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ACCESSIBILITA’ DEI MERCATI

1. Il concetto di accessibilità di un paese: quali fattori devono essere presi in considerazione?

I fattori che devono essere presi in considerazione per valutare il grado di accessibilità di un paese sono :

le che le imprese estere devono affrontare per collocare la propria offerta

> BARRIERE ARTIFICIALI

in un definito paese che caratterizza tale paese

> AMBIENTE COMPETITIVO

2. L’accessibilità e l’ambiente competitivo.

L’AMBIENTE COMPETITIVO influenza il grado di accessibilità del paese. E’ importante un’attenta

considerazione delle caratteristiche della domanda, della concorrenza e delle “infrastrutture di marketing”.

L’ analisi delle caratteristiche della domanda assume rilevanza in quanto diverse aree geografiche hanno

caratteristiche socio culturali diverse e esigenze diverse.

Per quando riguarda la concorrenza, va ricordato che la decisione di fare ingresso in un mercato estero dipende

che caratterizza tale paese in quanto questa può costituire un barriera all’entrata

spesso dalla struttura competitiva

di grande rilievo.

La concorrenza che l’impresa può incontrare in un paese estero ha natura duplice :

può essere rappresentata da imprese internazionali o locali.

L’impresa deve cercare di identificare i suoi concorrenti e i vantaggi competitivi che la distinguono dai rivali

attraverso l’esame degli aspetti seguenti:

- la strategia perseguita dai concorrenti

- le risorse e le competenze di cui essi dispongono

- i probabili obiettivi da essi perseguiti

In questo modo l’impresa dovrebbe identificare la strategia dei principali concorrenti per poterne valutare le future

mosse competitive.

Un'altra importante barriera concorrenziale da considerare è costituita dalla disponibilità delle infrastrutture di

marketing ossia alla disponibilità e alle caratteristiche dei canali di distribuzione e di comunicazione esistenti nei

paesi esteri considerati.

La disponibilità di idonei canali di distribuzione è un elemento fondamentale di un impresa che voglia fare

ingresso in un mercato estero.

3. Le barriere artificiali tariffarie e non tariffarie: definizione e quadro sintetico.

Le nascono dalla scelte di politica economica dei governi nazionali per lo svolgimento degli

barriere artificiali

scambi internazionali.

Le barriere vengono distinte in:

, imposizione di una tariffa, ossia di un tributo, il cui pagamento è obbligatorio per le merci che

TARIFFARIE

fanno il loro ingresso nel paese importatore (es. dazi), riducendo così la competitività rispetto alla produzione

locale. dazi

– diritti integrativi di confine

– , dette anche occulte, sono un insieme eterogeneo di fattori che producono lo stesso effetto

NON TARIFFARIE

economico di quelle tariffarie, pur non traducendosi nella corresponsione di un tributo alle autorità locali (es.

limitazioni quantitative, contingenti, volontarie,embargo). Possono essere ricondotte alle seguenti grandi classi:

limitazioni quantitative al commercio estero

– 1

regole tecniche e gli standard in tema di prodotto

– norme e procedure doganali

– misure di carattere finanziario e valutario

4. Il ruolo della WTO in materia di barriere.

( = → organizzazione mondiale del commercio)

WTO OMC

La WTO è un’organizzazione internazionale impegnata per la riduzione degli ostacoli artificiali al commercio

internazionale, costituita al fine di regolare e gestire le negoziazioni multilaterali relative al funzionamento del

commercio internazionale.

La WTO si ispira ad alcuni principi fondamentali:

consolidazione tariffaria: ogni paese membro dell’organizzazione deposita una lista di prodotti e indica il dazio

™

doganale massimo per ciascuno di essi. Questo dazio viene “consolidato”, cioè il paese depositante non può, a

parte in casi particolari, imporre poi su quello stesso prodotto un dazio più elevato di quello consolidato.

si negoziano i livelli massimi che un dazio doganale può raggiungere in ciascun paese, mentre quest’ultimo

mantiene piena libertà di manovra entro tali limiti e una libertà totale se non hanno consolidato alcun dazio per un

determinato prodotto

«incremento tariffario», fenomeno che prevede dazi ridotti per le importazioni di materie prime, che aumentano man mano si procede

nell’elaborazione industriale dei prodotti (colpisce soprattutto le importazioni dei paesi in via di sviluppo)

generale divieto a restrizioni quantitative all’import ed export di prodotti.

