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Anamnesi - Semeiotica medica

Appunti di Metodologia clinica e semeiotica medica sull'Anamnesi: componenti e conduzione, dati anamnestici particolari: diuresi, minzione, febbre, edema, sete, fame, prurito, sospiro, vertigini, astenia, starnuto, sbadiglio, dolore e vie del dolore; l'esame obiettivo generale, Facies, costituzione, statura, stato di nutrizione, peso (magrezza, obesità), decubito, stazione eretta e deambulazione... Vedi di più

Esame di Metodologia Clinica docente Prof. G. Vendemiale

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ESTRATTO DOCUMENTO

alterazioni del tono dell’umore ... Si parla di menopausa precoce se si verifica prima dei 40 anni

cause genetiche malattie autoimmunitarie

anomalie del cromosoma X

dovuta a cioè , come le

malattie metaboliche

tiroiditi ipotiroidismo insufficienza cortico-surrenalica

, , , come la

fattori di rischio

galattosemia alcol fumo stress droghe

o a come , , , . Poi abbiamo la menopausa

isterectomia ovariectomia

da , in una donna in precedenza fertile, da

chirurgica o indotta iatrogena

chemioterapia o radioterapia con soppressione della fx ovarica. fumo di sigaretta

Inoltre, è importante avere informazioni sulle soprattutto

abitudini di vita abuso di bevande alcoliche

chiedendo al pz da quanti anni fuma e il n° sigarette fumate/giorno ,

uso di droghe attività fisica attività lavorativa

(vino, birra, liquori), , (sport o vita sedentaria), per

malattie professionali

valutare la presenza di (pneumopatie interstiziali, malattie da stress...).

ANAMNESI PATOLOGICA REMOTA tutte le patologie di cui il pz ha

L’ consente di valutare

malattie esantematiche

sofferto in passato a partire dalla nascita

, , come le ( , ,

morbillo varicella

ipertensione arteriosa diabete mellito interventi chirurgici pregressi evoluzione di una

), e , ,

rosolia

malattia cronicizzazione di una malattia

carcinoma epatocellulare da cirrosi epatica

ad esempio , o

riacutizzazione di una malattia rimasta silente per molto tempo TBC herpes zoster

e l’

come la ,

traumi da incidenti domestici, lavorativi, stradali lesioni irreversibili e invalidanti

, con .

anamnesi farmacologica patologie iatrogene da

Inoltre, l’ consente di valutare la presenza di

farmaci shock anafilattico allergie a farmaci ulcera peptica da abuso di FANS colite

, come lo , , ,

pseudomembranosa uso di antibiotici ad ampio spettro d’azione per lunghi periodi di tempo

da .

ANAMNESI PATOLOGICA PROSSIMA valutare i disturbi che hanno portato il

L’ consente di

pz all’osservazione del medico diagnosi di orientamento o conferma

, utili per la .

Dati Anamnestici Particolari

DIURESI quantità di urina emessa nelle 24 h

La è la che in condizioni normali è pari a ,

~ 1500 ml

flusso ematico renale filtrazione glomerulare plasmatica

che dipende dal (~ 1200 ml/min), (~ 125

riassorbimento tubulare di H O

ml/min, fino a 180 litri/24 h), distinto in riassorbimento obbligatorio

2

livello del tubulo renale prossimale meccanismo osmotico

a attraverso un favorito dal

riassorbimento del Na esigenze dell’organismo

+ e in base alle per

riassorbimento facoltativo

ormone antidiuretico ipofisario ADH

dell’

azione .

alterazioni di questi meccanismi

In caso di si hanno , cioè

alterazioni della diuresi quantitative

poliuria oliguria anuria

, e :

poliuria > della diuresi > 2000 ml diabete insipido ipoincrezione di ADH

 : , , come in caso di con

distruzione o disfunzione ipofisaria poliuria grave > 10 lt/24h deficit del

da con , , oppure da

diabete mellito glomerulonefrite cronica rene

riassorbimento tubulare di liquidi come in caso di , ,

policistico uso di diuretici con azione diretta sui tubuli renali ripresa della diuresi dopo una fase di

, ,

anuria da uropatia ostruttiva poliuria pari a 5-6 lt/24 h

con .

oliguria < della diuresi/24 h 300-400 ml/24 h

 : , pari a .

anuria arresto completo della diuresi

 : (< 100 ml) che differisce dalla ritenzione urinaria cioè

incapacità di svuotare la vescica ostacolo vescicale o uretrale deficit del muscolo detrusore

da o

emissione di urine con il catetere vescicale

con conseguente ed .

globo vescicale

oligo-anuria cause pre-renali renali post-renali

L’ possono essere dovute a , e :

insufficienza della circolazione sistemica ipotensione arteriosa

 cause pre-renali o funzionali: con ,

grave perdita ematica idroelettrolitica

shock ipovolemico, tossico o cardiogenico

come in caso di , o < apporto di

emorragie ustioni gravi ed estese vomito diarrea sudorazione profusa

da , , , , , oppure

liquidi vasocostrizione renale da farmaci

e .

necrosi corticale o tubulare ischemia renale farmaci nefrotossici

 cause renali o organiche: , , ...

ipertrofia prostatica benigna con stenosi uretrale ostruzione

 cause post-renali o ostruttive: ,

ureterale da calcoli o compressione estrinseca tumori retroperitoneali linfoadenopatie

da , .

MINZIONE atto fisiologico eliminazione dell’urina accumulatasi nella vescica

è l’ che consente l’

La eliminazione di ~ 300 cc di urina ad ogni minzione

con .

Tra le abbiamo:

Alterazioni Qualitative della Minzione

disuria difficoltà generica della minzione

 : .

Metodologia Clinica – Semeiotica Medica (Prof. Gianluigi Vendemiale) 2

stranguria minzione dolorosa dolore precede l’emissione di

 : distinta in stranguria iniziale se il

urina cistiti del collo della vescica dolore alla fine della

tipica delle , e stranguria terminale con

minzione cistiti diffuse sensazione di urgente

tipica delle seguita da tenesmo vescicale con

desiderio di urinare al termine della minzione precedente contrattura dolorosa del

, dovuto a

detrusore vescicale uretrite cistite prostatite stenosi uretrale calcolosi vescicale

, dovuta a , , , , .

pollachiuria > della frequenza delle minzioni 9-10 volte al giorno senza variazioni del

 : fino a ,

volume urinario gravidanza cistiti prostatiti calcolosi vescicale

, come in caso di , , , , oppure

pollachiuria da stimolazione vescicale per contiguità ipertrofia prostatica tumori

, in genere da ,

dell’utero ovaio prolasso uterino con cistocele neoplasie rettali ascessi pararettali

, , , , ed

emorroidi pollachiuria di origine psichica

, .

nicturia emissione notturna di urine in quantità maggiore rispetto al giorno ipertrofia

 : da

prostatica IRC insufficienza cardiocircolatoria

, , .

enuresi minzione involontaria e completa durante il sonno normale nei bambini fino al

 : (REM),

5° anno di età considerato patologico fattori psichici ritardata

, poi può essere , forse legato a ,

maturazione delle strutture neuromuscolari dell’apparato urinario alterazioni anatomiche

per ,

schisi vertebrale spina bifida fimosi balaniti cause ormonali

come in caso di , , , , oppure da con

alterazioni del ritmo circadiano dell’ADH ...

incontinenza urinaria emissione involontaria di urina in tempi e luoghi inappropriati

 : con

perdita della capacità di controllo del riflesso della minzione problemi igienico-sociali

e , distinta in

, , e da .

incontinenza da sforzo da urgenza riflessa sovradistensione con rigurgito

iscuria ritenzione cronica di urine residuo vescicale al termine della minzione

 : con , come in caso

vescica neurologica patologie prostatiche stenosi uretrale

di , e . Si parla di iscuria paradossa in

emissione di urina goccia a goccia rigurgito da vescica sovradistesa

caso di per , in genere da

ritenzione vescicale completa da patologia ostruttiva .

minzione imperiosa improvviso e violento stimolo alla minzione emissione di urina

 : con e

incapacità al controllo vescica neurologica prostatiti uretriti

, come in caso di , e .

minzione interrotta improvvisa interruzione della minzione calcolosi con ostruzione del

 : da

collo vescicale altro corpo estraneo presente in vescica che occlude l’uretra

o da .

minzione in 2 tempi emissione di urina in 2 tempi rapida successione

 : con , caratterizzata da

durante la contrazione del muscolo detrusore

una fase di riempimento e una fase di svuotamento

durante il rilasciamento del muscolo detrusore secondo stimolo alla minzione

che determina un ,

diverticolo vescicale voluminoso reflusso vescico-ureterale adenoma prostatico

dovuta a , , con

minzione al mattino per momentaneo esaurimento della contrazione vescicale .

minzione a gocce minzione dolorosa con emissione di urina a gocce e non a getto

 : , da

affezione delle basse vie urinarie con difficoltà allo svuotamento vescicale di tipo meccanico come

tipo infiammatorio

stenosi uretrale calcolosi vescicale ipertrofia prostatica

in caso di , , , oppure di

cistite prostatite uretrite

come in caso di , , .

tenesmo sensazione di spasmo vescicale persiste anche a vescica vuota ad uno

 : che oppure

sforzo di stranguria cistite neoplasie vescicali calcolosi vescicale e prostatica

, tipico della o , .

sgocciolamento post-minzionale perdita di alcune gocce di urina al termine della minzione

 : ,

normale non ci sono anomalie del flusso urinario raccolta di urina

considerata se , dovuta a

nell’uretra bulbare al termine della minzione da incompleta azione del muscolo bulbo-

cavernoso pz è costretto a comprimere il perineo per far uscire le ultime gocce

, per cui il . Lo

anomalie di contrazione del detrusore

sgocciolamento può essere dovuto anche ad sia in caso di

contrazione inefficace con residuo contrazione troppo efficace dà al

o una (post-contrazione) che

pz la sensazione falsa di svuotamento incompleta instabilità del

in genere associata ad

detrusore ostruzione cervico-uretrale

, raramente una .

modificazioni del getto

 :

morfologiche deviazione del getto verso un lato getto diviso in 2 getto a spirale

− come la , , , dovute

malformazioni o processi patologici in atto o pregressi esito di uretroplastiche ipospadia

a , , .

Metodologia Clinica – Semeiotica Medica (Prof. Gianluigi Vendemiale) 3

quantitative < del getto getto filiforme minzione a gocce ostruzione cervico-uretrale

− : , , , dovute a

da adenoma prostatico sclerosi del collo stenosi dell’uretra o del meato insufficiente

, , , oppure a

forza espulsiva da ipotonia del detrusore .

ematuria emissione di sangue con le urine macroscopica visibile ad occhio nudo

 : , distinta in e

microscopica valutabile solo con le indagini di laboratorio litiasi renale

, in genere causata da

cistite emorragica sindrome nefrosica tumori ipertrofia prostatica in fase avanzata

(calcoli), , , , .

Si fa una distinzione tra: uretrale

si concentra nella fase iniziale del mitto

− ematuria iniziale: spesso di origine o

prostatica

. patologie a

si concentra nella fase terminale del mitto

− ematuria terminale: spesso dovuta a

livello del collo vescicale

. vescica vie urinarie superiori

− ematuria totale: origina dalla o dalle .

piuria presenza nelle urine di pus e leucociti > 100.000/h uretrite prostatite vesciculite

 : da , o .

pneumaturia eliminazione di aria con le urine fistola vescico-intestinale

 : da favorita dai

rapporti anatomici tra sigma e parete vescicale .

fecaluria presenza di feci nelle urine fistole colo-vescicali

 : , in genere da .

chiluria presenza di linfa nelle urine tumori retroperitoneali traumi TBC filariasi

 : dovuta a , , , ,

chilorrea

cause iatrogene fistola tra vie linfatiche e uretra

, mentre si parla di in caso di .

urine sono lattescenti ematuria con urine rosa

Le e spesso si ha .

TEMPERATURA CORPOREA condizioni normali è pari a 36-37°C > 37°C

La in , quando si parla

febbricola febbre iperpiressia

di o (> 38°C) con .

attività del metabolismo cellulare

La termogenesi dipende dalla .

temperatura corporea regolata dall’attività di specifici centri ipotalamici stimolati da

La è

impulsi provenienti dalle terminazioni termiche della cute variazioni della temperatura

e dalle

del sangue centri termoregolatori devono mantenere la omeotermia

. I in caso di:

variazione ipertermica vasodilatazione cutanea e sudorazione tachipnea e tachicardia

– : , , diretti

dispersione di calore

a favorire la .

variazione ipotermica vasocostrizione cutanea > processi metabolici per via adrenalinica o

– : ,

tiroidea intensa attività muscolare involontaria brivido, tremore, orripilazione

, come in caso di .

graduato in

La temperatura corporea può essere misurata con il termometro clinico a mercurio,

gradi centigradi Celsius da 35°C a 42°C o mediante il termometro digitale, a livello ascellare o

valori normali pari a 36-37°C temperatura >

inguinale con , oppure a livello orale o rettale con

di 0,3-0,5°C rispetto ai precedenti .

