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o

CAPITOLO III Costi di fabbricazione: è dato dal costo primo più una quota di costi indiretti di

1) fabbricazione (relativi al processo di produzione), è utile per la valutazione delle

Differenza tra full costing e direct costing. rimanenze finali esclusi i costi finanziari.

Il full costing (sistema di calcolo a costo pieno) presuppone attribuzioni sia dei costi diretti che o Costo di trasformazione: è dato dai costi relativi al processo manifatturiero escludendo

indiretti. La ripartizione dei costi indiretti può avvenire su base unica (in modo proporzionale ad le materie prime e i costi finanziari.

una grandezza nota) o su base multipla (suddividendo il costo da ripartire in più classi o

omogenee). Nel FC i risultati sono sensibili alle variazioni del volume di produzione Costo di fabbricazione e commercializzazione: si ottiene sommando al costo di

Il direct costing (sistema di calcolo a costi variabili) i risultati sono sensibili alle variazioni del fabbricazione i costi generali commerciali.

o

volume di vendita. Esso viene impiegato nelle decisioni breve periodo finalizzate al miglior Costo complessivo: può essere la base per la formulazione del presso di vendita è dato

sfruttamento della struttura esistente. Secondo tale impostazione vanno eliminati quei prodotti il dai costi generali amministrativi, costi di ricerca e sviluppo, la quota degli oneri

cui MC lordo è inferiore ai costi fissi specifici eliminabili: finanziari.

Ricavi – CV = MC lordo – CF (specifici) = utile o perdita o Costo economici-tecnico: è dato dal costo complessivo più gli oneri figurati.

Marsine di contribuzione lordo 10) Che cos’è il cost – plus pricing?

2) Che cos’è il direct costing evoluto? Si intende per cost – plus pricing la determinazione dei prezzi partendo dai costi pieni di

È utilizzate per le imposte operanti in diversi settori di attività con produzioni a tecnologia prodotto ed aggiungendo una percentuale di mark – up.

diversificata con prodotti sostenuti da politiche di marketing differenti: 11) Differenza tra budget statico e flessibile?

Ricavi – CV = MC lordo (costi marginali) – CF(speciali o specifici) = MC semilordo – CF Il budget statistico è il budget originale redatto prima dell’inizio del periodo di budget. Il budget

comuni = utile o perdita. flessibile è il budget corretto secondo il livello effettivi di attività.

3) Nella contabilità per centri di costo i costi indiretti rispetto ai prodotti possono

essere diretti rispetto ai centri. CAPITOLO IV

4) Le fasi della contabilità per centro di costo? 1) Quali sono i limiti della contabilità per i centri di costo?

o Definizione piano dei centri di costo La spinta verso la differenziazione e la flessibilità produttiva determina un incremento dei costi

o Scelta degli elementi da includere nel calcolo e dei riteri di localizzazione dei costi nei indiretti. Determinante nel sostenimento di tali costi non è tanto il volume produttivo quanto la

centri di costo complessità del processo produttivo. La ripartizione dei costi indiretti nella C.P.C.D.C. avviene

o Attribuzione dei costi nei centri intermedi ai centri di costo finali in base a parametri prevalentemente volumetrici. Questo può determinare una distorsione

o informativa dell’andamento della distribuzione dei costi fuorviando i manager.

Imputazione dei costi all’oggetto di calcolo. 2)

5) Che cos’è il sovvenzionanento incrociato?

Quali sono i principi fondamentali da seguire nell’individuazione dei centri di Uno dei limiti della C.P.C.D.C. (contabilità per centri di costo) è il fenomeno del

costo? o SOVVENZIONAMENTO INCROCIATO, ossia la sottostima del costo unitario di prodotti a

Omogeneità delle operazioni svolte;

o basso volume. La C.P.C.D.C., ripartendo i costi indiretti in base al volume di produzione, tende

Omogeneità dei fattori produttivi impiegati; a far risultare più redditizi i prodotti giovani ad elevata complessità sfavorendo i prodotti maturi.

o Rilevazione dei costi sostenuti nel centro 3) Che cos’è l’ ABC (l’ACTIVITY BASED COSTING)

o Individuazione di un responsabile del centro. L’ABC è utilizzato in aziende con elevati costi indiretti legati alla complessità e alla

6) Distinzione tra i vati tipi di centro differenziazione e si basa sull’individuazione sintetica delle attività per una corretta attribuzione

Rispetto alla funzione del centro, cioè alla natura dell’attività svolta distinguiamo: dei costi ai prodotti.

