Ingegneria tissutale vascolare
Proprietà generali dei vasi sanguigni
Il trasporto del sangue ai tessuti dell’organismo avviene mediante una fitta rete di vasi sanguigni. Tra i vasi sanguigni si annoverano le arterie (che portano il sangue dal cuore ai tessuti); le vene (che riportano il sangue al cuore); i capillari (interposti tra arterie e vene).
Capillari
I capillari sono dei piccoli vasi dotati di pareti estremamente sottili che permettono il continuo passaggio, in ambedue le direzioni, di gas, nutrienti e metaboliti. Affinché tali scambi possano avvenire è importante che il torrente ematico li percorra a bassa velocità e che la sua pressione si mantenga entro range piuttosto ristretti. Una delle caratteristiche fondamentali dei capillari è rappresentata dal diametro ridotto (dai 5 ai 10 micrometri; ci sono anche capillari con un diametro che raggiunge i 30 micrometri) sufficiente per il passaggio dei globuli rossi uno alla volta in fila indiana.
Differentemente dalle vene e dalle arterie, le pareti dei capillari non sono costituite da tre tonache, ma da solo uno strato di cellule endoteliali appiattite (tranne che nella parte centrale dove è presente il nucleo) che poggia su una membrana basale disposta superiormente all’endotelio; la parete capillare è, quindi, priva di fibre muscolari, elastiche e fibrose. Questa peculiarità morfologica ha lo scopo di facilitare lo scambio di sostanze con il liquido interstiziale.
D’altra parte, molti capillari sono associati a cellule, dette periciti, che regolano la permeabilità dell’endotelio, opponendosi a tali passaggi; tanto maggiore è il numero di periciti e tanto minore è la permeabilità capillare. I periciti determinano opposizione al passaggio di sostanze attraverso le pareti capillari provocando contrazione delle pareti stesse. Non a caso, dunque, i periciti sono particolarmente abbondanti a livello del sistema nervoso centrale, dove concorrono alla formazione della barriera ematoencefalica.
Arterie e vene
Le arterie e le vene possiedono una parete più spessa di quella dei capillari. Dall'ume del vaso verso l’esterno si riconoscono:
- Tonaca intima: è costituita da un monostrato di cellule endoteliali che sono in contatto diretto con il sangue; da una sottile membrana basale arricchita di collagene di tipo IV alla quale è ancorato l’endotelio; e uno strato sub-endoteliale (o lamina propria) costituito da fibre collagene (principalmente di tipo I e di tipo III), fibre elastiche e sostanza fondamentale, cioè una sostanza gelatinosa composta da acido ialuronico, proteoglicani e glicoproteine.
- Tonaca media: è una lamina di tessuto connettivo (contiene collagene di tipo I e III, proteine varie e proteoglicani) e tessuto muscolare liscio (con una speciale funzione contrattile), che nelle arterie presenta un’elevata percentuale di fibre elastiche, assenti nella parete delle vene. A separare la tonica media dalla tonica intima è la membrana elastica interna. Questa è un sottile strato di fibre elastiche e presenta delle fenestrature che consentono una più facile diffusione delle sostanze nutritive dal lume alla media. La tonaca media delle vene risulta più sottile di quella delle arterie.
- Tonaca avventizia: è una lamina di tessuto connettivo fibroso che contiene fibre elastiche, collagene e fibroblasti. Accoglie i vasa vasorum, cioè dei piccoli vasi che servono a trasportare le sostanze nutritive alla tonaca avventizia, cioè la tonaca più esterna. I vasa vasorum sono essenziali per le arterie più grandi; mentre, la presenza di vasa vasorum non è essenziale per le arterie di piccolo calibro e per le arteriole perché qui la parete è più sottile e, quindi, la tonaca avventizia riceve nutrimenti dal sangue trasportato nel lume dell’arteria stessa.
Nelle vene sono assenti le membrane elastiche interne ed esterne e sono assenti anche i vasa vasorum. Alcune vene, specialmente quelle di maggiore calibro situate nelle gambe, contengono speciali valvole che impediscono il reflusso del sangue e contribuiscono a regolare la corrente sanguigna in senso centripeto (dai tessuti al cuore). Tali valvole sono dette a nido di rondine. Queste valvole funzionano come i battenti di una porta: quando il sangue viene spinto verso il cuore, le valvole sono schiacciate contro la parete venosa, lasciando libero il passaggio; al contrario, se il flusso ematico tende a retrocedere le valvole si gonfiano, addossandosi e chiudendo la vena.
Dal punto di vista funzionale le vene si suddividono in vene di ricezione (di grosso calibro, elastiche e fungono da serbatoio di sangue) e vene di propulsione (riportano il sangue al cuore e sono generalmente di medio calibro).
Quando ricorrere ai vasi sanguigni ingegnerizzati?
Si ricorre all’ingegneria tissutale vascolare quando i vasi sanguigni vengono interessati da difetti che alterano il normale flusso sanguigno, come, ad esempio, nel caso dell’arteriosclerosi: con questo termine si identificano tutte le forme di indurimento, ispessimento e perdita di elasticità della parete delle arterie di piccolo calibro. L’ispessimento delle pareti di queste arterie è dovuto a una proliferazione anomala di alcune cellule della tonaca intima e della tonaca media. L’ispessimento della parete causa il restringimento del lume arteriolare.
Bisogna fare attenzione a non confondere il termine arteriosclerosi con il termine aterosclerosi, che indica la formazione di placche di materiale lipidico, proteico e fibroso nelle arterie muscolari di grande calibro e medio calibro.
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