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Tipi di fibre muscolari che possono costituire il muscolo!

I muscoli scheletrici sono costituiti da tipi diversi di fibre, in percentuale variabile per ciascun

muscolo. Per il loro aspetto si distinguono in:!

- fibre rosse (tipo 1 - contrazione lenta):!

alta concentrazione di un pigmento simile all’emoglobina, la mioglobina, in grado di legare O2.!

• →

sarcoplasma sono presenti scarse miofibrille ma un numero elevato di mitocondri.!

• fibre muscolari circondate da una fitta rete di capillari.!

L’elevata presenza di capillari a circondare la fibra e l’elevata concentrazione di mioglobina,

garantiscono un elevato apporto di O2 il quale verrà utilizzato come comburrente all’interno dei

numerosi mitocondri. Da quanto detto si desume che il fabbisogno energetico delel fibre rosse sia

soddisfatto da un metabolismo aerobico.!

si contraggono e si rilasciano lentamente;!

• sono resistenti alla fatica.!

Sono quindi adatte ad attività che richiedono contrazioni prolungate (mantenimento postura) ma

non intense. !

!

- fibre bianche (tipo 2b - contrazione rapida):!

molto più voluminose rispetto alle rosse, in quanto contengono un elevato numero di miofibrille;!

• scarsa presenza presenza di mitocondri;!

• scarsa presenza di mioglobina;!

• circondate da una rete di capillari poco sviluppata.!

In seguito alla scarsa presenza di mioglobina, mitocondri e rete capillari, il fabbisogno energetico è

soddisfatto da un metabolismo anaerobico (glicolisi anaerobica).!

Il metabolismo anaerobico, che consente di generare una potenza cinque volte superiore a quella

derivante dal metabolismo aerobico, e l’elevata presenza di miofibirlle, permette a queste fibre di

generare forze notevoli.!

- si contraggono e rilasciano rapidamente;!

- non sono resistenti alla fatica.!

L’elevata forza in grado di sviluppare, a discapito di un affaticamento rapido, predispongono queste

fibre ad attività intense ma di breve durata. !

!

- fibre intermedie (tipo 2a - contrazione mista): possiedono caratteristiche intermedie a quelle

bianche e rosse. Esse si contraggono rapidamente e sono resistenti alla fatica.!

!

Le fibre rosse si possono trasformare in fibre bianche (e viceversa) in seguito a determinati stimoli

→ le fibre muscolari tendono a mantenere le loro caratteristiche morfofunzionali, a meno che non

intervengano specifici stimoli:!

- →

fibre bianche fibre rosse: se sottoposte, per un protratto periodo di tempo, a stimolazioni

continue, si indirizzano verso un metabolismo aerobico, sviluppando lenta velocità di

contrazione e resistenza alla fatica.!

- →

fibre rosse fibre bianche: le rosse sottoposte a stimoli adeguati possono assumere

caratteristiche delle fibre bianche: alta velocità di contrazione e affaticamento rapido. Se la

stimolazione cessa, le fibre tendono a tornare alle loro condizioni originarie.!

!

In genere i muscoli con le loro estremità si fissano alle ossa attraverso i tendini, i quali

trasferiscono allo scheletro le forze sviluppate dalla contrazione muscolare. Altri muscoli invece

che inserirsi sullo scheletro, si attaccano sulla superficie profonda della cute, oppure presentano

un’estremità che si attacca allo scheletro ed un’altra ad un organo.!

- →

origine attacco del tendine all’osso che durante il movimento rimane fisso.!

- →

inserzione attacco del tendine all’osso che compie il movimento.!

I tendini oltre ad essere posti all’estremità di un muscolo, ne interrompono la continuità del ventre:

muscoli digastrici, poligastrici, retto dell’addome.!

- →

tendine sono di colore biancastro, hanno forma di cordone e le sue dimensioni variano nei

diversi muscoli. Sono formati internamente da tessuto connettivo fibroso, costituito da fibre di

collagene parallele tra loro e da fibroblasti che prendono il nome di tenociti. Esternamente i

tendini sono avvolti da una lamina connettivale, detta guaina peritendinea esterna, rivestita in

superficie da un sottile strato di connettivo lasso, il perite nonio, il quale aderendo alle strutture

vicine, facilita il movimento del tendine. Sempre dalla guaina peritendinea esterna si dipartono,

penetrando nel tendine, sottili sepimenti (setti fibrotici di natura connettivale lassa) i quali

andranno a circondare i gruppi di fibre di collagene e tonociti, costituendo la guaina peritendinea

interna.!

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L’endomisio, il perimisio e l’epimisio si fondono tra loro e si continuano nel tessuto connettivo

fibroso del tendine. Il sarcolemma della fibra muscolare, in corrispondenza della giunzione con il

tendine, presenta delle introflessioni nelle quali penetrano le fibre di collagene del tendine, che

vanno a connettersi saldamente al sarcolemma attraverso micro fibrille giunzionali. La guaina

peritendinea esterna del tendine, si continua con il connettivo del muscolo (perimisio).!

!

In prossimità della giunzione con il segmento osseo, la guaina peritendinea esterna, si continua

con il periostio.!

!

Le guaine sinoviali dei tendini sono dispositivi anatomici che avvolgono il tendine quando questo

si trova a scorrere all’interno di canali fibrosi o osteofibrosi, facilitando lo scorrimento con il minimo

attrito. Questa guaina presenta una lamina interna a contatto con il tendine, ed una lamina esterna

a contatto invece con il canale fibroso. Le due lamine sono interposte dalla presenza di una piccola

quantità di liquido sinoviale. !

!

Le borse sinoviali sono tasche connettivali, rivestite internamente da membrana sinoviale, la cui

superficie è lubrificata da liquido sinoviale. Possono essere comunicanti con la cavità articolare o

essere completamente separate da essa. Si trovano in zone in cui un tendine o legamento si

muove su un altro tessuto e la loro funzione è quella di ridurre l’attrito e attutire gli urti.!

!

Le fasce sono lamine di tessuto connettivo che si suddividono in:!

- →

fasce superficiali immediatamente sotto la cute e si estendono in tutto il corpo, variando di

spessore nelle diverse parti. Sono costituite da tessuto connettivo lasso e possono contenere

tessuto adiposo in quantità variabili.!

- →

fasce profonde avvolgono i muscoli separandoli in gruppi funzionali. Possono costituire una

superficie per la loro inserzione e, in alcuni casi, partecipano alla stabilizzazione delle

articolazioni. Sono costituite da tessuto connettivo denso e a differenza di quelle superficiali non

contengono tessuto adiposo.!

!

