BIODIVERSITA’ ED ECOLOGIA DEL BENTHOS
Il benthos è costituito dal complesso di organismi vegetali ed animali che hanno rapporti più o
meno stretti con il fondale marino. L’insieme dei fondali marini in cui vive il benthos è
denominato DOMINIO o COMPARTO BENTONICO. Si distingue una componente vegetale,
FITOBENTHOS (autotrofo), da una componente animale ZOOBENTHOS (eterotrofo).
DIFFERENZA TRA PLANCTON E BENTHOS:
L’esistenza di un substrato conferisce al sistema bentonico un grado di stabilità e persistenza
temporale superiore rispetto al comparto planctonico.
Il dominio bentonico si distingue da quello pelagico grazie a 3 caratteristiche:
Scala temporale: i processi di rinnovamento (turnover) sono più lenti ed i cicli vitali degli
• organismi più lunghi, ci sono: specie annuali, efemerali ( annuali facoltative), pluriennali
o perenni.
Ruolo della storia: ogni struttura è il risultato di processi sui quali hanno influito
• avvenimenti storici: molti organismi bentonici registrano la loro storia (es: conchiglie…) e
con alcune strutture influiscono sulla storia di atri organismi.
Bilancio energetico: benthos come sistema deficitario in termini energetici. Questo
• deficit è dovuto al fatto che nella maggior parte dei fondali marini non arriva una
radiazione luminosa sufficiente da permettere agli organismi di compiere la fotosintesi e
quindi la produzione primaria, ma viene sfruttata una produzione alloctona, dipende
quindi da altri sistemi con un tasso elevato di turnover. Sono comuni i fenomeni di
accumulo di sostanze nutrituve e detrito.
CLASSIFICAZIONE DEL BENTHOS PER TAGLIA
MEGABENTHOS: benthos visibile ad occhio nudo
MACROBHENTOS: organismi > 0,35mm
MEIOBENTHOS: metazoi < 0,5mm
MICROBENTHOS: organismi unicellulari (batteri, protozoi, diatomee)= nanobenthos + batteri
(picobenthos)
VIRIOBATTERI: organismi adulti > 0,5 mm
organismi giovani< 0,5mm
La taglia degli organismi bentonici può variare da quella di microscopici virus ad alcuni metri. La
componente fotoautotrofa viene studiata mediante il microbenthos, mentre la componente
animale viene inclusa nella meiofauna o meiobenthos. Le abbondanze degli organismi
aumentano esponenzialmente al diminuire della taglia. I valori di abbondanza sono correlati
anche a valori di biomassa delle diverse componenti bentoniche, le quali aumentano
esponenzialmente al diminuire della taglia dimensionale. Esiste anche una relazione inversa tra
la taglia e l’abbondanza. In ambienti poco profondi dominano in termini di biomassa complessiva
la megafauna e la macrofauna, man mano che si scende in profondità le componenti della
meiofauna e dei procarioti diventano prevalenti, per poi avere negli ambienti abissali la
dominanza completa dei procarioti.
FEMTOBENTHOS (o viriobenthos): è costituito da tutti i virus che possono essere estratti
1. dal sedimento marino o dagli organismi che vivono all’interno di esso. (I virus sono delle
entità biologiche di piccolissime dimensioni, incapaci di vivere o riprodursi al di fuori
delle cellule ospiti, in quanto mancano di attività metabolica e funzioni biosintetiche.
Ogni virus contiene uno dei due acidi nucleici che può essere sia a singola elica che a
doppia elica. Il genoma virale è circondato da un rivestimento proteico detto capside,
costituito da identità ripetute identiche, capsomeri, poi da una matrice proteica ed
infine da un rivestimento lipidico-glicoproteico, pericapside. Questa struttura permette
al virus di penetrare correttamente all’interno dell’ospite. Inoltre alcuni virus presentano
anche delle strutture accessorie come la coda, le fibre della coda e la piastra basale,
utili per il riconoscimento e l’iniezione dell’acido all’interno dell’ospite. Infine i virus
presentano diverse strategie di replicazione: il ciclo litico prevede che il virus infetti una
cellula, si replica e poi viene rilasciato all’esterno causando la morte dell’ospite; mentre
nel ciclo lisogenico, i virus temperati infettano la cellula e il DNA virale viene integrato
nel genoma dell’sopite. I due genomi si replicano insieme fino a che entrano in gioco
alcuni fattori che inducono il ciclo litico).
