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Per Jung e Freud studiare l’inconscio significa avere accesso alla malattia mentale.

• Jung registro’ le allucinazioni dei suoi pazienti schizofrenici e noto’ come questi si ripetevano

anche in soggetti diversi, arrivo’ quindi a pensare che esistesse nella mente dell’uomo una

struttura universale ( inconscio collettivo ).

• Le caratteristiche psichiche essenziali sono presenti sin dalla nascita secondo Jung, lo studioso

chiama questi attributi con il nome di archetipi ( gli archetipi sono alla base di tutti i fenomeni

dell’esistenza umana )

• gli archetipi sono strutture innate che possono:

_ originare, controllare e mediare comportamenti caratteristici a tutti gli esseri umani.

_ gli archetipi possono generare idee simili anche in individui diversi indipendentemente dalla

razza, dalla religione ecc.

• Le caratteristiche del nostro patrimonio mentale vengono acquisite da ciascun individuo del

corso del suo sviluppo sosteneva Freud.

Con gli archetipi Jung non nega l’importanza che ha l’esperienza personale nello sviluppo

dell’individuo ma si astiene nel pensare che questa avviene solamente attraverso l’esperienza e

l’apprendimento.

• l’esperienza personale sviluppa cio’ che gia’ esiste sin dalla nascita, ha cioe’ il compito di

attivare l’archetipo.

• Il modello di Jung sulla psiche e’ il seguente:

_ l’ Io si trova nella fascia di coscienza, il Sé e’ responsabile dell’ integrazione della personalita’ nel

suo insieme ed e’ legato all’ Io.

• Le unita’ funzionali che costituiscono l’inconscio collettivo sono gli archetipi, sono dei sistemi

dinamici che mutano continuamente. Il Sé serve per coordinarli.

Prove a favore degli archetipi

In un orfanotrofio greco, a Demetra, fondato da Doxiadis, si provo’ a dare ad ogni bambino una

mamma sostitutiva con la quale creare un rapporto stabile.Il numero degli assistenti era pari a quello

dei bambini.Questo intento’ duro’ ben poco e questo legame durava fin quando c’era la direttrice

che coordinava il tutto, non appena questa era assente, le assistenti venivano a contatto con tutti gli

altri bambini.

Ogni bambino veniva a contatto ogni mese con almeno 15 figure materne diverse ( forse il primo

caso nella storia ).

Esistevano due teorie sull’ attaccamento:

• la prima teoria ( quella del condizionamento operante ) sosteneva che il comportamento di

attaccamento moderno fosse legato al sistema delle punizioni e delle ricompense. La

ricompensa era la vicinanza della mamma che lo nutriva e lo coccolava, la punizione era il suo

allontanamento ) questa teoria si basa sull’amore interessato, cioe’ che l’attaccamento del

bambino era dovuto alla ricompensa primaria, ovvero quella che avveniva attraverso il cibo

• la seconda teoria ( proposta da Bowbly ) contrastava con la teoria del condizionamento

operante, secondo lo studioso da parte del bambino non c’era un amore interessato. E il

bambino e la mamma sono programmati ad amarsi sin dalla nascita. Cio’ che piu’ sconvolse di

questa teoria fu che Bowbly si servi’ del paragone di varie specie ( dell’etologia quindi ) per

studiare l’attaccamento.

Tornando all’ esperimento di Metera quale delle due teorie e’ quella valida si chiede Anthony

Stevens?

Se la teoria dell’amore interessato era valida gli individui avrebbero dovuto creare legami multipli

cioe’ con tutte le assistenti che si prendevano cura di loro. I neonati avrebbero poi preferito le

assistenti che piu’ frequentemente gli davano da mangiare.

Se invece la teoria di Bowlby fosse stata valida , il bambino avrebbe dovuto focalizzare il suo

attaccamento solo su di una persona e avrebbe dovuto ignorare il resto delle assistenti preferendo in

particolare una di esse.

Attraverso le ricerche di Stevens emerse nei primi sei mesi che i bambini tra le assistenti ne

preferivano una in particolare, si conferma cosi’ il principio di monotropia di Bowlby.

I bambini sceglievano la figura non che li alimentava di piu’ ma la figura dell’assistente che giocava

di piu’ con loro ( un altro punto a favore della teoria di Bowlby ).

