SBOBINE - APPUNTI DI ANATOMIA GENERALE
1 – INTRODUZIONE
Il corpo umano è suddiviso in apparati, ciascuno specializzato in varie funzioni.
Gli apparati sono divisi in:
1. Apparati di vita vegetativa: è costituito dagli apparati della nutrizione, che garantiscono la
sopravvivenza dell’individuo, e dagli apparati della riproduzione, che garantiscono la continuazione
della specie.
2. Apparati di vita di relazione: gli individui vivono all’interno di un ambiente che può variare, che
contiene forme di energia variabili, alle quali il corpo si deve adattare per poter sopravvivere.
C’è un apparato che è in grado, attraverso dei sensori (recettori), di registrare ciò che succede
nell’ambiente esterno e di elaborare risposte adeguate agli stimoli ricevuti; si parla del sistema
nervoso. Il sistema nervoso lavora insieme ad un altro apparato che si incarica di mettere in atto le
risposte: apparato locomotore.
Questi due apparati sono importanti per mantenere una relazione con quello che ci circonda, e con gli
altri individui.
3. Apparati con caratteristiche associabili alla vita di relazione e caratteristiche associabili alla vita
vegetativa: non appartengono specificatamente a nessuna categoria.
L’apparato tegumentario ci separa dal resto dell’ambiente, ci protegge da eventuali agenti patogeni
(cioè ci mantiene vivi ed è anche in relazione con l’ambiente).
L’apparato endocrino sviluppa segnali di comunicazione (ormoni) che circolano nel sistema
circolatorio; si avvale di segnali più “grossolani” e non lavora in maniera strettamente specifica. I
segnali che vengono sviluppati servono sia per la protezione che per la relazione
Tutti gli apparati lavorano per mantenere l’omeostasi: il mantenimento delle funzioni fisiologiche
all’interno di un range con aspetto oscillatorio (i parametri variano in base al soggetto, al momento della
giornata, all’età, ecc.). 1
2 – APPARATO TEGUMENTARIO
CUTE
È una struttura che funge da protezione, è la parte più superficiale del nostro corpo e più a contatto con
l’ambiente.
È costituito da 3 strati, andando verso l’interno:
• Epidermide: è costituito da un epitelio di rivestimento suddiviso in più strati di cellule. Queste cellule,
andando dalla componente più profonda alla superficie, sono della stessa tipologia, ma
morfologicamente differenziate.
Le cellule dello strato più profondo vengono continuamente sostituite da altre; questo avviene in
quanto le cellule tendono ad arricchirsi di granuli, processo che le porta prima alla perdita del nucleo e
poi a morte, dopodiché la cellula si riduce ad essere una lamina di cheratina che, incastrandosi con le
cellule di fianco, forma un’armatura cornea che serve da barriera nei confronti dell’ambiente esterno.
L’epidermide non ha vasi propri, per poter sopravvivere ha bisogno di nutrimento ed ossigeno: sta
appoggiata sopra una membrana basale che fa passare attraverso i nutrienti che arrivano dal derma.
• Derma: appartiene alla categoria dei tessuti connettivi, contiene dei vasi (come tutti i tessuti
connettivi). Fornisce nutrimento all’epidermide e funge da protezione dalle sollecitazioni meccaniche.
Il derma poggia su un altro strato simile (l’ipoderma).
• Ipoderma: ci sono molte meno fibre rispetto al derma, è più lasso, ed è possibile, in alcuni distretti del
corpo, suddividerlo in due sottostrati:
Strato lamellare: le fibre si dispongono in fasci paralleli tra di loro a formare delle zone.
o Strato areolare: le fibre si dispongono a formare una rete con dei buchi attraverso cui si infilerà
o del tessuto adiposo grasso.
Nel caso della faccia questi due strati sono nettamente distinti da uno strato di muscolatura detto
“pellicciaia”; questa muscolatura contraendosi sposta il derma e l’epidermide per creare calore o per
muovere la cute.
Questa muscolatura si trova nel distretto cefalico (testa e collo) dove ha valenze comunicative, in
quanto regola le espressioni facciali, per questo motivo la muscolatura pellicciaia nell’uomo è detta
anche “mimica”.
Tutta questa stratificazione (epidermide, derma, ipoderma) poggia su una fascia che avvolge
completamente il corpo, rispetto alla quale tutto ciò che sta fuori è “superficiale” e quello che sta dentro è
“profondo”. L’apparato tegumentario è, per cui, un apparato superficiale.
Questa fascia è presente in qualsiasi distretto ed è una sorta di involucro dentro al quale sono protetti gli
organi necessari alle funzioni vitali.
