Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

NERVI DI SENSIBILITA' SOMATICA: 3°-4°-5°-8°

NERVI DI SENSIBILITA' VISCERALE: 7°-9°-10°-11°

NERVI DI MOTILITA' SOMATICA: 6°-12°

NERVI DI MOTILITA' VISCERALE: 5°-9°-10°-11°

Vediamo ora come si collocano i nuclei dei nervi romboencefalici. Nei mammiferi,

spostandoci verso l'encefalo, troviamo il bulbo. Su si esso si forma una fossa (come scavata

da un cuneo) portando alla formazione di 2 colonne (processo di eversione del midollo

spinale).

Una volta che le informazioni arrivano al SNC, possono essere elaborate con 3 linee di

processazione:

1) PRIMA LINEA: il RIFLESSO; risposta immediata.

2) SECONDA LINEA: l'intervento del cervelletto che controlla finemente le risposte

motorie senza prendere decisioni.

3) TERZA LINEA: inoltramento delle infomrazioni passando dal talamo ai centri

superiori decisionali, che nei mammiferi si trovano nella corteccia cerebrale.

NERVI DELL'OCCHIO

I muscoli degli occhi sonno innervati in modo disomogeneo dai nervi oculomotori, dal

nervo abducente e dal nervo trocleare. Il 6° nervo innerva il RETTO ESTERNO, il 4°

innerva l'OBLIQUO SUPERIORE e il 3° innverva il RETTO

INTERNO,SUPERIORE,INFERIORE e OBLIQUO INFERIORE. Insieme lavorano in

sinergia. Affinchè questo avvenga è necessario che il SNC sia informato sullo stato di

contrazione e rilasciamento dei muscoli.

Poi abbiamo il 12° nervo che innerva la lingua e permette la sua motilità.

NERVI BRANCHIALI

Sono il 5°,7°,9°,10°,11°. Il 5° innerva l'arco orale, il 7° innerva l'arco ioideo e gli ultimi 3

innervano gli archi branchiali. Il nervo trigemino permette l'apertura della bocca e a livello

viscerale consente la percezione dell'alta temperatura. Il nervo facciale innerva i muscoli

mimici (espressività facciale). Il nervo glossofaringeo e il nervo vago innervano i muscoli

della faringe (deglutzione) e della laringe (fonazione). Apparte il 5° nervo, gli altri sono

coinvolti nel sistema nervoso parasimpatico:

il 7° innerva le ghiandole salivari e lacrimali

– il 9° innerva le ghiandole salivari

– il 10° innerva tutta la gamma degli organi involontari.

Il 5° nervo ha una componente sensoriale nel midollo alungato e una nel mesencefalo.

Esiste quindi un nucleo mesenfecalico del 5° nervo costituito da cellule sensoriali. Per

quanto riguarda il nucleo bulbare del 5° nervo le cellule sensoriali sono esterne nel

GANGLIO SEMILUNARE. Le cellule sensoriali del nervo facciale si trovano nel

GANGLIO GENICOLATO; le cellule sensoriali del nervo glossofaringeo si trovano nel

GANGLIO PETROSO mentre le cellule sensoriali del nervo vago si trovano nel GANGLIO

NODOSO e GIUGULARE. Il nucleo del 10° nervo è detto NUCLEO SOLITARIO; da

questi nuclei partono delle fibre che salgono al cervelletto, per poi scendere al midollo

spinale e al midollo spinale ai visceri, per la via dei neuroni pregangliari e gangliari

simpatici (vedere il sistema nervoso autonomo). Si stabiliscono così i riflessi viscerali come

il battito cardiaco, tosse, vomito ecc. Le afferenze che arrivano dal nucleo solitario si

chiamano afferenze del FASCIOLO SOLITARIO.

