato da un ampio corpo spongioso (detto corpo spongioso del glande), che si continua con il corpo spongioso del pene. Il corpo spongioso ha una struttura molto più delicata del corpo cavernoso, in quanto è formato da spazi sanguigni di maggiori dimensioni separati da setti più sottili.
La struttura del pene presenta una serie di differenze legate alla specie. Nel cane e nel gatto, la parte distale dei corpi cavernosi, nonché anche l’architettura dei corpi cavernosi, si trasforma in osso, l’osso del pene. In alcune specie, i corpi cavernosi sono formati da lacune sanguigne di piccole dimensioni delimitate e separate da abbondante tessuto fibroelastico; mentre, in altre specie, le lacune sanguigne sono relativamente più ampie e delimitate da una capsula e da sottili setti connettivali. Il prepuzio è una guaina cutanea tubulare formata da una lamina esterna, che si continua con il tegumento delle regioni vicine, e da una lamina interna, che si continua a formare il rivestimento della parte libera del pene. Sia la lamina interna che quella esterna sono prive di peli, ma dotate di ghiandole sebacee ben sviluppate che partecipano alla formazione dello smegma.
Al pene sono associati alcuni muscoli, tra cui ricordiamo:
- Muscolo bulbospongioso: che rappresenta la continuazione extrapelvica del muscolo uretrale.
- Due muscoli ischio cavernosi: che originano a livello della tuberosità ischiatica, avvolgono i pilastri e li seguono fino al punto della loro fusione.
- Muscoli retrattori del pene: sono muscoli pari, che si originano dalle vertebre caudali, attraversano il perineo e raggiungono il pene. Esso è formato da fibrocellule muscolari lisce.
Il pene è irrorato esclusivamente dall’arteria del pene, che è una branca terminale dell’arteria pudenda interna.
Trasporto dello sperma nelle vie genitali ed erezione del pene
Gli spermatozoi sono immobili quando vengono liberati nel lume dei tubuli seminiferi, dove fluttuano nel liquido secreto dalle cellule di sostegno (o di Sertoli).