LA CONTABILITA’ DEI COSTI
1. Premessa
La Contabilità dei Costi è uno strumento di determinazione economico quantitativa con cui la di-
rezione aziendale può assicurarsi che le risorse siano acquisite ed impiegate in maniera efficiente ed
efficace per il raggiungimento degli obiettivi di fondo della gestione esplicitati in sede di pianifica-
zione strategica.
Nell’ambito del sistema di contabilità direzionale, la contabilità dei costi può essere intesa come
un sottosistema informativo grazie al quale vengono rilevati in modo sistematico i dati elementari di
costo e di ricavo. Tali dati elementari vengono successivamente organizzati in relazione a prescelti
oggetti di calcolo.
2. La Strumentazione Tecnico - Contabile
La strumentazione tecnico contabile a disposizione del management si distingue:
Contabilità generale e bilancio d’esercizio
• Budget ed altre determinazioni prospettiche
• Contabilità analitica (Contabilità dei costi)
• Analisi degli scostamenti
•
Contabilità generale e bilancio d’esercizio
La contabilità generale è uno strumento di determinazione economico – quantitativa.
Il Bilancio d’esercizio conclude e sintetizza i risultati della contabilità generale.
Le Analisi di Bilancio utilizzano il bilancio d’esercizio quale strumento di monitoraggio della ge-
stione aziendale nel suo complesso attraverso strumenti di analisi, tra cui i maggiormente adottati
sono gli indici di bilancio ed i flussi finanziari.
Budget ed altre determinazioni prospettiche
Il Budget fornisce informazioni economiche e finanziarie “prospettiche”, cioè sulla gestione futura,
valorizzando in termini monetari i programmi d’esercizio.
Il Budget quindi è un programma d’esercizio espresso in termini economici e finanziari, da cui sca-
turisce in BILANCIO PREVENTIVO
Contabilità dei Costi
La contabilità dei costi serve per meglio comprendere i risultati economici conseguiti (Contabilità a
costi consuntivi) 1
La contabilità dei costi serve, inoltre, rendere razionali molte decisioni che sono alla base del bu-
dget, cioè per tradurre in termini economici i programmi operativi che sono alla base del budget
(Contabilità a costi preventivi)
La contabilità dei costi serve per meglio comprendere i risultati economici conseguiti (Contabilità a
costi consuntivi)
La contabilità dei costi serve, inoltre, rendere razionali molte decisioni che sono alla base del bu-
dget, cioè per tradurre in termini economici i programmi operativi che sono alla base del budget
(Contabilità a costi preventivi)
Analisi degli scostamenti
L’analisi degli scostamenti consiste nella determinazione delle differenze tra valori di budget e va-
lori consuntivi e in particolare nella scomposizione contabile di tali scostamenti secondo le cause
che li hanno determinati.
3. Confronto tra contabilità generale e contabilità dei costi
Il rapporto tra la contabilità generale e la contabilità dei costi è come di seguito sintetizzabile:
Tipo di contabilità Contabilità Generale Contabilità dei costi
Criterio distintivo
a) Epoca di Riferimento Passato Passato e Futuro
b) Oggetto Fatti di gestione aventi manifestazione Utilizzo dei fattori produttivi nei
numeraria, ed in particolare scambi di processi interni
mercato
c) Classificazione Per natura Per Natura
Per origine Per Destinazione
Per Misurabilita’
Per Variabilità
d) Precisione e Tempestività Dati precisi più ancora che tempestivi Dati tempestivi più ancora che
precisi
e) Utilizzo direzionale Saltuario (per ciò che concerne i costi ed Continuativo
i ricavi)
f) Obbligatorietà Obbligatoria Non obbligatoria
g) Metodologia di rilevazione Contabile in senso stretto (partita doppia) Contabile e/o extracontabile
a) Epoca di riferimento
La contabilità dei costi permette di ottenere informazioni sia riferite alla gestione passata sia infor-
mazioni aventi carattere previsionale
riflette le operazioni passate.
La contabilità generale 2
b) Oggetto
La contabilità generale in relazione all’oggetto rileva i fenomeni aventi manifestazione numeraria
invece, rileva l’utilizzazione delle risorse nei processi produttivi di impresa.
