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FATTORI MATERIALI ED IMMATERIALI DEL CONTROL-

LO

FATTORI MATERIALI: ASPETTO STATICO (STRUTTURA TECNICA DI

SUPPORTO, MAPPA DELLE RESPONSABILITA’)

FATTORI IMMATERIALI: RUOLO ASSEGNATO AL CONTROLLO, MO-

DALITA’ GESTIONE

FATTORI INTERNI ED ESTERNI DEL CONTROLLO

FATTORI INTERNI: CULTURA, PRESENZA DELL’UOMO, PORTATORI

DI INTERESSE, POTERE, TECNOLOGIA, PRODOTTI, SERVIZI, CARAT-

TERI DEI VERTICI AZIENDALI, STRATEGIA, STRUTTURA ORGANIZZA-

TIVA, SISTEMA DI CORPORATE GOVERNANCE (IMPRESA PADRO-

NALE, CONSOCIATIVA, PUBLIC COMPANY), STILI DI DIREZIONE,

TEMPO, ESPERIENZE MATURATE, STORIA DELL’AZIENDA, ATTITU-

DINI AL RISCHIO E VARIABILITA’ DELLE REMUNERAZIONI

FATTORI ESTERNI: CONTESTO, SETTORE, MERCATO, AREE GEO-

GRAFICHE DI RIFERIMENTO, INTERESSI, PORTATORI DI INTERESSI,

REGOLAMENTAZIONE, CONTINGENZA ECONOMICA, CULTURA,

COMPETITORI 22

EFFETTI DEL CONTROLLO

BENEFICI

(EFFICACIA DEL CONTROLLO, VALUTAZIONE SINTETICA

DELL’ANDAMENTO DELL’AZIENDA, SCOMPOSIZIONE DEL DATO

COMPLESSIVO IN VALORI PARZIALI RIFERITI A SPECIFICHE AREE O

A RISULTATI INTERMEDI)

DISTORSIONI

(INEFFICACIA DEL CONTROLLO, MANCATO RAGGIUNGIMENTO DE-

GLI OBBIETTIVI DI RAPPRESENTAZIONE DELLE GRANDEZZE FINAN-

ZIARIE DELL’IMPRESA, INSUFFICIENZA DEL CONTROLLO, INADE-

GUATEZZA A ESPRIMERE DETTAGLIATAMENTE FINANZIARIO

L’ANDAMENTO DELLE ATTIVITA’ AZIENDALI, ECCESSIVA ONEROSI-

TA’ DEL CONTROLLO)

23

IL SISTEMA DI CONTROLLO DEI RISCHI

IL SISTEMA DI CONTROLLO DEI RISCHI CONSISTE

IN UNA SERIE DI CONTROLLI REALIZZATI INTER-

FUNZIONALMENTE SU VARI ASPETTI

DELL’ATTIVITA’ DELL’IMPRESA.

SI CARATTERIZZA PER:

DIVERSIFICAZIONE DEI RISCHI ASSOGGETTATI A

CONTROLLO

CREAZIONE DI UN SISTEMA (DI FATTO) TRASVER-

SALE ALL’IMPERESA

COINVOLGIMENTO DI SOGGETTI DIVERSI (AD E-

SEMPIO RESPONSABILI DI AREA FUNZIONALE O

DI DIVISIONE) PER GESTIRE LE VARIE FASI DEL

RISCHIO

NECESSITA’ DI DETERMINARE UN CONTROLLO

COMPLESSIVO DEI RISCHI DA PARTE DELLA DI-

REZIONE GENERALE 24

IL CONTROLLO DEI RISCHI

- IL RISK MANAGEMENT E’ UNA VARIABILE

STRATEGICA

- I RISCHI DEVONO ESSERE CLASSIFICATI PER

TIPOLOGIE E INSERITI IN UN PORTAFOGLIO

RISCHI

- L’ATTENZIONE DEVE ESSERE POSTA SUI RI-

SCHI PIU’ RILEVANTI

- IL PORTAFOGLIO RISCHI DEVE ESSERE OTTI-

MIZZATO

- DEVE ESISTERE UNA STRATEGIA DI RISCHIO

(RISK APPETITE E RISK RESPONSE)

- I RISCHI DEVONO ESSERE MISURATI E MONI-

TORATI

- LE RESPONSABILITA’ DI GESTIONE DEI RISCHI

DEVONO ESSERE DEFINITE A TUTTI I LIVELLI

AZIENDALI 25

VANTAGGI DEL CONTROLLO DEI RISCHI (I)

I PRINCIPALI VANTAGGI DEL CONTROLLO DEI

RISCHI SONO:

