ANATOMIA
Prof.ssa Conconi
Anna Pasinelli
Sommario
TRASPORTO ATTIVO .......................................................................................................................................... 2
VESCICOLE EXTRACELLULARI (approfondimento) ............................................................................................. 5
CITOSCHELETRO................................................................................................................................................. 6
ADESIONE FRA CELLULE ..................................................................................................................................... 8
MEMBRANE CITOPLASMATICHE ..................................................................................................................... 11
CICLO CELLULARE ............................................................................................................................................ 16
CELLULE STAMINALI (EXTRA) ........................................................................................................................... 22
TESSUTI EPITELIALI .......................................................................................................................................... 23
TESSUTO MUSCOLARE ..................................................................................................................................... 26
TESSUTO MUSCOLARE CARDIACO ................................................................................................................... 29
IL SANGUE ........................................................................................................................................................ 31
TESSUTO CONNETIVO ...................................................................................................................................... 37
TIPOLOGIE DI TESSUTO CONNETTIVO ............................................................................................................. 39
APPARATO TEGUMENTARIO ........................................................................................................................... 44
OSTEOLOGIA .................................................................................................................................................... 47
APPARATO CARDIO-CIRCOLATORIO ................................................................................................................ 50
FORMAZIONE DELLA RETE VASALE (*) ............................................................................................................ 56
AORTA .............................................................................................................................................................. 58
APPARATO LINFATICO ..................................................................................................................................... 60
CRANIO (*) ....................................................................................................................................................... 66
APPARATO RESPIRATORIO .............................................................................................................................. 68
APPARATO DIGERENTE .................................................................................................................................... 73
APPARATO URINARIO ...................................................................................................................................... 83
GHIANDOLE SURRENALI .................................................................................................................................. 87
APPARATO RIPRODUTTORE FEMMINILE ......................................................................................................... 89
TESSUTO NERVOSO ......................................................................................................................................... 91
SISTEMA NERVOSO CENTRALE ........................................................................................................................ 95
SISTEMA NERVOSO parte 2 ........................................................................................................................... 110
L’OCCHIO ....................................................................................................................................................... 118
ORECCHIO ...................................................................................................................................................... 122
9 ottobre 2017
TRASPORTO ATTIVO
Trasporto che avviene contro gradiente: il soluto va da dove è meno concentrato a dove lo è di più. La cellula
capta sostanze nutritizie anche se ha concentrazioni maggiori nel compartimento intracellulare e serve per
espellere molecole andando contro gradiente. Meccanismo di trasporto che garantisce il mantenimento di
differenze di concentrazione di ioni. È mediato da proteine trasmembrana (permeasi attive) che possono
essere: uniporto, simporto e antiporto in base alle proteine trasportate e alla direzione. Uniporto unica
tipologia e unica direzione; simporto due tipologie nella stessa direzione; antiporto due tipologie e direzioni
opposte. Trasporto specifico perché ciascuna pompa trasporta un determinato tipo di soluto. Il sistema è
saturabile perché il numero di posti per il trasporto è limitabile e c’è la possibilità di bloccare con inibitori
competitivi o non. Non è spontaneo ma c’è un dispendio di energia e si divide in due tipologie: trasporto
primario e trasporto secondario. Nel primo la fonte di energia è l’ATP mentre il secondario è una conseguenza
del trasporto primario e sfrutta il gradiente di concentrazione.
- Primario: utilizza l’ATP: nucleotide con adenina, ribosio e 3 gruppi fosfato. Quando l’ATP viene idrolizzato
in presenza di acqua e enzima viene staccato un gruppo fosfato e rimane l’ADP e questa idrolisi sviluppa
energia perché i tre gruppi fosfato rappresentano tre cariche negative vicine e rendono la sostanza poco
stabile (diventando più stabile si libera energia). Il fosfato che si libera viene trasferito ad un’altra molecola
(solitamente una proteina) che ne fa cambiare la conformazione attivando la proteina. Permeasi attive o
ATPasi di vari tipi suddivisi in tre gruppi: le pompe di tipo P, pompe protoniche e trasportatori ABC.
