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Analisi delle differenze di genere nella valutazione scolastica, Psicologia

Appunti contenenti una tesina per l'esame finale del corso di Psicologia delle Differenze di Genere, tenuto dal Professor Zatti. E' stata valutata con 30. Gli argomenti trattati sono i seguenti: le differenze di genere secondo Vivien Burr, la divisione verticale del lavoro, etc.

Esame di Psicologia delle differenze di genere docente Prof. A. Zatti

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è anche vero che ipoteticamente parlando se potessimo manipolare in modo adeguato

tali aspetti, potremo sperare di formare dei futuri adulti meno influenzati dal proprio

genere, figure più androgine non schiacciate dal peso della disparità e delle aspettative

sociali.

Nei capitoli che ho preso in considerazione, la linea generale del discorso spiega come

nonostante le giovani donne abbiamo in molti casi raggiunto o addirittura superato i loro

colleghi maschi, la differenza che caratterizza la scelta degli indirizzi di studio e delle

future carriere è ancora fortemente influenzata dal sesso: le femmine sono più presenti

nei settori sociali, umanistici, educativi e nelle arti; mentre i maschi sono la

maggioranza nei settori scientifici, matematici, nell’architettura, nell’ingegneria e in

quello tecnologico. Questi ultimi campi sono quelli che tradizionalmente danno accesso

alle cariche più prestigiose e meglio retribuite, e questo essere tradizionalmente

occupate da uomini ha creato una divisione (DIVISIONE VERTICALE DEL

LAVORO) che ha portato ad una svalutazione del lavoro della donna. Tale svalutazione

si è rivelata essere così grave che ha sua volta ha generato un’altra divisione in ambito

lavorativo, ovvero un superamento dell’impiego maschile anche in quei settori

lavorativi tradizionalmente legati alla figura femminile, ad esempio: l’ambito educativo

e della formazione è legato alla figura femminile in quanto la donna viene

tradizionalmente percepita come figura di cura e di sostegno della famiglia e dei figli;

tuttavia nonostante le donne che intraprendono questa carriera siano molto più

numerose degli uomini, è comunque più probabile che un uomo raggiunga cariche più

importanti (come per esempio la carica di preside) rispetto ad una donna; inoltre

possiamo osservare come, a livelli più alti d’istruzione si riscontri un maggior numero

di docenti uomini (DIVISIONE ORIZZONTALE DEL LAVORO). Questo tipo di

discriminazioni, complessivamente, limitano molto le possibilità di lavoro e di

guadagno delle donne, dimostrando così come le leggi in vigore sulla parità dei sessi

spesso rappresentino più un tentativo teorico che un vero e proprio impegno. Dai dati

del 1997 in Italia risultava una disparità di retribuzione tra uomo e donna pari al 13%

mentre oggi da uno studio Eurostat di Marzo 2012, risulta che la disparità è ridotta al

5,5%; tuttavia non dobbiamo lasciarci ingannare da questi dati in apparenza ottimistici

in quanto all’epoca della prima indagine l’occupazione femminile era in maggioranza

ad orario ridotto (part-time), mentre oggi dobbiamo non solo fare i conti con il minor

numero di ore lavorate dalle donne, ma addirittura con una fortissima incidenza di

disoccupazione: secondo lo stesso studio Eurostat la porzione di donne a rischio di

indigenza in Italia raggiunge il record con il 26,3% contro il 22,6% di uomini.

Tornando al tema centrale, nel corso degli ultimi decenni si è tentato di capire quali

siano i fattori che influenzano le scelte di maschi e femmine riguardo al loro futuro

professionale e così da tali studi sono emersi alcuni fattori che caratterizzano la vita

scolastica di ogni bambino e che hanno una forte influenza sulle sue scelte. Questo è ciò

che è definito “curriculum nascosto”, cioè quel prodursi e riprodursi di modelli che

ripropongono le differenze di genere; si dice appunto “nascosto” in quanto questi

modelli non vengono proposti in modo conscio, bensì sono insiti nel sistema stesso.

Insegnanti

Come ho già detto in precedenza, esiste un forte squilibrio nella rappresentanza

uomo/donna nei diversi livelli d’insegnamento e la minore possibilità delle donne di

essere nominate per un ruolo di prestigio.

Materiali

Spesso i libri di testo, soprattutto testi scientifici e antropologie per bambini, offrono

immagini stereotipate dei ruoli di uomini e donne, dando scarsissima visibilità a

quest’ultime (in un esempio riportato nel testo della Burr, si parla di come Marie Curie

venisse rappresentata in un volume scientifico seduta accanto al marito come una

semplice aiutante, mentre è noto che il suo contributo fu essenziale quanto quello del

marito nei suoi studi sulla radioattività. Inoltre Marie Curie vinse ben due Premi Nobel

mentre suo marito Pierre ne vinse soltanto uno). Questi stereotipi sono piuttosto

forvianti quando lo scopo è quello di permettere al bambino di scoprire e crearsi una

propria visione del mondo e dei reciproci ruoli di uomo e donna.