PONTE DI VAROLIO

Presente solo nei mammiferi, si osservano in esso i NUCLEI PONTINI fatti da cellule

associative che ricevono informazioni dalla corteccia telencefalica e le inoltrano alla

corteccia del cervelletto costituendo la via CORTICOPONTOCEREBELLARE. Questi

nuclei sono il controllo del cervelletto da parte del telencefalo per quanto riguarda

l'esecuzione dei movimenti

CERVELLETTO

Corrispondente alla parte dorsale e rostrale del romboencefalo, si trova sopra il ponte e

svolge un'attività di ottimizzazione dei movimenti. Integra al fine di accelerare o frenare

l'attività motoria. E' suddiviso in 3 lobi: anteriore, medio e posteriore. Nei mammiferi si

aggiungono 2 emisferi (neocervelletto); è costituito poi da strutture accessorie che sono il

verme e i flocculi (paleocervelletto). La ripartizione della corteccia cerebellare che si

riconoscono tra solco si chiamano tavole. Se sezioniamo il cervelletto longitudinalmente

troviamo una sorta di ramificazione della sostanza bianca all'interno delle tavole. Negli

amnioti si fanno consistenti dei nuclei che sono:

NUCLEO DENTATO: riceve assoni dalle cellule del Purkinje e proietta in alto verso

– il nucleo rosso parvicellulare del mesencefalo (costituito da cellule associative) che

passano poi al talamo e alla neocortex (via DENTORUBROTALAMOCORTICALE:

via di progettazione del movimento)

NUCLEO DEL FASTIGIO: proietta in basso e controlla l'eseguzione del dei

– movimenti (motoneurone) grazie alla via CEREBRORUBROBULBOSPINALE.Da

questo nucleo si origina anche la via del FASCICOLO UNCINATO che va verso il

nucleo rosso magnocellulare (cellule più grandi e antiche) del mesencefalo per poi

tornare indietro verso i motoneuroni (via CEREBELLOMOTORIA)

NUCLEO INTERMEDIO

La presenza di questi nuclei condiziona la via di uscita dal cervelletto. La dove non sono

presenti i nuclei, l'unica via d'uscita è costituita dalle CELLULE DEL PURKINJE. Negli

anamni rappresentano l'unica via fugale, mentre negli amnioti il 98% termina nei nuclei

dentati, mentre il 2% fuoriesce dal cervelletto. Le cellule del Purkinje rilasciano un

mediatore chimico che determina una iperpolarizzazione: inibiscono le cellule su cui

terminano; i nuclei intralaminari, invece, sono eccitatori. Il nucelo dentato riceve assoni

dalle cellule del Purkinje e le proietta in alto nel mesencefalo (nucleo rosso) che passano poi

al talamo e alla neocortex. Il nucleo del fastigio proietta in basso e controlla i movimenti.

Nella regione più caudale del bulbo sono presenti i nuclei terminali del fascicolo gracile e

cuneato che appunto prendono il nome di NUCLEO GRACILE e NUCLEO CUNEATO. Da

questi partono dei neuroni che vanno al cervelletto e al diencefalo. La parte degli assoni di

questi neuroni che va al diencefalo, proietta delle fibre, dette FIBRE ARCUATE

PROFONDE, che si decussano e si piegano in avanti a formare una via ascendente detta

FASCIO BULBO TALAMICO o LEMNISCO MEDIALE. Dai medesimi nuclei partono

fibre che vanno al cervelletto e di queste alcune si uniscono alle arcuate profonde, ma giunte

a decussazione non salgono e proseguono ventralmente fino a farsi FIBRE ARCUATE

SUPERFICIALI VENTRALI raggiungendo i PEDUNCOLI CEREBELLARI

POSTERIORI del cervelletto per poi giungere alla corteccia cerebellare. Esiste poi un'altra

via che proietta al talamo. Il FASCIO SPINOTALAMICO. Sono vie simili, l'unica

differenza dal fascio bulbotalamico è che in quest'ultimo le cellule intercalari sono collocate

nel nucleo cuneato, e da qui si va al talamo, mentre nel secondo caso si trovano nele corna

dorsali e da li si va a talamo. Vi sono poi i NUCLEI OLIVARI (situati nelle olive); si

trovano in rilievi olivari che complicano il profilo del bulbo. Le fibre arcuate che

provengono dalle olive sono dette FIBRE ARCUATE MEDIALI, che vanno da destra verso

sinistra e che passano dai nuclei olivari. I nuclei olivari sono raggiunti, dal midollo spinale,

da fibre spinolivari partendo da associazioni di cellule intercalari. Le olive proiettano solo al

cervelletto. La via corticopontocerebellare va a finire nei peduncoli cerebellari mediali

