AGROCLIMATOLOGIA
1. CLIMA ED ELEMENTI CLIMATICI
AGROCLIMATOLOGIA: Agrometeorologia è la branca della meteorologia
applicata all’agricoltura, integrando le conoscenze di tipo meteorologico
con quelle del sistema pianta-terreno (sistema atmosfera-pianta-terreno).
È la scienza che studia le interazioni dei fattori meteorologici ed
idrologici con l’ecosistema agricolo-forestale e con l’agricoltura intesa
nel suo senso più ampio, comprendendo cioè la zootecnia e la
selvicoltura.” (art 1. ASSOCIAZIONE ITALIANA DI AGROMETEOROLOGIA).
Il clima è definito come l’insieme dei fenomeni meteorologici di una
regione, ovvero il decorso caratteristico dei fenomeni meteorologici
nell’avvicendamento stagionale considerato nel lungo periodo.
In altre parole, l’insieme dei fenomeni meteorologici che, in una
determinata zona, compaiono più di frequente e più costantemente nel
normale succedersi degli anni e che pertanto esercitano una particolare
influenza sulle condizioni ambientali di quella determinata zona.
Si distinguono:
1. macroclima: si riferisce ad un territorio molto vasto, all’interno del
quale le variazioni degli elementi climatici vengono considerate come
media dei diversi microclimi che compongono il territorio stesso.
2. microclima: si riferisce ad una una ristretta, nella quale i valori
degli elementi climatici medi differiscono in modo caratteristico e
significativo da quelli delle zone circostanti a causa di
particolarità locali di uno o più fattori climatici, compresa la
presenza di un particolare tipo di vegetazione.
3. bioclima: cioè una zona in cui le caratteristiche climatiche sono
fortemente determinate dalla vegetazione.
I fattori climatici si dividono in:
1. Fattori climatici cosmici
1a. il movimento di rivoluzione e di rotazione della Terra, che
influenzano i cicli di insolazione (diurno e annuo).
1b. l’eccentricità dell’orbita terrestre
1c. l’angolo di incidenza dei raggi solari
2. Fattori climatici geografici
2a. la latitudine, cioè la distanza angolare di un punto
dall’Equatore, influisce sulle radiazioni in arrivo al terreno e
sulla temperatura.
2b. l’altitudine, cioè l’altezza di un punto rispetto al livello
del mare, influisce sulla temperatura (si riduce di 0,6°C ogni
100m) e sulla piovosità (a quote elevate si formano più facilmente
le nubi che daranno origine alle precipitazioni.
2c. l’esposizione influisce sulla temperatura nel nostro emisfero,
aree esposte a sud > periodo di insolazione rispetto a quelle
esposte a nord.
2d. la distanza dal mare, che influisce sulla temperatura e
sull’umidità; diversa capacità termica e permeabilità dei raggi
solari del terreno e dell’acqua. La terra si riscalda più del mare
durante il giorno e durante la stagione estiva, mentre si raffredda
di più durante la notte e la stagione invernale. Quindi >
escursioni termiche sulla terraferma che sul mare (superfici
idriche funzionano da volano termico). Inoltre, lungo le coste >
umidità per > evaporazione di acqua dal mare
2e. la presenza di correnti marine.
2f. la presenza di catene montuose, che interagisce con i venti e
favorisce la formazione di precipitazioni atmosferiche.
2g. la presenza di venti dominanti.
2h. le caratteristiche del terreno come tessitura, colore,
contenuto di sostanze organica.
2i. le caratteristiche della vegetazione.
2l. gli interventi antropici.
Gli elementi climatici, invece sono quei caratteri misurabili
dall’atmosfera, che consentono di definirne le caratteristiche e sono:
1. pressione atmosferica
2. radiazione solare
3. temperatura
4. vento
5. umidità atmosferica
6. precipitazioni atmosferiche
7. evapotraspirazione potenziale
ATMOSFERA TERRESTRE
E’ un involucro gassoso che circonda e protegge il globo ed è vincolato
dall’attrazione terrestre.
La troposfera (0-12 km): maggior densità dell’aria; temperatura che
diminuisce verticalmente in media di 6°C per chilometro. La temperatura
decresce con l’aumentare della quota, in quanto è il suolo la fonte
indiretta del calore solare, e raggiunge il suo minimo in prossimità
della stratosfera (circa -70°C). Ospita l'80% della massa d'aria ed il
99% del vapore acqueo contenuto nell’atmosfera terrestre. Tutti i
fenomeni atmosferici avvengono all’interno della troposfera, tuttavia le
turbolenze possono estendersi fino alla porzione inferiore della
stratosfera.