I muscoli possono essere classificati in base a due criteri:!

- dimensioni:!

lunghi;!

• larghi;!

• →

corti i muscoli circolari come lo sfintere anale, i quali presentano delle fibre che si dispongono

• a circondare un’apertura, regolandone il diametro.!

- direzione delle fibre rispetto l’asse di trazione: la direzione delle fibre determina la

caratteristica funzionale dei muscoli. Possono distinguersi in:!

muscoli a fibre parallele in genere lunghi e sottili, sviluppano una forza di contrazione piuttosto

• bassa, ma determinano movimenti di grande ampiezza. Quadrilateri, nastriformi, fusiformi;!

muscoli a fibre oblique permettono di sviluppare forze di contrazione elevate ma in genere

• determinano movimenti di ampiezza minore rispetto ai muscoli a fibre parallele. Possono essere

a forma: triangolare, pennata, uni pennati (fibre disposte obliquamente su un solo lato del

tendine), bipennati (fibre disposte obliquamente sui due lati del tendine), circumpennati (tendine

centrale sul quale si inseriscono a 360° le fibre muscolari), multi pennati (composti da numerosi

tendini sui quali si estendono obliquamente le fibre muscolari).!

!

I muscoli si distinguono anche in base al comportamento del tendine per quanto riguarda l’origine:!

- →

bicipite muscoli che originano con due capi;!

- →

tricipite muscoli che originano con tre capi;!

- →

quadricipite muscoli che originano con quattro capi.!

!

E per quanto riguarda l’inserzione:!

- →

polcaudati muscoli che presentano più di un tendine d’inserzione.!

!

I nomi dei singoli muscoli derivano da: forma, dimensioni, posizione, numero capi di origine,

inserzioni, azione.!

!

I muscoli svolgono la funzione, contraendosi, di spostare i segmenti ossei sui quali sono inseriti.!

Quasi tutti i movimenti, avvengono per azione sinergica di diversi muscoli, alcuni dei quali sono

direttamente responsabili del movimento, mentre i restanti svolgono una funzione stabilizzatrice o

neutralizzante di movimenti indesiderati. In funzione del ruolo svolto durante il movimento si

distinguono:!

- →

motori primari quelli direttamente responsabili de movimento e del suo mantenimento.

Questi muscoli sono coadiuvati nel movimento da muscoli sinergici.!

- →

sinergici partecipano al movimento, di cui i muscoli motori primari sono direttamente

responsabili, in maniera marginale o solo in specifiche condizioni.!

- →

antagonisti svolgono il movimento opposto a quello svolto dai muscoli motori primari. Essi

modulano la velocità del movimento e intervengono alla fine dell’azione di un muscolo motore

primario, per arrestare il movimento dello stesso.!

- →

stabilizzatori intervengono nei movimenti, stabilizzando l’articolazione.!

- →

neutralizzatori agiscono nel movimento per prevenire azioni indesiderate.!

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Leve anatomiche!

- →

leve di primo genere resistenza - fulcro - potenza. Il fulcro può essere posto a uguale

distanza da resistenza e potenza (neutra), più vicino alla resistenza (vantaggiosa) o più vicino

→ →

alla potenza (svantaggiosa) [potenza muscoli estensori; fulcro base del cranio; resistenza

→ peso della testa];!

- →

leve di secondo genere fulcro - resistenza - potenza. La distanza della potenza potenza è

sempre maggiore della distanza della resistenza per cui la leva è sempre vantaggiosa. [fulcro

contatto dita-suolo; resistenza peso del corpo applicato sull’articolazione tibio-tarsica;

potenza nel calcagno, nel punto di inserzione del tendine calcaneale];!

- →

leve di terzo genere fulcro - potenza - resistenza. La distanza della potenza è sempre

minore rispetto la distanza della resistenza per cui la leva è sempre svantaggiosa. [fulcro

→ →

articolazione del gomito; potenza bicipite; resistenza mano o oggetto impugnato].!

! →

leve vantaggiose è richiesto un piccolo sforzo per sollevare il peso. Questo vantaggio si

stabilisce a spese delle velocità e ampiezza del movimento.!

! →

leve svantaggiose per muoverle è richiesta più forza di quanto ne sarebbe necessaria se la

lunghezza dei due bracci fosse invertita. Al contrario delle leve vantaggiose, hanno la possibilità di

lanciare un oggetto più rapidamente e a grandi distanze.!

! SCHELETRO ASSILE!

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CRANIO!

!

Le ossa del cranio possono essere suddivise in due gruppi, quelle del neurocranio o scatola

cranica e quelle dello splancnocranio o massiccio facciale.!

!

Per quanto riguarda il neurocranio, fanno parte di questo gruppo 4 ossa pari e 4 impari.!

Le 4 ossa pari sono:!

- →

ossa temporali poste sulla superficie laterale del cranio, inferiormente alle ossa parietali.

Sono costituite dalla squama e la rocca petrosa e la parte mastoidea. Si articolano inferiormente

con la mandibola, posteriormente con l’osso occipitale, superiormente con le ossa parietali,

anteriormente con l’osso sfenoidale-zigomatico.!

- →

ossa parietali superiormente si articolano tra di loro, inferiormente con la squama e l’osso

temporale, anteriormente con l’osso frontale e posteriormente con l’occipitale.!

Le 4 ossa impari sono:!

- →

osso occipitale chiude posteriormente e inferiormente la scatola cranica. Posteriormente

possiamo osservare la squama, anteriormente la superficie basilare che si articola con lo

sfenoidale e lateralmente due porzioni laterali che circoscrivono un foro, il grande foro occipitale.

Si articola anteriormente con l’osso sfenoidale, antero-lateralmente con l’osso temrporale,

superiormente con le ossa parietali e inferiormente con la prima vertebra cervicale.!

- →

osso sfenoidale rappresenta la parte mediana e anteriore della bade del cranio.

Centralmente presenta un corpo di forma cubica da cui hanno origine 3 coppie di lamine: piccole

ali, grandi ali, processi pterigoidei. Si articola con tutte le ossa del neurocranio e con alcune del

massiccio facciale, tra le quali le zigomatiche, le palatine e il vomere.!

- →

osso etmoidale formato da una lamina orizzontale (cribrosa), una perpendicolare e due

masse laterali. Si articola: superiormente con l’osso frontale, posteriormente con lo sfenoidale,

anteriormente con le mascellari, le palatine, le nasali e le lacrimali.!

- →

osso frontale forma la regione della fronte. Si articola inferiormente con l’osso etmoide,

inferiormente-lateralmente con lo sfenoidale, posteriormente con le parietali, anteriormente con

le ossa nasali e lacrimali e anteriormente-lateralmente con le zigomatiche.!

