Invecchiamento e omeostasi
L'invecchiamento è la progressiva perdita dell'omeostasi da parte dell'organismo, intendendo per omeostasi una situazione di equilibrio delle varie funzioni del corpo umano. Il concetto importante dietro questa definizione è quello di salute, dato dall'OMS, intendendo per salute il benessere totale e non solo la mancanza di malattia. L'invecchiamento biologico è legato fisiologicamente all'invecchiamento delle cellule che, andando avanti con l'età, riducono il loro contenuto idrico e diminuiscono numericamente distribuendosi irregolarmente nei vari tessuti. Diminuisce anche la capacità cellulare di riproduzione, numericamente e qualitativamente.
Teorie dell'invecchiamento
Vi sono moltissime teorie dell'invecchiamento, tra queste si ricordano:
- Programmazione genetica dell'invecchiamento;
- Alterazione delle strutture cellulari.
Le teorie formulate negli ultimi anni, oltre a dare importanza ai fattori endogeni dell'invecchiamento, hanno messo in evidenza come questo fenomeno sia normale, universale, strettamente connesso ai processi di crescita e differenziazione. Ogni essere vivente ha uno specifico programma genetico di sviluppo che determina le fasi di evoluzione e involuzione dell'organismo. Le fasi dipendono da:
- Fattori endogeni;
- Fattori esogeni.
Questi provocano vecchiaie diverse nei vari individui e apparati. Le cause del diverso invecchiamento sono di origine:
- Genetiche, evidenti nei "tempi di invecchiamento" nei gemelli omozigoti se raffrontati ai dizigoti o fratelli e sorelle ordinari;
- Non uso o cattivo uso di una funzione o di una attitudine durante la crescita e l'età adulta: ad esempio l'ipocinesia non fa che accentuare l'invecchiamento dell'apparato locomotore;
- Stile di vita, ad esempio uso di alcool, tabacco, alimentazione, ansia, depressione e stress (cronico e acuto) della vita quotidiana, luogo di vita (componente ambientale);
- Malattie o traumi (fisici e psicologici) possono accelerare l'invecchiamento. Questo fenomeno è particolarmente grave quando è accompagnato da un disinteresse per la vita ed una totale "capitolazione psicologica" dell'individuo.
Aspetti fisiologici dell'invecchiamento
L'invecchiamento interessa vari apparati: SNC, apparato muscolare, osteo-articolare, cardio-circolatorio, respiratorio, i sensi e i vari metabolismi (protidico, glucidico, lipidico e idroelettrico).
Invecchiamento del sistema nervoso centrale (SNC)
A livello di SNC c'è una riduzione progressiva del numero e della funzionalità delle cellule nervose, dato che la loro perdita è esponenziale con l'età (le cellule del SNC non sono in grado di riprodursi). Si ha la perdita di "dendriti orizzontali" che uniscono tra loro le cellule della corteccia determinando un rallentamento delle reazioni psicomotorie (aumento dei tempi di conduzione degli stimoli e tempi di reazione più lunghi). Il SNC diminuisce di peso e volume provocando una diminuzione del tono muscolare, un indebolimento dei riflessi di ogni genere e difficoltà di apprendimento. Perfino nei malati di Alzheimer si presenta la possibilità di apprendere il movimento: si ha difficoltà, non impossibilità di apprendere un gesto motorio.
L'invecchiamento determina una riduzione delle capacità senso-percettive, provocando una diminuzione delle afferenze e delle stimolazioni ambientali, che danneggia la psicomotricità, diminuisce l'energia, la velocità dei movimenti e la precisione dei gesti. L'anziano non si fida più delle sue capacità (cadute) e riduce le attività di vita quotidiana (anche per colpa delle barriere architettoniche), diminuisce il suo dinamismo, dimostra insicurezza e ansietà. Tutto ciò genera rifiuto delle novità, che a volte porta anche ad allontanarsi dal contesto sociale. L'invecchiamento del SNC, se legato ad alterazioni del turnover dei neurotrasmettitori, può generare il morbo di Parkinson, il morbo di Alzheimer (degenerazione sistematica del sistema nervoso) o la malattia di Pick (devasta le zone frontali, in particolare le componenti comportamentali con compromissione della sfera relazionale).
Invecchiamento dell'apparato cardio-circolatorio
L'apparato cardio-vascolare risulta nell'anziano alterato nelle sue caratteristiche funzionali e strutturali e ciò genera un cattivo adattamento agli sforzi fisici, con inadeguata irrorazione e conseguente ossigenazione dei vari distretti dovuto a:
- Riduzione di numero e volume delle fibre miocardiche;
- Aumento del tessuto connettivale e presenza di degenerazione amiloidea a localizzazione multifocale;
- Riduzione della gittata sistolica (quantità di sangue in uscita dal ventricolo sinistro);
- Riduzioni qualitative e quantitative delle componenti elastiche contrattili;
- Riduzione della massima frequenza cardiaca raggiungibile (220 - età x % lavoro aerobico <60/75>), formula di Cooper per l'intensità di lavoro aerobico rapportato alla frequenza cardiaca);
- Riduzione della portata cardiaca;
- Aumento delle resistenze periferiche; la parte arteriosa e venosa si deteriora, con fatica sia nell'andata arteriosa che nel ritorno venoso.
