Teorema
Il modulo soddisfa la "disuguaglianza triangolare" (cioè ∀ z¹³ ∈ ¹ : |z+u| ≤ |z|+|u|).
Dim.Siano z, u ∈ ¹ : |z+u|² = (z+u) · (ζ+η) = (z+u) · (&overline;z+&overline;u)
- = zζ+zη+uζ+uη= |z|² + &overline;z · u + z · &overline;u + |u|²
- = |z|² + &overline;z · u + z · &overline;u + |u|²
- = |z|² + 2 Re(&overline;z · u) + |u|²
- ≤ |z|² + 2 |&overline;z| · |u| + |u|²
- = (|z| + |u|)²
Dunque |z+u|² ≤ (|z| + |u|)² → |z+u| ≤ |z| + |u||z+u|³ ≥ 0 |z| + |u| ≥ 0
Procediamo ora con la descrizione di un modo alternativo a quello algebrico per rappresentare un numero complesso. A tal proposito sarà utile fare alcuni richiami di trigonometria.
Teorema
Il modulo soddisfa la "disuguaglianza triangolare"
(cioè ∀ ž, ᴧ ∈ 𝔄 : |ž + ᴧ| ≤ |ž| + |ᴧ| ).
Dim.
Dato ž, ᴧ ∈ 𝔄 : |ž + ᴧ|2 = (ž + ᴧ) ( ž + ᴧ) = (ž + ᴧ) ( ž + ᴧ)
= ž ž + ž ᴧ + ᴧ ž + ᴧ ᴧ
= |ž|2 + ᴧ ž + ᴧ ž + |ᴧ|2
= |ž|2 + ž 𝇋 ᴧ + ᴧ ž + |ᴧ|2
= |ž|2 + 2 Re (ž ᴧ) + |ᴧ|2
≤ |ž|2 + 2 |ž| |ᴧ| + |ᴧ|2
|ž|2 + 2 |ž| |ᴧ| + |ᴧ|2 = (|ž| + |ᴧ|)2
Dunque |ž + ᴧ|2 ≤ (|ž| + |ᴧ|)2 => |ž + ᴧ| ≤ |ž| + |ᴧ|
𝜇 + ᴧ > 0
|ž| + |ᴧ| > 0
Procediamo ora con la descrizione di un modo alternativo a quello algebrico per rappresentare un numero complesso. A tal proposito sarà utile fare alcuni richiami di trigonometria.
Definizione
Si dice "circonferenza goniometrica" la circonferenza di raggio 1 centrata nell'origine del sistema cartesiano.
Ogni punto sulla circonferenza goniometrica può essere associato alla lunghezza dell'arco congiungente A con il punto.
- La lunghezza di AP varia da 0 a quella dell'intera circonferenza, cioè 2π.
- Ad ogni angolo del tipo AÔP, con P sulla circonferenza goniometrica, assoceremo la lunghezza dell'arco AP.
- Se AP misura 2π allora diremo che "l'angolo AÔP vale 2 radianti".
- Ad ogni quantità l che sia compresa fra 0 e 2π posso associare un punto P sulla circonferenza goniometrica percorrendola, a partire da A, in senso antiorario per una lunghezza pari ad l.
Il punto P individuato è lo stesso se si inizia a percorrere la circonferenza percorrendola in senso orario o in senso antiorario per una lunghezza pari a 2π.
Con la convenzione che i percorsi fatti in senso antiorario corrispondono ad un aumento di radianti e che i percorsi fatti in senso orario corrispondono a sottrarre radianti, si osserva che gli angoli che valgono x, x+2π, x+4π, ..., x-2π, x-4π, ... individuano tutti lo stesso punto P sulla circonferenza.
