Corso di Laurea Magistrale
in
Accumulo e Trasporto di Energia
Prof. Eliodoro Chiavazzo
Appunti di
Fabio Galizia
Lezione 1
Introduzione al corso
Richiesta mondiale di energia sotto forma di calore per il 40% del totale, comprendendo nel totale
elettricità e trasporto.
1. Richiami termodinamica applicata
2. Energia solare termica
3. Cenni sulle tecnologie sviluppate per l'accumulo di energia in varie forme, accumulo elettrico e
l'accumulo magnetico
meccanico; importante è per le energie rinnovabili. Accumulo sensibile
e latente.
4. Analisi energetiche e exergetiche.
5. Materiali compositi per migliorare le prestazioni di sistemi di accumulo
6. Micro fluidi e nano fluidi per trasporto di energia termica.
7. Laboratorio di elaborazione macroscopica (COMSOL)
8. Due laboratori su simulazione microscopica, atomistica
Le membrane a scambio ionico fanno
passare ioni ad un solo segno, membrane
cationiche o anioniche. Si alternano
membrane anioniche e membrabe
cationiche. Si avrà impoverimento di sale a
set alterni
Nella prima fase attiva l'acqua passa e gli
ioni vengono trattenuti dalle spugne. Quando
le spugne si saranno riempite si inverte la
polarità e si instaura la fase di sciacquo
collezionando l'acqua più ricca di sale in un
altro recipiente.
Si usano membrane micro-porose
idrofobiche. Sono fatte di materiali
plastici idrofobici (Teflon). Sono
membrane che presentano fori molto
più grandi delle membrane per osmosi
diretta o inversa ( per osmosi diretta o
inversa si usano fori dell'ordine dei
nanometri).
Si separano le fasi liquide ma mette in stretto
contatto le due tensioni di vapore dei due liquidi. Se
a sinistra si innalza la temperatura, si ha che la
tensione di vapore a sinistra sarà maggiore di quella
a destra e quindi si instaura un flusso di massa.
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2
Lezione
Richiami di termodinamica applicata
Potenza installata in calo negli ultimi anni.
Non conveniente usare potenza solare termica solo per acqua calda sanitaria perché la richiesta è
troppo bassa.
Il problema non è direttamente sulla tecnologia ma sulla sostenibilità economica
La situazione potrebbe cambiare con i prossimi sistemi di accumulo termico. Interessanti sono i
materiali di prossima generazione.
L'accumulo termico non è solo solare termico:
1. Accumulo termico a bordo auto. Possibilità di scaricare velocemente l'accumulo in 90 secondi.
Cere paraffiniche che possono fondere in un range di temperature, materiale sintetico molto
simile alle cere delle candele; il problema è che queste cere hanno una conducibilità termica
molto bassa quindi molto difficile caricare e scaricare questi sistemi in modo rapido. le palline di
paraffina vengono inserite all'interno di una matrice metallica per poter raccogliere la paraffina e
farsi attraversare anche dal fluido. La matrice metallica è stata realizzata tramite DLMS
processing (direct laser metal syntering).
Rilascio calore da materiale adsorbente:
La cera di prima era un materiale scarico di calore. In questo caso il materiale solido è carico
(contiene già calore) perché lo contiene in forma potenziale. Ci sono dei fori nanometrici, sono
quindi materiali microporosi, i nanopori sono idrofillici, idroscopici quindi trattengono l'acqua; se i
pori sono vuoti inizialmente, il materiale è asciutto, successivamente nel momento in cui l'acqua
viene assorbita nei pori, l'acqua viene trattenuta. Se il materiale viene scaldato, viene fornita energia
sufficiente a rilasciare l'acqua.
Richiami generali di termodinamica applicata
Sistema termodinamico è una porzione di spazio delimitata da un volume di controllo.
L'accumulo termico dipende direttamente dalla capacità termica della sostanza.
Se nel materiale scelto per l'accumulo si verifica un passaggio di fase, si ha anche una parte legata
al calore latente della sostanza. Si riesce ad avere una densità di
energia molto elevata grazie al
calore latente
Negli accumuli è molto importante la variazione di densità nel passaggio di fase. Possono creare
problemi e limita le applicazioni degli accumuli al passaggio di fase liquido solido perché è l'unico
passaggio di stato dove si può limitare questo fenomeno d variazione di densità.
