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Analizzare i media

Appunti di Teoria e tecniche della comunicazione di massa della prof.ssa Ciampi su Analizzare i media: leggere e comprendere i testi dei media, i programmi radiofonici, le rappresentazioni sociali nella stampa, la TV a scuola, il testo nella rete, l'analisi del pubblico.

Esame di Teoria e tecniche della comunicazione di massa docente Prof. M. Ciampi

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ESTRATTO DOCUMENTO

metodologico si trattava di un’inchiesta condotta su un campione di 600 abitanti, a cui fu somministrato un

questionario con la tecnica del panel (ossia in 2 momenti diversi) prime e dopo le elezioni. Questa ricerca è

ricordata soprattutto per la scoperta dei: leader d’opinione, e del flusso di comunicazione a 2 livelli. L’effetto

della campagna politica, secondo la ricerca di L procede in 3 direzioni:

AZARSFELD

1. –R .

AFFORZAMENTO DELLE OPINIONI EDELLE INTENZIONI DI VOTO PREESISTENTI

2. O

RIENTAMENTO O ATTIVAZIONE DELLA SCELTA TRA QUANTI SONO ANCORA INCERTI

3. E .

FFETTO DI CONVERSIONE

Le conclusioni di questa ricerca sottolineano da un lato la stabilità nei processi di formazione delle attitudine

politiche (metà dell’elettorato sapeva cosa votare prima della campagna), dall’altra, le connessioni tra versta

tendenza individuale e la rete dei rapporti sociali di ciascun soggetto e all’interno di questi rapporti: la tendenza

leader

a sviluppare attitudini condivise dagli altri componenti del gruppo mette in rilievo l’esistenza di

d’opinione e la loro funzione di mediatori tra i mass media e gli altri individui meno interessati alla campagna.

Ciò che si genera è il two stesp flow of communication, determinato dalla mediazione che i leader svolgono tra i

media e gli altri individui del gruppo. Importante è anche l’effetto di cristallizzazione che dà conto del fatto che

nella dinamica di formazione della opinione pubblica il risultato complessivo deriva dalla rete di interazioni che

lega le persone. Sul filone di queste ricerche si è sviluppata nella communication research una tradizione di

analisi empirica volta a privilegiare un approccio quantitativo e a partire dagli anni ’70 il consumo mediale è

stato misurato con strumenti audiometrici.

6.2.3 G ’

LI AUDIENCES STUDIES E L ETNOGRAFIA DEL CONSUMO MEDIALE

Oggi gli Audiences studies hanno come oggetto l’incorporazione dei media, cioè le pratiche messe in opera dai

soggetti sociali in relazione al consumo mediatico. Dal punto di vista metodologico si privilegia uno studio a

partire dall’attore, con un’attenzione particolare alle concrete esperienze vissute dai membri del pubblico,

adottando metodi qualitativi. Gli aspetti sono due: il ruolo attivo del soggetto e l’azione a lungo termine che i

contenuti mediatici mettono in atto. Nell’ambito di un approccio squisitamente qualitativo, nell’ambito degli

A.S. emergono i media ethnographers particolari ricercatori in grado di realizzare una traduzione fra culture

L’etnografia mediale si dedica allo studio delle esperienze routinarie, analizzate

con l’osservazione sul campo.

nei ruoli nei quali queste si realizzano. Gli elementi fondamentali degli A.S. sono:

Il consumo mediale come pratica sociale attiva;

La tematizzazione del coinvolgimento dei media nelle situazioni microsociali.

S L 2000 ha posto delle critiche agli A.S. per un’eccessiva contestualizzazione, per un

ONIA INVINGSTONE

approccio esclusivo in termini qualitativi etc.

A.S. sono stati caratterizzati dall’approccio etnografico, microsociologico

Gli anni ’80, il periodo classico degli

e qualitativo. L’etnografia nell’ambito della communication research abbraccia l’ottica di valutare i mezzi di

comunicazione come risorse sociali, risorse che l’individuo utilizza nelle sue relazioni interpersonali

quotidiane. L afferma che non vi sono approcci migliori di altri. Oggi si cerca di integrare

OSITO

L’ i 2 approcci. Tra i modelli che prevalgono vi sono:

ETERNO

: Facilitazione: approccio quali-quanti, le diverse tecniche sono applicate in

DILEMMA

6.2.4 - momenti diversi.

QUALITATIVO ? Triangolazione:

QUANTITATIVO Complementarietà: più metodologie sono integrate.

7° C – :

AP CONTARE I PRESENTI LE RILEVAZIONI AUDIOMETRICHE

L’esempio più noto è rappresentato dalla rilevazione Auditel sul pubblico tv

italiano. Nate con finalità economico-commerciali, le indagini audiometriche si

ispirano al modello teorico positivista. Le fasi della ricerca quantitativa sono:

I

POTESI TEORICHE

O

BIETTIVI R ( )

ACCOLTA DEI DATI STANDARD

METODOLOGICI E

7.1 S

CELTA STURMENTO DI RILEVAZIONE

STRUMENTI O

SSERVAZIONE EMPIRICA DEL FENOMENO

D INDAGINE A , .