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Lo splancnocranio è invece costituito da due gruppi di ossa, 12 pari e 3 impari:!

Le 12 pari sono:!

- ossa nasali;!

- ossa lacrimali;!

- cornetti inferiori;!

- ossa zigomatiche;!

- ossa palatine;!

- ossa mascellari.!

Le 3 impari sono:!

- vomere;!

- mandibola;!

- osso ioide.!

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Articolazioni tra le ossa del cranio! →

Articolazione temporo-mandibolare è una diartrosi condiloidea che si instaura tra i due

condili della mandibola e le fosse mandibolari delle due ossa temporali. Ha un disco completo

che suddivide la cavità articolare in due parti non comunicanti tra loro.!

! COLONNA VERTEBRALE!

!

Rappresenta lo scheletro del rachide, costituito da una successione di 33/34 segmenti ossei

brevi, le vertebre. Tra una vertebra e l’altra intercorrono i dischi intervertebrali (costituiti da un

anello fibroso esterno e un nucleo polposo interno) che contribuiscono a formare le 4 curve

fisiologiche:!

1) lordosi cervicale (7 vertebre);!

2) cifosi toracica (12 vertebre);!

3) lordosi lombare (5 vertebre);!

4) curva pelvica (5 vertebre del sacro, 5 vertebre del coccige).!

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Le vertebre sono costituite da:!

- →

corpo vertebrale rivolto avanti, di forma cilindrica, presenta una faccia pianeggiante

superiore e inferiore. Posteriormente presenta una concavità che delimita il foro vertebrale.!

- →

arco vertebrale rivolto indietro, insieme al corpo forma il foro vertebrale. Procedendo antero-

posteriormente è costituito da:!

peduncoli;!

• processi articolari;!

• processi trasversi;!

• lamine dell’arco vertebrale;!

• processo spinoso;!

• foro vertebrale.!

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Vertebre cervicali (7)!

Lateralmente presentano delle sporgenze, i corpi uncinati. Le vertebre più particolari di questo

tratto sono:!

- →

Ⅰ vertebra: atlante non presenta il corpo vertebrale bensì è formata da due masse unite a

formare un arco anteriore e un arco posteriore. Il primo convesso in avanti, anteriormente

presenta il tubercolo anteriore dell’atlante e la faccia posteriore presenta la faccetta articolare

per il dente; l’arco posteriore è convesso posteriormente, sulla faccia posteriore centralmente vi

è il tubercolo posteriore dell’atlante.!

- →

Ⅱ vertebra: epistrofeo presenta sulla faccia superiore del corpo vertebrale il processo

odontoideo per l’articolazione con l’atlante (dente dell’epistrofeo);!

- →

Ⅶ vertebra: prominente è una vertebra di transizione. Processo spinoso molto lungo e non

biforcato.!

Vertebre toraciche (12)!

Hanno un corpo maggiore rispetto quelle cervicali e che tende ad aumentare dall’alto verso il

basso (l’ultima vertebra toracica sarà quella con il corpo vertebrale più voluminoso). Dalla seconda

alla nona, ai lati del corpo, presentano due semifaccette articolari per la testa delle coste. !

Dalla prima alla decima presentano sulla faccia antero-laterale una superficie articolare per il

tubercolo delle coste.!

- →

Ⅰ vertebra presenta per la testa della prima costa una faccetta articolare superiore completa.!

- →

Ⅱ vertebra presenta una sola semifaccetta articolare superiore per la testa della Ⅹ costa.!

- →

Ⅺ e Ⅻ vertebra presentano una sola faccetta articolare superiore completa. Manca la

superficie articolare per il tubercolo delle coste.!

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Vertebre lombari (5)!

Presentano un corpo molto voluminoso e che, anche in questo caso, aumenta dall’alto verso il

basso. La vertebra più particolare di questo tratto è l’ultima.!

- →

Ⅴ vertebra presenta un corpo più voluminoso delle altre. I processi trasversi sono lunghi e

sottili e vengono denominati processi costiformi; il processo spinoso è robusto e di forma

quadrangolare.!

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Osso sacro (5)!

Si forma per la fusione delle primitive cinque vertebre sacrali che si saldano tra loro dopo il 20°

anno di vita. Rappresenta il punto di connessione tra lo scheletro assile e quello dell’arto inferiore.

Ha una forma di triangolo tronco, con base rivolta verso l’alto e apice rivolto verso il basso ad

articolarsi con il coccige. Inoltre si articola con le ossa dell’anca costituendo il bacino.!

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Coccige (4-5)!

Parte terminale della colonna vertebrale. È costituito dalla fusione da 3 a 5 vertebre rudimentali.!

- →

Ⅰ vertebra si articola con l’apice del sacro (corni del sacro) attraverso i corni del coccige.!

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Articolazioni cranio-vertebrali!

Sono quelle articolazioni che si instaurano tra le ossa del cranio e le vertebre della colonna

vertebrale. Ne abbiamo di due tipologie:!

- →

articolazione atlo-occipitale diartrosi del tipo condilartrosi che si stabilisce tra i condili

dell’osso occipitale e le faccette articolari presenti sulla porzione superiore dell’atlante. Le

capsule fibrose si inseriscono superiormente sul contorno dei condili dell’occipitale e

inferiormente sul contorno delle faccette articolari dell’atlante.!

- →

articolazioni atlo-assiali (atlo-epistrofiche) sono 3 e si stabiliscono tra l’atlante e

l’epistrofeo:! →

2 articolazioni atlo-epistrofiche laterali tra le faccette articoalri inferiori dell’atlante e le

• faccette articolari superiori dell’epistrofeo. Diartrosi del tipo artrodie e compiono movimenti di

scivolamento. Le capsule articolari sono rinforzate da: legamento longitudinale anteriore,

legamento giallo e legamento accessorio.!

articolazione atlo-epistrofica mediana tra il dente dell’epistrofeo e l’arco anteriore

• dell’atlante. Diartrosi del tipo ginglimi assiali, capace di svolgere un movimento su un solo

asse. La superficie articolare dell’atlante, che deve ospitare il dente dell’epistrofeo, costituisce un

anello osteofibroso.!

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Articolazioni della colonna vertebrale!

- →

articolazioni intersomatiche sinartrosi del tipo sinfisi che si stabiliscono a livello dei corpi

vertebrali della vertebra superiore-inferiore. Le superfici articolari dei corpi sono messe a

contatto tra loro mediante i dischi intervertebrali. Corpi e dischi sono uniti e stabilizzati da:

legamenti longitudinali posteriori, legamenti longitudinali anteriori.!