- VISIONE GLOBALE DEL RISCHIO D’IMPRESA

INTESO COME SOMMATORIA DEI RISCHI SPE-

CIFICI

- REALIZZAZIONE DI AZIONI PREVENTIVE PER

FRONTEGGIARE I RISCHI ANTICIPANDONE GLI

EFFETTI NEGATIVI

- RIMOZIONE DELLE CAUSE CHE POSSONO DE-

TERMINARE UN PROBLEMA AZIENDALE

- INCREMENTO DELL’EFFICIENZA E

DELL’EFFICACIA AZIENDALI

- RIDUZIONE DEI COSTI AZIENDALI

26

VANTAGGI DEL CONTROLLO DEI RISCHI (II)

ALTRI VANTAGGI:

- ASSICURARE LA SOPRAVVIVENZA

DELL’IMPRESA

- GARANTIRE GLI STAKEHOLDERS CIRCA LA

GESTIONE DELL’IMPRESA

- DETERMINARE LA CRESCITA DI VALORE DEL-

LE’IMPRESA

- DETERMINARE L’AUMENTO DEL VALORE

DELLE AZIONI DI IMPRESE QUOTATE

27

SVANTAGGI DEL CONTROLLO DEI RISCHI

I PRINCIPALI SVANTAGGI DEL CONTROLLO DEI

RISCHI SONO:

- ONEROSITA’ DEL SISTEMA DI CONTROLLO DEI

RISCHI

- NECESSITA’ DI DESTINARE ALCUNE UNITA’

OPERATIVE ALLA GESTIONE DEI RISCHI, DI-

STOGLIENDOLE DAI LORO COMPITI ABITUALI

- RISCHI DI CATTIVE VALUTAZIONI LEGATI AD

INEFFICIENZA DEL SISTEMA DI CONTROLLO

DEI RISCHI

- RALLENTAMENTO DEI PROCESSI PRODUTTIVI

AZIENDALI PER ASSOGGETTARLI A CON-

TROLLO 28

ORGANI AZIENDALI E SOGGETTI CHE EFFET-

TUANO IL CONTROLLO DEI RISCHI

RISK MANAGEMENT (SISTEMA DI GESTIONE DEI

RISCHI CENTRALE COORDINATO DAL VERTICE

AZIENDALE, IL SISTEMA VALUTA COMPLESSIVA-

MENTE SOTTO IL PROFILO STRATEGICO TUTTI I

RISCHI AZIENDALI CON UNA VISIONE D’INSIEME,

CONCENTRANDO L’ATTENZIONE SU QUELLI PIU’

RILEVANTI, I SOGGETTI COINVOLTI SONO IL

SOGGETTO ECONOMICO E GLI AMMINISTRATORI

ED I SINDACI)

INTERNAL AUDITING (SISTEMA DI CONTROLLO

INTERNO CHE PRODUCE INFORMAZIONI MESSE A

DISPOSIZIONE DEL VERTICE AZIENDALE, IL SI-

STEMA SUPPORTA LA GESTIONE DEI RISCHI EVI-

DENZIANDOLI E SEGNALANDONE I POTENZIALI

PROBLEMI PER L’ECONOMIA DELL’IMPRESA, I

SOGGETTI COINVOLTI SONO I RESPONSABILI

D’AREA O DI DIVISIONE) 29

MODALITA’ DI GESTIONE DEL RISCHIO

L’IMPRESA PUO’ DECIDERE DI GESTIRE IL RI-

SCHIO AZIENDALE NELLE SEGUENTI MANIERE:

- EVITARE IL RISCHIO (SI EVITA DI CORRERE IL

RISCHIO, AD ESEMPIO SI RINUNCIA ALLA

PRODUZIONE DI UN BENE O ALL’ENTRATA IN

UN NUOVO MERCATO O SI VENDE UN RAMO

AZIENDALE)

- RIDURRE (INTRAPRENDE AZIONI PER EVITARE

IL RISCHIO O I SUOI EFFETTI, AD ESEMPIO SI

INTRODUCE UN SISTEMA DI CONTROLLO

DELLA QUALITA’ DEL PROCESSO PRODUTTI-

VO PER MINIMIZZARE I RISCHI CONNESSI AL-

LA QUALITA’ DEI PRODOTTI)

- CONDIVIDERE (SI CERCA DI TRASFERIRE AD

UN ALTRO SOGGETTO TUTTO O PARTE DEL

RISCHIO, AD ESEMPIO SI STIPULA UNA POLIZ-

ZA ASSICURATIVA)

- ACCETTARE (NON SI PRENDONO DECISIONI

PER FRONTEGGIARE IL RISCHIO)

