Estratto del documento

Cronologia: divisa in 3 grandi fasi

Periodo dei sette re (753 a.C. - 509 a.C.)

- Fondazione di Roma (influenza degli Etruschi)

- Numa Pompilio fa realizzare diversi templi (Giano)

- Tarquinio Prisco fa realizzare il Foro, Tempio di Giove Capitolino, Circo Massimo, Cloaca Massima

- 509: cacciata di Tarquinio il Superbo, ultimo re di Roma, fine del predominio etrusco e forma di governo repubblicana

Periodo della repubblica (509 a.C. - 30 a.C.)

- 264 a.C., con sconfitta Etruschi, predominio in Italia

- 264 - 133 a.C., guerre puniche, Roma maggiore potenza del bacino mediterraneo e conquista Grecia

- Intensa attività edilizia: Porticus Aemilia, Ottavia, Basiliche, ponti, acquedotti (Aqua Marcia, Aqua Tepula)

- 133-29 a.C., periodo di espansione in Gallia, Spagna, Germania, Britannia, Africa e Vicino Oriente

- 80 a.C., realizzazione del Tabularium, Templi di Palestrina

- 55 a.C. Teatro di Pompeo (il primo in muratura)

- 48-44: dittatura di Cesare e successiva rivalità tra Ottaviano e Antonio

- 46 a.C. Foro di Cesare e basilica Giulia

Periodo dell'impero (30 a.C. - 476 d.C.)

- 29 a.C. - 14 d.C., Ottaviano Augusto viene nominato Imperatore

- Arco di Augusto, Teatro di Marcello, Ara Pacis Augustae, Foro di Augusto

- 14-68: imperatori della casa Giulio-Claudia: Tiberio, Caligola, Claudio, Nerone

- Acquedotto Claudio, Domus Aurea Neronis

- 69-96: imperatori della casa Flavia: Vespasiano (69-79), Tito (79-81), Domiziano (81-96)

- Anfiteatro Flavio (70-80), Arco di Tito

- 96-138: imperatori per adozione Nerva, Traiano (98-117), Adriano (117-138)

- Foro di Nerva, Colonna Traiana, Foro di Traiano, Pantheon, Tempio di Venere e Roma, Villa di Adriano a Tivoli e Mausoleo di Adriano

- 193-235: età dei Severi, Caracalla (211-217) > Terme

- 284-305 Diocleziano riforma l’Impero e lo divide in 4 parti (Diocleziano a Nicomedia, Galerio a Sirmio, Massimiano a Milano, Costanzo Cloro a Treviri)

- Palazzo di Diocleziano a Spalato

- 312 vittoria di Costantino su Massenzio a Ponte Milvio

- 312-337 Costantino Imperatore > capitale a Costantinopoli

- 313 editto di Milano (Costantino)

- 380 editto di Tessalonica (Teodosio)

- 365-375 Valentiniano e Valente dividono l’Impero in due parti, Milano e Costantinopoli

- 403 Onorio sposta la capitale d’occidente da Milano a Ravenna

- 410 Alarico, re dei Visigoti, saccheggia Roma

- 476 Odoacre, re degli Eruli, sconfigge ultimo imperatore, Romolo Augustolo, e fine dell’Impero romano d’Occidente.

Architettura di età repubblicana

Roma era in contatto con il mondo etrusco-italico e mediterraneo già dalle prime fasi (VIII-VII sec), progressive conquiste (a.C.): 474 Etruschi cacciati da Cuma, 272 presa di Taranto, 212 conquista Siracusa, 199 invasione Macedonia, 86 conquista di Atene (Silla).

Tra II secolo e I si diffonde cultura ellenistica, oltre a quella di eredità italica.

Urbanistica

Le scelte urbanistiche di età repubblicana differiscono da quelle ellenistiche: mentre le poleis erano centri di coordinamento del proprio territorio, nel sistema romano l’Urbe è il centro cardine, che riceve ed emana e si configura come un sistema viario di collegamento con le “colonie” (cittadini romani che si trasferiscono in centri già esistenti) o in nuove fondazioni.

