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Alimentazione animale ed allevamenti estensivi

Grazie alle conoscenze di alimentazione e di conduzione degli allevamenti sostenibili si può stabilire un giusto equilibrio tra uomo ed ambiente ed una gestione rispettosa delle risorse ambientali (suolo, acqua, specie biologiche). Deve per questo essere considerata una disciplina articolata che permette di garantire uno sviluppo socialmente desiderabile, economicamente persistente ed ecologicamente prudente.

Il concetto moderno di zootecnia

Il concetto moderno di zootecnia porta a massimizzare i profitti aziendali compromettendo però i sistemi naturali. In questo contesto si deve considerare anche la fauna, ovvero l’insieme di animali selvatici che vivono nell’ambiente anche quello artificiale.

Negli anni si è assistito ad un lungo processo di alterazione ed impoverimento che ha portato ad un aumento della sensibilità dell’ambiente, l’istituzione di aree protette e l’abbandono del territorio rurale con conseguente riduzione della pressione antropica sul mondo naturale. Questo tuttavia pone nuovi problemi poiché la fauna causa danni ai beni ed interferisce con le attività antropiche, che possono monopolizzare le risorse e compromettere il potenziale recupero di alcune popolazioni oppure favorire lo sviluppo di quelle antropofile.

Amministrazione della fauna

Amministrare la fauna saggiamente è complesso, occorre:

  • Conoscere i meccanismi che regolano le popolazioni
  • Rapporto con l’ecosistema
  • Superare la resistenza e l’indifferenza dell’uomo
  • Controllo delle persone che operano prelievo indiscriminato

L’uomo può provocare un grave impatto sulla biocenosi, è quindi importante arrivare ad un uso sostenibile delle risorse rinnovabili. La fauna selvatica conta un numero elevato di specie che nel tempo sono variate in seguito a situazioni particolari e a modifica dell’ecosistema (isolamento, variazioni climatiche, problemi, impatto dell’uomo).

Variazione del numero di specie

Il numero delle specie varia in funzione di:

  • Dell’estensione dell’ecosistema
  • Del grado di isolamento
  • Dell’intensità dei fenomeni di estinzione ed immigrazione
  • Dalla presenza dell’uomo

In Italia esistono aree povere e ricche di specie con una data stabilità ambientale, l’esempio dell’effetto di un clima con ambiente caratterizzato da foreste di latifoglie e steppe ha contribuito alla stabile presenza di specie come lupo, orso, cervo, cinghiale e capriolo.

Cause di riduzione delle specie

Le cause che hanno determinato la riduzione fino all’estinzione di specie terrestri ed acquatiche sono:

  • Cause naturali (12%)
  • Cause di natura antropica (77%)

Un aspetto non trascurabile è il fenomeno dell’alloctonia (fenomeno che indica la diffusione di una qualsiasi specie vivente in un ambiente o territorio diverso dal suo areale storico). Esempio: introduzione di Daini e cervi, invasione moderna di nutria e zanzara tigre.

Da quando gli organismi pluricellulari sono apparsi sulla terra si sono verificate una serie di estinzione di massa, per almeno 5 volte dovuti da fenomeni naturali (clima e fenomeni geologici). La sesta estinzione ha come causa l’esplosione demografica della popolazione umana. Infatti, l’uomo è in competizione diretta con le altre specie e contribuisce alla modifica degli ecosistemi.

Secondo alcuni scienziati l’uomo condiziona circa il 40% della produttività biologica che il mondo vegetale mette a disposizione, l’estinzione di un vegetale o animale può essere vista come l’espressione di degradazione dell’equilibrio naturale.

Impatto dell'uomo sull'ambiente

Negli ultimi secoli la pressione dell’uomo si è intensificata, causando la scomparsa degli animali a causa di:

  • Disboscamento e bracconaggio
  • Caccia non controllata
  • Azione di disturbo
  • Introduzione di specie diverse
  • Inquinamento da sostanze organiche
  • Bonifiche
  • Urbanizzazione e degrado del paesaggio agricolo

Tuttavia, occorre valutare che si sta assistendo anche al recupero del panorama faunistico italiano sia per la presenza di nuove specie (airone guardabuoi) o di altre che sono state reintrodotte. Gli animali tuttavia partecipano in maniera caratterizzante agli scenari agricoli e montani. L’importanza della presenza degli animali è palese nell’ambito di un contesto complesso come l’ambiente.

