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vasi sanguigni

Appunti di Biologia della cellula e dei tessuti basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Perroteau dell’università degli Studi di Torino - Unito, facoltà di Scienze matematiche fisiche e naturali. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Biologia della cellula e dei tessuti docente Prof. I. Perroteau

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Possiamo notare che il capillare ha solo più lo strato delle cellule

endoteliali ed è il motivo per il quale a questo punto gli scambi

possono avvenire. Le cellule endoteliali sono delle cellule epiteliali e

producono sempre la lamina basale e dopo troviamo il tessuto

connettivo sulla parte più interna.

L’organizzazione delle cellule endoteliali a livello dei capillari è

importante per capire quanto sono agevolati o meno gli scambi locali,

in effetti esistono più organizzazioni dei capillari. I capillari possono

avere una permeabilità più o meno ampia.

Riconosciamo nelle cellule endoteliali la struttura di organizzazione delle

cellule epiteliali, quindi ritroviamo la possibilità di avere delle forti

interazioni cellule – cellule, di avere la produzione della lamina basale

e di avere un’adesione con la lamina basale sottostante. Queste

cellule epiteliali dei vasi sono di tipo pavimentoso, molto schiacciate e

con una forma fusiforme e sono nello strato più interno, sul lume del

vaso. Rappresentano la barriera tra il sangue circolante e il tessuto

immediatamente al di sotto, partecipano a reazioni importanti per

trattenere i leucociti in caso di infezioni, quindi non hanno solo un

ruolo di formare la parete del vaso, ma anche un ruolo di

comunicazione cellulare. Sono in comunicazione con le cellule

muscolari e questo permette di far variare la dilatazione o la

contrazione dei capillari.

Ci sono 3 categorie che riguardano la permeabilità dello strato

endoteliale:

- Continui: struttura continua dove c’è una adesione cellula – cellula

delle cellule endoteliali che risponde ai criteri pieni delle cellule

epiteliali, in quanto hanno delle giunzioni strette tra di loro e i

processi di scambio e di materiale avviene attraverso i meccanismi

cellulari del trasporto.

- Fenestrati: hanno delle zone in cui la membrana plasmatica della

cellula endoteliale si fonde e forma dei buchi, dei canali di

passaggio, sono cellule bucate.

- Sinusoidi: la zona tra le cellule endoteliali è molto più lassa e quindi

dov’è maggiormente facilitato lo scambio di gas, si perde proprio

l’adesione cellula – cellula.

Li troviamo in alcune tipologie di tessuti e in particolare in tessuti dove è

meglio controllare bene tutti i sistemi di passaggio, ad esempio a

livello del sistema nervoso centrale, in cui i capillari sono continui in

modo tale da formare la barriera ematoencefalica, che è un modo per

proteggere il sistema nervoso che è vascolarizzato. Gli scambi

avvengono ma sono molto controllati, ci sono cellule proprio con

questa funzione di controllo in modo da garantire facilmente il

passaggio tra la circolazione e il sistema nervoso locale presente. È

una protezione rispetto a meccanismi di infezione.

I capillari continui possono presentare dei periciti che sono cellule con un

aspetto contrattile, quindi aiutano a mantenere una certa pressione e

possono essere importanti nei processi di rigenerazione dei vasi. Il

passaggio delle molecole deve transitare attraverso la cellula

endoteliale, cioè c’è la necessità di passare attraverso i meccanismi di

trasporto.

Si può vedere che gli scambi si fanno attraverso meccanismi di

endocitosi e esocitosi.

Permettono degli scambi più aspecifici. Ci sono dei passaggi che sono

dovuti alle fenestrazioni, che sono un avvicinamento delle due parti

della membrana plasmatica della cellula con all’interno delle

vescicole, queste si fondono e formano dei buchi, quindi è la fusione

tra vescicola e membrana plasmatica. La vescicola ha una dimensione

tale per cui riesce a fondersi con la membrana plasmatica su due lati,

quando si è fusa con i due lati forma un buco. Li troviamo in siti

importanti per l’assorbimento dove è maggiormente importante

l’aspetto scambio aspecifico.

Hanno dei passaggi agevolati perché c’è proprio un’interruzione sia della

lamina basale sia della connessione cellula – cellula. È una zona di

passaggio agevolata sia per delle cellule sia per materiale che viene

scambiato. Lo troviamo tipicamente nella milza, nel midollo osseo, nel

fegato.

molto più frammentata con passaggi più ampi.

Vicino alla circolazione sanguigna. Il sistema linfatico comprende sia la

rete degli organi linfatici, sia la rete dei vasi linfatici.