L’ archetipo del nemico e il complesso dell’ombra

L’archetipo del nemico si manifesta gia’ nel primo anno di vita, il bambini inizia ad allontanarsi

dagli estranei ed ha paura di loro.

_ quando parliamo di archetipo del nemico ci riferiamo a una predisposizione innata

_l’archetipo del nemico prende forma all’interno della mente dell’individuo ed e’ l’insieme di un

complesso e di idee legate tra loro. Le due principali sorgenti di questo complesso sono

l’indottrinamento culturale e la repressione famigliare.

• la componente culturale comprende cio’ che ci e’ stato insegnato sugli altri gruppi considerati

ostili

• la componente famigliare deriva dalla proibizione parentale nei confronti di quei comportamenti

inaccettabili nell’ambito famigliare ( a questa componente Jung ha dato il nome bi Ombra )

Questa ombra contiene tutti gli aspetti della persona che sono nascosti nell’ inconscio perche’ non

sono accettabili dove e’ cresciuto l’individuo. Questa ombra raramente viene alla luce perche’ viene

tenuta a basa dal Super Io che Jung chiama complesso morale.

I sensi di colpa non nascono per Jung dalla paura di castrazione da parte del padre per il desiderio

da parte del bambino verso la madre ma nascono per la paura di non essere accettato, nascono cosi’

i sensi di colpa.

Biologia , moralita’ e aggressività

L’ uomo ha per natura la capacita’ di comportarsi moralmente ma non e’ detto che la attui. Secondo

Spencer c’e’ una propensione verso l’amicizia con i famigliari e una propensione verso l’inamicizia

con gli estranei. ( questo si ritrova anche nel comportamento animale ).

Proiezione dell’ Ombra

La cosa piu’ difficile e’ a far tirar fuori al paziente la propria ombra, tirarla fuori significa sentirsi

in colpa e paura di essere rifiutato.

L’Ombra non viene accettata dall’ Io e viene cosi’ proiettava verso l’esterno, verso quindi altri

individui. Cerchiamo cosi’ di negare la nostra cattiveria e la proiettiamo sugli altri membri di un

gruppo diverso dal nostro, nascono in questo modo i pregiudizi e gli stereotipi.

Attraverso l’ Ombra i nemici si trasformano in demoni e diventato persone prive di ogni

considerazione umana. ( atteggiamento che uso’ anche Hitler quando dichiaro’ non umani gli ebrei

).

Gli atti distruttivi vengono giustificati da chi li commette, abbiamo imparato nella nostra evoluzione

che il nemico e’ sempre in agguato e l’inconscio ci spinge ad aver paura di lui.

Capitolo VI

Etologia e psicodinamica della difesa ( DIXON )

Qui vedremo le strategie che gli individui mettono in atto per preservare il proprio benessere e la

propria integrità.

Meccanismi psicodinamici di difesa

Il concetto meccanismo di difesa fu introdotto da Freud per spiegare la resistenza alla terapia

Definizione della psicoterapia analitica

E’ una terapia basata sulla parola. Si deve instaurare tra paziente e analista una relazione dove i

sentimenti e le pulsioni dell’analizzato escano fuori.

La situazione analitica

Lo strumento principale per analizzare la psiche e’ lo scambio verbale. I pensieri del soggetto

devono fluire liberamente. L’analista e’ seduto dietro il paziente in modo che questi non sia inibito

nel parlare.

La relazione analitica

• si deve instaurare una relazione bilaterale tra i due soggetti che devono essere entrambi parte

attiva.

• Entra in gioco il transfert e il controtrasfert

• Si instaura un rapporto di fiducia

Il processo terapeutico e la crescita psichica

Ci sono degli eventi spiacevoli nella nostra evoluzione che rimangono intrappolati nella psiche e

che impediscono un equilibrato sviluppo psichico. Il paziente deve prender coscienza di questi

pensieri per reintegrarli nella psiche.

La resistenza

E’ la riluttanza da parte del paziente a parlare dei suoi problemi. Questa resistenza non e’ la voglia

di non cooperare ma c’e’ qualcosa che lo trattiene nell’aprirsi. A livello conscio la paura puo’essere

quella di essere giudicato.