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articolazioni zigapofisarie articolazioni che si stabiliscono a livello degli archi vertebrali tra il

processo articolare superiore di una vertebra e il processo articolare inferiore della vertebra

sottostante. Sono diartrosi del tipo artrodie.!

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articolazione sacro-vertebrale la quinta vertebra lombare si articola con la prima sacrale

mediante una sinfisi del tipo artrodia.!

- →

articolazioni sacro-coccigee l’apice del sacro e la base del coccige si articolano tra loro

mediante una sinfisi con l’interposizione di un disco fibro-cartilagineo.!

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GABBIA TORACICA!

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Scheletro di natura osteo-cartilaginea che sostiene la regione toracica e svolge una funzione

respiratoria. È dotata di un’apertura superiore e una inferiore che permettono il passaggio dei

visceri, vasi e nervi tra collo e mediastino.!

È costituita da due parti, lo sterno e le coste.!

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Lo sterno è un osso piatto impari posto sul piano sagittale mediano della parete anteriore del

torace. È costituito da tre parti:!

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manubrio più largo superiormente per poi restringersi inferiormente. Il margine superiore è

spesso e al centro troviamo l’incisura giugulare; ai lati si trovano le incisure clavicolari. Nei

margini laterali presenta le faccette articolari per la prima cartilagine costale.!

- →

corpo più lungo rispetto al manubrio. Nei margini laterali presenta la semifaccetta per la

seconda costa poi andando verso il basso presenta 4 incisure costali per l’articolazione con le

cartilagini costali dalla terza alla sesta costa. Nella porzione terminale vi è la semifaccetta

articolare che assieme a quella del processo xifoideo stabilisce l’articolazione con la settima

costa.!

- →

processo xifoideo rappresenta la porzione terminale dello sterno, più stretta e accorciata

rispetto le precedenti.!

Articolazioni sternali!

- →

manubrio-sternale articola manubrio e corpo. È una sinartrosi del tipo sinfisi che forma

l’angolo sternale. !

- →

xifo-sternale sinfisi che si stabilisce tra margine inferiore del corpo e margine superiore del

processo xifoideo.!

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Le coste sono 12 ossa piatte pari, allungate e incurvate ad arco, si articolano posteriormente

con le vertebre del tratto toracico della colonna vertebrale e anteriormente con lo sterno.!

Vengono suddivise in tre gruppi a seconda delle loro caratteristiche:!

- →

dalla Ⅰ alla Ⅶ: coste vere si uniscono posteriormente con le vertebre del tratto toracico e

anteriormente con lo sterno attraverso le cartilagini costali;!

- →

dalla Ⅷ alla Ⅹ: coste false posteriormente sono articolate con le vertebre del tratto

toracico, anteriormente si articolano indirettamente con lo sterno: ciò significa che si articolano,

attraverso la propria cartilagine, con la cartilagine della costa soprastante che a sua volta si

articolerà con lo sterno.!

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dalla Ⅺ alla Ⅻ: coste fluttuanti posteriormente articolate con le vertebre, anteriormente

libere.!

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Ciascuna costa presenta due estremità: corpo e testa.!

Il corpo è appiattito e curvo, presenta un margine superiore arrotondato e uno inferiore affilato.

Lungo la superficie interna è scavato il solco costale nel quale decorrono vasi e nervi. Il corpo

possiede l’estremità anteriore concava che si unisce alla cartilagine costale per poi articolarsi con

lo sterno. Andando verso dietro e lateralmente cambia direzione curvando verso l’interno avanti

formando l’angolo costale e costituendo il tratto posteriore formato da:!

- →

tubercolo costale segna il confine tra il tratto anteriore e posteriore della costa e presenta

una superficie articolare per il processo trasverso della vertebra;!

- →

collo si estende dal tubercolo alla testa e si trova anteriormente al processo trasverso della

vertebra.!

- →

testa presenta due faccette articolari, superiore e inferiore. Quella superiore si articola con la

semifaccetta inferiore del corpo della vertebra soprastante. La faccetta inferiore si articola con la

semifaccetta superiore del corpo della vertebra allo stesso livello.!

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Caratteristiche proprie delle coste!

La lunghezza delle coste aumenta dalla prima alla settima e diminuisce dall’ottava alla dodicesima.!

- →

Ⅰ costa è la più corta rispetto alle altre sulla faccia superiore è presenta un rilievo, il tubercolo

dello scaleno. Non presente il solco costale inferiormente.!

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Ⅱ costa manca il solco costale e l’angolo costale è molto vicino al tubercolo.!

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Ⅹ costa presenta sulla testa una sola faccetta per l’articolazione con la semifaccetta

articolare del corpo della Ⅹ vertebra toracica. !

- →

Ⅺ - Ⅻ coste la testa possiede una sola faccetta per l’articolazione con il corpo delle

rispettive vertebre toraciche. Il tubercolo risulta assente in quanto è solo la testa ad articolarsi

con le ultime due vertebre toraciche.!

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Articolazioni costo-vertebrali!

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costo-vertebrali propriamente dette tra la testa della costa e il corpo vertebrale. Sono

diartrosi del tipo artrodie. Dalla seconda alla nona costa le teste presentano due semifacette

articolari; la prima, decima, undicesima e dodicesima costa, invece, hanno un’unica faccetta

articolare. !

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costo-trasversale tra il tubercolo delle coste e il processo trasverso delle vertebre del livello

corrispondente. Diartrosi del tipo artrodie, è assente nell’undicesima e nella dodicesima costa.!

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Articolazioni sterno-costali!

Connettono le coste ai margini laterali dello sterno. Permettono alla gabbia toracica di ampliarsi

durante l’inspirazione. !

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Ⅰ costa si articola direttamente al manubrio dello sterno e alla clavicola. (sinartrosi atipica)!

- →

dalla Ⅱ alla Ⅶ costa diartrosi del tipo artrodie, si articolano alle rispettive incisure costali

del corpo dello sterno mediante giunzioni sinoviali.!

- →

dalla Ⅷ alla Ⅻ costa si connettono al margine inferiore della cartilagine costale

sovrastante attraverso la propria cartilagine costale.!

! ARTO SUPERIORE!

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Lo scheletro dell’arto superiore è costituito da due parti: la cintura toracica e la parte libera.!

La cintura toracica a sua volta è costituita da scapola e clavicola, la parte libera invece da

braccio, avambraccio e mano.!

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La scapola è un osso piatto pari di forma triangolare, posto lateralmente sulla superficie posteriore

della gabbia toracica. Presenta due facce:!

- →

anteriore presenta la fossa sottoscapolare;!

