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Agiografia

Agiografia: aghios (santo) grafein (scrivere). È la ricerca storica sulla vita e sulle opere dei santi, tutto quel complesso di testimonianze che costituiscono la memoria della vita del santo e del culto lui tributato (testi scritti, rappresentazioni iconografiche, monumenti, oggetti di vario genere finalizzati alla perpetuazione del ricordo del personaggio, alla sua venerazione). Il termine agiografia indica poi comunemente una produzione letteraria che consiste di testi narrativi (come possono essere le Passioni e gli Atti dei martiri, cioè racconti di sofferenze e morte di un cristiano in nome della propria fede, narrazione storica o favolosa letta il giorno della morte del martire, suo dies natalis, giorno di celebrazione commemorativa e liturgica, oppure le Vitae sanctorum, cioè biografie ed elenchi di episodi miracolosi che illustrano l’itinerario morale e spirituale di un personaggio virtuoso nel nome di Dio, accostando da vicino la storia del sentimento religioso, i costumi e la devozione popolare, la religiosità e le istituzioni laiche ed ecclesiastiche, oppure i Dialoghi, i Libelli miraculorum, i Florilegi medievali, le raccolte controriformistiche) e testi a carattere liturgico (come possono essere i calendari, oppure i martirologi, i menologi, i sinassari, i leggendari), e l’insieme di quegli studi critici di varia natura sviluppatisi in ambiente cattolico a partire dall’età moderna.

La letteratura agiografica appartiene alla cultura di ogni società. L’agiografia è anche storiografia apologetica con finalità didattiche, commemorative e liturgiche (il giorno del santo non si celebra solo in chiesa, ma determina l’organizzazione di incontri sociali e politici, di mercati e fiere, nonché lo sfruttamento popolare della taumaturgia, ovvero intraprendere qualsiasi iniziativa nel giorno del santo è di buon auspicio), elaborata sulla nozione di virtù personale e sociale e rispondente a precise esigenze quali l’intensificazione del senso religioso, l’imitazione del santo e la perpetuazione del suo culto.

La preoccupazione critica, l’esattezza storiografica è rara: la mancanza di informazioni è supplita con l’introduzione di episodi inventati o presi a prestito da altre narrazioni, anche perché l’intento è un altro, cioè quello di moltiplicare l’entusiasmo popolare. L’agiografia è la teologia del popolo, in quanto tende a volgarizzare le conclusioni della teologia dotta. Santo è colui che vive secondo la virtù cristiana fino al grado eroico; il santo è situato tra l’umano ed il divino, appartiene alla storia ed alla metastoria, si pone all’incrocio di grazia e peccato, di iniziativa divina e libero arbitrio umano.

Agiologia

L’agiologia si occupa dei santi a livello di espressione e comunicazione letteraria, tra spiritualità, liturgia, teologia, filosofia, psicologia, economia, politica ed in senso stretto è un metodo di esegesi (interpretazione tecnica di un testo) che ricorre a specifici criteri interpretativi, insegna l’uso della documentazione agiografica, consente una retta interpretazione, è analisi scientifica che fa ricorso ad una tecnica e ad una metodologia interdisciplinare, nonché ad un continuo confronto con altre espressioni culturali, scienza della memoria, disciplina storica, propone uno specchio dell’uomo, della comunità, del destino, puntando l’attenzione interpretativa su di un ideale di comportamento, un exemplum.

Fasi della dichiarazione di santità

Nel corso del I secolo d.C. la santità è esclusivamente riservata alla Trinità, a Maria, al Battista, agli Angeli ed agli Apostoli martiri (santi perché vittime di morte violenta); con l’editto di Costantino (313 d.C.) si aggiungono alle fila dei santi i martiri spirituali e quindi tutti i confessori, cioè i credenti incarcerati dai pagani, ma non ancora martirizzati.

Nel corso dell’Alto Medioevo si assiste ad una serie di proclamazioni di santi da parte dei vescovi locali che ne hanno facoltà, in base all’acclamazione popolare: è così che diversi vescovi e monaci vengono proclamati santi in merito alla loro strenua opposizione ai barbari; per lo stesso motivo, si assiste al nord ad una serie di proclamazioni di santi nobili (va detto che l’epoca carolingia produce una santità dei nobili, soprattutto nelle Gallie, con l’intenzione di provare che è possibile una coesistenza tra sequela Christi ed ascendenza illustre, anzi, assumendo la nobiltà come elemento di predestinazione alla santità) specialmente principi caduti in battaglia, mentre al sud vengono proclamati santi minori e umili, come San Francesco D’Assisi; molte di queste elezioni sante vengono successivamente sconfessate dalla gerarchia ecclesiastica.

