CLASSIFICAZIONE DEI VERTEBRATI
Caratteristiche cordati: notocorda, faringe branchiale, tubo neurale dorsale e coda postnatale.
I cordati sono animali celomati e deuterostomi e comprendono tre subphyla:
1) UROCORDATI: durante la fase embrionale presentano notocorda (solo nella coda della larva) e
sopra di essa si estende il cordone nervoso tubulare, faringe branchiale (presente nelle specie
coloniali dotate di intestino), tubo neurale dorsale e coda postnatale. Al momento della metamorfosi,
la larva prende contatto con il substrato e trasformandosi perde i principali caratteri dei cordati.
2) CEFALOCORDATI: conosciuti anche come anfiossi, sono animali marini piccoli di aspetto
pisciforme. Nuotatori poco attivi, passano la vita infossati nella sabbia con la coda verso il basso, in
zone molto ossigenate dove si nutrono per filtrazione. Presentano tutte le caratteristiche tipiche dei
cordati: notocorda prolungata fino all’estremità della testa, cordone nervoso dorsale alla notocorda,
fessure branchiali nel faringe (utilizzato per filtrare l’acqua da dove traggono nutrimento), coda
estesa posteriormente all’ano. L’acqua entra nel faringe attraverso la bocca e viene espulsa
attraverso le fessure branchiali, che hanno la funzione di trattenere gli alimenti per poi convogliarli al
canale alimentare. Apparato circolatorio chiuso, no cuore ma aorta ventrale contrattile che spinge il
sangue dorsalmente convogliandolo nei vasi branchiali.
3) VERTEBRATI: presentano tutte le caratteristiche dei cordati. Notocorda si sviluppa dalla coda fino a
metà della regione cefalica; faringe branchiale si sviluppa in tutti gli embrioni ma rimane nell’adulto
solo negli animali con respirazione acquatica ove origina le branchie. Tubo neurale si sviluppa in
encefalo: lo sviluppo di un cranio a protezione dell’encefalo è una grande innovazione. L’apparato
circolatorio è chiuso e dotato di un cuore centrale. In fase embrionale compaiono le cellule della
cresta neurale dotate di capacità migratoria e in grado di differenziarsi in svariati tipi di tessuti.
Classificazione dei vertebrati:
- Agnati: hanno una bocca rotonda (ciclostomi). Sono costituiti dalle missine o missinoidi (corpo
nudo anguilliforme, bocca con pseudolingua ricoperta da dentelli cornei, numerose fessure
branchiali per la respirazione, pressione osmotica dei liquidi interni simile a quella dell’acqua di
mare) e dalle lamprede o petromizonti (bocca ovale, due pinne dorsali, 7 paia di aperture
branchiali, si riproducono in acqua dolce).
- Gnatostomi: sono vertebrati dotati di uno scheletro buccale formato da mandibola e mascella e
hanno dato origine a due linee evolutive, i Condroitti e i Teleostomi (comprendono Osteitti e
Tetrapodi).
PLACODERMI = sono stati i primi pesci gnatostomi e oggi sono tutti estinti. Sono dotati di una
possente corazzatura ossea sulla testa e sulla parte anteriore del tronco, possedevano pinne
pettorali e pelviche.
CONDROITTI = hanno uno scheletro cartilagineo, possiedono pinne pari e sono sottoclassificati
come elasmobranchi (squali e razze, hanno la prima fessura branchiale che è lo spiracolo
attraverso il quale può essere introdotta acqua nel faringe bronchiale, sono privi di vescica
natatoria e l’annesso cutaneo tipico è la scaglia placoide. Alcune specie sono ovovivipare) e
olocefali (chimere, hanno coda assottigliata e fessure branchiali coperte da un opercolo, non
hanno spiracolo e mancano di scaglie).
OSTEITTI = comprendono i pesci dotati di endoscheletro osseo o cartilagineo con parziali
ossificazioni encondriali e con squame ossee, e le loro fessure branchiali sono ricoperte da un
opercolo. Possiedono pinne pari e vescica natatoria.
Divisi in:
- Actinopterigi: hanno le pinne sostenute da sottili raggi detti lepidotrichi e mosse da muscoli
inseriti nella parete del tronco. Possono essere condrostei (storioni, presentano scheletro
parzialmente cartilagineo), olostei (composti da poche specie di lepisostei e amia calva), e
teleostei (costituiscono la stragrande maggioranza dei pesci attuali, sia marini che di acqua
dolce e hanno endoscheletro ossificato, presenza di un opercolo a coprire le branchie, pinne pari
pettorali e pelviche uniseriali, vescica natatoria priva di funzioni respiratorie. Ordini più noti sono
anguille, sardine, trote, salmoni, merluzzo, branzino…).