™

Per evitare che questo divieto venga aggirato, tranne quando la lo consente, sono state fissate regole precise

WTO

per l’uso dello strumento delle licenze di importazione (= comportano un’autorizzazione governativa per

importare un determinato prodotto) che accordi a un altro paese,

principio della nazione più favorita: in base al quale un membro dell’

™ OMC

membro o meno di tale organizzazione, condizioni commerciali più favorevoli di quelle accordate

precedentemente agli altri membri, è tenuto ad estendere tali condizioni a tutti i membri dell’organizzazione

relativamente ai prodotti «simili».

trattamento nazionale : impone ai membri dell’ organizzazione di non discriminare i prodotti «simili» in base

™

alla loro provenienza (sia per quanto riguarda le tasse, che per quanto riguarda le leggi o i regolamenti interni ad essi applicabili),

perché, una volta che il prodotto straniero ha pagato il corrispondente dazio doganale, deve essere equiparato al

corrispondente prodotto nazionale.

5. Le motivazioni dell’innalzamento delle barriere al commercio estero.

Le motivazioni che inducono i vari paesi a porre ostacoli ai flussi commerciali provenienti dall’estero sono

molteplici:

- volontà di migliorare la bilancia dei pagamenti

(la domanda interna viene dirottata verso l’offerta nazionale in quantità superiore a quella che si registrava senza barriera →

il paese importatore potrebbe ricercare, incrementando l’impiego della forza lavoro intera, un miglioramento dei redditi che

genererebbe un incremento della spesa e un miglioramento della bilancia dei pagamenti. Tutto ciò si riflette in effetti

negativi per l’economie dei paesi esportatori → peggioramento bilancia dei pagamenti ↓ importazioni)

- l’obiettivo è cioè quello di far decollare produzioni con difficoltà

protezione dell’industria nascente:

nelle fase di avvio a causa della concorrenza proveniente dall’estero.

(permettendo loro di raggiungere la dimensione economica ottimale facendo si che il paese sia in grado di sostenere la

concorrenza anche in assenza di protezione)

- per l ‘economia e la sicurezza nazionale o di prioritario

protezione di settori reputati strategici

interesse sotto il profilo politico (Giappone, dazi elevatissimi per il riso). 2

- delle imprese (connesso alla protezione dei

influenzare le decisioni di localizzazione produttiva

settori strategici): quando un paese che importa determinati beni decide di incentivare la produzione

interna, attraverso un duplice provvedimento

° applicazione di dazi elevatissimi all’importazione di tali prodotti

° introduzione di cospicue agevolazioni a favore delle imprese estere che decidono di localizzare le

proprie unità produttive all’interno del paese così da diffondere il necessario know-how tra gli

operatori nazionali. A queste iniziative imprenditoriali vengono riservate zone franche (free trade

zone) dal punto di vista fiscale, a condizione che esse si impegnino a formare professionalmente i

propri collaboratori (es.Cina).

6. La normativa sull’origine delle merci.

L’analisi sulla normativa dell’origine delle merci è fondamentale in quanto l’origine della merce determina il

trattamento tariffario e non tariffario a cui essa sarà sottoposta.

Tale analisi relativa all’origine delle merci è necessaria al fine di stabilire :

- da quale paese importare

- dove localizzare la lavorazione del prodotto finito o dei semilavorati

- dove esportare in base all’accesso al mercato del paese terzo nelle cui condizioni rientra la gestione delle regole

di origine da parte degli organi doganali del paese scelto

Per il le regole di origine non devono essere utilizzate come strumento di politica commerciale e non devono

WTO

risultare discriminatorie nei confronti dei flussi esportativi provenienti dai paesi in via di sviluppo, la cui

immagine di origine è poco favorevole.

7. I dazi doganali.

Il dazio doganale è la barriera tariffaria per eccellenza ossia un che colpisce la circolazione dei

imposta indiretta

beni da uno Stato nazionale e un altro e che viene accertata e riscossa nel momento in cui la merce entra nel

territorio doganale dello Stato.

