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PROEMIO DEL POEMA

“In nova fert animus mutatas dicere formas

corpora: di, coeptis (nam vos mutastis et illa)

adspirate meis primaque ab origine mundi

ad mea perpetuum deducite tempora carmen.”

“L’animo mi spinge a narrare le forme mutate in nuovi corpi: o dei, ispirate i miei progetti, (infatti voi

avete mutato anche quelli), e traete un canto ininterrotto dalla prima origine del mondo fino ai miei

giorni.” [guarda quaderno]

L’interesse principale di Ovidio è la narrazione, il piacere di narrare, e il fulcro del poema è il Mirum,

“meraviglioso”, che ha un carattere del tutto laico, non c’è una visione religiosa della vita. Uno studioso

ha scritto un saggio “il miracolo antico del fascino laico” in cui diceva che il miracolo non è un miracolo

religioso, infatti la metamorfosi è descritta in tutti i suoi stadi nel suo divenire.

Questo proemio è l’invocazione agli dei più breve di tutta l’epica, infatti si chiude agli dei di ispirare i

progetti del proemio. Nelle parentesi c’è una cosa tipica—> ricordare agli dei i loro ambiti e le loro

capacità specifiche.

Nel proemio non c’è alcun riferimento ad Augusto. Da un lato il verbo deducite allude a una poesia

raffinata di tipo ellenistico, ma è in contraddizione con il perpetuum carme, apparentemente contro la

poetica ellenistica che privilegia le forme brevi. Questo perché Ovidio prima delle metamorfosi, ha

praticato altri generi, come l’elegia, ed è l’unico dei poeti elegiaci che è andato oltre l’elegia, a

differenza di Gallo, Tibullo e Properzio.

Racconto a intreccio: entrelacement

L’ultima metamorfosi è la trasformazione di Cesare defunto in una cometa (sidus Iulium), fenomeno

definito catasterismo, quando qualcuno o qualcosa da morto si trasforma in una stella. Questo tema è

presente in molte poesie antiche, ad esempio in un carme di catullo, la chioma di Berenice, una stella

ma che si immagina che sia un ricciolo, una ciocca di capelli di questa regina che l’aveva dedicata al

marito che stava in guerra.

verso di Ovidio dell’ars amatoria:

ILLE REFERRE ALITER SAEPE SOLEBAT IDEM (ARS1,128)

pentametro (egli era solito spesso raccontare la stessa cosa diversamente) questo verso è riferito a

Ulisse che racconta più volte a calipso le vicende della caduta di troia quidni è riferito a ulisse nell’ars

però è stato riferito anche a ovidio in senso metaletterario perché anche di ovidio si può dire che

raccontava le stesse cose in maniera diversa.

LE METAMORFOSI, LIBRO VIII

Nell’ottavo libro è presente un sottile filo conduttore nella figura di Teseo, in quanto c’è una

struttura simmetrica in cui al centro c’è la storia di Teseo appunto, che viene preceduta e seguita

da quattro storie (due prima e due dopo). La visione geografica è divisa tra Atene e Creta, infatti ad

esempio abbiamo la guerra di Minosse (Cretese) contro la città di Megara (Atene), ed è presente

anche nel mito di Teseo e Arianna (Atene vs Creta). La storia di Teseo e Arianna comunque in questo

libro è molto breve, perchè Ovidio la da per scontata, avendo già scritto un Heroide su Arianna.

Il mito che apre il libro è quello di Scilla che si innamora del nemico e tradisce la patria—>

parallelismo con il VII libro, con la storia di Medea.

In questo libro è presente un tema molto importante, ossia il rapporto genitori-figli, soprattutto

nella storia di Scilla e del padre, il cui destino è legato ad un capello sulla testa del padre, il cui

taglio avrebbe generato la morte del padre e la fine del regno.

Scilla si trasforma in un uccello (ciris) e questo mito è al centro anche di un poemetto dell’appendix

virgiliana (operette che venivano attribuite al giovane Virgilio ma che sono invece sicuramente più

tarde; uno di questi è appunto la ciris).

Minosse non ricompensa Scilla per averlo salvato, ma la considera un “monstrum” perché per farlo,

ha tradito il padre. Anche Minosse, a sua volta, sarà tradito dalla figlia che aiuterà Teseo (Arianna).

Il tema del rapporto padre-figlio, è presente anche nel mito di Meleagro, figlio di un re e di Altea, la

quale, al momento della nascita del figlio, ricevette una profezia dalle parche secondo la quale la vita

di questo figlio era legata ad un tizzone, un tronco di legno messo nel fuoco, e Meleagro sarebbe

rimasto in vita fino a quando questo pezzo di legno non fosse bruciato del tutto. Appena questo

bambino nasce, la madre toglie il ciocco dal fuoco, per prolungare il più possibile la sua vita. Un

giorno la dea Diana si adirò perché trascurata nei sacrifici, e mandò come punizione un cinghiale

enorme; venne di conseguenza organizzata una grande battuta di caccia, in cui furono coinvolti tutti

i maggiori eroi del momento, ma l’unica che riuscì a colpire il cinghiale fu una donna. Meleagro si

innamorò di lei e uccise definitivamente il cinghiale; propose quindi, essendo innamorata della donna,

di dare a lei il premio dell’uccisione della bestia, ma questo suscitò l’invidia di tutti gli altri e in

particolare degli zii di Meleagro, fratelli della madre. Da questa invidia nacque un alterco dopo il

quale Meleagro uccise questi zii. A questo punto la madre, delusa dal comportamento del figlio, mise

il ciocco nel fuoco e si uccise a sua volta. A noi potrebbe sembrare strano il gesto della madre, che

invece era tipico della società arcaica e tribale, nella quale i rapporti con i fratelli erano quasi più

importanti rispetto al rapporto con il marito e i figli. Il tema del rapporto genitori-figli torna anche

nel mito di Erisittone (autocannibalismo) che ha una figlia che si chiama Mestra.

- Un altro motivo tipico che ripercorre il libro è quello della metamorfosi in uccelli: Scilla si

trasforma nella ciris; Niso, il padre, si trasforma in un’aquila perché cerca di avventarsi sulla

figlia, le sorelle di Meleagro piangono la morte del giovane e sono trasformate in uccelli, galline

faraone, e anche Dedalo e Icaro in qualche modo, sono uccelli perché sono umani che provano a

volare però senza riuscirci.

- Un altro motivo è l’oggetto biotico, ossia un oggetto a cui è legata la vita, che nel caso di Scilla è il

capello del padre, nel caso di Meleagro è il pezzo di legno che brucia…

- Anche il monologo deliberativo è molto frequente in Ovidio, che lo ama molto perché per lui

rappresenta il luogo dove si esprime un consiglio tra ragione e sentimento, di solito tra pudor e

amor (vergogna e amore) ratio e furor (razionalità e passione incontrollabile) mens e cupido

(ragionamento razionale e desiderio). Ci sono vari tipi di monologhi: ci sono monologhi di divinità

che si indignano per essere state trascurate, monologhi di personaggi che stanno per uccidere

qualcuno e pronunciano l’extrema\ultima verba, ci sono dei lamenti funebri (per esempio nel caso

di Apollo e Giacinto) e poi monologhi di tipo deliberativo, in cui un personaggio deve decidere cosa

fare, se commettere o meno un crimine, e quindi è combattuto tra ragioni opposte. Già prima delle

metamorfosi, Ovidio aveva sperimentato questa forma nelle heroides, che sono delle lettere, ma

hanno questa forma monologica; nelle metamorfosi abbiamo una serie di questi monologhi, che

esprimono il conflitto tra ragioni opposte. A proposito di questo, Medea nel 7 libo dice “vedo le

cose migliori e le approvo, ma seguo le peggiori” come dire, “so quello che si dovrebbe fare ma non

lo faccio” (video meliora proloque deteriora sequor). Questo tema del “so quello che dovrei fare

ma non lo faccio” è un tema tipicamente euripideo e contiene anche nelle tragedie di Euripide, una

polemica nei confronti della dottrina socratica; Socrate infatti, diceva che se qualcuno sa cosa è

il bene, lo fa per forza, e di conseguenza se non lo fa, è perchè non lo conosce. Questa posizione

veniva fortemente criticata già da Euripide, che diceva che in realtà un uomo può sapere cos’è il

bene ma può non farlo perché gli antepone un interesse, un desiderio ecc..

- un altro tema sono gli dei che scendono sulla terra per mettere alla prova gli uomini

Le metamorfosi non proseguono la linea dell’epica romana arcaica, ma sono influenzate dal filone

dell’epica greca di Esiodo, che si colloca tra l’VIII e il VII secolo; Esiodo è l’autore della Teogonia,

una collezione di storie sulla genealogia degli dei, e anche l’importanza delle donne nelle metamorfosi

si riallaccia all’altra opera di Esiodo, “il catalogo delle donne”. Quindi le metamorfosi sono una storia

universale narrata dal punto di vista del cambiamento, con alcuni tratti riconducibili all’epica ma

molti distanti da essa; anche il numero dei libri, 15, è strano perché i poeti epici di solito lavorano

con i multipli di 6. I multipli di 5 sono molto usati in età augustea per i generi non epici, ad esempio

le bucoliche sono 10, le elegie di tibullo sono 10. Il libro VIII delle metamorfosi esemplifica

l’alternanza di registri stilistici molto diverso e di storie molto diverse presente in tutta l’opera; c’è

un superficiale filo conduttore rappresentato dalla figura di Teseo e per il resto c’è un continuo

cambio di tono. Il libro VIII è simmetrico, al centro c’è l’episodio della caccia al cinghiale che è

preceduto dalla storia di Scilla e di Dedalo, e seguito altre 2 storie, quella di Filemone e Bauci e

quella di Erisittone. Nella prima parte c’è la contraddizione tra Atene e Creta.