- Sarcopterigi: hanno pinne pari formate da elementi ossei interni di sostegno e dotate di una
muscolatura propria, e da loro hanno preso origine i primi tetrapodi. Comprendono i dipnoi
(hanno doppia respirazione, polmonare e branchiale, e una circolazione doppia e incompleta) e i
crossopterigi.
ANFIBI = i labirintodonti sono la prima classe di anfibi che conquistarono le terre emerse e
avevano il cranio ricoperto da un tetto osseo solido e respiravano coi polmoni. Poi troviamo i
lepospondili e i lissanfibi, che comprendono gli anfibi attuali: urodeli (tritoni e salamandre, coda
lunga), anuri (rospi e rane, privi di coda) e apodi (hanno perso gli arti e hanno assunto un
aspetto vermiforme). Gli anfibi sono animali ancora legati all’ambiente acquatico per la
riproduzione. Con loro compare l’orecchio medio e la testa può ruotare sulla colonna vertebrale.
RETTILI = sono i primi tetrapodi completamente svincolati dall’acqua anche per la riproduzione.
Hanno la cute ben corneificata e l’uovo si è evoluto dotandosi di gusci protettivi atti alla
riproduzione in ambiente subaereo ed annessi embrionali finalizzati all’impedimento della
disidratazione ed alla riproduzione. La sottoclasse degli anapsidi comprende i cheloni, gli
arcosauri comprendono alligatori e coccodrilli, e da loro si è sviluppata da radiazione evolutiva
che ha portato agli uccelli. Poi troviamo i lepidosauri che comprendono la maggior parte dei rettili
attuali (squamati) che comprendono la maggior parte dei rettili attuali (squamati).
UCCELLI = sono vertebrati omeotermi, con apparato circolatorio doppio e completo, i polmoni
sono efficienti, e le squame si sono trasformate in piume e penne per termoregolare il corpo. Si
riproducono attraverso uova cleidoiche. Si dividono nella sottoclasse degli archeorniti (estinti) e
dei neorniti (uccelli recenti).
MAMMIFERI = sono animali omeotermi, con corpo rivestito di peli analoghi alle piume, ma non
derivano da squame rettiliane modificate ma sono una neoformazione. Hanno una circolazione
doppia completa e nutrono la prole attraverso le ghiandole mammarie (da cui trae il nome la
classe). Nell’orecchio medio hanno tre ossicini e sono provvisti anche di un orecchio esterno. Si
dividono nelle sottoclassi degli alloteri (estinti), i monotremi (echidna e ornitorinco, solo gli unici
mammiferi ovipari), i metateri (marsupiali), e gli euteri (maggior parte dei mammiferi attuali).
EMBRIOLOGIA DEI VERTEBRATI
Stadio filotipico = stadio in cui tutti gli animali che appartengono ad uno stesso gruppo filetico hanno uno
stadio embrionale in cui tutti sono simili. Stadi precedenti e successivi a quello filotipico rispecchiano
adattamenti a pressioni evolutive diverse per le varie classi e per le varie specie. Nell’embrione, in questo
stadio possiamo riconoscere encefalo a cinque vescicole, somiti, creste neurali, faringe organizzato in archi
branchiali, cuore concamerato, abbozzi di fegato e pancreas.
Haeckel (1866): “l’ontogenesi (= serie di stadi successivi e di progressivi cambiamenti che l'uovo, e quindi
l'embrione, attraversano per dare origine all'individuo di una determinata specie) è la ricapitolazione della
filogenesi (= tappe che caratterizzano l'evoluzione di un gruppo sistematico di animali)”.
EMBRIONE E PRIMI STADI DI SVILUPPO:
- Embriogenesi comincia con la fecondazione e la formazione dello zigote, e comprende tutti gli
stadi successivi che portano alla formazione dell’embrione.
- Cellula uovo: costituita da una membrana cellulare, un pronucleo femminile e dal citoplasma,
che può essere diviso in citoplasma formativo (comprende tutte le componenti citoplasmatiche
implicate nell’omeostasi cellulare) e il citoplasma di riserva (o vitello, è l’accumulo di riserve
energetiche che serviranno all’embrione durante lo sviluppo). La quantità di vitello sarà massima
nei sauropsidi (rettili e uccelli) poiché sgusciano dall’uovo deposto in ambiente subaereo a
completamento dello sviluppo embrionale; intermedia in pesci e anfibi poiché raggiungono
velocemente uno stadio larvale; minima nei mammiferi che da subito sfruttano le riserve
energetiche della madre.
A seconda della quantità di vitello si possono classificare le uova come macrolecitiche,
mesolecitiche, oligolecitiche, alecitiche.
Un’altra classificazione delle uova la si può fare in base a com’è distribuito il vitello nella cellula
uovo: possono essere isolecitiche (vitello distribuito uniformemente) o telolecitiche (vitello
confinato ad un polo dell’uovo). Sono telolecitiche le uova di pesci e dei sauropsidi e isolecitiche
quelle degli anfibi.