L’uso del termometro a mercurio tiene conto di vari fattori:

termometro deve essere perfettamente tarato per ottenere la massima precisione

– il .

colonna di mercurio deve essere continua senza interposizioni di bolle d’aria

– la , .

inizio della misurazione mercurio deve essere contenuto completamente nel serbatoio

– all’ il

del termometro .

non applicare borse calde o di ghiaccio in prossimità della zona dove avverrà la misurazione

– .

asciugare la cute eventualmente sudata prima della misurazione ascellare o inguinale

– .

serbatoio del termometro deve essere a contatto con la cute per tutta la sua superficie

– il , per

buona adduzione del braccio o della coscia

cui è necessaria una .

misurazione non deve essere effettuata dopo esercizi fisici determinano un > T°C

– la che .

termometro deve essere lasciato in sede per 2-5-10 minuti a seconda del termometro usato

– il .

variazioni fisiologiche della temperatura

Le sono in rapporto con:

ritmo sonno-veglia escursioni massime nelle h pomeridiane minime nelle prime h del

– : e

mattino riposo determina una < dei processi metabolici e della produzione di calore

. Il , mentre

attività fisica muscolare > T°C corporea

l’ , provocano un .

ciclo mestruale mensile valori minimi durante il periodo mestruale progressivo incremento

– : e

nei 14 giorni successivi 15° giorno può essere registrato un brusco > della T°C corporea

; al che

ovulazione

coincidere con l’

può .

Metodologia Clinica – Semeiotica Medica (Prof. Gianluigi Vendemiale) 4

Febbre disturbo della regolazione termica corporea > produzione di calore <

La è un con e

dispersione di calore

, dovuta a: batteri e virus

 stimolazione dei centri termoregolatori da sostanze piretogene esogene, come ,

traumi emolisi acuta IMA

o endogene ad es. da , (trasfusioni di sangue), , con liberazione di

mediatori chimici da parte dei monociti circolanti e macrofagi tissutali, soprattutto IL-1 che stimola

la liberazione di PG che modulano la fx dei centri ipotalamici.

 deficit dei meccanismi periferici della termoregolazione da:

difficoltà nella dispersione del calore

─ in un ambiente troppo caldo o per uso eccessivo di vestiti.

ostacolo alla sudorazione

─ in soggetti che lavorano in ambienti caldo-umidi (minatori, fuochisti).

eccessiva produzione di calore da contratture muscolari

─ come in caso di tetano.

trauma cranico emorragie cerebrali encefaliti

 interessamento diretto dei centri ipotalamici: , , .

brividi

preceduta da

La febbre può avere un esordio subacuto o acuto, brusco spesso in seguito a

tremori muscolari sensazione di

intensa attività muscolare tentativo di produrre calore

nel con ,

freddo cute pallida pelle d’oca

, con . Dopo 10-30 min. la sensazione di freddo si attenua, compare un

intenso calore cute diventa rosea rossa calda al termotatto

, la , poi , soprattutto al volto, con

intensa sudorazione tachicardia

, con > della frequenza del polso di 10 b/min per ogni °C di

anche se ci sono dei casi particolari: nell’influenza

temperatura, spesso si ha un modesto > della

frequenza cardiaca rispetto all’> della T°C, l’accelerazione

nelle sepsi puerperali e nelle flebiti del

polso è precoce rispetto al picco febbrile e nettamente superiore alla norma, fino a 120 b/min a

38°C, nelle miocarditi si ha un > del polso nettamente sproporzionato rispetto alla T°C, dato

l’interessamento diretto del cuore.

delirio

Inoltre, si può avere in caso di iperpiressie nei bambini e alcolisti, da meningite, encefalite.

Risoluzione della febbre

La può avvenire:

per crisi

─ della T°C in seguito all’uso di antipiretici e antibiotici.

cioè per brusca caduta

per lisi

─ cioè per lenta e progressiva < della T°C.

Per la valutazione clinica della febbre possiamo considerare la Curva Termica cioè si riporta su un

grafico la T°C misurata ogni 3-4 h durante il giorno e la notte: sulle ascisse (x) riportiamo le h e i

giorni, sulle ordinate (y) riportiamo le T°C; ogni misurazione è segnata con un punto e la

successione dei punti viene unita con una linea. In base alla curva termica possiamo distinguere:

 T°C si mantiene costantemente elevata nelle 24 h oscillazioni

febbre continua: la con

termiche non > 1°C polmonite

, come in caso di .

 oscillazione termica nelle 24h > 1°C senza mai scendere a valori normali

febbre remittente: , .

 T°C oscilla ampiamente nelle 24h setticemie ad

febbre intermittente: la come succede nelle ,

insorgenza brusca brivido sudorazione profusa rapida caduta della T°C

con , e .

Poi si fa una distinzione tra alcuni sottotipi:

 febbre ricorrente: febbre ad esordio brusco, continua per 3-4 gg, scompare improvvisamente,

con apiressia per 3-4 gg (spirochetosi).

 febbre intermittente biquotidiana: 2 accessi febbrili e 2 cadute della T°C per crisi nelle 24h

(sepsi gonococciche, leishmaniosi viscerale).

 febbre intermittente terzana: accessi febbrili a giorni alterni (malaria da Plasmodium vivax).

 febbre intermittente quaternana: accessi febbrili separati da 2 gg di apiressia (P. malariae).

 febbre intermittente quintana: accessi febbrili separati da 3 gg di apiressia (Rickettsie).

 febbre intermittente erratica: insorge in maniera brusca, in pieno benessere, dura ~ 24h (cistite).

 febbre ondulante: fasi di progressivo incremento e decremento della T°C della durata di 1 o più

settimane. I periodi febbrili sono separati da fasi di apiressia (brucellosi, linfoma di Hodgkin).

Risoluzione della febbre

La può avvenire:

per crisi

─ per brusca caduta della T°C in seguito all’uso di antipiretici e antibiotici.

cioè

per lisi

─ cioè per lenta e progressiva < della T°C.

Sintomi

I che in genere si accompagnano alla febbre sono:

brivido

─ : spiccato in caso di sepsi, processi suppurativi, polmonite, malaria, emolisi acute o dopo

iniezione e.v. di sostanze piretogene come in seguito a vaccinazione.

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sudorazione

─ di entità proporzionale alla febbre, rappresenta il principale meccanismo di

dispersione del calore. La sudorazione è profusa in caso di brucellosi, TBC, setticemie…

tachicardia

─ con > della frequenza del polso di 10 b/min per ogni °C di temperatura, anche se ci

sono dei casi particolari: nell’influenza spesso si ha un modesto > della frequenza cardiaca rispetto

all’> della T°C, l’accelerazione

nelle sepsi puerperali e nelle flebiti del polso è precoce rispetto al

picco febbrile e nettamente superiore alla norma, fino a 120 b/min a 38°C, nelle miocarditi si ha un

dato l’interessamento diretto del cuore.

> del polso nettamente sproporzionato rispetto alla T°C,

delirio

─ : tipico delle iperpiressie nei bambini e alcolisti, meningiti ed encefaliti.

Febbricola febbre intermittente che non supera i 37,5°-37,8°C persistere anche

La è una ma può

per lunghi periodi di tempo . Può manifestarsi in caso di:

periodo periovulatorio

 (ciclo mestruale).

neoplasie

 .

TBC pleurite pericardite

 , , .

febbricola di origine psicogena o ipertiroidea

 .

Ipotermia

L’ è un abbassamento della T°C corporea al di sotto dei valori normali, dovuta a:

 assideramento con T°C corporea che scende fino a 20-25°C con < del polso, fino ad alterazioni

dello stato di coscienza, coma e morte del pz nel giro di poco tempo. pallore cute

 algidismo cioè ipotermia di origine endogena da collasso cardiocircolatorio con ,

fredda sudata spiccata < T°C alle estremità

e , (mani e piedi).

 ipotermia da rallentamento dei processi metabolici e ridotta produzione endogena di calore, come

(morbo di Addison)…

succede in caso di ipotiroidismo (mixedema), insufficienza surrenalica

Ricordiamo che in alcune situazioni si hanno variazioni distrettuali della T°C corporea apprezzabili

al termotatto confrontando la zona interessata con quella simmetrica controlaterale oppure mediante

termometri termoelettrici sensibili e precisi. Possiamo avere ipotermie e ipertermie distrettuali:

─ di un’arteria di un arto,

ipotermie distrettuali: da occlusione embolica o trombotica morbo di

Raynaud con ipotermia alle mani, piedi, punta del naso, lobi auricolari da crisi acroasfittiche,

ipotermia da acrocianosi da ristagno locale di sangue venoso con colore bluastro alle estremità.

─ ipertermie distrettuali: da iperafflusso di sangue arterioso nei tessuti superficiali o in distretti

contigui, come in caso di adenoma tossico della tiroide o gozzo di Basedow con ipertermia al collo,

erisipela con infiammazione dermo-epidermica, sinusite, ipertermia rettale da processi infiammatori

del piccolo bacino, vampate di calore tipiche della menopausa.

EDEMA accumulo patologico di liquidi negli spazi interstiziali Anasarca

L’ , mentre l’

è un è un

edema generalizzato versamento trasudatizio nelle cavità sierose pleure pericardio peritoneo

con , , e .

membrana endoteliale dei capillari acqua

solo l’

In condizioni normali attraverso la filtrano e gli

elettroliti equilibrio tra le concentrazioni idrosaline del sangue e spazi interstiziali

con .

regolazione degli scambi idroelettrolitici a livello capillare equilibrio

si deve all’

La tra P

tende ad espellere l’acqua dal compartimento vascolare a quello

che

idrostatica intracapillare

interstiziale tende a trattenere l’acqua all’interno dei vasi

e la che

P oncotica o colloidosmotica P idrostatica è pari a

(forze di Starling). Infatti, normalmente sul la

versante arterioso dei capillari

50 mmHg ed è > P colloidosmotica pari a 30 mmHg fuoriuscita di liquidi dal

favorendo la

compartimento vascolare negli spazi interstiziali P

, mentre sul la

versante venoso dei capillari

idrostatica è pari a 12 mmHg ed è < P colloidosmotica pari a 30 mmHg passaggio di liquidi

con

dagli spazi interstiziali all’interno dei capillari .

deflusso o drenaggio dei liquidi dagli spazi interstiziali circolazione linfatica

Il è favorito dalla .

Clinico

Dal punto di vista si fa una distinzione tra e .

edema generalizzato circoscritto o distrettuale

accumulo di liquidi in tutti gli interstizi

L’ è caratterizzato dall’

Edema Generalizzato

dell’organismo tessuto connettivo sottocutaneo edema di intensità

, soprattutto a livello del con

variabile lieve ritenzione di liquidi distensione enorme del tessuto sottocutaneo

dalla , alla con

cute assottigliata lucente fredda al termotatto screpolature fuoriescono i liquidi

, , , fino a da cui .

Metodologia Clinica – Semeiotica Medica (Prof. Gianluigi Vendemiale) 6

palpebre arti inferiori regione lombo-sacrale genitali esterni

Le sono le , , e : in

sedi più colpite forme recenti impronta

genere l’edema è di nelle con tipica o segno della fovea

consistenza molle

digito-pressione spostamento del liquido nei tessuti vicini

alla con , di nelle

consistenza dura

forme croniche .

L’edema generalizzato in genere è dovuto a:

scompenso cardiaco edema dispnea da sforzo turgore delle

 con più o meno associato a e

giugulari ostacolo al ritorno venoso nel cuore dx stasi a livello dello sbocco

a causa dell’ con

delle vene cave edemi declivi dorso dei piedi malleoli regioni pretiabili sacro parte

, con al , , , e

interna delle cosce .

cirrosi epatica deficit della produzione dell’albumina da parte delle cellule epatiche

 con con

< P oncotica trasudazione di liquido interstiziale

conseguente (ipoonchia) e .

glomerulonefrosi perdita di grandi quantità di albumina con le urine < P

 con (albuminuria) e

oncotica

. patologie circoscritte al territorio

L’ in genere si deve a

Edema Circoscritto o Distrettuale

colpito edema degli arti

, come in caso di , ad es.

asportazione di linfonodi colpiti da metastasi

superiori linfadenectomia ascellare metastasi da carcinoma

in seguito a in una pz con

mammario ostruzione del ritorno venoso

(linfedema) oppure per da

edema da stasi venosa ipertensione portale da ostacolo post-

trombosi compressione ab estrinseco

o , come in caso di

epatico Sindrome di Budd-Chiari trombosi delle vene sovraepatiche

tipica della dovuta a cave , per

a causa dell’ostacolo post-

cui il sangue venoso raggiunge il fegato mediante la vena porta ma,

epatomegalia notevole ascite

epatico, non riesce a defluire determinando con , ,

fegato da stasi

ipertensione venosa femorale circoli collaterali addominali cava-cava

. L’ipertensione

e portale

pericardite costrittiva

post-epatica può essere dovuta anche a con deflusso del sangue dal fegato ma

edema varici agli arti

difficoltà di scarico nell’atrio

stasi nella V.C.S. per dx del cuore con ,

inferiori ectasie venose della parete addominale

ed .

sindrome della vena cava superiore tumore mediastinico

Inoltre, abbiamo la spesso dovuta ad un

compressione della vena cava superiore difficoltà di scarico del sangue nell’atrio dx

con e , con

edema a mantellina arti superiori parte alta della parete toracica collo

tipico che interessa gli , , e

volto cianosi dilatazione ipertensione delle vene della testa e del collo, braccio e

, associata a , e

avambraccio reticoli venosi

. Inoltre, nelle regioni superiori del torace compaiono dei che tendono a

scaricare il sangue dal territorio della V.C.S al territorio della V.C.I. vene

attraverso le

mammarie epigastriche

ed .

