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Contrariamente le vene hanno oltre ad un diametro quasi uguale a quello delle grandi arterie ( come

ad esempio la vena cave che ha un diametro di 3 cm) ma buona parte dello spessore è dato dalla

parete che riveste i vasi e che nella vena cave è quasi la metà 1,5 cm.

Il sangue nell’uomo è intorno ai 4-5 litri; poiché la quantità di sangue non cambia sia durante la

fase di riposo sia durante una corsa ci deve essere una regolamentazione che permetta al sangue di

circolare o meno più in fretta.

La prima regolamentazione è data dal cuore che comunque regola il flusso di sangue aumentando o

meno ma il battito ma perché il sangue pompato durante una corsa sarà maggiore rispetto a quando

siamo in posizione di riposo ci devono essere delle strutture che accolgono questa maggiore

quantità di sangue altrimenti il sistema scoppia perché è un sistema chiuso. Sono proprio le vene a

svolgere questa funzione di distensione e quindi la possibilità di contenere una maggiore quantità di

sangue rispetto alle arterie che abbiamo detto poiché costituite da tessuto elastico e muscolare

tendono a tornare alla posizione iniziale subito dopo il passaggio del sangue.

La differenza strutturale e quindi funzionale è proprio questa cioè che le vene costituite da fibre più

distendibili ma poco elastiche ciò vuol dire che se aumenta la pressione le vene possono contenere

una maggiore quantità di sangue. Il sistema arterioso non è distendibile per le sue proprietà

strutturale.

Di quei 5 litri la maggior parte di sangue circa 2-3 litri si trovano a livello delle vene e in parte dei

capillari.

L’aorta infatti non può sicuramente aumentare le sue dimensioni, lo può fare soltanto per un

momento, invece la vena cava può aumentare il suo diametro di ben tre volte.

Sezione traversa

La maggiore sezione traversa si avrà a livello periferico e cioè nei capillari e nelle piccole vene e in

una piccola parte a livello delle piccole e medie arterie. La capillarizzazione è il punto di maggiore

sezione trasversa.

Man mano che un tubo si stringe la pressione aumenta insieme alla velocità, questo non è il nostro

caso perché siamo in un caso in cui i vasi si diramano in numerosi piccoli vasi cioè un notevole

aumento del letto capillare. All’aumento del letto capillare corrisponde un aumento della sezione

traversa complessiva.

Pressione

La pressione è costante nell’ambito di oscillazione di un massimo e un minimo. D’altronde la

pressione sanguigna sarà maggiore nelle grandi arterie e diventerà sempre minore procedendo verso

i capillari dove la pressione è quasi uguale a zero. Anche nel sistema venoso la pressione sarà molto

vicina allo zero; e quindi come fa il sangue a tornare al cuore, ossia il ritorno venoso? In un sistema

un fluido si muove per differenza di pressione e quindi si sposta da una zona a maggiore pressione

ad una a minor pressione. La spinta cardiaca ha una data intensità ma questa spinta a livello

capillare è quasi zero. Il ritorno all’atrio destro è aiutato dalla contrazione della muscolatura

scheletrica ma alla base si trova un sistema dipendente dalla pressione che permette di avere una

differenza tale da permettere il ritorno venoso. Questo sistema è dato dal respiratorio

Il ritorno venoso è ostacolato dalla pressione idrostatica che si ha per esempio a livello dei piedi

dove il sangue venoso a questo livello è sovrastato da una colonna di liquido che produce una

pressione idrostatica che spinge ancor di più il sangue verso dietro. La pressione idrostatica perchè i

vari organi si trovano ad altezze diverse.

La pressione

In montagna la concentrazione di ossigeno è minore rispetto a quella normale. Ciò è dovuto al fatto

che le singole particelle sono più lontane fra di loro, si ha quindi una diminuzione degli urti e in

definitiva una diminuzione della pressione. Al livello del mare le particelle sono più vicine fra di

loro perché la colonna d’aria che le sovrasta è maggiore, se si avvicinano aumenta la probabilità di

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urti e quindi anche un aumento di pressione. Non cambia la percentuale d’ossigeno ma è la

pressione parziale dell’ossigeno che dipende dalla legge di Dalton.

Se una grande arterie ha una componente prevalentemente elastica, quella fibra elastica ha come

capacità di ritornare al proprio stadio iniziale se sottoposta a contrazione producendo tensione

passiva, il suo diametro sarà sempre il più piccolo possibile. La tendenza dell’arteria è quella di

premere sul sangue con una data forza, che è la tensione elastica (una forza di ritorno proporzionale

entro certi limiti in base alla legge di Hooke alla lunghezza che raggiunge durante l’allungamento

perché se troppo tesa si rompe proprio come una molla).