Organizzazioni e prassi scolastiche

Spesso la parità dei sessi all’interno delle mura scolastiche è puramente formale e i

giovani ne deducono che la differenza di sesso sia una discriminante sufficiente per

l’assegnazione di compiti diversi e attività separate, per esempio durante le lezioni di

educazione fisica ragazzi e ragazze continuano ad essere assegnati a gruppi sportivi

diversi: i ragazzi sono impegnati in sport più virili come il calcio, basket o l’atletica;

mentre le ragazze vengono assegnate a sport “più appropriati” come la pallavolo e la

ginnastica artistica.

Questo continuo rinforzo da parte degli insegnanti contribuisce alla costruzione di una

rigida mentalità diversa per genere che nel futuro potrebbe trasformarsi in una rigida e

chiusa convinzione sui ruoli sessuali.

Atteggiamenti e attese degli insegnanti

Gli insegnanti hanno aspettative e atteggiamenti diversi nei confronti degli allievi dei

due sessi: per esempio, per quanto riguarda i successi personali delle ragazze, gli

insegnanti dicono loro che questo è frutto solo del loro impegno e del loro studio e se

falliscono vengono rassicurate ma non incoraggiate a fare meglio, come se da loro non

ci si potesse aspettare nulla di più; quando sono i ragazzi ad avere successo, vengono

elogiati per le loro doti personali quindi un insuccesso non è frutto di scarsa

intelligenza, bensì di altri fattori quali un’eccessiva aggressività. Ne consegue quindi

che premi e punizioni vengono elargiti in modo differente a seconda del sesso di

appartenenza: se i ragazzi vengono premiati per lo svolgimento di un lavoro, vengono

invece puniti per il loro comportamento o per la cura estetica di loro stessi; mentre alle

ragazze accade esattamente il contrario, ci si aspetta che siano tranquille, docili e in

ordine, ma che siano scolasticamente più deboli dei maschi.

Un altro atteggiamento che condiziona e approfondisce la credenza di alcuni stereotipi,

sono le osservazioni sessiste che i docenti maschi utilizzano per esprimere i propri

giudizi riguardo ad una classe (“comportarsi da femminucce” riferito ad un gruppo di

ragazzi). Askew e Ross [1988] hanno suggerito l’idea di un “cultura comune” di stampo

maschile che accomuna docenti e allievi maschi, escludendo di fatto insegnanti e allieve

femmine.

Inoltre è importante sottolineare come le aspettative degli insegnanti influenzino l'idea

che gli studenti hanno riguardo a loro stessi, questo perché essi interiorizzano le

aspettative di genere che i docenti esprimono rispetto alle loro capacità attuali e future,

facendo sì di fatto, che queste diventino delle vere e proprie profezie riguardo alla vita

futura dell’allievo. Ovviamente sulla base di ciò che ho affermato in precedenza,

essendo le aspettative degli insegnanti più rosee per i ragazzi e più modeste per le

ragazze accade che spesso le vite di questi si svolgano proprio come predetto.

Interazioni a scuola – docente/alunno

Da uno studio di Spender [1982], è emerso che nonostante gli insegnanti si

impegnassero a dedicare la stessa quantità di tempo ed attenzioni agli alunni di entrambi

i sessi, ciò non accadeva, in quanto a causa dell’irrequietezza dei maschi questi ultimi

riuscivano a strappare ai docenti quasi il doppio delle attenzioni rivolte alle ragazze:

“...Diamo così per scontata la maggiore importanza dei ragazzi e la necessità di

dedicare ad essi maggiore tempo e attenzione che per il solo fatto di dare alle ragazze il

35% del nostro tempo sentiamo di essere state ingiuste nei confronti dei

ragazzi...[ibidem, 56]”.

Interazioni a scuola – alunno/alunno

Gli spazi di gioco all’interno della scuola risultano essere un ulteriore punto

chiarificatore nella comprensione delle interazioni tra studente e studente, è infatti

osservabile come esso sia strutturato in base al sesso (i maschi monopolizzano tutto lo

spazio di gioco rincorrendosi, giocando a pallone o facendo la lotta; mentre le femmine

tendono a riunirsi in gruppi più ristretti, relegate agli angoli dell’area di gioco,

osservando i maschi o semplicemente tentando di non essere coinvolte nelle loro

attività) . Questa “occupazione dello spazio” non si limita solo allo spazio fisico, ma

anche a quello comunicativo: nelle conversazioni miste gli uomini tendono a parlare di

più, controllano il tema ed interrompono spesso.

E chiaro che tali differenze non possono essere imputabili interamente agli insegnanti,

ma per far fronte a tutte queste situazioni sono state elaborate delle strategie di

cambiamento che negli anni passati sono state applicate in alcuni istituti: sono stati

istituiti contesti d’insegnamento specifici per il sesso, sono stati elaborati progetti di

ricerca – azione per la promozione di un atteggiamento più positivo verso le scienze e le

materie tecniche da parte della popolazione studentesca femminile, è stata avviata una

politica di pari opportunità all’interno degli istituti, il tutto con risultati discreti ma

senza un reale e sensibile cambiamento a livello praticato.

UN CONTRIBUTO PERSONALE

Se teniamo conto che la scuola è il teatro in cui l’individuo conquista la sua identità

sessuale, e se teniamo conto che di fatto il sesso non è l’unica discriminante fra gli


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze psicologiche
SSD:
Università: Bergamo - Unibg
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher A.Beretti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia delle differenze di genere e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bergamo - Unibg o del prof Zatti Alberto.

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