SETE fisiologica

regolata a livello dei centri diencefalici

La sensazione di viene , può essere o

patologica sensazione continua di sete deficit primitivo

con cioè polidipsia primitiva da

organico funzionale dei centri diencefalici della sete disidratazione

o e polidipsia secondaria a

scarsa ingestione di liquidi da malnutrizione eccessiva perdita di

cellulare

, come in caso di oppure

liquidi vomito diarrea o dissenteria sudorazione profusa ustioni gravi ed estese

attraverso , , , ,

emorragia massiva shock ipovolemico poliuria deficit del riassorbimento tubulare

con , da

(diabete insipido, diabete mellito, nefropatie croniche...).

FAME regolata dai centri ipotalamici sensibili al livello

La sensazione di (vs sazietà) è che sono

di glucosio nel sangue ipoglicemia stimola i centri ipotalamici contrazioni

, infatti l’ con

gastriche da fame abbiamo l’

. Tra le condizioni patologiche , e .

iperoressia disappetenza anoressia

L’iperoressia è una situazione caratterizzata da dovuta a:

esaltata sensazione di fame

ipoglicemia iperplasia tumori funzionanti delle isole pancreatiche di Langerhans

– da o .

lesioni nervose centrali encefalite meningite tumori dell’ipotalamo o ipofisi

– da , ,

deficit dei centri della fame

(craniofaringiomi) con .

eccessiva perdita di materiali energetici diabete mellito glicosuria

– da in seguito alla .

incremento dei processi ossidativi ipertiroidismo morbo di Basedow adenoma tossico

– da da o .

disturbi del comportamento alimentare di natura psichica bulimia prevalente

– come la con

consumo di carboidrati dolci indipendentemente dalla sensazione di fame o sazietà a stomaco

, , ,

vuoto o tra un pasto e l’altro assunzione abbondante e rapida degli alimenti

, con , in genere

Metodologia Clinica – Semeiotica Medica (Prof. Gianluigi Vendemiale) 7

condotte di eliminazione vomito autoindotto abuso di diuretici lassativi

seguita da , soprattutto , , ,

non si tratta di soggetti obesi

ecco perchè in genere .

< del senso di appetito fisiologica patologie gastroenteriche

La disappetenza è la , o da .

perdita totale dell’appetito disgusto per i cibi

L’anoressia è la associata a , dovuta a:

gastroenteriti anoressia acuta breve durata

– con ma di .

epatite virale anoressia prolungata insorge prima della fase itterica

– con comparsa di che .

carcinoma gastrico comparsa lenta e progressiva di anoressia disgusto tipico per la

– con , con

carne calo ponderale anemia cachessia

(sarcofobia) fino a e che configurano il quadro della .

gastrite cronica atrofica anemia perniciosa

– con .

cirrosi epatica

– .

anoressia nervosa disturbo del comportamento alimentare di natura psicogena

– : , tipica di

soggetti di sesso F età 14-18 anni alterata percezione della propria

caratterizzata da un’

con ,

immagine corporea deformata o grassa cerca di modificare il proprio peso

in cui la pz si vede e

corporeo attraverso il dimagrimento fino a raggiungere un peso corporeo < 85% rispetto alla

,

norma , con distinzione tra e

sottotipo con restrizione alimentare parziale o totale sottotipo con

rispettare una dieta rigorosa non ci

, in cui la pz cerca ma

abbuffate e condotte di eliminazione abbuffata rituale di

riesce cede all’impulso di mangiare

, con conseguente , a cui segue il

eliminazione del cibo vomito autoindotto abuso di lassativi diuretici

mediante , o .

PRURITO sintomo soggettivo molto fastidioso

Il è un che può avere diversa origine:

allergie indumenti sintetici detersivi metalli

 : , come , , ,

fattori chimico-fisici allergie alimentari

orticaria lesione maculo-papillare

con comparsa dell’

(fragole), , cioè con

farmaci puntura di insetti

prurito intenso rilascio di istamina o sostanze istamino-simili a livello della cute

in seguito al .

ritenzione di sali biliari così intenso

 da , , , con prurito da favorire la

epatite colelitiasi epatica cirrosi

lesioni cutanee da grattamento sottili croste siero-ematiche

comparsa di ricoperte da .

dermatiti

 : , , , (prurito vulvare).

psoriasi scabbia pediculosi tricomoniasi da Trichomonas vaginalis

diabete prurito genitale glicosuria

 : da .

degenerazione del tessuto elastico cutaneo da senescenza

 .

prurito di natura psicotica

 .

SOSPIRO lenta prolungata profonda inspirazione lieve

Il è una , e accompagnata da un

restringimento delle corde vocali inspirazione rumorosa

, tale da rendere l’ .

particolari stati d’animo

sospiro condizioni normali

Il può osservarsi in in condizioni di (tristezza)

stati di ansia angoscia sindrome depressiva ipossiemia cerebrale acuta lipotimia

oppure in , , , , e

sincope deficit dell’ossigenazione dei centri del respiro

per .

STARNUTO atto respiratorio involontario irritazione meccanica o chimica della

Lo è un dovuto a

mucosa nasale preceduto da un breve ma intenso prurito all’interno del naso

, , caratterizzato da

inspirazione profonda espirazione brusca e violenta a bocca chiusa getto d’aria

seguita da una , con

che viene immesso in modo forzato nel rinofaringe e coane nasali aprono violentemente

che si

espulsione del materiale responsabile dell’irritazione rumore

consentendo l’ associato al

inalazione

caratteristico dello starnuto . L’irritazione della mucosa nasale può essere dovuto a

accidentale di polveri irritanti rinite acuta o cronica rino-congiuntivite allergica

, , (pollini) con

congestione nasale e congiuntivale prurito intenso lacrimazione fotofobia starnuti

, , e ,

frequenti rinorrea abbondante secrezione nasale acquosa ricca di eosinofili

, con .

SBADIGLIO inspirazione prolungata e lenta tipiche

eseguita a bocca aperta

Lo è una , , associata a

espressioni della mimica facciale movimenti di distensione degli arti superiori sul tronco

e , seguita

espirazione prolungata e rumorosa noia stanchezza

da una . Si osserva in condizioni di e oppure

ipersonnie lesioni del mesencefalo di origine traumatica o vascolare

nelle , .

Metodologia Clinica – Semeiotica Medica (Prof. Gianluigi Vendemiale) 8

VERTIGINE sensazione di movimento rotatorio del corpo oggetti circostanti

La è una o degli che

caduta a terra del soggetto

può determinare la , distinta in:

 : rappresenta il 90% di tutte le forme ed è una vertigine oggettiva periferica

vertigine labirintica otite virale influenza raffreddore comune

perché il , dovuta a , , .

pz vede gli oggetti girargli intorno

 : detta vertigine soggettiva centrale perchè il

vertigine di origine nervosa centrale pz ha la

neoplasie o lesioni vascolari del

all’ambiente , dovuta a

sensazione di girare intorno circostante

cervelletto trauma lesione 8° nervo cranico da strepromicina

, (otorragia), ( ).

vestibolare e cocleare

vertigine labirintica maniera brusca sensazione di rotazione degli oggetti

La insorge in con

rispetto al corpo costringe il pz a fermarsi chiudere gli occhi movimento

che e a perchè ogni

aggrava la vertigine perdita dell’equilibrio andatura ad ubriaco caduta a terra

, fino a con ,

senza perdita di coscienza manifestazioni neurovegetative vasomotorie

, associati a e , cioè

nausea, vomito pallore sudorazione ipotensione ronzio auricolare orecchio ovattato

, , , , e .

edema angioneurotico del labirinto vertigini

La Vertigine di Menière (vestibolare) si deve a con

ad insorgenza brusca durare h manifestarsi per vari giorni consecutivi

che possono e , precedute

rumori abnormi o tinniti sordità progressiva e ingravescente

da , aggravata da se non curata.

Esame Obiettivo

All’ si valuta la presenza del ,

nistagmo oculare riflesso vestibolo-oculo-motore

movimenti coordinati, involontari e ritmici dei globi oculari

caratterizzato da costituito da una

globi oculari si muovono orizzontalmente e lentamente verso un lato

in cui i e una

fase lenta globi oculari ritornano rapidamente al punto di partenza

in cui i . Per convenzione si

fase rapida nistagmo batte verso il lato della fase rapida verso l’orecchio che funziona

dice che il , cioè

meglio

. Inoltre, si eseguono una serie di prove utili per la diagnosi:

pz sta in posizione eretta piedi uniti occhi chiusi

– : il , a e a ; in caso di

prova di Romberg pz inizia prima ad oscillare poi cade dal lato corrispondente

vertigine labirintica si osserva che il

alla fase lenta del nistagmo lato dell’orecchio malato

cioè dal .

pz viene bendato devia dal lato della lesione

– : se il si osserva che

prova della marcia a stella

quando cammina in avanti lato opposto quando cammina indietro

e dal .

pz sta seduto senza appoggiare il dorso tenendo gli

– : il ,

prova delle braccia tese o di Baranay

occhi chiusi mani estese in avanti labirintite unilaterale braccia tendono a

e le , e in caso di le

deviare verso il labirinto malato .

Vertigini Minori sbandamenti di breve durata senza i fenomeni

Le sono definite dal pz come ,

rotatori e le altre manifestazioni tipiche della vertigine passando dal

, che si manifestano

clinostatismo all’ortostatismo anemia ipertensione arteriosa

, soprattutto nei soggetti affetti da , ,

ipotensione ortostatica aritmie cardiache convalescenti

, , .

ASTENIA profonda debolezza difficoltà ad eseguire anche uno sforzo

L’ è una situazione di con

fisico lieve condizioni di riposo astenia muscolare astenia nervosa

o in , distinta in e .

Astenia muscolare o miastenia

L’ può essere dovuta a:

pseudoparalisi deficit della trasmissione degli impulsi nervosi a livello delle placche

 da

motrici muscolatura scheletrica

con interessamento della .

+

brusca < [K ] intracellulare morbo di Conn iperaldosteronismo primitivo tumore

 , ad es. da cioè da

surrenale secernente aldosterone perdita notevole di K con le urine ipokaliemia deficit

+

con , e

della [K ] intracellulare ritenzione di Na > [Na ] intra ed extracellulare iponatriemia

+ + +

, con e ,

astenia profonda pseudoparalisi ipertensione arteriosa polidipsia poliuria alcalosi

con , , , , e .

malattie croniche e debilitanti infezioni croniche neoplasie malattie reumatiche

 …

, come , ,

deficit del metabolismo glucidico nella fibre muscolari diabete mellito

 da .

deficit del metabolismo ossidativo e apporto di O ai muscoli anemia grave collasso

 da ,

2

cardiocircolatorio ipotensione arteriosa ipertiroidismo ipotiroidismo

, , o ...

Astenia Nervosa o nevrastenia patologie del SNC assenza di patologie a carico

L’ si deve a in

dell’apparato muscolare paralisi progressiva dell’encefalo trauma cranico conflitti

, cioè , ,

psichici irrisolti sindrome depressiva debolezza muscolare persistente

, , con associata spesso a

sintomi psichici depressione ansia angoscia sintomi fisici parestesie

come , o , e a come ,

sensibilità alla luce e rumori stipsi pollachiuria cardiopalmo

, , , .

Metodologia Clinica – Semeiotica Medica (Prof. Gianluigi Vendemiale) 9

DOLORE manifestazione soggettiva stimolazione chimica o

Il è una che insorge in seguito alla

fisica dei recettori specifici del dolore presenti nelle aree algogene del corpo irritazione

o alla

delle vie afferenti dei centri deputati alla sensibilità dolorifica .

