Controcorrente: altri modi di vedere la televisione
Nota introduttiva
Il titolo "controcorrente" e il sottotitolo "altri modi di vedere la tv" annunciano lo scarto intenzionale del punto di vista degli scritti raccolti nel libro. La corrente contro la quale essi si muovono è il luogo comune sulla tv. L’enfasi è posta soprattutto sulla natura cognitiva e sul modo di vedere la tv, spesso distaccato. Per teorizzare sulla TV occorre vederla, anche se molti teorici dei media, spesso non lo fanno volentieri….
1° C – D – Ricomposizione e scomposizione dei pubblici
Ap alla massa alla nicchia
1 L'età della televisione
Nella storia della comunicazione, quella delle comunicazioni di massa è sinora la più breve. Dai primi dell’800 ed entro la sua durata di due secoli scarsi, si sono succeduti quattro grandi media: stampa, cinema, radio e televisione. I media non si sono sostituiti l’un l’altro, ma coesistono. La tv si è affermata nella seconda metà del XX secolo. Nell’arco di poco più di 50 anni la tv ha già attraversato due fasi e si appresta ad attraversarne una terza:
- La prima fase, che ha avuto luogo dalle origini fino alla seconda metà degli anni ’70, è stata caratterizzata dalla scarsezza dell’offerta e dal numero limitato di canali.
- La seconda fase, che si è aperta con l’avvento delle tv commerciali agli inizi degli ’80, è stata una fase di crescita.
- Negli anni ’90, la terza fase è stata caratterizzata dall’abbondanza, con la moltiplicazione dei canali e la diversificazione delle modalità di accesso: free, pay, pay per view, ecc. Ambiente multicanale.
Seppur i canali si sono moltiplicati, non si può dire altrettanto delle dimensioni che non si sono evolute nella stessa misura. La ricchezza dei canali si accompagna alla povertà dei contenuti e anzi la provoca. Occorre un approccio congiuntivo dei vari assi (tecnologico, istituzionale e distributivo) per leggere la breve storia della tv.
Un approccio
2 Televisione free e pay convivono all'interno degli stessi sistemi
Televisivi. Liberamente accessibile e fruibile, la tv è stata il più democratico dei media, non occorre alfabetizzazione per accedervi. Tenere insieme gli individui è la funzione del broadcasting, e poiché i larghi aggregati di individui (masse) sono caratterizzati da eterogeneità (sebbene si pensi il contrario), è sul terreno della comunicazione con una pluralità di diversi che si misura la tv generalista. La tv generalista ha contribuito in Italia all’unificazione linguistica.
3 Piazza e circolo
Il narrowcasting (reti tematiche) è disgiuntivo, ma comunque è la risposta alle esigenze del pubblico di una tv tagliata su misura, il broadcasting è congiuntivo. Questi due aspetti sono comunque destinati a coabitare ancora a lungo.
2° C – U' – Il pendolarismo dello sguardo e dell'ascolto
Ap n occhiata al flusso
1 Multiple concezioni dei media
J. M. ha fatto notare che nel dibattito sulla media literacy l’enfasi è posta più sulla literacy, poiché tutti sono convinti di sapere cosa sono i media. Egli affermava la necessità di declinare al plurale la media education. L’alfabetizzazione ai media può seguire percorsi e fini multipli. A tale riguardo, M. ha rielaborato in chiave di media literacy la tipologia dei tre grandi costrutti metaforici:
- Media come canali: quale è il contenuto?
- Media come linguaggi
- Media come ambiente: suggerisce le domande come: quali fattori economici, politici o sociali promuovono lo sviluppo di un medium dotato di certe caratteristiche, rispetto ad altri media?
Favorire la comprensione di questi problemi è il compito di quella definita da Meyrowitz medium literacy. Questa ottica pone l’enfasi sulle caratteristiche strutturali che rendono ogni medium unico a suo modo. Ma sul piano della comprensione di questo o quel medium, si rischia di capovolgere i risultati. Infatti, se come per la tv, si cerca di fissarne la specificità in certi caratteri uniformi e invarianti, si rischia di non riuscire a cogliere la relativa unicità della sua natura plastica e polivalente.
2 Sommersi nel flusso
La figura retorica della sineddoche consiste nell’usare una parola al posto di un’altra, per designare fenomeni o realtà. Il traslato può essere di due tipi:
- La parte per il tutto
- Il tutto per le parti (tv).
Relativamente alla Tv è attraverso la sineddoche del secondo tipo che viene connotata la programmazione televisiva. Nozione di flusso. Questo termine è stato introdotto da R. Williams, il quale definiva la programmazione tv come una sequenza di un unico flusso ininterrotto. La nozione di flusso è intrisa di una valutazione negativa del consumo televisivo. Non si capisce perché non si evochi il flusso nel caso della lettura di libri diversi. In realtà gli spettatori sono in grado di cogliere il cambio di programma. Il concetto di flusso è un concetto ancora valido, ma per essere tale, deve essere contestualizzato entro la sfera di pertinenza del broadcasting. Inoltre, le nuove tecnologie, come DVD e video on demand, permettono di sottrarsi sempre di più al concetto di flusso televisivo.
3 Occhiata e sguardo
Lo sguardo viene comunemente associato alla visione cinematografica. L’occhiata è associata alla tv. Ma in realtà, i modi di vedere la tv comprendono sia l’occhiata che lo sguardo. Proprio per questo la tv afferma le proprie qualità distintive di medium aperto, flessibile, non prescrittivo.
3° C – S – La duplice incoronazione di
Ap acre rappresentazioni e cerimonie televisive
Madre Teresa di Calcutta
La fiction su Madre Teresa di Calcutta è stata la più vista degli anni 2003–04. Il genere di fiction religioso rappresenta un richiamo di sicura presa su vasti pubblici. Questo fenomeno è molto forte in Italia, a parere del sociologo della religione Franco Garelli, per il senso di appartenenza al cattolicesimo che è proprio degli italiani e anche al bisogno di punti di riferimento validi, di valori forti, che in questo momento di insicurezza è maggiormente sentito.
1 I santi al top
A Madre Teresa di Calcutta è stata dedicata una rassegna cinematografica (Mother Teresa Film Festival). La serie filmografica sulla Santa ha avuto inizio nel ’69. La Santa ha ispirato varie pellicole e anche un musical. Sicuramente anche i media hanno contribuito a fare della Santa una celebrità globale, prima ancora della sua morte e successiva santificazione.
2 Una celebrità globale
3 Un evento televisivo
Il concetto di media event o cerimonia televisiva è stato elaborato da D. Dayan e E. Katz in un lavoro pubblicato nei primi anni ’90, e divenuto ben presto un classico della letteratura mediologica. Per gli autori, per la definizione di media event, sono indispensabili i seguenti caratteri:
- Carattere live: gli eventi vengono trasmessi in diretta.
- Estraneità al mondo del broadcasting
- Natura cerimoniale o festiva non routiniera: matrimoni reali, incoronazioni, olimpiadi, ecc.
Gli autori individuano tre tipi di eventi:
- Competizioni
- Conquiste: è il genere più raro e comprende scoperte scientifiche.
- Incoronazioni