CITOARCHITETTONICA DELLA CORTECCIA DEL CERVELLETTO

Essa è costituita da 3 strati:

1) STRATO MOLECOLARE: percorso da fibre parallele costituiti da assoni delle

cellule granulari e da particolari cellule stellate

2) STRATO DELLE CELLULE DEL PURKINJE: hanno un dendrite ramificato con cui

sinaptano nello strato molecolare. Le cellule stellate hanno un dendrite nello strato

molecolare e un assone che può sinaptare col dendrite delle cellule del Purkinje o con

il loro pirenoforo. Sono presenti poi le cellule del Golgi che hanno un dendrite

ramficato con cui sinaptano con lo strato molecolare.

3) STRATO DELLE CELLULE DEI GRANULI

Al cervelletto arrivano 2 tipi di fibre:

1) FIBRE MUSCOSE: che si ramificano e vanno a sinaptare tutte le cellule della

corteccia

2) FIBRE RAMPICANTI: sinaptano solo le cellule del Purkinje

I segnali delle fibre muscose eccitano i granuli che a sua volta eccitano le cellule del

Purkinje, le cellule del Golgi e le cellule stellate. Un' eccitazione delle cellule del Purkinje

corrisponde ad una inibizione dei nuclei intralaminari. Se si ha una eccessiva inibizione di

queste, essa viene inibita dalle cellulle stellate e dalle cellule del Golgi (che inibiscono

l'eccitazione da parte dei granuli). In sisntesi, le uniche cellule eccitatorie sono le cellule dei

granuli; si ha quindi in meccanismo di autofrenaggio dell'inibizione. Negli amnioti, le

cellule del Purkinje raggiungono l'8° vestibolare (parte del nervo acustico che ci permette di

stare in equilibrio). Le vie fugali sono diverse in anamni e amnioti. Nei primi non troviamo

nuclei intralaminari e quindi se tagliamo la loro via di uscita causiamo quella che viene

definita una PARALISI SPASTICA (muscoli sempre contratti); tagliando le vie degli

amnioti abbiamo una PARALISI FLACCIDA.

MESENCEFALO

E' il principale centro decisionale. E' caratterizzato da 2 strutture lobose che si chiamano

LOBI OTTICI, in quanto ricevono le fibre della retina. Nei mammiferi, invece di 2 lobi

ottici (che negli uccelli sono laterali) troviamo 4 follicoli, 2 posteriori e 2 inferiori. Nei pesci

si iniziano a formare 2 TORI semicircolari sotto il tetto ottico; nei rettili i 2 tori si uniscono

all'indietro formando il CORPO POSTERIORE (posteriore ai lobi ottici). Nei mammiferi i

tori tendono a spostarsi in superfice diventando i follicoli mesencefalici posteriori. Sempre

nei mammiferi, il ventriloco si riduce ad un canalino che prende il nome di ACQUEDOTTO

DI SILVIO. Sotto il corpo, detto TEGUMENTO, compaiono fasci di fibre dette PIEDI

MESENCEFALICI che provengono dalla neocortex motoria. I nuclei mesencefalici si

trovano nel tegumento e per questo sono detti NUCLEI TEGUMENTALI e sono i nuclei del

nervo oculomotore comune, del nervo trocleare e il nucleo rosso. Oltre il mesencefalo non

troviamo più i motoneuroni. Il 3° nervo da un contributo al sistema nervoso parasimpatico,

raggiungendo il ganglio ciliare da cui partono fibre per la costrizione dell'iride.

