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Agiografia: scrittura santa

Agiografia significa testimonianze scritte relative ai santi. Sono testi che riguardano i personaggi che per noi sono santi. Agio significa santo e grafia significa scrivo, quindi è la produzione letteraria sui santi. Per agiografia si intende quella che ha per oggetto coloro che hanno praticato le virtù in grado eroico e per tale motivo sono riconosciuti dalla Chiesa cattolica e cristiana, come martiri, eremiti, fondatori di monasteri e ordini religiosi.

Il termine indica anche la letteratura su tale materia. Un santo si rifà a Cristo e alla sua vita: azioni, passione e morte. “Un santo è, innanzi tutto, un uomo straordinario in cui Dio abita, ma è anche una risposta ai bisogni spirituali di una generazione ed è un uomo che costituisce l’illustrazione eminente delle idee che i cristiani di un tempo si sono fatti della santità.” (S. Bonnet, in A. Vauchez, La santità nel Medioevo, 1981)

Modelli agiografici

Modello agiografico

L'ideale di perfezione cristiana si realizza nella vita di una persona. La perfezione per il cristiano consiste nel realizzare la stessa vita di Cristo.

Modello martiriale

Questo modello si basa sull’immediata comparazione con Cristo: come egli ha dato la vita per amore dell’uomo, così il martire dà la vita per amore di Cristo. L’asse narrativa del modello martoriale è tra il cristiano, che accetta e affronta la morte, e il potere politico romano, che lo condanna. La trasformazione in Dio avviene mentre il martire è in vita e questa esperienza lo rende lieto e il corpo è insensibile al dolore (Passione di Perpetua e Felicita). È la morte a generare la vita, dalla morte proviene non la sconfitta definitiva dell’uomo, ma la sua definitiva vittoria. Molti martiri sono laici. I martiri sono uomini e donne che durante il periodo delle persecuzioni all’inizio del Cristianesimo morivano testimoniando la loro fede in Cristo.

Modello monastico

Non è più rinuncia alla vita, cioè accettazione della morte come nel martire, ma rinuncia al mondo, la morte della storia per avere la vittoria sul mondo e sulla storia. Il modello martiriale si realizza in un'agiografia che descrive fondamentalmente una morte; quello monastico si realizza in un’agiografia che descrive un'intera biografia. La struttura agiografica non consiste in un contrasto, ma in una trasformazione che porta dall’Ascesi (rinuncia al mondo, al sesso, alla proprietà e alla patria) alla contemplazione verso Dio, ma anche all’azione verso il mondo per convertirlo (isolarsi dalle occupazioni normali della vita, isolarsi dal corpo stesso per concentrare l’anima in Dio e attendere la visione di lui). È un cammino lungo, contrassegnato dall’operare dei miracoli.

Il modello monastico è parallelo alla condizione storica della cristianità, cioè di una società che assume i valori cristiani come riferimento pubblico, anche se, come osserva Tommaso d’Acquino, è difficile che chi ha un potere così assoluto (il re, imperatore) possa essere santo. A questo proposito ricordiamo che nel 313 d.C terminano le persecuzioni con l’editto di Tessalonica e la pace costantiniana in cui l’imperatore Costantino afferma la laicità dello stato. Dopo un breve periodo in cui si ritorna al culto di più dei (360 c.a.) nel 392 con l’editto di Costantinopoli l’imperatore Teodosio dichiara il cristianesimo religione di stato.

  • Eremita (Antonio nella vita di Atanasio di Alessandria)
  • Eremita- vescovo (Martino dovuta a Sulpicio Severo)
  • Vescovi (Sant’Ambrogio e Sant’Agostino), nelle loro biografie il confronto con il potere politico imperiale e con quello germanico vengono in primo piano
  • Monaci-vescovi (come quelli di Lerins o gli abati orientali di Cassiano)
  • Soldato-monaco (Benedetto, Severino e Genoveffa profetessa)

Il monachesimo nasce nel III secolo e si diffonde sempre di più dal IV. Le persone che vi si avvicinano sentono il bisogno di ritirarsi in solitudine per avvicinarsi a Dio. Nasce in Oriente e si diffonde in Occidente grazie ai testi agiografici e ai monaci che si diffondono testimoniando questo modo di vivere. Monaco = monos = solo, colui che si ritira per vivere in solitudine.

Variante del 2° modello: San Francesco d’Assisi

Con Francesco nasce un’agiografia in cui la separazione fisica dal mondo è assoluta, sul piano della rinuncia dei beni, molto più che nel monachesimo tradizionale e riformato. In Francesco tutta la storia, la natura, gli uomini, la morte stessa hanno valore escatologico, annunciando una pienezza divina già in atto. Permane la separazione dal mondo storico anche perché egli accetta di costruire un ordine religioso. È importante questa nuova confidenza tra uomo e Dio: Cristo è un modello perché è stato crocefisso, lo si ama perché ha amato l’uomo, egli non è più il grande e inaccessibile signore, lo si concepisce e vive come un amico con cui si può dialogare in permanenza. La divinità è presente nell’umanità stessa e per questo è imitabile. Il vertice dell’imitazione si compie quando Francesco riceve le piaghe nel suo corpo nel monte la Verna.

Autoagiografia

Alla fine del Medioevo, come poi nell’Umanesimo e nel Rinascimento, la tradizione agiografica tende a rarefarsi e impoverirsi anche perché essa, sempre più, viene a essere sostituita qualitativamente dall’autoagiografia, modello che soppianta quello monastico: nelle confessioni, nei diari, nelle auto-descrizioni il mistico e la mistica analfabeti o meno esprimono infatti un’esperienza diretta con Dio, che non ha tramiti né mediazioni clericali o monastiche.