L’esistenza di tale barriera riduce (fino ad annullarlo talvolta) il vantaggio competitivo di costo di cui l’impresa

esportatrice dispone, in quanto, causando un innalzamento dei prezzi di vendita nel paese importatore, provoca un

generale appiattimento dei differenziali di prezzo → per annullare l’effetto del dazio, l’impresa è costretta ad

accollarsene l’onere, riducendo il prezzo di vendita applicato agli importatori locali di un importo pari

all’ammontare del tributo doganale richiesto, comprimendo così i propri margini di redditività.

8. Dazi fiscali e dazi protettivi.

La fondamentale distinzione è quella fra dazi applicati a scopo fiscale e dazi applicati a scopo protettivo

dazi → hanno l’obiettivo di colpire i consumi delle merci provenienti dall’estero al fine di

FISCALI conseguire un entrata tributaria

dazi → hanno l’obiettivo d’impedire o limitare l’entrata di alcuni prodotti stranieri per

PROTETTIVI consentire alla produzione nazionale di merci similari di resistere alla concorrenza

straniera.

Normalmente, l’ammontare di un dazio a scopo fiscale è inferiore a quello di un dazio imposto a scopo protettivo.

E’ evidente che raggiunta una certa soglia d’imposizione, l’effetto protettivo e l’effetto fiscale del dazio diventano

incompatibili: quanto più il provvedimento tariffario riduce le importazioni, proteggendo cos’ la produzione

3

nazionale, tanto meno elevati si presentano gli introiti fiscali il problema consiste nel bilanciare i due effetti e

decidere quale far prevalere. (tale decisione appare sempre più orientata verso scopi protettivi).

9. Dazi compensatori.

Negli ultimi anni fra i dazi protettivi hanno assunto rilevanza i dazi compensatori .

A tale categoria appartengono → vengono applicati all’importazione di determinati prodotti che provocano

dazi ANTISOVVENZIONI grave turbamento ai rispettivi settori del mercato interno, a causa delle

sovvenzioni e delle agevolazioni (dirette o indirette) di cui vengono

fatti beneficiare nei paesi di origine

dazi → vengono utilizzati quando gli operatori economici di un paese mettono in atto

ANTIDUMPING una discriminazione in termini di prezzi tra il mercato interno e quelli

internazionali (nel senso che vendono a prezzi più bassi di quelli che

applicano normalmente nel loro paese)

10. Criteri di calcolo dei dazi.

Si distinguono i dazi ad valore, a pesum e misti

: quando è reso proporzionale, con aliquota percentuale, al valore imponibile della merce importata

AD VALOREM Presenta anomalie in presenza di forti sbalzi di prezzi

prezzi in rialzo il tributo incide in maniera tale da esasperare la finalità protettiva

prezzi in ribasso riduce l’effetto protettivo e fiscale al punto da renderne inutile l’imposizione

: quando aliquota è fissa per ogni unità di bene importato (per peso, per volume, per

o

A PESUM SPECIFICO superficie, per unità...) a prescindere dal prezzo

prezzi in rialzo l’applicazione del dazio riduce il gettito tributario e l’eventuale finalità

protettiva

prezzi in ribasso le finalità ad esso attribuite sono esasperate

: quando utilizza contemporaneamente i due criteri indicati precedentemente

MISTO nasce proprio per ovviare agli inconvenienti dovuti ai due criteri di base, soprattutto per le produzioni

più facilmente soggette a forti oscillazioni di prezzo, in quanto integra, compensandoli, svantaggi e

vantaggi dei precedenti criteri → esso comporta una doppia imposizione sulla stessa merce, l’una

misurata ad valorem e l’altra rapportata alla quantità, cosicché di fronte a fenomeni di instabilità (es.

con prezzi al rialzo) si osserverà una perdita di efficacia della componente specifica e un’accresciuta

incidenza di quella ad valorem (viceversa nel caso di significative riduzioni di prezzo)

11. Diritti integrativi di confine.

I “diritti sono un’altra barriera tariffaria agli scambi internazionali (come i dazi

integrativi di confine”

doganali): sono un complesso ed eterogeneo insieme di tributi di spese imposti dalle autorità doganali che

producono effetti e presentano meccanismi di funzionamento molto simili a quelli dei dazi.