Polo animale = polo dell’uovo con maggior quantità di citoplasma formativo
Polo vegetativo = polo dell’uovo con maggior quantità di vitello
- Primo stadio embrionale: ZIGOTE. È un organismo unicellulare con corredo completo che deve
diventare pluricellulare e differenziare prima due e poi tre strati cellulari detti foglietti embrionali.
- SEGMENTAZIONE = processo che porta lo zigote alla pluricellularità, e consiste nella
suddivisione del citoplasma dello zigote in comparti cellulari sempre più piccoli. Implica solo la
duplicazione del nucleo e la formazione di membrane, a opera di mRNA accumulati nella cellula
uovo durante l’oogenesi. Si formano quindi cellule figlie dette blastomeri senza neosintesi di
componenti citoplasmatici ma limitandosi alla compartimentazione di materiale preesistente e la
dimensione dell’embrione non cambia rispetto a quella dello zigote iniziale. La dimensione dei
blastomeri invece diminuisce progressivamente.
Segmentazione oloblastica = segmentazione totale dell’embrione che avviene in uova alecitiche
o isolecitiche, poiché solo il citoplasma partecipa attivamente alla segmentazione.
Segmentazione meroblastica = segmentazione del solo polo animale, tipica delle uova
telolecitiche.
- GASTRULAZIONE = processo di differenziamento dei foglietti embrionali tramite movimento
reciproco dei blastomeri in modo da organizzare un foglietto esterno (ectoderma), uno
intermedio (mesoderma) e uno esterno (endoderma).
Ectoderma: si divide in epiblasto che dà origine all’epidermide e ai suoi derivati, e neuroblasto,
da cui si originano il tubo neurale e le creste neurali.
Endoderma: circonda l’archenteron e dà origine all’epitelio della tonaca mucosa del tubo
digerente e agli adenomeri delle ghiandole annesse a questi organi cavi.
Mesoderma: si struttura subito durante la sua formazione in mesoderma assile (corda dorsale o
notocorda), parassiale, intermedio e laterale. La corda dorsale è un cilindro di cellule turgide
disposto dorsalmente sull’asse mediano dell’embrione, e va a costituire il primo elemento di
sostegno. Forma inoltre i tessuti connettivi, l’apparato circolatorio, le gonadi, la muscolatura, le
ghiandole extraparietali, l’endotelio di tutti i vasi.
- Nei processi di organogenesi i tre foglietti e le loro componenti interagiscono tra loro per
strutturare i vari organi e apparati. Contemporaneamente viene definita anche la forma
dell’embrione (morfogenesi) che cambia continuamente col progredire dello sviluppo.
- Processi alla base dello sviluppo embrionale: proliferazione cellulare, apoptosi, movimenti
cellulari, induzione (capacità di gruppi di cellule di inviare segnali chimici che determinano il
destino differenziativo di un territorio adiacente), differenziamento, regolazione di fluidi.
ANNESSI EMBRIONALI:
1) Sacco vitellino : annesso embrionale con funzione di contenimento del vitello e di
facilitazione di assorbimento, e per la cui strutturazione vengono utilizzati tutti e tre i foglietti
embrionali. Le sostanze nutritizie del vitello vengono assorbite dall’epitelio endodermico del
sacco vitellino e raggiungono l’embrione grazie alla circolazione vitellina.
2) Amnios e corion : si sviluppano contemporaneamente da ectoderma e mesoderma della
somatopleura. Nei sauropsidi l’amnios deriva dalla formazione attorno all’embrione di pieghe
che accrescendosi finiscono per unirsi e saldarsi tra loro formando la cavità amniotica: tra
corion e amnios è interposta un’espansione della cavità celomatica (celoma
extraembrionale).
Corion = membrana più esterna formata da ectoderma e mesoderma della somatopleura e
ha un ruolo protettivo. Associato con l’allantoide, forma la membrana corion-allantoidea che
permette all’embrione del sauropside, isolato dall’ambiente esterno, di respirare fino al
momento della schiusa (nelle specie dei sauropsidi vivipari, questa membrana forma la
placenta).
Amnios = delimita una cavità amniotica e produce liquido amniotico. In questo modo viene
riprodotto l’ambiente ancestrale di sviluppo in mezzo acquoso.
3) Allantoide : si origina come estroflessione sacciforme del tubo digerente caudale (formata da
endoderma e mesoderma della splancnopleura) che va a posizionarsi nel celoma
extraembrionale. Si origina nei sauropsidi come sacca di raccolta dei prodotti di scarto del
metabolismo azotato (urina).
