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Acquacoltura Appunti scolastici Premium

Appunti di Zootecnia Speciale II sull'acquacoltura basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Gatta dell’università degli Studi di Bologna - Unibo, Facoltà di Medicina veterinaria, Corso di laurea magistrale in medicina veterinaria. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Zootecnica speciale II docente Prof. P. Gatta

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Molluschi

Possiamo distinguere

 Bivalvi Conchiglia formata da due pezzi

 Cefalopodi Non hanno conchiglia

 Gasteropodi Conchiglia unica

In Italia abbiamo solo l’allevamento di milito (cozza) e vongola. I cefalopodi sono pescati, e quelli di

maggior interesse commerciale sono:

Polpo – octopus. Seppia – cuttlefish.

Calamaro – common squid. Totano – squid (aka Flying squid)

MILITO (COZZA)

La produzione di molluschi in Italia è in forte crescita dato che molte coste sono adatte per questo tipo di

allevamento. Le cozze sono molto diffuse, si cibano di cibo naturale come fitoplancton e particelle

organiche, per cui sono descritti come animali filtratori (7,5l all’ora). Hanno la cosiddetta ghiandola del

Bisso, un organo che permette alla cozza di attaccare rapidamente ai substrati formando dei filamenti

particolari. Branchie servono per assorbire ossigeno e trattenere il cibo. Dato che i fitoplancton crescono a

periodi con gli sbalzi di temperatura (preferiscono temperature oltre i 10°C) la crescita è altalenante.

Dall’uovo fecondato si passa ad un Trocofora (1° giorno), fino a raggiungere lo stadio Veliger dopo un

mese. Segue la fase Pseudoveliger e quindi la fase Giovanile, fino a raggiungere la fase Adulta. La vita

media è di 4 anni con emissione di uova e spermatozoi emessi nell’acqua dall’adulto per la riproduzione.

I requisiti per l’impianto sono fattori ambientali come la qualità dell’acqua, profondità (deve essere da 9-

30m) e con corrente non eccessiva (non oltre i 2 nodi). Il ciclo di produzione è influenzato dalla

temperatura e dall’alimentazione, e va da 16-24 mesi.

Negli impianti italiani, la costa permette delle zone di acqua che possono essere delimitati da boa

lampeggianti. Le boe sono attaccate a corde a cui sono appese delle calze, con i quali si attaccano le cozze.

Queste calze rimangono appese a distanza di 50-60cm fin quanto non raggiungono le dimensioni

commerciali (6-7cm). Le calze sono lunghe 2-3m e non oltre, per non rischiare la rottura eventuale nelle

mareggiate. Nell’allevamento, non ci sono trattamenti da fare ma solo la raccolta e rincalzatura 2 o 3 volte

lungo il ciclo produttivo, in base alla taglia della cozza.

Tra le alghe che filtrano ci sono anche alghe che contengono biotossine, di cui alcune sono anche

termostabili e possono determinare:

 PSP – Paralytic shellfish poisoning, causata da 18 composti idrosolubili e termostabili. Il limite

massimo consentito dalla legge è di 80µg/100g di parte edibile. Il metodo ufficiale per valutare la

presenza di questi composti prevede l’estrazione delle tossine dalla parte edibile del mollusco ed

iniezione intraperitoneale a non meno di 3 topi.

 DSP – Diarrhoeic shellfish poisoning, causata da 3 classi di composti liposolubili e termostabili. Non

è consentita la presenza nei molluschi destinati al consumo. Le tossine sono estratti

dall’epatopancreas del mollusco e iniettati intraperitonealmente a non meno di 3 topi.

 NSP e ASP – Neurologic shellfish poisoning e Amnesic shellfish poisoning, causate da brevetossine

e acido domoico rispettivamente. L’alga che causa ASP (acido domoico) non è presente in Italia.

L’alga che produce brevetossine invece esiste in Italia. È una tossina termostabile, liposolubile e

resistente all’ambiente acido e determina difficoltà respiratorie, disturbi cardiaci, squilibri nella

termoregolazione, nausea e vomito.

Tutte e tre sindromi nervose sono temporanee. Gli allevamenti sono controllati a campione con regolarità.

Il centro referente per queste sindromi è a Cesenatico. Gli allevatori che risultano positivi non possono

commercializzare il prodotto per un periodo di tempo come definito nella legge.