• Trasportatori ABC: trasportano piccole molecole e sono specifiche per una classe di composti. Carica
un soluto e due molecole di ATP, questo si idrolizza e fa cambiare conformazione permettendo il
rilasciamento del soluto sul lato opposto della membrana. Si trovano anche nella membrana degli
organuli cellulari (trasportano zuccheri, peptidi, amminoacidi ma anche ioni). Molto presenti sulla
membrana delle cellule tumorali (proteina della resistenza multipla ai farmaci MDR) che esclude gli
agenti terapeutici
• Pompe protoniche o pompe di tipo V: pompano contro gradiente i protoni e si trovano sulla
membrana dei lisosomi (hanno un PH acido di 5 perché contengono enzimi idrolitici che vanno a
scindere tutte le macromolecole). Si trovano anche sulla membrana plasmatica di cellule dove c’è
bisogno di eliminare i protoni per acidificare l’ambiente extracellulare come negli osteoclasti (cellule
che digeriscono tessuto osseo) o nei tratti in cui viene acidificata l’urina. Ci sono anche le pompe di
tipo F che si trovano sulla membrana mitocondriale interna e non consumano ATP ma lo producono
(ATPsintasi). Sulla membrana mitocondriale interna avviene la respirazione cellulare alla fine della
quale si formano dei gradienti protonici che vengono utilizzati per produrre ATP
• ATPasi di tipo P: caratteristica che fosforilano se stesse = ciò che producono si lega alla pompa e la
modifica. Sono pompe che trasportano cationi (con carica positiva) come il sodio e il potassio o il
calcio a livello del reticolo endoplasmatico liscio. Esiste anche una pompa che trasporta sia ioni
potassio che cationi e si trova nelle ghiandole gastriche, nelle cellule che producono la parte acida
del succo gastrico. In una condizione di riposo (cioè a stomaco vuoto) non sono esposte sulla
membrana ma sono contenute in vescicole; quando introduco del cibo vengono liberate ormoni di
azione locale che determina la produzione di istamina che si lega facendo sì che le vescicole si
fondano con la membrana esponendo le proteine alla superficie.
Pompa sodio potassio: pompa maggiormente presente e sempre in funzione e il suo funzionamento
ha conseguenze importanti per la cellula tant’è che la cellula spende il 30% dell’energia per tenerla
attiva. Pompa di tipo antiporto in cui tre ioni sodio vengono portati all’esterno della cellula e in
contemporanea due ioni potassio entrano all’interno della cellula. Il risultato è la formazione di due
gradienti di concentrazione (sodio più concentrato all’esterno e potassio più concentrato dentro la
cellula) e la formazione di un gradiente elettrico perché escono tre ioni positivi ma ne entrano solo
due. La pompa contribuisce quindi a mantenere il potenziale mantenendo un decifit di cariche
positive all’interno. I gradienti che si formano vengono utilizzati per il trasporto attivo secondario
(soprattutto gradienti di sodio)
- Secondario: conseguenza del trasporto attivo primario in cui si forma un gradiente di concentrazione di
protoni. Il soluto tenderà a ripassare la membrana lungo gradiente ed è ciò che fa utilizzando una proteina
trasmembrana. Questo passaggio viene però utilizzato da un’altra molecola (es saccarosio) che deve passare
la membrana contro gradiente: per far ciò si lega al trasportatore del protone. Trasporta due soluti: uno
contro gradiente e uno a favore e possono essere sia simporti che antiporti. Le pompe non dipendono più
dall’ATP ma sono ione-dipendenti. Lo ione più cotrasportato (colui che permette il trasporto attivo
secondario) è lo ione sodio.
