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ANALISI DI BILANCIO

Schema di Stato Patrimoniale civilistico - Questa forma di S.P. è obbligatoria solo per le società di capitali.

Le società di persone (S.n.c., S.n.s.) e le aziende individuali non sono obbligate a questa struttura.

- E’ una modalità di rappresentazione dell’azienda come un insieme di attività, o impieghi di denaro,

che devono essere finanziati da un pari ammontare di fonti di finanziamento.

- Le attività, ossia gli impieghi di denaro sono rappresentati secondo un criterio di liquidità crescente. Se non consi-

deriamo la prima e l’ultima macro-classe, si parte dalle immobilizzazioni, che sono in buona parte impieghi dure-

voli e si arriva all’ultima classe del circolante (la IV), che sono le disponibilità liquide.

- Le passività, cioè le fonti di finanziamento, sono ordinate secondo un criterio di crescente esigibilità. Si parte dal

Patrimonio Netto, che è una fonte di finanziamento permanente (non ha scadenza e quindi tendenzialmente non è

mai da pagare) a dei debiti, che una scadenza ce l’hanno e quindi sono esigibili (da pagare) per la società in un

orizzonte temporale più vicino rispetto a quanto non sia il Patrimonio Netto.

- Qualche valenza segnaletica il bilancio civilistico ce l’ha: anche senza riclassificazione sono in grado di capire quan-

t’è il capitale proprio e quant’è il capitale di terzi.

- Si dice che un’azienda è sana quando il Patrimonio netto copre almeno il 30% del totale delle fonti.

-2 sezioni contrapposte

PASSIVITÀ

ATTIVITÀ’

Impieghi Fonti

di di

finanziamento

denaro Da dove proviene quel denaro che hai impiegato?

Come è stato impiegato il denaro? Si parte dal Patrimonio Netto che è una fonte di finanziamento

CARENZE DELLO SCHEMA LEGALE DI STATO PATRIMONIALE permanente: non prevede nessuna scadenza (oltre la quale io

non sono più socio e la società mi deve restituire quanto ho con-

ferito) e quindi nessun interesse. Vi sono sì società in cui è pos-

- Le attività sono rappresentate secondo un criterio di liquidità crescente sibile il recesso, che dà luogo a una riduzione del capitale socia-

- Le passività sono rappresentate secondo un criterio di esigibilità crescente le: la società liquida il socio per la parte di sua spettanza. Ma

non sempre è possibile.

*Richiamo = raccomandata degli amministratori della società

con cui s’invita il socio a effettuare il versamento della

restante parte. Capitale iniziale

Tuttavia vi sono numerose eccezioni che stridono coi criteri generali di liquidità/

esigibilità crescenti.

con cui le poste sono ordinate Successivi aumenti/diminuizioni

Fonte di finanziamento che proviene dai soci

coi conferimenti che fanno inizialmente, quan-

do la società si costituisce, successivamente,

Impieghi a lungo termine se la società delibera aumenti di capitale e che

si alimenta a seguito della gestione dell’azien- Riserve variamente movimentate

* da: dentro il capitale proprio ogni anno con-

Versamenti non ancora richiamati

Impieghi a breve termine fluisce il reddito di esercizio. Utili/perdite dell’esercizio in chiu-

*

Versamenti già richiamati sura e degli esercizi precedenti

Parte del Capitale sociale sottoscritto Sezione di sinistra Sezione di destra

dai soci, ma che non è ancora stato Capitale proprio

versato Scadenze e ammontare incerti

A)

A) Contropartita contabile degli accantonamenti (che metto nel C.E.), che movimento nello S.P.

in ottemperanza del principio di prudenza che impone di iscrivere in bilancio gli oneri e rischi

B) ancorché presunti, mentre gli utili solo se certi. Sono obbligazioni dalla natura incerta: non si

In buona parte impieghi durevoli tratta di debiti.

B) Il fondo TFR individua dei debiti verso i dipendenti, ma non c’è una scadenza precisa entro la

B. Immobilizzazioni: impieghi C) quale il TFR debba essere pagato.

di denaro a lungo termine

(fattori produttivi plurien- Il lavoratore ne ha diritto quando il contratto di lavoro termina. Ammonta a una mensilità lorda

C)

nali) lorda all’anno per ogni anno in cui il dipendente ha lavorato nell’azienda. E’ una forma di retri-

buzione che nasceva inizialmente come differita: si è un po’ snaturata però a seguito di riforme

D) che hanno permesso di chiedere degli anticipi del TFR o di farselo addirittura liquidare in busta

paga mensilmente.