La stratosfera (12-50 km): costituisce una sorta di barriera alla
penetrazione dei moti verticali della troposfera; la temperatura
dell’aria rimane relativamente costante fino ad un’altitudine di 25
chilometri, quindi aumenta gradualmente fino a raggiungere il valore di
circa 0°C. La regolazione termica della stratosfera, visto che il vapore
acqueo presente è scarso, è gestita da uno strato di ozono (il 90%
dell’ozono presente in atmosfera si trova nella stratosfera) localizzato
ad un’altitudine compresa fra i 20 ed i 30 chilometri. L’ozono assorbe le
radiazioni ultraviolette convertendole in energia cinetica che provoca il
riscaldamento della stratosfera.
La mesosfera (50-80 km): la temperatura raggiunge il suo minimo (-83°C).
L’atmosfera si arricchisce di gas leggeri.
La termosfera (80-200 km): aumento della temperatura fino a 1.200°C
(assorbimento della intensa radiazione solare). La termosfera+porzione
esterna della mesosfera= ionosfera una zona in cui i gas sono allo stato
di ioni e quindi riflettono al suolo onde radio provenienti dalla Terra
(telecomunicazioni)
L’esosfera: zona di transizione tra l’atmosfera terrestre e lo spazio
interplanetario. La termosfera e l ’ esosfera insieme costituiscono l ’
alta atmosfera che contiene anche la magnetosfera. La magnetosfera
intercetta e devia le radiazioni ionizzanti altrimenti dannose per gli
esseri viventi.
Composizione troposfera: 78,1 % azoto (N2, 20,9 % ossigeno (O2),0,9%
argon (Ar), 0,03% anidride carbonica (CO2) tracce: elio, neon, ozono
Funzione Vapore Acqueo: termoregolazione, filtro nei confronti della
radiazione dannosa proveniente dallo spazio
indispensabile per ridurre escursioni termiche:
La quantità di vapore acqueo presente nell’atmosfera determina il grado
di umidità dell’aria RADIAZIONE SOLARE
Nell’agroecosistema la radiazione solare è l’elemento climatico più
importante in quanto indispensabile per la fotosintesi ed il
condizionamento della temperatura.
Infatti la radiazione luminosa viene trasformata in energia chimica con
la fotosintesi e in radiazione termica o calorifica determinando lo stato
termico o temperatura di un corpo.
1.La fonte principale di energia del pianeta terra è il sole;
2.La radiazione solare è pertanto la principale forma di energia per
tutti i
processi meteorologici, fisici e biologici del pianeta;
3.La radiazione solare è l’energia prodotta dalle radiazioni
termonucleari che
avvengono nel sole e che viene emessa con continuità nello spazio sotto-
forma di radiazione elettromagnetica
4.Questa si propaga nel vuoto a varie lunghezze d’onda fino a raggiungere
la terra
5.Considerando le dimensioni del pianeta e la distanza dal sole, non
tutta l’energia della radiazione solare raggiunge le soglie
dell’atmosfera → Bilancio della radiazione
La quantità di energia radiante che perviene sulla superficie terrestre
non è tutta quella che giunge all’esterno dell’atmosfera (radiazione
astronomica), ma alquanto minore;
L'atmosfera, infatti, filtra raggi solari provocando fenomeni di
riflessione diffusione e assorbimento dovuti alle nubi, ai gas e al
pulviscolo atmosferico;
Radiazione diffusa o indiretta: quota di radiazione che, cambiando angolo
di incidenza ad opera dei gas atmosferici, arriva comunque al suolo
perché verso esso indirizzata. Mentre una parte di essa (retrodiffusa) si
perde verso lo spazio. Su questa quota esercita notevole influenza la
presenza di nuvolosità;
Radiazione assorbita: parte della radiazione incidente che
nell’attraversamento dell’atmosfera ha incontrato un ostacolo qualsiasi e
ha ceduto parte o tutta l’energia che possedeva.
Radiazione incidente o diretta: attraversa invece l'atmosfera senza
alterazioni, arrivando direttamente sulla superficie terrestre;
Radiazione globale: somma della radiazione incidente e di quella quota di
radiazione diffusa che arriva al suolo.
Contro-radiazione atmosferica: quantità di radiazione che, una volta
riflessa o emessa dal terreno, colpisce le particelle componenti
l’atmosfera e viene nuovamente reirradiata con elevate lunghezze d’onda
verso il terreno. ECCESSI DI LUCE
Si riscontrano principalmente nel sud della nostra penisola e nelle
isole.