Le cellule che rivestono l’intestino tenue devono porre cellule attive per far entrare il glucosio perché la
concentrazione di glucosio è maggiore all’interno della cellula. Questo è un trasporto attivo secondario
perché la cellula internalizza il glucosio sfruttando il sodio. Sul lato basale invece il glucosio è trasportato per
trasporto passivo
Per macromolecole o grosse particelle non si utilizzano i meccanismi precedenti ma si usano endocitosi e
esocitosi. Entrambi i meccanismi richiedono il consumo di energia e sono caratterizzati dalla formazione di
vescicole. Nell’esocitosi le vescicole si fondono con la membrana mentre nell’endocitosi si forma
un’invaginazione. I due processi sono coordinati e devono bilanciarsi. Il trasferimento è orientato: endocitosi
dalla membrana ai lisosomi mentre esocitosi dal Golgi alla membrana.
- Endocitosi: le vescicole vanno verso i lisosomi dove avviene l’idrolisi delle macromolecole. Ci sono 4
tipologie: mediata dai recettori, da assorbimento, fagocitosi e pinocitosi.
• Mediata da recettori: meccanismo di tipo specifico con proteine trasmembrana recettoriali che
riconoscono in maniera specifica determinate strutture e sono in grado di trattenerle. La cellula
trasferisce all’interno dei soluti che sono presenti anche in quantità molto bassa nell’ambiente
extracellulare (per esempio: macromolecole di cui la cellula necessità per la sua sopravvivenza come
le lipoproteine che contengono il colesterolo o la trasferrina che contiene ferro o molecole segnale
come gli ormoni o i fattori di crescita). I recettori sono localizzati a livello della membrana plasmatica
in fossette che sono rivestite dalla proteina clatrina sul lato interno. Il rivestimento di clatrina
permette di concentrare i recettori in un punto ben specifico della membrana e ulteriormente
permette la deformazione della membrana plasmatica (invaginazione e formazione della vescicola).
Una volta che la clatrina ha fatto il suo compito e che la vescicola è formata si stacca dalla vescicola
e viene riutilizzata o degradata.
Endocitosi del colesterolo: è trasportato sotto forma di LDL attorniato da un monostrato di fosfolipidi
e rivestito dall’apoproteina B. I recettori riconoscono l’apoproteina B e formano la vescicola che va a
fondersi con un’endosoma (fase di maturazione precedente al lisosoma con PH acido di valore 6) che
determina il rilasciamento del LDL; i recettori vengono segregati in una parte dell’endosoma
formando vescicole e venendo riesposti mentre LDL viene scissa all’interno quando avviene la fusione
con un lisosoma e si forma il colesterolo.
Lisosomi: gruppo eterogeneo di organelli la cui caratteristica comune è un’elevata quantità di enzimi idrolitici
per la digestione delle macromolecole. All’interno del lisosoma avviene la digestione del materiale
intracellulare o di materiale esogeno o endogeno (macromolecole danneggiate che vanno degradate).
Possono avere anche una digestione extracellulare che avviene con il riversamento all’esterno delle sostanze
che degradano. Durante la fecondazione gli spermatozoi liberano lisosomi per degradare l’ovulo e
permettere il loro ingresso.
• Ad assorbimento: non specifico (*vedi slide*)
• Fagocitosi: avviene solamente in determinati tipi di cellule (macrofagi, neutrofili e cellule
dendritiche). La fagocitosi è mediata da recettori che riconoscono le strutture presenti sull’entità da
fagocitare (solitamente anticorpi prodotti dai linfociti B, oligosaccaridi e fosfatidilserina che si
presenta quando una cellula sta morendo).
• Pinocitosi: le vescicole contengono gocce di liquido e non necessita di recettori ed è quindi aspecifico.
Il fenomeno attraverso il quale la cellula elimina porzioni danneggiate di se stessa si chiama autofagia. Gli
organelli che devono essere eliminati vengono inglobati all’interno di vescicole (autofagosoma) che si
fondono con il lisosoma e vengono ingeriti. Lo scopo è quello di eliminare gli organelli vecchi e non
funzionanti o per demolire parte della cellula che non sono necessarie (durante lo sviluppo le cellule si
differenziano e le caratteristiche precedenti possono non servire più). Infine è un metodo che gli organismi
unicellulari utilizzano per sopravvivere in caso di digiuno prolungato. Può però causare patologie di tipo
neurodegenerativo (Alzheimer) perché l’autofagia non funziona bene e accumula particelle tossiche che
portano alla morte dei neuroni.