Un tributo presente in tutti i sistemi economici avanzati è quello dell’imposta sul valore aggiunto che viene

riscossa dalla autorità doganali all’entrata delle merci entro i confini; tale imposta viene generalmente applicata e

riscossa nelle stesse percentuali per il traffico interno (la base imponibile su cui viene calcolata all’atto

4

dell’importazione è rappresentata dalla base di calcolo del dazio doganale cumulata di tutti i i diritto di confine

dovuti).

Un altro tributo: sovrimposte di fabbricazione che vengono riscosse dalle dogane sulle importazioni di merci

estere che, se prodotte all’interno del paese, sono soggette a imposta di fabbricazione o a provvedimento analogo.

⇒ con l’obbiettivo dunque di evitare una discriminazione tra i produttori nazionali e quelli esteri.

Poi vi sono i diritti di monopolio che gravano sulle merci per le quali la produzione, il commercio e

l’importazione sono riservati allo Stato

(in alcuni casi è possibile per un operatore privato importare tali merci ma necessario il pagamento del diritto

compensativo da trasferire all’amministrazione statale).

tassa sul consumo).

Esistono poi le tasse addizionali (es. Cina→

Diritti di magazzino e di facchinaggio commisurati all’entità delle operazioni di custodia e movimentazione delle

merci all’interno dell’area doganale

Tasse di sbarco e imbarco (per scambi via mare e via aerea);

Tasse di ispezione della merce e tasse per le statistiche (per le operazioni amministrative, statistiche,

organizzative e di certificazione mediante contrassegni la dogana riscuote una pluralità di tributi commisurati di

solito al valore dei prodotti importati).

Si può cosi affermare che i diritti di confine costituiscono il corrispettivo monetario di determinati servizi prestati

dalle autorità proposte alle dogane e al tempo stesso rappresentano strumenti di politica commerciale pubblica, per

effetto dei quali gli scambi internazionali possono essere più o meno costosi e/o veloci.

12. Il contingentamento.

Vi sono due tipi di contingentamento delle importazioni (posti in essere dallo Stato importatore):

assoluto

– doganale

– provvedimento con il quale si stabilisce una limitazione quantitative, denominata quota,

ASSOLUTO:

all’approvvigionamento estero di determinate merci provenienti da uno o più paesi per un certo periodo di tempo.

Il limite può essere fissato in quantità fisica di merce o in termine di valore monetario.

Il suo controllo è affidato alle autorità doganali che aggiornano continuamente il quantitativo importato in modo

da interrompere il flusso di entrata non appena il limite fissato venga raggiunto.

I contingenti comportano spesso forti vantaggi per l’importatore perché oltre al rialzo dei prezzi interni essi

beneficiano di una certa propensione al ribasso dei prezzi offerti agli esportatori esteri.

«sterilizzazione delle licenze» rendersi intestatari di quote senza poi utilizzarle in concreto, al fine di ridurre ulteriormente le possibilità di

negoziazione con l’estero in modo da accrescere il potere degli importatori autorizzati.

(più diffusi): fissano quantità di prodotto la cui importazione è consentita dietro il versamento dei

DOGANALE

normali diritti doganali, ammettendo tuttavia importazioni eccedenti tale limite ma gravate da un dazio più

elevato.

Tra i due tipi di limitazioni quantitative vi sono differenze relative agli effetti economici, in quanto, i contingenti

doganali, a differenza degli altri, si accompagnano in ogni caso allo strumento dell’imposizione fiscale.

13. Le limitazioni volontarie alle esportazioni.

Le barriere in questione vengono poste sotto il controllo del paese esportatore anziché dello Stato importatore; le

sono contingentamenti introdotti dal paese esportatore

limitazioni volontarie

I prodotti oggetto del provvedimento limitativo sono sottoposti al regime delle rilasciate

licenze di esportazione

dalle autorità del paese venditore entro uno specifico limite quantitativo prefissato, così da vietare la conclusione

di traffici commerciali internazionali eccedenti le quote stabilite per un dato intervallo temporale. 5


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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti sull'accessibilità dei mercati in economia e gestione delle imprese internazionali. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: il concetto di accessibilità di un Paese: quali fattori devono essere presi in considerazione, l’accessibilità e l’ambiente competitivo.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia
SSD:
Docente: Non --
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Novadelia di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e gestione delle imprese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Non --.

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