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(non più ordine cronologico ma dipendente dai progettisti, che si assumono le proprie responsabilità)

Filippo Brunelleschi (1377-1446)

Comincia con architettura ma anche scultura

1402: partecipa al concorso per la seconda porta bronzea del battistero di Firenze (vince ex aequo con Lorenzo

Ghiberti)

Poi diversi viaggi di studio a Roma con Donatello – serie di rilievi di edifici dell'antichità, in particolar modo di terme

e, per Brunelleschi, il tempio di Minerva Medica (voltato a cupola)

1418: vince il concorso per la costruzione della cupola di S. Maria del Fiore a Firenze → assegnati altri edifici

importanti

1419-1444: Ospedale degli Innocenti, Firenze

1420-1429: Sagrestia vecchia di S. Lorenzo, Firenze

1420-1436: Costruione della cupola di S. Maria del Fiore (unico responsabile dal 1425)

1425: Piano nobile del Palazzo di Parte Guelfa, Firenze

1430: Cappella Pazzi in S. Croce, Firenze

1434: Chiesa della Rotonda degli Angeli (incompiuta), Firenze

1436: Progetto per la chiesa di S. Spirito, Firenze

FIRENZE

Cupola di S. Maria del Fiore

Con l'ampliamento di S. Maria del Fiore, deciso nel 1366, erano state implicitamente indicate le misure della futura

cupola: larghezza di 72 br. (41,98 m), tamburo alto 10 m e altezza complessiva della cupola di 144 br. (83 m da terra)

Apertura ottagonale del tamburo già pronta dal 1412-1413, ampia circa 42 m e a 60 m da terra

Il profilo era già stato scelto a tutto sesto (cupola semisferica), per questo era già definita l'altezza della cupola (vedi

gli affreschi precedenti) – ma questo era nelle previsioni, perchè abbiamo tutta una serie di problemi

⁃ Concorso pubblico bandito il 19 agosto 1418 dal Consiglio dell'Opera per la copertura

della cupola, che consentiva di presentare modelli o disegni sino al 12 dicembre

⁃ Brunelleschi prepara modello in muratura di notevoli dimensioni, presentato a ottobre;

1420: Brunelleschi, Ghiberti e maestro Battista d'Antonio sono nominati provveditori per la costruzione

della cupola

⁃ Inizio costruzione: agosto 1420; completamento (lanterna): agosto 1436

Cupola: impresa ingegneristica che nessun altro nel '400 avrebbe potuto compiere

Brunelleschi fece in modo di restare responsabile unico dell'opera (si fingeva malato nei momenti di maggiore

difficoltà, mettendo in crisi Ghiberti, estromesso nel 1425 → voleva restare solo lui)

Un arco o una cupola può essere sostenuta dal tubi fittili o centine

Problemi fondamentali:

a) impossibilità di realizzare una centina di tutta la cupola

b) presenza di un tamburo ottagonale

Risoluzioni: a) No centina, ma ogni arco costruito su una centina → la misura di un arco limitata

è è

dalle dimensioni e dalla robustezza del legname disponibile e meccanicamente utilizzabile per la centina; in

questo caso era impossibile realizzare un'armatura per sostenere interamente la struttura (ma la centina

andava scartata!)

b) La presenza del tamburo (di 4 m di spessore), senza sostegni esterni (cioè archi

rampanti) rendeva necessario ridurre al massimo la spinta laterale e il peso della cupola, altrimenti si

sarebbe verificato o lo spanciamento della cupola in costruzione o il crollo per eccessivo peso proprio (4 m

di spessore davvero poco su 10 m di altezza per reggere le spinte laterali della cupola)

è

→ Come ridurre le spinte laterali? La forma a sesto acuto della cupola di B. riduceva le spinte laterali rispetto a quelle

di una cupola emisferica; esattamente, si tratta di un profilo “a quinto acuto”: arco circolare con raggio uguale a 4/5

della luce della cupola (anche le tribune saranno realizzate così) – nel disegno, si nota che la componente orizzontale

di questo arco di c/4 anziché di c/2, dimezzata – il tamburo diviso in 5 parti e il segmento circolare dato da

è è è

un'apertura di 4/5 (cioè puntando nella seconda tacchetta e aprendo fino alla quinta) – non retaggio

è

dell'architettura gotica e risolve le spinte laterali

→ Come alleggerire la struttura? (Il problema sempre il tamburo) La riduione del peso, per non gravare sul

è

tamburo, data dalla strututra a doppia calotta con intelaiatura intermedia; cupola a doppia calotta (divisa in 3 fasce

è

di cui quella centrale vuota):