- Esocitosi: le vescicole che vengono esocitate nascono nell’apparato del Golgi e arrivano alla membrana
plasmatica. Ognuna vescicola è rivestita dalla proteina COP (principalmente la COP I). L’esocitosi può essere
costitutiva o regolata nonostante il meccanismo sia sempre lo stesso. La differenza è il tempo e il momento
in cui avvengono; la prima è un processo che avviene sempre, comunque e indipendentemente da qualsiasi
tipo di segnale. Servirà per trasportare nuovi componenti della membrana plasmatica (nuovi fosfolipidi e
nuove proteine) o per riversare nello spazio extracellulare delle macromolecole indispensabili all’esterno.
L’esocitosi di tipo regolato avviene solo in seguito alla ricezione di appositi segnali; le vescicole si formano
ma escono dal citoplasma solo quando arriva il segnale (ad esempio neurotrasmettitori nella membrana
sinaptica); il segnale può anche essere di tipo ormonale.
Quando avviene sia esocitosi che endocitosi si parla di transcitosi o diacitosi. Le molecole entrano per
endocitosi ed escono dalla parte opposta (per esempio scambi tra il sangue e il tessuto connettivo
all’esterno).
10 ottobre 2017
VESCICOLE EXTRACELLULARI (approfondimento)
Le vescicole gemmano dalla ambiente intracellulare e vanno all’esterno dove vengono incorporate
all’interno di altre cellule. La cellula che le produce trasferisce proteine, lipidi o acidi nucleici alla cellula che
le riceve. Le vescicole di membrane vengono classificate in base alla grandezza: i più piccoli sono gli
esosomi, poi ci sono le microvescicole e i corpi apoptotici (che però sono solo ciò che rimane di una cellula
che va in apoptosi). Le microvescicole possono essere isolate con fluidi biologici (urina) o con colture
cellulari attraverso metodi dimensionali o metodi immuno-affini.
Possono avere due campi di applicazioni: 1) nella veicolazione e nella consegna di farmaci alle cellule target
(drug delivery); 2) applicazioni nell’ambito della medicina rigenerativa.
• Nella prima applicazione l’agente terapeutico viene inglobato nella vescicola extracellulare. Le
microvescicole sono immunogeniche (non scatenano una reazione immunitaria) e sono un metodo
per stabilizzare il farmaco nella circolazione impedendo che gli enzimi ne ostacolino la presenza.
Infine queste vescicole sono in grado di superare le barriere naturali.
Le vescicole possono essere “targhettate” per far sì che si trovino in un punto ben preciso. Posso modificare
la vescicole facendo sì che esprima una proteina che viene identificata dalle cellule tumorali (targeting
ligando-mediato). Esiste anche un targeting magnetico in cui si caricano le vescicole con ossidi di ferro e
queste verranno richiamate dal magnete localizzato in prossimità della massa tumorale.
Vengono utilizzate per il trattamento del morbo di Parkinson: si trasporta l’enzima catalasi; la scarsità di
questo enzima porta alla morte dei neuroni. La catalasi elimina le specie reattive dell’ossigeno che se non
vengono rimosse vanno ad ossidare macromolecole causandone la distruzione e secondariamente la morte
cellulare. Per il morbo di Parkinson sono stati somministrati enzimi catalasi ai topi: la terapia si è dimostrata
efficace perché ha protetto i neuroni bloccando la perdita progressiva. Possono inoltre essere veicolati agenti
tumorali (doxorubicina o miRNA).
• La medicina rigenerativa si basa sull’utilizzo di vescicole extracellulari (non più cellule staminali). La
cellula staminale produce le vescicole che poi vengono inserite a livello cellulare.
10 ottobre 2017
CITOSCHELETRO
Proteine filamentose che formano una specie di struttura che d&a
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