La fascia prende nomi diversi in base all’area in cui si trova (fascia cervicale, fascia addominale, fascia
toracica, ecc.), ma è sempre la stessa nonostante i nomi differenti.
ANNESSI CUTANEI
PELI E FOLLICOLI PILIFERI
I peli sono strutture presenti sulla superficie cutanea di quasi tutto il corpo (ad eccezione del palmo della
mano, della pianta del piede, delle labbra e di alcuni dei genitali esterni).
I peli sono strutture non viventi, originate da organi chiamati follicoli piliferi.
1: STRUTTURA DEL FOLLICOLO PILIFERO
Il follicolo pilifero è localizzato nel derma profondo. Alla base del follicolo è presente la papilla pilifera:
costituita di tessuto connettivo, contenente vasi e nervi.
Ai lati della papilla è presente il bulbo pilifero, costituito da cellule epiteliali. 2
Superiormente alla papilla è presente la matrice pilifera, deputata alla produzione del pelo.
Le cellule del follicolo sono organizzate in 3 strati concentrici:
• Guaina interna della radice: circonda la radice pilifera e la porzione più profonda del fusto.
• Guaina esterna della radice: si estende dalla superficie cutanea, fino profondamente alla radice del
pelo. È posta esternamente alla guaina interna.
• Membrana vitrea: è lo strato più esterno, costituito da una lamina basale (connettivo) ispessita.
2: FORMAZIONE DEI PELI
Il pelo si forma attraverso un particolare processo di cheratinizzazione, svolto principalmente dalla matrice
pilifera: le cellule basali si dividono e si portano sempre più superficialmente come componenti del pelo in
via di sviluppo.
3: STRUTTURA DEL PELO
Il pelo è costituito da una porzione interna, midollare, ed una porzione esterna, corticale.
La porzione di midollo contiene principalmente cheratina soffice; la porzione di corteccia contiene
principalmente cheratina rigida.
Attorno alla porzione corticale si dispone un singolo strato di cellule morte cheratinizzate, definito cuticola.
La porzione di pelo che sta al di sotto della superficie è la radice del pelo, la porzione esterna è il fusto.
4: FUNZIONI DEI PELI
• I capelli proteggono la testa dai raggi UV e dagli urti, permettendo inoltre di isolare la scatola cranica.
• I peli in prossimità delle narici e dell’orecchio esterno ostacolano l’ingresso di particelle estranee o
insetti.
• Il plesso della radice del pelo è costituito da nervi sensitivi, circonda la radice del pelo permettendo di
percepire il movimento di ogni singolo fusto pilifero. Si tratta di un meccanismo di difesa da insulti
estranei.
• Il muscolo erettore del pelo, un fascetto di fibre muscolari liscie, esercita una trazione sul follicolo
permettendo l’innalzamento del pelo (pelle d’oca). È un meccanismo di difesa che si attiva in seguito a
particolari stati emotivi o a variazioni della temperatura.
5: CRESCITA E SOSTITUZIONE DEI PELI
Un pelo presenta un proprio ciclo di crescita, per esempo il pelo del cuoio capelluto cresce per un periodo
che va dai 2 ai 5 anni.
Alla fine del ciclo di crescita il follicolo si inattiva ed il pelo prende il nome di clava del pelo; in questa fase il
follicolo diminuisce le proprie dimensioni e si interrompe la connessione tra la matrice pilifera e la clava.
Quando inizia un nuovo ciclo di crescita, il follicolo produce un nuovo pelo che determina l’espulsione della
clava.
Un individuo adulto perde circa 50-100 capelli al giorno.
GHIANDOLE CUTANEE
Le ghiandole annesse alla cute sono tutte ghiandole esocrine.
1: GHIANDOLE SEBACEE
Sono ghiandole alvolari, sia semplici che ramificate, a secrezione olocrina.
Molte ghiandole sebacee possono comunicare con un singolo follicolo pilifero per mezzo di uno o più brevi
dotti escretori.
Le cellule ghiandolari secernono grandi quantità lipidiche, che formano una sostanza chiamata sebo: una
sostanza deputata alla lubrificazione delle superfici ed all’inibizione della crescita batterica.
Il sebo viene rilasciato nel lume dell’adenomero, e successivamente spinto verso la superficie cutanea dalla
contrazione dei muscoli erettori del pelo. 3
I follicoli sebacei sono grandi ghiandole sebacee che comunicano direttamente con l’epidermide,
senza sfruttare il follicolo pilifero.