La contabilità dei costi,
c) Classificazione
La contabilità generale si limita a classificare i costi per natura ed origine
La contabilità dei costi, invece, li “ri”classifica a seconda delle necessità per natura, destinazione,
misurabilità e variabilità
d) Precisione e tempestività
La contabilità generale rileva con precisione oggettiva gli accadimenti dell’esercizio.
La contabilità dei costi, cercando di mantenere un elevato grado di precisione, si prefigge il compito
di fornire tempestivamente informazioni al management per pianificare l’azione aziendale.
e) Utilizzo direzionale
La contabilità generale ai fini delle scelte direzionali è utilizzata “saltuariamente”
invece, fornisce informazioni continuative al management aziendale.
La contabilità dei costi,
f) Obbligatorietà
La contabilità generale in applicazione delle norme vigenti è “obbligatoria”
La contabilità dei costi, invece, è facoltativa, e non ha rilevanza legale
g) Metodologia di rilevazione
La contabilità generale si struttura contabilmente con il metodo della partita doppia.
La contabilità dei costi, invece, si avvale di metodologie contabili ed extra-contabili.
4. Classificazione dei costi in contabilità dei costi
La contabilità dei costi oltre alla classificazione operata nella contabilità generale secondo la natura
fisico economica dei fattori produttivi viene integrata da altre distinzioni:
Costi speciali e comuni ,
Costi variabili e fissi ,
Costi controllabili e non controllabili ,
Costi parametrici, discrezionali e vincolanti ,
Costi effettivi ed ipotetici ,
Costi speciali e comuni ,
la classificazione si basa sulla possibilità o meno di misurare in modo oggettivo la quantità di fattore produttivo impie-
gata per un certo oggetto. I costi speciali sono attribuibili ai centri o prodotti mediante misurazione oggettiva, i costi
comuni vengono attribuiti ai centri o ai prodotti mediante una ripartizione più o meno oggettiva. La ripartizione dei co-
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sti comuni può avvenire su base singola o multipla a seconda se il costo viene ripartito in proporzione ad una sola gran-
dezza o in proporzione a specifiche classi omogenee predeterminate.
Costi variabili e fissi ,
tale classificazione si basa sul tipo di comportamento dei costi al variare della quantità prodotta. Sono definiti variabili
i costi che variano più o meno proporzionalmente al variare del volume produttivo, viceversa sono definiti fissi i costi
che non derivano dai volumi di produzione. Nell’ambito dei costi variabili è possibile individuare varie leggi di variabi-
lità: - proporzionali , costi che variano nella stessa direzione e con l’intensità proporzionale alla variazione del volume
produttivo; - progressivi , variano nella stessa direzione del volume, ma con intensità maggiore; - degressivi , variano
nello stesso senso del volume produttivo, ma con minore intensità; - regressivi , variano, oltre un certo livello produtti-
vo, nella direzione opposta al variare delle quantità prodotta.
Costi controllabili e non controllabili ,
tale distinzione è relativa alla possibilità o meno di poter influenzare con specifiche decisioni il costo da parte
dall’organo preposto alla sua realizzazione.
Costi parametrici, discrezionali e vincolanti ,
tale classificazione si basa sulle modalità secondo cui l’ammontare dei costi viene programmato. Per costi parametrici
si intende quelli di cui è determinabile a priori la quantità di risorsa per ottenere una unità di prodotto; sono invece di-
screzionali i costi il cui ammontare dipende da valutazioni discrezionali non essendoci la possibilità di adottare signifi-
cativi parametri tecnici; infine definiamo vincolati quei costi non modificabili in sede preventiva poiché stabiliti in
piani strategici.
Costi effettivi ed ipotetici ,
tale distinzione si basa sull’effettività della manifestazione dei costi, cioè vi sono costi effettivamente sostenuti, corri-
spondenti ad un effettivo impiego di risorse e costi ipotetici che sono i costi che si sosterebbero se certe ipotesi di ge-
stione si manifestassero.
5. Configurazione di costo nella contabilità dei costi
Le configurazioni di costo di un prodotto possono essere molteplici a seconda delle voci che vengo-
no inserite nel calcolo, pertanto possiamo distinguere in via principale configurazione di costo par-
ziali e complessive.
