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Acquacoltura

Consumo annuo pro capite in Italia

Il consumo di pesce in Italia è superiore al consumo delle carni avicole. Raggiunge il 22 kg per capita in media, mentre in generale in Europa è di 25 kg (il più alto è in Portogallo con 55 kg):

  • Latte e derivati 300 kg
  • Carni suine 32 kg
  • Carni bovine 25 kg
  • Prodotti ittici 22 kg
  • Carni avicole 17 kg
  • Carni coniglio 5 kg

Definizione di pesca e acquacoltura secondo FAO (2000)

L’acquacoltura è l’allevamento di organismi acquatici, inclusi coccodrilli, alligatori, anfibi, pesci, molluschi, crostacei e piante acquatiche. Comprende anche i singoli, aziende o cooperativi che allevano e pescano al contrario, in cui gli organismi acquatici vengono sfruttati come fonte di proprietà comune, indipendentemente dal fatto che la raccolta è fatta con o senza diritti di sfruttamento.

Questa definizione della FAO considera 3 componenti:

  • Organismo che viene allevato
  • Attività di allevamento
  • Proprietà del prodotto

La definizione non è applicabile alle normative italiane che sono molto più ristrette e non consentono molte forme di allevamento incluse nella definizione.

The state of world aquaculture, FAO (2008)

Raccoglie dati su come stanno sviluppando la pesca e acquacoltura nel mondo. Distingue fra acqua dolce e acqua salata:

  • Acqua dolce – dal 2002 al 2006 c’è stato un incremento di 30 milioni di tonnellate, legato all’aumento di prodotto consumato soprattutto in estremo oriente ed in Cina. Per quanto riguarda la pesca, i dati non sono costanti ma si proietta un incremento di circa 13%.
  • Acqua salata – c’è stato un calo nella acquacoltura dato che ci sono posti dei limiti per proteggere il mare. La pesca registra un aumento, aiutato dalle nuove tecnologie come fish tracker che identificano e seguono i pesci per la pesca.

Il consumo di pesce è aumentato nei paesi in via di sviluppo perché è ottimo dal punto di vista nutrizionale e quindi si spera che con questo si possa sfamare le popolazioni povere.

33 tonnellate di pesce in Italia sono trasformate in farina di pesce e olio di pesce che possono essere destinati per la produzione di mangimi o per l’alimentazione umana come integratori della dieta ecc.

La media mondiale di consumo del pesce per capita è di 16,7 kg, in aumento rispetto ai 16 kg nel 2000. Questo è dovuto alla popolarità crescente ma anche all’aumento della popolazione mondiale. La Cina produce il 67% del pesce, con l’Asia che produce altri 22,8% quindi il resto del mondo produce solo il 10% in quantità. L’Europa contribuisce 4,2% di questo 10%. Comunque, il prodotto europeo è molto più pregiato quindi il valore economico pesa di più, 9,1% per l’Europa e 23% del valore economico complessivo per il resto del mondo rispetto all’Asia.

La produzione è divisa in:

  • 54% pesci d’acqua dolce
  • 27% molluschi
  • 9% crostacei
  • 8% pesci marini
  • 6% pesci diadromi

Il pesce può essere diviso in:

  • Pesce d’acqua dolce
  • Pesce d’acqua salata
  • Pesce Diadrome – alterna fra fasi di acqua dolce e salata, come il salmone. Possono essere anadromi, con passaggio da acqua salata a dolce per riprodurre, e catadromi, che passano dal dolce al salato per riprodursi.

Caratteristiche distintive delle specie ittiche

1. Abitudini alimentari

  • Erbivori – Carpa erbivora
  • Onnivori – Pesce gatto
  • Carnivori – Branzino (spnott), trota, ombrina (gurbell) e orata (awrat)
  • Detritivori – pesci d’acquario e mugilidi (mullet)

2. Stadio di sviluppo

Nascono con organi già sviluppati. La suddivisione in gruppi secondo lo stadio di sviluppo consente di identificare le particolari necessità ambientali e alimentari per i nostri pesci. Possiamo identificare i seguenti stadi dopo lo sgusciamento:

  • Larva
  • Avannotti (4-5 giorni di vita)
  • Giovanile
  • Adulto

3. Temperatura ottimale

Distinguiamo tra specie ittiche d’acqua fredda, temperata, calda e tropicale. Sono divisioni fatte in base alle temperature che sopportano, non per range ideale, quindi abbiamo:

  • Temperatura fredda 13°C
  • Temperata 22-24°C
  • Calda 28-30°C
  • Tropicale > 30°C

4. Salinità

Possiamo identificare 3 gruppi di pesce in base alla salinità che riescono a sopportare:

  • Acqua dolce 0%
  • Acqua salmastra
  • Acqua marina 3,1-3,4%

Si definiscono Euraline quelle specie ittiche che si possono abituare ad un ampio range di salinità (1%-3%), come le branzine e orate. La pressione osmotica in acqua dolce e salata è diversa, con i pesci di acqua marina che hanno un richiamo di acqua dall’organismo verso l’ambiente molto elevato. Ciò vuol dire che per riacquistare la dose persa bevono molta acqua, mentre bevono assai meno quelle specie di acqua dolce che non affrontano questo problema.