4) Annessi embrionali dei mammiferi : iniziano a svilupparsi molto precocemente (salvo che nei
prototeri), addirittura prima della gastrulazione. Al termine della segmentazione si ottiene un
embrione costituito da uno strato di cellule esterne unite tra loro da giunzioni strette detto
trofoblasto ed una massa cellulare interna costituita da cellule indifferenziate. Le cellule
del trofoblasto secernono liquido verso l’interno e individuano una cavità della blastocisti in
cui la massa cellulare interna è segregata ad un polo. L’embrione a questo stadio è detto
BLASTOCISTI, e una volta arrivato in utero prenderà contatto con la mucosa uterina: il
trofoblasto prenderà solo contatto con la mucosa o darà origine ad un sincizio invasivo
responsabile dell’annidamento dell’embrione in utero. Dalla massa cellulare interna si
delaminano cellule che accollate al trofoblasto contribuiscono alla formazione del sacco
vitellino. Inoltre, nella massa cellulare interna si scava per schizia una cavità che porterà
all’identificazione di amnios e cavità amniotica.
APPARATO TEGUMENTARIO
Funzioni:
- Riveste completamente la superficie esterna del corpo e la superficie interna degli organi cavi.
- Esercita una funzione meccanica contro abrasioni
- Funzione di protezione di difesa contro agenti chimici, fisici (radiazioni) o biologici
(microrganismi).
- Nei vertebrati acquatici: fondamentale per la regolazione degli scambi osmotici tra organismo e
ambiente esterno (omeostasi idrico-salina).
- Nei tetrapodi: controlla le perdite d’acqua che potrebbero avvenire in ambiente subaereo per
evaporazione.
- Sede di terminazioni nervose atte alla ricezione di molti stimoli (tattili, termici, dolorifici)
- In uccelli e mammiferi (animali omeotermi): contribuisce al mantenimento dell’omeostasi termica.
- Ruolo cruciale nella nutrizione della prole (mammiferi e pesci)
- Scambi respiratori negli anfibi
- Svolge ruoli di attrazione sessuale o di mimetismo grazie ai cromatofori, coadiuvati con
ghiandole odorifere.
- Alcuni annessi cutanei fungono da strumenti di difesa/offesa.
Struttura:
- Costituito da un epitelio di rivestimento pavimentoso stratificato detto EPIDERMIDE, con cellule
caratterizzate da uno scheletro di cheratina (cheratinociti). È una struttura ad elementi labili a
causa di continui attriti e abrasioni.
- L’epidermide poggia su uno strato di tessuto connettivo profondo detto DERMA
- Tra derma e epidermide troviamo uno strato di tessuto connettivo lasso detto TELA
SOTTOCUTANEA.
Ogni classe di vertebrati ha delle variazioni dal punto di vista del tegumento:
Ittiopsidi: tegumento strutturato in modo da permettere il miglior adattamento all’ambiente
acquatico. I pesci che vivono in acqua di mare hanno una pressione osmotica dei liquidi interni
molto più bassa di quella dell’acqua in cui vivono, e quindi tenderebbero a perdere per osmosi
l’acqua attraverso la cute, e viceversa i pesci che vivono in acqua dolce avendo una pressione
osmotica superiore rispetto all’acqua dovrebbero assorbire continuamente acqua attraverso la
cute: la cute di questi pesci perciò contrasta questi problemi.
Tetrapodi: affrontano il problema della perdita d’acqua per evaporazione costituendo uno strato
superficiale più o meno spesso (strato corneo) di cellule morte in cui la cheratina è inglobata in
una matrice citoplasmatica amorfa costituita da granuli di muco (anfibi e rettili) e da una nuova
proteina detta cheratoialina (uccelli e mammiferi). I cheratinociti inoltre secernono particolari
lipidi che si dispongono tra uno strato cellulare e un altro formando una barriera al passaggio
dell’acqua.
Origine embrionale: il tegumento è un organo composito di origine sia ectodermica che
mesodermica. L’epidermide deriva dall’ectoderma (epiblasto) che rimane sulla superficie
dell’embrione dopo lo sviluppo del tubo neurale, mentre il derma e la tela sottocutanea derivano
dal mesoderma di una porzione dei somiti (dermatomi). Gli annessi cutanei possono essere di
origine ectodermica, mesodermica o mista.
Cute degli ittiopsidi:
- Epidermide dei pesci costituita da 8-10 strati di cellule tutte vive unite tra loro da giunzioni
occludenti. Lo strato più profondo è quello germinativo la cui funzione è quella di produrre
sempre nuove cellule epidermiche in sostituzione di quelle degli strati più superficiali che si
staccano per abrasione. Contiene cheratinociti e altre cellule particolari:
CELLULE CALICIFORMI: cellule a secrezione mucosa che si aprono sulla superficie
dell’epidermide riversando il loro secreto che si distribuisce uniformemente. Lo strato di muco
limita scambi osmotici con l’esterno e può esser
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