La resistenza puo’ assumere varie forme ma il suo scopo e’ lo stesso: evitare l’accesso a pensieri

spiacevoli difendendo l’io

Il concetto di Io

E’ l’acquisizione della coscienza di se e della propria personalita’. L’ Io fa da filtro a pensieri

spiacevoli. L’ Io e’ chiamato il guardiano della coscienza

Principali meccanismi di difesa dell’ Io

Le difese dell’ Io sono manovre che permettono alla mente di evitare il contatto con materiale

spiacevole.

• repressione e soppressione:

_ e’ l’estrusione dalla coscienza di pensieri e ricordi dolorosi, e’ considerato un processo inconscio

ma e’ probabile che nella prima parte il soggetto sia cosciente.

La repressione e’ di due tipi:

_ opera il modo che il materiale inconscio non venga mai e poi mai alla luce ( puo’ riemergere nel

sonno )

_opera in modo che il materiale inaccettato venga rimosso e portato nell’ inconscio ( vera

repressione )

• negazione e inibizione

e’ il rifiuto di accettare una realta’ spiacevole. Le negazione e’ atto cosciente ( non come la

soppressione ).

• dissociazione e intellettualizzazione

Dissociazione = repressione collegata a PARTICOLARI pensieri

Intellettualizzazione = e’ il modo di parlare dei propri conflitti in modo da evitare i sentimenti che a

essi si associano.

Ci sono anche altri processi piu’ raffinati per la difesa dell’ io:

• spostamento

Quando proviamo odio per qualcuno e non possiamo sfogare la nostra rabbia verso lui spostiamo i

nostri sentimenti di rancore su un altro oggetto o un'altra persona.

Lo spostamento puo’ essere visto anche come ritorsione, le pulsioni negative dirette verso qualcun

altro vengono indirizzate su se stessi

• proiezione

Nella proiezione il soggetto attribuisce all’altro le proprie caratteristiche e le proprie emozioni che

non vengono da lui accettate

• sublimazione

I pensieri che non riescono ad essere accettati dall’ individuo vengono trasformati in qualcosa di

accettabile per il soggetto stesso e per la societa’.

I meccanismi di difesa degli animali

Gli animali nel corso dell’evoluzione hanno adottato varie misure difensive, se gli animali vengono

minacciati da un conspefico, questi attaccheranno a loro volta ma se saranno attaccati da un

predatore fuggiranno.

I primati non umani si occupa non solo di difendere la loro vita ma anche di difendere il loro

territorio, la loro famiglia ecc…

Ruolo difensivo dell’aggressione: viene messo in atto questo ruolo per distanziare gli animali

evitando che questi attingano alle stesse risorse. Si puo’ presentare un fenomeno di ridirezione,

quando l’animale non puo’ ricambiare l’attacco nei confronti di un dominante dirige la sua

aggressivita’ o verso la famiglia o verso i conspecifici di rango inferiore.

Strategie di fuga: e’ l’insieme di attivita’ che servono ad allontantare l’animale che rappresenta

una fonte di pericolo.

Allontanamento

Strategie di cut off: Quando l’animale non puo’ fuggire a causa di vie d’uscita bloccate o

situazioni sfavorevoli mette in atto altre strategie chiamate Cut Off

_ chiudere o coprire gli occhi ( abbassando la vista o il suono dello stimolo disturbante

salirebbe cosi’ la probabilita’ di successo dell’attacco )

_il cut off puo’ anche essere in alcuni casi segni di minaccia ( il topo chiude gli occhi prima di

attaccare )

Fuga bloccata : quando la via di fuga e’ bloccata l’animale assume posture statiche, cerca cosi’ di

non essere notato

Difesa dai predatori:

_ fuga

_occultamento ( nascondersi agli occhi del predatore )

_ camuffamento ( forma di occultamento , l’animale cerca di confondersi con l’ambiente )

_immobilita’

_ fughe proteiforme ( l’animale esegue movimenti velocissimi alternati a forme di staticita’ cosi’

che la sua fuga sia imprevedibile )

Meccanismi di difesa nell’animale e nell’uomo

Gli uomini di difendono usando processi psicologici , gli animali usando strategie comportamentali.