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posteriore divisa in due parti diseguali, la fossa sovraspinata superiormente e la fossa

sottospinata inferiormente.!

Sono divide dalla spina della scapola la quale origina dal margine mediale per poi dirigersi in alto-

lateralmente verso il margine laterale costituendo l’acromion, il quale si innalza al di sopra

dell’angolo laterale e si porta avanti formando l’angolo acromiale. Sulla superficie mediale vi è la

faccetta articolare ovoidale per l’estremità laterale della clavicola.!

Nell’angolo laterale è presente la cavità glenoidea con la quale la scapola si articola con l’omero.!

Essendo di forma triangolare, la scapola presenta tre margini:!

- →

laterale si estende dall’angolo inferiore all’angolo laterale, area che prende il nome di

tubercolo sottoglenoideo;!

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mediale dall’angolo inferiore all’angolo superiore;!

- →

superiore dall’angolo superiore fino all’incisura della scapola che la separa dal processo

coracoideo. Quest’ultimo è una sporgenza ossea che si trova tra l’incisura scapolare e il

tubercolo sovraglenoideo.!

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La clavicola è un osso piatto pari posta tra il manubrio dello sterno e l’acromion. È possibile

suddividerla in:!

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corpo porzione centrale compre tra le due estremità. Presenta una faccia superiore liscia e

una faccia inferiore irregolare. Nel margine posteriore, verso l’estremità acromiale, è presente il

tubercolo conoide.!

- →

estremità mediale (sternale) si articola con l’incisura clavicolare dello sterno e con la prima

cartilagine costale;!

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estremità laterale (acromiale) si articola con l’acromion.!

Il braccio è costituito dall’omero, un osso lungo pari che mette in comunicazione la cintura

toracica con l’avambraccio. Essendo un osso lungo è costituito da:!

- →

diafisi di forma cilindrica nella metà superiore mentre si appiattisce in senso antero-

posteriore nella seconda metà. Nella parte antero-laterale mediana vi è la tuberosità deltoidea

per l’inserzione del muscolo deltoide; nella parte antero-mediale superiore vi è invece il solco

bicipitale dell’omero per l’inserzione del tendine del capo lungo del bicipite brachiale.!

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epifisi prossimale è l’estremità più vicina alla scapola. Il tratto che unisce epifisi prossimale

a diafisi prende il nome di collo chirurgico. Essa è costituita da testa in alto-medialmente-

indietro la quale si articola con la cavità glenoidea; il collo anatomico separa la testa dell’omero

dalle due tuberosità (grande e piccola).!

- →

epifisi distale è l’estremità più lontana dalla scapola. Appiattita in senso antero-posteriore e

allargata trasversalmente. È costituita da:!

troclea: mediamente si articola con l’ulna;!

• fossetta coronoidea: sopra anteriormente la troclea, accoglie il processo coronoideo dell’ulna;!

• fossa olecranica: posteriormente e accoglie il becco dell’olecrano dell’ulna;!

• epitroclea: sormonta la troclea;!

• condilo: anteriormente si articola con la testa del radio;!

• fossetta radiale;!

• epicondilo laterale.!

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L’avambraccio è costituito da radio e ulna.!

Il radio è un osso lungo pari situato lateralmente all’avambraccio. Essendo un osso lungo

presenta:!

- →

diafisi prismatica triangolare con tre facce. Medialmente è presente la cresta interossea,

anteriormente è leggermente concava, posteriormente convessa.!

- →

epifisi prossimale costituita da tre elementi:!

capitello (testa): di forma cilindrica, la superficie superiore concava è chiamata fossetta del

• capitello, e la superficie laterale è chiama circonferenza articolare che si articola con l’incisura

radiale dell’ulna;!

collo: restringimento posto sotto il capitello;!

• tuberosità bicipitale: rilievo ovoidale rugoso, verticale sotto il collo.!

- →

epifisi distale più voluminosa rispetto la prossimale e di forma quadrilatera. Dalla sua

superficie laterale si diparte il processo stiloideo. Sulla superficie mediale è presente l’incisura

ulnare che si articola con l’ulna a formare l’articolazione radio-ulnare ditale. Inferiormente si

articola con il carpo.!

!

!

!

!

!

!

L’ulna è un osso lungo pari situato medialmente nell’avambraccio. Essendo un osso lungo

presenta:!

- →

diafisi forma prismatica triangolare con tre facce. Anteriormente è incavata, percorsa per

quasi tutta la sua lunghezza dalla cresta interossea che procedendo verso l’alto si continua

con la cresta del supinatore. Posteriormente è percorsa per tutta la sua lunghezza dalla cresta

longitudinale che la divide in due. Medialmente è convessa.!

- →

epifisi prossimale formata da due grosse protuberanze:!

olecrano: si estende verticalmente indietro per poi incurvarsi avanti terminando con un becco

• che, nella massima estensione dell’avambraccio viene accolto nella fossa olcranica dell’omero

(vedi omero). Posteriormente si inserisce il tendine del bicipite brachiale. Anteriormente vi è la

superficie articolare per la troclea omerale (incisura semilunare).!

processo coronoideo: in basso avanti rispetto l’olecrano. La faccia superiore partecipa alla

• costituzione dell’incisura semilunare. La faccia laterale presenta l’incisura radiale al di sotto di

questa si incava per la tuberosità radiale e anteriormente è visibile la tuberosità ulnare.!

- →

epifisi distale meno voluminosa della prossimale, costituita da:!

testa: tondeggiante con la superficie laterale convessa per l’articolazione con l’incisura ulnare

• del radio;!

processo stiloideo: sporgenza ossea diretta verso il basso.!

!

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!

La mano è costituita da: carpo, metacarpo e falangi.!

Il carpo è formato da 8 ossa brevi di forma irregolare cubica, disposte in due file trasversali da 4

ossa ciascuna.!

La fila prossimale è costituita da:!

- scafoide;!

- semilunare;!

- piramidale;!

- pisiforme.!

La fila distale è costituita da:!

- trapezio;!

- trapezoide;!

- capitato;!

- uncinato.!

!

Il metacarpo è costituito da 5 piccole ossa lunghe (Ⅰ, Ⅱ, Ⅲ, Ⅳ, Ⅴ ossa metacarpali). Ogni osso

metacarpale è costituito da una diafisi, un’epifisi distale e una prossimale. Il primo osso

metacarpale (pollice) si distingue dagli altri sia per l’orientamento che per l’articolazione.!

!

Le falangi sono ossa lunghe che costituiscono lo scheletro delle dita. Per quanto riguarda le dita

dalla seconda alla quinta, sono costituite da 3 falangi (prossimale, intermedia, distale); il primo dito,

invece, è costituito da sole 2 falangi (prossimale e distale).!

