Valori pressori desiderati
Si può decidere di aumentare i ACE-inibitori dosaggi o aggiungere un terzo farmaco a basse dosi. L’efficacia di questa classe farmacologica risiede nel fatto che interferisce con il sistema renina-angiotensina, considerato tra i principali sistemi di regolazione dell’omeostasi cardiovascolare, svolgendo un ruolo importante nella patogenesi dell’ipertensione arteriosa.
Infatti, riveste un ruolo importante nell’escrezione del sodio, nel controllo del volume dei fluidi corporei e nella regolazione del tono muscolare. Tale sistema agisce in modo sinergico con il sistema nervoso simpatico stimolando anche la secrezione di aldosterone (ormone mineralcorticoide). In modo specifico, la renina, enzima proteolitico secreto nel circolo ematico dalle cellule dell’apparato juxtaglomerulare, agisce sull’angiotensinogeno (globulina plasmatica sintetizzata dal fegato) staccando un decapeptide (angiotensina 1) dalla porzione N-terminale della proteina.
Successivamente, l’angiotensina 1 è convertita ad opera dell’ACE (enzima di conversione dell’angiotensina 1) in un octapeptide (angiotensina 2) che è considerato un potente vasocostrittore. Gli effetti dell’angiotensina 2 vengono mediati attraverso i recettori AT-1 (recettori di membrana accoppiati a proteina G) e AT-2. Tali effetti comprendono:
- Vasocostrizione generalizzata;
- Aumento del rilascio di NA dalle terminazioni simpatiche con ulteriore incremento della vasocostrizione e aumento della frequenza e della forza di contrazione cardiaca;
- Stimolazione del riassorbimento di sodio a livello del tubulo prossimale;
- Secrezione di aldosterone.
Ipertensione arteriosa
L'ipertensione arteriosa è una delle patologie più diffuse. Più che una malattia, l’ipertensione viene considerata un fattore di rischio per altre manifestazioni patologiche (ictus, insufficienza cardiaca congestizia, malattia coronarica, insufficienza renale) a carico di diversi organi quali cuore, cervello, rene, occhio. Pertanto, la terapia dell’ipertensione arteriosa deve avere soprattutto l’obiettivo di prevenire tali complicanze.
Classificazione dell'ipertensione arteriosa
La classificazione dell’ipertensione arteriosa si basa su due criteri: quello eziologico e quello di gravità. Inoltre, ACE catalizza la reazione che porta all’inattivazione della bradichinina che è un potente vasodilatatore. L’attività antipertensiva degli ACE-inibitori si esplica mediante il legame di questi farmaci ad un atomo di zinco contenuto nell’ACE. Conseguentemente, viene inibita la conversione dell’angiotensina 1 in angiotensina 2 ed inoltre viene inibita l’inattivazione della bradichinina.