D) E)

In buona parte impieghi a breve

-BTP in scadenza Capitale di terzi

} Debiti verso chiunque: obbligazioni o obbligazioni convertibili; debiti

verso soci, verso banche o altri istituti finanziatori, verso INPS e stato...

D14 “altri debiti”: i debiti verso chiunque altro, che non trovano autono-

Eccezioni

-Rimanenze non di facile C. Attivo circolante: impieghi ma rappresentazioni nelle classi che vengono prima, confluiscono qui.

smobilizzo di denaro che dovrebbero

tornare liquidi nel breve

termine. Ma con tante ecce-

zioni che richiedono neces- Hanno sempre una scadenza e in molti casi sui debiti matura anche un

-Crediti che sono nel sariamente di riclassifi- interesse.

circolante, ma che carli.

riscuoto a 18 mesi. Impieghi correnti Eccezioni al criterio di esigibilità crescente

Rateo attivo di un affitto trimestrale (incasso

Impieghi durevoli posticipato)

Risconti attivi sul maxi-canone nell’operazione di leasing:

operazione pluriennale In D4 ci possono essere finanziamenti a lungo termine come un mutuo ventennale

ma anche finanziamenti a breve come l’apertura di credito per elasticità di cassa o

€ di fatture in scadenza il prossimo mese

l’anticipazione di fatture (porto 100.000

e chiedo alla banca che me ne anticipi l’80%).

} Il Reddito è l’unica voce in bilancio che viene rappresentata 2 volte: alla fine del

- Il Reddito dell’esercizio (utile/perdita) si trova nel C.E. come somma algebrica fra ricavi (componenti positivi di reddito) e costi (componenti negativi di reddito. e del Patrimonio Netto: da qui la doppia definizione

C.E.

- Il Reddito nello S.P. è l’incremento o il decremento che il patrimonio netto subisce ogni anno per effetto della gestione

Schema legale di Conto Economico - Struttura scalare: si scalano (sottraggono i costi ai ricavi).

Qui stanno i componenti positivi di reddito: dal fatturato (quello che deriva dal core-business dell’azienda) e dalla variazione di rimanenze e alla

più generica voce “Altri ricavi e proventi” (A5), che ospita i componenti di reddito accessori derivante per esempio dall’affitto di una parte di

capannone inutilizzata.

(affitti, noleggi...) I

Ci sono costi monetari (salari e stipendi, oneri sociali) e non monetari, almeno non

" a breve (TFR, accantonamento che faccio ogni anno che diventa monetario quando

cessa il rapporto di lavoro). Nella macro-classe B ci sono tutti i costi della produzione riferibili all’esercizio suddivisi per natura: costi per materie prime, per servizi, per go-

dimento beni di terzi, costi del personale, ammortamenti, accantonamenti e svalutazioni...

= quota di esercizio riferibile all’utilizzo che ho avuto nell’anno del fattore produttivo

costo non monetario: non misura un debito verso qualcuno ma deriva da una convenzione contabile La maggior parte di questi costi sono costi monetari: misurano debiti che l’azienda deve pagare prima o poi a qualcuno. Alcuni non sono monetari (am-

mortamenti e svalutazioni B10).

Voce residuale che accoglie costi di più svariata natura [

Il primo risultato intermedio (A-B) lo vediamo anche senza riclassificare è fondamentale. Quasi tutti i componenti si riferiscono

]

alla produzione (quella che è la attività caratteristica dell’azienda) eccetto quelli accolti in A5 e B14 che potrebbero essere riferi-

bili a circuiti di gestione non tipica bensì accessoria. Non si può dire che si tratta di attività tipica perché ci possono essere ricavi/

costi riferibili alla gestione accessoria; tuttavia si tratta di una forma di reddito molto ristretta la differenza fra A e B perchè non

considera la gestione finanziaria che invece viene considerata nelle macro-classi C e D.

Quando si osserva un bilancio l’occhio cade sempre sulla perdita. Tuttavia è ben più grave che ci sia un valore negativo nel risul-

tato intermedio A-B perché attiene alla produzione.

Se l’azienda ha sbagliato nelle sue politiche di finanziamento e questo si riflette nella gestione finanziaria rappresentata in C e in

D questo è sì preoccupante; ma non quanto uno sbaglio relativo al circuito della produzione (sbaglio nella scelta del fornitore di

materie prime, nella scelta del terzista che ha fatto le impunture, nella scelta del dipendente cui è stata affidata la produzione).