L'allevamento estensivo

Nel momento in cui l’uomo è diventato agricoltore ed allevatore ha attuato una costante azione di trasformazione ambientale in funzione dell’attività. Il paesaggio è stato spesso riplasmato in funzione di piante ed animali. L’allevamento estensivo è un modello di attività zootecnia che ben si integra nei territori marginali e sui pascoli.

Oggigiorno la zootecnia è imputata come fonte di inquinamento, ma la produzione dei gas (CO2, N2O e CH4) avviene anche da parte della fauna. Paradossalmente la riduzione dell’impatto ambientale provocato dal settore zootecnico potrebbe essere mitigata dall’aumento dell’efficienza produttiva.

L’animale è visto come l’anello intermedio della catena trofica tra pianta e uomo, parte di un complesso ecosistema che comprende altre interazioni (suolo, foraggi, clima). Quindi nell’ambito di un modello di zootecnia estensiva si deve individuare:

  • Vocazione del territorio
  • Condurre studi sulle capacità produttive del cotico erboso
  • Valutare possibili miglioramenti
  • Accertare la capacità di utilizzazione dei foraggi da parte delle specie animali
  • Stabilire l’ottimizzazione d’uso del pascolo ed il carico da allevare

La corretta conduzione presuppone quindi la presenza dell’uomo indispensabile per:

  • Organizzare la gestione delle risorse foraggere
  • Regimare le acque
  • Contenere fenomeni di erosione

Pertanto questo sistema di allevamento si pone come obiettivo quello di produrre alimenti e risorse ma nell’ottica di conservare e proteggere l’ambiente con una corretta gestione del paesaggio rurale, collinare e montano.

Principali informazioni sull'apparato digerente degli animali di interesse zootecnico ed ungulati selvatici

Il naturale comportamento dell’animale prevede la ricerca di cibo (alimentazione) per l’istinto di conservazione e permettere la riproduzione. La disponibilità alimentare infatti può influenzare il numero di gravidanze che un animale può sostenere durante un anno. L’animale si nutre quindi per l’accrescimento, la riproduzione, la lattazione ed il suo mantenimento.

Fattore alimentare in campo zootecnico

In campo zootecnico l’alimentazione viene vista come:

  • Fattore di esaltazione dello sviluppo morfologico degli animali
  • Fattore sanitario e di prevenzione delle malattie (carenze ed eccessi)
  • Fattore economico delle produzioni zootecniche
  • Trasformazione
  • Mantenimento e reintegrazione
  • Uso delle produzioni per migliorare il reddito

Quindi gli animali che si trovano in uno stato di equilibrio con l’ambiente ossia in condizioni di benessere, con alimentazione corretta, riposo e spazi adeguati possono fornire delle produzioni migliori in termini di latte, prole e carne. Negli animali allevati l’alimentazione si mantiene in maniera costante (produzione) con esigenze differenti durante i periodi di gravidanza, parto ed allattamento. Nel pascolo invece l’alimentazione è variabile durante il corso dell’anno poiché cambia la disponibilità ambientale. Con un’alternanza tra stalla e pascolo si ha un livello di alimentazione migliore rispetto al prodotto conservato (erba fresca/fieno). La corretta alimentazione quindi favorisce gli animali sia dal punto di vista sanitario che economico. Il benessere viene misurato in termini di produttività e redditività, i quali dipendono da diversi fattori, tra cui i principali sono legati all’animale, all’ambiente, al management (metodo d’alimentazione) ed alla tipologia di alimenti.

Digestione

La digestione degli alimenti è un complesso di fenomeni che favorisce la scissione di molecole complesse che l’animale assume e trasforma in sostanze semplici facili da assorbire, le quali saranno poi utilizzate dall’organismo nei processi metabolici. Il metabolismo comprende l’insieme delle reazioni chimiche di sintesi e di degradazione che si svolgono all’interno dell’organismo, si distingue un anabolismo e catabolismo.

Nelle reazioni anaboliche si ha il passaggio da molecole semplici a complesse, richiedono un dispendio energetico (endoergonica), nelle reazioni cataboliche invece, si ha il passaggio da molecole complesse a semplici e comprendono reazioni che producono energia (esoergonica).