5. Migrazione ittica

Alcune specie ittiche migrano per cacciare cibo o per riprodurre. Distinguiamo le specie in anadrome o catadrome, come spiegato prima.

Sviluppo dell’acquariofilia

Sono 30.000 le specie acquatiche finora riconosciute, con 4000-5000 specie ornamentali. Di questi, circa un centinaio sono quelli maggiormente diffusi. Negli USA è stato stimato che circa il 10% di persone che tengono un animale tengono animali acquatici, spesso di acqua dolce (solo il 0,8% sono di acqua salata).

Produzione nazionale dell’acquacoltura

  • Branzino (Spigola) 9.900 tonnellate
  • Orata 9.800 tonnellate
  • Salmonoidi 39.700 tonnellate
  • Anguille 1.700 tonnellate (in netto calo)
  • Storione 1.350 tonnellate
  • Pesca sportiva 5.000 tonnellate
  • Pesce gatto 350 tonnellate
  • Ciprinidi 700 tonnellate

Cala un po’ l’allevamento delle trote per scarsità di acqua dolce disponibile (è limitato e deve essere usato anche per consumo umano e per agricoltura) mentre aumentano un po’ l’allevamento di orate e branzino.

Acquacoltura estensiva

In Italia è caratterizzata dalla perimetrazione di spazi ampi (da decine a centinaia di ettari) dove è allevato l’animale, mantenendo funzionante lo spazio all’interno del perimetro con acqua scorrente, zone separate ecc. L’allevatore semina nuovi elementi (pesci giovani) e può concimare il bacino per aumentare la crescita di plancton, alghe e krill (crostacei) per l’alimentazione dei pesci. I pesci non sono alimentati con cibo esterno. Può anche sistemare il fondo per migliorare le condizioni d’allevamento.

La densità di questi allevamenti è molto bassa e ha un impatto ambientale pari a zero. Basta qualche piccolo criterio in più per far rientrare questo prodotto italiano come prodotto biologico, in quanto rispetta la direttiva CE sul benessere animale dell’acquacoltura biologica.

Acquacoltura intensiva

L’uomo interviene molto di più in questo tipo di allevamento, con ossigenazione dell’acqua artificiale, controllo sistematico delle patologie, profilassi sistematica, riproduzione controllata e alimentazione esterna. L’impatto ambientale in questo caso è molto più elevato ed è la problema principale dell’acquacoltura.

Acquacoltura semi-intensiva

È una via di mezzo tra le due, e viene definita semi-intensiva o semi-estensiva in base al tipo di allevamento a cui si avvicina di più.

Acquacoltura biologica

Il regolamento del biologico CE 710/2009 regola questo allevamento, con enfasi su:

  • Ambiente – deve essere sostenibile come impatto ambientale e ciclo biologico.
  • Conservata biodiversità acquatica – non dobbiamo introdurre specie alieni nel territorio, e conservare la fauna locale.
  • Ingredienti usati come mangimi e additivi
  • Interventi sanitarie e manipolazione dell’animale deve essere il più basso possibile

Caratteristiche dell’acqua nell’acquacoltura

Criteri di qualità dell’acqua

L’ambiente acquatico comprende una serie di parametri che tutti possono influenzare le attività biologiche dell’animale, in particolare il mantenimento dell’omeostasi, l’accrescimento e la riproduzione. I parametri possono essere classificati come:

  • Fisici
  • Chimici
  • Biologici

Per ogni animale ogni parametro ha un range di accettabilità, e se questo range viene oltrepassato si predispone l’animale a patologie. All’interno del range, ogni animale ha un punto ottimale in cui riesce meglio a svolgere le sue funzioni.

Parametri fisici

  • Temperatura
  • Luce
  • Velocità di passaggio dell’acqua
  • Densità
  • Torbidità e presenza di solidi sospesi nell’acqua
  • Colore

Questi parametri cambiano più lentamente rispetto ai parametri chimici e sono solo raramente causa di perdite rapide della popolazione. La temperatura, ad esempio, si abbassa durante l’inverno ma è un processo graduale e avviene soprattutto vicino alla costa e in profondità di non oltre 20m. Sotto ciò, la temperatura rimane ancora più stabile.

Parametri biologici

Distinti in:

  • Intrinseci – fisiologia dell’individuo e risposta dell’ambiente
  • Estrinseci – sono più importanti. Comprendono patogeni, predatori (sono problematiche soprattutto gli uccelli ittiofagi, che oltre a predare di pesci li spaventano, li stressano e diffondono malattie), specie di competizione (soprattutto negli acquari e allevamenti contemporanei) e produttività dell’ecosistema che supporta il rifornimento alimentare per la specie.