VIII LIBRO DELLE METAMORFOSI DI OVIDIO

• Da 1 a 23a: Mentre Lucifero già scopriva il giorno luminoso e metteva in fuga i tempi della notte,

l’Euro cade e si alzano nubi piovose; gli austri placidi assecondano il viaggio ai figli di Eaco e Cefalo

che ritornano, dai quali favorevolmente spinti raggiunsero il porto agognato, prima del previsto. Nel

frattempo Minosse devasta le coste dei Lelegi e mette alla prova le forze del suo Monte nella città di

Alcato (Megara) che Niso governa, Niso al quale un capello splendido di porpora, stava attaccato tra i

venerandi capelli bianchi e in mezzo alla testa, garanzia del suo grande regno. Le sette corna della

luna che cresceva risorgevano e la sorte della guerra era ancora incerta e a lungo la vittoria vola

tra l’una e l’altra parte con ali incerte. C’era una torre regale attaccata alle mura sonore (dotate di

voce), sulle quali si dice che il figlio di Latona avesse posato la tira dorata; il suono di quella (lira)

restò attaccato alla pietra. Spesso la figlia di Niso è solita salire là e colpire i sassi risuonanti (mura)

con una piccola pietruzza allora quando c’era la pace; anche in guerra spesso era solita osservare da

quella (torre) le guerre del crudele Marte. Ormai per il protrarsi della guerra conosceva anche i

nomi dei capi e le armi, e i cavalli e gli abiti e le faretre cretesi.

- v1 “Lucifero retegente” è abl ass con valore temporale

- retegente è part pred di retego,is, retexi, retectum, ere

- fugante è part pred di fugo,as,avi,atum,are

- v2 Cadit è pres di cado,is, cecidi, ere

- surgunt è pres ind di surgo,is, surrexi, surrectum, ere

- v3 redeuntibus è part pres di redeo,is, redii, reditum, ire

- v4 quibus è pron relativo riferito agli austri

- v5 exspectatum è part perf di exspecto,as,avi,atum,are

- ***Lucifero è la stella del mattino, quella che porta la luce, quindi il pianeta Venere ->

descrizione dell’alba. Non a caso un nuovo libro si apre con un nuovo giorno; questa è una

caratteristica molto presente nell’epica, in cui appunto l’inizio o la fine di un libro sono

marcati da segnali temporali. Misosse sta facendo guerra per vendicare la morte di suo figlio

Androgeno, che aveva partecipato ai giochi sportivi e aveva vinto, ma il re Egeo, padre di

Teseo, invidioso di Androgeno lo aveva ucciso. Minosse per vendetta fa guerra ad Atene. I

primi versi sono dattilici, quindi più veloci, perchè esprimono la velocità del vento che spinge i

protagonisti. Il verso 5 invece è un verso più lento, tutto spondiaco -> con queste sillabe

lunghe si descrive l’arrivo al porto e quindi il ritmo è più lento.***

- v6 Lelegia: popolo pre-ellenico che abitava intorno a Megara

- vastat è pres ind di vasto,as,avi,atum,are

- v7 praetemptat è pres ind di praetempto,as,avi,atum,are

- v8 quam è prom rel accusativo

- v9 “medioque in vertice” presenta l’anastrofe della preposizione perche “in” va all’inizio

- v10 inhaerebat è imp ind di inhaereo,es, inhaesi, inhaesum, ere -> composto di “haereo”

- v11 resurgebant è ind imp di resurgo,is, resurrexi, resurrectum, ere

- v12 pendebat è ind imp di pendeo,es, pependi, pendere

- v13 volat è il pers ind di volo,as,avi,atum,are

- v14 “vocalibus addita muris” -> ekphrasis

- addita è part perf di addo,is, addidi, additum, ere

- v15 “proles Letoia” -> Apollo

- fertur è pers ind pass di fero

- deposuisse è piuch ind di depono,is, deposui, depositum, ere

- v16 inhaesit è perf ind fi inhaereo,es, inhaesi, inhaesum, ere

- v17 ascendere è inf di ascendo,is, ascendi, ascensum, ere

- v18 resonantia è part perf di resono,as,avi,atum, are

- v19 solebat è imp ind di soleo,es, solitus sum, solere

- v20 spectare è inf di specto,as,avi,atum,are

- v21 norat è forma sincopata di noverat, ind piuch di nosco,is, novi, notum, ere

- ***L’osservazione delle mura è la theichoscopia. La più famosa è nel III libro dell’Iliade dove

Elena guardava dalle mura di Troia i Greci assedianti e descriveva a Priamo i vari capi

greci***

• Da 23b a 50: Conosceva prima degli altri l’aspetto eteriore del comandante figlio di Europa, anche

più di quanto era opportuno. Secondo la sua opinione se Minosse aveva nascosto il capo sotto un elmo

munito di pennacchio era bella con l’elmo; o se aveva preso lo scudo rifulgente di bronzo gli si

addiceva prendere lo scudo; aveva scagliato la lancia flessibile contraendo il braccio, la ragazza

lodava l’abilità con la forza; scoccata la freccia aveva curvato il grande arco, lei (Scilla) giurava che

così Febo stava prendendo la freccia; quando tolto l’elmo di bronzo aveva scoperto il volto e il vestito

di porpora cavalcava il dorso di un cavallo bianco adornato di una gualdrappa variopinta e governava

la bocca schiumante, la fanciulla figlia di Niso a stento era in sé (padrona della sua mente sana):

chiamava felice la lancia che quello toccava e felici le briglie che quello teneva in mano. Lei ha

l’impulso, se solo potesse, di portare i suoi passi di fanciulla attraverso la schiera nemica, ha

l’impulso di gettarsi dalla torre nel campo cretese o di aprire al nemico le porte di bronzo, o se

Minosse volesse qualcos'altro. Osservando le bianche tende del re Dittaeo (cretese) diceva, “è incerto

se io debba gioire\rallegrarmi o se io debba dolermi che venga combattuta una guerra triste.” Sono

addolorata perchè Minosse è nemico a me che lo amo, ma se non ci fosse stata la guerra non sarebbe

mai stato conosciuto da me. Tuttavia presa, ma come ostaggio poteva porre fine alla guerra, avrebbe

me come compagna, ma come pegno di pace. Se quella che ti ha generato fu tale e quale tu sei,

bellissima, giustamente un Dio arse (d’amore) per lei.

- v23b noverat è ind piuc di nosco,is, novi, notum, ere

- v24 “han iudice” è abl ass

- v25 abdiderat è ind piuch di abdo,is, abdidi, abditum, abdere

- v26 sumpserat è ind piuc di sumo,is, sumpsi, sumptum, sumere

- v27 fulgentem è part pres di fulgeo,es, fulsi, fulgere

- sumpsissse è inf perf di sumo,is, sumpsi, sumptum, ere

- decebat è imp ind di decet, decuit, decere

- v28 torserat è ind piuc di torqueo,es, torsi, tortum, ere

- “adductis lacertis” è abl ass

- adductis è part perf di adduco,is, adduxi, adductum, ere

- v29 iunctam è part perf di iungo,is, iunxi, iunctum, ere

- v30 “imposito calamo” è abl ass

- imposito è part perf di impono,is, imposui, impositum, ere

- sinuaverat è ind piuc di sinuo,as, avi, atum, are

- v31 “sumptis sagittis” è abl ass

- sumptis è part perf di sumo,is, sumpsi, sumptum, sumere

- iurabat è ind imp di iuro,as,avi,atum,are

- v32 “dempto aere” abl ass

- dempto è part perf di demo,is, dempsi, demptum, demere

- nudaverat è ind piuc di nudo,as,avi, atum, are

- *** E’ presente una descrizione efficace dell’aspetto visivo, tipico delle metamorfosi—>

Enargheia: rappresentazione efficace davanti agli occhi del lettore -> elementi visivi\coloristici

che ci permettono di capire meglio la scena ***

- v34 premebat è ind imp di premo,is, pressi, pressum, ere

- regebat è ind imp di rego,is, rexi, rectum, ere

- v36 tangeret è cong impd di tango,is, tetigi, tactum, ere

- v37 premeret è cong imp di premo,is, pressi, pressum, ere

- v38 liceat è cong pres di licet

- v41 recludere è inf pres di recludo,is, reclusi, reclusum, ere

- v43a sedebat è ind imp di sedeo,es, sedi, sessum, sedere

- v43b spectans è part pres di specto,as,avi,atum,are

- v44 laeter è cong pres di laetor,laetaris, laetatus sum, laetari

- doleam è cong pres di doleo,es, dolui, dolere

- “geri lacrimabile bellum” è infinitiva

- v46 “nisi bella forent” è preposizione ipotetica dell’irrealtà

- “cognitus esset” è cong piuch pass di cognosco,is, cognovi, cognotum, ere

- v49 peperit è ind perf di pario,is, peperi, partum, parere

- “pulcherrime rerum” è gen partitivo -> in realtà c’è una variante: rerum, genitivo di res, qui

funge da genitivo partitivo, infatti nelle note sotto al verso c’è scritto che alcuni hanno

rerum, invece omega, cioè tutti gli altri, presentando regum, genetico plurale di rex, re, quindi

ci sono 2 varianti in questo punto, o bellissimo tra le cose o bellissimo tra i re, perché

comunque Minosse è un re. In questo caso forse regum sembra più banale

- v50 arsit è perf ind di ardeo,es, arsi, ardere

- ***Minosse quando tende l’arco per tirare la freccia sembra Apollo. Questo è un motivo

tipico dell’epica amorosa, l’equiparazione della persona amata con una divinità, l‘idea che la

persona amata fosse simile a un Dio o addirittura superiore. Questo motivo si troverà nel

carme 51 di catullo dove è rielaborata in latino un’ode di saffo (poetressa greca) nota come

ode della gelosia: il poeta osserva la persona amata che sta parlando con un altro che

viene definito simile a un Dio o superiore perchè ha la grande fortuna di parlare con

l’amata di saffo—> paraklausìhyron: stare davanti alla porta chiusa, quindi situazione tipica

dell’elegia, il poeta sta davanti alla porta dell’amante e piange perché la porta non si apre.