Cause di mortalità nell’allevamento possono essere l’ambiente negativo, nemici naturali come predatori o

parassiti concorrenti nonché cause patologiche proprie. Deprezzamento dei militi può essere causato da

 serpulidi, che sono piccoli vermi del guscio che formano tubicini calcarei,

 balani, che sono piccoli animali che ricoprono il guscio formando dei piccoli crateri di calcare,

 novellame su adulti

Per il consumo umano, le regolamentazioni europee prevedono una classificazione del prodotto finale in:

 Zona A – molluschi destinati direttamente al consumo.

 Zona B – molluschi che devono essere trattati in una centro di depurazione o stabulati in una zona

tipo A prima del consumo.

 Zona C – molluschi stabulati per un periodo non inferiore a 2 mesi in una zona tipo A associata o

meno ad un processo di depurazione intensivo.

Questo viene fatto per il livello crescente di contaminazione microbiologica fecale dei diversi prodotti.

Tipologie d’impianto nell’acquacoltura

L’impianto per l’acquacoltura è costituito da diversi elementi che ne caratterizzano la tipologia e

garantiscono l’efficienza dei servizi previsti. Possono far parte di un impianto vasche, stagni, gabbie,

deposito mangimi, uffici e laboratori, zona di stoccaggio e zona di lavorazione dei prodotti, magazzini ecc…

In base ad alcuni caratteristiche particolari possiamo identificare

In base all’impatto In base alla localizzazione In base al flusso d’acqua

ambientale

  

Estensivo Allevamento a terra (vasche/stagni) Sistema aperto

  

Intensivo Allevamento a terra (raceway) Sistema semiaperto

  

Semi-intensivo Allevamento in acque con gabbie Sistema chiuso

 

(possono essere circolari, quadrati o

biologico Sistema a riciclo

rettangolari)

Possiamo identificare due tipi di approccio, ovvero se ho allevamento a terra o in acqua. Gli allevamenti più

comuni sono

 Vasche o stagni

 Raceway

 Gabbie galleggianti

 Sistemi di riciclo

VASCHE O STAGNI

Molto comuni in acquacoltura. Normalmente vengono scavate, anche se talvolta si innalzano dei margini e

quindi sono sopra al livello terreno. L’acqua può derivare da diversi fonti. In Italia è comune soprattutto per

trota, pesce gatto, branzino, orata, carpe, storioni e anguille. Le dimensioni variano molto. Le

caratteristiche da valutare sono:

 Scelta del sito – topografia, tipo di terreno fondale, inquinanti (si vede nell’intorno se ci sono siti di

contaminazione dell’acqua)

 Servizi

 Distribuzione delle acque

 Precipitazione

 Pendenza del terreno

Le acque di norma sono prese da fiumi, laghi o altri punti naturali, con un condotto collegante lungo cosi da

permettere la depurazione da fogli o altre sostanze grossolane non volute. L’acqua usata viene restituita

all’acqua pubblica, previe una sosta in una vasca di decantazione dove l’acqua sosta per far depositare sul

fondo il particolato. Ci sono importanti controlli sulla concentrazione del particolato e se la vasca di

decantazione non è adeguata devo aggiungere dei filtri meccanici.

Le vasche di solito hanno una pendenza di circa 2% e sono di dimensioni diversi in base alla fase di sviluppo:

 Riproduttori < 0,1 ettaro

 Avannoti 0,2 ettari

 Fine del ciclo > 1 ettaro

Le vasche per i riproduttori sono di minor dimensioni, le più curate e di facile svuotamento e riempimento.

Le vasche degli avannoti sono di media dimensioni e sono anche essi di facile svuotamento e riempimento.

Le vasche di ingrasso e finissaggio sono le più grandi. Le vasche devono essere svuotati ogni 2 giorni

massimo. 3

Per quanto riguarda la produzione, varia molto da 1-8kg/m nell’estensivo o semi-intensivo. Influisce su

questo parametro l’alimentazione, areazione dell’acqua, metodo di pesce ecc… Con la tecnologia moderna

3

nell’allevamento intensivo possiamo raggiungere anche i 45kg/m .