I, II e III neurone

Via del Dolore

La è costituita dal : il I neurone o neurone sensitivo primario

si estende dalla periferia al corno posteriore della sostanza grigia del midollo spinale , punto in

giunge fino al talamo attraverso il tratto spino-talamico laterale

cui origina il II neurone che ,

sale dal talamo alla corteccia sensoriale cerebrale

mentre il III neurone .

dolore a topografia tronculare dolore a topografia radicolare

Possiamo fare una distinzione tra e in

strutture nervose interessate dalla stimolazione algogena

base alle .

dolore a topografia tronculare stimolazione algogena di un tronco

Il si verifica in seguito a

nervoso periferico zona superficiale dolente non corrisponde ad uno

(nervi di senso) in cui la

specifico dermatomero al territorio corrispondente al nervo colpito

ma .

nevralgie del trigemino nevralgie

Forme di dolore a topografia tronculare

Tra le abbiamo le ,

intercostali nevralgie da mono e polinevriti gravi disturbi delle sensibilità e motilità

, dovute a e la

causalgia sindrome dolorosa lesione traumatica del nervo mediano dolore

cioè una dovuta a con

urente insopportabile cute della mano rosso-porpora lucida perennemente madida di sudore

, , , , ,

eruzione di tipo erpetica

alcune volte con .

dolore a topografia radicolare stimolazione algogena di una o più

Il si verifica in seguito a

radici spinali posteriori o dei gangli corrispondenti dolore localizzato a livello dei dermatomeri

, con ,

(C1-C7), (T1-T12), (L1-L5), (S1-S5), mentre a livello del volto il

cervicali toracici lombari sacrali

dolore si deve a stimolazione della , e del

branca oftalmica mascellare superiore mandibolare

(V paio di nervi cranici).

trigemino

Forme tipiche di dolore a topografia radicolare

Tra le abbiamo:

herpes zoster compromissione virale di uno o più gangli radicolari

– : dovuto a con comparsa di

dolore folgorante eruzione vescicolare erpetica livello di dermatomeri specifici

ed a , soprattutto

T5-T10 persistenza del dolore per mesi o anni anche dopo la scomparsa dell’eruzione

, e , per cui

nevralgia post-herpetica

si parla di .

neoplasie vertebrali osteomalacia, osteoporosi, ernia del disco intervertebrale dolore

– , : il è dovuto

compressione delle radici spinali all’uscita dai forami vertebrali corrispondenti

a .

nevralgia del nervo sciatico compressione di una radice spinale lombo-sacrale

– (sciatalgia) da ernia discale

(L5-S1) a livello dei forami di uscita del canale vertebrale dolore

per con

esacerbato dai movimenti di flessione del tronco sugli arti inferiori estesi Manovra di

o dalla

pz è in decubito subito flessione degli arti inferiori estesi sul tronco

Lasegue cioè e si esegue la .

cervicalgie artrosi cervicale

– da .

dolore da irritazione del plesso brachiale tumore dell’apice polmonare Sindrome di

– : tipico del con

Pancoast parestesie dolore alla parete toracica dolore e ipotrofia muscolare

caratterizzata da , e

alla spalla-braccio compressione dei vasi succlavi stasi di

cioè nel territorio del nervo ulnare, con

sindrome di Claude-Bernard-Horner

sangue miosi

, da interessamento del simpatico cervicale con ,

ptosi palpebrale enoftalmo vampate cute secca

, , e nel viso omolaterale alla lesione.

dolore riferito di tipo radicolare sofferenza di visceri interni

– : dovute a (IMA, angina...).

dolore somatico viscerale

Inoltre, possiamo fare una distinzione tra e .

DOLORE SOMATICO strutture innervate dai nervi somatici cute, muscoli,

Il deriva da , come la

nervi frenici

articolazioni sottoposti a vari stimoli algogeni

, o dai , come la , ,

pressione trazione

, , , e .

taglio frizione puntura ustioni lesioni necrotiche

dolore somatico sede superficiale ben localizzato in

livello cutaneo-muscolare

Il si avverte in a ed è

un punto o area precisa c’è corrispondenza tra sede di insorgenza e sede di proiezione del

perché dolore somatico tipo puntorio, trafittivo, urente, fulminante

dolore (bidimensionale). Inoltre, il è di

intensità massima variabile in base al decubito o

perforazione nevralgia

(qualità), di in caso di , ,

posizione assunta dal pz associato a rigidità muscolare riflessa e difesa muscolare

(postura), e a

manifestazioni vegetative pallore sudorazione ipotensione arteriosa tachicardia

cioè , , , ...

Metodologia Clinica – Semeiotica Medica (Prof. Gianluigi Vendemiale) 10

DOLORE VISCERALE strutture innervate da fibre simpatiche e parasimpatiche

Il deriva da

sottoposti a vari stimoli algogeni come la , ,

compressione distensione contrazione e spasmo della

, .

muscolatura viscerale irritazione chimica della mucosa viscerale

dolore viscerale difficile da localizzare non c’è una precisa corrispondenza tra sede di

Il è perché

insorgenza e proiezione del dolore spesso descritto in maniera vaga dal pz

(distribuzione), ,

profondo diffuso tridimensionale dolore viscerale tipo sordo, ottuso o

, , . Inoltre, il può essere di

compressivo intensità variabile crisi dolorosa spasmo colica

di , talora sottoforma di da o con

tendenza del pz a piegarsi su se stesso turbe neurovegetative nausea

, in genere associato a , cioè ,

vomito sudorazione vertigini agitazione ipotensione o ipertensione arteriosa alterazioni del

, , , , ,

reazione di difesa contrazione dei muscoli della parete addominale sovrastante

polso e respiro , con

il viscere riflessi viscero-viscerali colon spastico nella colica biliare

, da , come in caso di .

Dolore Riferito si manifesta in una zona del corpo anche a notevole distanza dall’organo

Il

colpito dall’impulso algogeno meglio localizzabile rispetto al dolore viscerale

, (IMA).

vari tipi di dolore

CLINICO

Dal punto di vista si fa una distinzione tra :

senso di peso nella parte colpita esofagite da RGE

– dolore gravativo con , come in caso di ,

colangite acuta non suppurativa idaditosi epatica da Echinococco granulosis

, (cisti epatica),

adenoma epatocellulare carcinoma del retto

, .

distensione di un viscere carcinoma gastrico polmonare

– dolore tensivo da ad es. da e .

ulcera duodenale

– dolore costrittivo come in caso di .

spasmo dei muscoli del viscere colica

– dolore crampiforme: da , come succede in caso di una

intestinale occlusione intestinale ulcera gastrica retto-colite ulcerosa

, , (dolore puntorio), ,

insufficienza vascolare cronica celiaco-mesenterica embolia polmonare

, ...

emicrania

– come nell’

dolore pulsante .

pleurite pancreatite acuta

– dolore lancinante o trafittivo: (dolore puntorio), .

bruciore di natura flogistica bronchiolite esofagite lesioni

– dolore urente: , come nella , ,

esofagee da caustici ulcera duodenale morbo di Crohn o ileite terminale

, , .

Herpes zoster

– dolore folgorante come in caso di .

fratture ossee

– dolore osteocopo da .

Decorso e la Periodicità del Dolore

Per quanto riguarda il , possiamo fare una distinzione tra:

dolore intermittente tipo colico > di intensità fino a raggiungere un picco massimo poi

– di che e

dolore ricorrente

decresce , mentre se ricompare si parla di .

dolore continuo diverticolite, appendicite, peritonite e pancreatite acuta

– : .

dolore ingravescente > di intensità più o meno rapidamente infarto

– cioè che come in caso di ,

colica esofagite di III grado sclero-cicatriziale

, .

dolore Variazioni in rapporto a varie Condizioni Fisiologiche

Inoltre, il può subire delle :

digestione ulcera gastrica dolore insorge a stomaco pieno ulcera

– : in caso di il , mentre in caso di

duodenale dolore insorge a stomaco vuoto

il .

atti respiratori dolore è influenzato dalla respirazione profonda tosse

– : il e dalla (pleurite).

minzione comparsa del dolore prima o durante la minzione

– : (stranguria).

posizione o decubito del pz

– .

Metodologia Clinica – Semeiotica Medica (Prof. Gianluigi Vendemiale) 11

ESAME OBIETTIVO GENERALE

Esame Obiettivo

L’ dell’esame clinico, dopo l’anamnesi,

rappresenta la 2^ fase consentendo lo

Ispezione Percussione Palpazione Auscultazione

studio dei segni obiettivi 4 fasi

attraverso cioè , , e .

Facies

Facies aspetto e le caratteristiche del volto distinguere gli

l’

La indica che consentono di

individui razza sesso età caratteristiche eredo-costituzionali

in base alla , , , , oltre che di valutare

particolari stati d’animo gioia tristezza paura ansia sofferenza

come la , , , e .

Modificazioni della facies

Le possono essere dovute a varie cause:

alterazioni scheletriche

 : sproporzione fra fronte e volto fronte sporgente e

– facies acondroplastica caratterizzata da con

convessa radice del naso infossata naso corto e tozzo coane dirette in avanti

, , , anziché in basso.

– iperincrezione dell’ormone somatotropo

facies acromegalica: dovuta a (STH), ad esempio da

eccessivo sviluppo

nell’adulto

adenoma dell’ipofisi dove il processo di crescita è già terminato, con

della mandibola e massiccio facciale diradamento dei denti sporgenza delle

con conseguente ,

bozze frontali arcate sopraciliari e zigomi ben sviluppati naso grosso e tozzo labbra carnose,

, , ,

macrosplancnia

ingrossate > volume degli organi cavi

(tumide) e o . coane nasali

– facies adenoidea in genere da o con

ipertrofia della tonsilla faringea adenoidi

ristrette , per cui il pz respira con la bocca e non con il naso, determinando col passare del tempo

naso sottile e allungato deformazione del

una deformazione caratteristica con , cioè

prognatismo

palato duro ristretto e allungato sporgenza anteriore

che si presenta , detto , con

palato ogivale

del labbro e arcata dentaria superiore bocca perennemente socchiusa

(labbro a tapiro) con e

incisivi superiori sporgenti espressione del volto assente o meravigliata

, .

produzione di Hb fetale anemia

– facies orientaloide tipica della da (HbF) con

talassemia major

alterazioni ossee a livello cranico eccessivo sviluppo verticale della parte

e con cioè

turricefalia

anteriore del cranio curvatura della fronte infossamento della radice del naso zigomi

, , ,

sporgenti occhi a mandorla

, ...

alterazioni dei tessuti superficiali

 :

disidratazione severa occhi cerchiati e infossati labbra aride

– facies ippocratica dovuta a , con , ,

naso affilato mento e zigomi sporgenti guance infossate

, , (peritonite).

edema sede palpebrale e sottopalpebrale

– facies nefritica: in ricche di tessuto connettivo lasso.

– facies mixedematosa: tipica dei pz con da ,

ipotiroidismo tiroiditi acute e croniche carcinoma

> sintesi di mucoproteine attitudine a trattenere l’acqua

hanno l’

, , con che

tiroideo tiroidectomia mixedema

nei tessuti sottocutanei cute ispessita secca disidratata ruvida

, determinando con , , , ,

pallido-giallastra volto, collo, tronco e arti inferiori volto

, che interessa soprattutto il . Il appare

rotondeggiante gonfio rima palpebrale assottigliata infossamento dei bulbi oculari naso

, , con ,

tozzo labbra e lingua ingrossate riduzione della mimica facciale

, (macroglossia mixedematosa),

pz apatico voce rauca

con , per interessamento delle corde vocali.

iperfunzionalità delle ghiandole

– facies lunare o lunaris: tipica del da

morbo di Cushing

surrenali iperincrezione di cortisolo e dei suoi derivati obesità

con , per cui si ha per una

maggiore attività di sintesi dei lipidi maggiore riassorbimento di Na a livello dell’ansa di

+

,

Henle riassorbimento di liquidi che si accumulano negli interstizi

(reni) e , in particolare a livello

tessuto sottocutaneo del volto rotondeggiante a luna piena rima labiale

del che si presenta , , con

ristretta a bocca di pesce cute molto tesa liscia lucente rosso-cianotica da poliglobulia

, , , , , . La

facies lunare può essere dovuta anche a somministrazione di corticosteroidi ad alte dosi e per lunghi

, come nei pz affetti da o .

periodi di tempo LES AR

alterazioni del colorito del volto

 : malattia

– facies poliglobulinica: tipica della o ,

poliglobulia primaria morbo di Vaquez

neoplastica mieloproliferativa iperproduzione dei globuli rossi 7-8 milioni/mm 3

con , fino a ed

Hb pari a 18 gr/dl volto rosso-vinoso

caratterizzata da .

Metodologia Clinica – Semeiotica Medica (Prof. Gianluigi Vendemiale) 12

cianosi distrettuale degli

– facies mitralica: tipica dei pz con con

stenosi della valvola mitrale

zigomi naso labbra mento circondata da cute pallida vasocostrizione da

, , e , dovuta a

insufficienza cardiaca cronica .

alterazioni muscolari

 : perdita della mimica del volto

– facies parkinsoniana tipica del con con

morbo di Parkinson

espressione di stupore o di paura incongrui agli avvenimenti esterni .

ptosi palpebrale

– facies miastenica: tipica della con che costringe il

miastenia pseudoparalitica divergenza dei bulbi oculari

la testa all’indietro per vedere ciò che lo circonda

pz a inclinare e che

aspetto sonnolento

gli conferiscono un .

contrattura dei muscoli mimici facciali riso sardonico stiramento

– facies tetanica da con da

trasversale della rima labiale e delle rime palpebrali .

alterazioni oculari

 : ipertiroidismo primitivo di natura

– facies basedowiana: tipica del con

morbo di Basedow

autoimmunitaria iperincrezione degli ormoni tiroidei esoftalmo bilaterale retrazione

e con ,

della palpebra superiore formazione di depositi di polisaccaridi in sede retrobulbare

da con

espressione del volto che traspare inquietudine estrema mobilità della mimica facciale

ed .

alterazioni genetiche

 : sindrome di Down occhi piccoli a

– facies mongoloide: tipica dei bambini con (trisomia 21) con ,

mandorla fusione tra angolo mediale della palpebra superiore e inferiore radice

, cioè ,

epicanto

del naso piatta testa piccola occipite piatta bocca aperta lingua rugosa

, con , , (scrotale).