Nell’elegia latina la persona non ricambiata è l’uomo, mentre nelle heorides o in Scilla a

non essere ricambiata è la donna e chi viene visto come Dio è l’uomo, rovesciamento già di

Ovidio appunto nelle heroides. ***

• Da 51 a 73: O io tre volte felice se scivolando con le ali attraverso l’aria potessi fermarmi

nell’accampamento del re cretese e rivelando me stessa e il mio amore (potessi -ponem) chiedere da

quale dote vorrebbe essere comprato; purché non chieda la rocca patria! Periscano le nozze sperate

piuttosto che io prevalga con il tradimento. In certi casi se il vincitore è particolarmente clemente (la

clemenza di un vincitore pacifico) ha reso ai vinti utile essere vinti. (Minosse) combatte giustamente

guerre giuste per il figlio ucciso e vale, è forte, per la causa, e per le armi che difendono quella

causa e penso saremo vinti. Se questa è la fine che attende la città perchè è il suo marte {valore

militare} e non il nostro amore ad aprire a lui queste mie mura {se tanto deve vincere è meglio che

vinca perché io gli consegno la città piuttosto che per il suo valore militare} potrebbe vincere meglio

senza strage, senza indugio e senza spesa del suo sangue {senza spargimento di sangue}. Non

temerò\temerei che qualcuno senza volere ferisca il tuo petto o Minosse. Chi infatti sarebbe tanto

spietato da osare rivolgere contro di te una lancia crudele a meno che non sia inconsapevole, ignaro?

I progetti {di consegnare la città al nemico} mi piacciono e sta salda la decisione {ho deciso} di

consegnare con me la patria in dote e di porre fine alla guerra; Ma volere è poco {non basta volere

una cosa}, le guardie difendono gli accessi e mio padre tiene i chiavistelli delle porte, questo {il

padre} solo io temo infelice, lui solo rallenta i miei desideri {qui inizia a insinuarsi l’idea che per

realizzare il suo piano debba sbarazzarsi del padre}. Gli dei facessero sì che io fossi senza padre!

Certamente ciascuno è un Dio a se stesso {è artefice del proprio destino, lei cerca di spronarsi a

compiere questo delitto}; la fortuna si oppone\odia alle preghiere deboli.

- v51 “o ego” -> iato: incontro di vocali che dovrebbero fondersi ma rimangono separate

- lapsa è part prf di labor, laberis, lapsus sum, labi. E’ un verbo deponente e lapsa ha valore

attivo quindi è scivolando. Questa è un’anticipazione della sua trasformazione.

- v52 possem è cong imp di possum

- insistere è inf pres di insisto,is, institi, insistere

- v53 fassa è part perf di fateor, eris, fassus sum, fateri

- rogare è inf pres di rogo,as,avi,atum,are

- v54 vellet è cong imp di volo,vis, volui, velle

- posceret è cong imp di posco,is, poposci, poscere

- v55 pereant è cong imp di pereo,es, perii, perire

- v58 gerit è pres ind di gero,is, gessi, gestum, ere

- perempto è part perf di peremo,is, peremi, peremptum, peremere

- *** Scilla parla dal punto di vista dei greci in guerra con minosse e dice che saranno vinti

perché il bellum iustum è la guerra in favore degli dei e quindi porterà la vittoria a chi

l’ha intrapresa perché combattuta per un motivo giusto***

- v59 valet è pres ind di valeo,es, valui, valitum, ere

- v60 vincemur è fut sempl pass di vinco,is, vici, victum, ere

- v61 reseret è cong pres di resero,as,avi,atum, are

- v63 superare è inf pres di supero,as,avi,atum,are

- v64 metuam è o fut sempl o cong pres di metuo,is, metui, metutum, metuere

- ***Due temi, quello dell’ansia della donna perchè l’innamorato è in guerra, anche se qui è

paradossale perché scilla è innamorata del suo nemico, (e questo tema si trova anche nelle

heroides), mentre l’altro tema è quello dell’inviolabilità della persona amata, scilla dice

nessuno potrebbe voler ferire Minosse a meno che non lo faccia senza volerlo, perché

Minosse in quanto oggetto del suo amore è protetto, inviolabile; questo tema

dell’inviolabilità si ritrova anche nell’ode 1-22 di Orazio, quella del lupo sabino in cui il

poeta immagina di attraversa un bosco, incontrare un lupo mail lupo non gli fa niente

perché lui sta cantando la sua donna amata e quindi è inviolabile***

- v65 vulneret è cong pre di vulnero,as,avi,atum,are

- v66 derigere è inf pres di derigo,is, derexi, derectum, derigere

- “non inscius” è litote

- audeat è cong pres di audeo,es, ausus sum, ausum, audere

- v67 placent è ind pres di placeo,es, placui, placitum, ere

- stat è pres ind di sto,as, steti, statum, stare

- tradere è inf pres di trado,is, tradidi, traditum, ere

- v68 imponere è inf pres di impono,is, imposui, impositum, ere

- v69 velle è inf pres di volo, vis, volui, velle

- aditus è part perf di adeo,is, adii, aditum, adire

- servat è pres ind di servo,as,avi,atum,are

- v71 timeo è pres ind timeo,es, timui, timere

- moratur è ind pres di moror,aris, moratus sum, ari

- v73 repugnat è pres ind di repugno,as,avi,atum, are

• Da 74 a 98: Un’altra {ipotetica persona} già da tempo accesa di passione, godrebbe a

eliminare\perdere qualunque cosa ostacolasse un così grande amore. E perchè una dovrebbe essere

più forte di me? Oserei andare attraverso i fuochi e le spade, ma in questo caso non c’è bisogno di

fuochi o spade, io ho bisogno del capello paterno. Quello è per me più prezioso dell’oro, quel capello

di porpora {quella porpora} mi renderà felice e capace di ottenere ciò che desidero. A lei che diceva

tali cose sopraggiunse la notte, massima nutrice delle pene, e con le tenebre crebbe l’audacia. Era

l’ora del primo riposo, in cui il sonno occupa i petti stanchi per le pene diurne {in cui il sonno occupa

i cuori stanchi}, silenziosa entra nella stanza da letto del padre e (o delitto!) la figlia spoglia suo

padre del capello fatale e impadronitasi della preda empia, [porta con se il bottino del delitto, e

uscita della porta], attraverso i nemici (tanta è la fiducia nel suo merito) giunge al re nel quale

rabbrividente così parlò: “l’amore ha suggerito il crimine, io Scilla prole regale di Niso consegno a te

i penati della patria e i miei. Non chiedo altro compenso se non te, prendi come pegno d’amore il

capello purpureo e sappi che ora non ti consegno un capello ma la testa di mio padre” e con la

destra gli porse i doni scellerati\infami. Minosse respinse le cose donate e turbato dall’immagine di

quel fatto inaudito rispose:” gli dei ti scaccino dal loro mondo o vergogna del nostro tempo e ti siano

negate la terra e il mare.

- *** Monologo fortemente retorico e quindi fa uso di espressioni proverbiali come

ciascuno è un Dio per se stesso, quindi scilla sta confrontando se stessa con un’ipotetica

altra persona che si comporterebbe in modo più concreto. Ciris, uccello in cui viene

trasformata scilla, legato al verbo greco keiro, (tagliare)= taglia il capello del padre***

- v74 succensa è part perf di succendo,is, succendi, succensum, ere

- v75 perdere è inf pres di perdo, is, perdidi, perditum, ere

- gauderet è cong impe di gaudeo,es, gavisus sum, gavisum, ere

- obstaret è cong imp di obsto,as, obstiti, obstare

- v76 fortior è comparativo di fortis

- v79 pretiosior è comparativo di pretiosius

- v80 “factura (sottinteso) est” è perigrastica attiva -> sto per..