Parametri chimici

  • Gas disciolti
  • pH
  • Metaboliti azotati
  • Ioni inorganici
  • Durezza dell’acqua
  • Alcalinità
  • Contaminanti ambientali

Temperatura

Ha un effetto importante sul metabolismo, perché influenza la respirazione, alimentazione, accrescimento e comportamento dell’animale. I pesci molluschi e crostacei sono poichilotermi, ovvero non si termoregolano e quindi hanno la stessa temperatura dell’ambiente. La temperatura influenza anche le caratteristiche dell’ambiente, quindi aumenta la dissociazione dell’ossigeno e quindi il passaggio di ossigeno a livello bronchiale, ma favorisce anche la crescita di patogeni. Ad un incremento di 10°C infatti, corrisponde un raddoppio del metabolismo. In troticoltura, la temperatura passa da 5°C nell’inverno a 22°C nell’estate. Le oscillazioni di temperatura devono essere mantenute entro un range di 10°C, oltre al quale l’animale si stressa, mentre se il cambio è entro il range il pesce deve essere abituato all’acqua, miscelando l’acqua in cui l’animale si trova con l’acqua nuova (con temperatura diversa). Il pesce si adatta in poche ore.

Aumenti eccessivi di temperatura causano:

  • Maggiore domanda di ossigeno
  • Maggiore produzione di CO2, che deve essere smaltita, altrimenti acidifica l’acqua
  • Disturbi alla respirazione
  • Variazione dell’osmoregolazione
  • Fenomeni di tossicità di certe sostanze, che nel metabolismo sono tollerati, ma con metabolismo raddoppiato, non lo sono più
  • In condizioni estreme causano stress e coma, fino a morte perché l’acqua non contiene sufficiente ossigeno per mantenere il suo metabolismo.

Diminuzione eccessiva di temperatura causa una diminuzione del metabolismo per insufficienza nell’assunzione di ossigeno e stadi di sofferenza del pesce. Il pesce, infatti, si presenta in superficie e boccheggia, indice di rallentati scambi e ipossia.

Ogni specie ittica ha una temperatura preferita che varia anche in base agli stadi di sviluppo, ad esempio:

Salmone atlantico:

  • T. minima 0,5°C
  • T. massima 22°C
  • T. ottimale 13°C
  • Uova in incubazione 6-8°C
  • Uova embrionate 10°C
  • Fase di schiusa 12°C

La temperatura preferita è la temperatura alla quale il pesce decide di stare se gli viene concessa la scelta. Per capire quale è questa temperatura, si usano delle vasche distanti 3 metri l’una dall’altra, e si emette dell’acqua a cascata a temperatura diversa. Così possiamo osservare come si spostano i pesci. La temperatura preferita non è la temperatura ottimale, che invece rappresenta la temperatura alla quale ottengo le migliori performance produttive. Spesso è di 0,5-1°C inferiore rispetto alla temperatura preferita. Alcuni esempi di temperature preferite:

  • Pesci rossi 0,5-35°C con temperatura preferita a 22°C. Preferiscono acqua calda.
  • Pesce gatto 12-30°C con temperatura preferita a 25°C.
  • Trota iridea 0,5-26°C con temperatura preferita a 15°C. Preferiscono acqua fredda.

Quando parliamo di limite massimo o minimo, s’intende un estremo a cui l’animale può sopravvivere per alcune ore o giorni ma che rappresenta comunque uno stress per l’animale e può essere anche letale.

Gradi giorno (°C die)

Sono un’unità di misura per indicare il fabbisogno termico di un animale acquatico per realizzare un determinato stadio di sviluppo o altre attività metaboliche di interesse produttivo. Nei pesci i tempi di sospensioni variano a seconda della temperatura, che modifica il metabolismo del pesce (sono eterotermi). Il gradi giorno è un’unità che prende in considerazione la temperatura e i numeri di giorni. Per esempio, per la schiusa di uova embrionale di salmone occorrono 400 gradi giorno. Questo vuol dire che, se la temperatura è costante a 8°C, allora sono necessari 50 giorni per la schiusa (400/8).

Ossigeno

Nell’acqua l’O2 è disciolto, cioè è legato a molecole di H2O. I fattori che influenzano quanto ossigeno è disciolto sono la temperatura, salinità e altitudine. Esistono delle tabelle di valore che mettono in relazione i tre parametri. La quantità di ossigeno disciolto può essere espressa in mg/l, ppm o % di saturazione. Per la percentuale, rappresenta la quantità in rispetto al massimo ossigeno che può essere disciolto. Più la temperatura è alta, meno ossigeno si discioglie. Più è bassa la salinità, più ossigeno si discioglie.

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Scienze agrarie e veterinarie AGR/19 Zootecnica speciale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher indieniko di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Zootecnica speciale II e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Gatta Pier Paolo.
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