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Analisi economica

I precursori dell'economia classica: i fisiocratici

Il caposcuola della scuola fisiocratica è un economista francese: Francois Quesnay (1694-1774). Il termine fisiocrazia vuol dire governo della natura, questo perché l'elemento essenziale che ha attirato la loro attenzione è che l'agricoltura era un'attività produttiva che produceva di più di quanto si immette e tutto questo ha iniziato a far sorgere nei fisiocratici un insieme di riflessioni.

Prima della fisiocrazia c'erano le scuole mercantiliste. La caratteristica principale del mercantilismo è che vedeva la ricchezza di una nazione in quella che erano le dotazioni di minerali preziosi che avevano nel sottosuolo della propria terra. Per cui quale era il modo per far arricchire una nazione? Era una politica espansiva, nel senso di conquistare territori che contenevano altri minerali preziosi. Questa visione mercantilistica vedeva il fenomeno della ricchezza di una nazione come se fosse un problema di stock/patrimonio, in questo caso parliamo appunti di insieme di dotazioni in minerali preziosi, importante la parola dotazione perché si rivedrà successivamente nell'economia neoclassica dove tutto è un problema di allocazione ottima di risorse scarse.

Fisiocrazia

La fisiocrazia rompe con questa tradizione e va a vedere la ricchezza di una nazione nel prodotto netto dell'agricoltura.

  • Mercantilismo: la ricchezza di una nazione stava nella dotazione di oro e minerali preziosi. In questo caso parliamo di nozione di stock, come se fosse il patrimonio a una certa data.
  • Fisiocrazia: governo della natura, pone l'attenzione sul prodotto netto dell'agricoltura. In questo caso parliamo di nozione di reddito, è una nozione di flusso, patrimonio netto di un certo periodo.

Elementi essenziali dell'analisi fisiocratica

  • Produzione vista come processo "circolare": le stesse merci appaiono tra i prodotti e tra i mezzi di produzione (es il grano, per produrre del grano bisogna immettere il grano come semente, grano che è stato prodotto; oppure per compensare i lavoratori, dobbiamo dargli un salario e questo veniva usato per i beni essenziali come il grano). Ciò che produciamo, deve essere maggiore di quello che abbiamo usato per produrlo, se è così abbiamo un prodotto netto. Nella maggior parte dei casi per un sistema che sussiste nel tempo, il prodotto deve essere maggiore o uguale a quello che abbiamo immesso.
  • Nozione di sovrappiù: è un'eccedenza delle merci prodotte rispetto a quelle che sono state immesse nel processo produttivo e che devono essere re-immesse affinché il processo produttivo possa ripetersi su scala almeno immutata (uguale a prima o anche di più, è un sistema in crescita). Questo concetto di sovrappiù è fondamentale anche per i classici, che lo chiameranno prodotto netto.
  • Suddivisione della società in classi a seconda dell'attività produttiva: le classi che considera Quesnay sono:
    • La classe agricola, chiamata anche classe produttiva perché è l'attività produttiva che produce di più di quanto immette.
    • La classe della manifattura, chiamata anche classe sterile perché si limita a trasformare quello che è prodotto dalle altre classi.
    • La classe aristocratica dei proprietari terrieri che erano i nobili e il clero: in che senso partecipava all'attività produttiva? Sono i proprietari delle terre.

Come si tiene conto di questa distinzione? Data questa struttura sociale sono necessari degli scambi fra le classi affinché la ricchezza prodotta sia distribuita. Questo punto rappresenta il funzionamento del sistema economico attraverso una tabella, chiamata "tableau économique" che è una rappresentazione grafica dei flussi di merci tra le classi.

La situazione prima degli scambi

Supponiamo che sia finita l'attività produttiva di un anno e prima che avvengano gli scambi. Le tre classi si trovano le quantità rappresentate in basso: tre rettangoli con A e due rettangoli con MP. Rappresentiamo mediante dei rettangoli bianchi un ammontare fisico di merce del valore, supponiamo, di un milione di euro; tali merci possono essere beni agricoli (A), manufatti (M) o materie prime (MP). Indichiamo poi con dei rettangoli quadrettati lo stesso ammontare di valore (1 milione di euro) in moneta. A fine periodo dell'attività produttiva, la classe sterile si trova con 2 miliardi di manufatti e la classe aristocratica si trova con 2 miliardi di moneta.