- factura è part fut di facio

- v81 dicenti è part pres di dico,as,avi,atum,are

- *** La notte è il momento in cui c’è questo delitto, questo è un altro motivo topico, quello

del notturno, e in particolare c’è il tema del contrasto tra la notte che dovrebbe portare

quiete e riposo a tutti gli esseri viventi e invece il protagonista non dorme per pensieri

che lo angosciano. C’è anche in Omero all’inizio del secondo libro dell’Iliade, in cui c’è

scritto che tutti dormivano tranne zeus che meditava bla bla bla. qui la notte viene

considerato una nutrice di pene, invece che levigarle le intensifica.***

- v82 intervenit è intervenio, is, interveni, interventum, ire

- v83 aderat è ind imp di adsum, es, adfui, adesse

- v85 intrat è pres ind di intro,as, avi, atum, are

- v86 spoliat è pres ind di spolio,as,avi,atum, are

- *** Il verso 87 è tra parentesi quadre perchè è considerato da qualcuno come non

legittimo; dice “ porta con se la preda del delitto e uscita dalla porta giunge al re

passando attraverso i nemici”. Anche se viene eliminato la sequenza del testo fila lo

stesso, forse anche meglio ***

- v88 meriti è part perf di mereor,eris, meritus sum, mereri

- v89 pervenit è perf ind di pervenio,is, perveni, perventum, ire

- adfata è part perf di adfor, adfaris, adfatus sum, adfari

- “paventem est” è perf ind pass di paveo,es, pavi, pavere

- v90 suasit è perf ind di suadeo,es, suasi, suasum, ere -> presenta la sinizési: “ua"

dovrebbero essere due sillabe diverse ma in realtà sono considerate come una sillaba

sola, succede spesso con il verbo suaseo

- v91 trado è pres ind di trado,is, tradidi, traditum, ere

- v94 scelerata è part perf di scelero,as, avi, atum, are

- v95 porrexit è perf ind di porrigo,is, porrexi, porrectum, ere

- porrecta è part perf di porrigo,is, porrexi, porrectum, ere

- refugit è perf ind di refugio,is, refugi, refugere

- v96 turbatus è part perf di turbo,as, avi, atum, are

- respondit è perf ind di respondeo,es, respondi, responsum, ere

- v97 submoveant è cong pres di submoveo,es, submovi, submotum, submovere

- v98 negetur è cong pres pass di nego,as, avi, atum, are

• Da 99 a 121:Certamente io non permetterò che un così grande mostro tocchi la culla di Giove[Creta]

che è il mio mondo.” Così disse e dopo aver imposto le condizioni ai nemici vinti in qualità di

giustissimo responsabile, ordinò che fossero sciolti gli ormeggi della flotta e che le navi di bronzo

fossero spinte dai rematori. Scilla dopo che vide le navi messe in mare navigare sui flutti e vide che

il re non le concedeva il premio del delitto, esaurite le preghiere passa a un’ira violenta e tendendo

le mani, furiosa con i capelli scompigliati, esclama:” Dove fuggi, abbandonata l’artefice dei meriti, o

tu preferito alla mia patria, preferito al padre. Dove fuggi o crudele la cui vittoria è nostra colpa e

merito? Non ti hanno commosso i doni offerti ne il nostro amore ne il fatto che ogni mia speranza è

stata riposta in te solo? Infatti dove dovrei andare\andrò abbandonata, in patria? Giace vinta, ma

immagina che sia ancora in piedi, mi è preclusa a causa del mio tradimento. Dovrei tornare al

cospetto del padre che ti ho donato? I concittadini odiano me che lo merito, i confinanti temono il

mio esempio. Mi sono preclusa tutto il mondo perché Creta sola mi si aprisse. Se mi tieni lontano

anche da questa (creta) e o ingrato ci abbandoni, non è tua madre Europa ma la Sirte inospitale, le

tigri armene e Cariddi sconvolta dall’Austro”.

- ***Le parole di Minosse sono di grande cattiveria contro Scilla, in pratica la maledice

attraverso i verbi esortativi. Si dice che a Roma la pena per chi uccideva il padre era

quella di essere cuciti dentro un sacco con bestie feroci e buttati in mare. Ovidio chiama

Scilla mostro e gli dice che non arriverà a Creta sebbene qui ci sia già il minotauro, lui sì

che è un mostro, quindi c’è un po’ di ironia. Il fatto di chiamarla mostro potrebbe anche

rimandare alla tradizione di sbagli in cui si confondeva questa scilla con il mostro scilla che

insieme a Cariddi, rappresentavano i problemi della navigazione sullo stretto di Messina.

Minosse viene rappresentato come crudele dalla tradizione ateniese, invece da altri come

campione di giustizia che diventa anche giudice negli inferi, e qui viene definito iustissimus

auctor. ***

- v99 patiar è fut sempl di patior,eris, passus sum, pati

- v100 contingere è inf pres di contingo,is, contigi, contactum, contingere

- v103 impelli è inf pres pass di impello,is, impuli, impulsum, ere

- v104 freto è abl di luogo

- nare è inf pres di no,as,avi,are

- v105 praestare è inf pres di praesto,as, praestiti, praestatum, are

- v106 consumptis è part perf di consumo,is, consumpsi, consumptum, consumere

- transit è pres ind di transeo,is, transii, transitum, ire

- v107 intendens è part pres di intendo,is, intendi, intentum, ere

- “passis capillis” abl ass

- v108 exclamat è pres ind di exclamo,as,avi,atum,are

- meritorum è part fut di mereo, es, merui, meritum, merere

- v109 praelate è part perf di praefero, fers, tuli, latum, ferre

- v113 “congesta est” è perf ind pass di congero,is, congessi, congestum, congerere

- revertar è fut sempl di revertor,eris, reversus sum, reverti

- v114 superata è part perf di supero,as,avi,atum,are

- iacet è pres ind di iaceo,es, iacui, iacere

- finge è imperativo di fingo,is, finxi, fictum, fingere

- manere è inf pres di maneo,es, mansi, mansum, ere

- v116 donavi è perf ind di dono,as, avi, atum, are

- odere è perf ind di odi, odisti, odisse

- merentem è part pres di mereo,es, merui, meritum, merere

- v117 metuunt è pres ind di metuo,is, metui, metutum, metuere

- obstruximus è perf ind di obstruo,is, obstruxi, obstructum, obstruere

- v119 prohibes è pres ind di prohibeo,es, prohibui, prohibitum, prohibere

- relinquis è pres ind di relinquo,is, reliqui, relictum, ere

- v121 agitata è part perf di agito,as,avi,atum,are

- *** L’attribuzione di immaginari progenitori cattivi a una persona di cui si vuole

sottolineare la ferocia, è un topos molto usato che ha la sua prima attestazione in omero,

nel 16 libro dell’Iliade, quando Patroclo, amico di Achille, lamenta la spietatezza di Achille

che si è ritirato dalla battaglia perché offeso dal fatto che Agamennone gli ha portato via

la schiava, quindi Achille per vendicarsi della stessa parte per cui combatte, ha deciso di

ritirarsi dalla battaglia e i greci ne soffrirono molto, allora Patroclo gli racconta di come i

greci stanno avendo la peggio e gli dice “spietato, non ti fu padre Peleo ne madre Teti ma il

mare e le rocce scoscese”. quindi questa è la prima attestazione di questo topos. Dopo

omero questo topos ritorna molto nei lamenti delle eroine abbandonate. ***

• Da 122 a 147: “E non sei figlio di Giove; da una chimera di toro tua madre non fu rapita (la storia

della tua nascita è una favola). A generarti fu un toro, sì, ma un toro vero, feroce, e non certo

innamorato d'una giovenca! O padre Niso, esigi le punizioni! {puniscimi}, godete dei nostri mali o mura

appena tradite, infatti, lo ammetto, l’ho meritato, e sono degna di morire, ma tuttavia qualcuno di

quelli che ,io empia, ho danneggiato, mi uccida. Perchè tu Minosse che hai vinto grazie alla mia colpa

persegui il crimine? Questo è un delitto e per la patria e per il padre, ai tuoi occhi è un

merito\servizio. E’ degna veramente di te come sposo quella che ingannò il toro feroce con la forma in

legno da adultera e portò in grembo il feto mostruoso. Forse che le mie parole giungono alle tue

orecchie oppure i venti portano via le parole vane e gli stessi venti portino via la tua nave, o ingrato?

Ormai non c’è da meravigliarsi che Pasifae abbia preferito il toro a te, tu eri più crudele, o povera

me, ordina di affrettarsi e l’onda sconvolta dai remi risuona, e con me insieme si allontana la mia

terra. Non ottieni nulla, o tu, invano, dimentico dei miei mali, seguirò te anche se non vuoi\controvoglia

e abbracciando la poppa (della nave) ricurva, sarò trascinata attraverso le vaste distese del mare. E

subito si getta in acqua, inseguendo le navi con la forza che le accende la passione, finché, sgradita

compagna, si aggrappa alla chiglia del re cretese. Appena il padre la vide, (infatti già si librava

nell’aria e era appena diventato un’aquila marina dalle ali fulve) andava contro di lei per straziarla con

il becco adunco.

- v125 progenuit è perf ind di progeno,is, progenui, progenitum, ere

- exige è imperativo di exigo,is, exegi, exactum, exigere -> ex+ago, è un composto di ago

- v126 gaudete è imperativo di gaudeo,es, gavisus sum, gavisum, gaudere

- prodita è part perf di prodo,is, prodidi, proditum, prodere

- v127 fateor è pres ind di fateor,eris, fassus sum, fateri

- merui è perf ind di mereo,es, merui, meritum, merere

- perire è inf pres di pereo,is, perii, perire

- v128 laesi è part perf di laedo,is, laesi, laesum, laedere

- v129 perimat è cong pres di perimo,is, peremi, peremptum, perimere

- v130 insequeris è pres ind di insequor,eris, insecutus sum, insequi

- v132 decepit è perf ind di decipio,is, decepi, deceptum, decipere

- v134 perveniunt è pres ind di pervenio,is, perveni, perventum, ire

- ***Pasifae: moglie di Minosse. A Creta c’era un toro che doveva essere offerto agli dei,

però Minosse se lo tiene e allora gli dei fanno venire in mente alla moglie di Minosse la

voglia del toro, quindi lei si fa costruire una vacca lignea perché lei possa unirsi al toro.

Una volta che da questo amore nasce il minotauro, questo viene rinchiuso nel labirinto

costruito da Dedalo. Il minotauro ha bisogno di nutrirsi di carne umana, quindi Minosse di

ritorno come vincitore dalla guerra con le città greche, generata dal fatto che un re di

queste città gli aveva ucciso un figlio, impone un tributo che Atene deve versare, ossia ogni

tanto Atene doveva mandare a creta un gruppo di giovani che erano divorati dal minotauro.

