Carcinoma uroteliale invasivo
Può derivare sia dalle forme non invasive piatte come da carcinoma in situ e dalle forme non invasive papillari. Il reperto macroscopico è quello di una lesione polipoide, sessile e anche ulcerata. Dal punto di vista citologico le neoplasie possono essere suddivise in basso ed alto grado. Le cellule tumorali invadono la parete in forme di nidi, cordoni, trabecole, piccoli aggregati o cellule singole, talora commiste ad infiltrato infiammatorio. Possono infiltrare estesamente la parete e le neoplasie aggressive, negli stadi avanzati, invadono la prostata, le vescicole seminali, gli ureteri ed il tessuto retroperitoneale. In alcuni casi si formano tragitti fistolosi con la vagina ed il retto.
Circa il 40% dei tumori, infiltranti in profondità, metastatizza ai linfonodi regionali. La disseminazione ematogena, per lo più tardiva, dà metastasi al fegato, ai polmoni ed al midollo osseo. La differenziazione divergente del carcinoma uroteliale con presenza di aspetti squamosi e di differenziazione ghiandolare è di comune riscontro nei carcinomi uroteliali di alto grado e negli stadi avanzati. Gli aspetti di differenziazione squamosa o ghiandolare sono presenti e commisti a nidi di carcinoma uroteliale tipico.
Varianti istologiche
- Ca. uroteliale:
- Usuale o classico
- Con differenziazione squamosa o ghiandolare
- Micro papillare
- Con caratteri morfologici simulanti la benignità
- Sarcomatoide
- Con sincizio trofoblasto
- Lasmacitoide
- Con proliferazione stromale inusuale
- Ca. squamocellulare:
- Usuale
- Verrucoso
- Sarcomatoide
- Adenocarcinoma:
- Tipo intestinale
- Mucinoso
- Cell ad anello con castone
- Cell chiare
- Ca. indifferenziato:
- A piccole cell
- Ca. linfoepitelioma-simile
- Ca. a cell giganti
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Anatomia patologica - il carcinoma uroteliale sarcomatoide
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Anatomia patologica - il carcinoma uroteliale
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Anatomia patologica - il carcinoma uroteliale in situ
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Anatomia patologica - il carcinoma