Nel caso dell’uomo il pericolo esterno e’ rappresentato da pensieri e pulsioni emozionali dolorose,

nell’animale e’ rappresentato da eventuali attacchi di rivali.

Nell’ uomo il confine si colloca nell’ Io, nell’animale si colloca nel proprio territorio.

Studiosi hanno dimostrato che anche l’uomo utilizza atti e posture cut off e questo e’ molto evidente

nei malati mentali come schizofrenici e depressi. ( in questi malati la difesa dell’Io non e’ piu’

efficace, ricorrere al cut off e’ quindi l’ultimo tentativo che possono mettere in pratica ).

Molti soggetti affetti da questi disturbi ricordano il fenomeno della fuga bloccata, la loro mimica

facciale e’ poco spiccata, sono poco propensi all’esplorazione dell’ambiente.

Dal punto di vista dell’utilita’, i meccanismi di difesa dell’ Io nell’ uomo e quelli di difesa

dell’animale si sono evoluti allo scopo di proteggere l’individuo dai rischi dell’ambiente esterno.

Capitolo VII

I contesti socio_mentali dell’ aggressivita’ ( Michael R.A. Chance )

Per migliorare la societa’ bisogna studiare i comportamenti che sono da ricercarsi degli strati piu’

profondi dell’essere.

Le nostre tendenze innate hanno natura dualistica da dove nascono due sistemi sociali:

• agonico: e’ un sistema rigidissimo e che si serve di una severa gerarchia, gli individui si trovano

perennemente in uno stato di tensione e di difesa verso gli altri

• edonico: e’ un sistema di reti sociali piu’ flessibile che comprendono il sostegno e la

cooperazione.

L’esperimento di Sarah Boyson spiega come il comportamento degli scimpanze’ cambia quando

vengono loro forniti strumenti per il ragionamento astratto.

_gli animali vengono portati di fronte a due dolciumi di dimensioni diverse

_viene spiegato agli animali che il dolce scelto dal soggetto viene dato al partner

_gli scimpanze’ sceglievano il dolce piu’ grande

Gli animali non riuscivano a inibire la scelta immediata per il dolce piu’ appetitoso.

L’esperimento viene allora posto in altra maniera:

_ I dolci vengono sostituiti con dei numeri posti in un piatto

_gli animali sceglievano in questo caso il numero piu’ basso per assicurarsi il boccone piu’ grande

In questo caso la risposta emotiva si era placata e l’animale usava la regola culturale, un metodo

piu’ oggettivo che non riusciva a mettere in atto con la vista del cibo.

Questo esperimento dimostra che gli scimpanze’ hanno due diversi sistemi, quello che porta alla

scelta del dolce piu’ grande e’ dovuto alla motivazione di natura emozionale indotta dalla vista del

cibo, la sostituzione del cibo invece evoca un sistema non emozionale ma dotato di qualita’

oggettiva.

Da queste due strutture possiamo capire che il comportamento aggressivo puo’ essere stato appreso

attraverso dei fattori emozionali.

Modalita’ agonica

Coesione sociale

_ i primati non umani si trovano in una gerarchia molto severa

_gli individui di rango elevato sono oggetto di molta attenzione da quelli di basso rango

_ si realizza un organizzazione intorno ad un individuo dominante, i soggetti dominanti rinforzano

la coesione del gruppo che attraverso la minaccia attivano i subordinati allo stato di allerta che puo’

verificarsi con la fuga inversa.

Come funziona il sistema agonico

_ la coesione avviene attraverso l’osservazione continua del dominante

_i membri dominanti costringono i subordinati a conformarsi alle attivita’ del gruppo, quando si

muovono per procacciare il cibo si guardano indietro per vedere il dominante che posizione prende,

se cambia direzione la cambieranno anche gli altri maschi, potranno cosi’ portarsi avanti al gruppo.

_ se si incontrano due bande potranno minacciarli o unirsi a loro

_il sistema agonistico e’ costituito da individuo continuamente in stato di attivazione controllata da

inibizione pronti sempre ad adattarsi alle mutazioni sociali del gruppo.