Articolazioni della cintura toracica!

- →

sterno-clavicolare pedartrosi ed è l’unica articolazione che collega l’arto superiore allo

scheletro assile. Si stabilisce tra l’estremità sternale della clavicola, l’incisura clavicolare del

manubrio dello sterno e il margine superiore della prima cartilagine costale. È necessaria la

presenza di un disco articolare.!

- →

acromion-clavicolare si stabilisce tra l’estremità laterale della clavicola e il margine mediale

dell’acromion. È una diartrosi del tipo artrodia. Tra le superfici articolari è posto un disco

fibro-cartilagineo.!

- →

scapolo-toracica non è una vera e propria articolazione poiché le superfici che prendono

rapporto non sono ossee. Si stabilisce tra la superficie anteriore scapola, ricoperta dal muscolo

sottoscapolare e la superficie posteriore della gabbia toracica. Questa si stabilisce tra due

muscoli.!

!

Articolazioni della parte libera!

- →

Scapolo-omerale Diartrosi del tipo sferartrosi che si stabilisce fra la testa dell’omero e la

cavità glenoidea della scapola. Poiché la testa dell’omero è molto più spessa rispetto alla cavità

glenoidea della scapola, le superfici articolari non sono congruenti. Tale incongruenza viene

superata con l’interposizione del labbro glenoideo che si inserisce sul contorno della cavità

glenoidea aumentandone la superficie e la profondità. La capsula articolare si inserisce sul

contorno della cavità glenoidea per poi andare a collegarsi all’omero inserendosi sul collo

anatomico. La membrana sinoviale che ricopre l’interno della capsula fibrosa va a costituire la

guaina sinoviale bicipitale e si ernia negli spazi della capsula formando borse sinoviali. La

capusla è rafforzata da alcuni legamenti: gleno-omerale, coraco-omerale, omerale-trasverso.

Questa articolazione è particolarmente instabile per la presenza di legamenti solo

anteriormente. Tuttavia la capsula è rinforzata dai tendini dei muscoli che costituiscono la cuffia

dei rotatori.!

- →

gomito costituita da tre articolazioni comprese all’interno di un’unica cavità articolare,

la capsula articolare è rafforzata da alcuni legamenti: legamenti collaterali (ulnare e radiale),

legamento anulare della testa del radio, legamento quadrato.!

omero-ulnare: diartrosi del tipo ginglimi angolari. Si stabilisce tra la troclea omerale e

• l’incisura semilunare dell’ulna;!

omero-radiale: diartrosi del tipo sferartrosi che si stabilisce tra il condilo omerale e la testa del

• radio;!

radio-ulnare distale: diartrosi del tipo ginglimi laterali. Si stabilisce tra la circonferenza del

• capitello radiale e l’incisura radiale dell’ulna.!

- →

della mano costituita da due tipi di articolazioni:!

radio-carpica (del polso): diartrosi del tipo condilartrosi che si stabilisce tra l’estremità distale

• del radio e la faccia prossimale della prima fila prossimale del carpo. La superficie articolare del

radio divisa in due parti: la più laterale si articola con lo scafoide, quella centrale si articola con il

semilunare. La prima fila del carpo è costituita da 3 ossa unite saldamente tra loro da legamneti

interossei.!

articolazioni intercarpiche: tra le ossa della fila prossimale (artrodie), tra le ossa della fila

• distale (artrodie), tra le ossa della fila prossimale con quelle della fila distale (mediocarpiche).!

! ARTO INFERIORE!

!

Lo scheletro dell’arto inferiore è costituito da tre parti: la cintura pelvica, la parte libera e il piede.!

!

La cintura pelvica unisce la parte libera allo scheletro assile ed è costituita dall’anca.!

L’anca è un osso piatto pari, di forma irregolare quadrilatera. È costituita dalla fusione di 3 ossa:!

- →

ileo costituisce la parte superiore ed è formato da corpo e ala;!

- →

ischio formato da corpo e ramo;!

- →

pube formato da corpo dal quale si disparte ramo superiore e ramo inferiore.!

!

L’osso dell’anca presenta due facce:!

- →

faccia interna nella porzione superiore, presenta a livello dell’ileo una superficie liscia

leggermente incavata, la fossa iliaca, la quale da inserzione al muscolo iliaco. La fossa si

estende inferiormente fino a raggiungere una linea in rilievo diretta obliquamente in direzione

antero-posteriore chiamata linea arquata. Sotto della quale abbiamo pube e ischio.

Posteriormente alla fossa iliaca è presente una superficie definita faccia sacropelvica divisa in

due parti:!

superficie auricolare: che si articola con l’osso sacro;!

• tuberosità iliaca: irregolare e rugosa.!

Il margine superiore, il quale si estende dalla spina iliaca antero-superiore alla spina iliaca

postero-superiore, è delimitato dalla cresta iliaca.!

Il margine anteriore è costituito da un tratto verticale che ha inizio dalla spina iliaca antero-

superiore fino all’eminenza ileopettinea, e una parte orizzontale che ha inizio dall’eminenza

ileopettinea e termina con il tubercolo pubico.!

Il margine posteriore ha inizio dalla spina iliaca psotero-superiore e termina con la tuberosità

ischiatica.!

Il margine inferiore è costituito da ischio e pube ed è suddiviso in una parte superiore e una

inferiore. La parte superiore è formata dalla faccia della sinfisi la quale si articola con la porzione

contro laterale costituendo la sinfisi pubica. La parte inferiore è formata dal tratto finale del ramo

inferiore del pube e da tutto il ramo dell’ischio.!

!

- →

faccia esterna caratterizzata dalla presenza al centro di una profonda concavità, rivolta

basso-avanti che prende il nome di acetabolo. Questa presenta al centro una concavità, la

fossa dell’acetabolo, contornata dalla superficie semilunare dell’acetabolo la quale è una

superficie articolare per la testa del femore. Inferiormente è presente l’incisura dell’acetabolo

che evidenzia il punto di unione tra ischio e pube. (incisura attraversata dal legamento

trasverso). Al di sopra dell’acetabolo, la faccia esterna dell’anca è costituita dalla superficie

esterna dell’ileo. Essa è attraversata da 3 linee:!

linea glutea inferiore;!

• linea glutea anteriore;!

• linea glutea posteriore.!

Queste tre linee danno vita a quattro aree tre delle quali danno inserzione ai muscoli glutei.!

Al di sotto dell’acetabolo è presente il foro otturato.!

!