NALISI ELABORAZIONE INTERPRETAZIONE DEI DATI

La tecnica di rilevazione principalmente utilizzata dalle indagini audiometriche è

CATI (computer assisted telephone

quella dell’inchiesta campionaria. Vi sono

interwiev), CAWI (Computer assisted web interview) etc…. Spesso i questionari

11

Graziav

utilizzati hanno domande chiuse. Una variante dell’indagine campionaria è

rappresentata dall’indagine ripetuta nel tempo (panel se replicata sullo stesso

campione in periodi diversi).

Vi sono 2 dimensioni da considerare:

* Campione di popolazione utilizzato dalle singole indagini: panel (se utilizza

L lo stesso campione in momenti diversi) e trend (se annovera diversi gruppi di

E PRINCIPALI individui estr4atti dallo stesso u.s., di cui si ricostruisce una tendenza

7.2 RICERCHE comportamentale).

AUDIOMETRICHE * Modalità di rilevazione delle informazioni utilizzata: intervista campionaria,

osservazione.

Campione utilizzato P Trend

ANEL

Modalità di rilevazione Rapporti annuali sulla comunicazione in Audipress Audiradio – Sinottica

I

NTERROGAZIONE Italia Censis Eurisko, Indagine multiscopo Istat

(intervista campionaria) Analisi secondarie su statistiche

O

SSERVAZIONE Auditel, Audiweb, Audinet Sinottica Siae e Istat

(meter, analisi secondaria) Sono indagini che utilizzano l’intervista campionaria, basata sulla

L’ INTERROGAZIONE somministrazione di un questionario strutturato e rivolta nel tempo a un

DI UN CAMPIONE medesimo campione di individui, spesso estratti dai panel di alcun istituti che

7.2.1. :

PANEL I RAPPORTI operano nel settore delle ricerche di mercato. Es. Censis su ricostruzione tendenze

ANNUALI DEL attuali dell’offerta di informazione e dell’uso dei mezzi di comunicazione da parte

CENSIS di famiglie italiane.

L’ Questa tipologia di indagine, attraverso il questionario si prefigge di monitorare i

INTERROGAZIONE trend di consumo mediale di segmenti della popolazione,conta vari esempi:

DI UN CAMPIONE

7.2.2. Audipress, Audiradio, indagini multiscopo.

: A ,

TREND UDIPRESS

A

UDIRADIO

E In questa categoria di indagini sono compresi tutti quegli studi che utilizzano la

tecnica di osservazione automatica dei comportamenti di un medesimo gruppo di

individui nel tempo, sviluppati in gran parte proprio per quantificare il pubblico

L’ OSSERVAZIONE dei diversi mezzi e studiarne le azioni. I principali esempi applicativi sono

DI UN CAMPIONE

7.2.3. rintracciabili nel dispositivo meter impiegati per lo studio dell’audience

A

UDITEL E

PANEL televisiva. Audiweb ha come obiettivo la misurazione dell’audience di Internet

A

UDIWEB tramite un campione rappresentativo degli utenti di Internet. Auditel è la società

che rileva l’ascolto della tv in Italia. Ogni famiglia facente parte del campione è

dotata di un people-meter che raccoglie l’ascolto di tutti i canali.

L’ Sono analisi secondarie di dati ufficiali che tentano di ricostruire l’evoluzione del

OSSERVAZIONE

7.2.4 consumo dei diversi mezzi di comunicazione presso alcuni segmenti della

DI UN CAMPIONE popolazione.

TREND L’indagine campionaria tramite questionario è lo strumento più utilizzato sia nei

C processi di ricerca sociale sia nelle indagini di mercato ed è anche usato come

OME SI ausilio nelle tecniche di studio che usano il meter o che si concentrano sull’analisi

COSTRUISCE UNA

7.3 : secondaria di dati provenienti da fonti ufficiali. Il questionario può essere un utile

RICERCA I LETTORI strumento in fase di costruzione del panel per definire le caratteristiche di ascolto

DI RIVISTE e sociodemografiche degli intervistati e le loro proporzioni effettive nel

TELEVISIVE campione.

8° C – I ’ : ’

AP MMERGERSI NEL CAMPO D INDAGINE L OSSERVAZIONE PARTECIPANTE

Nell’ambito della communication research si sono sviluppate delle tecniche di

ricerca in grado di indagare la dimensione sociale della fruizione dei media con

I

L l’obiettivo di descrivere e comprendere quanto avviene alle persone e tra le

COINVOLGIMENTO

8.1 persone in relazione all’utilizzo dei media. Questo approccio viene definito

NEL CONTESTO etnografico e l’osservazione partecipante ne costituisce uno principali strumenti

SOCIALE di indagine. 12

Graziav

C ’ L’OP consiste nell’immersione da parte del ricercatore all’interno del campo di

HE COS È indagine e nella sua relativa partecipazione alle interazioni della vita quotidiana

L OSSERVAZIONE

: del gruppo di spettatori in cui si è inserito. Si tratta di una tecnica qualitativa che

PARTECIPANTE

8.1.1. pone attenzione alle relazioni tra le persone, al contenuto mediale consumato e

DEFINIZIONE E all’utilizzo di spazi e tempi. Il periodo di osservazione dura, solitamente, dai 3 ai

CAMPI DI 7 giorni.