Nelle cere paraffiniche la variazione è del 15%. Ovviamente bisogna stare sotto la temperatura
critica del materiale altrimenti non si ha alcun passaggio di fase. Per pressioni piccole
la Z è intorno a 1
(vedere grafico) quindi
vale l'equazione dei
gas perfetti, quindi se
un gas è
sufficientemente
rarefatto vale la
trattazione di un gas
perfetto.
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3
Lezione
Politropica, deflussi, conduzione, convezione, irraggiamento
Problema: Quando n=1 l'espressione
del lavoro assume una forma
indeterminata (isoterma)
Richiami generali sui deflussi
Flussi uniformi o non uniformi, a regime o non a regime, campi di moto stazionari o transitori,
comprimibili o incomprimibili, laminare o turbolento.
Numero di Reynolds: confronto tra forze di inerzia e forze viscose all'interno del fluido.
La viscosità dinamica correla le forze di taglio alle deformazioni, se accade il fluido è detto
Newtoniano. Il fluido newtoniano è caratterizzato da equazioni di Navier-stokes.
Equazione di continuità: Si conserva portata
massica e volumica
Strato limite: se una lastra di materiale solido è lambita in modo tangenziale a partire dal bordo di
attacco, il campo di moto iniziale dato cambia nel tempo e nello spazio della piastra, potrò
distinguere il fluido in due parti, per un certo spessore il fluido risente della presenza della piastra e
viene frenato, oltre lo strato limite, il fluido è imperturbato dalla presenza della piastra. Per un certo
valore di Reynolds si passa da un regime laminare, di transizione e poi turbolento.
Se si ha differenza di temperatura tra lastra e fluido si avrà uno scambio termico, può essere
positivo o negativo.
Perdite di carico: distribuite e localizzate, tramite diagramma di Moody.
Conduzione:
Convezione:
Irraggiamento:
Cenni su scambiatori di calore: Utile alettare il lato più sfavorito dal punto
di vista di scambio termico ( solitamente
lato aria).
La punta dell' aletta non funziona in
maniera identica alla radice dell'aletta,
quindi le efficienze sono diverse. Si
efficienza globale
introduce quindi una
dell'aletta
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4
Lezione
Tipologie di accumulo
Scarsa flessibilità dei combustibili.
Risparmio su combustibili più pregiati.
Un primo esempio di accumulo di energia ricorda uno dei primi motori a vapore. L'accumulo viene
creato tramite volano. L'energia in eccesso viene immagazzinata sotto forma di energia cinetica del
volano la quale viene poi restituita in seguito. (Volano è un accumulatore di tipo meccanico)
• Sistemi meccanici o idraulici (volano, Sistemi di pompaggio o aria compressa (tecnologie mature
per le grosse centrali termoelettriche))
• Sistemi elettrochimici (batterie)
• Sistemi a calore sensibile e latente
• Sistemi biologici (biomassa, raccolta e stoccaggio tramite fotosintesi, efficienza però pessima per
la conversione dell'energia dei fotoni)
• Accumulo magnetico (problema è la disponibilità di materiali adatti, superconduttività)
• Produzione idrogeno
L'energia meccanica può essere accumulata sotto forma di:
Energia cinetica rotazionale (volano). L'energia cinetica rotazionale si conserva per un certo
periodo di tempo
• Uno dei modi per accumulare tantissime quantità di energie nelle centrali termoelettriche, sono gli
impianti di pompaggio. Lo stoccaggio energetico è quindi sotto forma potenziale quindi durante
la fase di accumulo non si hanno perdite di energia, ma si perde energia nelle fasi di pompaggio e
scarica (30% in carica e 20% in scarica). Sistema interessante se si
usano macchine reversibili (può
fungere sia da motore elettrico
che da alternatore. La pompa è
una Francis.
Esistono delle varianti a questo sistema di pompaggio.
Si possono usare sistemi di pompaggio sotterranei, con un bacino superiore e un bacino
sotterraneo con la Francis che funge da convertitore elettrico.
Impianto ad aria compressa
• Viene eliminato l'accoppiamento tra turbina e
compressore. Si avrà un motore elettrico che guida il
compressore. Il compressore prende aria in condizioni
ambientali e comprimendola non la manda nella camera di
combustione ma viene stoccata in un reservoir (grosse
caverne, grossi volumi). L'idea è che quando ho eccesso
di energia accumulo aria compressa nella cavità. Quando
ho bisogno di un surplus di energia estraggo aria
compressa dalla cavità. Questo perché il lavoro per
guidare il compressore è notevole (2/3) quindi è bene
usare una riserva di aria compressa. Si crea però un
problema di accumulo termico in carica (si scalda il gas
che potrebbe avvantaggiare dato che mi serve poi in
camera di combustione) ma poi in scarica il gas si
espande e si raffredda ma mi servirebbe caldo in camera
di combustione.
