Duomo imperiale di Spira
Dedicata a S. Maria e Stefano, il Duomo imperiale di Spira nasce con la pretesa di diventare un duomo imperiale. Realizzato nel 1027-1030 con Corrado II, lo consacra come sepolcreto per la dinastia imperiale. È l'apice della potenza di questa dinastia e fu completato nel 1061 da Enrico IV. Misura 133 metri in lunghezza e 55 metri in larghezza al transetto, con enormi colonne tozze e capitelli cubici.
Cripta e struttura
La cripta, edificata per prima, doveva servire da mausoleo della dinastia imperiale. Presenta uno sviluppo a più navate, configurandosi come un enorme edificio con schema basilicale. Si tratta di una chiesa parallela sotterranea, con volta a crociera e colonne tozze a capitelli cubici, suddivisa in tre navate. L'abside e il transetto formano una croce commissa e le navate laterali sono coperte da volte a crociera.
Il soffitto della navata centrale era inizialmente piatto in legno, ma nel 1060 fu sostituito da un soffitto a volte a crociera su arconi. Questi scaricano il peso su semicolonne addossate tutte uguali, distribuendo i carichi sui muri laterali. Con il passaggio alla volta a crociera in pietra, si sacrificò la reiterazione perfetta dell'elemento pilastro-colonna del modello di acquedotto romano, potenziando le semicolonne e aggiungendo pulvini supplementari.
Caratteristiche e modifiche
Il Duomo è un esempio classico di romanico in cui tutte le sue parti sono unificate in un elemento complessivo: l'arco a tutto sesto viene utilizzato in ogni parte come elemento raccordante. La dinastia salica incrementò la scala di questo edificio, e queste modifiche strutturali favorirono somiglianze rilevanti con il romanico. È dotato di quattro torri e un raddoppiamento dell'elemento turrito, oltre a una cupola su pennacchi.
Tra l'XI e il XII secolo vennero introdotti elementi longobardeggianti (Germania e nord Italia), come archeggiature cieche e loggette sull'abside. Tuttavia, l'edificio ha una storia funesta: distrutto nel 1689, fu rinnovato, borocchizzato e restaurato nel 1960 con un aspetto troppo nuovo. È ispirato alla basilica di Treviri e al romanico lombardo.
Il romanico
La rinascita urbana, borghese dei commerci, demografico e dei mercati rende la chiesa-cattedrale il simbolo della città. Le tecniche costruttive del romanico sono legate a dare stabilità alla volta a crociera, con una forma che coincide con la statica. Le necessità statiche determinano gli stessi linguaggi architettonici.
La copertura con volta a crociera implica l'incrociarsi di due volte a botte a 90 gradi, con diversa distribuzione dei carichi e dimensioni accresciute dei piedritti. Nasce così il pilastro polistilo, composto da diverse colonne, che rappresenta una traduzione plastica della statica dell'edificio. Strutturalmente, questo sistema conferisce importanza alla massa, alle navate laterali (contrafforti per le navate centrali), e alla riduzione delle luci per garantire solidità. Elementi di contrafforti sono posti all'esterno delle pareti per controffortare le navate laterali in corrispondenza delle spinte.
Regionalismi e varianti
Esistono varianti, ma in genere gli edifici romanici sono basilicali con abside a tre o cinque navate dotate di cripta e transetto. Le parcellizzazioni culturali e politiche, con i loro retaggi, rendono il patrimonio romanico caratterizzato da regionalismi. Ad esempio, vi è una spinta verso l'uso di materiali locali, e si può quindi parlare di una tradizione regionale piuttosto che di uno stile generale. Le forze di innervazione transnazionale (impero e monasteri) permettono, tuttavia, una dialettica tra elementi regionali e unificativi.
Situazione italiana
In Italia non esiste un'unica geografia culturale: unificata nel linguaggio solo da Giotto. Il sud è influenzato dall'Islam, la Toscana da Oriente, Firenze e Roma dal classicismo razionalista, mentre il nord (sopra il Po) ha contatti con l'architettura d’oltralpe. Le grandi città italiane sono sotto diverse influenze, e l'Italia dello stivale è un arlecchino di caratteri architettonici differenti. L'imperatore, il papa e i vari stati sono in lotta per il potere, impedendo la formazione di uno stato unitario.
Il protoromanico si era sviluppato in Lombardia già nel IX secolo. Un esempio è la chiesa di San Vincenzo in Prato a Milano, ricostruita nell'XI secolo nelle forme del IX secolo, con lesene che si concludono in loggette ad arcatelle, un motivo decorativo romano. Lo stile protoromanico è ripreso in Renania e nel nord Italia. Milano e Pavia erano i centri del nord Italia tra la fine dell'XI e l'inizio del XII secolo, con uno stile massiccio, uso del laterizio e influenze tedesche e francesi.
Stile e influenza in Italia
In Toscana, i centri sono Pisa, Lucca e Firenze, con uno stile vivace e riconoscibile. Roma e il sud sono meno influenzati dal romanico, che è più influenzato dalla tradizione paleocristiana e dalle influenze arabe.
Basilica di S. Ambrogio a Milano
La basilica di S. Ambrogio a Milano fu capitale dell'impero d’Occidente per un periodo. La Lombardia era stata conquistata dai Longobardi, poi da Carlo Magno nel 744 e da Ottone I nel 961. Tra la fine dell'XI e l'inizio del XII secolo, Milano acquisì un'identità politica autonoma come comune. Ha una fortissima valenza civica: luogo in cui gli imperatori tedeschi venivano incoronati re d’Italia.
Rifacendosi all'architettura romanica sassone/renana, la basilica fu iniziata verso il 1080. È considerata la chiesa madre del romanico lombardo, con una gerarchizzazione degli spazi e composta prevalentemente da materiali come cotto, tipico di questa zona, e pietra da taglio come nella facciata. La pianta basilicale riprende una chiesa del IV secolo, non presenta un transetto e ha una cupola ottagona inserita su trombe. Il quadriportico, elemento paleocristiano, risale al 1098 e si trova davanti alla facciata.
La basilica ha tre navate: la navata centrale è egemonica con due navate laterali. Vi è un'alternanza dei sostegni e un irrobustimento dei pilastri. In corrispondenza dei pilastri vi sono contraffortature all'esterno che confermano una scansione ritmica di pilastri maggiori.
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Proprietà articolo 42
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Form 42 Area Pedagogica
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Appunti Letteratura italiana contemporanea, 42 pagine
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12 - Costituzione economica, articoli 41, 42 e 43 e regionalismo