- Definizione
Sia x∈ℝ tale che 0≤x<2π e sia P il punto di coordinate (x₁, x₂) sulla circonferenza goniometrica individuato dall’arco AP di lunghezza x. Allora definiamo “coseno di x” e “seno di x” le due coordinate di P:
cos x = x₁ (si legge “coseno di x è uguale ad x₁”) sen x = x₂ ( “seno di x” “ x₂”)
Poiché il punto P è individuato anche da archi ottenuti aggiungendo o sottraendo multipli di 2π ad x, possiamo per definizione
cos (x+2π) = cos x = cos (x-2π) = x₁ sen (x+2π) = sen x = sen (x-2π) = x₂
o meglio, più in generale,
cos(x + 2kπ) = cos x = cos(x - 2kπ) = x2sen(x + 2kπ) = sen x = sen(x - 2kπ) = x2
∀ k ∈ ℤ. Più sintomaticamente cos(x + 2kπ) = cos x ∀ k ∈ ℤsen(x + 2kπ) = sen x
- Vediamo quanto valgano sen e cos in relazione ad alcuni archi notevoli
"Graficamente dato un angolo x ab le vietale che 0 ≤ x ≤ 2π, il senno ed il coseno sono descritti dallo seguente dìsegno
Dunque P(cos x, sen x). Ovviamente si evince chese P ∗ A, allora l'arco AP misura 0 e P(1,0)Dunque se x = 0, cos 0 = 1 e sen 0 = 0
Se P è tale che ∗ = π/2, allora P(0,1) quindicos π/2 = 0 e sen π/2 = 1. Allo stesso modo si deducela seguente tabella
xsen xcos x001π/210π0-13π/2-102π01Osservazione
Si vede facilmente che ogni numero reale x può essere scritto come somma di un numero δ tale che 0≤δ<2π più quantità del tipo 2kπ con k∈Z.
Cioè: ∀x∈R ∃!δ∈R, 0≤δ<2π ∧ ∃!k∈Z t. c. x=δ+2kπ.
In questo modo possiamo estendere la definizione di cos x e sen x ad ogni x∈R.
Si avrà, detti δ t. c. 0≤δ<2π e k∈Z per cui x=δ+2kπ,
che sen x = sen(δ+2kπ) = sen δ
cos x = cos(δ+2kπ) = cos δ
Calcoliamo sen x e cos x per x=π/4 e x=π/6
AP̂ = π/4 e perciò
PB̂ = π/4
Dunque AÔP = BÔP ossia OP̂ è sulla
bisettrice dell'angolo AÔB.
Ne deduciamo che il rettangolo PHOK è in realtà un quadrato e, perciò, sen π/4 = OK = OH = cos π/4
Inoltre, dal teorema di Pitagora, OK² + OH² = OP² = 1.
Perciò, siccome OH = OK, 2 OH² = 1 => OH = 1/√2 =>
cos π/4 = OH = 1/√2 e sen π/4 = cos π/4 = 1/√2 = √2/2
AP̂ = ⅓π => POÂ = ⅓π
PH = sin ⅓π OH = cos ⅓π
Riproducendo il segmento OP per simmetria rispetto all’asse delle ascisse nel IV quadrante, otteniamo questa costruzione
OP = 1 = OQ
PÔQ = 2 POÂ = ⅔π
Siccome la somma degli angoli interni del triangolo OTQ = sempre π, considerando che OPÂ = OAP perché il triangolo è isoscele si ha che OPÂ+OÂP+POÂ = π =>
2OPA = π-⅔π = ⅔π => OPÂ =⅓= OAP ,
Quindi il triangolo è equilatero. In particolare, PA=1 e PH = ½PA = ½ ossia sin π/6 = ½ .
OH² = OP² - PH² = 1-¼ = ¾ => cos π/6 = OH = √3/2 .
Teorema (Relazione fondamentale della trigonometria)
Per ogni x ∈ ℝ: sen2x + cos2x = 1
Dim.
Sia x ∈ ℝ e P il punto corrispondente individuato sulla circonferenza goniometrica. Proiettando il punto P sull'asse delle x si ottiene H, sulle asse delle y si ottiene K. Per definizione si ha che OH = cosx e OK = senx. Ovviamente OK = PH = senx, quindi, siccome per il teorema di Pitagora applicato a △PHO si ha che PH2 + OH2 = OP2 ed OP2 = 1, si conclude che sen2x + cos2x = 1.
Proprietà di sen e cos
-
∀ (x,y) ∈ ℝ2: cos(x+y) = cos x cos y - sin x sin y sen(x+y) = sin x cos y + cos x sin y
-
∀ x ∈ ℝ: cos(-x) = cos x sen(-x) = -sen x
-
∀ x ∈ ℝ: cos( π/2 - x) = sen x sen( π/2 - x) = cos x
Infatti cos( π/2 - x) = cos π/2 cos(-x) - sin π/2 sin(-x) = 0 - cos(x) - 1 · (-sin(x)) = sin x
Analogamente l'altra.
-
∀ x ∈ ℝ cos(π - x) = -cos x sen(π - x) = sin x
Si deducono di nuovo da 1 e 2 (Provare per esercizio).
5.
∀ x ∈ ℝ: Γ si dicono formule di duplicazione
cos(2x) = cos2x - sen2x
sen(2x) = 2 sen x cos x.