è

1. Riduce il peso (2/3 di quella normale)

2. Preserva la calotta interna dagli agenti atmosferici, quella con importanza maggiore

è

perchè la strutturale

è 3. Calotta esterna con maggior rilevanza ambientale: le due cupole stabilizzavano l'intera

struttura ed erano ambedue ispezionabili, con scale e gallerie nell'intercapedine

Due soluzioni mai viste prima: profilo a quinto acuto + doppia calotta = soluzione ideale che risolveva i due problemi,

ma era materialmente impossibile realizzare una cupola con struttura differente partendo da quell'imposta e da quei

vincoli

L'intercapedine non la si ha ovunque, ma in molti posti e questo ha permesso numerosi lavori di ristrutturazione e

indagine

L'ossatura della cupola costituita da:

è

⁃ 8 costoloni maggiori (larghezza di 4 m)

⁃ 16 costoloni minori - 2 intermedi tra 2 maggiori (larghezza di 2,5 m) → stessa

articolazione del Battistero

⁃ La profondità dei costoloni si riduce man mano che si procede in alto, la struttura si

rastrema e come lei anche lo spessore dell'imposta

⁃ Archi orizzontali che assorbono le spinte laterali

⁃ Essenziali sono i “cerchioni”, anelli orizzontali in calcare rinforzati esternamente da

catene in ferro, che prevenivano lo scoppio in fuori e rendevano impossibile il crollo in qualsiasi fase della

costruzione – evitano lo spanciamento, sono perpendicolari rispetto ai costoloni e ne reggono la forza

centrifuga

I costoloni furono realizzati prima delle vele, non tutto insieme: per fasce orizzontali in base all'altezza delle persone,

prima tutti i costoloni principali, poi i costoloni minori, infine i cerchioni – la costruzione gerarchizzata

è

Due misurazioni indispensabili durante la costruzione erano: la pianta della cupola e il suo digradare verso l'alto e la

corretta esecuzione del sesto → sistema di verifica mediante la triangolazione con corde e usate centine parziali in

legno (per le du curve della calotta furono usate centine parziali per entrambe) – una centina complessiva non la si

poteva realizzare, quelle minori servono per controllo principalmente

L'assenza della centina sostituita da corsi orizzontali autoportanti grazie alla struttura a “spinapesce” (derivata da

è

costruzioni antiche( - vedi figura

Realizzazione: palchi inizialmente posti alla sommità dell'ottagono usando buche pontaie per sostenere piattaforme

all'interno e all'esterno, poi “macchine” speciali sviluppate in altezza

Nella parte di tamponamento tra una struttura e l'altra viene costruita la doppia calotta: l'intercapedine non è

continua ma intervallata da queste strutture a “spinapesce”

→ La terza condizione che rende questa cupola possibile la muratura autoportante, consentita da:

è

⁃ la matericità della struttura: viene scelto il laterizio per tutta la struttura (proprio tutte

le parti) – la struttura esterna in pietra che evidenzia i costoloni stata addiunta successivamente e non ha

è

alcun valore strutturale (come le cordonature gotiche), evidenzia solo il profilo esterno

⁃ la struttura a “spinapesce” organizzata in: 3 laterizi in fila, 1 verticale in una direzione

è

e 1 nell'altra, si crea così un incastro (vedi figura) esteso su 3 dimensioni , con lo sfalsamento dei piani→

ammorsamento molto forte, la struttura della cupola praticamente autoportante!

è

Inclinazione dei corsi di mattoni sia rispetto all'asse orizzontale (i mattoni seguono l'inclinazione della cupola), sia

rispetto all'asse verticale (concavità verso il vasso) → vele a sezione sferica (vedi disegno su ipad)

In realtà, mentre veniva bandito il concorso, Brunelleschi già lavorava dal 1417: ecco perchè lui presenta il modello in

muratura (scala 1:30 ?), che seguiva un primo modello in legno

Con il Concorso si chiedevano idee e proposte per la cupola, per le armature e i ponteggi, sotto forma di disegni e

modelli: arrivarono 14 modelli di cui 2 per le armature

Modello ligneo della prima fase per valutare l'aspetto architettonico, modello successivo in muratura per la tecnica

costruttiva proposta

Il concorso indica grande sfiducia nella proposta di Brunelleschi, senza centine

Nel dicembre 1419 viene preparato da B. un altro modello in muratura, questa volta della sola cupola, di notevoli

dimensioni, tra il campanile e il duomo: serviva a sciogliere i dubbi dei committenti sulla tecnica costruttiva e resterà

in opera sino al 1413

Soluzione proposta da B. valutata nel marzo 1420 e approvata ell'aprile 1420 → vedi testo di B.