APPLICZIONE Il ricercatore deve conquistare la fiducia delle persone con le quali entrerà in

relazione. Spesso si ricorre a dei gate keepers persone di fiducia della famiglia da

2003 afferma che il

osservare o ad es. direttore del ricovero per anziani. L

ULL

L’ ACCESSO AL ricercatore deve solo genericamente dichiarare al gruppo studiato il suo obiettivo,

8.1.2. ’

CAMPO D INDAGINE C 2003, afferma al contrario che il ricercatore deve comunicare sia la

ARDANO

propria identità che i propri scopi. C 2003 sostiene che non esiste un

ORBETTA

orientamento generale.

J 2003 distingue 3 fasi di raccolta dati, 2 riferite all’OP e l’ultima

AMES LULL

attivata attraverso tecniche di ricerca. Ipotizzando un’OP di 7 giorni:

* Il 1° e il 2° giorno: vengono utilizzati per prendere nota degli aspetti generali

L

E FASI sia familiari che dell’ambiente.

8.1.3 ’

DELL OSSERVAZIO * Dal 3° giorno: si può notare una certa normalizzazione dei rapporti

NE PARTECIPANTE interpersonali.

* Al termine: vengono effettuate le interviste individuali.

K B e C evidenziano:

ENNETH AILEY ORBETTA

Limiti all’OP:

- Non generalizzabilità dei casi studiati

- Soggettività del ricercatore

- Impossibilità di poter utilizzare procedure standardizzate.

- Mancanza di controllo sulle molteplici variabili

8.1.4 L - Difficoltà di quantificazione, codificazione e classificazione dei dati

IMITI E VANTAGGI raccolti.

Vantaggi dell’OP B :

AILEY

- Possibilità di raccogliere informazioni legate al comportamento non

verbale.

- Minore distorsione dei dati.

- Possibilità di mettere in atto un’analisi longitudinale.

L Di solito si studiano le famiglie davanti alla TV, ma attualmente anche la

E RICERCHE CHE

8.2 fruizione di altri media come il PC.

HANNO OSSERVATO

IL PUBBLICO Inside Family wieving è il titolo del testo di L nel quale sono presenti anche i

ULL

risultati di una vasta ricerca condotta alla fine degli anni ’70 in 2 Stati americani

su oltre 200 famiglie. La ricerca ebbe luogo tramite osservazioni di 2-7 giorni.

Inizialmente alle famiglie fu fornita solo un’indicazione generale, le procedure

I ,

N FAMIGLIA DAV degli osservatori furono il più possibile standardizzate, i ricercatori parteciparono

8.2.1 –

ANTI ALLA TV alle routine familiari, ogni osservatore redigeva un diario. Dalla ricerca emerse

J 2003

AMES LULL che la tv viene utilizzata per diversi scopi che attengono all’organizzazione delle

attività quotidiane e alla costruzione dei contenuti della conversazione, nonché

per finalità relative alla gestione dei rapporti intrafamiliari, sia in termini di

consolidamento delle interazioni sia di affermazione dei ruoli di dominio.

H condusse 2 ricerche negli anni ’80: Crossroads: the drama of

ÀDOROTHY OBSON

a Soap Opera 1982 nella quale utilizzo l’OP per studiare un gruppo di casalinghe

I inglesi e Women Audiences and he Workplace 1990 nella quale utilizzo sia l’OP

L PUBBLICO

8.2.2 che interviste in profondità. Da entrambe le ricerche emerse che il pubblico

FEMMINILE DELLE utilizza i programmi tv con finalità che vanno oltre la semplice fruizione del

SOAP OPERAS contenuto, per ricavarne usi che hanno a che fare con ruoli familiari e con le

relazioni interpersonali. 13

Graziav

8.2.3 I I

L CONSUMO MEDIALE IN TALIA

In riferimento a 4 ricerche Italiane si evidenzia:

1. L’ospite fisso. Tv e mass media nelle famiglie italiane M Casetti 1995: Indagine di 7 giorni con OP,

questionario e interviste. Scopo della ricerca: mettere in luce le varie forme di consumo televisivo. Le

conclusioni della ricerca evidenziano che la famiglia davanti alla tv non si trova mai in condizioni di

passività.

2. Ricerca in 8 istituti per anziani C – 1995: OP e questionario, ricerca durata 3 giorni. Le

OMAND OTTAVIANO

conclusioni della ricerca hanno evidenziato che gli anziani più che guardare il programma, guardano la tv in

modo indifferente, giusto per passare il tempo.

3. Ricerca in 8 istituti per minori C – D’A - O 1996: questa ricerca ha evidenziato un

OMAND BBICCO TTAVIANO

consumo piuttosto ridotto della tv, anche perché i ragazzi tornavano in famiglia durante il we e preferivano

svolgere altre attività durante il giorno.

4. La famiglia in televisione. La famiglia con la televisione. Le nuove forme del consumo televisivo in famiglia

2001: analisi quantitativa sul time budget, OP, questionari e interviste. Conclusione: ruolo attivo dei

FANCHI

componenti il nucleo domestico.

