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TEORIA TECNICA E DIDATTICA DELL’ATTIVITA’ MOTORIA

PER L’ETA’ ADULTA E ANZIANA

Capitolo 1: Geriatria e Gerontologia

Per invecchiamento si intende la progressiva perdita dell’ situazione di

OMEOSTASI (

equilibrio delle varie funzioni del corpo) da parte dell’organismo.

L’invecchiamento biologico è legato fisiologicamente all’invecchiamento delle cellule, che

con il passare degli anni:

-riducono il loro contenuto idrico;

-diminuiscono numericamente

-si distribuiscono irregolarmente nei vari tessuti (riducendosi del 50%)

Le teorie sull’invecchiamento vengono riassunte in due indirizzi:

® programmazione genetica ® alterazioni della struttura cellulare

Ogni essere vivente ha uno specifico programma genetico, che determina una fase di

evoluzione e una di involuzione. Le modalità e la velocità di queste fasi, dipendono da

fattori sia esogeni che endogeni ad esempio per cause genetiche, stili di vita o malattie.

▪ INVECCHIAMENTO DEL SISTEMA NERVOSO CENTRALE

Con l’invecchiamento si ha una riduzione del numero e delle funzionalità delle cellule

nervose (non in grado di riprodursi) con conseguente rallentamento delle reazioni

psicomotorie (tempi di reazione più lunghi).

Una graduale riduzione si nota sia a livello di capacità di percezione, sia a livello di

capacità sensoriali (vista e udito). Il calo delle capacità senso-percettive, provoca una

diminuzione delle afferenze (termine utilizzato per indicare l’insieme degl’impulsi che

dalla periferia giungono ai centri nervosi) e delle stimolazioni ambientali, diminuisce in

questo modo l’energia e la velocità dei movimenti e la precisione dei gesti.

L’invecchiamento del S.N.C. se legato ad alterazioni del turnover dei neurotrasmettitori,

può portare a malattie più gravi come il Morbo di Parkinson o l’Alzheimer.

▪ INVECCHIAMENTO APPARATO MUSCOLARE

L’invecchiamento di questo apparato è caratterizzato da una minore capacità funzionale

del muscolo striato, che già dopo i 40 anni e ancor più verso i 50 anni, ha una

progressiva riduzione del numero di fibre muscolari e la loro parziale sostituzione con

tessuto stromale e grasso.

Contemporaneamente:

le fibre collagene ed elastiche aumentano di numero e spessore assicurando

- compattezza al muscolo;

le fibre bianche appaiono atrofiche;

- l’acqua intracellulare diminuisce mentre quella extracellulare aumenta;

- le miofibrille da rettilinee diventano oblique, spirali o circolari;

- calano a livello muscolare DNA, RNA, e le proteine strutturali (miosina);

- i lipidi aumentano;

- le attività enzimatiche si attenuano;

- l’intensità e la velocità dell’attività contrattile si riducono;

- si riduce il tono e la forma del muscolo;

-

La non totale utilizzazione del muscolo, con il passare dell’età porta ad una serie di

problematiche a catena, che incidono sulla postura, sull’equilibrio, sui movimenti del

corpo condizionando negativamente la vita di tutti i giorni.

▪ INVECCHIAMENTO APPARATO OSTEO-ARTICOLARE

Il tessuto osseo subisce delle modificazioni che riguardano la consistenza, l’elasticità, la

massa, le funzioni e la permeabilità.

In particolare si nota:

riduzione di numero e di attività delle cellule;

- i fibrociti (cellule presenti nel tessuto connettivo lasso) subiscono alterazioni di

- forma;

le fibre collagene, aumentano di spessore e si allungano;

- le fibre elastiche si assottigliano, si accorciano, si ingrassano e si riducono di

- numero.

Le ossa, tendono a diventare meno flessibili, più fragili, più facilmente fratturabili

(prevalenza sostanza minerale). Tra le malattie tipiche, in questa età ricordiamo:

◦OSTEOPOROSI  graduale perdita di massa ossea, a causa di uno squilibrio tra i

processi di riassorbimento (attività osteoclastica) e quelli di costruzione di nuovo tessuto

osseo (attività osteoblastica). Questa malattia è principalmente diffusa nelle donne dopo

la menopausa.