Nell’ ambito delle configurazioni di costo parziali a seconda dei costi che concorreranno nella de-
terminazione del costo di prodotto è possibile individuare le seguenti classificazioni:
Costo variabile
Costo Primo o diretto
Costo industriale.
Costo variabile
È una figura di costo che presuppone la chiara separazione dei costi variabili dai costi fissi esclusi dal calcolo
Costo Primo o diretto
Deriva dalla somma dei costi diretti, senza alcuna imputazione dei costi indiretti.
Costo industriale 4
È dato dalla somma del costo delle materie prime più i costi di trasformazione industriale delle medesime. Tale tipolo-
gia di costo richiede la ripartizione dei costi indiretti industriali, che sono una parte del costo di trasformazione.
In relazione alla configurazione di costo prescelta è possibile distinguere due tipologie di analisi dei
costi Direct Costing e Full Costing.
Direct Costing (Contabilità a costi variabili)
Il Direct Costing imputa ai prodotti i soli costi variabili, mentre considera i costi fissi come costi di periodo che non
vengono rinviati al futuro con la determinazione delle rimanenze;
Ricavi vendita prodotto +
Costi variabili prodotto -
Margine Lordo di contribuzione
Il Margine lordo di contribuzione è il risultato economico con cui il prodotto contribuisce alla copertura dei costi fissi e
all’ottenimento del profitto aziendale.
Full Costing (Contabilità a costi pieni)
Il Full Costing presuppone la determinazione del costo, inteso come costo industriale, e quindi per il prodotto viene de-
terminato l’utile lordo industriale per cui i soli costi non industriali vengono esclusi dalla determinazione dei costi di
prodotto, e quindi nella valorizzazione di magazzino.
Ricavi vendita prodotto +
Costi industriali prodotto -
Utile Lordo Industriale
6. Tipologia di produzione e contabilità dei costi
Nella determinazione dei costi di prodotto non è indifferente la tipologia dei processi produttivi aziendali. Tra le nume-
rose classificazioni possibili, spesso si effettua la distinzione in base al grado di prevedibilità delle caratteristiche del
prodotto:
su commessa; sono quelle eseguite su specifica ordinazione del cliente secondo sue esigenze particolari.
o per il magazzino (di serie e flusso continuo); sono quelle in cui l’azienda definisce essa stessa le caratteristiche
o del prodotto in vista del soddisfacimento duraturo della domanda di mercato.
Un’ulteriore classificazione può essere quella basata sulla elasticità e sulla flessibilità dei processi produttivi che con-
duce a distinguere:
produzioni job shop;
o produzioni a lotti;
o produzioni a flusso lineare su linee spezzate;
o produzioni in linea ;
o produzioni a flusso continui o di processo.
o
7. Metodologie di calcolo del costo di prodotto
Per quanto riguarda la metodologia di determinazione del costo di prodotto è possibile individuare
due modelli, l’uno basato sui centri di costo e l’altro sulle attività.
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CONTABILITA’ PER CENTRI DI COSTO
I centri di costo si identificano con unità organizzative della struttura aziendale come ad esempio
reparti, uffici, laboratori ecc.
La contabilità per centri di costo consente una più corretta imputazione dei costi ai prodotti perché
facilita l’individuazione e la quantificazione del servizio dato dai vari fattori produttivi per
l’ottenimento dei prodotti stessi.
Il principale pregio della contabilità per centri di costo è quello di evitare l’attribuzione ai prodotti
di costi che per quel prodotto non si sono affatto sostenuti.
I centri di costo possono essere classificati in vari modi, applicando l’ottica del costo di prodotto è
possibile individuare:
centri produttivi
centri ausiliari
centri funzionali
Nella progettazione del piano dei centri di costo vanno rispettati alcuni principi:
a) omogeneità delle operazioni compiute, tale da permettere l'individuazione di una comune « unità
di produzione », cioè di un'unità di misura alla quale verranno commisurati i costi sostenuti;
b) omogeneità della dotazione di fattori produttivi (principalmente macchinari o fattori tecnici e la-
voro), cioè della composizione dei relativi costi.
c) Significatività, in termini di importo, dei costi sostenuti presso un dato centro, per evitare un ap-
pesantimento del lavoro amministrativo, non controbilanciato da effettivi vantaggi sotto il profilo
delle conoscenze ricavabili. L
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