Fondamentale è fare riferimento all’oggetto della ricerca e osservare anche il

contesto fisico. Il metodo più opportuno per la registrazione è la scrittura

C manuale. C 2003 individua 3 principi generali:

HE COSA ARDANO

8.3.1 - Distinzione:

OSSERVARE E COME - Concretezza:

REGISTRARE - Ridondanza: nulla deve essere dato per scontato. Occorre osservare bene

anche il non verbale.

L’analisi della documentazione non è un atto che si compie solo alla fine. Anche

L’ la fase di analisi comporta una scelta del materiale da utilizzare. Non esiste un

ANALISI DEL unico modo per giungere alla definizione del documento conclusivo. Molti autori

MATERIALE

8.3.2 concordano nel considerare significativa l’individuazione di categorie e modelli

EMPIRICO E IL di comportamento: tipi ideali. Anche lo stile di scrittura è molto importante, è

RESOCONTO FINALE caratterizzata da uno stile riflessivo. Lo stile deve essere, inoltre, narrativo.

Si può rischiare di incappare nell’effetto alone che consiste nella tendenza ad

V attribui8re a tutti i soggetti osservati le caratteristiche proprie del gruppo del quale

ALIDITÀ E

8.3.3. fanno parte. Riguardo all’affidabilità si ritiene che il ricorso ad una griglia

AFFIDABILITÀ sperimentata attraverso un pretest, possa rendere più sicura l’osservazione.

9° C – : ’

AP INTEROGARE E ASCOLTARE IL PUBBLICO IL QUESTIONARIO E L INTERVISTA QUALITATIVA

L’intervista è lo strumento più utilizzato nella ricerca sociale ed è ampiamente

I

NTERVISTE usata anche nello specifico ambito della communication research, spesso in

9.1 QUANTITATIVE E affiancamento all’OP.

QUALITATIVE La prima distinzione che occorre fare concerne il carattere quantitativo o

qualitativo della ricerca.

- R : vengono utilizzate interviste strutturate eseguite

ICERCHE QUANTITATIVE

T

IPI DI INTERVISTE

9.1.1 con l’ausilio di un questionario.

E LORO USO - R : vengono utilizzate interviste discorsive, finalizzate a

ICERCHE QUALITATIVE

raggiungere una meta cognitiva.

individua le principali differenze tra intervista e questionario:

CORBETTA Q

I

NTERVISTA UESTIONARIO

- Assenza di standardizzazione, si vuol far emergere

il modo di sentire.

- Contesto di scoperta

- Non necessita di un campione rappresentativo

- L’attenzione è rivolta ai soggetti e le esperienze da - Standardizzazione

loro vissute (approccio centrato sui soggetti).

non strutturata o libera

- Può essere : - Contesto di giustificazione

14

Graziav

(l’intervistatore propone uno stimolo generale e - Necessita di un campione rappresentativo

lascia poi all’interlocutore la libertà di sviluppare - Il punto di partenza sono le variabili delle quali si

gli argomenti, permette di raccogliere cerca di cogliere frequenze e correlazioni

informazioni in profondità) e semistrutturata o (approccio centrato sulle variabili).

guidata (il ricercatore segue una traccia che riporta - L lo definisce come un insieme ordinato di

OSITO

gli argomenti da affrontare). domande esplicitamente formulate, ciascuna delle

- Le interviste possono essere: a due, a tandem, di quali genera una o più variabili nella ricerca. Può

gruppo. essere in presenza, telefonico, postale, elettronico.

L sottolinea che occorre ridurre l’asimmetria che si crea tra il ricercatore e

L’ INTERVISTA OSITO

gli intervistati. Per raggiungere queste operazioni occorre:

9.1.2 motivare, informare,

COME INTERAZIONE rassicurare, legittimare e spiegare.

TRA SOGGETTI

9.1.3 I

NTERVISTARE IL PUBBLICO DEI MEDIA

Nello studio del pubblico dei media l’utilizzo di tecniche quantitative di intevista basate su metodologie

sociologicamente fondate, prese avvio nel 1940 con la ricerca di L , The people

AZARSFELD BERELSON E GAUDET

Choice, nella quale venne utilizzato un questionario somministrato a panel per studiare l’impatto della

campagna elettorale su un campione di 600 abitanti. A partire dagli anni ’70, presero il via, nell’ambito dei

cultural studies, tecniche di ricerca prevalentemente qualitative (OP e interviste discorsive). Attualmente gli

strumenti quantitativi e qualitativi appaiono in affiancamento.

Tra le varie tecniche quantitative l’intervista standardizzata effettuata con l’utilizzo di questionari trova vasta

applicazione nelle inchieste campionarie sul pubblico, focalizzandosi sui consumi dei comportamenti riferiti ai

media (es. indagine Eurisko sul rapporto utilizzo tv e stili di vita degli italiani).

I vari tipi di interviste qualitative vengono invece utilizzati per indagare le motivazioni al consumo e la

percezione ce il pubblico ha dei mezzi di comunicazione e come questi entrano nelle relazioni tra le persone.

Es. Ricerca di C Ridendo e sognando con le soap. Ricerca di R Chat line.