Costituzione, Statura, Stato di Nutrizione, Peso

Costituzione

La di un individuo dipende dalla , ,

statura peso corporeo circonferenza del torace e

, , , in base ai quali possiamo fare una distinzione tra:

bacino lunghezza degli arti stato nutrizionale

 altezza e peso nella

soggetto normotipico-normosplancnico: si tratta di pz che presentano

norma sviluppo armonico delle varie parti del corpo massa muscolare

con e della .

 soggetti alti statura >

soggetto astenico o longilineo-microsplancnico: si tratta di (1.90 m) con

rispetto alla apertura delle braccia magri peso ≤ 70 kg Ø longitudinali prevalenti su

, con ,

quelli trasversali collo e torace lunghi e stretti bacino stretto e poco sviluppato arti

con , ,

superiori prevalenti rispetto al tronco arti inferiori prevalenti rispetto a quelli superiori

e ,

muscoli esili pz predisposti a patologie respiratorie asma tracheo-bronchiti

. Si tratta di , cioè ,

croniche con enfisema polmonare patologie gastroenteriche ulcera gastrica

come l’

, .

soggetti bassi peso superiore alla norma

 soggetto brachitipo-macrosplancnico: si tratta di e ,

robusti muscolatura ben sviluppata Ø trasversali prevalenti su quelli longitudinali

con , con ,

circonferenza toracica > alla metà della statura collo corto e tozzo torace corto ma ampio

, , ,

addome voluminoso bacino largo soggetti predisposti a malattie cardiovascolari

, . Sono , cioè

aterosclerosi ipertensione arteriosa diabete mellito di tipo II insulino-indipendente o

e , oppure

florido, tardivo

, tipico dei soggetti obesi. altezza ≤ 130 cm nell’uomo 120

Inoltre, in base alla statura si fa una distinzione tra nanismo con e

cm nella donna altezza > 200 cm lunghezza degli arti > a quella del tronco

, e gigantismo con e .

Stato di Nutrizione del pz rapporto

Per valutare lo dobbiamo considerare vari parametri, cioè

peso/altezza Indice di Massa Corporea sviluppo del pannicolo adiposo

2

(kg/m ) o (IMC),

sottocutaneo sviluppo delle masse muscolari

e . Ispezione

Valutare lo Sviluppo del Pannicolo Adiposo Sottocutaneo

Per si ricorre alla e

pinzamento della cute con indice e pollice presenza

Palpazione mediante , in modo da valutare la

quantità del tessuto adiposo a livello della plica cutanea

e la , ottenendo 3 risposte diverse:

plica cutanea più o meno spessa, ~ 20-25 mm lasciando la plica cutanea cute si distende

– : la

stato di nutrizione normale

rapidamente ed agevolmente , il che indica uno .

plica cutanea sottile, < 10 mm lasciando la plica cutanea cute si distende lentamente

– : la ,

stato di iponutrizione e disidratazione

restando sollevata , il che indica uno (pz magro).

plica cutanea molto spessa, > 30 mm lasciando la plica cute si distende molto rapidamente

– : la

stato di ipernutrizione

lucente e tesa pz obeso

ed è , il che indica uno come il .

Metodologia Clinica – Semeiotica Medica (Prof. Gianluigi Vendemiale) 13

dimagrimento o magrezza < del

La < del peso corporeo può determinare una situazione di con

cachessia

tessuto adiposo < del tessuto adiposo e masse muscolari . L’>

oppure di con del peso

eccesso di tessuto adiposo accumulo di liquidi o edema

corporeo può derivare da un o da un .

Magrezza primaria o costituzionale secondaria o patologica

La viene distinta in e .

tipica dei soggetti nonostante le perfette

La è che,

magrezza primaria o costituzionale

condizioni di salute presentano un peso corporeo sempre < alla norma

, , forse per un

metabolismo accelerato smaltimento di tutto ciò che il soggetto assume con la dieta

con .

perdita del tessuto adiposo

La può essere caratterizzata da

magrezza secondaria o patologica

masse muscolari cachessia

e/o delle con , associata a:

dimagrimento peso corporeo al di sotto della norma cachessia

– con ; in caso di si può avere la

perdita del 25-50% del peso corporeo limiti ponderali di 25-30 kg per una statura media

, fino a .

guance scavate perdita della bolla adiposa di Bichat

– da .

occhi infossati nelle cavità orbitarie perdita del grasso retro-orbitario

– da .

ossa sporgenti a livello del tronco e degli arti evidenti le coste, scapole e le

– , in particolare sono

ali iliache addome escavato perdita della massa muscolare della regione glutea

associate ad e .

arti assottigliati scomparsa del pannicolo adiposo ipotrofia delle masse

– (scarni) per e

muscolari tipico assottigliamento delle cosce nelle regioni mediali superiori

, con .

perdita del tessuto adiposo sottocutaneo cute anelastica non sollevabile in pliche

– con , ,

cascante o flaccida regione mammaria e glutei

soprattutto a livello della .

Eziologico

Dal punto di vista la cachessia può essere dovuta a varie cause con distinzione tra:

digiuno prolungato ipoalimentazione cronica ipotermia bradicardia

 cachessie da fame: o con , ,

ipotensione arteriosa ipoglicemia ipocolesterolemia notevole

, , , alcune volte associata a

decalcificazione ossea deformazioni ossee pseudofratture

(osteomalacia), e (Looser-Milkman).

 cachessie da malattie gravi, in fase terminale:

malattie croniche invalidanti cirrosi epatica tumori maligni

– , e .

malassorbimento pancreatite cronica morbo celiaco fistole entero-enteriche diarrea

– da , , con

cronica dolore addominale crampiforme < secrezione

e . Nella si ha una

pancreatite cronica

enzimi pancreatici mancata digestione di proteine, lipidi e glicidi

con , il è una

morbo celiaco

malattia congenita intolleranza al glutine protidi in generale

con e , le fistole entero-enteriche

enteriti croniche morbo di Crohn contenuto intestinale by-

sono tipiche delle come il in cui il

passa lunghi tratti intestinali passando attraverso la fistole nelle anse adiacenti .

 cachessie da causa endocrina:

diabete mellito di tipo I, insulino-dipendente o giovanile diabete di origine pancreatica

– : dovuto a

distruzione delle cellule di Langerhans ipoincrezione di insulina glicosuria

e a , con ,

iperglicemia scomparsa del tessuto adiposo fusione delle masse muscolari

, e .

ipertiroidismo da morbo di Basedow e adenoma tossico di Plummer accelerato metabolismo

– con

generale stato di profondo deperimento

e .

morbo di Simmonds cachessia gravissima deficit dell’increzione

– : caratterizzato da dovuta a

dell’ormone somatotropo a livello ipofisario ipoglicemia estrema sensibilità all’insulina

con ed ,

lesioni distruttive dell’ipofisi donne con grave emorragia da

tipica delle , come succede nelle

sindrome di Sheehan

parto collasso necrosi ipofisaria

, e , detta .

anoressia nervosa

 cachessia di origine psichica: .

Obesità accumulo patologico di tessuto adiposo nell’organismo > del peso corporeo di

L’ è un con

oltre il 20% rispetto al peso corporeo ideale in media pari a 120-130 Kg fino a 180-190 Kg

, , ,

obesità quantitativa qualitativa o morfologica

raramente oltre 300-400 Kg

, con distinzione tra e .

Quantitativo

Dal punto di vista possiamo distinguere:

peso corporeo > al 20-50 % rispetto al peso ideale

 obesità lieve: .

peso corporeo > al 50-100% rispetto al peso ideale

 obesità media: .

peso corporeo > al 100% rispetto al peso ideale

 obesità grave: .

Qualitativo o Morfologico

Dal punto di vista si fa una distinzione tra:

accumulo di tessuto adiposo nella metà superiore

 obesità androide: tipica degli uomini con

del corpo addome spalle viso nuca tronco

, cioè , , , , .

Metodologia Clinica – Semeiotica Medica (Prof. Gianluigi Vendemiale) 14

accumulo di tessuto adiposo nella metà inferiore del

 obesità ginoide: tipica delle donne con

corpo fianchi glutei cosce monte di Venere regione mammaria

, cioè , , , , (ascelle, seno).

soggetti predisposti con anamnesi

è l’obesità

La forma più frequente essenziale tipica di

familiare + iperoressia

, associata a per stimolazione dei centri della fame, poi abbiamo le obesità

secondarie a varie condizioni patologiche:

Sindrome di Cushing obesità androide

– (da adenoma basofilo dell’ipofisi): caratterizzata da , con

accumulo di grasso volto con faccia lunare rotonda e gonfia nuca dorso collo a

al , cioè , alla e con

bufalo radice degli arti superiori regioni glutee e gli arti inferiori sono magri

, e alla , mentre le ,

poliglobulia arrossamento del volto strie purpuree acne

associati a con , e .

ipotiroidismo iperinsulinismo da insulinoma

obesità di tipo ginoide ipoglicemia cronica

– con , con

stimola il centro della fame

che .

lesioni vascolari o neoplastiche del centro diencefalico della fame

– ( ).

craniofaringioma, adenoma ipofisi

sindrome X metabolica obesità ipertensione arteriosa diabete mellito di

– con associazione tra , ,

tipo II iperdislipidemia atero-arteriosclerosi

, spesso complicata da e .

obesità più o meno gravi gravidanza puerperio menopausa.

– si osservano durante la , e

bulimia nervosa disturbo dell’alimentazione incontrollata

– , (binge-eating disorder).

All’ l’obesità

Ispezione è caratterizzata da:

pannicolo adiposo esuberante tale da mascherare le sporgenze ossee

– .

viso arrotondato guance piene doppio mento che tende a ricoprire il collo

– con e .

accumulo di tessuto adiposo evidente a livello delle prime vertebre toraciche, regione

ascellare e mammaria .

addome globoso pannicolo sottocutaneo sporgente a mo di grembiule al di sopra del pube

– con .

dispnea anche per piccoli sforzi

– . Sindrome di Pickwick

torpore psichico accumulo di tessuto

– soprattutto nella caratterizzata da

adiposo nel mediastino antero-superiore compressione dei tronchi venosi cianosi turgore

con , e

delle giugulari deficit del deflusso venoso disturbi

, in cui il sembra essere responsabile dei

diencefalici crisi narcolettiche turbe respiratorie respiro periodico

con , e con .

Decubito

Decubito posizione assunta dal pz a letto

Il è la , distinto in:

posizione assunta liberamente da un soggetto sano senza

 decubito indifferente: è la ,

difficoltà variabile secondo le esigenze e la volontà

, .

posizione che il pz sceglie spontaneamente per ottenere sollievo

 decubito preferito: è la , in

per attenuare il dolore

genere , per cui si parla di decubito antalgico.

decubito supino pz immobile nel letto altre

 decubito obbligato: in genere con perché le

peritonite acuta colica

posizioni e i movimenti possono accentuare il dolore , come nel caso di ,

epatica pancreatite acuta …

, coliche addominali di natura spastica

 decubito prono preferito (piegato, inchinato): in caso di .

 decubito laterale:

pleurite fibrinosa pz decombe sul lato sano P sull’emitorace colpito con

– : il poiché la

l’avvicinamento dei foglietti pleurici aggrava il dolore .

pleurite essudativa pz decombe sul lato del versamento favorire le escursioni

– : il per

respiratorie dell’emitorace sano .

caverne o ascessi polmonari comunicanti con un bronco decubito laterale

– : il consente di

impedire un continuo deflusso del materiale contenuto nelle cavità che determinerebbe

fastidiosi accessi di tosse e di soffocazione , per cui il pz impara a regolare lo svuotamento della

cavità polmonare variando la posizione. scompenso cardiaco congestizio alleviare la

 decubito ortopnoico: tipico dei pz con , consente di

dispnea pz sta seduto nel letto con le gambe penzoloni appoggiato alla sponda con le braccia

, il ,

estese facilitare le escursioni respiratorie del torace e del diaframma , favorendo l’intervento

per

muscoli ausiliari della respirazione muscoli scaleni e sterno-cleidomastoidei

dei cioè .

Metodologia Clinica – Semeiotica Medica (Prof. Gianluigi Vendemiale) 15

pz seduto sul letto ginocchia flesse tronco fortemente

 posizione di Blechman cioè con e

piegato in avanti e la posizione genupettorale (preghiera maomettana) sono tipiche dei pz affetti

versamento pericardico massivo tentativo di far raccogliere anteriormente il liquido

da nel

contenuto nel pericardio facilitare lo svuotamento delle vene cave nell’atrio dx

e .

testa estesa sul tronco cosce flesse sull’addome gambe flesse

 decubito a cane di fucile cioè , e

meningite

sulle cosce dolore da ipertonia dei muscoli dorsali

, tipica della per evitare il e da

stiramento delle radici spinali lombo-sacrali .

versamento ascitico arti inferiori semiflessi e separati

 decubito a rana: in caso di il pz tiene gli

dorso sollevato < la P sul diaframma favorisce le escursioni respiratorie

con per e .