o centri produttivi: sono quei centri che operano il processo di trasformazione dei 4) Quali sono le fasi dell’ABC?

materiali in prodotti; 1. Individuazione delle attività svolte

o centri ausiliari: sono quelle unità che sono a supporto della produzione (manutenzione e 2. Attribuzione dei costi delle risorse alle attività mediante resource cost driver

magazzino); 3. Imputazione dei costi delle attività agli oggetti di costo in base ad opportuni

o centri funzionali: sono esterni all’attività produttiva e svolgono attività necessarie per il activity driver.

funzionamento per il funzionamento dell’azienda (area commerciale e amministrazione). 5) Che cos’è un activity cost driver?

7) Che cosa sono i centri virtuali (detti anche centri fittizi)? Misurano la frequenza e l’intensità di impiego di un’attività da parte di un oggetto di costo e

Sono creati per accumulare costi generali che non sono relativi ad unità organizzative ne ad altri possono rappresentare in tal senso l’output di un’attività.

centri di costo (es. i costi per le pulizie, per la vigilanza…) 6) Che cos’è il margine di contribuzione unitario di breve periodo? (è diverso dal

8) Che cosa è il quadro analisi costi ( O A C )? margine di contribuzione totale).

Rappresenta lo strumento di lavoro per il calcolo dei costi in modo extra contabile. È la differenza tra ricavi e costi variabili e fornisce un giudizio di convenienza in quanto

9) Quali sono le configurazioni di costo? rappresenta la capacità di un certo prodotto di contribuire alla copertura dei costi fissi.

o Costo primo: sommatoria di materie prime, manodopera diretta e sltri costi diretti di Se MC < 0 l’azienda sarà in perdita

lavorazione (es. lavorazione c/terzi); Nelle modifiche del prodotto, nella diminuzione delle funzioni esistenti e nell’aumento delle

Se MC > 0 l’azienda sarà in utile a condizione che le quantità vendute riescono a superare il funzioni d’uso.

punto di pareggio. 10)

7) Che cos’è il METODO ADDIZIONALE TARGET COST (IMP)

Cosa sono i costi sommersi? Si basa informazioni esclusivamente interne, inerenti alla capacità tecnologica produttiva

Sono costi irrilevanti già sostenuti.

8) presente in azienda.

Cosa sono le decisioni di make or buy? 11)

Sono decisioni relative alla scelta se acquistare all’esterno certe parti di un prodotto o far fare Che cos’è il METODO SOTTRAZIONE TARGET COST?

Si basa sulla differenza tra il prezzo di mercato ed il livello di utile desiderato (informazione

all’esterno una certa fase del processo produttivo, rispetto all’ipotesi di produrre internamente. esterna).

Se CTI (costi totali interni) > CTE(costi totali esterni) al di sotto della quantità di punto di 12)

pareggio conviene BUY L’analisi ABC con la prospettiva EVA.

Se CTI < CTE in questo caso si ha il superamento del punto di pareggio conviene MAKE I prodotti che a parità di reddito operativo, comportano maggiore necessità di capitale investito,

risultano i meno profittevoli.

CAPITOLO V 13) Che cos’è la catena del valore?

1) Consente di individuare le attività attraverso cui si crea valore aggiunto per il cliente e

Che cos’è l’ABM? Activity Based Management. focalizzarsi sulle attività rilevanti per il vantaggio competitivo. Consente di individuare anche

È un sistema di controllo direzionale che di basa sull’individuazione analitica delle attività per attività che non creano valore per:

poter intervenire sui costi aziendali. o

2) Per eliminare o ridurre al minimo le NVA activities

Cosa sono le NVA? o

Sono attività senza valore aggiunto che non accrescono il valore per il cliente e non sono Per potenziare le VA activitieas

o

necessarie al funzionamento dell’impresa. Per riallocare le risorse le risorse dalle NVA alle VA activities

3) 14)

Differenze tra ABC – ABM? In che cosa consistono le differenze tra le varie attività?

Con l’ABC si ha l’individuazione sintetica delle attività per una più corretta attribuzione dei o Attività senza valore: quelle che non accerescono il valore per il cliente e non sono

costi ai prodotti. necessarie al funzionamento delle imprese.

Con l’ABM si ha l’individuazione analitica delle attività per poter intervenire sui costi aziendali. o Attività a valore interno: attività necessarie per il funzionamento del processo.

4) Cos’è il TARGET COSTING? o Attività a valore esterno: sono attività svolte e potenziabili per soddisfare i clienti.