APECCHI OVERSI

Il vantaggio più evidente del questionario è costituito dalla possibilità del

coinvolgimento di un numero elevato di soggetti. L’intervista libera pone los

L

IMITI E VANTAGGI

9.1.4 vantaggio di rendere problematica la valutazione quantitativa dei fenomeni

DEL QUESTIONARIO studiati. Vi sono poi vantaggi/svantaggi relativi alle interviste (cogli il non

verbale, ma costi altri) e questionari (costi ridotti).

9.2 L’ ’

USO DELL INTERVISTA NELLE RICERCHE SUL PUBBLICO DEI MEDIA

9.2.1 I ’

L RUOLO DEI LEADER D OPINIONE

K 1945 condussero una ricerca dal titolo Personal influence tramite questionari

ATZ E LAZARSFELD

somministrati a 800 donne, per verificare il ruolo dei leader d’opinione nelle scelte in 4 ambiti: acquisto di

oggetto di uso domestico, moda, scelta e opinione sugli spettacoli cinematografici e il formarsi dell’opinione su

questioni di interesse pubblico. L’ipotesi, che la ricerca confermò, era che “l’influenza dei media si esercitasse

sui leader d’opinione i quali, a loro volta, lo trasmettevano ad altre persone (two step flow of communication).

Inoltre emerse che il gruppo amicale, familiare o lavorativo gioca un ruolo importante nel generare o rinforzare

opinioni e atteggiamenti. Si cominciava ad affermare un’idea di pubblico come gruppo sociale, non più massa

anonima. Ad es. per il cinema molte persone consultano il giornale prima di scegliere uno spettacolo, ma

l’opinione ricevuta da un contatto personale è notevolmente superiore a quella di ogni mezzo di com di massa. I

leader d’opinione si pongono nel mezzo tra il pubblico e i mm.

M 1986 (esponente degli ), condusse una ricerca

ORLEY AUDIENCE STUDIES

qualitativa sull’uso della tv in 18 famiglie di bianchi di Londra dal nome Family

F

RUIZIONE Television utilizzò interviste in profondità per indagare i rapporti di potere

TELEVISIVA E all’interno della famiglia legati alla scelta dei programmi tv. L’esito più

9.2.2 RELAZIONI DI significativo della ricerca è rappresentato dall’esplicitazione delle differenze tra le

POTERE IN modalità maschili e femminili di fruizione televisiva che ricalcano i ruoli sociali

FAMIGLIA che maschi e femmine rivestono, in particolare le donne provano senso di colpa,

quando guardano la tv, perché sentono di sottrarre tempo ai loro doveri familiari.

In ambito italiano nel ’94 è stata condotta una ricerca dalla Direzione Marketing

B ISOGNI E ATTESE R.T.I. con intervista semistrutturata condotta tramite l’ausilio di una traccia La

9.2.3 DEL PUBBLICO TV ricerca si poneva l’obiettivo di analizzare quali fossero i bisogni del pubblico nei

15

Graziav

riguardi della programmazione tv di seconda serata. L’attenzione fu focalizzata

sul Maurizio Costanzo Show. La traccia si componeva di 5 punti:

1. Comportamenti tipici della seconda serata.

2. Percezioni e vissuti della seconda serata

3. Le logiche di fruizione

4. Percezione dell’offerta.

5. Analisi del Maurizio Costanzo show.

Questa ricerca si colloca nell’ambito delle ricerche motivazionali.

A M ha condotto nel 1998 la ricerca Life Online con la quale

NNETTE ARKHAM

indagò il pubblico di Internet attraverso interviste on line di persone che

frequentavano le chat room. La prima osservazione da fare, riguarda

l’attendibilità di tale genere di interviste, visto che la CMC (comunicazione

mediata da computer) non permette di verificare se l’intervistato dice la verità

(anche circa il sex, etnia etc). A questo proposito G 1969 distingue tra

V ITA ON LINE E OFFMANN

l’informazione intenzionalie (information given) e l’informazione lasciata

9.2.4 :

VITA OFF LINE TRA trasparire (information given off). Vi sono cmq anche aspetti positivi di tali generi

REALE E VIRTUALE di interviste dovuti al risparmio di tempo e di denaro. L’esito della ricerca Life

Online, mise in luce 3 aspetti: 1) alcuni considerano la CMc solo uno strumento

avanzato ed economico per comunicare con gli altri. 2) Altri parlano di CMC

come di fare un salto al bar 3) altri ancora come un modo di essere,

un’alternativa alla realtà e che permette di esprimersi liberamente

9.3 C ’ , :

ONDURRE L INTERVISTA TRATTARE I DATI ASPETTI DIDATTICI

9.3.1 L

A COSTRUZIONE DEL TESTO

Quando si deve costruire un questionario occorre avere ben chiari gli obiettivi e le ipotesi della ricerca. La

formulazione e il grado di complessità delle domande dipenderà da vari fattori:

1. Modalità di somministrazione (per telefono, diretta, etc)

2. Struttura del questionario: normalmente viene suddiviso in sezioni e a tal proposito L propone 2

OSITO

criteri: per articolazione e per successione logica.

3. Operare una scelta circa il tipo di risposte previste: a domande chiuse, aperte o con risposte

precodificate.

4. Per ciò che concerne la formulazione delle domande, è opportuno evitare domande ambigue, o doppie

formulazioni o che possano influenzare l’intervistato.