Alterazioni della Stazione eretta Deambulazione sono l’

Le e e la .

astasia disbasia

Astasia impossibilità a mantenere la stazione eretta grave debilitazione

L’ è l’ dovuta a con

cause neurologiche

ipotrofia muscolare o , cioè:

astasia paralitica compromissione delle vie piramidali o dei nervi motori

– da .

astasia extrapiramidale corea

– nella .

astasia cerebellare tumori mediani del cervelletto aggravata dalla chiusura degli occhi

– da , .

astasia di Gèlineau o cataplessia improvvisa perdita del tono muscolare

– con .

Disbasia deambulazione anormale cause osteoarticolari nervose psichiche

La è una dovuta a , o .

claudicazione

Le con (andatura zoppicante) si manifestano in caso di:

disbasie osteoarticolari abbreviazione del tempo di carico sull’arto interessato

dolore intenso ad un arto inferiore

– con .

malattie articolari dell’anca, ginocchio e piede lussazione dell’anca coxa vara

– come la , e

andatura anserina

varismo del ginocchio (andatura dell’oca, ondulante).

con oscillazione del tronco

accorciamento di un arto inferiore post-traumatico o poliomielitico

– con

in avanti durante la marcia.

Le sono caratterizzate da andatura o marcia patognomonica:

disbasie nervose

andatura falciante emiplegia arto paralitico viene lanciato esteso in avanti

– , in cui l’

nella e

ruota lateralmente all’asse del corpo .

marcia a piccoli passi paralisi pseudobulbare

– nella .

marcia a piccoli passi affrettati parkinsonismo antero-pulsione

– nel che si complica con in cui il

pz tende a spostare la testa ed il tronco in avanti .

atassia cerebellare sindromi cerebellari pz cammina a zig-zag allargando

– tipica delle in cui il ,

la base di impianto ubriaco

come un .

atassia spinale sindromi tabetiche pz cammina

– nelle (tabe dorsale, polinevriti) in cui il

lanciando le gambe come un burattino battendo i calcagni per avere la sensazione del

e

contatto con il suolo

.

caduta del piede paralisi del muscolo tibiale anteriore

– (steppage) in caso di .

impossibilità a salire le scale paralisi del muscolo quadricipite

– in caso di .

impossibilità ad alzarsi dalla sedia paralisi dei muscoli glutei

– in caso di .

andatura anserina paralisi dei muscoli piccolo e medio gluteo tipico pendolare delle

– da con il

anche miopatie prossimali distrofia muscolare di Duchenne

, oppure da come la .

marcia a rana pz cammina a 4 zampe facendo forza sugli arti superiori

– in cui il .

pz affetti da isterismo schizofrenia

Le si osservano nei e .

disbasie psichiche

Sensorio valutazione dello stato di coscienza del pz

Il è la .

condizioni normali soggetto cosciente lucido vigile sveglio

In il è , , , .

stato intermedio tra coscienza e perdita di coscienza alterazioni

Lo stato ipnoide è uno con

torpore sopore

della lucidità o vigilanza obnubilamento ottundimento

, , cioè o (sonnolenza) che

fase di addormentamento stato di dormiveglia

si verifica normalmente nella con oppure in caso

trauma cranico coma iperglicemico da alterazione del metabolismo glucidico

di o .

pz non ricorda il suo nome dove si trova non

Lo stato confusionale è una situazione in cui il , ,

riconosce i luoghi e le persone non ricorda dove abita data mattina, pomeriggio o sera

, , la , se è ,

disorientamento temporo-spaziale non reagisce agli stimoli e non

per cui presenta , spesso

Metodologia Clinica – Semeiotica Medica (Prof. Gianluigi Vendemiale) 16

risponde alle domande linguaggio sconnesso, disorganizzato,

, oppure presenta un

incomprensibile e incoerente coma pz in stato vegetativo

, fino al nei casi più gravi con .

restringimento del campo di coscienza soggetto conserva solo

Lo stato crepuscolare è un cioè il

alcuni eventi, idee o temi affettivi con o senza disorientamento temporo-spaziale , come succede

epilessia temporale isteria

nell’ o nell’ . Alcune volte uno stato crepuscolare di breve durata si

situazioni di stress molto intense catastrofi lutti pericolo per la propria vita

manifesta in come , , .

alterazione dello stato di coscienza confusione

insorge in modo brusco

Lo stato di delirium con ,

mentale disorientamento temporo-spaziale deficit della memoria e breve e lungo termine

, , cioè

alterazioni formali del pensiero

deficit della fissazione rievocazione dei ricordi

e , con

allentamento dei nessi associativi deliri persecuzione nocumento riferimento

, fino a di , o ,

alterazioni della percezione illusioni visive, uditive, tattili, cenestetiche

con ..., mentre le

allucinazioni (visive) sono più rare e si hanno nelle forme gravi.

Sincope improvvisa perdita di coscienza di breve durata con caduta a terra del pz

La è una di

natura ipossica vasodepressiva cardiogena ipoglicemica epilettica

, , , , .

Coma stato di sopore profondo con perdita della coscienza parziale stato

Il è uno , con

semicomatoso totale stato comatoso profondo perdita della motilità volontaria e

o con , associato a

della sensibilità conservazione delle fx vegetative in modo più o meno completo

, mentre si ha la .

Eziopatogenetico

Dal punto di vista si fa una distinzione tra:

irritazione meningea natura infettiva

 : è indice di di cioè da

coma con rigidità nucale

meningo-encefalite emorragia subaracnoidea

natura vascolare come l’

o di .

trombosi emorragia embolia traumi tumori cerebrali

 da , , , , .

coma con segni neurologici focali

 di o .

coma senza segni di rigidità nucale e segni neurologici focali natura metabolica tossica

Coma di Natura Metabolica coma uremico epatico diabetico ipoglicemico

Il comprende il , , , , da

insufficienza surrenale mixedematoso

e . non trattabile

fase terminale dell’insufficienza renale bilaterale

Il Coma Uremico rappresenta la ,

con emodialisi o dialisi peritoneale alito

, con ritenzione delle scorie azotate. Il pz presenta il tipico

urinoso ammoniacale ipertensione arteriosa nefro-vascolare >

laboratorio

, , mentre il evidenzia

azotemia e creatininemia albuminuria < bicarbonati plasmatici acidosi metabolica

, , da con

progressivo > della frequenza respiratoria

caratterizzato da un ,

respiro di Cheyne-Stokes

progressiva < della frequenza respiratoria apnea CO ematica

fino all’

alternato ad una con la 2

che stimola nuovamente il centro respiratorio , con un nuovo ciclo.

fase terminale dell’insufficienza

Il Coma Epatico rappresenta la , caratterizzata dal tipico

epatica

alito disgustoso foetor hepaticus segni di epatopatia ittero o subittero ascite circoli

detto , cioè , ,

collaterali iperammoniemia

, (ipertensione portale).

Il Coma Diabetico viene distinto in 2 tipi:

coma diabetico chetoacidoso diabete mellito scompensato alito acetonico

 nei pz con con tipico

liberazione di acetone volatile attraverso la parete degli alveoli polmonari

dovuto alla ,

disidratazione grave da poliuria iperglicemia glicosuria

, associati a (200-500 mg/dl), ,

acetonuria < bicarbonati plasmatici acidosi metabolica

, da con respiro grosso di Kussmaul

profonda e rumorosa inspirazione pausa espirazione breve

caratterizzato da una , una , una e una

pausa post-espiratoria prolungata .

coma diabetico iperosmolare diabete mellito insulino-dipendente

 : tipico del caratterizzato da

iperglicemia fino a 2000 mg/dl da iperosmolarità plasmatica per ridotta utilizzazione di glucosio,

glicosuria senza cheto-acidosi acetonuria

, e .

pz diabetici in trattamento con ipoglicemizzanti orali o

Il Coma Ipoglicemico si manifesta nei

con insulina incapacità del soggetto di seguire la terapia dietetica e la terapia

, dovuto alla

medica sudorazione profusa ipoglicemia stato comatoso si

. Si manifesta con e (< 50 mg/dl) ma lo

risolve rapidamente somministrazione e.v. di 20-30 ml di soluzione glucosata al 20-30%

dopo .

morbo di Addison non diagnosticato

Il Coma da Insufficienza Surrenale è raro, come in caso di .

ipotiroidismo primitivo non diagnosticato

Il Coma Mixedematoso è raro, come in caso di .

Coma di Natura Tossica coma ipercapnico etilico oppio e derivati CO

Il comprende il , , da e .

Metodologia Clinica – Semeiotica Medica (Prof. Gianluigi Vendemiale) 17

insufficienza respiratoria cronica

Il Coma Ipercapnico si verifica nei pz con , caratterizzato da

cianosi volto letto ungueale acidosi respiratoria all’

emogasanalisi

soprattutto al e sul , con

iperventilazione polmonare stimolare i centri del respiro tachicardia vasodilatazione

per , ,

periferica edema della papilla segni di ipertensione endocranica coma

, , fino al .

abuso di bevande alcoliche

Il Coma Etilico si manifesta nei soggetti che fanno .

tossicodipendenti miosi serrata drug test +

Il Coma da Oppio e derivati si manifesta nei con , con

presenza della droga nelle urine .

perdita di CO stufe scarico di gas dei veicoli a scopo suicida

Il Coma da CO si deve alla da , ...

Clinico Classificazione in 4 stadi

Dal punto di vista esiste una :

pz reagisce a stimoli di una certa intensità riesce a muovere la testa

 stadio I o precoma: il ,

e/o gli arti non riconosce le persone o gli oggetti non risponde alle domande

, anche se in genere , ,

non riesce a controllare gli sfinteri , per cui bisogna applicare il catetere vescicale per controllare

riflesso della deglutizione è presente tono muscolare è conservato

la diuresi. Il e il .

pz non reagisce più agli stimoli conserva il riflesso pupillare e

 stadio II o coma p.d.: il ,

corneale respiro può essere ancora conservato o già alterato tono muscolare è diminuito

, il e il .

riflessi pupillare e corneale sono assenti tono muscolare e i

 stadio III o coma profondo: i , il

riflessi osteo-tendinei sono aboliti segno di Babinski fx vegetative sono

e può comparire il . Le

alterate respiro irregolare alterazioni della T°C corporea ipotermia ipertermia

con e con o .

funzioni vegetative sono assenti vita è possibile grazie alla

 stadio IV (coma depassé): le e la

respirazione assistita .

Esame Obiettivo e Semeiologia dell’Apparato Linfoghiandolare

Apparato Linfoghiandolare stazioni linfonodali superficiali profonde

L’ è costituito da e .

linfonodi cervicali sovraclaveari ascellari

Tra le Stazioni Linfonodali Superficiali abbiamo i , , e

inguinali linfonodi epitrocleari retroauricolari preauricolari sottomandibolari

, poi i (avambraccio), , e .

Linfonodi Cervicali

I sono distinti in: faccia esterna del muscolo

 linfonodi latero-cervicali superficiali (4-5): situati sulla

sternocleidomastoideo in rapporto con la vena giugulare esterna drenano dall’orecchio e

,

regione mastoidea tributari dei linfonodi cervicali profondi

e sono .

lungo la faccia interna del muscolo

 linfonodi latero-cervicali profondi (15-30): situati

sternocleido-mastoideo in rapporto con la vena giugulare interna , tra cui i linfonodi giugulari o

dietro l’inserzione

e i situati clavicolare

giugulo-carotidei linfonodi del muscolo scaleno anteriore

del muscolo sternocleidomastoideo, palpabili a livello della 1^ costa se si invita il pz ad eseguire un

metastasi da carcinoma dell’apice polmonare

colpo di tosse, importanti in caso di .

lungo il decorso della vena giugulare anteriore

 linfonodi cervicali anteriori superficiali: .

situati al davanti e sotto l’osso iode

 linfonodi cervicali anteriori profondi: ,

linfonodi infraioidei

davanti alla parte inferiore della laringe faccia

, sulla

linfonodi prelaringei linfonodi pretracheali

anteriore della trachea tra la tiroide e il tronco venoso brachicefalico sx

, , linfonodi paratracheali

tra trachea ed esofago in rapporto con i nervi ricorrenti .

Linfonodi Sopraclaveari regione sovraclaveare al di sopra del tratto medio

I sono situati nella ,

della clavicola profondamente metastasi da carcinoma dell’esofago,

, , importanti in caso di

stomaco, polmoni linfonodi sopraclaveari di dx drenano il torace quelli di sx

... In genere i ,

segno di Troisier

drenano dall’addome metastasi da

. Il è una linfoadenopatia sovraclaveare sx da

carcinoma gastrico carcinoma della colecisti reni ovaie testicoli prostata

, oppure , , , , .