L’aorta e le grandi arterie hanno una grande funzione quella di favorire la progressione del sangue

in avanti perché non è che il sangue non ha spinta perché è data dal cuore però ha bisogno di un

minimo di aiuto affinché non venga persa con l’attrito.

La struttura infatti si distende però siccome è elastica tende a subito a tornare alla situazione iniziale

e comprime sul sangue che è arrivato, di contro il tratto successivo si distende mentre il precedente

ritorna allo stato iniziale e il tutto si ripete proprio come una catena.

Se questa parete perde la sua elasticità, l’arteria perde anche la sua capacità di tornare alla forma

originaria e quindi di generare tensione passiva, tutto il sistema viene rallentato cioè la capacità

della parete di spingere in avanti il sangue viene ridotta e quindi una parete meno elastica, come

avviene nell’età avanzata con l’arterosclerosi la parete diviene molto più rigida e quindi diventa

poco distendibile e poi anche se si distende non riesce a ritornare con la stessa velocità allo stato

iniziale generando una minore tensione passiva.

Ma il cuore ha due fasi, anzi tre, la sistole e la diastole. La contrazione cardiaca è variabile in

quanto può variare la sua spinta a seconda della situazione. Dopo il ventricolo sinistro il sangue

viene spinto nell’aorta alla sistole successiva è passata una data quantità di sangue nell’aorta può

essere 70-80 mL ogni sistole (BO) poi si chiude la valvola semilunare e allora che si crea?

Una data quantità di sangue passa poi ci dovrebbe essere un vuoto perché c’è la diastole del cuore e

poi c’è un’altra sistole che mi riapre di nuovo la valvola allora io nel sistema arterioso dovrei avere

una data quantità di sangue per ogni sistole poi un vuoto un’altra quantità di sangue e così via.

Il flusso di sangue dal cuore non è continuo quindi ma è alternato sistole-diastole. Ma il flusso nel

sistema arterioso tende poco dopo a tornare continuo cioè non troviamo se non proprio all’inizio un

flusso alternato dovuto alla vicinanza al cuore, rapidamente quindi sarà la struttura elastica della

parete a permettere il passaggio da un flusso laminare ad uno continuo. Ciò perché il ritorno elastico

tende subito a trasformare quell’intervallo e a renderlo un flusso continuo.

La velocità del sangue è maggiore in un punto della parete cioè il centro; ciò è dovuto al fatto che il

flusso è di tipo laminare cioè che se c’è una spinta da una parte si ha una stratificazione del liquido

in questo caso del sangue che fluisce in tanti cilindri coassiali che si affrontano tra loro. La

stratificazione maggiore o minore si ha in rapporto alla viscosità cioè se l’olio è più viscoso io devo

applicare più forza per permetterne il suo movimento. Mediamente il nostro sangue avrà una sua

viscosità che è circa cinque volte quella dell’acqua. E allora è evidente che il sangue si stratifica in

tanti cilindri coassiali in base alla forza che viene applicata. Il centro avrà quindi velocità maggiore

e il tratto vicino alla parete lo consideriamo quasi a velocità zero perché c’è l’attrito con la parete.

(questo non accade nei capillari perché sono molto piccoli ed infatti ci passa al massimo un

eritrocita alla volta non ci sarà più il passaggio laminare ma ci sarà il passaggio ad uno

ad uno dei globuli rossi ossia di un flusso capillare).

Allora io devo tener conto della forza applicata, della viscosità del sistema, perché mediamente c’è

una data viscosità che però può cambiare. Il cambiamento della viscosità non implica una patologia

ma può cambiare anche a livello fisiologico: se facciamo una gara o andiamo a giocare a pallone e

sudiamo molto si perdono così molti liquidi e la viscosità del sangue di contro aumenta perché

abbiamo eliminato molta acqua quindi per un dato momento, per un dato periodo avremo il sangue

più viscoso ed è un problema. E’ proprio per questo motivo che gli atleti durante una gara devono in

continuazione perché devono equiparare la perdita di liquido perché specialmente nelle gare lunghe

il cuore deve dare una maggiore spinta e deve così affaticarsi di più per la maggiore viscosità del

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flaviael

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (ordinamento U.E. - durata 6 anni) (CASERTA, NAPOLI)
SSD:
Docente: Brizzi G.
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fisiologia e Biofisica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Seconda Università di Napoli SUN - Unina2 o del prof Brizzi G..

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