Si verificano nei giorni e nelle ore di massima insolazione.
Eccessi di luce (100.000 lux) sono sempre accompagnati da eccessi di
calore. Da considerare che la più elevata efficienza fotosintetica
nelle specie originarie di ambienti temperati è, in generale, ottenuta
con luce di bassa intensità· (10.000-20.000 lux, pari a 6,5-12,5 KJ m-2
min-1).
1.a una certa intensità di radiazione si verifica un arresto dell'aumento
della fotosintesi (saturazione luminosa) in quanto le reazioni
biochimiche secondarie non riescono a procedere di pari passo col
processo fotosintetico primario che viene a essere rallentato;
2.un flusso di radiazioni intenso dà luogo a fenomeni di fotoinibizione a
seguito della produzione di particolari sostanze, i chinoni, che,
assorbendo luce ultravioletta, danneggerebbero i tessuti fotosintetici;
3.l’eccesso di temperatura che accompagna l'eccesso di luce favorisce i
fenomeni catabolici di respirazione e soprattutto di fotorespirazione.
DIFETTI DI LUCE
Difetti di illuminazione possono verificarsi:
1.ad esempio nel caso di piantagioni troppo fitte, con conseguenze talora
vantaggiose talora sfavorevoli;
2.ingiallimento e caduta prematura delle foglie inferiori;
3.eziolatura: imbiancamento dei tessuti utile per certi ortaggi (sedani,
cardi, finocchi) si provoca
coprendo gli organi con il terreno (rincalzatura) o con la copertura con
film plastici scuri;
4.mancata ramificazione: è utile nel caso di colture da tiglio (fibra
ottenuta dallo stelo), come il lino,
la canapa, la juta, ecc.;
5.steli esili, allungati, poco lignificati: utili per le piante foraggere
che divengono più tenere e più
appetite dal bestiame; deleteri per i cereali in cui provocano
allettamento;
6.fertilità scarsa o nulla (rischio di sterilità): nelle colture da
granella. FOTOPERIODISMO
Molto spesso, l’uomo sfrutta a proprio vantaggio, soprattutto nella
floricoltura in serra, il meccanismo del fotoperiodismo, favorendo la
fioritura di specie longidiurne, anche in inverno (giorno corto),
semplicemente allungando la durata della luce con delle semplici lampade.
Oppure, permettendo a specie brevidiurne, come il crisantemo, di fiorire
anche in estate (giorno lungo), semplicemente accorciando la durata del
giorno oscurando le serre.
• Acclimatazione delle piante al di fuori del loro areale d’origine
• Se si è interessati agli organi vegetativi della pianta, può essere
utile: Coltivare in periodi con fotoperiodismo sfavorevole (patata,
tabacco, insalate, ravanello)
• Per sincronizzare la fioritura (crisantemo, aster, opuntia)
LA TEMPERATURA
La T dell’aria e del terreno dipendono dagli apporti energetici
derivanti dalla radiazione solare.
Si definisce la temperatura come espressione dello stato termico,
espresso come energia cinetica media delle singole molecole che
compongono il corpo.
Si definisce, invece, calore l’energia connessa all’attività
vibratoria degli atomi, espressa come quantità totale dell’energia
cinetica posseduta da tutte le sue molecole.
Il calore si trasmette dai corpi più caldi a quelli più freddi con
tre meccanismi:
Irraggiamento: emissione di radiazione senza che si abbia un
contatto diretto fra i corpi; la Terra riceve energia dal sole e
riemette energia radiante verso l’atmosfera.
Conduzione: trasferimento dell’energia attraverso un contatto
diretto fra le molecole dei corpi: dal più caldo al più freddo;
per contatto gli strati di aria più prossimi alla superficie
terrestre sono più caldi degli strati più alti dell’atmosfera
(gradiente termico).
Convezione: il calore viene trasferito mediante il movimento di
particelle aventi temperatura diversa: conduzione + movimento +
conduzione; è tipico delle sostanze liquide e gassose. La
propagazione del calore nell'atmosfera e nell'acqua avviene
principalmente per convezione, attraverso i movimenti delle masse
d'aria e delle molecole dell'acqua. Una massa fluida a temperatura
più alta è meno densa e più leggera rispetto ad una analoga massa
più fredda. Questo determina l’instaurarsi di moti convettivi
circolari. Es.: aria calda che sale verso l’alto sostituita da
aria fredda che scende.
