Lezione 1 – 16/10
Analisi di bilancio: introduzione
L’analisi di bilancio si articola in fasi: la prima fase è quella di interpretare i dati contenuti nel bilancio, ovvero effettuare una lettura critica di quelli che sono gli schemi civilistici di stato patrimoniale e conto economico. L’obiettivo di questa lettura è capire se l’impresa ha raggiunto le tre situazioni di equilibrio aziendale: economico, finanziario e patrimoniale.
Riclassificazione del bilancio
L’analisi di bilancio vede come punto di partenza la riclassificazione dei prospetti di stato patrimoniale e conto economico. Da questa riclassificazione si andranno a desumere dei risultati intermedi che verranno poi utilizzati per calcolare dei quozienti, ossia degli indici, attraverso i quali effettuare la cosiddetta analisi per indici. L’analisi per indici sarà condotta al fine di comprendere quelle che sono le performance in termini economico, patrimoniale e finanziarie. Gli indici si distinguono in:
- Indici di situazione e struttura finanziaria
- Indici di situazione e struttura economica
L’equilibrio patrimoniale lo possiamo dedurre dagli indici di struttura finanziaria e solidità.
Analisi per flussi e creazione del valore
Segue poi l’analisi per flussi, che viene condotta mediante la redazione del rendiconto finanziario. Terminata questa analisi, vi è il processo di creazione del valore, che si basa sul confronto tra costo effettivo del capitale e rendimento atteso, ovvero, tra il costo effettivamente sostenuto per acquisire la disponibilità di un determinato capitale da impiegare nel processo produttivo e il rendimento ottenuto da quello stesso capitale. Da questo confronto capiremo se l’impresa ha creato o distrutto valore. Ci sarà creazione di valore quando il rendimento è maggiore del costo sostenuto.
Tipologie di lettura critica
La lettura critica può essere cross sectional o intertemporal. Cross sectional: il confronto deve avvenire in una determinata data e si confrontano bilanci di imprese differenti ma appartenenti allo stesso settore; intertemporal: si prendono i bilanci di una stessa impresa e si confrontano nel tempo.
Utilità dell'analisi di bilancio
L’analisi di bilancio è utile a:
- Soggetti finanziatori che andranno ad accertare la capacità di credito attribuibile ad un’azienda e quindi valutare l’affidabilità finanziaria per decidere se concedere un finanziamento o meno all’impresa.
- Analisti finanziari per poter verificare eventuali uniformità nella struttura e nella gestione di imprese appartenenti ad un determinato settore.
- Amministratori per avere un resoconto dell’andamento della gestione dal punto di vista economico, patrimoniale e finanziario.
Osservazione della gestione d’impresa
L'oggetto di osservazione per tutti questi attori è la gestione d’impresa, intesa come l’insieme di operazioni che caratterizzano una combinazione collettiva. Questa gestione può essere osservata sotto tre diversi aspetti: finanziario, economico e patrimoniale.
Struttura finanziaria
La struttura finanziaria fa riferimento alla composizione del fabbisogno di capitale ovvero di impieghi e della copertura di questi impieghi con le fonti di finanziamento. Questo indice di struttura finanziaria ci consente di valutare la solidità patrimoniale perché ci deve essere coerenza temporale tra fonti e impieghi. Una fonte a medio-lungo termine deve coprire un impiego a medio-lungo termine.
Situazione finanziaria
La situazione finanziaria riguarda la relazione che si può istituire tra disponibilità monetarie e finanziarie e il relativo impiego per lo svolgimento della gestione. La situazione finanziaria riguarda la solvibilità dell’impresa in senso stretto che ci consente di valutare se un’impresa è in equilibrio finanziario. Il patrimonio è la differenza tra attività e passività.
Indici di struttura economica
Gli indici di struttura economica riguardano la composizione dei costi e dei ricavi, mentre la situazione economica consente di verificare se l’impresa è in grado di remunerare adeguatamente tutti i fattori produttivi, ovvero se è in grado di operare nel rispetto del principio di economicità intesa come capacità di remunerare adeguatamente e a condizioni di mercato tutti i fattori produttivi affinché questi possano essere attratti all’interno dell’impresa e trattenuti.