Ad un certo punto Teseo decide di partire insieme ai giovani e riuscirà con l’aiuto di

Arianna a orientarsi nel labirinto e ad uccidere il minotauro.***

- ***I venti che portano via navi e parole è un tema caro a Ovidio, portano via in senso vero

le navi, in senso metaforico le parole, e quindi questa figura che fa dipendere da uno stesso

verbo due termini che non sono sullo stesso piano, perché il verso con loro assume

significati veri o metaforici, si chiama Sillessi, una figura simile allo Zeugma, tutte e due

derivano da parole greche che indicano l’idea del tenere insieme, dell’aggiogare, due cose

che non dovrebbero stare insieme. Sono 2 figure che prevedono il collegamento di un verbo

a 2 o più elementi che richiederebbero un verbo specifico.***

- v137 praeposuisse è inf perf di praepono,is, praeposui, praepositum, praeponere

- v138 properare è inf pres di propero,as,avi,atum,are

- divulsa è part perf di divello,is, divelli, divulsum, divellere

- v139 recedit è pres ind di recedo,is, recessi, recessum, ere

- v140 agis è pres ind di ago,is, egi, actum, agere

- meritorum è part fut di mereo,es, merui, meritum, ere

- oblite è part perf di obliviscor, eris, oblitus sum, oblivisci

- v141 insequar è cong pres di insequor,eris, insecutus sum, insequi

- amplexa è part perfetto da amplector, amplecteris, amplexus sum, amplectere

- v142 trahar è cong pres pass di traho,is, traxi, tractum, ere

- insilit è pres ind in insilio,is, insilivi, insultum, insilire

- v143 consequitur è pres ind di consequor,eris, consecutus sum, consequi

- v144 haeret è pres ind di haereo,es, haesi, haesum, ere

- v145 pendebat è imp ind di pendeo,es, pependi, pendere

- v147 ibat è ind imp di eo

- haerentem è part pres di haereo,es, haesi, haesum, ere

- laceraret è cong imp di lacero,as,avi,atum,are

- ***C’è la metamorfosi: il padre di fatto non muore ma in realtà è stato trasformato in

uccello, che cerca sempre di perseguitare la figlia. Spesso la metamorfosi è un espediente

per salvarsi della morte infatti. Dai versi 145 e seguenti c’è la conclusione dell’episodio.***

• Da 148 a 176: Mentre lei era attaccata (sottinteso alla nave) quella lasciò andare la nave per paura

e l’aria leggera sembrò sostenere lei che cadeva perchè\in modo che non toccasse l’acqua. Fu tutta

una piuma, mutata in uccello, è chiamata ciris e ha preso questo nome dal capello tagliato. Minosse

sciolse a Giove i voti, (con\cioè) corpi di 100 tori,appena uscito dalle navi tocca la terra pretesa e la

reggia fu decorata con trofei appesi alle pareti. Era cresciuta l’infamia della stirpe e si palesava il

turpe tradimento della madre grazie all’aspetto straordinario del mostro biforme; Minosse decide di

allontanare questa vergogna del talamo e di chiuderlo nell’edificio molteplice (labirinto) e negli spazi

cechi. Dedalo, famosissimo per il suo talento nell’arte del costruire esegue l’opera e altera\turba i

punti di riferimento e induce in errore gli occhi con la tortuosità delle varie vie. {descrizione del

labirinto} Non diversamente da come il meandro frigio gioca nelle onde limpide e con corso ambiguo

fluisce e rifluisce e andando incontro a se stesso vede le onde che stanno per arrivare e ora verso

le sorgenti, ora verso il mare aperto, muove acque incerte, così Dedalo riempie di

errore\trabocchetti le innumerevoli vie e a stento lui stesso poté tornare all’ingresso tanto grande è

l’inganno dell’edificio. E dopo che in esso racchiuse [soggetto è Teseo] la duplice figura di toro e di

giovane e dopo che il terzo sorteggio ripetuto ogni 9 anni {vuol dire il gruppo di persone sorteggiate

ad Atene per essere mandate a creta dal minotauro} vinse il mostro 2 volte nutrito di sangue

ateniese e dopo che la porta difficile {del labirinto} non attraversata da nessuno di quelli prima, fu

trovata grazie al filo riavvolto con l’aiuto della fanciulla {Arianna} improvvisamente il figlio di Egeo

{Teseo} rapita la figlia di minosse {Arianna} fece vela verso Dia e crudele su quella spiaggia

abbandonò la sua compagna.

- v148 dimisit è perf ind di dimitto,is, dimisi, dimissum, ere

- cadentem è part pres di cado,is, cecidi, cadere

- v149 sustinuisse è inf perf di sustineo,es, sustinui, sustentum, ere

- tangeret è cong impe di tango,is, tetigi, tactum, ere

- “ne tangeret aequora” -> il ne + congiuntivo dovrebbe esprimere una finale negativa, cioè

“perchè non toccasse la superficie del mare”, in realtà siccome è possibile che il ne abbia

anche un valore consecutivo, la potremmo intendere anche una consecutiva negativa—> “in

modo che non toccasse le acque”

- v151 “tonso est” è perf ind pass di tondeo,es, totondi, tonsum, ere

- adepta è part perf di adipiscor,eris, adeptus sum, adipiscere

- v153 solvit è perf ind di solvo,is, solvi, solutum, ere

- v154 contigit è perf ind di contingo,is, contigi, contactum, contingere

- fixis è part perf di figo,is, fixi, fictum, figere

- v155 creverat è ind piuch di cresco,is, crevi, cretum, ere

- patebat è ind imp di pateo,es, patui, ere

- v157 destinat è pres ind di destino,as,avi,atum,are

- removere è inf pres di removeo,es, removi, remotum, removere

- v158 includere è inf pres di includo,is, inclusi, inclusum, ere

- ***Fa la prima apparizione Dedalo, figura mitica di artista e inventore, qui non viene detto

per quale motivo si trova a Creta, ma si dice semplicemente che costruisce il labirinto per

racchiudervi il minotauro, quindi c’è una descrizione del labirinto e della sua struttura che

viene paragonata all’andamento di un fiume (Meandro, fiume dell’Asia) che ha un corso

particolarmente intricato, e il labirinto è così intricato che anche Dedalo fa fatica a

tornare indietro; Dedalo era un nome parlante perché in greco significa lavorato

artisticamente, quindi era il prototipo del costruttore, dell’artigiano. Dedalo è sia il

costruttore sia il primo visitatore del labirinto, sarà poi seguito da Teseo che ucciderà il

minotauro e riuscirà ad uscire. Il labirinto è anche un’immagine del poeta delle

metamorfosi che presenta una serie di racconti intricati e il fatto che ci sia un’immagine

del labirinto al centro del poema non è casuale, e dedalo è un’immagine di artista in cui in

parte si riflette il poeta stesso. il labirinto ha valore di mise en abyme—> messa in abisso.

Il termine viene dall’ambito figurativo, è nello studio del stemmi è l’immagine che riproduce

se stessa in piccolo potenzialmente all’infinito, tipo in uno stemma c’è la figura di un leone

che regge uno stemma, e nella stessa un altro leone che regge un altro stemma ecc ecc.

Questo termine quindi viene anche utilizzato in critica letteraria per indicare un tipo di

storia nella storia in cui la storia raccontata può riassumere o racchiudere alcuni aspetti

della storia cornice. Un esempio è nell’Amleto di Shakespeare, il metateatro, oppure la

novella di Amore e Psiche nelle metamorfosi di Apuleio. Comunque il labirinto può avere

anche un significato diverso, è una riflessione sulla struttura stessa del poeta e l’pera del

poeta, cioè la narrazione che è complessa che apre vari fronti e al centro del poema.***

- v160 turbat è pres ind di turbo,as,avi,atum,are

- v163 ludit è pres ind di ludo,is, lusi, lusum, ere

- refluit è pres ind di refluo,is, refluere

- fluit è pres ind di fluo,is, fluxi, fluctum, fluere

- v164 occurrens è part pres di occurro,is, occurri, occursum, ere

- v166 exercet è pres ind di exerceo,es, exercui, exercitum, ere

- implet è pres ind di impleo,es, evi, impletum, implere

- v167 reverti è inf pres di revertor, eris, reversus sum, reverti

- v170 clausit è perf ind di claudo,is, clausi, clausum, ere

- v171 domuit è perf ind di domo,as, domui, domitum, are

- repetita è part perf di repeto,is, repetii, repetitum, repetere

- v172 ut ha valore temporale

- v173 inventa è part perf di invenio,is, inveni, inventum, ire

- relecto è part perf di relego,is, relegi, relectum, relegere

- v176 destituit è perf ind di destituo,is, destitui, destitutum, destituere

- *** Teseo e Arianna vengono nominati attraverso un patronimico, cioè non direttamente.

Soprattutto il nominare Teseo come il figlio di Egeo è significativo per indicare la sorte del

padre; la smemoratezza di Teseo fa in modo di dimenticarsi di issare le vele bianche, cose

che aveva promesso al padre nel caso in cui fosse tornato vincitore dopo aver ucciso il

minotauro, quindi il padre, vedendo tornare la barca senza le vele, crede che il figlio è

morto e si butta in mare, che poi diventa il mar Egeo.***

• Da 176 a 200: A lei abbandonata e che molto si lamentava, Libero {appellativo Dio bacco} portò

abbracci e aiuto e affinché fosse illustre per una costellazione perenne, mise in cielo la corona tolta

dalla sua fronte, quella vola attraverso l’aria leggera e mentre vola le gemme si trasformano in

fuochi luminosi e si fermano nel luogo, conservando l’aspetto della corona, che è a metà tra quello

che poggia sul ginocchio {l’inginocchiato} e quello che tiene il serpente. Intanto avendo in odio Creta

e il lungo esilio e toccato dall’amore della terra natale {atene} era bloccato dal mare. Disse: “chiuda

pure le terre e le onde ma il cielo certamente è aperto {il soggetto è Minosse}; andremo per di là!

