Agnolo Ambrogioni (Poliziano): vita, opere e pensiero
Agnolo Ambrogioni, noto come Poliziano (dal nome del paese di nascita “Mons Politanus”, l’attuale Montepulciano), è stato uno tra i più grandi poeti italiani del 1400 nonché indiscusso protagonista dell’Umanesimo. Illustre artista, si occupò di diversi ambiti poetici (dal mito alla natura, dalla giovinezza alla morte), di ballate scherzose e componimenti popolari, utilizzando un linguaggio sempre differente che si rifaceva sia ai classici antichi (latini e greci) sia al volgare e ai motti popolari.
Esponente di spicco del circolo degli intellettuali di Lorenzo il Magnifico, strinse con questo ultimo un intenso rapporto professionale che gli permise di divenire prima precettore dei suoi figli poi segretario personale dello stesso (non dovendo quindi assumere nessuna carica politica o militare come previsto in quel preciso periodo storico). Lo stile perfetto, ricercato, attento e le profonde conoscenze in ambito filologico contribuirono a rendere famose le sue opere (scritte in latino, greco o volgare) che vengono apprezzate e studiate ancora oggi.
Vita
Poliziano nacque nel 1454 a Montepulciano dove visse fino al 1469 anno in cui si trasferì a Firenze. La sua infanzia fu segnata da alcuni eventi molto negativi che contribuirono a sviluppare la sua insicurezza ed accentuare la timidezza: l’improvvisa morte del padre (dovuta al suo lavoro di giurista) e l’impossibilità, da parte della madre, di garantirgli una stabilità economica. Furono proprio questi due fatti che lo costrinsero al trasferimento a Firenze (1469) dove riuscì a portare a termine i suoi studi e si avvicinò ai classici latini e greci.
Nel 1473 dedicò a Lorenzo dei Medici i primi due libri dell’Iliade di Omero che aveva tradotto dal greco al latino e questo gesto gli permise di entrare nelle grazie del signore di Firenze e della sua famiglia. Il sodalizio tra i due durerà quasi tutta la vita e permetterà al Poliziano di scrivere senza doversi arruolare o ricoprire cariche politiche.
Dal 1475 iniziò una vasta produzione di scritti tra cui possiamo citare alcune tra le sue opere più famose: Le Elegie, gli Epigrammi e le Stanze per la giostra (poemetto dedicato a Giuliano dei Medici rimasto incompiuto a causa della sua morte). L’assassinio di Giuliano scosse talmente tanto la sensibilità del Poliziano che decise di comporre Pactianae coniurationis commentarium (Commentario sulla congiura dei Pazzi) in cui viene descritto l’accaduto. Il 1478 fu l’anno del cambiamento per Agnolo che, dopo l’allontanamento da Firenze...
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