Diverticolo di Meckel
Il diverticolo di Meckel è l’anomalia congenita più frequente del tratto gastroenterico e si osserva nell’1-3% della popolazione. È il risultato della persistenza della porzione prossimale del dotto onfalo-mesenterico che normalmente va incontro a obliterazione tra la 5ª e la 7ª settimana di vita embrionale. Il dotto mette in comunicazione il sacco vitellino con l’intestino primitivo finché la placenta non assume il ruolo nutritivo principale.
La persistenza dell’estremità intestinale del dotto dà origine a un diverticolo localizzato praticamente sempre lungo il versante antimesenterico dell’ileo a 1 metro dalla valvola ileocecale. La forma esterna è variabile da una struttura tubulare allungata a un’estroflessione sacculare; l’inserzione ileale può essere sottile, meno di 1 cm, o ampia, oltre i 3. Sono presenti tutti gli strati della parete intestinale. Istologicamente oltre il 50% dei diverticoli è rivestito da epitelio eterotopico, prevalentemente mucosa gastrica di tipo ossintico. Si possono osservare anche tessuto pancreatico ectopico, mucosa del grosso intestino, mucosa gastrica interessata da “gastrite” da H. Pylori, in casi molto rari.
L’importanza clinica del diverticolo di Meckel risiede nella frequente associazione con complicanze sintomatiche, la più frequente delle quali è l’emorragia digestiva. Complessivamente solo il 4% dei pazienti portatori di diverticolo di Meckel va incontro a complicanze nel corso della vita, ma quasi la metà delle complicanze si manifestano prima dei 10 anni. L’emorragia costituisce fino al 50% delle complicanze ed è generalmente causata da un’ulcera insorta su mucosa gastrica ectopica, favorita dalla secrezione acida delle ghiandole ossintiche.
Possono inoltre manifestarsi occlusione intestinale da invaginazione ileo-ileale o ileo-colica, diverticolite e calcoli. L’incidenza di neoplasie su diverticolo di Meckel è un evento raro, compresa tra 0,5 e 4,9%. Sono stati descritti vari tipi di tumori benigni e maligni, tra cui carcinoidi, GIST, adenocarcinomi, leiomiomi, leiomiosarcomi, linfomi e melanomi.