Acquacoltura
L'acquacoltura è la produzione di organismi acquatici, principalmente pesci, crostacei e molluschi, ma anche alghe, in ambienti confinati e controllati dall'uomo.
Allevamento delle specie ittiche di interesse zootecnico
Le specie più allevate in Italia sono: la trota iridea, le cozze, le vongole veraci (esotiche), lo storione per il caviale, l’orata, la spigola.
Tipi di acquacoltura
- Maricoltura: l’allevamento in mare migliora la qualità del prodotto, ma non le condizioni ambientali. Le farine di pesce hanno un impatto ambientale molto forte, a causa di N e P.
- Acquacoltura d’acqua dolce
- Crostaceicoltura
- Molluschicoltura
- Specie alternative
- Produzione di alghe
Orata
L’orata viene allevata per lo più al sud Italia, noi ne alleviamo circa 10,000 t/anno, la Grecia ha una produzione maggiore. È un pesce bentofago, si nutre principalmente di molluschi.
Spigola e trota iridea
La trota iridea è la specie di maggior interesse in Europa. In Italia è la prima nell’allevamento.
Cefalo o Mugine, Anguilla.
Gambero rosso della Louisiana: è vettore di una micosi sostenuta da un micete acquatico, competizione indiretta.
Ruoli diversi dell'acquacoltura
- Acquacoltura ornamentale: le perle, il corallo, il pesce rosso (Carassius Auratus), la carpa Koi.
- Cosmesi e industria farmaceutica: dagli invertebrati marini si estraggono sostanze utili in questo ambiente.
- L’acquacoltura rivolta alla conservazione.
L’allevamento di cozze e di vongole è quello più sostenibile grazie alla loro capacità di filtrare, sono quindi utilizzate nell’acquacoltura integrata.
Storia e tecniche di acquacoltura
I romani sono stati i primi a sperimentare la vallicoltura osservando specie come orate e cefali. Sfruttando le migrazioni riproduttive naturali dei pesci hanno costruito dei recinti che li intercettavano in punti di lagune, all’interno di questi recinti i pesci venivano confinati e diventava così più semplice pescarli. La vallicoltura è quindi una delle prime forme di acquacoltura inventata in Italia. In Cina questo risale al VI sec a.C.
Acquacoltura marina e integrata
L’acquacoltura marina è la tipologia dominante del Mediterraneo; viene eseguita tramite grandi gabbie galleggianti. Il problema si crea però sul fondo, dove vanno a svilupparsi alcuni effetti negativi problematici soprattutto per gli animali bentonici. Per diminuire l’impatto ambientale sono stati pensati metodi biologici.
Acquacoltura integrata: consiste nell’allevare specie diverse insieme, con l’intento di diminuire l’impatto ambientale di alcune di esse. Ne sono un esempio l’unione mitili e pesci, oppure carpe e riso. Le cozze hanno il compito di individuare le alghe che si sviluppano con l’allevamento.
Aquaponics
Aquaponics è essenzialmente la combinazione tra acquacoltura e idrocoltura. Il ciclo produttivo è tipicamente suddiviso in 3 fasi, e può essere diviso in:
- Ciclo chiuso: faccio da me riproduzione e ingrasso
- Aperto: quando acquisto animali da un altro allevatore specializzato; si acquistano gli avannotti e ci si occupa solo dell’ingrasso.
Il passaggio da un ciclo chiuso ad un ciclo aperto rappresenta un punto di passaggio importante in ogni tipo di allevamento. L’allevamento larvale del pesce di mare è più complicato perché fin dai primi stadi di sviluppo gli avannotti devono essere nutriti con zooplancton. Lo zooplancton a sua volta si nutre di fitoplancton. Si ha quindi la necessità di avere all’interno dell’azienda una coltura parallela che preveda l’allevamento di organismi planctonici e fitoplanctonici.
Trota iridea
La specie dei Salmonidi è la specie di maggior interesse in Europa. La specie dominante è la trota in Italia, salmone atlantico in Europa.
Avannotterie
La prima parte del ciclo dell’allevamento ittico comprende la riproduzione e l’allevamento larvale che costituisce la fase più critica svolta nelle avannotterie. Le avannotterie devono avere vasche con acque più fredde rispetto alle vasche da ingrasso. Possono essere incluse negli allevamenti a ciclo chiuso oppure possono fornire avannotti ad allevamenti a ciclo aperto. L’importanza delle avannotterie risiede nel fatto che la disponibilità alimentare nel periodo in cui gli avannotti nascono, ossia in inverno, è molto bassa; soprattutto nei tratti alti della montagna dove in questo periodo dell’anno vi è poca risorsa naturale.