Linfonodi Ascellari metastasi da carcinoma mammario

I sono importanti in caso di :

linfonodi ascellari di I livello o inferiori

 posti all’esterno del margine inferiore del muscolo piccolo

linfonodi dell’arteria mammaria esterna.

pettorale, in n° di 12-16 linfonodi, corrispondenti ai

linfonodi ascellari di II livello o intermedi

 compresi tra il margine laterale e mediale del muscolo

piccolo pettorale e linfonodi interpettorali di Rotter.

linfonodi ascellari di III livello o superiori

 posti a livello del margine supero-mediale del muscolo

piccolo pettorale, dove la vena ascellare diventa succlavia.

Metodologia Clinica – Semeiotica Medica (Prof. Gianluigi Vendemiale) 18

Linfonodi Inguinali

I sono localizzati nella regione inguinale, drenano dalla pelvi e genitali,

linfonodi retrocrurali situati anteriormente all’arteria iliaca

insieme ai esterna.

Tra le Stazioni Linfonodali Profonde abbiamo i , (preaortici,

linfonodi mediastinici lombo-aortici

paraaortici e retroaortici), , e .

iliaci esterni e interni mesenterici pelvici

linfonodi ispezione palpazione condizioni

L’ si basa sull’

ESAME OBIETTIVO dei e , ma in

normali i linfonodi superficiali non sono apprezzabili né all’ispezione né alla palpazione .

volume e forma dei linfonodi sede interessata

All’

Ispezione bisogna valutare soprattutto il , :

volume dei linfonodi linfonodi sono di piccole dimensioni

 : in condizioni normali i , paragonabili

lenticchia dimensioni > 0,5 cm 2-3 cm

ad una , mentre in condizioni patologiche hanno fino a ,

linfoadeniti acute o croniche, batteriche, virali sarcoidosi malattie

come in caso di , ,

linfoproliferative leucemie linfomi metastasi tumorali …

come e ,

forma dei linfonodi forma fusata a goccia ovoidale

 : in condizioni normali hanno una , , , mentre in

forma sferica stellata irregolarmente ovoidale

condizioni patologiche possono assumere una , o .

polpastrelli delle dita movimenti circolari attorno

Palpazione

La avviene con i eseguendo dei

alla tumefazione delicatamente procedendo con una certa regolarità per evitare di saltare

, ,

delle stazioni linfonodali interessamento solo della prima stazione

valutando se si è avuto l’

linfonodale o di altri linfonodi confluenza in pacchetti linfonodali salto della prima

, la , oppure il

stazione linfonodale interessamento dei linfonodi più a valle

con .

variare a seconda dell’area da esaminare,

La palpazione dei linfonodi può in particolare:

pz deve essere in posizione seduta procedendo dalla

─ : il ,

palpazione dei linfonodi sovraclaveari

testa dell’omero fino al punto di inserzione del muscolo sternocleidomastoideo e muscolo

scaleno sulla 1^ costa lungo il margine interno della clavicola (segno di Troisier).

pz sta in piedi o in posizione seduta piegare

─ : il e deve

palpazione dei linfonodi latero-cervicali

la testa in avanti in modo da far rilassare i muscoli del collo esaminatore si pone davanti al

. L’

pz esegue la palpazione procedendo lungo il margine interno ed esterno del muscolo

ed

sternocleidomastoideo linfoadenopatie latero-cervicali

. Le più importanti sono quelle da

carcinoma della tiroide rinofaringe

e .

pz in posizione seduta braccio allontanato dal tronco

─ : con

palpazione dei linfonodi ascellari

per far rilassare i muscoli pettorali palpa dall’apice del cavo ascellare discendendo lungo la

, si ,

parete movimenti a raggi multipli palpare la parete toracica laterale

, mediante dei per .

linfoadenopatie ascellari metastasi da carcinoma mammario

Le più importanti sono quelle da .

pz sta in posizione supina con gambe flesse l’esaminatore

─ : il ,

palpazione dei linfonodi inguinali

affonda la mano ad uncino nel cavo inguinale palpare i linfonodi distribuiti lungo i

, mentre per

vasi invita il pz ad abdurre l’arto si palpa lungo la faccia mediale della coscia

si e .

linfoadenopatie inguinali malattie veneree neoplasie genitali

Le sono tipiche delle (sifilide) e .

In presenza di una bisogna valutare:

tumefazione linfonodale

superficie dei linfonodi liscia irregolare

 in base all’interessamento

: o della capsula linfonodale.

consistenza dei linfonodi

 : normalmente i linfonodi sono di consistenza parenchimatosa teso-

come una piccola biglia di gomma, mentre in condizioni patologiche può essere:

elastica linfoadeniti batteriche acute suppurative colliquazione linfonodale

─ da con .

molle-elastica malattie linfoproliferative linfomi leucemie flogosi croniche

─ da come e ,

duro-elastica

granulomatose sarcoidosi, TBC, lue

, come .

metastasi da carcinoma

─ in caso di .

duro-lignea

dolorabilità linfonodi dolenti linfoadenite acuta batterica o virale

 : i sono in caso di , come in

morbillo, rosolia, toxoplasmosi, mononucleosi infettiva linfonodi sono indolenti

caso di , mentre i

linfoadenopatie da linfomi, leucemie e metastasi

in caso di .

mobilità o fissità dei linfonodi rispetto ai piani superficiali e profondi fisso

 : il linfonodo può essere

metastasi da carcinoma linfoadenopatie infiammatorie flogosi della

in caso di o in seguito a

capsula linfonodale diventa fibrotica fusione tra i linfonodi contigui formazione di

che con ,

pacchetti linfonodali infiammazione dei piani sovra e sottostanti

e . La fusione in pacchetti è

TBC lue sarcoidosi

tipica delle , ad es. , , ,

linfoadenopatie croniche linfomi non Hodgkin ad alto

, .

grado di malignità metastasi tumorali

Metodologia Clinica – Semeiotica Medica (Prof. Gianluigi Vendemiale) 19

lesioni della cute sovrastante i linfonodi cute arrossata e calda infezioni acute

 : in caso di

batteriche virali rosso-violacea fistolizzazione TBC cute normale

(piogeni) o , con nella , in caso

infiltrazione neoplastica dei linfonodi flogosi cronica batterica granulomatosa

di , o (sarcoidosi).

sede e n° linfonodi interessati linfoadenopatie circoscritte o generalizzate

 con distinzione tra .

interessamento di una sola stazione

quando si ha l’

Si parla di linfoadenopatia circoscritta linfoma di

linfonodale esordio di una malattia sistemica

, anche se può rappresentare l’ , come il

Hodgkin sarcoidosi

linfonodo latero-cervicale sx interessamento

con interessamento del , e la con

dei linfonodi epitrocleari e prescalenici progressivo interessamento degli altri linfonodi

, con .

mononucleosi

Le linfoadenopatie generalizzate possono essere di , come la

natura infiammatoria

infettiva toxoplasmosi morbillo rosolia TBC sifilide secondaria leishmaniosi viscerale

, , , , , , ..., e di

leucemie linfatiche e mieloidi fasi avanzate dei linfomi

, come le ,

natura non infiammatoria

Hodgkin e non Hodgkin

... presenza di altri sintomi febbre o

In presenza di linfoadenopatie è opportuno valutare la , come

febbricola eruzioni cutanee esantematiche calo ponderale astenia interessamento dei

, l’

, , ,

linfonodi profondi altri organi linfoidi fegato e milza

o di , cioè , soprattutto in caso di

linfoadenopatia generalizzata .

ESAME OBIETTIVO e SEMEIOTICA dell’APPARATO RESPIRATORIO

Il Torace dal è delimitato da una serie di

punto di vista topografico linee di demarcazione o di

consentono di dividerlo in varie regioni

che .

repere

Linee Anteriori del Torace

Le sono:

 dal giugulo fino all’appendice

linea medio-sternale: decorre lungo il piano sagittale mediano

ensiforme dividendo lo sterno a metà e che si continua in basso con la .

linea xifo-pubica addominale

 linee margino-sternali: decorrono lungo i margini laterali dello sterno dx e sx, parallelamente

alla linea medio-sternale. 3 cm dalle linee margino sternali

 linee parasternali dx e sx: situate a .

 linea verticale che decorre dall’alto verso il

linea emiclaveare: basso dal punto medio della

clavicola, passando attraverso il capezzolo, per cui è detta anche linea mammillare, dividendo ogni

emitorace in una parte mediale adiacente allo sterno e una parte laterale adiacente al braccio.

 linea clavicolare: passa attraverso il bordo inferiore della clavicola.

angolo di Louis angolo ottuso anteriore localizzato

 passa attraverso l’

linea angolo-sternale: , , ,

tra manubrio e corpo dello sterno su cui si inserisce la 2^ costa importante

, che rappresenta un

focolaio di auscultazione del II tono valvole

punto di repere perchè a sx corrisponde al , delle

semilunari, aortica e polmonare arteria aorta

e dell’ .

 linea sottomammaria: decorre lungo il margine inferiore della 6^ costa e a livello del V spazio

itto cardiaco

della linea emiclaveare, possiamo apprezzare l’

intercostale sx, 2 cm all’interno .

Linee Laterali del Torace

Le sono:

 linea ascellare anteriore: si diparte dal pilastro ascellare anteriore, seguendo il margine laterale

del muscolo grande pettorale.

 linea ascellare media: si diparte dal fondo del cavo ascellare.

 linea ascellare posteriore: si diparte dal pilastro ascellare posteriore.

Linee Posteriori o Dorsali del Torace

Le sono:

 linea spondiloidèa, dorsale o vertebrale: decorre lungo le apofisi spinose delle vertebre,

della C7 fino all’osso sacro.

partendo dalla apofisi spinosa

 linee paravertebrali dx e sx: decorrono lateralmente alla linea spondiloidèa, poste a 3 cm da essa

e a 3 cm dal margine laterale dei muscoli paravertebrali.

angolo inferiore della scapola

 dall’

linea angolo-scapolare: diretta (punto repere) alla cresta iliaca.

di

Regioni Anteriori del Torace

Tra le abbiamo:

regione di forma triangolare

 regione sopraclavicolare o sovraclaveare: ad apice rivolto verso

margine superiore della clavicola margine posteriore del

l’alto, delimitata in basso dal , ai lati dal

muscolo sternocleidomastoideo margine anteriore del muscolo trapezio

e dal (cucullare). La

Metodologia Clinica – Semeiotica Medica (Prof. Gianluigi Vendemiale) 20

regione sovraclaveare ospita la , ,

radice del plesso brachiale arteria e vena succlavia linfonodi

l’

auscultare

e possiamo .

sovraclaveari apice del polmone

fossetta di Morenheim clavicola deltoide

 regione sottoclavicolare: corrisponde alla compresa tra ,

gran pettorale

e . compresa tra la 2^ e 6^ costa linea parasternale

 regione mammaria (linea sottomammaria), e

linea ascellare anteriore .

 regioni ipocondriache dx e sx.

Regioni Posteriori del Torace

Tra le abbiamo:

al di sopra del limite superiore della scapola

 regione soprascapolare: .

compresa tra il limite superiore della scapola e la linea angolo-scapolare

 regione scapolare: .

linea paravertebrale e margine mediale

 regione interscapolo-vertebrale: delimitata dalla

della scapola . regione posteriore del torace impari e mediana forma quadrilatera

 regione dorsale: , , di

linea cervico-toracica processo spino della C7

delimitata superiormente dalla passante per il ,

linea toraco-addominale margine inferiore dell’ultima

inferiormente dalla passante lungo il

costa linee paravertebrali

, lateralmente dalle .

Regioni Laterali del Torace

Tra le abbiamo:

 regione ascellare e sottoascellare.

Esame Obiettivo del Torace

Esame Obiettivo del Torace

L’ si basa su , , , .

ispezione palpazione percussione auscultazione

valutare la forma del torace simmetria del torace o

L’ ISPEZIONE del torace consente di ,

eventuali malformazioni rientramenti inspiratori presenza di masse

, , .

In condizioni normali il torace ha la , ma nella pratica clinica

forma di tronco di cono rovesciato

bisogna tener conto anche di altre forme che rientrano nei limiti della norma, cioè:

tipico dei longilinei angolo di Louis sporgente Ø longitudinale

 torace allungato: con ,

prevalente regioni sopra-sottoclaveari e giugulari molto infossate epigastrio ristretto

, , , spesso

segno di Stiller 10^ costa fluttuante

con cioè . spiccata

 torace paralitico o astenico: ha le stesse caratteristiche del torace allungato ma con

ipotonia ipotrofia muscolare toracica scapola alata bilaterale

e e .

tipico dei brevilinei prevalenza del Ø trasversale e

 torace picnico o quadrato: (brachitipi) con

antero-posteriore spazi intercostali ristretti coste orizzontali

, e .

torace ampio con maggiore sviluppo delle masse muscolari

 torace atletico: .

coste a decorso quasi orizzontale spazi

 torace enfisematoso o torace a botte: caratterizzato da ,

intercostali allargati clavicole orientate in dietro e in alto angolo di Louis pianeggiante

, , ,

angolo epigastrico ottuso lordosi del rachide dorso-lombare prevalenza del Ø antero-

, ,

torace a botte

posteriore su quello trasversale bronchitici cronici evoluzione

con , tipico dei con

enfisematosa respiro corto, frequente, superficiale atteggiamento di

che presentano un con

inspirazione profonda costante escursioni respiratorie sono scarse coste sono

, per cui le , le

immobili pz è dispnoico e cianotico buona parte del parenchima polmonare è stato

, il perchè

distrutto < della ventilazione , ecco perchè si ha anche l’intervento

con conseguente dei muscoli

ausiliari della respirazione, cioè muscolo sternocleidomastoideo e muscolo scaleno.