Minosse possieda pure tutto, non possederà l’aria.” Cosi disse e rivolge l’animo ad arti ignote e

innova la natura. Infatti dispone in ordine le penne cominciando dalla più piccola con quella più breve

che segue quella più lunga così che tu penseresti che siano cresciute su un pendio; così qualche

volta cresce con canne disuguali a poco a poco una zampogna rustica. {la zampogna è il flauto di

Pan} Allora così lega quelle in mezzo (le penne) con uno spago e quelle estreme con la cera e così

disposte le piega con una piccola curvatura perchè imiti i veri uccelli. Il piccolo Icaro stava insieme a

lui e ignaro di toccare i suoi pericoli (quello che l’avrete ucciso) con volto sorridente ora afferrava le

piume che l’aria leggera aveva mosso, ora ammorbidiva con il pollice la cera gialla e con il suo gioco

ostacolava il mirabile lavoro del padre.

- v176 desertae è part perf di desero,is, deserui, desertum, deserere

- querenti è part pres di queror, eris, questus sum, queri

- v178 sumptam è part perf di sumo,is, sumpsi, sumptum, sumere

- v179 immisit è perf ind di immitto,is, immisi, immissum, immittere

- volat è pres ind di volo,as,avi,atum,are

- v180 vertuntur è pres ind pass di verto,is, verti, versum, ere

- v181 consistunt è pres ind di consisto,is, constiti, consistere

- “specie remanente” abl ass

- v182 tenentis è part pres di teneo,es, tenui, tentum, ere

- ***Dedalo è odiato da Minosse o perché ha costruito la vacca di legno finta che è servita

alla moglie di Minosse per unirsi al toro, oppure perché ha suggerito ad Arianna lo

stratagemma del filo attraverso il quale Teseo è riuscito a uscire dal labirinto. La storia di

Dedalo era stata raccontata da Ovidio nel 2 libro dell’ars amatoria dove il racconto è una

sorta di digressione in cui Ovidio sta argomentando sul fatto che il Dio amore è un Dio

alato difficile da trattenere e per esemplificare ciò usa la storia di Dedalo proprio perché

con le ali sarebbe potuto essere inarrestabile. C’è il parallelismo con Scilla che aspirava a

volare nell’accampamento di Minosse, e quando Minosse la maledice le dice ti siano negate

la terra e il mare, quindi anche qui l’unica via libera è l’aria. Il personaggio di Dedalo è

ambiguo perché è sì un artefice, un costruttore, ma l’immagine dell’uomo che cerca di

volare è un atto di trasgressione, travalicamento delle possibilità umane. In Ovidio non è

l’arte che imita la natura ma è la natura che con la sua creatività dà vita a forme che

sembrano artistiche, quindi la natura tende a confondersi con un prodotto artistico***

- v185 inquit è perf inf di inquam

- v186 obstruat è cong pres di obstruo,is, obstruxi, obstructum, obstruere

- patet è pres ind di pateo,er, patui, patere

- “illac” è avv di moto a luogo

- v187 possideat è cong pres di possideo,es, possedi, possessum, possidere -> cong concessivo

- possidet è pres ind di possideo

- v189 novat è pres ind di novo,as,avi,atum,are

- v190 coeptas è pres ind di coepto,as,avi,atum,are

- sequente è part pres di sequor,eris, secutus sum, sequi

- v191 crevisse è inf perf di cerno,is, crevi, cretum, ere

- v192 surgit è pres ind di surgo,is, surrexi, surrectum, ere

- v193 alligat è pres ind di alligo,as,avi,atum,are

- v194 fectit è pres ind di flecto,is, flexi, flexum, ere

- v195 imitetur è cong pres di imitor,aris, imitatus sum, imitari

- v196 stabat è ind imp di sto,as, steti, statum, stare

- tractare è inf pres di tracto,as,avi,atum,are

- v197 renidenti è part pres di renideo,es, renidere

- v198 captabat è ind imp di capto,as,avi,atum,are

- v199 mollibat=molliebat è ind imp di mollio,is, mollii, mollitum, mollire

- v200 impediebat è ind imp di impedio,is, impedii, impeditum, ire

• Da 200 a 226: Dopo che fu data l’ultima mano all’opera, l’artefice fece librare il suo corpo sulle

doppie ali e restò sospeso nell’aria mossa. Istruisce anche il figlio e gli dice “ti raccomando di volare

a mezza altezza, o Icaro, affinché l’onda non appesantisca le penne se andrai più in basso, il calore

del fuoco non le bruci se andrai più in alto, vola tra le due e ti ordino di non guardare Boote o Elice

o la spada sguainata di Orione {costellazioni}; seguendo i miei precetti prendi la via” insieme dà

istruzioni di volo e attacca alle spalle ali mai viste. Tra il lavoro e le istruzioni si inumidirono le

guance del vecchio (padre) e tremarono le mani paterne, diede a suo figlio baci che non si sarebbero

ripetuti di nuovo e levatosi sulle ali vola davanti e teme per il compagno (figlio), come un uccello che

dall’alto nido fa uscire i teneri piccoli nell’aria e lo esorta a seguirlo e insegna arti rischiose. Lui

stesso muove le sue e guarda le ali del figlio. Un tale mentre cerca di prendere pesci con la canna

tremula o un Pastore appoggiato al bastone o un contadino appoggiato all’aratro videro questi e si

stupirono e credettero che fossero dei che erano in grado di volare nell’aria. E già s'erano lasciati a

sinistra le isole di Samo, sacra a Giunone, Delo e Paro, e a destra avevano Lebinto e Calimne, ricca di

miele, quando il ragazzo cominciò a gustare l'azzardo del volo, si staccò dalla sua guida e,

affascinato dal cielo, si diresse verso l'alto. La vicinanza cocente del sole ammorbidì la cera odorosa,

che saldava le penne.

- *** Questo ricorda il mito di fetonte, figlio del sole siccome messo in dubbio da un

compagno il suo essere figlio del sole, come prova chiede al padre di fargli guidare per un

giorno il carro del sole e anche lì il padre da istruzioni, e in entrambi casi il volo finisce

male. ***

- v201 “imposita est” è perf ind pass di impono,is, imposui, impositum, ere

- libravit è perf ind di libro,as,avi,atum,are

- v202 pependit è perf ind di pendeo,es, pependi, pendere

- v203 instruit è pres ind di instruo,is, instruxi, instructum, ere

- v204 moneo è pres ind di moneo,es, monui, monitum, monere

- v205 gravet è cong pres di gravo,as,avi,atum,are

- adurat è cong pres di aduro,is, adussi, adistum, adurere

- v207 strictum è part perf di stringo,is, strinxi, strictum, ere

- v209 accommodat è pres ind di accommodo,as,avi,atum,are

- v210 maduere è perf ind di madeo,es, madui, madere

- v211 tremuere è perf ind di tremo,is, tremui, tremere

- v212 repetenda è gerundivo di repeto,is, repetii, repetitum, ere

- v213 timet è pres ind di timeo,es, timui, ere

- v214 produxit è perf ind di produco,is, produxi, productum, ere

- v215 hortatur è pres ind di hortor,aris, hortatus sum, hortari

- erudit è pres ind di erudio,is, erudii, eruditum, erudire

- v217 captat è pres ind di capto,as,avi,atum,are

- v218 innixus è part perf di innitor,eris, innixus sum, inniti

- v219 obstipuit è perf ind di obstipesco,is, obstipui, obstipescere

- carpere è inf pres di carpo,is, carpsi, carptum, ere

- v223 gaudere è inf pres di gaudeo,es, gavisus sum, gavisum, gaudere

- v334 deseruit è perf ind di desero,is, deserui, desertum, ere

- v225 egit è perf ind di ago

- v226 mollit è pres ind di mollio,is, mollii, mollitum, ire

• Da 227 a 253: Si era sciolta la cera e quello {Icaro} scuote le braccia nude e privo dei remi non

percepisce più l’aria e la bocca che chiamava il nome del padre viene accolta dall’acqua azzurra che

prese il nome da quello. Il padre infelice e ormai non più padre disse: “o icaro dove sei, o Icaro, in

quale regione ti cercherò o Icaro?” diceva: guardò le penne tra le onde e maledisse le sue arti e

seppellì il corpo nel sepolcro; quella terra fu chiamata così dal nome del sepolcro. Una pernice

chiacchierona guardò questo che poneva nel sepolcro il corpo dell’infelice figlio da un fosso fangoso

e applaudì con le ali e espresse la sua gioia con il canto, unico uccello di quel tipo mai visto negli

anni precedenti e da poco diventato uccello, lunga accusa per te o Dedalo. E infatti la sorella ignara

dei fatti aveva affidato a lui la sua prole da istruire che era un fanciullo trascorsi due volte 6 anni

{12 anni} dall’animo incline all’apprendimento. Egli prese a modello le lische che aveva notato

all’interno di un pesce e incise nel ferro acuto una serie continua di denti e inventò l’uso della sega;

e per primo unì due bracci di ferro ad un solo perno in modo che essendo quelli distanti di uguali

spazio, una parte stesse ferma e l’altra tracciasse un cerchio. Dedalo fu invidioso e lo mandò a

precipizio dalla sacra rocca di Minerva fingendo che fosse caduto; ma Pallade, che protegge i talenti,

lo sostenne e lo trasformò in uccello e lo rivestì di piume in mezzo all’aria.