Nel terreno si verificano contemporaneamente poiché:
l’irraggiamento fornisce calore agli strati più superficiali,
la conduzione è dovuta dal calore che si propaga in profondità e
la convezione in quanto si ha calore dovuto allo spostamento di
acqua e aria negli spazi vuoti del terreno.
Il calore specifico è il calore richiesto per innalzare di 1 °C la
temperatura dell’unità di massa di una sostanza. Esso può variare
in relazione alla temperatura della sostanza. Nei gas la quantità
di calore che occorre somministrare per innalzarne di un grado la
temperatura è diversa a seconda che il gas sia mantenuto a volume
costante o sia lasciato libero di espandersi a pressione costante
(legge dei gas). A parità di calore somministrato, parte
dell'energia viene spesa per la dilatazione del gas e la
temperatura aumenta di meno di quanto sarebbe aumentata se il gas
fosse rimasto a volume costante.
La capacità termica di un corpo è il prodotto della massa per il
calore specifico. TEMPERATURA DELL’ARIA
Il riscaldamento dell'aria avviene principalmente per convezione,
sfruttando il calore prima immagazzinato e poi cedutole dal
terreno.
La conducibilità dell’aria è infatti molto ridotta ed essendo
trasparente anche il suo riscaldamento per irraggiamento è molto
limitato.
La temperatura dell’aria, oltre alla contro-radiazione, dipende
dagli spostamenti delle masse d’aria, che agiscono come agenti di
trasporto dell’energia da una zona ad un’altra, contribuendo a
mantenere un equilibrio termico nel pianeta.
La temperatura dell’aria quindi segue, con un piccolo ritardo,
quella del terreno sottostante che a sua volta è data dalla
differenza tra la quantità di radiazione ricevuta (intensità e
durata) e quella riflessa e ri-emessa.
Durante la notte il terreno continua a perdere calore sotto forma
di radiazione ri-emessa (grande lunghezza d’onda) ed il calo di
temperatura raggiunge il suo minimo qualche minuto dopo il sorgere
del sole (quando la quantità di calore perduta uguaglia quella
acquistata per effetto della radiazione solare). Poi la
temperatura del terreno inizia a crescere fino a che le perdite
superano la radiazione assorbita e cioè dopo circa due ore dal
passaggio del sole sul meridiano.
La T dello strato d’aria aderente al suolo segue lo stesso
andamento con un minimo subito dopo il sorgere del sole ed un
massimo della temperatura fra le 14.00 e le 16.00. In realtà il
suo valore max dovrebbe verificarsi più tardi (attorno alle
17.00), ma la T dell’aria non dipende solo dalla radiazione. Il
forte riscaldamento del suolo determina un rimescolamento delle
masse d’aria tra gli strati più bassi e quelli sovrastanti che
porta l’aria calda verso l’alto e quella fresca verso il basso per
cui la T dell’aria comincia a diminuire molto prima che abbia
termine l’eccesso di radiazione (alle 17.00 appunto).
La temperatura dell'aria sopra un determinato luogo dipende da
tutti quei fattori che influenzano la quantità di radiazione
assorbita dal terreno:
1)Latitudine (inclinazione dei raggi che colpiscono la superficie
terrestre modificando la durata del periodo di illuminazione e
l’intensità del flusso radiante sull’unità di superficie)
2)Copertura del cielo (nuvolosità, ostacolando il passaggio dei
raggi solare, diminuisce la durata del periodo di illuminazione e
l’intensità del flusso radiante)
3)Altitudine (la temperatura dell'aria diminuisce con
l'altitudine. L'atmosfera infatti si riscalda principalmente dal
basso, per convezione, cioè cessione di calore da parte del suolo
precedentemente riscaldato dalla radiazione incidente -gradiente
termico verticale negativo -medio nell'atmosfera è pari a 0,56°C
per ogni 100 metri, la temperatura diminuisce di 1°C ogni 180 m )
4)Esposizione e pendenza del terreno (influiscono sull’angolo di
incidenza dei raggi solari modificando la quantità di radiazione
in arrivo. Pendice più calda a sud, seguita da ovest, est ed
infine nord. Ciò è particolarmente importante per le coltivazioni:
tra esposizione nord ed esposizione sud sono state registrate
differenze della T media annua di 2°C con punte di ben 10-15°C)
5)Caratteristiche del terreno: calore specifico ed albedo,
conducibilità termica (a loro volta correlata a SO, acqua, aria,
etc.)
6)Copertura vegetale: omb
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.