RACEWAY

Sono vasche lunghe e strette, per favorire un migliore flusso d’acqua. Usati soprattutto per l’allevamento

delle trote, specie in Trentino e Friuli. Le dimensioni sono in genere di 40 x 4 x 1 metri, usano molto acqua e

sono posizionati vicini alla fonte d’acqua. La pendenza va da 1-4%. È sempre inclusa la vasca di

decantazione. La sistemazione delle vasche può essere in serie o in parallela, con il flusso che si divide per

passare su tutte le vasche contemporaneamente in serie o un unico flusso che passa da vasca all’altra in

quella parallela.

Alcuni raceway sono separate in settori mediante delle reti/griglie che permettono di separare i pesci in

base alla loro taglia e questo è fatto per evitare fenomeni di cannibalismo.

I riproduttori non sono tenuti in queste vasche ma in una vasca apposta. Nella parte più alta (iniziale) sono

messi gli animali giovani, ovvero quelli più sensibili. 3 3

La produzione in questo allevamento raggiunge i 20-40kg/m ma possiamo anche arrivare a 100kg/m .

Comunque l’alta densità di pesci causa usura delle pinne per continuo sfregamento. I variabili nella

produzione sono sempre l’alimentazione e l’areazione dell’acqua, nonché il metodo di raccolta (continui o

per lot).

GABBIE GALLEGGIANTI

Possono essere circolari, rettangolari o quadrate, con dimensioni molto variabili. Sono formati da un anello

di superficie con passerella, per consentire ai lavoratori di lavorare, il quale ha un diametro di circo 30-40m.

Sotto a questo c’è un altro anello inferiore rigido collegato all’anello superiore, collegato con strutture

flessibili che permettono un certo grado di movimento per adattarsi il più possibile al movimento

dell’acqua. L’alimentazione può essere automatica o manuale, al centro della vasca. La gabbia è ancorata al

fondo perché dall’anello inferiore rigido partono dei vincoli a blocchi di cemento o altre strutture che

permettono l’ancoraggio della gabbia. Sono spesso messi in aree protette dal corrente marino.

La scelta del sito è molto importante per il posizionamento delle gabbie, e necessita una profondità media

di alcuni metri fino a decine di metri, assenza di pesce selvatico e scarsa presenza di piante acquatiche. La

2

superficie deve essere di almeno 5000m per acqua dolce, mentre per l’acqua salata sono messi in vasti

spazi come fiordi, insenature e golfi.

I materiali usati per la costruzione devono essere duraturi, non tossici, che assicurano il contenimento dei

pesci e che consentono il galleggiamento della gabbia. La rete è fatta in plastica o altro materiale sintetico,

con maglie più larghe possibili per evitare l’occlusione da parte di alghe che si formano. Spesso sono coperti

da un’altra rete per prevenire la caccia da uccelli ittiofagi.

Vantaggi – acqua naturale abbondante quindi non devo intervenire.

Svantaggi – alghe possono occludere le maglie della rete quindi devo pulire spesso con elevati costi di

manutenzione. Inoltre, siccome devo metterli coperti dal corrente, meno corrente ho e più l’accumulo di

materiale catabolico ho quindi un tasso di inquinamento elevato che non viene portato via (feci, mangimi

ecc…). 3

I livelli di produzione sono di 5-15kg/m . Le variabili sono sempre alimentazione, areazione e metodi di

pesca.

SISTEMA CHIUSO O A RICIRCOLO 3 3

Un ettaro di bacino di allevamento necessita 10.000m di acqua, con altri 10.000m l’anno per compensare

all’evaporazione. Con il sistema del ricircolo il fabbisogno di acqua si diminuisce notevolmente. Il riciclo

prevede che l’acqua viene re-immessa nella vasca dopo trattamenti che gli permettono di tornare idonea.

Le acque reflue con una densità di biomassa elevata sono molto cariche di metaboliti che devono essere

eliminati. Spesso l’allevamento a ricircolo ha una vasca di decontaminazione per le acque reflue. Sono

sempre importanti (in tutti gli allevamenti) controllare luce e temperatura.