Supponiamo ora che avvengano gli scambi. Rappresentiamo con delle frecce continue i flussi reali (di merci) e con delle frecce tratteggiate i flussi monetari. Chi può avviare gli scambi? Chi possiede l'unità di conto ossia la classe aristocratica che può comprare i beni dalla classe sterile e dalla classe produttiva. In questa figura sono rappresentati questi scambi: la classe aristocratica ha acquistato beni agricoli e manufatti dalle rispettive classi, il passaggio di merci è rappresentato con la linea continua e il passaggio di moneta è rappresentato con la linea tratteggiata.

La classe aristocratica si trova con quello che ha comprato, la classe sterile si trova con 1 unità di manufatti che gli è rimasta e la moneta, così come la classe produttiva ha 1 unità in meno di prodotti agricoli e ha 1 unità di moneta. A questo punto la classe produttiva compra un milione di M, esempio ha bisogno di manufatti come l'aratro e strumenti agricoli; la classe sterile compra un milione di A: la situazione diventa quella rappresentata nella figura 1.4.

Da ultimo, la classe sterile acquista un milione di MP dalla classe produttiva per fare i manufatti. La situazione finale, dopo tutti gli scambi, è rappresentata dunque dalla figura 1.5. I due milioni di unità monetarie, che alla fine degli scambi si trovano nelle mani della classe produttiva, ritornano alla classe aristocratica sotto forma di rendite per l'uso della terra. Tale ammontare monetario coincide con il valore del prodotto netto o sovrappiù dell'intero sistema. Come si vede dalla descrizione data del sistema, il sovrappiù viene prodotto solo dal settore agricolo: è solo in esso che si impiegano merci per milioni di unità monetarie (A, M ed MP) e si ottengono alla fine del processo produttivo merci per milioni di unità monetarie A, A, A, P ed P); la classe sterile non aggiunge nulla al sovrappiù; si limita a trasformare quanto prodotto dalla classe produttiva. Alla fine, comunque, il sovrappiù viene percepito dalla classe aristocratica.

Introduzione all'analisi classica della distribuzione del reddito e del valore

Parliamo ora della scuola di economia classica i cui autori principali sono: Adam Smith (1723-1790), David Ricardo, Thomas Robert Malthus (1766-1834), Karl Marx (1818-1883). L'idea centrale fissata dagli economisti classici è il sovrappiù, questo è così importante perché il periodo storico è caratterizzato dalle rivoluzioni industriali. Cosa è il fenomeno della rivoluzione industriale? Il fenomeno della rivoluzione industriale è un cambiamento totale del modo di produrre, tutta la società del tempo è passata da una produzione di sussistenza (ognuno produceva il proprio fabbisogno, c'erano i mercanti ma non erano molto importanti) a una produzione eccessiva.

I classici si trovano di fronte a un mondo che è cambiato perché si trovano di fronte alla rivoluzione industriale si passa da economie di sussistenza a un sovrappiù. Dove va a finire il sovrappiù? Con i fisiocratici abbiamo visto che finiva nelle tasche dei nobili, ma ora emerge una nuova classe, quella dei capitalisti, cioè i mercanti che hanno accumulato grandi ricchezze e le reinvestono per ampliare l'attività di produzione.

Smith assiste per primo al fenomeno della crescita economica, infatti il titolo della sua opera principale è "Indagine sulla natura e le cause della ricchezza della nazione", è il primo che inizia a scrivere su questo cambiamento, è una descrizione di quello che avviene nella nuova industria, nella manifattura del tempo e ci sono descrizioni di come viene organizzata la produzione, l'esempio noto è la produzione degli spilli che è un prodotto molto semplice che viene organizzato con una sequenza di 100 passaggi in cui ciascun gruppo di lavoratori svolge solo una piccola parte del lavoro, il vantaggio di questa divisione del lavoro e si osserva che aumenta la produttività cioè numero di beni che ciascun lavoratore produce. Questa divisione del lavoro aumenta la produttività e questo spiega la natura e le cause della ricchezza che non è più come nel mercantilismo data dalla dotazione di metalli preziosi, la ricchezza di una nazione non è più riconducibile a uno stock di beni ma è ricondotta a un flusso di beni prodotti nel tempo alla nozione di prodotto netto e di sovrappiù. Siamo di fronte a una nuova economia e Smith cerca di descrivere come mai nasce questa ricchezza a cosa è riconducibile e dove va a finire.

