Relazione sociologia visuale
Che cos’è la sociologia visuale
La sociologia visuale è una branca della sociologia sviluppatasi negli anni '70 a partire dalle riflessioni di Becker e, in Italia, di Ferrarotti, poi ripreso da Mattioli. Ha come oggetto di studio le immagini e gli effetti che queste hanno sugli individui e sui gruppi. Considera quindi le forme visive come strumenti e parti integranti del processo di ricerca, poiché i sociologi visuali le utilizzano per analizzare la vita sociale. Ha un approccio conoscitivo prevalentemente qualitativo, ed è in grado di fornirci informazioni che non riusciremo ad ottenere in altri modi.
I sociologi italiani sono orientati a considerarla una metodologia fondata sulle potenzialità derivanti dalle caratteristiche delle immagini, e legittimata dall'importanza che la comunicazione per immagini ha assunto nel mondo post-moderno. Questa è però anche una disciplina autonoma, che prende in considerazione le pratiche sociali della vita quotidiana, centrate appunto sulla comunicazione per immagini.
In quanto metodologia visuale si fonda sulla tecnica di intervista con foto-stimolo e sulla produzione soggettiva di immagini, che sfruttano la polisemia intrinseca dell'immagine e la sua interpretazione, sempre influenzata anche dalla soggettività di chi le osserva. Lo scopo del ricercatore è quindi proprio quello di cogliere quella soggettività che si manifesta spontaneamente di fronte ad uno stimolo visivo; citando Mirzoeff, “nell'era degli schemi visuali, il vostro punto di vista è cruciale”.
Come disciplina autonoma i suoi campi d'indagine sono i processi di visualizzazione, ovvero lavorare sulla visualizzazione analizzando le immagini nel tentativo di individuarne il contesto di produzione e le ideologie veicolate, e le pratiche della vita quotidiana, cioè osservare i modi in cui gli individui nel quotidiano usano le immagini come canale privilegiato di comunicazione, per negoziare e scambiare i significati, costruire le identità, dare un senso alle proprie azioni.
Essa si divide quindi in due principali filoni: sociologia visuale sulle immagini, cioè un’analisi del contenuto di immagini prodotte per altri fini (ad esempio fotografiche o cinematografiche), e con le immagini, che utilizza invece fotografie e filmati appositamente realizzati con lo scopo di analizzare i vari fenomeni sociali.
I domini di maggior rilevanza della sociologia visuale riguardano perciò il comportamento sociale e la produzione culturale, con lo studio delle subculture, delle forme di interazione, e come già visto, delle forme visive. I risultati delle ricerche visuali vengono poi divulgati utilizzando sia il linguaggio scientifico, se sono ind...
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