Vantaggi del ricircolo:

 Ridotta esigenza di acqua

 Occupa poco spazio

 Flessibilità nella scelta di localizzazione perché non dipende dalle condizioni atmosferiche, basta

controllare la temperatura

 Minore impatto ambientale

 Abbasso il rischio sanitario e aumento il controllo

Svantaggi del ricircolo:

 Alto livello di richiesta di sicurezza per la presenza d’impianti tecnologici

 Alto livello di know-how nella progettazione e gestione dell’allevamento

 Alto costo della struttura

 Alti costi di mantenimento, manutenzione e manodopera

 Aumenta il rischio di perdite nell’allevamento

Zone delle vasche

Flusso d’acqua all’interno favorisce la pulizia dell’acqua senza il deposito di detriti sul fondo. Sono vasche

spesso rotondeggianti con la zona di scarico al centro. La zona vasche deve essere isolata dal resto. Le

vasche possono essere grandi o piccole secondo l’età del pesce.

Unità di trattamento dell’acqua

Zona dove viene convogliata l’acqua reflua per essere trattata e ritornata come idonea. Si ha la rimozione di

anidride carbonica, abbattimento della carica microbica, filtrazione, rimozione dei solidi di rifiuti e di solidi

più fini.

Componenti del sistema fondamentali

 Filtro meccanico

 Filtro biologico – materiale all’interno della vasca né aumenta la superficie della stessa vasca.

 Vasche

 Pompe

 Sistemi di tampone

 Ossigeno o aria compressa

Componenti secondari del sistema

 Pompe

 Scambiatori di calore che abbassano la temperatura sfruttando l’elettricità

 Illuminazione artificiale

Il filtro biologico non è altro che un monostrato di batteri che colonizzano la superficie della vasca e

trasforma ammoniaca in nitrati, i composti azotati meno dannosi. Infatti, sono spesso batteri Nitrosomonas

e Nitrobacter che ossidano l’ammoniaca in nitriti e poi nitrati. Per fare ciò necessita ossigeno e il processo è

bifasico, con formazione di CO che acidifica l’acqua. Per tamponare l’acidità si aggiunge il bicarbonato, in

2

quanto i batteri sono molto sensibili al pH dell’ambiente.

Tra filtro meccanico e biologico o dopo il filtro biologico ci possiamo piazzare delle lampade UV o un

impianto di ozonizzazione che igienizza l’acqua con l’ozono. Questo’ultimo non è molto usato perché è

cancerogeno per l’operatore. L’impianto richiede un sistema elettrica triphase e un generatore di corrente

in standby.

Filtro meccanico deve far passare l’acqua e trattenere il particolato, e sono classificati in base a cosa

riescono a filtrare. Possono essere filtri a sabbia, filtri a ghiaia e filtri a maglia. L’acqua passa ad altra

pressione dentro il filtro ed esce come acqua pulita.

Il sistema di decantazione è una sorta di sistema a tubi serpentini che l’acqua percorre, in cui si decanti il

particolato. Il filtro a maglia invece è una serie di piani un po’ inclinati.

Livelli produttivi sono paragonabili agli allevamenti intensivi, con i soliti variabili che sono alimentazione,

areazione e metodi di pesca.

Riproduzione controllata

La riproduzione è un punto critico nell’acquacoltura. Le tecniche attualmente impiegate tengono conto

dell’ambiente che induce la maturazione dei gonadi e la riproduzione della specie. Nei salmonidi questa

tecnica è stata ben definita cosi come lo è stato lo sviluppo delle uova embrionate. In altri specie ittiche

come l’orata e branzino, la tecnica di riproduzione è più complicata perché sono sensibili allo stress, il breve

periodo di alimentazione endogena e altri fattori come dimensioni della uova e maturazione dei gonadi.

L’orate nascono tutti maschi poi si differenziano.

A livello di riproduzione, i riproduttori sono presi dall’esterno. Se arrivano alla taglia di 300-400g (taglia

commerciale) in corrispondenza della maturazione sessuale, possiamo avere dei problemi perché cala

l’appetito, si peggiora la qualità del filetto per lo sviluppo dei gonadi e si modifica il comportamento nella

vasca. Il maschio cresce di meno e raggiunge la maturità sessuale prima della femmina, per cui hanno

selezionato una mutazione genetica di ermafrodismo in cui la femmina è bombardata di ormoni maschili

per sviluppare le gonadi maschili, quindi il risultato è un maschio con caratteri femminili. Ciò comporta una

prole con caratteri femminili.