Inoltre, se entrambe le civiltà adottavano uno schema ortogonale, per Roma era importante il punto di intersezione formato tra asse verticale (cardo) e asse orizzontale (decumano) con (centro rappresentativo e ufficiale) o complesso templare – il foro a Roma mancava per l'eccessiva topografia.

Principali edifici costruiti

  • Porticus Aemilia (193 a.C.): Voluto da Marco Emilio Lepido, in più navate con volte a botte.
  • Porticus Octavia (168 a.C.): Voluto da Cneo Ottavio, porticato a doppia navata.
  • Porticus Metelli (poi Porticus Octaviae) (146-143 a.C.): Voluto da Quinto Cecilio Metello, grande spazio rettangolare circondato da porticati con muri chiusi verso l’esterno, con due accessi gradinati su due lati e all’interno due templi:
    • Uno prostilo esastilo e con profondo pronao.
    • L'altro periptero con cella allungata.

Foro Romano

Già dal IV sec. aveva importanza simbolica e politica; l'elemento cardine era l'edificio rettangolare, a tre navate, a uno o più livelli, destinato a più funzioni:

  • Tribunal: il (sopraelevato con terminazione a esedra) per attività giudiziarie, grande spazio destinato al pubblico ritrovo dei cittadini.
  • Tabernae: a volte le (botteghe) sul lato lungo.

Nel Foro Romano, nel 179 a.C., fu realizzata la Basilica Emilia, lunga circa 100m, con una grande aula (70x29m) divisa in navate da colonne e con numerose botteghe esterne, su due livelli con portico (vedi le stoai ateniesi).

Complesso di Pompeo, nel Campo Marzio

Ha un'eccezionale rilevanza per questa fase con un quadriportico e un teatro stabile, con una cavea costruita in elevato (55 a.C.) - primo caso.

Pompeo fece realizzare il teatro al centro della città (oggi la zona il Campo dei Fiori); non più solo ludico ma ha anche un significato religioso.

Foro di Cesare

Nei pressi del Foro Romano ed situato ai piedi del colle Capitolino – dopo l'edificazione del Foro Romano tutti i personaggi di rilievo vollero il loro foro lì accanto.

Grande piazza di forma rettangolare allungata (160x65m) con portici e, sul versante verso la collina, un certo numero di tabernae ma per attività politiche.

Il tutto era dominato da un grande tempio addossato alle pendici del colle (Tempio a Venere Genitrice), il cui asse costituiva l'asse di tutta la composizione e ne determinava quindi la direzionalità (ora verticale, prima orizzontale).

Era un tempio di matrice italica: alto podio e peristasi su tre lati. L'accesso avveniva attraverso due rampe ai lati della cella, che aveva all’esterno semipilastri addossati e all’interno colonne libere e una terminazione ad abside semicircolare per il simulacro della dea.

Tabularium (78 a.C.)

Importantissima opera pubblica: era l'archivio dello stato. Ambienti disimpegnati da gallerie con copertura a volta. Soluzione della facciata con arco inquadrato da ordine (fondamentale per il linguaggio della romanità e poi del Rinascimento, in cui possiamo riconoscere Brunelleschi e Alberti).

Templi

In genere erano rialzati su un alto podio, cui si accedeva con una scalinata frontale (veduta preferenziale lungo l’asse compositivo, a differenza dei greci che prevedevano una processione perimetrale).

Realizzati in tufo stuccato e non in marmo (ci somiglia molto, di solito costruivano le colonne visibili – pars antica - in marmo e le altre – pars postica - ci somigliavano solo).

Avevano un profondo pronao a colonne (pars antica), anteposto alle celle e, a volte, una parte posteriore (pars postica).