I diversi processi legati alla digestione avvengono nell’apparato digerente costituito da:

  • Tubo digerente
  • Ghiandole salivari
  • Pancreas
  • Fegato

Nei mammiferi si possono distinguere degli individui:

  • Monogastrici (cavità orale, faringe, esofago, stomaco, intestino tenue, crasso e retto)
    • Lo stomaco dei monogastrici è un serbatoio semplice in diretta comunicazione con l’esofago attraverso uno sfintere (cardia), dall’altro con l’intestino tenue (duodeno) mediante il piloro. Di conformazione diversa a seconda della specie considerata.
  • Poligastrici (cavità orale, faringe, esofago, rumine, reticolo, omaso, abomaso – stomaco ghiandolare, intestino tenue, crasso e retto)
    • Nei ruminanti la digestione che inizia nello stomaco (abomaso) prosegue nell’intestino tenue, la digestione gastrica è preceduta da fermentazione microbica che avviene nei prestomaci (rumine-reticolo-omaso).

L’assorbimento degli alimenti è caratterizzato da una serie di processi:

  • Meccanici – permettono di rendere più efficace l’azione enzimatica, favorire l’assorbimento dei principi nutritivi e favorire l’espulsione del materiale indigerito. Consiste nella masticazione nel movimento del tubo digerente (peristalsi) con funzione di triturare, inumidire e ammorbidire l’alimento.
  • Enzimatici – caratteristica in base all’animale, reazioni di idrolisi da parte degli enzimi secreti dalle ghiandole e dalle mucose del tubo digerente degli animali.
  • Microbiologici – azione di microrganismi simbionti quali funghi, protozoi, lieviti e batteri.

Dentatura dei ruminanti

La dentatura è incompleta, si ha un grande sviluppo di premolari e molari con attività rotatoria della mandibola per i bovini che strappano l’erba aiutandosi con la lingua (prensile e mobile), il muso è spesso rigido. Il tempo di ingestione è intorno alle 5-8 ore.

Incisivi: 0/4

Canini: 0/0

Premolari: 3/3

Molari: 3/3

I primi (I1, I2, I3, I4) hanno la funzione di tagliare il foraggio, sono di forma semplice a “scalpello”, con un bordo tagliente. La formula dentaria definitiva negli ungulati è composta da 32 denti così denominati: incisivi, premolari e molari.

Apparato digerente dei ruminanti

Rumine: stoccaggio e parziale demolizione (particelle 0,6 cm) produzione di Acidi Grassi Volatili (sacco in cui avviene la prima digestione). Reticolo: struttura a nido che funge da selettore del materiale (rumine omaso). Omaso: filtro tra rumine e abomaso, assorbe l’acqua e gli Acidi Grassi Volatili. Abomaso: stomaco con secrezioni gastriche. Intestino Tenue: processi digestivi enzimatici. Intestino Crasso: processi fermentativi ed assorbimento di acqua e minerali.

Il rumine è un sacco voluminoso che occupa la cavità addominale sinistra, presenta un solco longitudinale che lo divide in sacco ventrale e sacco dorsale che internamente presenta un ispessimento detto pilastri. Il rumine comunica con il reticolo per mezzo dell’ostio rumine reticolare. Gli alimenti nel rumine si stratificano secondo il loro peso specifico per cui gas, alimenti fibrosi in superficie e quelli più pesanti nel sacco ventrale. Il rimescolamento ha la funzione di portare la massa verso l’esofago al fine di favorire il rigurgito e la rimasticazione. La mucosa del rumine nell’animale adulto è di colore marrone scuro ad eccezione dei pilastri dove è biancastra.

Ciclo della ruminazione

La ruminazione è il trasferimento dell’ingesta nel cavo orale per effettuare un’ulteriore masticazione. Il rigurgito permette il trasferimento del contenuto del rumine alla cavità boccale. La ruminazione avviene perché le particelle grossolane stimolano le cellule nervose che si trovano nella zona del cardias, il cibo viene grossolanamente triturato e deglutito nel rumine. In fase di riposo inizia la ruminazione dovuta al rigurgito dell’ingesta dal reticolo alla bocca (masticazione mericica) migliora la digestione. Il solco rumino reticolare o solco reticolare o doccia esofagea si estende dal cardias fino all’ostio reticolo-omasale lungo la piccola curvatura. È determinato da due labbra (destro e sinistro). La ruminazione ha la funzione di aumentare la superficie di attacco alle fermentazioni batteriche.

Grazie all’azione della ruminazione e delle fermentazioni batteriche le particelle acquistano forma, densità e dimensione tali da poter essere depositate sul fondo del reticolo-rumine e poi essere trasferite all’omaso.

