Esercizi sulla circuitazione
Devo svolgere un integrale del tipo che descrive la circuitazione di un campo vettoriale.
Metodo 1
- Verifico che γ è chiusa.
- Parametro la curva se non lo è.
- Valuto F(γ(t)).
- Calcolo γ'(t).
- Calcolo F(γ(t))·γ'(t).
- Svolgo ∫γF(γ(t))·γ'(t)dt.
- Scrivo il risultato facendo attenzione al verso di percorrenza: Se è orario scrivo il risultato cambiato di segno, se è antiorario scrivo il risultato normale.
Metodo 2
Se con il metodo 1 esce un integrale troppo difficile, uso Gauss Green. Esso ci dice che a noi serve conoscere il membro a sinistra (un qualcosa proprio la nostra circuitazione), utilizziamo quindi l'uguaglianza e svolgiamo quello a destra.
Condizione 1: ∂D = γ deve essere una curva chiusa, semplice, regolare a tratti e positivamente orientata.
Esercizi sulla circolazione
Devo svolgere un integrale del tipo ∮γ F⋅dℓ che descrive la circolazione di un campo vettoriale.
Metodo 1
- Verifico che γ è chiusa.
- Parametrizzo la curva se non lo è.
- Valuto F(γ(t)).
- Calcolo γ'(t).
- Calcolo F(γ(t))γ'(t).
- Svolgo ∫ F(γ(t))γ'(t)dt.
- Scrivo il risultato facendo attenzione al verso di percorrenza: se è orario scrivo il risultato cambiato di segno, se è antiorario scrivo il risultato normale.
Metodo 2
Se con il metodo 1 esce un integrale troppo difficile, uso Gauss Green. Esso ci dice che ∮∂D A(x,y)dx + B(x,y)dy = ∬D (∂B/∂x - ∂A/∂y) dxdy. A noi serve conoscere il membro a sinistra (un integrale proprio la nostra "circolazione"). Utilizziamo quindi l'uguaglianza e svolgiamo quello a destra.
Condizione: ∂D=γ dev'essere una curva chiusa, semplice, regolare a tratti e positivamente orientata.
Condizione: Regolare Limitato Connesso D deve essere. Per farsi un'idea basta vedere la figura dietro.
Procedimento
- Calcolo ∂B(x, y)/∂n e ∂A(x, y)/∂y.
- Essendo un integrale doppio, devo scrivere un dominio normale rispetto ad x o y e svolgerlo.
Nota: La difficoltà sta nel definire D. Per trovare l'area di D, ovvero quando abbiamo il caso ∬D 1 dn dy, dove 1 = ∂B(x, y)/∂x - ∂A(x, y)/∂y posso utilizzare le formule sotto riportate:
- AREA(D) = ∬D dn dy = ∫ dy∂+D
- AREA(D) = ∫ -y dx∂+D
- AREA(D) = 1/2 ∫ -y dx + x dy∂+D
Metodo 3
Quando il metodo 1 e 2 falliscono miseramente, per difficoltà di calcolo o per la non verifica delle condizioni, conviene applicare Stokes, se possibile. Vediamo cosa ci dice:
Esplicitiamo meglio i termini: rot F = ∇ x F = (∂F3/∂y - ∂F2/∂z)i + (∂F1/∂z - ∂F3/∂x)j + (∂F2/∂x - ∂F1/∂y)k
N = ∂r(m,n)/∂n x ∂r(n,y)/∂y
Svolgimento (con curva parametrizzata)
Condizione 1: B dev'essere una superficie regolare orientabile, orientata con N e avente bordo ∂B orientato positivamente.
Condizione 2: ∂D dev'essere una curva regolare o l'unione di più curve regolari.
- Individuo B, parametrizzo ∂B.
- Calcolo N.
- Calcolo il rot F.
- Calcolo il prodotto scalare [rot F ⋅ N].
- Svolgo ∫B rot F ⋅ N dσ.
Esercizi sul lavoro
Devo svolgere un integrale del tipo: ∫Γ Fdr = ∫ab F(r(t)) · r'(t)dt che descrive il lavoro totale compiuto da F per spostare il suo punto di applicazione da r(a) a r(b) lungo Γ.
Ragionamento da fare
Devo per prima cosa vedere se F è conservativo perché se così fosse risulterebbe: Ltot = U(B) - U(A).
Ricorda: dove U(B) è la funzione potenziale valutata a fine curva (nel punto finale) e U(A) è la funzione potenziale valutata a inizio curva (nel punto iniziale).
Nota: U è detto potenziale di F se si verifica che F = ∇U.
Per vedere se F è conservativo, ci sono 2 modi:
Modo 1
Verifico F = ∇U, vedo quindi se esiste U tale che →
Modo 2
Vedo se F è irrotazionale in Ω e se Ω è semplicemente connesso ∇∧F = 0 ∂f2(x,y)/∂y = ∂f1(x,y)/∂x → Se sono entrambe verificate, F è conservativo.
SE F NON E' CONSERVATIVO SONO COSTRETTO A CALCOLARE LTOTγ = ∫ab F(Γ(t)) . Γ'(t) dt
Metodo 1
- Parametrizzo la curva.
- Calcolo F(Γ(t)) e Γ'(t).
- Calcolo il prodotto scalare [F(Γ(t)). Γ'(t)].