Distacco del tempio dalla piazza o dall'area di appartenenza. Spesso era pseudoperiptero > peristasi virtuale in quanto le colonne del pronao diventano semicolonne addossate ai muri della cella.

Tempio di Portunus al Foro Boario (seconda metà del II secolo)

Esempio ben conservato di pseudoperiptero di età repubblicana. Tetrastilo, su alto podio preceduto da scalinata, ampio naos, ordine ionico con colonne libere in marmo e altre in muratura stuccata (non casuale: corinzio rimanda alla cultura, ionico all'eleganza e alla femminilità).

Templi circolari

Di eredità ellenistica anche i templi circolari. Tempio rotondo al Foro Boario con peristasi di colonne. Copertura a tetto conico ribassato (vedi le tholoi greche).

120, 110 a.C. le colonne della peristasi sono in marmo pentelico (importate) di ordine corinzio.

Santuari laziali

Complesso dei santuari realizzati tra II e I secolo. In comune avevano:

  • Temenos recintato e parzialmente porticato.
  • Talvolta un bosco sacro.
  • Un altare.
  • Un tempio.
  • Cavea tipo teatro.
  • Erano disposti su terrazzamenti (es. complesso di Giunone a Gabii, di Giove Anxur a Terracina, di Ercole a Tivoli e di Fortuna primigenia a Palestrina).

Santuario di Fortuna primigenia, Palestrina (II sec a.C.)

Situato lungo il fianco di una collina → livelli di terrazzamento ottenuti con lo spianamento della roccia e con costruzioni murarie. Dal basso, due rampe frontali inclinate danno accesso alla prima terrazza e da qui alla terrazza superiore mediante una ripida scalinata centrale; qui c'è una stretta terrazza con struttura a semicolonne e fornici e un'ampia terrazza rettangolare con porticati su due lati. Emiciclo della cavea centrale, tholos.

Architettura di età imperiale

Ottaviano (29 a.C. - 14 d.C.)

Ottaviano Augusto viene nominato Imperatore (Arco di Augusto, Teatro di Marcello, Ara Pacis Augustae, Foro di Augusto). In età imperiale si sviluppa il tipo architettonico dell’arco onorario, eretto per commemorare i trionfi militari e che si richiama anche a tradizioni etrusche.

Archi trionfali: Lo schema dell’arco trionfale presenta uno o più passaggi (fornici) coperti da una volta a botte, fiancheggiati da massicce strutture di sostegno (piloni) e sormontati da un attico - primi esempi già nel II sec a.C. (Foro Boario e Foro Romano) inserito nelle mura urbane.

Con Augusto, la tipologia diffusa si può riscontrare nelle seguenti città; a volte isolato, spesso costituiva l'accesso ad un foro, ad un circo o ad un recinto sacro (alcune volte costruito all'incrocio di due strade → es. Leptis Magna, II sec d.C. con volta a crociera).

Rimini (27 a.C.)

La porta orientale della città fu sostituita da un arco commemorativo, il primo di questo tipo dedicato dal Senato ad Augusto per aver promosso la sistemazione della Via Flaminia sino a quella città.

Punto di arrivo e di accesso alla città di Rimini: il materiale annuncia una volontà monumentale – blocchi di pietra d'Istria. Fondato su piattaforme di calcestruzzo e inserito tra due torri quadrate. Arco a unica apertura inquadrato in entrambi i fronti a semicolonne scanalate di ordine corinzio, ciascuna poggiante su un proprio piedistallo. Trabeazione continua e timpano regolare. L'apertura ad arco si chiama archivolto (l'architrave rettilinea).

Aosta

L'arco contemporaneo alla fondazione della colonia da parte di Augusto, uno degli accessi alla città. Un unico e largo fornice, ampio archivolto poggiato su brevi paraste (non più lesene) e inquadrato tra coppie di semicolonne corinzie. Anche qui caratterizzazione in metope e triglifi. Alto podio. Diversamente dal caso precedente c'è la scelta di un materiale locale (puddinga) e il raddoppiamento dell'ordine → cambia il significato.