- v227 tabuerant è ind piuch di tabesco,is, tabui, tabescere

- quatit è pres ind di quatio,is quati, quassum, quatere

- v228 carens è part pres di careo,es, carui, carere

- percipit è pres ind di percipio,is, percepi, perceptum, percipere

- v229 clamantia è part pres di clamo,as, avi, atum, are

- v230 excipiuntur è pres ind pass di excipio,is, excepi, exceptum, excipere

- traxit è perf ind di traho,is, traxi, tractum, trahere

- v232 requiram è fut sempl di requiro,is, requisii, requisitum, requirere

- v233 aspexit è perf ind di aspicio,is, aspexi, aspectum, aspicere

- v234 devovit è perf ind di devoveo,es, devovi, devotum, devovere

- v235 condidit è perf ind di condo,is, condidi, conditum, condere

- ***La narrazione fa un passo indietro e ci spiega una vicenda anteriore. La pernice è la

metamorfosi di un giovane che si chiamava Perdice, che era un nipote di Dedalo, figlio di

una sorella, la quale lo aveva affidato a Dedalo perchè lui lo istruisse, anche perchè

Perdice era molto promettente; lo zio geloso lo butta dalla rupe di Minerva, ma Minerva

protettrice degli inventori lo salva e lo trasforma in pernice. Quindi c’è la scena in cui la

pernice guarda Dedalo seppellire il figlio e applaude e ride guardando questa scena. Si

suppone che Dedalo sia stato mandato in esilio per aver ucciso il nipote***

- v237 “limoso ab elice” -> limoso ab elice: tradizione indiretta: un grammatico o un altro

autore cita un verso con un certo testo, in questo caso con elice ci è tramandata da un

testo grammaticale mentre invece la maggior parte della tradizione diretta del testo,

ovvero i manoscritti, hanno “ramosa ilice”, cioè la pernice anziché stare su un fossato

fangoso sta su un leccio ramoso. Sarebbe contraddittorio dire che stava sul ramo di un

albero perchè poi successivamente si vedrà che le pernici volano poco, non in alto, quindi

non può stare molto in alto

- prospexit è perf ind di prospicio,is, prospexi, prospectum, ere

- v238 plausit è perf ind di plaudo,is, plausi, plausum, plaudere

- v241 tradiderat è ind piuch di trado,is, tradidi, traditum, tradere

- docendam è gerundivo di doceo,es, docui, doctum, ere

- v244 notatas è part perf di noto,as,avi,atum,are

- v245 incidit è perf ind di incido,is, incidi, incisum, ere

- v246 repperit è perf ind di reperio,is, repperi, repertum, reperire

- v248 vinxit è perf di vincio,is, vinxi, vinctum, vincire

- ut finale o consecutivo

- distantibus è part pres di disto,as,are

- v249 staret è cong imp di sto,as, steti, statum, stare

- duceret è cong imp di duco,is, duxi, ductum, ducere

- v250 invidit è perf ind di invideo,es, invidi, invisum, ere

- v252 favet è pres ind faveo,es, favi, fautum, favere

- excepit è perf ind di excipio,is, excepi, exceptum, ere

- v253 reddidit è perf ind di reddo,is, reddidi, redditum, reddere

- velavit è perf ind di velo,as,avi,atum,are

• Da 254 a 278: Ma il vigore dell’ingegno di un tempo passò nelle ali veloci e nei piedi; rimase il

nome che aveva anche prima. Tuttavia questo uccello non solleva il suo corpo in alto e non fa il nido

sui rami e sulle alte cime, svolazza raso terra e depone le uova nelle siepi, e memore dell’antica

caduta teme le cose alte. Ormai la terra atenea accoglieva Dedalo stremato e Cocalo avendo preso le

armi in difesa del supplice, era considerato mite, ormai Atene aveva smesso di pagare il tributo

doloroso per merito di Teseo. I templi vengono ornati di ghirlande e (Gli ateniesi) invocano minerva

guerriera con Giove e gli altri dei che onorano con il sangue offerto. La fama errante aveva sparso

attraverso le città dell’argolide il nome di Teseo e i popoli che la ricca Acaia prese imploravano

l’aiuto di questo [teseo] per i grandi pericoli; Calidone chiese l’aiuto di questo con preghiera ansiosa

benché avesse Meleagro. La causa di questa richiesta era un cinghiale servo e vendicatore di Diana

ostile. Raccontando che Eneo nel successo di un anno fertile avesse offerto le primizie del grano a

Cerere, i suoi vini a Bacco e l’olio alla bionda minerva pallade. Cominciando dagli dei agricoli

l’omaggio sontuoso giunse a tutti gli dei; dicono che i soli altari della figlia di Latona trascurati

rimasero indietro senza incenso.

- v255 abiit è perf ind di abeo,is, abii, abitum, abire

- remansit è perf ind di remaneo,es, remansi, remansum, ere

- v256 tollit è pres ind di tollo,is, sustuli, sublatum, tollere

- v258 volitat è pres ind di volito,as,avi,atum,are

- ponit è pres ind di pono,is, posui, positum, ponere

- v259 metuit è pres ind di metuo,is, metui, metutum, metuere

- ***Gli ateniesi sono molto devoti agli dei, e ciò è importante a contratto con ciò che

accadrà dopo, la scena del cinghiale; c’è quindi opposizione tra gli ateniesi che ringraziando

gli dei e la città di Calidone il cui re dimentica di mandare delle offerte alla dea Diana e

quindi lei manda il cinghiale***

- v260 fatigatum è part perf di fatigo,as,avi,atum,are

- tenebat è ind imp di teneo,es, tenui, tentum, ere

- v261 sumptis è part perf di sumo,is, sumpsi, sumptum, sumere

- v263 pendere è inf pres di pendeo,es, pependi, pendere

- desierant è ind piuch di desino,is, desii, desitum, desinere

- v264 coronantur è pres ind pass di corono,as,avi,atum,are

- v266 honorant è pres ind di honoro,as,avi,atum,are

- v267 sparserat è ind piuch di spargo,is, sparsi, sparsum, ere

- v269 imploravere è perf ind di imploro,as,avi,atum,are

- v271 petiit è perf ind di peto,is, petii, petitum, petere

- v275 libasse=libavisse è inf perf di libo,as,avi,atum,are

- v278 praeteritae è part perf di praetereo,is, praeterii, praeteritum, ire

- cessasse=cessavisse è inf perf di cesso,as,avi,atum,are

• Da 279 a 300: L’ira tocca anche gli dei; “non lascerò impunito ciò, io che sarò detta inonorata ma

non invendicata”, così disse e disprezzata attraverso i campi di Eneo mandò un cinghiale vendicatore,

quanto più grande tori non ne ha l’epiro erboso, ma ne hanno di più piccoli i campi della sicilia. Gli

occhi brillano di sangue e di fuoco, il collo irto è rigido e le setole stanno ritte come rigidi aste. Le

setole stanno ritte come una palizzata come alte lance [i versi sono tra parentesi quadre perché

estremamente ridonanti] Una fervida spuma con uno stridio sordo fluisce attraverso le ampie spalle

le zanne sono simili alle zanne indiane, {degli elefanti} un fulmine esce dalla bocca, le fronde ardono

per l’alito. Quello (il cinghiale) calpesta le messi che stavano crescendo in quel momento nell’erba,

ora miete i desideri\le speranze mature del contadino che ne piangerà e intercetta il grano sulle

spighe; In vano le aie e in vano i granai aspettano le messi promesse. vengono abbattuti grappoli

pieni insieme a lunghi tralci e (viene abbattuto) il frutto dell’olivo sempre verde con i rami. Infierisce

anche sulle greggi; non possono difenderle il pastore né il cane, né i tori feroci possono difendere le

mandrie. Fuggono i popoli e non si sentono sicuri se non entro le mura delle città finché meleagro e

una schiera scelta di giovani si unirono per desiderio di gloria:

- v279 tangit è pres ind di tango,is, tetigi, tactum, tangere

- v281 spreta è part perf di sperno,is, sprevi, spretum, ere

- v284 micant è pres ind di mico,as, micui, are

- riget è pres ind di rigeo,es, ere

- v285 horrent è pres ind di horreo,es, horrui, horrere

- v288 fluit è pres ind di fluo,is, fluxi, fluctum, fluere

- aequantur è pres ind pass di aequo,as,avi,atum,are

- v289 ardent è pres ind di ardeo,es, arsi, ardere

- v290 crescentes è part pres di cresco,is, crevi, cretum, ere

- proculcat è pres ind di proculco,as,avi,atum,are

- v291 metit è pres ind di meto,is, messui, messum, metere

- fleturi è part fut di fleo,es, flevi, fletum, flere

- v292 intercipit è pres ind di intercipio,is, intercepi, interceptum, ere

- v293 exspectant è pres ind di exspecto,as,avi, atum, are

- promissas è part perf di promitto,is, promisi, promissum, ere

- ***Le speranze mature sono le speranze riposte nel grano che sta crescendo, quindi muta è

una sorta di enallage, si riferisce grammaticalmente alle speranze ma logicamente al grano

che cresce. ***

- v294 sternuntur è pres ind pass di sterno,is, stravi, stratum, ere

- v296 saevit è pres ind di saevio,is, saevii, saevitum, ire

- v297 defendere è inf pres di defendo,is, defendi, defensum, ere

- v298 diffugiunt è pres ind di diffugio,is, diffugi, diffugere

• Da 301 a 328: I gemelli figli di Tindaro, uno da ammirare nel pugilato, l’altro da ammirare

nell’equitazione e Giàsone costruttore della prima nave {nave degli argonauti} e Tèseo con Piritoo,

felice concordia {amicizia} e i due figli di Testio e la prole di Afareo, cioè Linceo e il veloce Ida, e