CORTECCIA MESENCEFALICA (TETTO MESENCEFALICO)

E' costituita da 6 strati:

1) STRATO RETINICO: costituito da fibre retiniche

2) STRATO FIBROSO GRIGIO SUPERFICIALE: le fibre retiniche passano nel

secondo strato costituito da dendriti di neuroni del terzo strato

3) STRATO GRIGIO SUPERFICIALE: qui partono assoni che vanno nel 4° strato fino

ad uscire dal tetto mesencefalico raggiungendoi motoneurone

4) STRATO BIANCO INTERMEDIO: costituito da assoni di neuroni del 3° strato

5) STRATO GRIGIO INTERMEDIO: costituito da neuroni che proiettano assoni verso

i dendriti del secondo strato che poi raggiungono i neuroni del terzo strato.

6) STRATO BIANCO PERIVENTRICOLARE: raggiunto da vie che portono dal

midollo spinale e dal bulbo portando informazioni di natura non ottica e arrivano ai

neuroni del 5° strato.

Dai rettili in poi, esiste un nucleo detto NUCLEO DELL'ISTMO: situazione intermedia di

vie che vanno dal SNC alla retina e si trova nel tegumento. Da questo nucleo partono delle

fibre di minor quantità che vanno alla retina. Nei mammiferi la via è diversa: la retina

manda dei segnali al nucleo genicolato e da qui alla corteccia. In tal modo il SNC esercita

un controllo con poche fibre sulla retina stessa.

Inspiegabilmente troviamo un'organizzazione mesenfecalica primitiva in un anfibio urodelo:

Necturus: la sostanza grigia è ancora periventricolare ed è superficiale lo strato bianco dove

prevalgono dorsalmente le fibre ottiche retinichehe qui terminano. I neuroni periventricolari

mandano i loro dendriti nella regione fibrosa a racogliervi gli impulsi sensitivi; i loro neuriti

si mettono in rapporto con i nuclei del 3° e del 4° nervo. I neuroni periventricolari ricevono

dunque impulsi di origine sensitiva e inviano impulsi ai centri motori. In sisntesi il

mesencefalo di Necturs è fatto sono da un tubo neurale con intorno dendriti periferici. E'

presente anche il nucleo rosso.

DIENCEFALO

E' l'anticamera del telencefalo. È il più nascosto in quanto viene inglobato dai 2 emisferi

telencefalici caratterizzato dal suo ventricolo. Le pareti laterali sono ispessite e ospitano

diversi nuclei; mentre il pavimento è sottile esso è costituito da 3 parti (definiti da solchi):

Epitalamo (regolazione del ciclo sonno veglia da parte dell 'orome epifisario)

– Talamo (talamo dorsale, costituito da molti nuclei, e ventrale )

– Ipotalamo (centro della fame, sete, rabbia e sfera sessuale)

Sopra l'epitalamo è presente l'epifisi. Sotto l'ipotalamo è presente il chiasma ottico dove si

incontrano i nervi ottici; appesa all'ipotalamo è presente l'ipofisi.

IPOTALAMO

Qui l'ipofisi è appesa tremite una sorta di peduncolo. Nel corso dello sviluppo, l'ipofisi si

forma a partire da due punti: l'ADENOIPOFISI, che nasce dall'epitelio boccale, e la

NEUROIPOFISI che è una proiezione verso il basso del SNC. Durante lo sviluppo si

connetto perchè si viene a formare una finestra alla base del cranio. La neuroipofisi riceve il

neurosecreto da parte di neuroni: nuclei di neuroni neurosecretori della regione

sovraottica. Il neurosecreto ha 2 destini: o va verso gli organi lontani (muscolatura liscia),

oppure va verso l'adenoipofisi e nei confronti di essa hanno la funzione di regolazione,

producendo altre sostanze endocrine. Nell'ipotalamo sono presenti anche i CORPI

MAMMILLARI che ricevono informazioni di tipo olfattivo dall'archicortex del telencefalo

e gustative dalle parti posteriori. Quindi l'ipotalamo è un centro di integrazione.

EPITALAMO

In questa regione si alternano zone a parte sottile e ispessite. Dove ci sono gli ispessimenti,

questi possono essere di sostanza bianca e allora si tratta di SISTEMI COMMESSURALI

(fasci di fibre che vanno da destra a sinistra). Se questi ispessimenti sono grigi siamo in

presenza di nuclei. I sistemi commessurali sono sostanzialmente 2:

1) COMMESSURA DELLE ABENULE: sistema di nuclei detti nuclei delle abenule. I

nuclei abenulari sono nuclei della sostanza grigia; stanno nello spessore dell'abenula

che è il peduncolo dove è attaccata l'epifisi.