Reticolo

Sacco più piccolo dei prestomaci (5%) che presenta due aperture, un ostio rumino-reticolare ed un ostio reticolo-omasico. La superficie interna mostra numerose creste disposte a formare degli alveoli.

Omaso

Volume pari all’8%, comunica con l’abomaso mediante l’ostio omaso-abomasico, di forma ovoidale. La struttura interna presenta una disposizione formata da lamine di lunghezza variabile e collocate in modo da formare pieghe simili a fogli di un libro per questo viene denominato anche centopelli o foglietto.

Caratteristiche della ruminazione

L’attività di ruminazione può produrre circa 180 l di saliva nel bovino e 15-18 l nell’ovino (effetto tamponante nei confronti del pH, un livello neutro favorisce l’attività dei microrganismi). Il rumine ha un volume di:

  • 90/200 l nel bovino
  • 35 l nell’ovino

La ruminazione attiva un processo altamente efficiente in grado di ottenere massimo profitto (energia) da alimenti relativamente poveri. Con l’attività fermentativa che avviene a livello del rumine si produce metano (154 l/d/capo bovino adulto) che viene eliminato con l’eruttazione. La ruminazione avviene prevalentemente quando gli animali sono in riposo e non quando mangiano, tempo di attività condizionata dalla temperatura e dalle condizioni climatiche. Il pascolamento avviene nelle ore più calde ed in luoghi più riparati o arieggiati, la ruminazione avviene in genere invece nelle ore pomeridiane o quando non vi è l’assunzione di cibo. Negli animali selvatici si ha anche un’alimentazione notturna, di giorno avviene in zone coperte, negli animali zootecnici invece in genere di notte il pascolamento non avviene, solamente se durante il giorno non hanno soddisfatto le proprie esigenze nutritive.

Rumine - Reticolo

Il rumine-reticolo può essere considerato un ecosistema nel quale i microrganismi introdotti da alimenti, acqua e terra hanno la possibilità di crescere e moltiplicarsi. Nel rumine-reticolo è presente una popolazione mista di microrganismi presenti in sospensione in quantità variabile che comprende protozoi, batteri e funghi.

La colonizzazione dei microrganismi può avvenire anche per via indiretta per poi andare a formare la flora microbica che avrà il compito di sintetizzare nuove molecole proteiche o fornire altri composti che possono fornire un’integrazione alimentare in relazione all’alimento assunto. Il trasferimento dei microrganismi ruminali al neonato avviene tramite il rapporto che si stabilisce tra madre e figlio.

L’ambiente ruminale è ben condizionato:

  • Strettamente anaerobico
  • Temperatura compresa tra 37–39 °C, le fermentazioni sono mesofile
  • pH 6,5 – è importante che si mantenga a questo livello poiché una riduzione del pH eliminerebbe i protozoi (scomparsa della popolazione), rischio maggiore negli animali in cui nell’alimentazione sono presenti concentrati mentre viene mantenuto stabile da un buon apporto di foraggio.

Si può quindi assistere ad un cambiamento della popolazione di batteri, tra cui i più importanti sono i cellulosolitici (degradano la cellulosa, l’animale non possiede l’enzima in grado di rompere i legami presenti) e amminolitici (usano l’amido contenuto nella granella/cereali per fornire energia, impiegata poi dall’animale e dai batteri per le loro funzioni). Se si usa una concentrazione idonea si mantiene in equilibrio, mentre se si aumenta l’impiego di concentrati si ha una riduzione della ruminazione ed un decremento del pH con conseguente aumento dell’attività dei batteri lattici e produzione di acido lattico (abbassa ulteriormente il pH creando problemi digestivi come l’acidosi).

Microrganismi

  • Protozoi – hanno una numerosità variabile (5 milioni/ml) condizionata dal pH (6-6,5), sono ciliati e degradano materiale vegetale (usano le proteine ingerite con l’alimento) e producono AGV (acidi grassi volatili) che variano in base alla dieta dell’animale, lattato, CO2 e idrogeno.
  • Funghi – presenti nel rumine di animali che consumano foraggi, sono fissati sullo sclerenchima (intaccano la parte esterna), riescono a degradare la cellulosa e l’emicellulosa, si moltiplicano formando spore.
  • Batteri – responsabili della maggior parte delle degradazioni ruminali (10 miliardi/ml)
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Scienze agrarie e veterinarie AGR/18 Nutrizione e alimentazione animale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Pingu1897 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Alimentazione animale ed allevamenti estensivi e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Politecnica delle Marche - Ancona o del prof Trombetta Maria Federica.
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