Qualche anno fa, nel 2012, c'è sato il ritrovamento (vedi l'articolo) del modello nel museo dell'Opera del Duomo

- vedi macchine che sostenevano la gru per il sollevamento dei vari blocchi laterizi, strutture lignee (“castello

conico”) -

Irregolarità dell'ottagono, con relativa impossibilità di definire un centro e la necessità di fissarne uno → modello; i

rilievi dal '600 in poi definiscono l'ottagono regolare utilizzando un valore medio del lato (17,32 m) ma c' una

è

differenza di circa 62 cm tra due lati e non assolutamente poco → queste irregolarità venivano assorbite nel

è

riempimento delle vele, cioè nello spazio tra i costoloni (le nervature orizzontali e verticali sono elementi costruttivi

indipendenti dalla irregolarità della forma iniziale), le differenze di lato saranno scaricate negli spazi interni tra i

costoloni senza risultare all’esterno;

poiché

queste irregolarità

dovevano essere distribuite e adattate alle distanze tra sproni quasi certo che B. avesse

un modello reale sul quale verificare la costruzione: difatti, nelle otto vele non esistono due elementi simili con le

stesse dimensioni (al di fuori degli speroni angolari)

Ottagono (regolare) inscritto in una corona circolare: cerchio esterno di raggio di 27 m, mentre quello interno ce l'ha

di 22 m, la larghezza media dell'ottagono di 4,3 m; su questo anello si imposta una muratura piena verticale “a

è

piombo” alta 3 m; all'imposta la volta interna spessa 2,20 m e alla base della lanterna di 1,47 m (B. nel testo lo

è è

descrive con le br.); la calotta esterna di 0,73 m che diventano 0,49 m e tra le due calotte vi uno spazio di 1,37 m

è è

che diventa di 1,18 m

Maggior sottigliezza, slancio e profilo a quinto acuto

La prima parte poco complessa: muratura massiccia verticale;

è

gli sproni, cioè

i costoloni “ad arco di cerchio in quinto acuto” partono da questo punto;

le creste, cioè

i costoloni esterni, furono poste in opera dal ’26, dopo che Battista d’Antonio aveva previsto il modello

nel ’23, utilizzando conci di marmo conservati presso l’Opera del Duomo;

le murature aveva un’inclinazione che partiva dai 20° per arrivare sino ai 60° > la spinapesce trasferisce alle

murature già

eseguite il ruolo di sostegno per quelle da costruire;

muratura: preparazione dal 1421 di milioni di mattoni prodotti nelle stesse fornaci. Posa in “atto d’arco” cioè

mantenendo la perfezione del cerchio > curva di un ideale cerchio interno

Alternanza di mattoni posti di piatto con mattoni di coltello per creare spallette di incastro: solo con la certezza della

loro tenuta B. poteva impegnarsi nella costruzione senza sostegni;

L'ampio settore della cupola esterna mostra la facciata a “sezioni coniche” (non una struttura a padiglione ma più

una di rotazione): per eseguire l'alzato venivano usate centine volanti tra i due vertici dell'ottagono, per definire lo

spessore si procedeva per corsi di 2 br.

L'uso di una tecnica della spinapesce stata condizione necessaria ma non sufficiente per la riuscita dell'impresa:

è

solo costrunedola come cupola di rotazione si poteva garantire il successo: comprimendo verso l'asse verticale la

cupola subisce una pressione strutturale che ne aumenta l'ammorsamento (ancora più autoportante)

Il lavoro di ristrutturazione di una vela ha mostrato la “spinapesce” sotto le tegole → da un banale lavoro di

ristrutturazione partita una serie di indagini sulle soluzioni adottate da B.

è

La chiusura necessaria non poteva essere l'oculo aperto del Pantheon ma doveva essere una lanterna che “tappava”

un anello superiore di 6 m di diametro: i costoloni tendevano a piegarsi verso l'esterno, per cui la lanterna serv da

ì

peso

Geo radar - permette di vedere in profondità la struttura (usato nll'intercapedine) - termografia, scanner, ecc.