Le operazioni di finanziamento si possono sempre rinegoziare, mentre invece una volta persa la fiducia del cliente e rovinata la re-

putazione è molto più difficile rimediare.

La redditività dell’azienda è bene che la ottenga sulla sua gestione tipica/caratteristica.

Prima del d.lgs. del 2015 c’era anche la macro-classe (E) “Oneri e proventi straordinari”, che catturava al suo interno tutti quei componenti positivi/

negativi di reddito che erano riferibili ad accadimenti non ordinari bensì straordinari. Questo faceva sì che prima da A a D avessimo dei componenti

positivi/negativi di reddito della gestione produttiva e finanziaria, ma di carattere ordinario (fitti attivi/passivi, interessi passivi su mutui... operazioni

ordinarie). La macro-classe E accoglieva al suo interno i valori derivanti da operazioni straordinarie, ovvero quelle operazioni prive del requisito del-

la ordinarietà (es: si allaga il capannone e riporto un danno che quantifico come insussistenza passiva oppure mi arriva il rimborso dell’assicurazione).

Si tratta di componenti straordinari perché non capitano tutti i giorni.

I componenti straordinari erodono sì l’attività al pari dei costi della gestione finanziaria e di quella caratteristica; ma proprio perché straordinari preoc-

cupano meno di quelli derivanti dalla gestione ordinaria, dal momento che non capitano spesso.

Ho realizzato un gran utile quest’anno: deriva dal fatto che ho un gran valore della produzione o dal fatto che ho venduto un macchinario conseguendo

una plusvalenza (che una volta mettevo fra i componenti straordinari di reddito nella macro-classe E mentre ora invece va a sporcare le classi sovra-

stanti)?

Il bilancio d’esercizio e i suoi limiti informativi - detto anche Capitale proprio o Capitale di rischio

- quanto conferito dai soci in fase costitutiva o successivamente

e incrementato/decrementato dal reddito.

=investimenti Capitale di terzi

:

E’ vero che l’attivo, passando per le immobilizzazioni e arrivando al circolante, è improntato secondo una logica di E’ vero che nel passivo passiamo dal Patrimonio Netto che è una fonte permanente, in quanto non soggetta a scadenza,

liquidità crescente; ma si può notare che vi sono diverse eccezioni che sporcano questo criterio e ci portano a dire ai debiti veri e propri rappresentati in B, con una scadenza e un soggetto rispetto al quale tali debiti risultano esigibili

che, per come è strutturato, esso non esprime le caratteristiche di liquidità delle poste patrimoniali attive, le quali sì ben precisi. Tuttavia, come nell’attivo, i debiti non sono ordinati secondo un criterio di esigibilità crescente. Fortunata-

sono rappresentate secondo un generale criterio di liquidità crescente che trova diverse eccezioni (rimanenze di dif- mente il legislatore mi chiede di indicare quali debiti scadono entro l’esercizio e quali oltre.

ficile smobilizzo e crediti v/clienti che scadono fra 18 mesi ma sono nel circolante; i risconti che possono annuali Quindi lo Stato Patrimoniale non esprime le caratteristiche di esigibilità del passivo.

ma anche pluriennali; i crediti verso soci che possono essere già richiamati o non ancora richiamati) che fanno sì

che lo Stato Patrimoniale non sia in grado di esprimere le caratteristiche di liquidità per l’attivo.

Il bilancio d’esercizio e i suoi limiti informativi

1° risultato intermedio Macro-classe E ora defunta: accoglie i risultati della gestione

straordinaria che sono ora invece ricompresi, mischiandosi al

resto, all’interno di A e di B, con necessità per il redattore di

I costi della produzione (B6 “costi per materie prime”; B7 bilancio di inserire l’evidenza di quali componenti di A e di B

“per servizi”; B8 “godimento beni di terzi”; B9 “per il per- R.A.I. sono da considerarsi come straordinari

sonale” etc. fino a B14) sono classificati per natura: B6 in-

l’ac-

dividua per es. tutti i costi che per natura riguardano

quisizione di materie prime; B7 i servizi; B8 godimento (Risultato Netto)

beni di terzi; B9 il personale...

La classificazione dei costi per natura è utile; a me però

potrebbe interessare più una classificazione per destinazio-

ne: mi potrebbe per esempio interessare sapere il costo del

personale com’è stato destinato nelle varie funzioni azien- Non c’è modo di individuare un reddito della Gestione Operativa/

dali. A me analista interno sapere che l’azienda ha pagato Caratteristica, che è quello su cui si devono finalizzare le strategie

così indistintamente serve a

100.000 di costi del personale straordinaria, a

aziendali. Da quando è venuta meno la Gestione

poco. A me piacerebbe invece sapere quanti di questi soldi questo limite se ne somma un altro: in A)-B) confluiscono indistin-

sono stati consumati/assorbiti nella funzione produzione, tamente e inscindibilmente anche i componenti della gestione stra-

quanti nella funzione R&S, quanti in Amministrazione e ordinaria.