La presenza di batteri nelle ghiandole sebacee o nei follicoli sebacei determina un’infiammazione locale
definita follicolite. L’ostruzione del dotto della ghiandola determina la formazione di un piccolo ascesso,
chiamato foruncolo.
2: GHIANDOLE SUDORIPARE
Sono ghiandole che secernono una soluzione acquosa.
Contengono cellule mioepiteliali: intercalate tra le cellule secernenti e specializzate nello spremere
l’adenomero, favorendone la secrezione.
Sono di 2 tipi:
• Ghiandole sudoripare apocrine: la loro reale tipologia di secrezione è merocrina.
Rilasciano le secrezioni nei follicoli piliferi di: ascelle, capezzoli e inguine. La secrezione è densa e
viscosa, potenzialmente odorosa (odorosa quando funge da nutrimento dei batteri che ne modificano
l’odore).
Possono secernere inoltre feromoni: sostanze chimiche necessarie per il riconoscimento e lo scambio
di informazioni tra individui, in modo inconscio.
• Ghiandole sudoripare eccrine: sono più numerose ed ampiamente distribuite rispetto alle precedenti,
infatti un adulto ne contiene circa 3 milioni.
La secrezione è chiamata sudore o perspiratio sensibilis, contenente al 99% acqua con disciolti
elettoliti, metaboliti e sostanze di scarto. Le funzioni principali del sudore sono:
Termoregolazione: il sudore raffredda la superficie corporea.
o Escrezione: è un metodo di elimiazione dell’acqua e di un certo numero di sostanze
o farmacologiche.
Protezione: diluisce le sostanze chimiche dannose es impedisce la crescita di microorganismi.
o
3: ALTRE GHIANDOLE
• Ghiandola mammaria: anatomicamente correlabile alle ghiandole sudoripare eccrine. Per descrizione
vedi apparato genitale femminile.
• Ghiandole ceruminose: si tratta di ghiandole sudoripare modificate, localizzate nel condotto uditivo
esterno.
La loro secrezione si mescola al sebo, producendo una sostanza chiamata cerume. Il cerume forma una
sorta di trappola per le particelle estranee, impedendo che penetrino nell’orecchio e che raggiungano
la membrana timpanica.
4: CONTROLLO DELLA SECREZIONE GHIANDOLARE
• Le ghiandole sebacee e le ghiandole sudoripare apocrine vengono controllate dal sistema nervoso
autonomo, senza che ci sia la possibilità di un controllo diviso per zone (ogni comando viene recepito e
svolto dalle ghiandole di tutto il corpo).
• Le ghiandole sudoripare eccrine sono controllate in modo che la quantità di secreto da produrre e la
zona corporea varino in maniera indipendente.
UNGHIE
Sono strutture che si formano sulla superficie dorsale delle dita di mani e piedi. Hanno una azione
protettiva e ne limitano le torsioni durante stress meccanici.
L’unghia è costituita da un corpo dell’unghia che si adagia sul letto unghiale del dito.
Il corpo dell’unghia è circondato da un epitelio che forma i solchi ungueali laterali e le pieghe ungueali
laterali.
La prima porzione di unghia è ricoperta da uno strato corneo che fuoriesce dalla radice, formando la
cuticola. Al di sotto della cuticola è presente la piega ungueale prossimale. 4
L’unghia viene prodotta a livello della radice dell’unghia: una piega epiteliale non visibile in superficie, ma
ben adesa al periostio delle falangi.
L’unghia può subire cambiamenti di forma, struttura e calore; è necessario tenerle sotto controllo in
determinati casi in quanto possono essere sintomi di patologie. 5
3 – TERMINOLOGIA E GENERALITÀ
In questa sezione viene descritto il corpo umano, prima dall’interno e poi dall’esterno, in modo tale da
capire come è costituito.
Le forme del corpo umano devono essere il più possibile identificate geometricamente.
Il corpo umano è costituito da:
• Parte assile: è definita impari (cioè ne è presente solo una all’interno del corpo) e mediana (in quanto
sta al centro del corpo).
È formata da 3 forme geometriche:
Tronco di cono con base maggiore superiore e base minore inferiore (il tronco).
o Tronco di cono più piccolo con base maggiore inferiore e base minore superiore, appoggiato
o sulla base superiore del tronco di cono precedente (il collo).
Ovoide che poggia sulla base superiore del secondo tronco di cono (la testa).
o
In realtà il tronco ed il collo possono essere unicamente considerati a formare il tronco, mentre la testa
è a sé stante.
• Parte appendicolare: al tronco si legano delle cinture di attacco, che sono sistemi di collegamento per
gli appendici, i quali sono pari e simmetrici (sono in coppie ed uguali tra di loro).