Qualche anno prima Di Pasquale aveva scritto “Brunelleschi...”, un libro interamente sulla cupola

Borgo di Vicopisano

Brunelleschi si comporta in maniera totalmente tradizionale qui

A fronte delle lavorazioni difensive già viste anche a Milano, B. coinvolto nella costruzione di un borgo fortificato

è

Sceglie una struttura tradizionale: la difesa data da un mastio (edificio quadrangolare – apparato a sporgere - con

è

torre quadrata – punto in alto da cui gettare pietre o liquidi -)

La parte superiore caratterizzata da mensole sporgenti con sotto buchi da cui lanciare cose

è

Cintura muraria

Scala interna con colonnine e archi che la reggono

MILANO

Brunelleschi fu chiamato anche a Milano:

⁃ cerchia interna dei Navigli (mura medioevali di San Damiano, le uniche ancora esistenti)

Intorno al 1360 fu realizzato il Castello Sforzesco dalla famiglia Visconti (Galeazzo II), all'interno delle mura di difesa,

il fossato correva tutto attorno

Filippo Maria Visconti (1428-1431) chiama Brunelleschi a Milano per realizzare un modello di questo castello, lui è

uno degli ultimi visconti (fino al 1450)

Vasari parla di B., non ci sono altre testimonianze concrete del superamento del fossato: muratura di collegamento in

alzato probabilmente progettata da lui

FIRENZE

Ospedale degli Innocenti (1419-1424)

Grazie alla notorietà dela cupola, riceve molte altre commissioni, questo a nord di poco di S. Maria del Fiore – molto

è

strano, di solito in zone periferiche, nascoste, ma B. dice che non un problema sociale se questi bambini saranno

è

accolti, quindi grande portico accogliente e aperto, non nicchia celata e con davanti una piazza, in una zona centrale

(“non più zona della vergogna”)

Prima commissione pubblica di B.

Lavorava molto alla cupola in quel periodo, le strutture effettivamente realizzate da lui sono:

⁃ fondazioni

⁃ mura principali

⁃ criptoportico

⁃ loggiato (“Portico degli Innocenti”)

un “brefotrofio”, luogo dove venivano abbandonati i bambini non voluti – rotazione di ruota lignea

È

Estrema chiarezza e semplicità distributiva

Il portico ha le arcate alte circa 8 m e larghe e profonde 5 m; fronte di 71 m

Distinzione, elegantissima e costosa, tra strutture portanti (pilastri, colonne, archi e architrave) e le mura: le prime in

pietra serena (grigio scuro), le seconde semplici e geometrizzate (intonacate); “trucco” di dipingere gli archi tra

campate sotto il portico come se fossero di pietra (avrebbe avuto il suo peso); precisione di impianto cambio

Serie di campate quadrate individuate da colonne che reggono archi a tutto sesto (quindi in altezza L/2)→

è

di linguaggio, già attuato dal cambio della campata (da rettangolare a quadrata) in S. Maria del Fiore; questo

diventerà indentificativo del linguaggio brunelleschiano

Richiamo anche del linguaggio classico: arco e colonna, non pilastro

→ riferimento all'antichità ma con elementi di assoluta novità

Novità: colonna + archivolto su campata quadrata

Volta a vela

Brunelleschi adopera l'inquadramento dell'ordine inferiore nel superiore, sotto paraste, sopra architrave che le

racchiude

Una porta centrale immette nel chiostro intorno al quale si distribuiscono i vari locali

La pianta presenta caratteristiche che ritroveremo applicate pochi anni dopo al palazzo signorile fiorentino: il grande

cortile a chiostro e l'asse di simmetria

Caratteristiche: maestà

di facciata, raffinatezza di esecuzione, organizzazione funzionale spazi

(Il modello più innovativo, dopo questo, l'Ospedale di Milano)

è

Lavori eseguiti direttamente da B. fino al 1424

La costuzione iniciò dalla prima campata a sinistra e la volta corrispondente diversa rispetto alle altre: non ha

è

intercapedini interne (la catena si ruppe o non fu mai realizzata) – si pensa abbia cominciato da qui

Archi così ampi non “deturpati” da catene metalliche in quanto queste, curve, erano incluse nelle volticelle del

portico – irrobustimento interno, rinforzate direttamente le vele

La gradinata ancora non c'era

Basamento realizzato con pilastri piramidali in pietra dove poggiano le colonne e gli spazi tra colonne (o tra pilastro e

pilastro) sono riempiti di ciottoli (provenienti dal torrente Mugnone)

Situazione al 1427:

planimetria a U con facciata, alloggio per fanciulli e chiesa

Chiostro interno (B. morto): colonne e archi innalzati nel 1445 ma su fondazioni del '26

è

Inaugurato nel 1445: forti manomissioni al progetto brunelleschiano

Il portico doveva esercitare una funzione sociale per incontri, affari ecc.; la piazza diventa atrio del loggiato

brunelleschiano sovvertendo il luogo di vergogna

Cappella della famiglia Pazzi

Varie fasi realizzative: cominciata tra il 1429-1430, poi ripresa nel '42 e nel '45, ma nel '56 B. muore

Area vincolata a sx dal muro della C

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/18 Storia dell'architettura

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher martina_b96 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'architettura 1 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano o del prof Iacobone Damiano.
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