È una metodologia strutturata per determinare il costo totale al quale un prodotto deve essere 15) Che cos’è l’EVA?

realizzato per generare il desiderato livello di profitto le fasi del target costing sono: È la misura finanziaria di performance volta a misurare la quantità di valore creata e creabile

1. Pianificazione e progettazione del prodotto; grazie di una specifica allocazione delle risorse e alla loro gestione. L’EVA produce valor

2. Determinazione del costo obiettivo; incrementale (EVA > 0) solo se il rendimento di capitale investito è maggiore al costo dello

3. Impiego del target cost nella produzione come riferimento per il calcolo degli stesso nel costo ( EVA < 0) distrugge valore.

standard. EVA = ( r – WACC) x CI

5) Che cosa è il costo accettabile? EVA = NOPAT ( WACC x CI)

È dato dalla differenza tra il prezzo di mercato e l’utile desiderato dai vertici aziendali. Risultato operativo normalizzato

6) e rettificato, al netto delle imposte

Che cos’è il costo correntemente ottenibile? l’EVA cresce quando:

È la stima del costo formulata ad inizio progettazione tenuto conto delle condizioni aziendali o

prima che il target costing individui i cambiamenti da proporre. Cresce il NOPAT senza investire ulteriori risorse

7) o

Che cos’è il KAIZEN COSTING? Si investono nuove risorse fino a quando il rendimento supera il costo del capitale .

o

Rappresenta l’atteggiamento individuale teso al miglioramento continuo che consente di Si rinveste in attività che producono un rendimento non conveniente.

raggiungere risultati anche del Target Costing. 16) Quali sono le fasi dell’ABM?

8) Che cos’è la tecnica di analisi funzionale e le sue fasi? 1. determinazione dei fattori critici di successo

Rappresenta la valutazione economica delle funzioni d’uso che il prodotto in grado di offrire al 2. identificazione dei processi

cliente e le sue fasi sono: 3. determinazione degli obiettivi

o Individuazione dei segmenti di mercato da analizzare; 4. individuazione attività

o 5. determinazione output attività

Raccolta informazione;

o 6. imputazione costi attività

Costruzione albero delle funzione;

o 7. ottimizzazione esecuzione attività

Stima dei valori delle funzioni;

o Identificazione delle alternative di miglioramento;

o Decisione finale.

9) In che cosa possono consistere le alternative di miglioramento? Nel caso del calcolo della QUANTITA' in presenza del RO

la formula è Q = RO + CFT

mdc

( p – v)

In base ai seguenti dati:

COMPITO C CF = 110

Prezzo di vendita unitario = 11 ( p )

Costi variabili unitari = 8 ( v )

In presenza di un prodotto con queste caratteristiche: Si calcoli il volume di produzione cui corrisponde un utile operativo

di 10

Ricavo unitario = 100

CV = 50 Q = CF + UO = 110 + 10 = 120 = 40

CF = 1000 p – v 11 – 8 3

Volume di vendita = 30

L'ipotesi: CF = 1600 per ottenere un incremento del volume di

vendita di 10 portandole a 40.

CALCOLO REDDITO OPERATIVO con CF = 1000

∗ ANALISI DIFFERENZIALE MAKE or BUY

RO = Q mdc – CFT

RO = Q ( p – v ) – CFT

∗ A: 12000 + 3000 + 2000 + 2000 = 19000

RO = 30 ( 100 – 50 ) – 1000 B: 11000 + 3000 + 2000 + 3000 = 19000

RO = 1500 – 1000 = 500 C: 13000 + 3000 + 1000 + 4000 = 21000

CAOLCOLO REDDITO OPERATIVO con CF = 1600 Si considerano solo i costi rilevanti e NONVANNO CONSIDERATI

∗ I COSTI GENERALI DI PRODUZIONE NON ELIMINABILI O

RO = Q mdc – CFT INELIMINABILI

RO = Q ( p – v ) – CFT

RO = 40 * (100 – 50) – 1600 Se il COSTO TOTALE INTERNO < COSTO ESTERNO = MAKE

RO = 2000 – 1600 = 400 ( conviene produrre all'interno).

Quindi con l'incremento dei costi fissi portandoli a 1600 si ottiene un Se il COSTO TOTALE INTERNO > COSTO ESTERNO = BUY (

decremento del reddito in base ai 2 calcolo del RO. conviene acquistare all'esterno)


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in amministrazione delle aziende
SSD:
A.A.: 2007-2008

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher trick-master di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Bianchi Maria Teresa.

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