L'anziano se viene sottoposto a uno sforzo massimale o troppo rapido può andare incontro alla perdita dell'omeostasi (equilibrio) cardio-respiratoria.
Invecchiamento dell'apparato respiratorio
L'apparato respiratorio tende a ridurre gradualmente la sua funzione con l'avanzare dell'età in quanto si ha:
- Una riduzione delle fibre elastiche;
- Obliterazione (chiusura) dei capillari;
- Irrigidimento delle strutture cartilaginee ed articolari, specie vertebro-costali e costo-sternali;
- Maggiore cifosi dorsale (con chiusura del torace);
- Diminuita elasticità della gabbia toracica;
- Riduzione della capacità vitale, la quantità di aria che riesco ad esprimere;
- Aumento del volume residuo (la quantità di aria che rimane all'interno dell'apparato respiratorio).
Nello sforzo muscolare (specie intenso) l'aumento della ventilazione è ottenuto più con un aumento della frequenza che della profondità del respiro: è svantaggioso per l'aumento concomitante dello spazio morto. Nell'anziano, quando le prestazioni richieste sono elevate, vicino alla capacità aerobica massima, si può avere una rapida perdita delle condizioni di equilibrio cardiorespiratorio.
Invecchiamento dell'apparato muscolare
L'invecchiamento dell'apparato muscolare è caratterizzato da una minore capacità funzionale del muscolo striato. Già dopo i 40 anni e più verso i 50 si ha una progressiva riduzione del numero di fibre muscolari ed una loro parziale sostituzione con tessuto stromale e grasso. In questa fase della vita si perdono maggiormente le fibre veloci e di movimento (tipo II) piuttosto che le fibre di tono e di lentezza (tipo I). Con l'età si riduce:
- La forza;
- La velocità dei movimenti;
- La capacità di esecuzione di movimenti fini;
- La potenza e la coordinazione dei movimenti;
- Perdita progressiva della coordinazione generale, con difficoltà di apprendimento, di adattamento e di trasformazione del movimento;
- La capacità di distendere il muscolo, il quale tende alla retrazione.
Le modificazioni del tessuto osseo e muscolare riguardano:
- Consistenza;
- Elasticità;
- Massa;
- Funzione;
- Permeabilità;
- Riduzione di numero e attività delle cellule nervose;
- I fibrociti subiscono alterazione di forma e volume;
- Le fibre di collagene aumentano di spessore e si infiltrano nel muscolo (componente tendinea);
- Le fibre elastiche si assottigliano, si riducono di numero;
- Invecchiamento della cartilagine articolare;
- Riduzione della componente elastica dei dischi intervertebrali.
Malattie dell'apparato osteo-articolare
L'osteoporosi è una graduale perdita di massa ossea con diradamento e assottigliamento della trama scheletrica, a causa di uno squilibrio tra i processi di riassorbimento (attività osteoclastica) e quella di costruzione di nuovo tessuto osseo (attività osteoblastica). L'osseo diventa più fragile alle compressioni, alle torsioni, alle trazioni. Le cause sono varie e la sede più colpita è la colonna vertebrale (ossa ricche di spongiosa); importante è anche il femore. L'osteoporosi è diffusa soprattutto tra le donne dopo la menopausa.
L'osteomalacia è una patologia caratterizzata da carenza di vitamina D (sintetizzata in presenza di luce). Le cause vanno ricercate nella scarsa esposizione ai raggi solari e nel deficit di assorbimento dei grassi. L'ipocinesia in età giovanile ed adulta contribuisce al manifestarsi della patologia nella senescenza. L'osso è formato da calcio e fosforo, i quali devono essere introdotti con una corretta alimentazione nel rapporto di 2 a 1.
L'osteoartrosi è una patologia da usura con accentuazione dei normali processi di invecchiamento dei tessuti articolari, soprattutto delle zone più soggette a carico a lavoro. I sintomi della comparsa di questa patologia sono dolore, rigidità, limitazioni funzionali delle zone più colpite; può tuttavia restare a lungo asintomatica. Questa patologia è diffusa in età senile.
Invecchiamento dei sensi
I vari organi di senso, come l'apparato visivo, uditivo, olfattivo, gustativo, vestibolare, sensitivo vanno incontro ad una diminuzione di acuità e finezza. Ciò provoca deficit:
- Delle varie membrane;
- Delle funzioni attentive;
- Delle funzioni mnestiche;
- Delle funzioni percettive;
- Delle funzioni associative;
- Delle funzioni intellettive e critiche.
Tutto ciò provoca problemi di equilibrio, di coordinazione, di economicità, di precisione e di velocità nelle risposte. La camminata è il primo importantissimo schema motorio che si apprende, essenziale, su cui si fonda l'autonomia.
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