Costituzione economica
È indicata dagli articoli 41 (iniziativa economica), 42 (proprietà privata) e 43 (razionalizzazione). Esiste anche una costituzione mista: via di mezzo tra un'economia lasciata al mercato liberale e guidata anche dallo Stato.
Articolo 41
Il legislatore (indipendentemente da Governo e Parlamento) può porre dei limiti in caso di contrasto all'utilità sociale e alla sicurezza. Per tale motivo è stata istituita l'autorità Antitrust, ovvero limitare la fusione di più imprese e avvantaggiare lo sviluppo di una concorrenza corretta.
Articolo 42
Inizialmente, per la violazione della proprietà privata si riceveva un indennizzo minimo, ora è risarcito l'intero valore del bene.
Articolo 43
Afferma che può essere utilizzata l'espropriazione delle imprese allo Stato (questo perché si ha uno Stato-Imprenditore); tale principio fu utilizzato una volta per un settore elettrico.
Con la nascita della Comunità Economica Europea cambia la concezione del mercato: si vuole infatti creare un mercato comune, grazie a:
- Affermazione della libera circolazione di merce, persone e capitali.
- Impossibilità di aiuto alle imprese da parte dello Stato.
- Affermazione di regole antitrust per evitare monopolio o oligopolio.
A partire dagli anni '90 però si inizia a liberalizzare l'economia e a privatizzare gli enti dello Stato (come le banche).
Il regionalismo
È un concetto introdotto dalla Costituzione del 1948 che prevede uno Stato Regionale ovvero la presenza di Regioni con autonomie proprie: autonomia legislativa, amministrativa e finanziaria. L'art.5 afferma che la Repubblica è una e indivisibile: ciò significa che nessuna regione può staccarsi dallo Stato. Lo Stato infatti riconosce le autonomie locali.
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Principi fondamentali articoli 1-12
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Cittadinanza e i primi 12 articoli della Costituzione italiana
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12 tavole
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12 Locomozione