Infatti:
cos(2x) = cos(x + x) = cos x cos x - sen x sen x
= cos2x - sen2x,
Analoga- mente si prova l'altra formula.
Si osservi inoltre che, siccome sen2x + cos2x = 1, allora cos(2x) = cos2x - sen2x
= 2 cos2x - 1.
Ma anche cos(2x) = cos2x - sen2x
=1 - 2 sen2x.
Esempi
- sen (π/12) = sen (π/4 + π/3) = sen π / 4 cos π / 3 - cos π / 4 sen π / 3
= √2 / 2 - √2 √3 / 2 = √2 - √6 / 4
- cos (5/6 π) = cos(π - π/6) = cos π cos (-π/6)
+ sen (π) sen (-π/6) = -1 cos π/6 + 0 sin(-π/6)
= - cos π/6 = - √3 / 2
Definizione
Sia x ∈ [-π/2, π/2] ∪ [π/2, 3π/2] e: 0 ≤ x < 2π e x ≠ π/2, 3π/2. Considerato il punto P sulla circonferenza, individuato dall'arco di lunghezza x, chiamiamo "tangente di x" e la indichiamo con "tg x", la misura del segmento PA sulla retta orientata centrata in A (1,0) e tangente alla circonferenza goniometrica, come nel seguente disegno.
tg x = PA
Intendiamo la misura positiva se P si trova sopra A, negativa se si trova sotto A.
Osservazioni
- Dal disegno si comprende perché non è ben definita la tangente né per x = π/2, né per x = 3π/2.
- Si nota che, per la similitudine dei triangoli PÂH e AÔH, si ha che PA : AÔ = AH : HO. D'altra parte PA = tgx, AÔ = 1, AH = senx e HO = cosx. Dunque, dalla relazione precedente, si ha tgx = senx/cosx.
Poiché cosx = 0 in π/2 e 3π/2, anche ora questo argomento si comprende perché non è ben definita la tangente in π/2 ed in 3π/2 (non si può dividere per zero!)
- Dalla precedente osservazione si deduce che è lecito dare la seguente
- DefinizionePer ogni x ∈ R\{π/2 + kπ, k∈Z}, poniamotg x = senx/cosx
- Introduciamo ora quella che prende il nome di "rappresentazione cironometrica di un numero complesso".Consideriamo z ∈ C. Allora sappiamo che ciascuno z ha una rappresentazione attraverso R2, cioè per ogni z ∈ esiste un'unica coppia (x,y) ∈ R2 ad esso associato e la rappresentazione di z è algebricamente dato da x + iy.Fissato il punto P (x,y) sul piano, consideriamo sulla circonferenza cironometrica il punto Q ottenuto intersecando la retta OP con la circonferenza
P(x,y) ≡ z = x + iy
I triangoli ^PKO e ^AHO sono simili, quindi
PK : PO = AH : AO.
Sappiamo che PK = y, PO = |z|, AH = senδ e
AO = 1, quindi y : |z| = senδ : 1.
Dunque y = |z|senδ e, analogamente, siccome
KO : PO = HO : AO, deduciamo x = |z|cosδ
Perciò
z = x + iy = |z|cosδ + i|z| senδ = |z| (cosδ + isenδ).
Quest'ultima prende il nome di
trigonometrica del numero complesso z.
- Come sappiamo, |z| = √(x2 + y2), inoltre se x > 0, si
- ha che y⁄x = tgδ. δ dice di "argomento principale".
- Utilizzando la scrittura eiθ al posto di cosθ + isinθ
- si ha che la forma trigonometrica di z è data
- anche attraverso la scrittura z = |z| eiθ. Si usa la
- scrittura Argz per descrivere l'argomento principale, cioè θ = Argz.
Si osservi che, comunque, |z| = √{(Re z)²+(Im z)²}, mentre SV
se |2z ≠ 0, allora tgΘ = Im z / Re z . In particolare le
precedente formula vale ∀ z ≠ 0, |z₁|² z, 0 ≤ Θ < 2π.
Osserviamo che se z è puramente immaginario,
ossia Re z = 0, allora Θ = s₀ |w, z. Se invece z < R,
cioè Im z = 0, allora Θ = 0. Oppure Θ = π.
Osserviamo che, siccome V k ∈ Z : sen (Θ + 2kπ) = sen Θ e
cos(Θ+2{k}) = cos Θ, ossia per definizione
e{i(Θ + 2kπ)}
= cos(Θ + 2{k}) + i sin(Θ + 2kπ)=
= cos Θ + i sen Θ.