Fattori che influenzano la nutrizione

I pesci hanno una temperatura corporea fortemente influenzata dalla temperatura dell’ambiente

circostante. Ciò influisce sul metabolismo. Possono trascorrere lunghi periodi (mesi) senza mangiare come

possono anche mangiare per un tempo indeterminato, molto di più di quello a cui siamo normalmente

abituati.

Fattori:

 Zoologici – vasta diversità interspecifica quindi variabilità anche nelle esigenze nutrizionali.

 Biologici – stadi larvali in crescita continua, con alcuni particolarità di specie (ad esempio i ciprinidi

non hanno stomaco). Con età si cambiano le esigenze particolari. È da sottolineare che il pesce è in

continua crescita dalla nascita alla morte.

 Fisiologici – sono poichilotermi e ammoniotelici. La temperatura influenza la dinamica delle

funzioni digestive. Le basse esigenze nutrizionali hanno ampia variabilità in base alla temperatura.

Hanno buona utilizzazione netta di energia proveniente dalle proteine. Risparmiano molto energia

nell’escrezione dei metaboliti perché eliminano direttamente ammoniaca senza convertirla in urea.

Macronutrienti – proteine, lipidi, carboidrati

Micronutrienti – minerali e vitamine

Proteine

La quota proteica nei mangimi delle larve è di 60% nelle prime settimane di vita, che poi viene calata fino a

35-40%. La quota media è di 40-45%. È considerevolmente più elevata rispetto alla quota somministrata ai

mammiferi terrestri, che non supera mai il 35%.

La fonte principale di proteina è farina di pesci, ad alto valore biologico perche sono proteine con eccellente

equilibrio aminoacidico. Contiene inoltre molti minerali come fosforo e calcio. Oggi si usa sempre di più

delle farine di origine vegetali per rimpiazzare quella di pesce, per diminuire i costi ma anche perché le

farine vegetali danno dei buoni risultati. Fra questi sollecitiamo la farina di estrazione di soia (48%), glutine

di frumento (80%), glutine di mais (60%), concentrato proteico di soia (67-72%) e concentrato proteico di

patata (82%). Tutti i valori sono basati sulla sostanza secca del prodotto. La problema che pone l’uso di

farina vegetale è una ridotta appetibilità, perché il pesce è abituato a mangiare piccoli crostacei o altri

pesci, ma questo viene corretto con degli appetizzanti. Altri problemi sono:

 Aminoacidi di origine vegetale non contengono gli aminoacidi essenziali per cui bisogna provvedere

a integratori soprattutto di lisima-metionina-triptofano.

 Fattori antinutrizionali abbondanti nei vegetali che possono causare flogosi cronica e enteriti

croniche nei salmonidi.

 Perdita di sapore del prodotto finale.

Lipidi

Ampio range nella dieta, da 10-35%. Servono per fornire energia ed alcuni acidi grassi essenziali come

omega 3, nonché vitamine liposolubili.

 Orata 16% da 5g in su

 Spigola 16% (fino a 5g) – 18% – 24% (oltre i 5g)

 Trota 20-28%

 Salmone 20-35%

Carboidrati

Poco usati nell’acquacoltura. Hanno più che altro una funzione tecnologica di tenere compatto il pellet, la

quale compattezza deve mantenersi anche in acqua. L’amido è un legante ottimo, ma oggi ci sono altri

alternative. La quantità nelle mangime va da 4-40%.

Micronutrienti

Il micronutriente che pone maggior problema è il fosforo, che è contenuto in elevati quantità nelle farine di

pesce oppure non utilizzabile nelle farine vegetali. Infatti, a valle degli allevamenti spesso trovo terreno

abbondante di fosforo con vegetazione molto ricca, per le continue perdite.

I pesci non sintetizzano la vitamina C soprattutto nello stadio larvale, quindi ho rischio elevato di carenza.

Diete adeguate e complete

Il livello alimentare è un valore in percentuale che consente il calcolo cella quantità di mangime necessaria

per una certa biomassa in un giorno. Le tabelle di produzione supportano le scelte dell’allevatore

suggerendo un livello alimentare più adatto per la giornata di riferimento, in base allo stadio di sviluppo del

pesce. I due valori di riferimento che devo controllare sono la taglia del pesce e la temperatura dell’acqua.