Le uova, in particolare i grassi che le costituiscono, sono una componente molto importante per il nutrimento e lo sviluppo degli avannotti; forniscono loro una riserva energetica indispensabile.
Allevamento per ingrasso
Questa fase può essere effettuata nello stesso allevamento o in un allevamento diverso, in gabbie galleggianti, in cemento o in vetro resina. L’allevamento è tarato sulla base delle esigenze del consumatore; i pesci in questa fase vengono quindi portati a quella che è la taglia commerciale, pesce da porzione circa 300g.
I pesci da allevamento è possibile riconoscerli poiché si presentano tutti uguali. Una gestione professionale vuole un collegamento in parallelo, più sensato di quello in serie. Se ho due specie in allevamento, una sensibile e l’altra no, esempio salmerini, li metterò alla testata.
Tecniche di allevamento
Possono essere divise in estensivo e intensivo. Nell’allevamento estensivo vengono rispettati i ritmi naturali dei corpi d’acqua. Vi è per lo più un’alimentazione naturale e una densità di allevamento minore. L’acquacoltura estensiva riguarda pesci erbivori, bivalvi, allevamenti mediamente piccoli che dispongono di poca tecnologia. L’anguillicoltura: un esempio di acquacoltura estensiva tradizionale italiana.
La carpa è una specie tipica, allevata a 20°/24° in pianura. In Italia viene consumata pochissimo. L’allevamento tipico delle carpe è fatto in stagni o vasche a terra.
L’allevamento intensivo produce più pesce, utilizza più mangime e necessita un maggiore controllo gestionale; offre ovviamente un reddito più alto. È più alta anche l’incidenza di malattie, che in un ambiente intensivo riescono a svilupparsi più facilmente. L’acquacoltura intensiva si declina in tante specie: pesci carnivori, allevamenti di grandi dimensioni.
Salmone Atlantico
Il salmone atlantico (Salmo salar) è un esempio di acquacoltura intensiva. Trota (allevamento ideale 10°/15°); avviene in vasche in vetro resina, con maggiori costi. Il 90% delle trote allevate in Piemonte va alla pesca sportiva.
Acquacoltura sostenibile
Le produzioni dell’acquacoltura nel 1997 sono state intorno a 29 Mt (milioni di tonnellate), mentre 10 anni prima erano 10 Mt. Nel 2007 le produzioni dell’acquacoltura sono state circa 50 Mt. Si può affermare che le produzioni sono quintuplicate in 20 anni. Negli ultimi anni le produzioni nette della pesca si sono stabilizzate intorno a 85 - 95 Mt.
L’Asia produce il 90% della produzione globale dell’acquacoltura di cui la Cina sola ne rappresenta i 2/3. L’Europa, il Giappone e gli USA producono complessivamente meno di un 1/10 della produzione, ma consumano la maggior parte dei prodotti ittici di alto valore economico.
La precedente suddivisione nelle produzioni corrisponde anche a due tipologie differenti:
- Intensivo a larga scala: pesci carnivori
- Estensivo a piccola scala: pesci erbivori, filtratori, molluschi.
Negli allevamenti intensivi l’alimentazione è basata fondamentalmente sulla farina di pesce. Il rapporto tra la quantità di farina di pesce utilizzata e il pesce allevato varia tra 2 e 5 volte, nel caso di pesci carnivori. Nel caso dei pesci erbivori la quantità di farina di pesce utilizzata è largamente minore, considerando anche le modalità di allevamento tradizionale.
Le principali specie allevate carnivore sono i Salmonidi, tra cui la più importante è la trota iridea e i salmoni. Le principali specie allevate erbivore sono la carpa e la tilapia, tipiche di acque calde tropicali. A livello mondiale l’80% delle carpe e il 65% delle tilapie vengono allevate senza l’utilizzo di mangimi composti, sfruttando anche la normale produttività degli stagni in cui sono allevate. La produttività naturale degli stagni è molto importante.
Nei pesci carnivori e nei gamberi le materie prime principali sono la farina di pesce e l’olio di pesce. I pesci erbivori e filtratori hanno le stesse esigenze proteiche dei pesci carnivori, ma hanno una maggiore capacità di digerire le proteine di origine vegetale. Cannibalismo zootecnico: pesce mangia pesce.