2) COMMESSURA POSTERIORE

L'epfisi è la parte più vicina dell'organo parietale posteriore. Sulla parte dorsale

dell'epitalamo sono presenti 2 organi peduncolati che rappresentano occhi primitivi in grado

di percepire l'ombra e sono connessi al diencefalo tramite dervi che circondano questi

peduncoli. L'ormone epifisario regola il ciclo sonno-veglia

TALAMO

Durante l'evoluzione si complica in relazione ai rapporti col telencefalo. Per poterllo vedere

è necessario togliere i 2 emisferi. Nel talamo dorsale troviamo tutta la miriade di nuclei,

mentre le talamo ventrale ne troviamo pochi e ridotti. Il ventricolo si riduce. In base alla

posizione distinguamo diverse regioni di nuclei talamici:

REGIONE ANTERIORE: nucleo anteriore dorsale,ventrale,mediale

– REGIONE VENTRALE: nucleo ventrale anteriore, laterale, posteriore

– REGIONE LATERALE: nucleo laterale dorsale,posteriore, purina

– REGIONE POSTERIORE: nucleo genicolato laterale e mediale

– REGIONE MEDIALE: nucleo mediale laterale, dorsale

I nuclei delle prime 4 regioni proiettano alla neocortex (proiezioni focali). I nuclei

dell'ultima regione proiettano in modo diffuso o a pioggia. Il ventrale anteriore è costituito

da 2 regioni: una proietta focalmente e l'altra in modo diffuso. I nuclei talamici ricevono

dal basso una proiezione che fa tappa nella FORMAZIONE RETICOLARE (localizzata nel

corpo mesencefalico): è un nucleo funzionale ma non ha le caratteristiche morfologiche del

nucleo ed è intercalato in via ascendente e discendente. La formazione reticolare riceve dal

midollo spinale e dal cervelletto, proietta al talamo (ai nuclei talamici della linea mediale) e

da qui vengono inviati a pioggia su tutta la neocortex. La funzione è quindi quella di

mantenere il nostro stato di attenzione vigile regolando il ciclo sonno-veglia. I nuclei che

proiettano in modo focale possono essere raggruppati ulteriormente:

nuceli che proiettano alle aree neocorticali di tipo sensoriale: nuclei della regione

– posteriore, nuclei anteriori e il ventrale posteriore (responsabili di tutta la gamma di

afferenze sensoriali al sistema nervoso). Il nucleo ventrale posteriore riceve

informazioni somatiche che provengono dalle aree esterne del corpo. Ai nuclei

anteriori arrivano informazioni olfatto-gustative. Questi nuclei proiettano a precise

aree: il genicolato laterale proietta alla corteccia visiva primaria; il genicolato

mediale alla corteccia acustica e il ventrale posteriore alla SCISSURA DI

ROLANDO (un solco dietro al quale è presente l'area posterolamdica) qui arrivano

infomazione di tipo somatico,dolorifico,acustico e portate alle regioni esterne del

corpo. I nuclei anteriori proiettano le info. Olfatto-gustative ad una regione vicino

alla neocortex detta AREA DEL CINGOLO

nuceli che proiettano alle aree neocorticali di tipo motorio: l'area di interesse è

– l'AREA PREROLAMNICA, anteriore alla scissura di Rolando. Le proiezioni a

questa corteccia partono dal nucleo ventrale anteriore e dal nucleo ventrale laterale.