Susa

Arco più elegante di quello di Aosta, rivestito in marmo bianco di Foresto. Un unico codice come prima e sostenuto da pilastri. Dagli angoli dei piloni si distaccano per ¾ colonne corinzie. Fregio in cui si mostra la vittoria di Augusto e il suo patto con Segusii, carattere anche civile. Problema compositivo cruciale: due elementi verticali differenti, uno per sostenere l'archivolto e uno per gli angoli del corpo pieno e a sostegno della trabeazione.

Teatro di Marcello

Non temendo rivolte di ordine pubblico, fece completare il Teatro nel Campo Marzio (vicino ai portici di Ottavia e di Metello), dedicato al nipote Marcello. Prima abbiamo visto quello di Pompeo, sono vicinissimi e hanno lo stesso impianto: orchestra e cavea perfettamente semicircolari, frontescena decorato da columnatio, dietro al corpo scenico c'è un portico parallelo. Finito nel 10 a.C. Frontescena più complesso e area porticata connessa, area ludica e non comprende solo il teatro.

Vi era l'ansa del Tevere a ridosso → impossibilità del quadriportico. Rimasto perché fu usato come fortezza medioevale e poi residenza di famiglie nobili (anche altri edifici sono resistiti per questi motivi). Sistema statico che contrasta la spinte della cavea semicircolare, retta da strutture sopraelevate: volte inclinate o rampanti in calcestruzzo su setti radiali, realizzati in parte in opus quadratum e in parte in mattoni, fondati su opus caementicium adagiata su platea in palificata.

Due deambulatori esterni sovrapposti, con l'aggiunta di un portico di coronamento, servivano a cingere la cavea ripartita in tre maeniana (due in pietra e uno in legno). I deambulatori esterni, interamente in travertino, riportano i due ordini sovrapposti: semicolonne incorporate tuscaniche senza base sotto e ioniche con basi nel livello superiore.

I deambulatori sovrapposti esterni sono voltati: unione tra sistema e necessità distributive e controspinta alle sollecitazioni delle gradinate – il deambulatorio del livello inferiore ha una volta a botte continua anulare, mentre al primo piano ci sono singole botti radiali con forze contrapposte a quelle della cavea (contrafforti).

Inquadramento dell'arco nel sistema di ordine e la sovrapposizione degli ordini raggiunge qui compiutezza e diventerà modello per l'Impero.

Ara Pacis Augustae

1. Espressione di pace e stabilità dopo la pace tra Ottaviano e Antonio e la sua sconfitta ad Azio (ricordati la Pax Augustea)

2. Per commemorare il suo ritorno dalla Spagna e dalla Gallia, che aveva pacificato

3. Decisione del Senato del 4 luglio 13 a.C di realizzare un’“ara” per la Pax Augustea

4. Realizzazione dell'Ara come consenso di una collettività politica. Realizzata lungo il percorso della Via Lata, vicina ad altri edifici augustei e consacrata il 30 gennaio 9 a.C.

Il monumento attuale stato ricostruito negli anni '30 dopo una campagna di scavo nell'area. È composta da due parti distinte: mensa per i sacrifici, posta su un crepidoma di 3 gradini con forma a recinto esterno, quasi quadrato e con due ampie porzioni.

Anteprima
Vedrai una selezione di 4 pagine su 13
3 Architettura Romana Pag. 1 3 Architettura Romana Pag. 2
Anteprima di 4 pagg. su 13.
Scarica il documento per vederlo tutto.
3 Architettura Romana Pag. 6
Anteprima di 4 pagg. su 13.
Scarica il documento per vederlo tutto.
3 Architettura Romana Pag. 11
1 su 13
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Ingegneria civile e Architettura ICAR/18 Storia dell'architettura

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher martina_b96 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'architettura 1 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano o del prof Iacobone Damiano.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community