I virus marini contengono principalmente DNA, le cui dimensioni variano tra i 20 e 200
nm, ma la maggior parte ha dimensioni comprese tra 30 e 60 nm.
I virus rappresentano le entità biologiche più abbondanti negli oceani, la loro abbondanza
è direttamente proporzionale all’abbondanza degli organismi che vengono infettati.
Rappresentano anche la maggior causa di mortalità degli organismi marini, dal momento
che sono in grado di influenzare l’intero funzionamento della biosfera. Gli ospiti
principali dei virus sono i procarioti. La lisi virale determina la trasformazione di
biomassa in detrito organico il quale viene poi riutilizzato dalla comunità microbica.
Questo cortocircuito virale determina un incremento della respirazione e un decremento
del trasferimento di carbonio ai più alti livelli trofici. ( La LISOGENIA è la strategia più
utilizzata per la propagazione virale quando le condizioni per la crescita e la replicazione
dei virus non sono favorevoli). L’abbondanza virale totale è di circa 10 virus, ma
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all’interno di ogni ecosistema questa può variare nello spazio e nel tempo. Generalmente
aumenta con la produttività del sistema e decresce con l’aumentare della profondità e
dagli ambienti costieri verso il mare aperto. Nessun gene è universale nei virus e la
maggior parte dei virus non si origina dalla colonna d’acqua.
DIFFERENTI TIPOLOGIE DI VIRUS MARINI:
•
-i FAGI CON LA CODA: sono predominanti con concentrazioni in alcuni casi superiori al 90%
dell’intera totalità dei virus
All’interno di ogni ecosistema l’abbondanza virale può variare nello spazio e nel tempo,
• sottoposta a fattori biotici e abiotici. In particolare molti studi hanno riportato una
stretta relazione tra l’abbondanza virale e procariotica sia nei sistemi pelagici che
bentonici
FATTORI CHE INFLUENZANO L’ABBONDANZA DEI VIRUS BENTONICI:
•
L’abbondanza virale è generalmente correlata alla produzione procariotica, suggerendo
che lo stato metabolico dell’ospite può giocare un ruolo importante nelle dinamiche
virali. Altri fattori che possono influenzare indirettamente l’abbondanza virale sono ad
esempio la concentrazione di nutrienti e il carico organico dei sedimenti. I sedimenti
marini, sono potenzialmente l’ambiente ideale per la proliferazione virale dato che
presentano:
alte concentrazioni di materia organica
1. batteriche più alte rispetto a quelle presenti nella colonna d’acqua
2.abbondanze
probabilità d’incontro virus-ospite
3.maggior
INFEZIONE VIRALE:
•
Ogni secondo nell’oceano avvengono 10^23 infezioni virali e ogni giorno i virus abbattono
il 20% della biomassa. Gli ospiti principali dei virus sono i procarioti, la loro mortalità
dovuta all’infezione virale varia dal 10% al 40%, ma può raggiungere fino al 100%.
INFEZIONI DI ALGHE:
•
Esperimenti hanno mostrato che la produzione primaria diminuiva suggerendo che i virus
possono causare perdite significative di fitoplancton, in particolar modo durante le
fioriture.