Ceneo ormai non più donna e il feroce Leucippo, e Acasto famoso per il giavellottoIppòtoo, Driante e

il figlio di Amintore, Fenice; i figli gemelli di Actore e Fileo venuto dall’Elide. E c'erano Telamone, il

padre del grande Achille, il figlio di Ferete, Iolao della Beozia; c’erano l'infaticabile Eurizione,

Echìone imbattibile nella corsa, Lèlege di Nàrice, Panopeo e Ileo, il fiero Íppaso e Nèstore ancora in

verde età;e quelli che Ippoconte mandò dall’antica Amicle e il suocero di Penelope [padre di Ulisse]

con Anceo di Parrasia e il saggio figlio di Ampice e il figlio di Ecleo ancora al sicuro dalla moglie e la

donna di Tegea [Atalanta, cacciatrice] onore del bosco Liceo. Una spilla lucida mordeva la sommità

della veste a lei i capelli erano semplici legati in un solo nodo e dalla spalla sinistra pendendo

risuonava una faretra d’avorio e la mano sinistra teneva anche l’arco. Aspetto era tale; avresti

potuto dirlo di fanciulla in un ragazzo e di ragazzo in una fanciulla.Meleagro, l'eroe di Calidone, non

fece in tempo a vederla che la desiderò, malgrado il divieto divino, e ardendo in cuore d'amore:

"Beato l'uomo, se mai ve ne sarà uno," pensò, "che lei riterrà degno!". Ma non ebbe il tempo né

l’ardire d'aggiungere altro. Un’impresa più grande incombe.

- ***I figli di Tindaro sono due semidei, sono Castore e Polluce, mentre Ceneo era nato come

donna ed era una bellissima ragazza richiesta da molti ma lei li rifiutava tutti. Un giorno

viene violentata da Nettuno il quale per risarcirla di questo stupro le promette di esaudire

un suo desiderio e crede di non essere più donna e il Dio la accontenta; Telamone e Peleo

sono i genitori di Aiace il primo e peleo è il padre di Achille. La generazione precedente

rispetto a quelli che combattono la guerra di troia***

- v309 aberat è ind imp di absum, abes, abfui, abesse

- v318 mordebat è ind imp di mordeo,es, momordi, morsum, mordere

- v319 collectus è part perf di colligo,is, collegi, collectum, colligere

- v325 optavit è perf ind di opto,as,avi,atum,are

- “renuente deo” abl ass

- latentes è part pres di lateo,es, latui, latere

- v326 hausit è perf ind di haurio,is, hausi, haustum, ire

- “o felix” -> makarismo’s, ossia proclamare qualcuno felice o fortunato in una determinata

circostanza

- dignabitur è fut sempl di dignor,aris, dignatus sum, ari

- v327 sinit è pres ind di sino,is, sivi, situm, sinere

- v328 urget è pres ind di urgeo,es, ursi, urgere

• Da 329 a 354: Una selva fitta di tronchi che nessun tempo aveva tagliato comincia dalla pianura e

sovrasta i campi declinanti; quando gli uomini giunsero in quel luogo alcuni tendono le reti altri

tolgono i guinzagli ai cani altri seguono da vicino le impronte delle zampe e desiderano trovare il

loro pericolo. C’era una valle concava dove erano soliti confluire rivi di acqua piovana, i salici

flessuosi occupano la parte bassa della laguna e erbe leggere e giunchi di palude e vimini e piccole

canne sotto alte canne. Da qui il cinghiale stanato si avventa violento in mezzo ai nemici come i

fuochi sprigionati dalle nubi scontrate. Il bosco è abbattuto dalla sua corsa e la sera colpita emette

un fragore; gridano i giovani e con la destra forte tengono puntate le lance dal largo ferro

scintillante. Quello si avventa e disperde i cani qualunque ostacoli la sua furia e li mette in fuga con

colpi obliqui mentre latrano. La lancia scagliata per prima dal braccio di Echione andò a vuoto e

produsse una piccola scalfittura nel tronco di un acero. Quella successiva, se non fosse stata

scagliata con troppa forza sembrò quasi che si sarebbe conficcata nel dorso ricercato: ma andò

oltre; autore del colpo fu Giasone di Pagase. “O febo" disse il figlio di ampice, “se ti ho onorato e ti

onoro concedimi di colpire ciò che è ricercato con un tiro sicuro”. Per quel che poté il Dio esaudì le

preghiere: il cinghiale fu colpito da quello ma senza ferita; Diana aveva tolto il ferro alla lancia in

volo, il legno arrivò senza punta.

- v329 ceciderat è ind piuc di caedo,is, cecidi, caesum, caedere

- v330 prospicit è pres ind di prospicio,is, prospexi, prospectum, ere

- v331 venere è ind perf di venio,is, veni, ventum, ire

- tendunt è pres ind di tendo,is, tetendi, tentum, tendere

- v332 adimunt è pres ind di adimo,is, ademi, ademptum, ere

- v333 cupiunt è pres ind di cupio,is, cupii, cupitum, ere

- reperire è inf pres di reperio,is, repperi, repertum, ire

- v335 adsuerant è ind piuch di adsuo,is, adsutum, adsuere

- v339 excussis è part perf di excutio,is, excussi, excussum, ere

- elisi è part perf di elido,is, elisi, elisum, ere

- v340 sternitur è pres ind pass di sterno,is, stravi, stratum, sternere

- propulsa è part perf di propello,is, propuli, propulsum, propellere

- v341 exclamant è pres ind di exclamo,as,avi,atum,are

- praetenta è part perf di praetendo,is, praetendi, praetentum, ere

- v342 vibrantia è part pres di vibro,as,avi,atum,are

- v343 spargit è pres ind di spargo,is, sparsi, sparsum, ere

- v344 obstat è pres ind di obsto,as,avi,atum,are

- latrantes è part pres di latro,as,avi,atum,are

- dissipat è pres ind di dissipo,as,avi,atum,are

- v345 contorta è part perf di contorqueo,es, contoris, contortum, contorquere

- v347 periodo misto—> la protasi (qualla con il si) è dell’irrealtà, ma l’apodosi ha l’indicativo

quindi è della realtà, questo perchè indica che il colpo è andato molto vicino alla riuscita

- v348 haesura è part fut di haereo,es, haesi, haesum, ere

- petito è part perf di peto

- v349 it è perf di eo

- ***Il figlio di ampice è un indovino. L’invocazione che fa si chiama inno cletico***

- v351 contingere è inf pres di contingo,is, contigi, contactum, contingere

- v352 adnuit è perf ind di adnuo,is, adnui, adnuere

- v354 abstulerat è ind piuc di aufero

• Da 355 a 383: L’ira della belva fu aizzata e arse non più leggermente di un fulmine; lampeggia

dagli occhi, alita anche dal petto la fiamma e come un sasso scagliato da una corda tesa vola quando

colpisce o le mura o torri piene di soldati così il cinghiale tremendo si slancia con impeto travolgente

contro i giovani e abbatte Ippalmo e Pelagone che tenevano l’ala destra; i compagni li portarono via

inerti. Ma non sfugge ai colpi mortali Enesimo; figlio di Ippocoonte mentre i nervi abbandonarono lui

impaurito e che si preparava a volgere la schiena, essendo stato colpito al ginocchio. Forse anche

l’eroe di Pilo sarebbe morto prima dell’epoca di troia, preso lo slancio dall’asta puntata, balzò sui

rami di un albero che stava vicino, e guardò dall’alto, sicuro del luogo, il nemico che aveva ucciso (il

cinghiale). Quello feroce con le zanne arrotate su un tronco di quercia si accanisce per ucciderlo e

confidando nelle armi recenti colpì il femore del grande figlio di Eurito con la zanna affilata. I fratelli

gemelli non ancora stelle celesti, entrambi straordinari, entrambi erano portati da cavalli più candidi

della neve, entrambi brandivano lance che vibravano attraverso l’aria con un movimento tremolante

delle aste. Avrebbero inferto ferite, se la belva villosa non si fosse addentrata in boschi oscuri,

luoghi non accessibili alle lance e ai cavalli. Lo insegue Telamone e senza badare a dove va, cadde

prono trattenuto dalla radice di un albero. Mentre Peleo lo solleva, la fanciulla di Tegea {atalanta}

pose una freccia veloce sulla corda e dopo aver teso l’arco tirò; la freccia conficcata sotto l’orecchio

della belva colpì la parte alta del corpo e arrossò con poco sangue le setole.

- v355 arsit è perf ind di ardeo,es, arsi, ardere

- v356 emicat è pres ind di emico,as,avi,atum,are

- spirat è pres ind di spiro,as,avi,atum,are

- v357 concita è part perf di concieo,es, concitum, conciere

- v360 tuentes è part pres di tueor,tueris, tuitus sum, tueri

- v361 prosternit è pres ind di prosterno,is, prostravi, prostratum, prosternere

- rapuere è perf ind di rapio,is, rapui, raptum, rapere

- iacentes è part pres di iaceo,es, iacui, iacere


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lettere
SSD:
Docente: Piazzi Lisa
Università: Pisa - Unipi
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher martasantorelli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Lingua e letteratura latina e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Pisa - Unipi o del prof Piazzi Lisa.

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