5. E’ opportuno fare una prima stesura del questionario da sottoporre a un piccolo campione (pretest).

semistrutturata, questa non viene letta dall’intervistato, ma utilizzata dal

Per quel che riguarda l’intervista

ricercatore. La sua preparazione dovrà rispondere a criteri di completezza.

Per l’intervista libera è altrettanto importante che il ricercatore abbia ben chiaro il disegno della ricerca.

Quando si contatta la persona da intervistare, è opportuno dare delle informazioni

I circa la ricerca e cosa si vuole chiedere. Nel caso del questionario postale queste

L CONTATTO CON

’ informazioni possono essere riassunte in una lettera. Nell’intervista, occorrerà

L INTERVISTATO E

9.3.2 mettersi in un atteggiamento di ascolto. Gli accorgimenti da mettere in atto per

LE STRATEGIE DI migliorare la qualità dell’intervista sono un insieme di pratiche denominate

CONDUZIONE probing. Cmq l’intervistatore deve trovare il proprio stile…

Nel caso in cui il materiale raccolto sia nella forma della registrazione, occorre

T

RASCRIZIONE E fare la trascrizione fedele del materiale. Nelle analisi di tipo quantitativo si dovrà

ANALISI DELLA

9.3.3 operare un’operazione di codifica e con l’ausilio di programmi informatici sarà

DOCUMENTAZIONE possibile verificare le frequenze delle singole modalità. Nelle analisi di tipo

EMPIRICA qualitativo l’approccio non è centrato sulle frequenze, ma sulle persone.

La validità del questionario è ottenuta verificandola con il pretest. In genere:

La validità è verificata attraverso prove ripetute, cioè somministrando lo

V stesso questionario allo stesso soggetto, da parte di diversi intervistatori.

ALIDITÀ E

9.3.4 - Un questionario auto-compilato è meno attendibile.

AFFIDABILITÀ - Un questionario auto-compilato può risultare più attendibile quando si

trattano temi imbarazzanti.

16

Graziav

Per quanto riguarda le interviste la validità dipende dalla coerenza tra gli

elementi sui quali si vuole indagare.

10° C – D :

AP ARE LA PAROLA ALLINTERAZIONE DEL GRUPPO IL FOCUS GROUP

I

10.1 L GRUPPO COME RISORSA NELLA RACCOLTA DEI DATI

Vi sono almeno 2 considerazioni necessarie alla comprensione dell’uso dei focus group nella ricerca sociale e

una 3a per comprenderne l’utilizzo nell’ambito della communication research.

1. La spiegazione e la comprensione dei fenomeni passano oggi attraverso lo scambio dialogico tra chi

osserva e chi è osservato e l’interpretazione della realtà è frutto di un processo collettivo. Questa è la via

seguita dalla communication research che ha spostato il suo interesse dagli effetti dei media allo studio

etnografico del consumo.

2. Il gruppo diventa oggetto di analisi e si pone dapprima al centro della partecipatory action research che

ha origine nella teoria del campo di K. Lewin. Il focus group si inserisce come strumento di raccolta dati

che permette, nel caso della ricerca sui media, di rilevare i processi di costruzione sociale dei significati

dei messaggi trasmessi e permette di porre attenzione anche alle interazioni dei membri del grupo.

3. Il carattere dinamico del focus group si coniuga con la svolta etnografica che ha delineato un

cambiamento rilevante nell’idea di audience, trasformata da massa di riceventi passivi a gruppo sociale.

Il focus group assume rilievo proprio come metodo di raccolta di quei dati che si riferiscono a processi

di costruzione di significati.

Il focus group nasce nell’ambito della ricerca di marketing nel corso di un lavoro

di M L . L nel 1941fu incaricato da un’agenzia

ERTON E AZARSFELD AZARSFELD

governativa di condurre una ricerca sugli effetti delle trasmissioni radiofoniche e

deluso dai metodi tradizionali di ricerca, chiese a M di sostenerlo nella

ERTON

I focus group fu

sperimentazione dell’intervista di gruppo. Negli anni ’40 il

L QUADRO

10.1.1 utilizzato per la propaganda, negli anni ’50 per studiare le motivazioni che

STORICO E TEORICO sottostavano agli acquisti. Il settore in cui fu poi riscoperto, fu quello della

Communication research. E’ stato rivalutato e applicato soprattutto nell’ambito

della ricerca qualitativa. Il focus group si può considerare come uno strumento di

rilevazione dei processi e delle interazioni tra i membri del gruppo.

C definisce il focus group come una tecnica di rilevazione per la ricerca

ORRAO

sociale, basata sulla discussione tra un piccolo gruppo di persone, alla presenza di

uno o è più moderatori, focalizzata su un argomento che si vuole indagare in

R UOLO DEL profondità. Il focus group prevede che il moderatore supporti la discussione al

MODERATORE E fine di osservare le procedure di costruzione delle opinioni. La tecnica si realizza

10.1.2 FUNZIONE DELLA con l’incentivare la discussione e ha esito positivo, quando i partecipanti possono

TRACCIA parlare tra loro dell’argomento proposto. Il ruolo del moderatore deve essere

leggero e poco direttivo. Accanto al moderatore, spesso c’è la figura del recorder

che ha il compito di registrare e annotare atteggiamenti e scambi di parola.