Informazioni dall'analisi di bilancio
Attraverso l’analisi di bilancio possiamo acquisire informazioni inerenti: il modello di business, valutare le performance economiche, patrimoniali e finanziarie, valutare il rischio operativo e i rischi finanziari.
Modello di business
Il modello di business riguarda la struttura produttiva dell’impresa, ovvero la capacità produttiva massima che l’impresa intende realizzare. Valutare le performance significa valutare l’andamento economico, patrimoniale e finanziario dell’impresa, è la capacità dell’impresa in termini di raggiungimento delle condizioni di equilibrio.
Rischio operativo
Il rischio operativo è riconducibile alla struttura dei costi fissi e variabili; esprime la probabilità più o meno elevata di subire risultati reddituali particolarmente negativi o positivi in base al variare del volume di produzione. Esempio:
- Impresa A: 100.000 euro di costi fissi e 20.000 euro di costi variabili.
- Impresa B: 20.000 euro di costi fissi e 100.000 euro di costi variabili.
Tra A e B qual è l’impresa più rigida? L’impresa A ha maggiori costi fissi e quindi è più rigida, riuscirà meno agevolmente ad adeguarsi alle nuove condizioni di mercato. Dinnanzi a una fluttuazione negativa dei volumi di produzione e di vendita, subirà i risultati reddituali particolarmente negativi l’impresa rigida ovvero A. Se invece, i volumi di produzione e vendita dovessero aumentare, avrà risultati reddituali positivi sarà l’impresa rigida perché andrà a spalmare i costi fissi su più unità ovvero sfruttare le economie di scala e quindi registrerà risultati reddituali più positivi rispetto ai risultati reddituali positivi dell’impresa flessibile.
Rischio finanziario
Il rischio operativo viene misurato dalla leva operativa, tanto più alta è la leva operativa tanto più alto è il rischio operativo. Presenterà un grado alto di leva operativa l’impresa rigida perché è maggiormente esposta al rischio di conseguire risultati particolarmente negativi in presenza di una contrazione di volumi di produzione e vendita. Il rischio finanziario è riconducibile alla struttura finanziaria ed in particolare alle scelte di finanziamento di un’impresa ovvero alla scelta di un’impresa di finanziarsi con capitale proprio o di terzi. Lo strumento utilizzato per misurare il rischio finanziario è la cosiddetta leva finanziaria.
Riclassificazione stato patrimoniale
Riclassificare vuol dire riaggregare gli elementi patrimoniali dell’attivo e del passivo, seguendo il criterio finanziario e funzionale in base al tipo di analisi che si intende condurre. Se si vuole indagare sulla solvibilità di un’impresa è necessario calcolare degli indici e dei margini di situazione finanziaria ed il calcolo di questi indici avviene considerando dei risultati desumibili dalla riclassificazione dello stato patrimoniale secondo il criterio finanziario. Oltre al criterio finanziario, vi è il criterio funzionale o di pertinenza gestionale, il criterio che ci porterà a riaggregare le voci dell’attivo e del passivo sono differenti. In particolare, lo stato patrimoniale riclassificato secondo il criterio finanziario si basa sul principio del grado di realizzabilità dell’attivo cioè considera il tempo entro il quale si ritiene che quell’elemento patrimoniale ritornerà in forma liquida attraverso un realizzo che può essere diretto o indiretto.
- Realizzo diretto: quando la merce viene direttamente collocata sul mercato ovvero si acquista la merce e si ricolloca sul mercato.
- Realizzo indiretto: se la mia attività di core business consiste nel produrre jeans, il realizzo dell’impianto che userò per tagliare il jeans, ovvero il capitale che ho investito per acquistare quel macchinario ritornerà in forma liquida attraverso un realizzo indiretto. Il realizzo indiretto si ha quando un determinato prodotto ottenuto attraverso la combinazione di più fattori produttivi viene collocato sul mercato.
Nello stato patrimoniale finanziario, l’attivo viene riclassificato in base al suo grado di realizzabilità ovvero trasformazione in numerario. Il passivo viene riclassificato in base al grado di esigibilità o di estinzione del passivo. Per quanto riguarda lo stato patrimoniale riclassificato secondo il criterio funzionale, gli elementi patrimoniali del passivo e dell’attivo sono riclassificati in base alla pertinenza delle poste di stato patrimoniale all’attività caratteristica o core business.