A parità di peso, temperature più alte comportano aumento della quantità di cibo. A parità di temperatura,

peso più alto comporta minor quantità relativa di cibo. Incrociando questi due valori posso ottenere il

livello alimentare.

Quando parliamo di taglia parliamo di peso medio quindi nelle tabelle ho una range di riferimento:

 12-100g 1° range

 80-200g 2° range

 170-400g 3° range

Nell’alimentazione bisogna assicurare un livello minimo di ossigeno nell’acqua soprattutto dopo il pasto per

evitare problemi di digestione e utilizzazione. Al crescere della taglia cresce anche la dimensione del pellet:

 2,5mm 1° periodo

 4mm 2° periodo

 6mm 3° periodo

Immunostimolanti

Sono molecole che stimolano la fagocitosi, aumentano la produzione di lizosimi, hanno attività anticorpale,

stimolano lo scoppio respiratorio e attivano il complemento. Tra questi possiamo citare:

 Glucani

 Vitamina C

 Vitamina E

 Selenio organico

 Cromo organico

 Levamisolo

 Lattoferrina-interferone

Le modalità di somministrazione sono per iniezione, immersione in vasche trattati o per via orale. Sono

utilizzati in concomitanza con eventi stressanti nel ciclo produttivo o di sviluppo dell’animale.

Indicatori e parametri zootecnici

L’efficacia del pellet, oltre alla possibilità di ingestione e l’appetibilità da parte del pesce, può essere

valutata osservando

 ICA – Indice di conversione alimentare. È la quantità di mangimi consumata / accrescimento. I

valori negli animali acquatici di questo parametro sono molto particolari perche negli stadi larvali o

giovanili sono addirittura inferiori a 1. Questo può essere collegato al fatto che la costituzione

corporea del pesce è di almeno 70% acqua, quindi per ogni 100g di crescita, 70g sono dovuti ad

acqua. Alcuni valori indicativi sono

o Trota iridea 1,2 Pollo 2,2

o Branzino 1,5 In confronto, Suino 2,8-4,5

o Pesce gatto 1,8 Bovino 8,0

 Specific Growth Rate (SGR) – livello di accrescimento specifico. È un valore percentuale e mi indica

quanto cresce mediamente al giorno la biomassa che ho nella vasca. Tale indicatore è molto utile

perché, rispetto al tasso di crescita, possiamo valutare se ciò che do da mangiare è sufficiente

oppure no. Nel grafico le due curve ICA e SGR s’intrecciano e sono

marcati 2 livelli:

Livello di mantenimento – animale ha solo energia

per mantenere il peso vivo.

Livello di sazietà – oltre a questo non c’è un

incremento nel peso.

Una volta superato il livello alimentare 1% il pesce inizia

a crescere. Più basso è l’ICA meglio è perché l’animale

cresce il massimo con il minimo di cibo.

Aumentando la quantità di cibo, cala la ICA fino ad un livello ottimale alimentare. Superando tale

dosa aumenta la crescita del pesce ma peggiora la ICA, quindi è l’allevatore a decidere se vuole

accelerare la crescita o mantenere ottima la ICA per controllare al meglio la spesa alimentare.

 Protein Efficiency Ratio (PER) – livello di efficienza proteica.

 Net Protein Utilization (NPU) – utilizzazione proteica netta.

 Gross Lipid Efficiency (GLE) – utilizzazione dei lipidi.

Alimentazione

Stadio larvale I primi 30-40 giorni sono molto delicati, con bassa attività enzimatica e tratto digerente

corto. Questo vale per tutti i pesci di allevamento marini. Le uova di tonno, branzino e

orata vanno da 0,9 - 1,2mm di diametro.

Le larve, detti avannotti, assorbono riserve del sacco vitellino, contenente aminoacidi

liberi, oligopeptidi e energia sottoforma di lipidi. In questa fase la bocca è ancora chiusa e

non può alimentarsi.

Dopo questa fase per istinto iniziano a muovere le labbra e lacerano la membrana, quindi inizia la fase di

alimentazione esogena. Per 1 giorno, l’alimentazione endogena ed esogena coesistono in contemporanea e

poi con l’esaurimento del sacco vitellino si passa definitivamente all’alimentazione esogena. In questa fase

si chiama “fry”. La bocca è molto piccola, da 300 a 400µm, quindi i mangimi sono troppo grandi. Per ciò si

somministra alimento vivo perché sono di dimensioni molto piccoli.