Le informazioni che arrivano alle aree motorie hanno il senso di stabilizazione dei

movimenti

nuceli che proiettano alle aree di tipo associativo: i nuclei posteriori ricevono da

– altri nuclei talamici e proiettano alle aree associative e regolano la funzione del

comportamento

TELENCEFALO

E' la vescicola più rostrale dell'encefalo. Parte da una situazione impari ad una situazione

pari. Il meccanismo è di titpo induttivo da parte dell'olfatto. La vescila telenfecalica viene

raggiunta dalle fibre olfattive che sono i neuriti dei recettori olfattori, inducendo un

accrescimento e causando la duplicità dei due emisferi. Nei teleostei si ha un telencefalo

everso che si forma col meccanismo di eversione visto precedentemente nel bulbo. I due

emisfersi sono divisi in 4 quadranti:

1) Archipallio

2) Paleopallio

3) Striato

4) Setto

Il setto è fatto da pochi nuclei essendo costitutito da sostanza bianca in quanto è una via di

transito di informazioni olfattive con le gustative. Lo striato racoglie stimoli somatici

(dolore, ecc.) e lo fa tramite il talamo. Il primo ingresso delle informazioni è la

PALIOCORTEX. Queste informazioni raggiungono poi l'ARCHICORTEX dove arrivano

vie dall'ipotalamo di informazioni gustative dove quindi integrerà le info. Olfattive con

quelle gustative. Questa via prende il nome di FASCIO DEL MANTELLO. Di conseguenza

l'archicortex proietta le sue informazioni olfattive ai corpi mamillari dell'ipotalamo

(FORNICE) e da qui alla formazione reticolare.

TELENCEFALO DEI RETTILI

Nel pallio dorsomediale si individuano 2 cortecce distinte che sono l' IPPOCAMPO e la

FASCIA DENTATA. Nel primo dominano le cellule piramidali. Su un lato la paliocortex

copre l'ippocampo mentre, dall'altra parte, è coperta dalla fascia dentata. C'è poi in

incremento degli strati grigi. Nella prospettiva dello sviluppo verso gli uccelli si assiste ad

una paliocortex che tende a scivolare verso lo striato il quale cresce molto rubando spazio al

pallio formando il NEOSTRIATO.

TELENCEFALO DEGLI UCCELLI

Il ventricolo è estremamente ridotto. Troviamo una ridotta paliocortex ed una discreta

archicortex. Questo telencefalo si può ridurre in 2 componenti: il neostriato e il paliostriato.

Il neostriato riceve e integra mentre il paliostriato proieta verso il basso (vie fugali)

TELENCEFALO DEI MAMMIFERI

Il primordio della neocortex è un ipotetico campo corticale formatosi cn l'evoluzione a

partire dai rettili. Poichè uno striato corticale dei rettili possa essere considerato come

primordio della neocortex, esso deve garantire 3 condizioni:

1) si deve trovare tra l'archicortex e la paliocortex

2) stratificato

3) deve ricevere afferenze talamiche

Nei sinapsidi terapsidi si assiste ad uno sviluppo invasivo della neocortex nei confronti di

tutti i settori telencefalici. Il primordio si sviluppa lateralmente verso il paliopallio e

medialmente verso l'archipallio. Il neopallio si svuluppa superficialmente trovando però

l'ostacolo delle porzioni basali; per rimediare, lo sviluppo superficiale forma delle pieghe

(solchi): la formazione dei solchi è dovuta ad un adattamento dello sviluppo superficiale.

Lo striato dei mammiferi è composto da 3 nuclei:

1) nucleo caudato

2) nucleo dell'amigdala (nuclei della regione profonda del paleopallio e dello striato

facenti parte del sistema limbico)

3) nucleo lenticolato (globus pallidus e putamen)

Questi nuclei si vengono a formare a ridosso del talamo. Il nucleo dell'amibdala viene

paragonato all'archistriato dei rettili. Durante lo sviluppo embrionale si forma per primo il

globus palldius, al quale viene attribuata la funzione di paliostriato; successivamente si

formano il nucleo caudato e il putamen che invece hanno un significato di neostriato. Tra il

telencefalo e il talamo esiste una serie di fibre mielinizzate che formano lamine di sostanza

bianca. Queste dividono le masse nucleari facendo avvicinare il globus pallidus e il putamen

formando il nucleo lenticolato (distaccando il putamen dal nucleo caudato). Archicortex,

paliocortex e neocortex presentano strutture di connessione destra-sinistra; il più importante