Punti fondamentali su cui gli autori principali si concentrano

Vediamo i punti fondamentali su cui gli autori principali si concentrano, sono caratteri generali:

  • Determinazione dell'ampiezza del concetto del sovrappiù e la sua destinazione tra le classi sociali sono gli aspetti fondamentali su cui si concentrano gli economisti classici.
  • Cosa sono le classi sociali? Sono cambiate rispetto a Quesnay, con la nuova società ci sono:
    • I lavoratori: ricevono i salari.
    • I proprietari terrieri: ricevono le rendite.
    • I capitalisti: coloro che ricevono i profitti.

Ognuno di loro riceverà un certo reddito di capitale e avrà una quota.

Definizione del sovrappiù

Il punto di partenza di tali teorie è l'analisi delle condizioni che devono essere soddisfatte affinché di periodo in periodo il processo produttivo sociale possa ripetersi su scala almeno immutata. Il prodotto sociale, Q, viene così distinto in due parti:

  • Parte reintegrata nel sistema produttivo, da parte di tutto il sistema sociale, affinché questo si possa ripetere (almeno) nel tempo su scala immutata. In che cosa consiste questa parte?
    • Il reintegro mezzi di produzione impiegati e consumati nel processo produttivo, indicato con K possiamo dire l'ammortamento degli strumenti del processo produttivo.
    • I salari, è un consumo necessario perché la forza lavoro, per come era concepita nel tempo, era una forza quasi come se fossero delle macchine e lavoro degli animali, per cui salario che indicheremo con la lettera W è come se fosse una macchina.
  • Il sovrappiù: la parte rimanente, S = Q – (K+W). Il profitto e la rendita sono quelle parti del reddito che percepiranno il sovrappiù, il salario è un consumo necessario.

Esempio: studio professionale di commercialisti, se abbiamo uno stipendio fisso è un consumo necessario per loro, indipendentemente da come vanno gli affari; il proprietario riceverà il fatturato, tra cui il sovrappiù nel caso in cui ci fosse.

Il sovrappiù è percepito da tutte le classi sociali eccetto quella dei lavoratori e questa logica si vedeva già in Quesnay diceva che le rendite erano il sovrappiù. Per Smith invece ci sono anche i capitalisti quindi.

Introduciamo così un abbozzo di teoria classica della distribuzione del reddito che consiste nel fatto che i lavoratori prendono lo stretto necessario e le altre due classi tutto il resto.

Requisito logico che queste grandezze devono rispettare: per sostenere questa spiegazione della distribuzione del reddito tra le classi è necessario un requisito logico. Il fatto che, questo vuol dire che le grandezze che stanno a destra devono essere note (logicamente conoscibili) per poter determinare il lato sinistro ossia P e R. Posso conoscere quello che sta a sinistra solo se conosco quello che sta a destra. Infatti, per gli economisti classici Q e K sono determinati da tante circostanze riconducibili all'accumulazione del capitale in una certa nazione, per esempio una che ha iniziato prima il processo le avrà più alte di una che ha iniziato dopo, dalle tecniche di produzione e dalle abitudini di consumo perché la nazione che ha gusti alimentari di un certo tipo avrà in Q certi beni e non altri, una nazione che vive in zone più fredde avrà più bisogno di riscaldamento rispetto a una che vive in un posto più caldo.

Vediamo in effetti che K e Q sono determinate da tante circostanze che sono riassumibili in:

  • Accumulazione del capitale in una certa nazione (quanto ha risparmiato nel tempo e quanto ha comprato nel tempo).
  • Tecniche di produzione.
  • Abitudini di consumo.

La grandezza W cioè i salari sono determinati per la maggior parte degli economisti classici dalle sussistenze dei lavoratori e si intende consussistenze quei beni e servizi che permettono alla forza lavoro di rigenerarsi nel tempo ed è storicamente determinato cioè man mano che la società cresce e si evolve i beni che fanno parte della sussistenza si accrescono diventano più raffinati perché le condizioni dei lavoratori migliorano, quindi c'è un'evoluzione storica delle sussistenze.