Tra il IV e l’VIII secolo d.C. la Chiesa inizia una sua evoluzione istituzionale e teologica e nei grandi concili ecumenici si stabiliscono i punti essenziali della cristologia; l’ascetismo ed il monachesimo assumono i connotati del martirio e fiorisce una letteratura agiografica incentrata sui martiri (Atti dei martiri e Vite dei santi), contemporanea alla stesura del Liber Pontificalis, la testimonianza più rilevante in materia di agiografia pontificia dei primi secoli del cristianesimo a cui si aggiunge un’agiografia a carattere nazionale e locale.

L’epoca carolingia manifesta l’esigenza di una maggiore serietà critica ed il numero dei santi riconosciuti decresce in modo anomalo: appaiono i martirologi, che si affiancano ad una diffusa agiografia di vescovi e abati (si elabora una santità delle famiglie religiose e dei monasteri e molti autori anonimi sono monaci o chierici costretti a diventare agiografi per esigenza della Chiesa), ai nobili santi ed alla sempre consistente santità popolare, fatta anche di incoerenza e facile credulità, legata al moltiplicarsi delle guarigioni e sottolineata dalle numerose traslazioni di corpi santi nelle nuove costruzioni ecclesiastiche; l’opera più tipica dell’agiografia italiana di allora è il De Christi triumphis apud Italiam di Flodoardo, che presenta le varie tappe agiografiche della penisola.

Va detto che tutte le regioni della cristianità presentano una stessa concezione della metodologia redazionale dei testi agiografici, poiché i procedimenti sono gli stessi, le motivazioni e gli intenti sono gli stessi, le tematiche sono le stesse, al di là della varietà dei miracoli. Nel corso del Basso Medioevo si inizia a parlare di Santità Ufficiale, unicamente decretata dal papa: la Chiesa inizia a promuovere processi canonici rigorosi per dichiarare la santità; ma al nucleo storico che consiste nella giusta collocazione dei personaggi nel loro quadro storico, si aggiungono elementi parassitari, come gli apocrifi ed i romanzi di santi immaginari.

Il Concilio di Trento (1545-1563), XIX concilio ecumenico della Chiesa, definisce la riforma della Chiesa, ovvero la Controriforma e la reazione alle dottrine Calvinista e Luterana, ovvero la Riforma protestante, nel rinnovamento della presentazione sistematica del dogma cattolico e preparando la strada ad una nuova mentalità, nonché al rinnovamento anche della scienza agiografica (tra le altre cose, si distingue tra beati e santi); il teologo domenicano spagnolo Melchior Cano, inviato nel 1551 dall’Imperatore Carlo V al Concilio di Trento, lamenta nel suo De locis theologicis le falsificazioni decisamente dannose in materia agiografica ed il problema della credulità popolare che attribuisce automaticamente valore di verità a quanto scritto. Tra il XIV ed il XV secolo d.C. si assiste ad una fioritura di Vite, redatte con la specifica finalità di offrire del materiale adeguato per i processi di beatificazione e canonizzazione (le fonti di informazione sono notizie ottenute sia per via diretta che per via indiretta, documenti redatti con coscienza, ma non necessariamente con spirito critico): questa è la prima realizzazione dell’agiografia della Controriforma.

Fonti sull’agiografia

Le fonti letterarie agiografiche si dividono in fonti liturgiche e fonti narrative: le prime sono fonti che si riferiscono ad un culto liturgico reso ai santi nell’intento di perpetuarne la memoria all’interno di una comunità cristiana, culto che si traduce in pratiche ed osservanze non sempre approvate dall’autorità ecclesiastica, in quanto vicine alla magia e che ruota attorno alla celebrazione ufficiale dell’anniversario della morte o della depositio del santo (ciascuna chiesa possiede i suoi anniversari registrati in un apposito elenco), in genere realizzata presso la tomba del santo stesso, infatti la presenza del s...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/07 Storia del cristianesimo e delle chiese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher francesca.bonazza.5 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Agiografia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Rizzi Marco.
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