◦OSTEOMALACIA si nota una certa decalcificazione scheletrica, questa malattia è

caratterizzata dalla mancanza di vitamina D. Tra le cause abbiamo la scarsa esposizione

ai raggi solari.

◦OSTEOARTROSI patologia degenerativa da usura, molto diffusa in età senile che porta

l’anziano a limitare al massimo i propri movimenti, ad assumere atteggiamenti e andature

che peggiorano la situazione influenzando negativamente la vita quotidiana.

I sintomi sono:

dolore;

- rigidità;

- limitazioni funzionali delle zone più colpite.

-

Di solito le ossa più colpite sono il femore, l’omero e il polso.

Una moderna tecnica diagnostica per indagare sullo stato di mineralizzazione delle ossa è

rappresentata dalla Mineralometria Ossea Computerizzata (M.O.C.)

▪ INVECCHIAMENTO APPARATO CARDIO-CIRCOLATORIO

Con l’età senile avvengono delle modificazioni al seguente apparato, infatti:

si modificano il volume, la forma e il peso del cuore (atrofia del miocardio);

- l’aorta aumenta in lunghezza, spessore, diametro e perde in elasticità per

- l’irrigidimento delle fibre elastiche e dello strato più interno;

la F.C. (frequenza cardiaca) e la G.S. (gittata sistolica) diminuiscono e dalla

- seconda dipende anche una diminuzione della G.C. (gittata cardiaca) che

rappresenta il volume di sangue espulso da un ventricolo in un minuto;

i vasi sanguigni arteriosi, in particolare le coronarie, si occludono per la presenza

- di grasso, che comporta lo scorrimento di un flusso sanguigno turbolento e

automaticamente ad una riduzione sia di sostanze nutritive che di ossigeno;

le pareti dei grossi vasi perdono elasticità;

- le pareti delle vene perdono tono, dando luogo a stasi venose o gonfiori.

-

Questi fenomeni sono causa di diverse patologie, ad esempio:

 per quanto riguarda le arterie coronarie;

- ANGINA PECTORIS deficit di ossigeno permanente nel Miocardio;

- INFARTO DEL MIOCARDIO

;

- ARITMIE DI VARIO TIPO provoca affaticamento, cefalea e vertigini.

- SCOMPENSO CARDIACO

▪ INVECCHIAMENTO APPARATO RESPIRATORIO

Questo apparato tende a ridurre la sua funzione a causa:

riduzione volumetrica dei corpi e dei dischi vertebrali, che accentuano la cifosi

- dorsale;

ossificazione cartilagini condrocostali;

- ipotrofia muscoli respiratori;

- la muscosa che riveste i bronchi si assottiglia;

- le ghiandole mucipare aumentano di volume;

- gli anelli di trachea e bronchi si calcificano perdendo elasticità;

- l’epitelio bronchiale perde le ciglia vibratili;

- i capillari si riducono di numero e si induriscono;

- aumentano gli “shunt artero-venosi”.

-

Dal punto di vista fisiologico, diminuisce la capacità vitale, cioè la massima quantità di

aria che può essere espulsa con un solo atto respiratorio, mentre aumenta il volume

residuo cioè la quantità di aria che rimane nei polmoni dopo un’espirazione forzata.

▪ INVECCHIAMENTO DEI SENSI

Apparato visivo, uditivo, olfattivo, gustativo, vestibolare e sensitivo diminuiscono di

acuità e finezza, con conseguenti problemi di equilibrio, di coordinazione, di precisione e

velocità nelle risposte.

CAPITOLO 2: Aspetti psicologici e sociali dell’invecchiamento

I mutamenti a livello Bio-Fisiologico si ripercuotono sulla sfera psico-sociale di vari

individui.

Ad esempio un decadimento delle capacità cognitive e mnemoniche o un calo di

attenzione, inducono un senso di ansia, di tristezza, che si ripercuotono nell’individuo

attraverso stati di irritabilità e impazienza.