Per risolvere questo è bene prevedere un accumulo dal
lato sensibile (eventuale accumulo calore di
compressione).
Un altra variante è recuperare il calore sensibile dell'uscita
della turbina e utilizzarlo per pre-riscaldare l'aria in camera
di combustione.
Si potrebbe avere una ulteriore variante allo schema dell'impianto per regolare la variazione di
pressione.
La caverna viene riempita fino ad una certa altezza con acqua. Il volume a disposizione è quindi
diminuito. Si ha una certa colonna d'acqua che sovrasta la caverna. La colonna d'acqua aggiusta la
pressione della caverna mantenendola PIU O MENO costante a 50 bar ( entro certi limiti)
Si usano quindi eccessi di aria superiori di 3 volte rispetto lo
stechiometrico.
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5
Lezione
Volani, batterie, en. Elastica molle, maglio gravitazionale, aria
compressa
Volani
Forma di accumulo di energia primitiva, ovvero un'idea tra le più antiche. Grosse ruote, grosse
masse messe in rapida rotazione attraverso macchine elettriche. Fin ora sono stati utilizzati per
frenata rigenerativa, che può essere implementata a bordo di veicoli. Invece di dissipare energia
frenando, si riversa l'energia cinetica dell'auto al volano. Soluzione non comune su auto ma
consolidata sui tram o treni. Questa soluzione è stata dimostrata utile alla diminuzione dell'uso del
combustibile del 30-50%.
Efficienza dell'80-90%.
Dove è il problema?
Il problema è cercare di aumentare la quantità di energia accumulata a parità di massa, quindi in
volumi sempre più piccoli si vuole stoccare maggiori quantità di energia. Il segreto è lo sviluppo di
nuovi tipi di materiali di utilizzo. Velocità non
trascurabile ma
energia generata
molto bassa.
Solitamente volani fatti in materiali compositi in fibra
di vetro o fibra di carbonio dove il rapporto sigma/
rho può essere anche superiore a 7.
Uno dei problemi del volano è la sua esplosione se non si rispettano determinati parametri.
Nel progetto di un volano, nel caso di esplosione i pezzi devono rompersi in determinati modi, pezzi
sottili e lunghi. Quindi il fattore sicurezza è molto importante.
Il volano è progettato per minimizzare la quantità di energia persa tramite attriti e en meccanica.
I volani sono contenuti all'interno di uno statore
• per isolarli e per creare un vuoto per abbattere gli attriti fluidodinamici
• Per l'utilizzo di cuscinetti magnetici
Il volano è in concorrenza con le batterie. L'unica differenza è che stocca l'energia in forma diversa.
Il vantaggio è che è possibile caricarlo e scaricarlo completamente, cosa che con le batterie non è
possibile perché perderebbero le loro proprietà. E altro vantaggio è la vita dei componenti, essendo
un componente meccanico non è soggetto a degradazione elettrochimica. L'energia stoccata
tramite volano è possibile mantenerla per diversi mesi.
Nelle applicazioni aerospaziali l'utilizzo dei volani è utilizzato sia come stoccaggio ma anche come
aiuto nel movimento.
Utilizzi futuri
• Sostituzione batterie elettrochimiche per impianti di telecomunicazione come backup.
• Autoveicoli elettrici (tram e treni).
Batterie elettrochimiche
Ottima densità di potenza, stabili.
L'uso delle batterie anche al piombo non è limitato solo all'ambito automobilistico ma anche di
stoccare energia da fonte rinnovabile.
Il problema è che non consentono una buona modularità. Non accettano grosse quantità di energia
da stoccare ma possono essere usate assieme a sistemi di pompaggio ad esempio, quindi insieme
a sistemi ibridi; sistema elettrochimico per coprire un carico immediato, perché tempi di risposta
molto rapido. Caratterizzate da alte efficienze (70%).
Batteria a piombo/acido
Come tutte le batterie elettrochimiche, sono le celle galvaniche.