Gli ambiti di ricerca idonei al focus group sono ricerche nelle quali si voglia:

Studiare atteggiamenti ed esperienze delle persone su alcuni argomenti;

Analizzare i processi di costruzione della conoscenza, delle idee, degli scambi

comunicativi.

Esplorare come sono espresse e distribuite le diverse posizioni degli individui

su un determinato argomento.

V

ANTAGGI E Vantaggi e svantaggi e loro interazione

10.1.3 SVANTAGGI Tra i vantaggi: capacità della tecnica di rilevare l’interazione tra gli individui

così da recuperare la dimensione relazionale nella formazione delle opinioni.

Tra gli svantaggi l’aspetto economico, l’interpretazione ed elaborazione dei

dati.

Non si può parlare, comunque, di vantaggi/svantaggi in senso assoluto per questa

tecnica.

I

10.2 L FOCUS GROUP NELLA RICERCA MEDIALE

I Il focus group nasce nell’ambito della ricerca di marketing nel corso di un lavoro

10.2.1 L GRADIMENTO 17

Graziav

di M L . L nel 1941fu incaricato da un’agenzia

RADIOFONICO ERTON E AZARSFELD AZARSFELD

governativa di condurre una ricerca sugli effetti delle trasmissioni radiofoniche e

deluso dai metodi tradizionali di ricerca, chiese a M di sostenerlo nella

ERTON

sperimentazione dell’intervista di gruppo. Al termine della ricerca L

AZARSFELD

chiese al gruppo di esprimere le motivazioni delle loro scelte e fu questo il

momento in cui M introdusse dei cambiamenti sperimentando la

ERTON

conduzione della discussione fra i membri del gruppo in modo non direttivo e

focalizzato. M dimostrò l’efficacia dell’intervista di gruppo per far

ERTON

emergere opinioni, atteggiamenti, motivazioni, emozioni e processi di costruzione

dei significati collettivi.

A -

10.2.2 PPARTENENZE SOCIO CULTURALI E CONSUMO TELEVISIVO

Il recupero del focus group all’’interno della Communication research nell’ambito degli Audiences studies, si

deve a D M 1980. M cercò di verificare il modello di decodifica di S H 1980,

AVID ORLEY ORLEY TUARD ALL

attraverso l’analisi etnografica del consumo della trasmissione inglese Nationwide e cercò di dimostrare che

l’audience deve essere concepita come gruppi di lettori individuali socialmente situati. M afferma che

ANZATO

gli scopi principali della ricerca potrebbero essere riassunti in 4 punti:

1. Costruire una tipologia delle diverse decodifiche attuate dagli spettatori di Nationwide

2. Analizzare le differenze e i motivi di queste tipologie

3. Analizzare i processi di costruzione delle decodifiche

4. Individuare correlazioni tra tipologie di decodifiche e fattori socio-culturali delle audiences.

M costituì 29 gruppi di soggetti di diversa età ed estrazione sociale e li fece discutere in contesti non

ORLEY

naturali. Egli riuscì così ad individuare nei gruppi processi diversi di decodifica (dominante, negoziata,

oppositiva). Le posizioni sociali mediano le letture individuali, da ciò deriva l’idea di considerare l’audience

come un insieme di raggruppamenti culturali piuttosto che una massa di individui. Osservare e analizzare

l’interazione durante le discussioni permise di evidenziare il processo di costruzione dei significati

(decodifiche) operato dai gruppi sociali; il gruppo non fu altro che la ricostruzione in piccolo della società.

G

10.2.3 UARDARE IL TG IN FAMIGLIA

La ricerca Guardando il telegiornale 1991, coordinata da P M ha avuto le seguenti aree di

AOLO ANCINI

interesse:

a) La situazione di consumo;

b) Le opzioni di selezione delle notizie

c) L’interpretazione cognitiva di ciò che viene visto e sentito.

qualitativa etnografica: OP e focus group. Il contesto della visione

La scelta metodologica ricadde nella ricerca

del programma fu audioregistrata.

Il risultato del lavoro confermarono alcune delle ipotesi iniziali. Il piccolo schermo era diventato un elemento

attivo e interagente della situazione sociale di consumo. Spesso le notizie venivano usate per interagire nella

complessità dei rapporti familiari e talvolta per segnalare quali fossero i comportamenti approvati e richiesti ai

componenti della famiglia. Inoltre furono evidenziati i ruoli diversi tra i generi e il permise di avere delle

chiavi di lettura circa le modalità di guardare il tg in queste famiglie.

G

10.2.4 ENERAZIONI MEDIATICHE E FICTION TV

La ricerca “culture medianiche delle generazioni e successo della fiction televisiva” è stata svolta nel giugno-

luglio 2000 a Milano (Università cattolica) e ha avuto oggetto le fiction: Un medico in famiglia, Valeria medico

legale, Incantesimo e Giornalisti. E’ stata utilizzata una metodologia mista: analisi testuale sulle fiction in

esame e otto focus group.Analizzare l’interazione tra gli individui risultò, necessario allo studio delle

motivazioni che muovevano al consumo di certi prodotti mediali. I risultati evidenziarono 3 aspetti:

Il funzionamento della memoria mediale anche familiare;

L’esistenza di un pubblico televisivo differenziato per età;

L’esistenza di un pubblico compatto (l’italianità della fiction).