Spesso ai fattori bio-fisici se ne aggiungono altri come:

il pensionamento che provoca problematiche di identità;

- la sessualità evento quasi frustrante per l’anziano che si convince di aver perso

- un “bene prezioso”;

la trasformazione della famiglia nella società moderna dove la figura

- dell’anziano risulta quasi di troppo.

La società e la famiglia giocano un ruolo fondamentale, infatti l’inclusione dell’anziano

nella vita quotidiana, tende a portare in lui sentimenti positivi che si ripercuotono sia nella

sfera sociale che in quella fisica. Con l’esclusione invece l’anziano tende a chiudersi in se

stesso, creando una barriera tra se e l’ambiente esterno, affermava Charles Cooley:

“L’anziano si vede come la società lo considera”.

L’invecchiamento del S.N.C. provoca:

modificazione del carattere;

- modificazione della psiche;

- modificazione della personalità;

- compromissione progressiva di alcune funzioni mentali;

- diminuzione della capacità di apprendere nuove cose e dell’elasticità intellettiva;

- indebolimento memoria a breve termine (quella a lungo termine al contrario è viva);

- allungamento nei tempi di reazione;

- diminuzione capacità di apprendimento;

- l’immaginazione è meno viva;

- affaticamento.

-

L’anziano ha grandi difficoltà di adattamento a delle nuove situazioni, questa incapacità

provoca (stato dell’organismo in evoluzione, in risposta ad una domanda di

STRESS

adattamento) che viene somatizzato in alcune malattie (disturbi cardiovascolari,

depressione) oppure aumenta l’egocentrismo dell’individuo (risulta essere diffidente, si

chiude in se stesso)

◦ Anziano con scompenso emotivo-affettivo: l’anziano reagisce alle situazioni con crisi

di pianto, disturbi del sonno, senso di fallimento e colpa, perdita di interesse, umore

depresso e chiusura in se stesso.

◦ Anziano con scompenso cognitivo-affettivo: L’anziano subisce una diminuzione della

memoria a breve termine, una riduzione della capacità di giudizio e disorientamento.

è una delle cause scatenanti le sindromi psichiatriche, provoca una serie di

L’ANSIA

reazioni quali: irritabilità, insoddisfazione, disorientamento e depressione. Uno stato di

ansia prolungato nel tempo insieme allo stress provoca:

calo di attenzione;

- minor creatività e curiosità;

- minor spirito di iniziativa;

- minore memoria;

- minore capacità di apprendimento.

-

Dunque anche lo stress prolungato provoca problemi alle funzioni cognitive più

elevate del S.N.C. Infatti l’aggravarsi di un lieve stato di deterioramento mentale, o il

manifestarsi di una demenza senile, sono dovuti a stress dovuto ad esempio al cambio di

ambiente (da casa propria a casa del figlio o nel peggiore dei casi in un istituto) o alla

perdita del coniuge.

Una vita sana, piena di interessi, di curiosità con sufficiente attività fisica permetterà, giunti

al “pensionamento” di vivere appieno i restanti anni, ritardando gli effetti naturali

dell’invecchiamento, cosi da rimanere autosufficienti “dominatori” e non “succubi”

dell’ambiente.

Il metodo migliore rimane la da attuare in età giovanile e adulta.

PREVENZIONE

CAPITOLO 3: Influenze dell’invecchiamento sulle capacità di prestazione motoria

Nei soggetti, passati i 50 anni si può notare un’accentuazione del calo della prestazione

motoria. Questo calo inizia verso i 30 anni e ha un andamento graduale che è più

marcato verso i 50, inoltre si osserva una certa rigidità nell’adattamento a situazioni e

movimenti nuovi.

Negli anziani si possono individuare caratteristiche dell’involuzione motoria, a volte

evidenti anche osservando la motricità quotidiana. L’esecuzione dei movimenti risulta

misurata e lenta, gli atti motori tendono a diventare stereotipati e richiedono una

notevole attenzione che rende difficile la coordinazione di più movimenti simultanei.