30

PROBLEMI DEL CONTROLLO INTERNO IN

RELAZIONE ALLA COMPLESSITA’

ORGANIZZATIVA

IL CONTROLLO INTERNO E’ PIU’ ARTICOLATO

AL CRESCERE DELLE DIMENSIONI AZIENDALI

IN RAGIONE DI ALCUNI ELEMENTI:

1) NUMEROSITA’ DELLE VARIABILI STRETEGI-

CHE E NON DA GOVERNARE

2) ETEROGENEITA’ DELLE VARIABILI

3) VARIABILITA’ NEL TEMPO DEGLI ELEMENTI

STRATEGICI

4) INTERDIPEDENZA DEGLI ELEMENTI STRA-

TEGICI

5) LIVELLO DELLA PRESSIONE ESTERNA SUGLI

ELEMENTI STRATEGICI

6) LIVELLO DELLA PRESSIONE INTERNA SUGLI

ELEMENTI STRATEGICI

31

RUOLO DEI SISTEMI INFORMATIVI SUL

CONTROLLO INTERNO

UN ALTRO ELEMENTO FONDAMENTALE NEL

DETERMINARE L’EFFICACIA DEL CONTROL-

LO INTERNO E’ COSTITUITO DAI SISTEMI IN-

FORMATIVI. IN LINEA DI PRINCIPIO DEVONE

ESSERE:

1) ADATTI A GARANTIRE I FABBISOGNI DI

INTEGRAZIONE E COORDINAMENTO ED

INTERDIPEDENZA TRA LE VARIE PARTI

DELL’IMPRESA

2) IDONEI A FORNIRE UN FLUSSO DI INFOR-

MAZIONI COSTANTE A DISPOSIZIONE

DELL’IMPRESA

3) A DISPOSIZIONE DEL VERTICE AZIENDA-

LE PER SEGNALARE (IN VIA PRIORITARIA)

LE INFORMAZIONI RILEVANTI

32

ELEMENTI DEI SISTEMI INFORMATIVI

I SISTEMI INFORMATIVI PREORDINATI ALLE

FINALITA’ VISTE SONO STRUTTURRATI IN

BASE AD ALCUNI ELEMENTI PRINCIPALI:

1) ARCHITETTURA TECNOLOGICA (STRUT-

TURAZIONE E GERARCHIA DEI MEZZI CHE

GARANTISCONO IL FLUSSO DI INFORMA-

ZIONE)

2) INTEGRAZIONE INFORMATIVA (COINVOL-

GIMENTO DI TUTTE LE COMPONENTI

DELL’IMPRESA NEL SISTEMA DI SCAMBIO

DI INFORMAZIONI)

3) MODULARITA’ DELL’APPLICAZIONE (A-

DATTABILITA’ DEL SISTEMA AI PROBLEMI

AZIENDALI)

4) CONFIGURABILITA’ DEL SISTEMA (MODI-

FICABILITA’ DELLE VARIE PARTI DEL SI-

STEMA PER RISOLVERE I PROBLEMI A-

ZIENDALI) 33

MODALITA’ DI AMMINISTRAZIONE E

CONTROLLO NELLE SPA

SISTEMA MONISTICO

(1 ORGANO PREPOSTO AD AMMINISTRAZIONE E

CONTROLLO)

SISTEMA DUALISTICO (2 ORGANI DISTINTI PER

L’AMMINISTRAZIONE E IL CONTROLLO)

SISTEMA TRADIZIONALE (2 ORGANI DISTINTI PER

L’AMMINISTRAZIONE E IL CONTROLLO)

34

ADEGUATEZZA DEL SISTEMA

DI CONTROLLO INTERNO

NELLE SOCIETA’ DI CAPITALI

IL SISTEMA DI CONTROLLO DELLE SOCIETA’ DI

CAPITALI AFFIDATO NELL’IMPOSTAZIONE TRA-

DIZIONALE AL COLLEGIO SINDACALE PREVEDE

SECONDO IL DETTATO NORMATIVO CIVILISTICO:

LA VIGILANZA SUL RISPETTO DELLE LEGGI E RE-

GOLAMENTI VIGENTI, DELLO STATUTO, DEI

PRINCIPI DI CORRETTA AMMINISTRAZIONE E

SULLA ADEGUATEZZA DEL SISTEMA ORGANIZ-

ZATIVO (ART 2403 1° COMMA)

L’ORGANO DI CONTROLLO DEVE VERIFICARE

L’ESISTENZA EFFETTIVA DEI REQUISITI CHE

RENDANO IL SISTEMA DI CONTROLLO IDONEO

(ADEGUATO) ALLE ESIGENZE AZIENDALI, PRO-

PORZIONANDOLO ALLE SPECIFICITA’