Il ruolo della rete linfatica è quello di contribuire al riassorbimento dei

liquidi dei tessuti periferici e la troviamo associata alla circolazione

sanguigna a livello dei capillari.

Trasportano questi liquidi verso il cuore, ma sono anche importanti per

l’eliminazione di cellule morte che si sono staccate, sono importanti

per eliminare dei microrganismi che hanno invaso il tessuto. Sono in

collegamento con gli organi linfoidi secondari e attraverso questo

trasporto, rientro di questo materiale provoca la risposta immunitaria.

Sono in grado di riportare materiale periferico verso organi linfatici.

Un sistema di vasi linfatici che mettono in comunicazione i noduli

linfatici. Nella circolazione sanguigna abbiamo quello che parte dal

cuore e ha come pompa centrale il cuore, tramite le arterie si arriva

fino ai capillari, la giunzione con le vene e si torna a livello del cuore,

quindi è circolare, mentre la circolazione linfatica è solo dalla periferia

verso il cuore e assomiglia molto di più all’organizzazione e alla

circolazione delle vene. Ritroviamo una struttura molto simile a quella

delle vene e possiedono anch’essi delle valvole. La rete linfatica

collega gli organi linfoidi secondari che vengono stimolati anche dal

contenuto della circolazione linfatica e tutto questo riporta questi

liquidi a livello del cuore, quindi è un rientro dei liquidi verso il cuore.

C’è il dotto linfatico destro e toracico, quest’ultimo va a finire a livello

della vena succlavia. Non c’è un cuore linfatico e il movimento è

dovuto dalla contrazione muscolare e dalla presenza delle valvole.

Associate alle regioni dei capillari e delle vene troviamo la circolazione

linfatica.

La circolazione linfatica prevede dei vasi che sono a fondo cieco, mentre

la circolazione sanguigna sono in collaborazione e assicura questo

flusso circolare. La circolazione dovuta alla rete linfatica è

l’equivalente del ritorno venoso che poi riporta i liquidi a livello del

cuore e quindi a questo punto rientrano nella circolazione sanguigna.

Circa il 10% dei liquidi non rientrano attraverso la circolazione venosa

ma attraverso la circolazione linfatica, quindi aiuta molto a drenare

questi liquidi interstiziali che sono presenti a livello del tessuto

connettivo.

Ci si può confondere nel riconoscimento di una vena e di un vaso

linfatico.

Hanno un fondo cieco, si parte dalla periferia, il senso è quello dei liquidi

che devono tornare verso il cuore. A livello terminale hanno dei

terminali linfatici che sono abbastanza lassi e permettono più

facilmente di poter avere il passaggio e il rientro di molecole

abbastanza grosse, come scarti cellulari e patogeni. Esiste un sottile

strato di muscolatura liscia e hanno anche numerose valvole.

Ci sono i capillari linfatici a livello dei capillari della circolazione

sanguigna e poi dopo passa attraverso i vasi più grossi:

- Vene di raccolta

- Tronchi

- Dotti

I muscoli servono per generare la pressione di rientro, le valvole per

evitare che ci sia il flusso di ritorno. Le variazioni di pressione

muscolare permetto il rientro.

Ci sono i capillari linfatici allo stesso livello dei capillari sanguigni, è

valido sia per la grande e piccola circolazione. Il sistema linfatico

passa attraverso i linfonodi e poi converge con il rientro dei liquidi a

livello della vena succlavia.

Il passaggio attraverso i linfonodi è importante per avere la possibilità di

eliminare il materiale che è rientrato assieme ai liquidi. All’interno

dello stroma reticolare del linfonodo troviamo dei macrofagi che

aiutano questa eliminazione, e poi troviamo molti linfociti. Questo

garantisce una risposta immunitaria qualora ci fossero fenomeni di

infezioni o cellule tumorali. All’interno dei linfonodi i linfociti sono

quelli preponderanti ma dopo alcune attivazioni troviamo anche delle

plasmacellule che producono gli anticorpi. Parallelo alla struttura dei

linfonodi troviamo la vascolarizzazione del linfonodo. In arrivo abbiamo

i liquidi recuperati a livello periferico, contengono anche alcune

molecole, cellule procariotiche, virus, cellule che si sono staccate dal

tessuto e sono potenzialmente pericolose, quindi si attiva un

meccanismo di difesa. Dopo di che il flusso della linfa continua con i

vasi che proseguono e vanno verso i diversi linfonodi fino a

raggiungere dopo la vena succlavia.


PAGINE

44

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14.55 MB

PUBBLICATO

8 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze biologiche
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giadacocchiara di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Biologia della cellula e dei tessuti e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Perroteau Isabelle.

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