- Svolgo l’integrale, facendo attenzione al verso di percorrenza.
Ricapitolando
Altrimenti metodo 1=> F conservativo, svolgo LTOT = V(B) - V(A)
- Mi serve V(x,y), dove sappiamo che ∂x V(x,y) = f1(x,y) e ∂y V(x,y) = f2(x,y).
- Svolgo → V(x,y) = ∫ f1(x,y) dx = f1(x) + c(y) a se è più facile integrare f1(x,y).
- Svolgo → V(x,y) = ∫ f2(x,y) dy = f1(y) + c(x) b se svolgo a, derivo rispetto ad y V(x,y) (a).
- Se svolgo b, derivo rispetto ad x V(x,y) (b).
- a => Pongo ∂y V(x,y) = f2(x,y) e trovo c(y).
- b => Pongo ∂x V(x,y) = f1(x,y) e trovo c(x).
- O in a o in b ricavo finalmente V(x,y).
- Valuto V(B) e V(A) e calcolo LTOTB→ punto finale del percorso Γ, A→ punto iniziale.
C'è un terzo metodo meno frequente:
Metodo 3
Se la curva e il dominio soddisfano le condizioni di Gauss Green, allora: Calcolare il lavoro lungo una curva chiusa orientata positivamente, è uguale a calcolare: ∬D [ ∂B(x,y)/∂x - ∂A(x,y)/∂y ] dx dy = ∮∂D [A(x,y)dx + B(x,y)dy]=LTotInf
Esercizi sull’irrotazionalità di F
Metodo
Devo verificare che ∇xF=0.
In ℝ2 basta verificare che [ ∂F2/∂x = ∂F1/∂y ].
In ℝ3 basta verificare che:
- [ ∂F3/∂y = ∂F2/∂z , ∂F1/∂z = ∂F3/∂x , ∂F2/∂x = ∂F3/∂y ].
Questi risultati si ricavano nello svolgere il prodotto vettoriale ∇xF nei rispettivi casi (ℝ2 o ℝ3), nulla di più nulla di meno.
Nota: posso anche verificare che è conservativo, per asserire che è irrotazionale; ma ciò ha poco senso dal punto di vista dei calcoli, perché dovresti sempre controllare che sia irrotazionale ed è definito in un insieme connesso semplicemente. Perciò almeno che non si trovi ad occhio una funzione ∇φ(x,y) o ∇φ(x,y,t) : F = ∇φ (def. di conservativo), conviene seguire il procedimento sopra.
Esercizi sulla determinazione della conservatività di F
Metodo 1 (più conveniente)
Verifico che F sia irrotazionale (vedi pagina dietro) e verifico che l'insieme di definizione sia connesso semplicemente. ⇒ Concludo che è conservativo.
Metodo 2
Trovo una funzione scalare U(x,y) definita potenziale di F : F = ∇U ⇒ Concludo che è conservativo.
Esercizi sul calcolo del potenziale
Metodo
- Verifico che è conservativo.
- Se lo è allora ∃U (potenziale).
⇒ In ℝ²
- Calcolo U(x,y) = ∫ F1(x,y)dx = f(x) + c(y).
- Derivo ∂U(x,y) / ∂y.
- Trovo c'(y) ponendo ∂U(x,y) / ∂y = F2(x,y).
- Scrivo il potenziale U(x,y) = f(x) + c(y).
[Nota: Lo stesso procedimento si può fare integrando F2(x,y) rispetto ad y e poi derivare il potenziale rispetto ad x e porlo uguale a F1(x,y) per trovare c(x)]
⇒ In ℝ³
- Calcolo U(x,y,z) = ∫ F1(x,y,z)dx = f(x) + c1(y,z) trovato in [•].
- ⇒ ∂U(x,y,z) / ∂y = F2(x,y,z) ⇒ Trovo c1(y).
- ⇒ ∂U(x,y,z) / ∂z = F3(x,y,z) ⇒ Trovo c2(z).
- Scrivo U(x,y,z) = f(x) + c1(y) + c2(z).
[Nota: Posso procedere in modo diverso, ma sempre con la stessa logica]
Dire se una forma differenziale è esatta
ω = ƒ1dx + ƒ2dy + ƒ3dz è esatta se ƒ:ω=df = ƒxdx + ƒydy + ƒzdz.
Metodo
Devo dimostrare che la curva è chiusa e definita in un aperto semplicemente convesso. Concludo che è esatta.
Nota: Una curva è chiusa se ∮Cƒ=0.
Flusso di un campo vettoriale
Dato un campo vettoriale F(x,y,z) : ℝ3→ℝ3 e una superficie S, il flusso del campo F attraverso S è definito:
Φ = ∫SF·mdS
Dove m è il versore normale alla superficie F·m è un campo scalare, ossia una funzione ℝ3→ℝ
Metodo 1
Se dispongo di una parametrizzazione P=P(u,v) della superficie S, ovvero una funzione P=P(u,v): D⊆ℝ2→ℝ3 tale da descrivere la superficie S, la formula esplicita per il calcolo del flusso attraverso S è data da:
Φ = ∫SF(P(u,v))·m(u,v)||∂P − ∂v ∂P − ∂u||dudv
Dove ds = ||∂P − ∂u x∂P − ∂v||dudv
Se non abbiamo una parametrizzazione, utilizziamo la formula sopra!
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