Finanza, quanti nella parte commerciale e via di seguito...

Stessa cosa per i servizi che sono fra gli aggregati per na-

tura più eterogenei (servizi per pubblicità, servizi di pro-

fessionisti che a sua volta ricomprendono avvocati, notai..

poi ci sono i servizi bancari, assicurativi, di vigilanza, in-

Mentre l’aggregato “costi per mate-

formatica, di pulizia). Le voci su cui si concentra una maggiore eterogeneità sono: A5 “Altri

rie prime” è abbastanza omogeneo (le materie prime ven- ricavi e proventi”, in cui ci stanno tutti i ricavi accessori e straordinari

gono prevalentemente utilizzate per la funzione produzio- mischiati a un po’ anche di ricavi tipici; B14 “Oneri diversi di gestione”

ne) e non occorre spezzarlo se vogliamo vedere il consu-

mo delle varie aree aziendali di questo valore), altri aggre-

gati come il personale, i servizi, gli ammortamenti, potreb-

be avere un valore in termini decisionali, di aiuto ai mana-

ger sapere come sono destinati all’interno delle varie aree

aziendali. Aree che denominano le funzioni. = reddituale Non è obbligatorio per tutte le aziende: occorre essere o società

quotate o gruppi aziendali o superare certi limiti dimensionali.

Documento che indaga la liquidità e come essa si è movimentata nel

corso dell’anno, individuando quelle classi di operazioni che hanno

aumentato quella liquidità (quindi hanno prodotto nuovo cash) e, per

contro, quella serie altra di operazioni che hanno assorbito quella li-

quidità.

all’analisi di bilancio Soggetti che non svolgono l’analisi ma che la demandano. Gli azionisti

sono interessati a indicatori che sono abbastanza sintetici e che vanno a

azionisti.

catturarare quella che è la redditività per loro

Gli indicatori sintetici hanno dei limiti e quindi richiedono di essere ulte-

è in una posizione privilegiata: dispone di un set di informazioni che è molto ricco e a volte per ovvi

motivi riservato a una certa riservatezza aziendale riormente dettagliati per andare a descrivere quello che accade nelle varie

aree aziendali: e queste sono informazioni che interessano non solo la pro-

prietà, ma anche coloro che a vario titolo nella piramide gerarchica azien-

dale sono deputati a svolgere delle funzioni e a cui sono assegnati degli o-

biettivi. Se dall’indicatore sintetico, che è quanto ci guadagna l’azionista,

io vado a dettagliare ulteriormente in quant’è la redditività della singola

area aziendale, quest’ultima informazione riguarda anche l’azionista per-

chè indirettamente riguarda anche la sua redditività complessiva, ma va a

Interessare anche il manager di quell’unità perché c’è un indicatore, al

quale magari è pure collegata una parte variabile della sua retribuzione.

L’analista esterno si deve affidare ai

documenti ufficiali consultabili, ossia

quel pacchetto informativo che si com- , ,

pone di Conto Economico, Stato Patri-

moniale, Rendiconto finanziario, Nota

Integrativa e Relazione sulla Gestione.

Nel tempo il legislatore ha chiesto di

ampliare il set di informazioni mini-

me e obbligatorie, ma sono comun-

que poche; anche in considerazione

del fatto che molte aziende si posso-

no avvalere della possibilità di redi- Chi sono gli analisti esterni?

gere un bilancio in forma abbreviata, Chiunque possa avere un interesse a fare un apprezzamento/valutazione delle perfor-

con un set di informazioni ancor più mance complessive aziendali: finanziatori (interessati soprattutto alla solvibilità di un’

scarno. azienda); il fornitore (che nel bilancio è nello S.P. in “debiti v/fornitori”, e quindi sta

dentro il Capitale di terzi); il dipendente che lascia il TFR in azienda che ci sta finan-

ziando perché sta procrastinando il momento in cui quel debito sarà esigibile.

Il fornitore prima di confermare un nostro ordine ed inviarcelo deve capire se siamo in

grado di pagarlo.

Anche i concorrenti sono soggetti interessati.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher johntravolta1996 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Analisi di bilancio e analisi dei costi e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Gigli Sabrina.
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