Malformazioni o Deformità della parete toracica

Le possono interessare lo , ,

sterno coste

, e .

clavicola scapola vertebre

deformità sternali torace ad imbuto o torace da calzolaio

 : abbiamo il con infossamento

marcato dello sterno e cartilagini costali adiacenti e comparsa di una concavità sulla parete anteriore

pectus excavatum

per cui si parla di che è la malformazione congenita della parete toracica più

infossamento corpo dello sterno tutto lo sterno

frequente, con che può interessare solo il o , le

coste adiacenti fino alle linee emiclaveari concavità accentuata notevole < del Ø antero-

, con e

posteriore atteggiamento posturale scorretto spostamento del cuore alterazioni della

con , e

funzione cardio-respiratoria , tali da richiedere l’intervento chirurgico di .

sterno-condroplastica

Metodologia Clinica – Semeiotica Medica (Prof. Gianluigi Vendemiale) 21

petto carenato o pectus gallinaceum

Il è una malformazione sternale caratterizzata da una

notevole protrusione del piastrone sterno-condrale sterno è più sporgente in avanti

cioè lo

carena di una nave

come la , distinto in 3 varietà:

protrusione interessa tutto lo sterno infossamento delle cartilagini costali

− la con .

protrusione interessa il manubrio sternale infossamento del corpo estroflessione in

− la con ed

avanti dell’appendice ensiforme , per cui il piastrone sternale assume una forma a Z.

petto carenato laterale protrusione unilaterale della parete anteriore del torace

− con dovuta ad

enorme prominenza delle cartilagini costali di un lato rotazione dello sterno sul suo asse

un’ e

longitudinale verso il lato opposto alla protrusione .

coste soprannumerarie o in difetto anomalie di fusione alterazioni

 deformità costali: , e

morfologiche rosario rachitico

come il con presenza di noduli rilevati, simili a grossi grani di

rosario, a livello del punto di unione tra coste e cartilagini costali.

disostosi cleidocranica

 deformità clavicolari: con clavicole assenti o ipoplasiche, per cui il pz

riesce a muovere in modo abnorme le spalle.

 deformità scapolari:

scapola alata unilaterale o bilaterale

– con scapola molto sporgente rispetto alla parete toracica

normale nei soggetti molto magri scoliosi o paralisi dei muscoli del torace

oppure da .

 deformità spinali: deviazioni della colonna vertebrale cioè la e la da

scoliosi cifosi a grande arco

osteoporosi senile, da distruzione limitata di un corpo vertebrale o morbo di Pott,

cifosi angolare

con deviazione antero-posteriore e laterale della colonna vertebrale.

cifoscoliosi

Inoltre, è molto importante l’ Ispezione Comparativa dei 2 emitoraci, considerando che in

condizioni normali l’emitorace dx e sx sono simmetrici ugualmente espansibili negli atti

e

respiratori dilatazioni o retrazioni di un emitorace

mentre le sono dovute a .

asimmetrie toraciche

dilatazioni toraciche versamento

Le con espansione di un emitorace ed asimmetria sono dovute a

pleurico pneumotorace enfisema polmonare masse intratoraciche

torace a botte

, , con , ,

epatomegalia e splenomegalia notevoli sollevamento del diaframma

con .

retrazioni toraciche

Le sono dovute a:

interventi demolitori

– : toracoplastica o pneumectomia.

fibrotorace esito di una pleurite evoluzione fibrosa di una polmonite spazi

– come o con

intercostali ristretti dinamica respiratoria profondamente compromessa

e .

atelectasia polmonare rientramenti inspiratori degli spazi intercostali

– con .

atelettasia lobare retrazioni circoscritte alla base di un emitorace

– con .

Rientramenti Inspiratori

I interessano il , , ,

giugulo fosse sovraclaveari spazi intercostali regione

ostacolo al flusso aereo tracheo-bronchiale difficoltà inspiratoria

in caso di con e

epigastrica

intervento dei muscoli ausiliari della respirazione (asma, atelettasia, ostruzione da corpi estranei).

All’ispezione del torace possiamo valutare anche la presenza di:

reticolo venoso

─ ectasie venose toraciche: da ostruzione al deflusso della vena porta o della vena

verso l’alto grazie alla formazione di un circolo

cava inferiore, per cui il flusso ematico è diretto

collaterale anastomotico cava-cava o porta-cava, oppure da ostruzione al deflusso della vena cava

per cui la corrente ematica è diretta dall’alto verso il basso.

superiore, edema a mantellina

─ come l’

edemi toracici circoscritti nei tumori mediastinici con compressione

edema circoscritto alla parete

e l’

della vena cava superiore da empiema pleurico che si fa strada

verso l’esterno o “empiema necessitatis”.

l’

PALPAZIONE

La consente di valutare , , .

espansibilità del torace f.v.t. presenza di crepitii

espansibilità toracica osservatore si pone alle spalle del pz mette le mani a piatto sulle

 l’

: e

regioni sovraclaveari con i pollici a livello delle linee paravertebrali per valutare l’

, espansibilità

respiro obliquo emitorace si espande in ritardo

durante l’inspirazione . Si parla di se un

degli apici asimmetrico

rispetto al controlaterale espande di meno rispetto al controlaterale

, se si .

fremito vocale tattile (f.v.t.)

 : è la sensazione vibratoria che si apprezza mettendo la mano a

piatto sulla parete toracica quando il pz pronuncia delle parole ricche di consonanti come il classico

“dica Le

33”. vibrazioni delle corde vocali si trasmettono agli alveoli polmonari e alla parete

toracica lungo la colonna aerea contenuta nella trachea e nei bronchi.

Metodologia Clinica – Semeiotica Medica (Prof. Gianluigi Vendemiale) 22

regioni sottoclaveari interscapolo-vertebrali

Il f.v.t. è più facile da apprezzare a livello delle e

perchè sono più vicine alla biforcazione tracheale mentre è difficile da apprezzare nei punti in cui si

interpongono strutture osteo-muscolari come nella regione scapolare.

Condizioni Patologiche

In possiamo avere una .

<, > o scomparsa del f.v.t.

La < del f.v.t. può essere dovuta a:

patologie delle corde vocali paralisi laringite cronica neoplasie della laringe afonia

─ cioè , , con .

edema polmonare < o scomparsa del f.v.t.

─ con .

L’> del f.v.t. può essere dovuto a:

bronchiectasie con dilatazione bronchiale

─ .

escavazioni del parenchima polmonare comunicanti con un bronco

─ .

addensamento del parenchima polmonare senza ostruzione bronchiale polmonite atelettasia

─ da ,

polmonare con bronco pervio infiltrazione polmonare tubercolare infarto polmonare

, , .

L’assenza o abolizione del f.v.t. può essere dovuto a:

occlusione bronchiale

─ da corpi estranei, neoplasie, materiale purulento...

enfisema polmonare da bronchite cronica ostruttiva < elasticità parenchima polmonare

─ con .

versamento pleurico ostacolo alla trasmissione delle vibrazioni tra parenchima

─ : provoca un l’

polmonare e parete toracica versamento occupa tutta la cavità pleurica abolizione

. Se il si ha

del f.v.t. esteso a tutto l’emitorace versamento declive polmone durante

, mentre in caso di il

l’inspirazione si avvicina alla parete toracica > f.v.t. al margine superiore del versamento

con .

Se il versamento è sepimentato dalla presenza di aderenze pleuriche si possono creare condizioni di

> f.v.t.

migliore trasmissibilità con .

evoluzione fibrinosa della pleurite formazione di cotenne incarcerano il polmone

─ con che .

pneumotorace

─ .

crepitii

 : sono rumori simili a quello che si ottiene camminando sulla neve asciutta, tipico

enfisema sottocutaneo

dell’ da traumi aperti o fratture costali con comunicazione anomala tra

albero respiratorio e mediastino con passaggio di aria. Suono Chiaro

PERCUSSIONE

La del Torace in condizioni normali consente di apprezzare il

Polmonare che è il tipico suono del parenchima polmonare. mano sx a piatto sulla parete

Percussione

La si basa sul mettendo la

metodo digito-digitale

toracica dito medio della mano sx che funge da plessimetro dito medio della

con il mentre il

mano dx funge da martelletto percuote in senso ortogonale il dito plessimetro

e .

La viene distinta in e .

percussione mediata percussione topografica percussione comparativa

forza di percussione

Percussione Topografica

La può essere o in base alla :

superficiale profonda confine tra i lembi

─ percussione topografica superficiale: percussione leggera per delimitare il

polmonari e gli organi solidi sottostanti cuore, fegato e milza cambiamento

cioè , valutando il

del suono plessico sottile lembo polmonare e l’organo che ricopre

tra il .

eventuale cambiamento di

─ valutare l’

percussione topografica profonda: percussione forte per

struttura in profondità margine sx del cuore cupola epatica

come il e la .

delimitare apici polmonari margini lobi polmonari

La percussione topografica consente di gli , e .

 delimitazione degli apici polmonari 2 larghe

: corrispondono ai campi di Krönig cioè

bretelle di 4-5 cm proiettano lungo il margine del muscolo cucullare testa

, che si (trapezio) dalla

omerale collo apice polmonare è ventilato in modo normale

, consentendo di valutare se l’

al .

> dell’area di Krönig < dell’

L’ con si ha in caso di , mentre la

iperfonesi apicale enfisema polmonare

area di Krönig con si ha in caso di da

ipofonesi apicale coartazione del parenchima polmonare

pleurite secca

o da (TBC) per cui si parla di per

atelettasia processi fibrosclerotici domo pleurico

associazione tra fibrosi parenchimale e pleurica

.

 delimitazione dei margini polmonari anteriori percussione digito-digitale

: avviene con una

leggera ponendo il dito plessimetro perpendicolarmente negli spazi intercostali partendo

, ,

dalla linea emiclaveare procedendo verso la linea marginosternale passaggio

e , individuando il

dal suono chiaro polmonare al suono ottuso cardiaco , considerando che normalmente i margini

anteriori dei polmoni dx e sx non sono simmetrici.

Metodologia Clinica – Semeiotica Medica (Prof. Gianluigi Vendemiale) 23


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AUTORE

kalamaj

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+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Metodologia clinica e semeiotica medica sull'Anamnesi: componenti e conduzione, dati anamnestici particolari: diuresi, minzione, febbre, edema, sete, fame, prurito, sospiro, vertigini, astenia, starnuto, sbadiglio, dolore e vie del dolore; l'esame obiettivo generale, Facies, costituzione, statura, stato di nutrizione, peso (magrezza, obesità), decubito, stazione eretta e deambulazione (andatura), sensorio. L'esame obiettivo e semeiologia apparato linfoghiandolare
Stazioni linfoghiandolari superficiali e profonde. L' esame obiettivo e semeiotica dell’apparato respiratorio. Linee delimitazioni e regioni. Ispezione, palpazione, percussione e auscultazione. Versamenti pleurici, broncopolmoniti. Esame obiettivo e semeiotica dell’apparato cardiovascolare, itto cardiaco in condizioni normali e patologiche. Fremiti e sfregamenti. La percussione: delimitazione della grande e piccola aia. Focolai di ascoltazione e aree di ascoltazione. I toni cardiaci in condizioni normali e patologiche. I ritmi di galoppo. Lo sdoppiamento del I e II tono. Timbro dei toni. La parafonia. I soffi cardiaci. I polsi. Esame obiettivo e semeiologia dei vizi valvolari e dell’insufficienza ventricolare sinistra e destra. L'esame obiettivo e semiologia dell’addome. I quadranti dell’addome. Sedi di elezione del dolore degli organi addominali. Palpazione e percussione del fegato. Palpazione e percussione della milza. Palpazione dei reni e punti dolorosi renali e ureterali. Segni e sintomi indicativi di condizioni patologiche digestive. L'esame obiettivo e semiologia del sistema nervoso centrale e periferico. Mobilità piramidale: deficit della motilità volontaria da lesioni del I e II motoneurone. Esame obiettivo della motilità volontaria. Sindromi da emisezioni midollari. Sistema extrapiramidale: la motilità automatica, disturbi del tono muscolare, le discinesie, valutazione semeiologica del Morbo di Parkinson. Valutazione semeiologica dell’atassia cerebellare. Esame delle forme di sensibilità. Disturbi della sensibilità. Esame obiettivo e semiologia della lesione dei nervi cranici.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (a ciclo unico - 6 anni)
SSD:
Università: Foggia - Unifg
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher kalamaj di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodologia Clinica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Foggia - Unifg o del prof Vendemiale Gianluigi.

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