Alberto Arbasino e Trans Pacific Express
Riferimenti culturali e politici
Alberto Arbasino (1930) è un autore di spicco nel panorama letterario italiano. Tra i suoi riferimenti culturali troviamo il Shanghai Express del 1932 con Marlene Dietrich, la Transiberiana e l'Orient Express. Arbasino è stato anche un deputato della Repubblica Italiana e faceva parte del Gruppo del '63, noto come Neo-avanguardia.
Il Gruppo del '63, di cui Sanguineti era un membro, puntava alla sperimentazione e aveva una visione marxiana. Rifiutavano la nostalgia per il passato e si opponevano al romanzo borghese capitalista, pur riconoscendo il capitalismo come portatore di globalizzazione. Non erano inclini all'ermetismo, mentre alcuni autori del gruppo avevano inclinazioni politiche che si rifacevano allo strutturalismo francese di Foucault.
Formazione e stile letterario
Arbasino studiò scienze politiche e divenne un giornalista. Secondo Cortellessa, Arbasino è un autore autoritario che impone al lettore di avvalorare tesi attraverso personaggi diversi. Il suo Trans Pacific Express è una conversazione che si presenta come un pastiche, simile a Gadda. La scrittura di Arbasino rifiuta il realismo, e le informazioni nei suoi libri vanno prese con cautela.
Viaggi e influenze
Nel 1980, Arbasino, insieme a Malerba, Luzi e Sereni, si reca in Cina con una delegazione di scrittori, inclusi due poeti. Questo viaggio segna un approccio alla scrittura sperimentale. Il sottotitolo del libro è: "Dieci viaggi in dieci paesi d'Oriente - lungo i percorsi che voltano le spalle alla Storia per scappare nella Geografia". Tuttavia, il viaggio in Cina sembra smentire la volontà iniziale del viaggiatore. Arbasino si imbatte di nuovo nella storia con il "processo alla banda dei quattro", in una Cina dove Mao è già morto e si sta sviluppando la microstoria come testimonianza.
Struttura del libro
Il libro si apre con il viaggio in Giappone, simbolo di massimo esotismo, e si chiude con il ritorno alla storia in Cina. Arbasino utilizza il concetto di iper-testi, che consiste nella riscrittura e rielaborazione del già scritto in modo che i suoi testi funzionino come una continua rielaborazione.
Dialogo con il passato
Arbasino si trova a dialogare con Padre Matteo Ricci, un gesuita del XVI secolo, massimo responsabile della penetrazione gesuitica in Cina e autorità dopo Marco Polo nel parlare agli occidentali dell'Oriente. Questo rapporto con un testo del 1609 è già di per sé sperimentale. Padre Matteo Ricci fa molte riflessioni sui costumi dei cinesi, e Arbasino è interessato agli scrittori che si soffermano sul "fare pratico" dell'essere umano, sulla cortesia e sulla cerimonia.
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