Spazio vs. società
Sono coprodotti, due aspetti della stessa cosa! Non chiaramente distinguibili.
Una premessa: differenza e posizionalità
Ognuno di noi è unico e, contemporaneamente, condivide caratteristiche sociali, cioè ha molte identità. Essere biondo o moro non è particolarmente rilevante dal punto di vista sociale. Luogo di nascita, colore della pelle, nazionalità ecc. sono socialmente rilevanti.
Vocabolario sociale ➔ Alcune caratteristiche condivise hanno scarse conseguenze sul mio benessere e/o accesso alle risorse sociali (posizioni sociali diverse). Numerose caratteristiche sono invece rilevanti per le nostre condizioni di vita.
Processi complessi: ognuno di noi ha molte affiliazioni (ruoli in società) la cui rilevanza varia in differenti luoghi ed epoche: non sono processi naturali, ma il prodotto di posizioni di potere e risorse (materiali e simboliche) contese e manipolate. Es. Scuola pubblica! idea di livellare le posizioni di potere almeno in partenza.
Prendono forma nello spazio, che condiziona/influenza i fenomeni sociali (relazioni).
3 discorsi
- Dalla società allo spazio: si basa sull’idea che lo spazio rifletta delle qualità sociali che preesistono allo spazio. È facile stabilire dove finisce, ad esempio, la città dei ricchi e quella dei poveri: mappatura della differenza di reddito. Es. Rio de Janeiro: grattacieli / favelas.
Società spazio! Configurazioni spaziali come riflesso più o meno diretto delle differenze sociali. Es. differenze di reddito in termini spaziali. Persone ricche possono permettersi di pagare costi superiori (affitto • acquisto casa). Il costo delle case varia sensibilmente nello spazio • Chi se lo può permettere vive in ambienti migliori e/o meglio serviti • Le persone ricche si concentrano in “spazi separati” • La differenza sociale è “mappata” nello spazio • Elementi di complessità rendono questo schema non lineare. Esempi: discriminazioni, genere, sessualità, disabilità possono influenzare profondamente la scelta residenziale.
Tuttavia, lo schema logico non cambia: l’ipotesi rimane che le divisioni sociali hanno sempre una qualche espressione spaziale. Radici teoriche: lo “spatial turn” della sociologia alla fine del 19° secolo (George Simmel e la Scuola di Chicago).
Mentre molti processi sociali sono invisibili, i processi geografici sono quasi tutti visibili, bastano l’osservazione e la misurazione. Spatial sociology: Robert Park: “La società esibisce, in uno dei suoi...
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