Le due ossa dell’anca, articolandosi tra loro formano le pelvi (bacino). Queste presentano una

parte superiore più larga che tende a restringersi inferiormente. Le pelvi sono delimitate in due

spazi dal margine osseo circolare, lo stretto superiore.!

- →

grandi pelvi integrate all’interno della cavità addominale, hanno una parte ossea incompleta

anteriormente. Posteriormente sono costituite dalla base del sacro;!

- →

piccole pelvi situate inferiormente alle grandi pelvi, al di sotto dello stretto superiore. Hanno

pareti osse complete:!

posteriormente: sacro-coccige;!

• lateralmente: corpo ileo-ischio-foro otturato;!

• anteriormente: pube e sinfisi pubica.!

!

!

!

La parte libera dell’arto inferiore è costituita da coscia, gamba e piede.!

La coscia è formata dal femore e dalla rotula.!

Il femore è un osso lungo pari che presenta:!

- →

epifisi prossimale costituita da:!

testa: di forma sferoidale, diretta in alto e leggermente avanti, presenta sotto e dietro la fossetta

• della testa (fovea capitis) per l’inserzione del legamento rotondo;!

collo anatomico: la testa si continua con il collo il quale separa la testa dai due trocanteri;!

• grande trocantere: voluminoso processo quadrangolare posto lateralmente rispetto al collo. La

• sua superficie posteriore forma la fossa trocanterica.!

piccolo trocantere: rilievo conico posto alla base della superficie posteriore del collo del femore.

• I due trocanteri sono uniti posteriormente dalla cresta intertrocanterica, mentre sono separati

anteriormente dalla linea intertrocanterica.!

- →

diafisi presenta tre facce lisce e convesse e tre margini. Solo quello posteriore è evidente e

prende il nome di linea aspra. Tale rilievo è delimitato da due labbri: laterale e mediale. !

- →

epifisi distale formata dai condili femorali laterale e mediale i quali si articoleranno con la

rotula.!

!

!

La rotula (o patella) è un osso breve pari compreso all’interno del muscolo quadricipite femorale.

È l’osso sesamoide più voluminoso dello scheletro umano. Presenta due facce:!

- anteriore: sottocutanea rugosa;!

- posteriore: presenta una superficie articolare divisa in due per la presenza dei condili femorali.!

!

La gamba è costituita da tibia e fibula.!

La tibia è un osso lungo pari, robusto, posto in posizione mediale. È costituito da:!

- →

epifisi prossimale di forma quadrangolare costituita da:!

condili tibiali: due voluminose masse che si distinguono in laterale e mediale, uniti

• anteriormente e separati posteriormente da una profonda incisura. Superiormente presentano

una cavità glenoidea per l’articolazione con il femore e lateralmente una faccetta articolare per

la testa della fibula.!

area intercondiloidea: nella faccia superiore dell’epifisi, i condili sono divisi dall’interposizione

• dell’area intercondiloidea la quale presenta due rilievi, i tubercoli laterale e mediale, che

insieme formano l’eminenza intercondiloidea. !

tuberosità tibiale: posta al di sotto dell’epifisi, al di sopra dell’origine del margine anteriore

• tibiale.!

- →

diafisi con tre facce e tre margini:!

faccia mediale: divisa in due dalla cresta anteriore;!

• faccia laterale: delimitata dalla cresta interossea;!

• faccia posteriore: nella porzione superiore presenta la linea poplitea.!

- →

epifisi distale meno voluminosa, con forma di piramide quadrangolare con apice tronco in

continuità con la diafisi. La base rivolta verso il basso concava in senso antero-posteriore e si

articola con l’astragalo del piede, nella faccia mediale presenta il malleolo mediale.

Lateralmente possiamo vedere l’incisura fibulare per l’articolazione con la fibula.!

!

!

!

La fibula (perone) è un osso lungo pari molto sottile, che non partecipa all’articolazione del

ginocchio e di conseguenza, non contribuendo alla trasmissione del peso, si è notevolmente

assottigliato. E costituita da:!

- →

epifisi prossimale medialmente presenta una superficie articolare per l’articolazione con il

condilo laterale della tibia. !

- →

diafisi ha tre facce: anteriore, laterale, posteriore.!

- →

epifisi distale (malleolo laterale) si porta più in basso rispetto quello mediale.!

!

!

!

!

!

Il piede è costituito da 26 ossa, che si organizzano in tre “gruppi”:!

- →

tarso forma cuboidale ed è composto da 7 ossa brevi disposte in due file:!

fila prossimale: costituita da astralago e calcagno.!

• fila distale: costituita da navicolare (scafoide), ossa cuneiformi (mediale, laterale,

• intermedio) e cuboide.!

!

Il metatarso costituisce la parte intermedia del piede ed è composto da 5 ossa lunghe (Ⅰ, Ⅱ, Ⅲ, Ⅳ,

Ⅴ ossa metatarsali).!

!

Le dita sono costituite da ossa lunghe dette falangi organizzate in file:!

- falangi prossimali-intermedie-distali: per quanto riguarda le dita dalla seconda alla quinta.!

- falangi prossimale e distale per quanto riguarda l’alluce.!

!

!

Articolazioni dell’arto inferiore!

- →

sacro-iliaca si stabilisce tra le superfici articolari del sacro e dell’ileo. Le superfici presentano

curve e irregolarità che limitano notevolmente i movimenti rendendo l’articolazione fissa. Da

alcuni viene classificata come anfiartrosi, da altri come artrodia. !

- →

sinfisi pubica sinartrosi del tipo sinfisi che si stabilisce tra le superfici delle parti pubiche

dell’anca. Tra le superfici articolari è interposto un disco fibrocartilagineo di spessore variabile.

È rinforzata da diversi legamenti. Contribuisce alla stabilità dell’arto inferiore durante la

deambulazione, permettendo il bilanciamento del peso sui due arti.!

- →

coxo-femorale si stabilisce tra la testa del femore e l’acetabolo dell’osso dell’anca. È una

diartrosi del tipo sferartrosi. La superficie articolare dell’acetabolo è circondata da un

margine, il ciglio cotiloideo, interrotto inferiormente dall’incisura dell’acetabolo. Alla periferia

dell’acetabolo è presente la superficie semilunare. Nella porzione più interna è presente la

fossa dell’acetabolo che da inserzione al legamento rotondo. La superficie articolare della testa

del femore è rivolta medialmente avanti-alto, ha forma sferoidale, presenta al centro la fossetta

della testa del femore, nella quale si inserisce il legamento della testa del femore. Sul ciglio

cotiloideo è disposto un anello fibrocartilagineo, il labbro acetabolare, che forma il legamento

trasverso. Legamenti associati a questa articolazione sono il legamento ileo-femorale, pubo-

femorale, ischio,femorale, rotondo.!