Societa’ umane di tipo agonico

_ uno dei casi puo’ essere quello di Saddam Hussein ( manteneva i propri stretti collaboratori sotto

un continuo timore proprio come il maschi dominante fa con i subordinati )

_il cervello rettile rende possibili queste azioni

_come puo’ un dittatore raggiungere il potere senza il supporto di larga parte del popolo? Lo stress

al quale la societa’ ci porta puo’ indurci a una sottomissione psicologica

Bande agoniche

Il modello adottato nel proprio gruppo viene riproposto nei conflitti con altri gruppi. L’equilibrio

instabile che si viene a formare in acluni individui tra attivazione e tensione mentale puo’ sfociare

in violenza e distruttività.

Modalita’ edonica

_ societa’ flessibile ( meno tensione tra individui, l’attenzione non e’ l’unico canale con il quale si

mantiene il rapporto, l’attenzione non e’ quindi piu’ impegnata e puo’ dedicarsi all’ ambiente

circostante come al potenziamento dell’ intelligenza )

_frequenti gesti di rappacificazione attraverso il contatto fisico

_ ci si divide in piccoli gruppi per andare a cacciare e i piu’ deboli sono sostenuti dai leader

_ il livello di attivazione degli individui e’ basso

La societa’ dei procacciatori di cibo

Nella societa’ egualitaria tutti i membri hanno un uguale valore, hanno uguali diritti alle risorse e

hanno anche eguali privilegi.

Possiamo trovare in queste societa’ individui che grazie al proprio talento possono esercitare

influenza ma non occupano comunque la posizione dei dominatori verso gli altri.

Gli individui che compongono questa societa’ sono autonomi ed ognuno ha le proprie

caratteristiche che si diversificano da quelle degli altri.

Questa forma di egualitarismo evita di gran lunga gli attacchi e le varie forme di lotta che ci

possono essere tra questi primati non umani.

Struttura del gruppo

Bion, attraverso i suoi studi nota che la tendenza che in ogni gruppo emerge e’ quella della forte

dipendenza da un leader, lui e’ il depositario di ogni sapere, a lui vengono attribuiti poteri divini e

questo svaluta le capacita’ potenziali degli altri membri del gruppo

Gruppi di bambini

_ sono proprio i leader a dare inizio al gioco ed ad indurre gli individui a cooperare

_ le loro comunicazioni non sono di tipo aggressivo e molto spesso ricorrono a gesti di

rappacificazione qual’ora sia necessario

Possiamo trovare anche gruppi con comportamenti agonistici:

_ i bambini mostrano atti di aggressione ripetuti senza ragione

_sono meno creativi

Cultura e diverse organizzazioni:

• cultura del potere:

e’ la cultura degli imprenditori e della politica, le figure chiave rappresentano la sorgente di potere

da quale chiunque altro dipende, cio’ che conta e’ quello che vuole in capo. Questa cultura e’ di tipo

agonico

• cultura di ruolo:

e’ la burocrazia. Norme e procedure regolano i comportamenti individuali. Conta il ruolo che

l’individuo ricopre. La gerarchia e’ fondamentale, ognuno ha il suo compito. E’ cultura di tipo

agonico

• la cultura dell’ obiettivo:

maggior parte dei dirigenti mirano ad essa. Gli individui sono raggruppati in base alle loro capacita’

e competenze nell’esecuzione di compiti e nella realizzazione di progetti. Il gruppo si riorganizza

continuamente ed e’valido solo alla fine di un certo compito. I membri cambiano quando si creano

problemi nuovi. ( tipo edonico )

• la cultura della persona:

qui l’individui prosegue per i suoi interessi personali, L’ organizzazione si deve occupare di

assistere l’individuo nel raggiungimento di questi obiettivi fornendogli risorse.

Parte terza

Dagli individui al gruppo

La guerra e’ una forma di aggressivita’ intraspecifica fra gruppi.

L’uomo arriva a percepire i membri di altri gruppi come soggetti di un'altra specie.

Capitolo VIII

Patriottismo e nazionalismo ( Implicazioni per la pace e per la guerra, Seymour Feshbach )

Con l’uso delle nuove armi e tecnologie le guerre stanno diventando sempre piu’ pericolose e

distruttive e non sono i vinti ma anche i vincitori subiscono molte perdite a livello umano.

Si e’ pensato molto spesso che la guerra cessasse di esistere, che prima o poi ci saremmo trovati di

fronte ad una pace universale con pochi conflitti isolati.