DELL’IMPRESA CONSIDERATA E NON ESISTENDO

UN SISTEMA DI CONTROLLO VALIDO UNIVER-

SALMENTE 35

CARATTERI DELL’ADEGUATEZZA DEL SISTEMA

DI CONTROLLO INTERNO

L’ ADEGUATEZZA DEL SISTEMA ORGANIZZATIVO

PUO’ ESSERE INTESA IN SENSO:

-ORGANIZZATIVO (STRUTTURA ORGANIZZATIVA

EFFICIENTE E BILANCIATA IN BASE ALLE ESI-

GENZE AZIENDALI)

- CONTABILE (ADOZIONE DI TUTTI GLI STRUMEN-

TI DI REPORTISTICA NECESSARI A RAPPRESEN-

TARE IDONEAMENTE LE GRANDEZZE ECONOMI-

CHE FINANZIARIE E PATRIMONIALI

DELL’IMPRESA)

- AMMINISTRATIVO (ESISTENZA DI UNA STRUT-

TURA GESTIONALE DELL’IMPRESA ADATTA A

COORDINANE L’ATTIVITA’ AMMINISTRATIVA)

- TECNICO (GESTIONE DEI PROCESSI IN SENSO

TECNICO E NEL RISPETTO DELLE NORMATIVE (AD

ESEMPIO IN TEMA AMBIENTALE)

- PATRIMONIALE (OCULATEZZA DELLA SCELTE

D’INVESTIMENTO) 36

ELEMENTI FONDAMENTALI DI UN SISTEMA DI

CONTROLLO INTERNO BILANCIATO

IL CONTROLLO INTERNO PUO’ DIRSI ADEGUATO

(BILANCIATO) SE COESISTONO E SONO BEN OR-

GANIZZATI I SEGUENTI ELEMENTI:

- STRUTTURA ORGANIZZATIVA BILANCIATA

- ADEGUATEZZA DELLE SINGOLE UNITA’ OPE-

RATIVE INCARDINATE NELLA STRUTTURA

ORGANIZZATIVA

- DISTRIBUZIONE (IDONEA) DELL’AUTORITA’

- SISTEMI OPERATIVI DI PIANIFICAZIONE

STRATEGICA

- SISTEMI OPERATIVI DI PROGRAMMAZIONE E

CONTROLLO

- SISTEMI OPERATIVI DI GESTIONE DEL PERSO-

NALE

- SISTEMI INFORMATIVI

37

I PROVVEDIMENTI NORMATIVI RELATIVI AL

CONTROLLO INTERNO DELLE SOCIETA’

QUOTATE IN ITALIA

IL TUF E LE SUE MODIFICHE

LA LEGGE 262/2005 (INSERIMENTO DELLA FIGURA

DEL DIRIGENTE PREPOSTO ALLA TENUTA DEI

CONTI)

IL DLGS 303/2006 (REVISIONE DELLA LEGGE 262)

38

LA FIGURA DEL DIRIGENTE PREPOSTO ALLA

REDAZIONE DEI DOCUMENTI CONTABILI SO-

CIETARI

1) INTERPOSIZIONE TRA DIRIGENZA GENERA-

LE E RESPONSABILE DELL’AREA FUNZIO-

NALE (VISIONE D’INSIEME DEI PROBLEMI

DELL’AREA FINANZIARIA)

2) PARALLELISMO CON IL CFO AMERICANO

(DIFFERENZA MINORE COMPLESSITA’ SI-

STEMA ITALIANO, RISCHIO SUBALTERNITA’

A DIRIGENZA GENERALE E SVUOTAMENTO

SOSTANZIALE DEL RUOLO)

3) RUOLO DEL DIRIGENTE E DEL SISTEMA DI

CONTROLLI INTERNI NEI GRUPPI E NELLE

IPOTESI DI PARTECIPAZIONI (ANCHE IN-

CROCIATE) CON GENERAZIONE DI FLUSSI

INFORMATIVI “RECIPROCI” E NECESSITA’ DI

GESTIRE TALI INFORMAZIONI E LE RELATI-

VE DOCUMENTAZIONI

39


PAGINE

41

PESO

217.00 KB

AUTORE

Sara F

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Economia aziendale - Analisi dei costi. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: La Strumentazione Tecnico - Contabile, Contabilità generale e bilancio d’esercizio, Budget ed altre determinazioni prospettiche, Analisi degli scostamenti, Confronto tra contabilità generale e contabilità dei costi, ecc.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia
SSD:
Università: Brescia - Unibs
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Brescia - Unibs o del prof Negri Roberto.

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