Questa involuzione è dovuta in gran parte alle modificazioni anatomo-funzionali che

provocano:

diminuzione di elasticità in organi e tessuti;

- minore capacità di ricevere ed elaborare informazioni per rispondere agli stimoli

- esterni;

problemi nell’adottare e trasformare le azioni motorie.

-

Nell’esecuzione dei vari movimenti concorrono due tipi di CAPACITA’ MOTORIE:

® Capacità Motorie Condizionali ® Capacità Motorie Coordinative

● Capacità Motorie Condizionali: determinate da processi energetici, a questa

categoria appartengono:

◦ FORZA capacità di opporsi o vincere una resistenza, essa diminuisce in relazione

all’avanzare dell’età ed è comunque strettamente collegata alle stimolazioni che un

soggetto ha ricevuto durante la sua vita lavorativa;

◦ VELOCITA’ capacità di compiere un movimento nel minor tempo possibile. E’ la

capacità più influenzata dall’invecchiamento, essa infatti è

condizionata dalle modificazioni che intaccano il S.N.C., i processi metabolici, i processi

muscolari e l’apparato locomotore.

In particolare si ha una diminuzione della velocità di reazione agli stimoli, una

diminuzione del tempo di reazione motoria e una diminuzione sia della rapidità del

singolo movimento che della frequenza del movimento (questi ultimi tre elementi

caratterizzano un movimento veloce). Dal punto di vista metabolico le limitazioni sono

dovute alla carenza di ATP. Per quanto riguarda l’apparato locomotore, i muscoli

diminuiscono la loro elasticità, mentre le articolazioni si irrigidiscono (maggiore densità

liquido sinoviale).

° RESISTENZA capacità di resistere ad un lavoro prolungato nel tempo. La

resistenza è strettamente collegata al massimo consumo di Ossigeno, a sua volta

dipendente dall’efficacia dell’apparato cardio-circolatorio. Nei soggetti anziani non

allenati, si presenta un calo della resistenza dovuto al consumo di ossigeno che con l’età

si riduce del 50%.

● Capacità motorie coordinative: determinate da processi neuro-muscolari che

controllano e regolano il movimento. Sono quelle capacità che permettono di far

corrispondere, nel miglior modo possibile, la realizzazione dell’atto motorio allo scopo. Il

termine indica infatti la capacità di risolvere problemi motori in modo adeguato a

finalità prefissate. Inoltre queste capacità determinano il grado di controllo e regolazione

del movimento per organizzare l’esecuzione del programma motorio, per controllare il

movimento durante l’esecuzione e per correggerlo se non adeguato allo scopo. Tali

capacità permettono di affrontare meglio la vita di relazione, l’attività sportiva e quella

lavorativa. Secondo gli studi di Meinel possiamo dividere le capacità in:

◦ che comprendono

COORDINATIVE GENERALI :

Capacità di apprendimento motorio insieme di tre fasi:

-  coordinazione grezza;

 coordinazione fine;

 stabilizzazione della coordinazione fine.

Capacità di controllo motorio

- Capacità di adattamento e trasformazione dei movimenti.

-

L’insieme di queste tre capacità generali costituiscono la DESTREZZA, cioè la

capacità di risolvere problemi motori in modo rapido e adeguato.

◦ che comprendono:

COORDINATIVE SPECIALI

equilibrio;

- elasticità;

- coordinazione dinamica generale;

- coordinazione oculo-podalica e oculo-manuale;

- fantasia motoria;

- ritmizzazione;

- orientamento;

- anticipazione motoria;

- memorizzazione motoria;

- combinazione motoria;

- destrezza finale.

-

Le capacità speciali sono strettamente collegate al S.N.C. (infatti per far si che un

movimento giunga al suo scopo, il sistema nervoso centrale deve disporre delle giuste

informazioni derivanti dai recettori del sistema sensoriale) e ad alcuni ANALIZZATORI

(inviano le informazioni captate dai sensi). I più importanti analizzatori sono:

Analizzatore Cinestetico fornisce informazioni su

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-EDF/01 Metodi e didattiche delle attività motorie

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marghe.15 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di TTD Attività motoria per l'età adulta e anziana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi "Carlo Bo" di Urbino o del prof Federici Ario.
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