PICOBENTHOS: include tutti gli organismi viventi procarioti e eucarioti di taglia
2. compresa tra 20 e 200 nm (0,2-2.0um).Include sia Eucarioti (con nucleo), sia Procarioti
(organismi unicellulari senza membrana nucleare) Viene identificato come la componente
più abbondante dei microrganismi (insieme ai virus), caratterizzati da un’estrema
variabilità. I procarioti bentonici sono la componente microbica dominante e vengono
classificati in due grandi domini cellulari ARCHEA e BATTERI, c’è poi un terzo gruppo
Eukarya (eucarioti). I procarioti costituiscono la componente maggiore in termini di
abbondanza e biomassa, tra cui i cianobatteri ( ruolo fondamentale nella produzione
primaria, fissazione dell’azoto atmosferico e nel compattamento del sedimento). Lo
studio della componente microbica ha seguito un approccio autoecologico (focalizzato sui
singoli taxa procariotici e sulle specifiche reazioni metaboliche ad essi associati) ed un
approccio sinecologico (unità batteriche come unità funzionali). I procarioti non sono
distribuiti in maniera omogenea, ma al contrario mostrano una distribuzione spaziale
altamente eterogenea, definita a chiazze. Questa distribuzione è controllata da
differenti fattori tra cui la concentrazione di ossigeno (la quale definisce la differenza tra
zona ossica, dove l’ossigeno viene utilizzato come agente ossidante, e anossica, in cui si
utilizzano altri ossidanti disponibili), il disturbo fisico, disponibilità di substrati e la
pressione predatoria. Si distinguono procarioti:
CLASSIFICAZIONE BATTERI MARINI:
MORFOLOGIA: cocchi,spirilli, bacilli, vibrioni
• COMPARTO: planctonici: liberi o associati a particelle/ aggregati
• bentonici: adesi al sedimento
Fotoautotrofi: ottengono energia dalla luce solare, per la sintesi di materia
• organica ( cianobatteri)
Chemioautotrofi: ottengono energia da reazioni chimiche, in particolare
• dall’ossidazione di composti ridotti e composti inorganici;
Eterotrofi: necessitano di composti organici.
• simbionti (organismi che vivono obbligatoriamente un rapporto con altri organismi
• viventi e non per forza traggono reciproco vantaggio della vita in comune)
epibionti (che vive sulla superficie di un altro organismo)
• patogeni/non patogeni
•
IL MICROBIAL LOOP (= CIRCUITO MICROBICO)
•
Il circuito microbico è una modificazione del concetto di catena trofica classica dove i batteri
eterotrofi rivestono un ruolo chiave nel funzionamento degli ecosistemi marini. Il circuito
microbico è un “pathway” trofico attraverso cui la materia organica disciolta (DOM) viene re-
introdotta nella catena alimentare del pascolo attraverso la sua trasformazione in biomassa
batterica.
Decomposizione della materia organica
• I batteri producono un ampio pool enzimatico
• Qualsiasi sostanza biologica è suscettibile di degradazione microbica
(soprattutto in condizioni aerobie: la degradazione è più veloce)
Non tutte le sostanze sono decomposte alla stessa velocità • proteine - lipidi -
zuccheri: v
• cellulosa - lignina - chitina (polimeri più complessi): v
Solamente molecole < 500/1000 dalton possono attraversare la membrana
cellulare
Per poter utilizzare anche le molecole di dimensioni maggiori, i batteri pr
3. NANOBENTHOS: tutti gli organismi di taglia compresa tra 200 e 2000 nm (2-20um), sia
autotrofi, eterotrofi o mixotrofi (sia produttori primari che consumatori di materia
organica, a seconda delle ocndizioni ambientali ed ecologiche) . In colonna d’acqua 10^2-
10^4 cellule in L^-1 (protisti)
La componente numericamente dominante è rappresentata dai nanoflagellati (= protozoo
che si muove indipendentemente e deve svolgere tutte le funzioni di un organismo
unicellulare con una dimensione di pochi micron; vivono nelle fessure interstiziali ed
anche minuscoli ambienti come questi appaiono diversificati agli occhi di questi
organismi di piccole dimensioni).Questi organismi (protisti) percepiscono l’ambiente
come un mosaico sia spaziale che temporale. Comprendono forme unicellulari talora
associate in colonie. Si distinguono:
Alghe unicellulari microscopiche,
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Ecosistemi biodiversità e conservazione (Parte 4 di Ecologia)
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4. Meccanica dei sistemi
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4° esonero anatomia
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4 Spazio vs Società