- →

ginocchio è l’articolazione più grande e complessa del corpo umano. È una diartrosi

composta che si stabilisce tra l’epifisi distale del femore, l’epifisi prossimale della tibia e la

rotula. È quindi costituita dalle articolazioni:!

femoro-tibiale: diartrosi a ginglimi angolari;!

• femoro-rotulea: diartrosi del tipo artrodia.!

Sono presenti i menischi, due cuscinetti fibrocartilaginei appiattiti che aderiscono alla parte

periferica dei condili tibiali. Anteriormente sono uniti dal legamento traverso del ginocchio (menisco

laterale e mediale). Dono vascolarizzati da un plesso posto in periferia e profondità mentre la parte

centrale risulta avascolare. La capsula articolare non è completa: anteriormente è composta

principalmente da tendini, posteriormente prende origine dalla parte posteriore dei condili femorali

e dalla fossa intercondiloidea per inserirsi poi sui margini dei condili tibiali; lateralmente si inserisce

sulla superficie laterale dei condili laterali del femore tibia e della testa della fibula; medialmente

dalla superficie mediale dei condili mediali di femore e tibia.!

La cavità articolare è costituita da diverse borse sinoviali.!

Abbiamo inoltre diversi tipi di legamenti:!

legamenti capsulari:!

legamenti anteriori:!

- legamento patellare;!

- legamento rotuleo;!

- legamento tratto ileo tibiale;!

legamenti mediali:!

- legamento collaterale mediale;!

legamenti laterali:!

- legamento collaterale laterale;!

legamenti posteriori:!

- legamento popliteo obliquo;!

- legamento popliteo arcuato.!

!

legamenti intracapsulari:!

- legamento crociato posteriore;!

- legamento crociato anteriore.!

!

- →

tibio-fibulare tibia e fibula sono connesse attraverso articolazioni a livello della diafisi

(sindesmosi), epifisi prossimale (articolazione tibio-fibulare prossimale, artrodia) e a livello

dell’epifisi distale (articolazione tibio-fibulare distale, sindesmosi).!

- →

tibio-tarsica diartrosi a ginglimi angolari che si stabilisce tra la faccia inferiore

dell’estremità distale della tibia, superficie articolare malleolo mediale e laterale e superficie

superiore-mediale-laterale dell’astragalo.!

- →

del piede ne abbiamo di intertarsiche, tarso metatarsali, intermetatarsali, metatarso falangee

e interfalangee.! !

MUSCOLI RESPIRATORI!

!

INSPIRATORI!

INSPIRAZIONE TRANQUILLA!

- →

DIAFRAMMA forma di cupola, separa la cavità addominale da quella toracica. Al centro vi è il

centro frenico e rappresenta la porzione tendinea del diaframma, verso la quale convergono i

fasci muscolari che hanno diverse origini:!

parte sternale: origina dalla faccia posteriore del processo xifoideo dello sterno.!

• parte costale: faccia interna delle ultime 6 coste;!

• parte lombare: origina con 3 coppie di pilastri tendinei dalle prime 3 vertebre lombari.!

- INTERCOSTALI ETERNI;!

- ELEVATORI DELLE COSTE;!

- DENTATO POSTERIORE SUPERIORE.!

!

INSPIRAZIONE FORZATA!

- →

PICCOLO PETTORALE sotto il gran pettorale. ORIGINE: cartilagini costali (Ⅲ, Ⅳ, Ⅴ costa).

INSERZIONE: processo coracoideo della scapola.!

- SCALENI!

- →

GRAN PETTORALE unisce l’arto superiore alla gabbia toracica. ORIGINE: fasci clavicolari

(metà mediale della clavicola), fasci sterno-costali (superficie anteriore dello sterno e cartilagine

delle prime 6 coste). INSERZIONE: labbro anteriore del solco bicipitale dell’omero.!

- →

STERNOCLEIDOMASTOIDEO ORIGINE: tra sterno e clavicola. INSERZIONE: mandibola e

ioide.!

- →

DENTATO ANTERIORE ORIGINE: superficie esterna prime 9-10 coste. INSERZIONE:

margine mediale scapola.!

!

ESPIRATORI!

- INTERCOSTALI INTERNI!

- INTERCOSTALI ESTERNI!

- SOTTOCOSTALI!

- TRASVERSO DEL TORACE!

- DENTATO POSTERIORE INFERIORE!

- PARETE ANTERO-LATERALE ADDOME!

- →

GRAN DORSALE unisce l’arto superiore alla colonna vertebrale. ORIGINE: processi spinosi

ultime 6 vertebre toraciche, fascia lombo dorsale, margine posteriore cresta iliaca.

INSERZIONE: fondo solco bicipitale dell’omero.!

! MUSCOLI TRATTO TESTA-COLLO!

!

ANTERIORI!

- PREVERTEBRALI!

- LUNGO DELLA TESTA!

- LUNGO DEL COLLO!

- SOPRAIOIDEI!

- SOTTOIOIDEI!

!

LATERALI!

- →

SCALENI ORIGINE: capo sternale dalla superficie anteriore del manubrio dello sterno; capo

clavicolare dalla faccia superiore della clavicola. INSERZIONE: faccia laterale processo

mastoideo dell’osso temporale.!

- →

ELEVATORE DELLA SCAPOLA ORIGINE: processi trasversi dell prime 4 vertebre cervicali.

INSERZIONE: margine mediale della scapola.!

!

POSTERIORI!

- →

TRAPEZIO ORIGINE: linea nucale occipitale, legamento nucale, processi spinosi Ⅶ vertebra

cervicale, processi spinosi di tutte le vertebre toraciche. INSERZIONE: fasci superiori dal

margine posteriore della clavicola, fasci intermedi dal margine mediale dell’acromion e dal

margine superiore della scapola, fasci inferiori dall’estremità della spina della scapola.!

- SPLENIO DELLA TESTA!

- SPLENIO DEL COLLO!

- SUBOCCIPITALI!

! MUSCOLI TRATTO TORACICO-LOMBARE!

!

ANTEROLATERALI!

- RETTO DELL’ADDOME!

- OBLIQUO ESTERNO DELL’ADDOME!

- OBLIQUO INTERNO DELL’ADDOME!

- TRASVERSO DELL’ADDOME!


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DETTAGLI
Esame: Anatomia
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in scienze motorie per la prevenzione e la salute
SSD:
Università: Carlo Bo - Uniurb
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marghe.15 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Carlo Bo - Uniurb o del prof Falcieri Elisabetta.

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