I mistici rappresentano un fenomeno importante nella religione cristiana. Il processo di avvicinamento a Dio passa attraverso un distacco dalle cose materiali (ricchezze) e comporta una vita di preghiera, meditazione e contemplazione durante la quale il/la mistico/a vive momenti di grande intensità con Dio.

Esistono anche:

  • Santi patroni che hanno la funzione di protettori e di intercedere verso Dio per noi.
  • Santi ausiliatori, un gruppo di 14 santi che portano aiuto a chi li invoca. (XIII secolo in poi) San Biagio, Santa Caterina, San Cristoforo, San Giorgio, San Pito, ecc. La festa collettiva è l’8 agosto.
  • Santi vescovi – defensor civitatis (fine V secolo) che difendono la città dal pericolo degli assalti e mettono in fuga gli eserciti. Sono guide materiali della città, si occupano di politica e di istituzioni, si prendono cura dei ceti più deboli, vedove e orfani. Assistenza verso i carcerati: miracolo che gli studiosi considerano tipicamente vescovile perché probabilmente era uno dei loro poteri. Transizione in forma agiografica di un loro potere.

Letteratura agiografica

La letteratura agiografica è molto ampia tanto da far iniziare la sua storia, per alcuni studiosi, con la Bibbia e i testi apocrifi per poi via via ampliarsi con l’avanzare dei secoli comprendendo diversi altri testi.

La letteratura del Medioevo è la fonte più importante per capire la cultura e la mentalità di quell’epoca. Il testo agiografico è misto perché fin dall’origine si sono unite spesso realtà con leggenda, elementi storici con elementi fantastici e quindi non è sempre stato facile capire quale era la verità storica su cui soffermarsi. Questo dipendeva anche dal periodo in cui l’agiografia di un santo veniva scritta: più gli anni passavano dalla morte del santo più è facile che l’agiografo abbia dovuto inventare (anche involontariamente) per supplire la mancanza di informazione.

Secondo C. Leonardi, un abbozzo delle origini agiografiche lo troviamo nella letteratura apocrifa (nascosta) che non è stata riconosciuta dalla chiesa ed esclusa dal canone ufficiale degli scritti autentici nel 405 d.C da Papa Innocenzo I.

Vangeli apocrifi: vangeli dell’infanzia di Gesù, che parlano della vita di Maria, vangeli di morte e passione scritti molto dopo i quattro considerati autentici o che portavano altri fatti. Atti di Paolo e Tecla scritti in greco e che descrivono la vita di questa discepola.

Letteratura martoriale

È del II o III secolo d.C, ma si protrae anche dopo le persecuzioni, si divide in:

  • Atti dei martiri o acta: racconti che si basano sul resoconto del processo a cui il martire viene sottoposto. Gli agiografi quindi consultano i verbali e raccolgono le testimonianze di chi aveva assistito al martirio. La comunità cristiana usava questi testi per ricordare il martire nelle celebrazioni e diventava un esempio.
  • Passioni o passio: testo che tratta di un martire, ma in generale. Contiene una componente narrativa maggiore rispetto agli acta. Passio significa sofferenza. Narrazioni di vita, dolori, torture e morte.

Una passio da ricordare è quella di Perpetua e Felicita, martirizzate a Cartagine il 7 marzo 207 d.C. L’autore è anonimo anche se esiste la possibilità che Tertulliano possa aver raccolto le pagine scritte da Perpetua mentre era in carcere. Nel racconto, sotto forma di diario, troviamo gli ultimi giorni di prigionia di questo gruppo di catecumeni dove le figure principali sono: Perpetua (mamma di un bambino), Felicita (diventa madre durante la prigionia) e Saturo (loro catechista). Nel testo troviamo in particolare le visioni e in seguito come si è svolto il martirio.

Altre passioni e/o acta:

  • Vita Cipriani: vescovo e martire di Cartagine (III sec). Atti di Cipriano scritti dopo la sua morte e sono il resoconto dei due interrogatori a cui è stato sottoposto più il racconto del martirio. Modello agiografico di santo vescovo e martire.
  • Passione di Santa Lucia: muore a Siracusa nel 304 durante le persecuzioni di Diocleziano. Lucia era una giovane nobildonna che si è convertita sulla tomba di S. Agata e per questo è stata torturata dal console di Siracusa. Rappresentata iconograficamente con gli occhi in mano o su un piatto d’argento.
  • Passione di Santa Barbara: (III sec) passione tardiva, presenza di leggenda/fantasia. Barbara era la figlia di Dioscuro re di Nicodemia. Il padre l’aveva rinchiusa in una torre per non permettere a nessuno di vederla, ma lei viene a conoscenza del cristianesimo e si converte. Quando il padre lo scopre, accecato dalla rabbia, la consegna al giudice per la condanna a morte. Dopo varie torture, il padre vestito da boia, la decapita con la spada. Immediatamente viene incenerito da un fulmine. Protettrice dei pompieri e tutto ciò che ha a che fare con fulmini, scoppi di armi da fuoco e incendi, morte improvvisa.
  • Passione di Sant’Agnese: martire del IV secolo. Preferì morire che perdere la sua verginità e pregare la dea Vesta. Trafitta alla gola con una lancia dopo essere stata condannata ad essere gettata nel fuoco che si divise.
  • Passione di S. Sebastiano (III sec).

Martirologi: (dal II e/o IV secolo) elenchi di martiri che sono venerati presso più chiese. Hanno avuto un notevole sviluppo perché ad un certo punto sono passati dall’essere dei semplici elenchi di nomi a elenchi in cui si trovano date e notizie sui santi. Martirologio Geronimiano, attribuito a San Girolamo, ma in realtà secondo gli studiosi è stato composto...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/07 Civiltà bizantina

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher summerit di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Agiografia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trento o del prof Degl'Innocenti Antonella.
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