è il CORPO CALLOSO che si trova superficialmente al telencefalo, fatto di sostanza

bianca, che si organizza sopra lo striato e sopra il talamo; tanto più è sviluppato il corpo

calloso tanto più è sviluppato il neopallio. Poi abbiamo una COMMESSURA ANTERIORE

tra paliopallio e paliopallio e poi abbiamo la COMMESSURA DELL'IPPOCAMPO che

connette archipallio e archipallio ( che include anche le afferenze e efferenze

dell'archipallio)

PALIOPALLIO

La paliocortex viene a trovarsi dalla posizione laterale a quella ventrale per lo sviluppo del

neopallio. Il paliopallio è la parte olfattiva del telencefalo. Inizialmente si presenta il bulbo

olfattivo attaccato ad un peduncolo olfattivo che ad un certo punto si dirama in 2

circonvoluzioni e sono una mediale e una laterale. Tra di esse è collocata una struttura

triangolare detta triangolo olfattivo che contiene il tubercolo olfattivo. La circonvoluzione

mediale si continua nel lobo piriforme ed è la zona dov'è rappresentata la paliocortex. La

neocortex è separata rispetto alla paliocortex da una FESSURA RINICA. La funzione del

rinencefalo è quella i ricevere le informazioni olfattive e inviarle all'archicortex dove

verranno integrate a quelle gustative

ARCHIPALLIO

In anatomia umana è detto FORMAZIONE ARMONICA. Vi si riconosce una FASCIA

DENTATA e l'IPPOCAMPO . In un mammifero privo di corpo calloso si distinguono 4

zone: una rostrale, dorsale anteriore, dorsale posteriore e ventrale. Una fessura

dell'ippocampo separa la formazione armonica dal neopallio. Nella fascia dentata

prevalgono le cellule granulari e nell'ippocampo le cellule piramidali. Le fibre afferenti della

fascia dentata sinaptano con i dendriti dei granuli che mandano i loro assoni all'ippocampo

alle cellule pramidali. Gli assoni delle cellule piramidali costituticono le fibre efferenti.

All'archipallio arrivano terminazioni olfattive. Le fibre efferenti prendono la via della

commessura dell'ippocampo nelle forme a grosso corpo calloso.

NEOPALLIO

Per arrivare dall'archicortex alla neocortex bisogna passare dall' ipotalamo, al talamo e alla

neocortex. Si può avere un girencefalo (con solchi) e un liscencefalo (senza solchi). A parità

di mole un mammifero evoluto presenta un girencefalo più evoluto.

CITOARCHITETTONICA DELLA NEOCORTEX

Si suddivide in 6 strati:

1) STRATO FLESSIFORME: costituito da fibre e connessioni sinaptiche

2) STRATO DELLE CELLULE PIRAMIDALI PICCOLE

3) STRATO DELLE CELLULE PIRAMIDALI MEDIE

4) STRATO DELLE CELLULE GRANULARI

5) STRATO DELLE CELLULE PIRAMIDALI GRANDI

6) STRATO DELLE CELLULE POLIMORFE

I granuli ricevono afferenze che provengo da talamo e poi mandano un assone nel primo

strat. In quest'ultimo arrivano i dendriti di tutti gli altri tipi cellulari. Quelle piramidali

grandi sono le più antiche. Le cellule granulari sono l'ingresso nella neocortex mentre quelle

piramidali sono le fugali. Quelle più antiche proiettano ai centri motori. Quelle piccole sono

coinvlte in connessioni cortico-corticali. La corteccia motoria (prerolamnica) si chiama

anche corteccia GIGANTOPIRAMIDALE. Le cellule polimorfe sono simili alle piramidali

giganti. Lo strato 4 prevale nella corteccia sensoriale.


ACQUISTATO

9 volte

PAGINE

19

PESO

150.85 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze biologiche
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher leandro.92 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia comparata e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Delfino Giovanni.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Anatomia comparata

Schemi Anatomia comparata-Sistema nervos
Appunto
Genetica con laboratorio
Appunto
Biochimica, riassunti (prof.ssa Pazzagli)
Appunto
Appunti di Anatomia Comparata (professor Vanzi)
Appunto