Quindi consistono in una soluzione elettrochimica e l'elettrolita è acido solforico. (H2SO4).
Si produce solfato di piombo tutto attorno all'anodo e quindi si perde superficie attiva mentre allo
stesso tempo consumo soluzione. Al catodo ho deposito di solfato di piombo solido e consumo
cationi e anioni dalla soluzione e in più immetto acqua nella soluzione e per questo si diluisce. Ad
un certo punto, sia per soluzione troppo diluita, sia per elettrodi con poca superficie attiva, la
batteria smette di funzionare.
La cosa positiva è che dal punto di vista chimico, queste reazione sono invertibili applicando una
tensione alla batteria, ripristinando la batteria convertendo il solfato di piombo in piombo
all'anodo e ossido di piombo al catodo.
Il problema è che gli elettrodi sono solidi quindi spingendo troppo la scarica della batteria, a lungo
andare non si riesce più ad invertire il processo. Quindi la batteria non supporta il Deep Cycling;
quindi queste batteria infatti vanno bene per l'auto quando appunto la batteria rimane sempre
carica
Altri tipi di batterie
1. Nichel-Zinco
2. Nichel-Ferro
3. Nichel-Cadmio (decine o centinaia Wh/kg)
4. Sodio-Zolfo
Tutte queste batterie soffrono quando gli elettrodi sono solidi perché si consumano come abbiamo
visto prima.
Interesse è caduto dove almeno un elettrodo è fatto da liquido o gas, in modo tale che non ci sia
questo fenomeno del degrado di almeno un elettrodo. (Batterie metallo-aria).
Batterie Metallo-Aria:
• Alluminio-Aria
• Litio-Aria
Utilizzo il carbone
attivo perché è
microporoso quindi
si aumenta la
superficie di
contatto del
catodo. La densità di energia per una batteria di questo tipo si aggira attorno ai 6000-8000 Wh/kg
(teorico).
Dal punto di vista pratico si realizza qualcosa oltre ai 1000 Wh/kg.
Ricordiamo che le batterie delle auto sono attorno ai 30 Wh/kg. Questa batteria però è
difficilissimo da caricare perché l idrossido di alluminio non si riesce più a riconvertire
quindi questo tipo di batteria è stato proposto per soluzioni di emergenza, quindi molto
utile solo in scarica, consumando l'anodo. Alcuni studi suggeriscono che sia conveniente la
sostituzione dell'anodo ad ogni scarica della batteria.
.
Vantaggi: bassissimo costo con prestazioni assurde
Densità di energia di 11140 Wh/kg
(teorici).
Deep cycling è un grosso limite per le energie rinnovabili
Una figura di merito per le batterie è la capacità misurata in Ah
Il deep cycling si verifica quando la batteria si scarica oltre la metà della carica prima della carica
successiva, questo serve per aumentare la durata di vita della batteria
Energia specifica: Wh/kg.
Densità di energia: quando è importante l'ingombro. Wh/litro o Wh/m3.
Potenza specifica: velocità di rilascio dell'energia riferita alla massa del dispositivo W/kg
Numero cicli: massimo numero di cicli che si può compiere prima che non si riesca a mantenere l'
80% della capacità.
La concentrazione dell'acido solforico è funzione della temperatura, scendere troppo al di sotto o al
di sopra comporterebbe problemi alla batteria. Esempio comune che non si accenda l'auto.
Accumulo energia elastica all'interno di molle
È un accumulo meccanico per energia potenziale.
Maglio gravitazionale
Aria compressa
Ritorna spessissimo per l'auto trazione al posto delle batterie, quindi avere un motore alternativo a
bordo che possa sfruttare l'espansione dell'aria compressa.
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Accumulo e Trasporto di Energia
Prof. Eliodoro Chiavazzo
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Fabio Galizia
Lezione 6
Condensatori, reforming, produzione idrogeno, termolisi acqua,
cicli termodinamici, voltametro di Hoffman, bioreattori.
Condensatore elettrico
• Condensatore piano Per aumentare l'energia elettrica
bisognerà avere una capacità C del
condensatore il più alta possibile.
• Condensatore cilindrico
&bul
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Accumulo e conversione di energia - Appunti
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2. Patologie da accumulo
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Materiale esame Generazione ed Accumulo di Energia Elettrica da Fonti Rinnovabili
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Elettronica 1 - Caratterizzazione di un Mosfet a canale N ad accumulo: Relazione 2