Anche in questo caso è emersa la realtà di un’Audience attiva, comunicativa che oepra negoziatisi messaggi

trasmessi, così come indica tutto il filone degli Audiences studies.

A

10.3 SPETTI DIDATTICI

L : , ,

10.3.1 A PROGETTAZIONE DEL FOCUS GROUP PIANIFICAZIONE RECLUTAMENTO DISCUSSIONE E ANALISI DEI

18

Graziav

DATI

Secondo M una ricerca con il focus group si articola in 4 fasi successive alle 2 tappe preliminari

ORGAN

(definizione obiettivi e ruolo della committenza):

◊ P : l’equipe pianifica le tappe della ricerca determinando, tempi, luoghi e numero dei focus

IANIFICAZIONE

group che possono essere: autogestiti, liberi, con guida d’intervista.

◊ R : il gruppo dovrebbe essere composto da 14/12 membri e non è cosa semplice. Ci si può

ECLUTAMENTO

rivolgere a campioni già costituiti (es. classe), e può essere utile somministrare un breve questionario.

◊ D : in questa fase è fondamentale il ruolo del moderatore. Il tempo del focus group deve essere

ISCUSSIONE

stabilito in anticipo (di solito 60/120 minuti).

◊ A : l’approccio con il materiale deve essere rigoroso e paziente.

NALISI DEI DATI

◊ I : talvolta si fa ricorso a gruppi di feedback e si chiede agli stessi gruppi di leggere il

L REPORT DI RICERCA

report e darne giudizio.

11° C – D : ’

AP ARE LA PAROLA ALLE RAPPRESWENTAZIONI DEL SOGGETTO L INTERVISTA BIOGRAFICA

narrazione autobiografica venne utilizzata per la prima volta da T

La HOMAS E

Z 1918-1920 in una ricerca sull’emigrazione dei contadini polacchi in

NANIERCKI

USA.

L

E INTERVISTE L’intervista biografica si caratterizza per una lieve standardizzazione e una

11.1 :

BIOGRAFICHE UNA bassissima direttività. E’ uno strumento utile all’indagine in profondità. Vi sono 2

SCELTA DI CAMPO tipi di intervista:

- R : mira ad un aspetto specifico della vita di una persona.

ACCONTO

- S : riguarda la vita intera.

TORIA DI VITA

La traccia d’intervista di un racconto di vita propone nel suo avvio input specifici

I

L RACCONTO DI e focalizza l’attenzione su un segmento di vita chiedendo all’intervistato di

11.1.1 VITA raccontare una porzione della sua memoria

La storia di vita è una narrazione della vita da parte dell’intervistato a partire dal

punto in cui lui/lei desidera, attraverso una traccia d’intervista dettagliata, ma

L :

A STORIA DI VITA somministrata con quel minimo di direttività,supportata dalla traccia della storia

11.1.2 COS È E A QUALI di vita, strutturata di solito secondo scansione temporale (infanzia, adolescenza

CASI SI ADDICE etc), che permette all’intervistatore di cogliere informazioni sul focus della

ricerca.

G ,

11.1.3 LI OBIETTIVI GLI AMBITI DI INDAGINE E GLI OGGETTI DI STUDIO

Le interviste biografiche costituiscono un metodo di ricerca utilizzato per ricerche di tipo qualitativo. Per anni

i settori indagati tramite interviste biografiche sono stati 2:

a) Trascorrere del tempo (generazioni, mobilità).

b) Marginalità (migrazione, disagio, devianta..).

La rilevazione biografica permette l’esprimersi della riflessività attraverso la quale l’individuo costruire

percorsi individuali all’interno di un contesto sociale che fa da sfondo. E’ grazie alla riflessività che il soggetto

produce significato. Secondo B 1999 gli oggetti della ricerca biografica potrebbero essere generalizzati

ERTAUX

in 2 categorie:

- M : si costruiscono attorno ad un’attività specifica. La communication research guarda ai

ONDI SOCIALI

mondi sociali quando si interessa a gruppi che lavorano all’interno della produzione di messaggi mediatici.

- C : rappresentano gruppi di individui caratterizzati da stesse situazioni sociali:

ATEGORIE DI SITUAZIONE

ragazze madri, giovani diplomati etc… La communication research si interessa alle categorie di situazione

quando studia gruppi di consumo.

Le interviste biografiche consentono al ricercatore di desumere informazioni

relative sia agli ambiti di vita del soggetto, sia alle relazioni che legano lo stesso

ai diversi campi di esperienza. Queste divengono lo spazio in cui gli individui

costruiscono il senso della loro esperienza ed è spesso durante la narrazione che

L

11.1.4 IMITI E VANTAGGI l’esperienza assume significato.

limiti vi sono: la difficoltà di ricostruire la narrazione della vita, senza

Tra i

lasciarsi ingannare dalla cronologia con la quale l’intervistato racconta. Inoltre,

l’elevata quantità di materiale raccolto durante una ricerca con interviste

19

Graziav


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in sociologia
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeria0186 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teoria e tecniche della comunicazione di massa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Ciampi Marina.

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