I conflitti con l’ ex Jugoslavia tra serbi, bosniaci e croati ha fatto capire all’umanita’ che

l’aggressivita’ fa parte dell’ uomo e preferisce la sua etnia rispetto alle altre.

Differenze individuali nell’aggressione

_ molte persone si avvalgono dell’aggressivita’ nelle interazioni interpersonali, altri non lo fanno

_alcuni individui se frustrati cercano di attaccare gli altri, molti cercano di risolvere i conflitti in

maniera sana.

Ci chiediamo ora se la tendenza di un individuo ad approvare politiche nazionali aggressive e’

dovuto alla personalita’ aggressiva dello stesso.

Patriottismo e Nazionalismo

Per spiegare l’appoggio che il soggetto da alla guerra dobbiamo capire la relazione che ciascun

individuo ha con la propria nazione.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale la parola Patriottismo ha assunto un significato negativo,

patriottismo e’ stato associato all’etnocentrismo.

Il Patriottismo e il Nazionalismo possono essere visti da diversi punti, c’e’ chi li ritiene sentimenti

di eroismo, lealta’, sacrificio e chi invece li ritiene sentimenti di rabbia e ostilita’ verso gruppi

esterni.

Dagli studi fatti da Feshbach su cosa ognuno pensa del suo paese sono emerse varie frasi “ amo il

mio paese, sono fiero di essere americano “ questa e’ quella componente chiamata patriottismo.

Ci sono persone che si sono discostate dall’ idea di patriottismo ed hanno accolto quella di

nazionalismo con frasi del tipo “ l’ America e’ superiore alle altre potenze “ ecc..

Patriottismo = attaccamento al proprio paese, l’attaccamento al proprio paese e’ simile a quello che

un bambino prova per la propria madre, e’ stato rilevato che il Patriottismo dipende molto con il

legame di attaccamento che i soggetti avevano sperimentato con il padre, piu’ alto il loro

attaccamento, piu’ alto il patriottismo.

Il patriottismo da questa riflessione e’ dunque legato all’attaccamento precoce al padre e quindi e’

dato da influenze sociali precoci.

Nazionalismo = invoca la superiorita’ della propria nazione sulle altre, le misure del Nazionalismo

non c’entravano in alcuno modo con l’attaccamento al proprio padre.

Gli antecedenti del Patriottismo e del Nazionalismo

La distinzione tra patriottismo e nazionalismo e’ utile perche’ consente un analisi dei sentimenti

nazionali e dell’impegno verso il proprio paese.

_ Il Nazionalismo appoggia piu’ frequentemente politiche militari orientate alla guerra

Shaw e Wong sostengono che gli individui hanno ereditato tendenze a difendere e a espandere il

potere dei gruppi al quale sono legati da parentela e ad aver paura degli estranei non imparentati.

Questi studiosi asseriscono che la violenza tra gruppi ha base biologica, questa teoria

evoluzionistica ha comunque molte ambiguita’.

Attaccamento e oggetti di identificazione

Un esperimento di Sherif offre una descrizione dei fattori che influenzano l’identificazione con un

gruppo particolare ( quello del campo estivo )

Conclusioni

Gli individui dovrebbero cercare di identificarsi con i diversi gruppi sociali per capire le

preoccupazioni ed i problemi del mondo, cio’ e’ possibile mettendo a punto programmi scolastici

che facciano si’ aumentare l’orgoglio del proprio paese ma facendo anche capire che gli interessi

possono essere comuni anche in gruppi diversi e bisogna cosi’ cooperare tutti assieme.

Una diminuzione delle risorse colpirebbe tutta l’umanita’ e non un solo paese.

Capitolo IX

Gli attributi del nemico ( il caso degli zingari di Borisz A.Szegàl )

Gli zingari entreranno mai nella societa’ mederna? Gli zingari stessi vorrebbero entrare nella nostra

comunita’ accettandone i diritti e i doveri?

La democrazia si e’ ormai distribuita in Ungheria e il paese sta’ diventando man mano piu’ libero,

l’insieme delle nuove liberta’ ha fatto sviluppare a questo paese una tolleranza maggiore rispetto

agli anni precedenti ai nazionalismi radicali.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in sociologia
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeria0186 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia Sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Attili Grazia.

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