L’acquacoltura intensiva è basata principalmente su alimentazione a base di farina di pesce: per ogni Kg di pesce prodotto si consumano n Kg di pesce selvatico. Le ricerche condotte verso la sostituzione della farina di pesce considerano fondamentalmente tre classi di prodotti:
- Farine di origine vegetale: soprattutto farine di estrazione di leguminose, in particolare soia.
- Farina di origine animale: farina di penne e farina di carne (sottoprodotti della macellazione).
- Single cell protein (SCP): proteine da organismi unicellulari come lieviti, batteri e alghe unicellulari.
- Trimming fish meal costituita dagli scarti contenenti ancora una grande quantità di organismi nutritivi.
Farine di origine vegetale
Le farine di origine vegetale sono quelle maggiormente utilizzate, tra cui soprattutto soia, colza, pisello, lupino, semi di cotone, sesamo, semi di girasole, farina di erba medica, cassava, fave. La limitazione nell’utilizzo è data da un basso VB della proteina, dovuto soprattutto alla carenza di Lisina e Metionina. Un secondo fattore limitante è determinato dalla presenza di fattori antinutrizionali.
Inibitori delle proteasi
Sono sostanze presenti soprattutto nelle leguminose. Nella soia sono presenti due tipi di inibitori delle proteasi:
- Inibitore della tripsina di Kunitz
- Inibitori delle proteasi di Bowman Birk
La quantità media con cui è presente è di 4 mg/g. I risultati ottenuti fino ad adesso indicano che fino a 5 mg/g la maggior parte dei pesci allevati sono in grado di compensare la presenza di TI con l’aumento di produzione di tripsina.
Fitati
Sono composti comuni nelle piante e possono chelare ioni trivalenti come Ca, Mg, Zn, Cu e Fe rendendo questi ultimi indisponibili per i consumatori. Riducono la disponibilità del fosforo perché non possono essere scissi dai monogastrici. Alte quantità di acido fitico deprime la crescita e induce delle malformazioni anatomo istologiche nella tiroide, nel rene e nell’apparato digerente dei pesci con la formazione di particolari malformazioni nei ciechi pilorici. La supplementazione della dieta con fitasi neutralizza gli effetti negativi dei fitati e aumenta la disponibilità di P.
Acquacoltura italiana
Principali specie:
- Trota iridea: importata nei primi anni del ‘900 dalle coste pacifiche degli USA. È un Salmonide di acqua dolce.
- Orata, spigola: specie di diffusione mediterranea.
- Cozze, vongole veraci: le vongole sono le prime per quanto riguarda la coltura; è una specie esotica, deriva dalle Filippine.
La differenza sostanziale tra pesci e molluschi è l’alimentazione:
- I bivalvi sono in grado di alimentarsi tramite filtrazione.
- I pesci hanno bisogno di mangimi particolari.
La trota è un animale pescivoro, è in grado di risalire e vivere in ambienti a bassa salinità. È quindi una specie euri-alina in grado di vivere in zone con diverse condizioni di salinità; questo è particolarmente valido anche per le spigole.
L’orata e la spigola hanno un grande valore gastronomico. Un tempo non erano così accessibili al consumatore.
Cefalo
Il cefalo è molto apprezzato per la bottarga; nel Mediterraneo parliamo di 6 specie, 4/5 di interesse per quanto riguarda l’acquacoltura. Da un punto di vista zootecnico una delle novità è che in acquacoltura, in alcune specie come il cefalo, è difficile trovare qualcuno che si occupi solo della parte alimentare e quindi distinguere ciclo chiuso da ciclo aperto ci si appoggia all’acquacoltura basata sulla cattura.
Anguille
In alcuni casi, come per le anguille che si riproducono solo una volta nella vita nel Mar dei Sargassi e a notevoli profondità, è difficile riprodurre le condizioni necessarie alla riproduzione artificialmente. Se pur fosse possibile necessiterebbe di costi eccessivi.
Storione
Siamo i primi produttori di caviali. Fanno parte degli Acipenseriformi e ne abbiamo due famiglie. I poliodontidi sono i pesci spatola. Il caviale allevato è più sicuro, poiché in allevamento vi è più controllo dal punto di vista igienico. I lipidi delle uova risentono moltissimo delle condizioni acquatiche e in zone molto industriali le acque inquinate “infettano” le uova. Il più grande allevamento d’Europa si trova a Brescia.