Un’appendice è l’arto superiore (le braccia e le mani), che si attacca alle due estremità laterali
o della base maggiore del tronco.
Un’appendice è l’arto inferiore (le gambe e i piedi), che si attacca alle due estremità laterali
o della base minore del tronco.
Gli arti:
Sono costituiti da:
• Una parte libera, costituita da 3 segmenti legati uno all’altro; i primi due segmenti sono cilindrici, il
terzo ha una forma a spatola.
• Una cintura di attacco (che permette l’attacco della parte libera al tronco).
In particolare, entrando nello specifico per ogni arto:
• Arto superiore: la cintura di attacco viene chiamata cingolo scapolare, i 3 segmenti della parte libera
vengono chiamati braccio, avambraccio e mano. Tra il braccio e l’avambraccio è presente il giunto
articolare del gomito, tra l’avambraccio e la mano il giunto articolare del polso.
• Arto inferiore: la cintura di attacco viene chiamata cingolo pelvico, i 3 segmenti della parte libera
vengono chiamati coscia, gamba e piede. Tra la coscia e la gamba è presente il giunto articolare del
ginocchio, tra la gamba e il piede il giunto articolare della caviglia.
Sia le cinture di attacco, che gli altri giunti articolari, consentono alle due strutture che vengono legate di
restare attaccate, ma anche di avere un movimento relativo di una struttura rispetto a quella congiunta.
PIANI CORPOREI
È importante che il soggetto venga collocato in una posizione di riferimento (che sia universale), in modo
tale che: partendo da questa posizione si può dire che cosa sta sopra o che cosa sta sotto rispetto a che
cosa ecc.
La posizione anatomica di riferimento prevede che: il soggetto sia in piedi, posizionato in modo tale che:
1) la superficie libera dell’arto superiore sia a contatto con le superfici laterali del tronco (quindi che le
braccia siano attaccate lungo i fianchi), 2) il palmo della mano sia rivolto in avanti, 3) i piedi poggino con la
pianta a terra, la quale sta quindi a contatto con la superficie orizzontale del pavimento, 4) la testa sia dritta
ed il soggetto traguardi l’orizzonte. 6
Posizionando il soggetto all’interno di un parallelepipedo, si può immaginare che esso sia attraversato da
infiniti piani (equivalenti alle 3 dimensioni dello spazio).
1: Piano orizzontale del parallelepipedo che chiude il soggetto sopra e sotto:
• Piano cefalico: piano che chiude il soggetto sopra e passante per il punto più alto della testa (chiamato
vertice).
• Piano podalico: piano che chiude il soggetto da sotto (parallelo al precedente) e che è a contatto con la
pianta dei piedi.
• Piani trasversali o assiali: infiniti piani orizzontali paralleli che si collocano tra il piano cefalico e quello
podalico, permettendo di suddividere il soggetto in infinite sezioni orizzontali.
Per capire più vicino a quale dei due piani estremi si trova una struttura corporea, si usano i termini:
craniale (se è più vicino al piano cefalico) e caudale (se è più vicino al piano podalico).
Se vado quindi dal basso verso l’alto: sto andando in direzione caudo-craniale; se vado dall’alto verso il
basso: sto andando in direzione cranio-caudale.
2: Piano verticale del parallelepipedo che chiude il soggetto davanti e dietro:
• Piano ventrale: piano che chiude il soggetto anteriormente.
• Piano dorsale: piano che chiude il soggetto posteriormente.
• Piani frontali o coronali: infiniti piani verticali paralleli che si collocano tra il piano ventrale e quello
dorsale, permettendo di suddividere il soggetto in infinite sezioni verticali. N.B. coronale si utilizza
principalmente per la testa.
Per capire più vicino a quale dei due piani estremi si trova una struttura corporea, si usano i termini
ventrale e dorsale.
Se vado da davanti verso l’indietro: sto andando in direzione ventro-dorsale; se vado dall’indietro in avanti:
sto andando in senso dorso-ventrale.
3: Piano verticale del parallelepipedo che chiude il soggetto ai lati:
• Piani laterali (destro e sinistro): piani che chiudono il soggetto lungo i fianchi destro e sinistro.
• Piani sagittali: infiniti piani verticali che si collocano tra il piano laterale destro e quello sinistro,
permettendo di suddividere il soggetto in infinite sezioni verticali.
• Piano sagittale mediano di simmetria: passa attraverso la parte assile dividendo il soggetto in due
metà pari e simmetriche. Le due metà che vengono divise dal piano mediano di simmetria sono det
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