Fortunatamente la trota e i salmonidi hanno questa fase corta. Lo stadio larvale dura di più e le uova sono

più grandi per cui alla fine dello stadio larvale si può già mangiare tutto. Se la larva non mangia entro 24 ore

dall’apertura della bocca muore. Le prime 2-3 settimane di vita sono delicatissimi.

Qualità nutrizionale dell’alimento vivo

La qualità nutrizionale dell’alimento vivo è piuttosto variabile perché è influenzata da diversi fattori di

carattere ambientale e alimentare durante la vita dell’alimento fino al momento in cui vengono ingeriti.

Tecniche di arricchimento sono stati sviluppati e sono particolarmente efficace per i lipidi. Dobbiamo

assicurare la presenza di acidi grassi essenziali:

 Acido eicosapentaenoico

 Acido docosaesaenoico

 Acido arachidonico

Il tempo di arricchimento varia da 0,5 a 24 ore. La mancanza di acidi grassi essenziali causa malformazioni e

scarso accrescimento. Negli ultimi anni la ricerca ha cercato di eliminare l’alimentazione viva sostituendola

con mangimi secche di dimensioni microscopiche di 50-200µm. Per riassumere, l’alimento vivo contiene:

 Lipidi – quantità dipende dall’ambiente e dalla nutrizione dell’alimento stesso, ma per assicurare gli

acidi grassi essenziali si pratica l’arricchimento soprattutto per acidi omega 3.

 Proteine – buona quantità oltre il 50%, non necessita di arricchimento.

 Vitamine – sono arricchite con vitamine liposolubili e sali di vitamina C.

 Minerali – non sono stati ancora fatti degli studi.

Nell’allevamento dei salmonidi, l’intero ciclo è basato sull’alimentazione con mangimi completi ma nelle

altre specie ittiche è ancora necessario l’alimento vivo. L’età dello svezzamento varia da specie a specie e si

effettua in diversi modi. Si cerca sempre di ridurre al minimo il tempo trascorso dalla schiusa allo

svezzamento, quando si può iniziare a dare alimenti secchi per aumentare la crescita.

Specie Lunghezza Peso Età dalla schiusa Mangimi nella dieta Risultato

(mm) (mg) (giorni) (%)

Branzino 4 0,2 5 100 Buono

9 3 20 100 Buono

Orata 3 0,1 3 50 Buono

7 1 25 80 Buono

Questi sono risultati ottenuti con sperimentazione sul precoce svezzamento totale o parziale dei pesci

maggiormente allevati. I risultati sono promettenti soprattutto per branzino, orata, sogliola e merluzzo.

Lo svezzamento spesso causa ritardi di crescita ma non determina aumento di mortalità. Un criterio

consigliato per adattare l’alimento alle esigenze particolari delle larve è di usare diete che non causano

variazioni nella normale sequenza delle funzioni digestive.

Qualità degli avannotti

Gli avannotti (alevin e fry) possono essere venduti già a 3 giorni di età, quindi per valutare la qualità degli

avannotti vado a considerare la loro omogeneità, malformazioni e anomalie di crescita.

 Omogeneità – larve provenienti dallo stesso lotto e incubate alle stess condizioni ambientali sono

inizialmente omogenei come taglia, poi col tempo aumentano le differenze. La presenza di soggetti

piccoli può provocare fenomeni di cannibalismo, una problema per l’allevamento.

 Malformazioni e/o anomalie di crescita – si verificano raramente in ambiente selvatico per fattori

causali come grave inquinamento ambientale. In allevamento ci sono 3 fattori che possono causare

questi anomalie, fattori fisico-chimici, carenze nutrizionali o infezioni microbiche. Questi sono

favoriti da errori alimentari che possono dare problemi nello sviluppo della spina dorsale e

dell’opercolo e coda, osservato nell’orata. Sono ammessi massimo 1-2% del totale biomassa.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina veterinaria (ordinamento U.E. - a ciclo unico) (magistrale europea)
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher indieniko di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Zootecnica speciale II e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Gatta Pier Paolo.

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