Altre specie
Pesce gatto (Ictalurus), salmerino: specie a diffusione Nord Europea. Ombrina boccadoro: è un pesce d’acqua marina che recentemente è entrato nell’allevamento italiano. Viene molto allevato in Francia. I nostri due allevamenti italiani effettuano un ciclo aperto fornendosi di avannotti francesi. I principali prodotti dal punto di vista quantitativo sono i bivalvi. Alcuni bivalvi di acqua dolce possono essere interessanti per un progetto di filtrazione. Quando le condizioni ambientali peggiorano i bivalvi si chiudono, si riaprono quando le condizioni tornano buone. Questo potrebbe essere controllato da un allarme, che si attiva tramite degli elettrodi presenti sopra ai bivalvi, e che informa quando le condizioni dell’allevamento non sono ottimali.
Bivalvi
Ostriche , piatte e concave. I più grandi produttori sono i Francesi, hanno sviluppato tecniche di allevamento sofisticate e un enorme controllo del prodotto. Noi siamo i primi produttori europei di vongole veraci. Gli allevamenti sono diffusi per lo più sulle coste dell’Adriatico, delta del Po. Sono animali ipobentonici che vivono nel substrato e presentano due sifoni: uno inalante e uno esalante. Le cozze aderiscono al substrato con il visso (costituito da proteine che fungono da collante). In un’ora filtrano tra i 30-60 mq di acqua, sono quindi molto importanti anche per le condizioni acquatiche. Vengono spesso messe a valle delle gabbie.
I bivalvi sono ricchi di glicosamminoglicani che possono risultare utili nell’alimentazione animale, in particolare nei cani di grossa taglia, per prevenire problemi ossei. Da un punto di vista della distribuzione geografica degli allevamenti: 60% Nord Italia (acqua dolce), 18% centro, 22% Sud (per lo più specie marine).
Rainbow trout (Oncorhynchus mykiss)
La provincia di Cuneo è quella con maggiori allevamenti. Fish hatcheries: avannotterie. Nelle avannotterie marine per fare in modo che avvenga lo sviluppo bisogna offrire organismi vivizooplanctonici, allevati a loro volta tramite colture fitoplanctoniche. Parliamo di colture parallele. Mangiando salmone da allevamento risparmiamo le risorse naturali. Il salmone è la prima risorsa della Norvegia dopo il petrolio. Fiordi e coste frastagliate favoriscono l’installazione degli allevamenti.
Anatomia dei pesci
Sono i vertebrati più primitivi. I pesci ossei sono vertebrati a simmetria bilaterale (il corpo è diviso lungo un piano sagittale mediano in due metà specularmente uguali), e hanno al loro interno una cavità celomatica. Il celoma è ampio ed è diviso, in senso cranio-caudale, in una parte anteriore, cavità pericardica e cavità addominale ed una posteriore. Solo i Pleuronettiformi perdono la simmetria bilaterale durante lo sviluppo. Nella maggioranza dei pesci gli organi interni sono disposti secondo un piano comune generale la cui unica differenza può essere attribuita alla forma o assenza della vescica gassosa (ad esempio, è assente nelle specie bentoniche) o delle dimensioni delle gonadi.
Il pesce ha una forma mediamente fusiforme determinata dalla necessità di nuotare; vi possono essere poi variazioni riguardanti gli adattamenti ecologici, quando un pesce vive in ambienti particolari, come ad esempio i pesci bentonici.
| A. Salmonide | B. Pleuronettide | C. Gobide, del quale nel riquadro è evidenziata la forma peculiare delle pinne ventrali |
Le masse muscolari principali sono disposte su entrambi i lati dello scheletro assiale, al fine di flettere il corpo lateralmente per generare le forze propulsive per mezzo delle oscillazioni della muscolatura del tronco. Le principali differenze morfologiche nei pesci riflettono adattamenti alla vita nectonica o bentonica. La forma della bocca riflette invece la specializzazione funzionale alimentare. Lo storione mostra una bocca infera con barbigli (lo storione ha uno scheletro parzialmente cartilagineo). Bentofago: si nutre di organismi sul fondo. Fra i pesci piatti, le platesse sono interessanti in acquacoltura.
I principali apparati
- Apparato tegumentario
- Apparato scheletrico
- Apparato respiratorio
- Apparato circolatorio
- Apparato digerente e organi interni
- Sistema renale
- Sistema nervoso
Apparato tegumentario
La pelle costituisce la prima barriera protettiva contro l’ambiente ed è l’organo maggiormente esteso nei pesci.
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