La ragione delle sussistenze in senso storicamente determinato per Smith e Marx pur vivendo in due periodi diversi dicono che la ragione di queste è l'asimmetria del potere contrattuale tra le classi, entrambi vedono una società nella quale i lavoratori hanno diritti molto limitati mentre quella dei capitalisti che contratta i salari ha molto più margine d'azione, c'è sempre una certa quota di disoccupazione per mantenere i salari bassi. Sapendo che se una persona non accetta il salario basso ci sono altri che accettano cioè l'esercito di riserva, dà potere alla classe contrattuale dei capitalisti che può mantenere il salario basso. Oltre tutto il diritto di sciopero non era riconosciuto, mentre gli imprenditori potevano fare le serrate cioè chiudere delle attività per impedire ai lavoratori di lavorare, in queste dispute delle classi entrambi gli autori dicono che i capitalisti hanno molto più margine per tenere duro, i lavoratori devono portare a casa il salario per mantenere la famiglia non possono tenere a lungo gli scioperi invece i capitalisti hanno maggior possibilità di tenere duro.

Questa è la spiegazione dell'asimmetria Marx dimostra che le due classi sono in conflitto e una classe sfrutta l'altra, Smith non ha una visione cosi antitetica. Ricardo e Malthus invece accettano un salario alla sussistenza ma ne danno un'altra spiegazione lo riconducono a ragioni di tipo demografici, l'idea fondamentale è di Malthus che ha studiato l'evoluzione della popolazione, la sua idea era che se il salario fosse più alto della sussistenza la classe dei lavoratori avrebbe un miglioramento delle condizioni di vita e questo comporterebbe una riduzione della mortalità infantile, abitazioni riscaldate e rimedi medici e quindi un salario sopra la sussistenza avrebbe aumentato la popolazione e l'aumento della popolazione porterebbe a far sì che i lavoratori siano in concorrenza l'uno con l'altro e quindi un salario più alto avendo aumentato l'offerta di lavoro porterebbe a ridurre ancora il salario verso la sussistenza.

Se W > W sussistenza, la popolazione cresce e aumenta la concorrenza tra i lavoratori e W scende fino a quando W torna al livello di sussistenza. Viceversa, se avessimo un salario al di sotto della sussistenza la popolazione si riduce diminuisce la concorrenza tra la popolazione e il salario aumenta fino alla sussistenza.

Le tre grandezze a destra dell'uguale sono tutte note prima di conoscere rendite e profitti quindi su questa base Q,K e W sarebbero conoscibili prima di conoscere R e P e quindi potrebbero essere usate per determinarle in base alla relazione R+P= Q – (K + W). C'è un fenomeno che fa sì che queste grandezze (Q, K e W) non siano conoscibili prima di R e P. Finché siamo nel mondo di Quesnay dove abbiamo beni agricoli che sono la maggior parte dei beni che produciamo, siamo in grado di fare una valutazione di queste grandezze ma nel mondo della rivoluzione industriale dove le grandezze Q,K e W perdono questa omogeneità non sono più beni agricoli perché abbiamo in K tutti i mezzi di produzione, in W abbiamo beni agricoli e sussistenze (grano, polenta, carne, unità abitative e riscaldamento e etc..). Queste grandezze non sono omogenee più che pensarle come delle grandezze scalari con K e W vanno pensate come delle liste di beni, come dei vettori.

Se Q, K e W hanno una composizione fisica molto differenziata tra loro: Q = (q grano, q ferro, q tacchini, …) K = (k semente grano, k ferro reintegrata, k tacchini per la riproduzione dei tacchini) W = (x grano, x ferro, x tacchini) Anche S sarà una grandezza vettoriale, ma quindi anche le rendite e i profitti si trovano anche essi a dover essere espressi come un vettore (in termini fisici).

Esempio con due merci, grano e ferro: Ma che R e P non è molto utile in termine vettoriale, sarebbero meglio una grandezza scalare quindi questo modo di scrivere S, e conseguentemente R e P, non appare particolarmente appropriato. Ci aspetteremmo una grandezza scalare (numero) espressa in termini di unità di conto. Essa è ancora meno appropriata se volessimo calcolare il saggio di profitto, come faremo a calcolarlo? Supp.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher nicoletta0597 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Analisi economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Bellino Enrico.
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