Sempre dalla definizione si deduce che
|eiΘ| = [cosΘ + i sen Θ] = √cos²Θ + sin²Θ = √1 = 1
Si osservi che, comunque, V |z| ≥ 0 e ∀ Θ ∈ R, 0 ≤ Θ < 2π,
la scrittura z = eiΘ
complesso z tale che |z|> 0 e Arg z = Θ. Inoltre,
della {x + iy la rappresentazione algebrica di z), si
ha che x = cosΘ e y = senΘ.
-- Proprietà
Siano s2 > 0 e siano ó < R, 0 ≤ σ> < 2π.
Allora, detto z = s2 eiΘ e U = 2 ei´
1. z·w = ρ₁ρ₂ ei(α+β) e Arg(z·w)
2. ρ₂ ≠ 0, 1/z = 1/ρ₁ ei(−θ) Arg(1/z) = α−θ
3. z̅ = ρ₂ e−i(θ)
4. z·w = ρ₁ eiα · ρ₂ eiβ = s₁(e)
= ρ₁ρ₂ [cos δ cos t − sin α sin δ] + i (sin α cos δ + cos α sin d)]
= ρ₂ ρ₂ (cos (α + θ) + i sin (α + θ)) = ρ₁ρ ei(α+β)
2. 1/2 = 1/ρ eiθ = 1/ρ₂ (cos θ+ i sin θ)= 1/s
= cos θ+i sin θ/s₁ = cos(−θ) + i sin(−θ)/s₁= ei(−θ)/s₂
3. z̅ = ρ₂ eiθ= s₁ (cos θ+i sin θ) = s̅₁ (cos θ+i sin θ)=
= s₂ (cos θ− i sin θ) = ρ₂ (cos(θ)+i sin(−θ))
= ρ s₂ e−i(θ)
Esercizi
Trasformare le seguenti forme algebriche in forme
1) i z eiπ/2 Infatti Re z 0. ι z 1, dunque |1|= 1 e Arg i = π2 visto che cos iπ/2 = 0 e sin π2 = 1
|z|= √22 (−i √32)2 = √3/2 +3/4 =1
2) z= −/ √3/2 i.
Inoltre Arg z=0 e fig π = Im z/Re z−√3/2 1
Perlanto θ = 2/3 π V θ = 5/3 π.
Siccome cos θ = 1/2 V sen θ = -√3/2, θ = 5/3 π.
- z = -5. Allora |z| = |-5| = 5 e tg θ = 0/5 = 0 e quindi θ = 0 oppure θ = π. Si ha exp θ = 1 perché -5 = 5 eiπ visto che cos π = -1 e sin π = 0.
- -i = 0 + i (-1) Re z = cos θ Im z = sin θ dunque cos θ = 0 e sin θ = -1, cioè Arg z = 3/2 π. |z| = |-i|=|i|=1, dunque -i = e3/2 π i. Potevamo calcolarlo anche cosi: -i = (1)i = e-π i, e3/2 i = e(π + π/2)i = e3/2 π i.
Definizione
Se z є C e d є N, n ≥ 2, si dice che w є C è una radice n-esima di z se wn = z.
Proposizione
Sia z = s eiϑ un numero complesso, si ha che
W ∈ C è radice n-esima di z ⇔ ∃k = 0, 1, 2, ..., n - 1 t.c.W = n√s ei(ϑ/n + 2kπ/n)
dove n√s è quell'unico numero reale non negativo n tale che ηn = s.
DIM.
Sia W = n√s ei(ϑm/n + 2kπ/n) con k = 0 ⋁ k = v - ⋁ k = n - 1.
Allora wm = [n√s ei(ϑm/n + 2kπ/m)]m =
= (m√s)m (ei(ϑm/n + 2kπ/n))m
= s ei n(ϑm/n + 2kπ/n)
= s ei(θ + 2kπ) = seiθ = z.
=⟹ Supponiamo w = ηn eid ∈ C sia radice n-esima di z. Allora
Wm = z ⇔ (ηn eid)m eiθ = ηn eind = seiθ.
Dunque ηn = s ⇒ η = n√s
eind = eiθ ⇔ cos nd + i sin nd = cos θ + i sin θ
⇔ cos nd = cos θ ⇔ nd = θ + 2hπnd = nd = 0 e nd = 0
e però d = θ/n + k/n (2π). Osserviamo che, il variare