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Metodi di inseminazione

Inseminazione o monta naturale in libertà

La disposizione del liquido seminale avviene per opera del maschio direttamente nelle vie genitali femminili. Negli allevamenti bradi o semibradi o a stabulazione libera, il maschio vive libero con un gruppo di femmine e le insemina quando vanno in calore.

Vantaggi

  • Elevata % di non ritorni di calore
  • Individuazione più precisa del calore

Svantaggi

  • Contemporaneo calore di più femmine
  • Diffusione delle malattie
  • Utilizzazione di un n° elevato di maschi
  • Difficoltà attribuzione paternità

Inseminazione o monta naturale alla mano

La deposizione del liquido seminale avviene per opera del maschio direttamente nelle vie genitali femminili sotto controllo dell’uomo. Negli allevamenti stabulati o semibradi, è l’operatore che individua la femmina in calore e la porta dal maschio; l’accoppiamento può avvenire con la femmina libera o bloccata nel travaglio.

Vantaggi

  • Maggiore controllo sanitario
  • Migliore utilizzazione del maschio

Svantaggi

  • Aumento dei ritorni di calore
  • Difficoltà nella rilevazione dei calori

Inseminazione artificiale o strumentale

La disposizione del liquido seminale avviene per opera dell’uomo che, dopo averlo raccolto e trattato, lo deposita nelle vie genitali della femmina. Negli allevamenti stabulati o semibradi, è l’operatore che individua la femmina in calore e depone, con mezzi artificiali, il liquido seminale nelle vie genitali.

Vantaggi

  • Maggiore controllo dello stato sanitario
  • Migliore utilizzazione dei maschi di alto valore genetico
  • Superamento delle incompatibilità psicologiche, fisiche, età
  • Maggiore facilità d’incrocio
  • Rapidità controllo valore genetico
  • Disponibilità spazio temporale del seme
  • Previsione del parto

Svantaggi

  • Aumento ritorno in calore
  • Diminuzione variabilità genetica (rischio consanguineità)
  • Elevati oneri finanziari: personale tecnico specializzato, materiale, strutture specializzate

Servizio naturale

Inseminazione naturale: Deposizione di sperma da un maschio nel tratto riproduttivo di una femmina ricettiva in condizioni normali e l'ambiente.

Inseminazione artificiale

Inseminazione artificiale: Posizionamento di sperma con mezzi non naturali nel tratto riproduttivo di una femmina ricettiva.

Metodi di rilevamento estrus

Ispezione visuale per 30 minuti, mattina e sera, in piedi da montare (lordosi), montaggio di altre vacche, gonfie vulva, muco. AM / PM regola per bovini:

  • Tempo universalmente accettato per l'inseminazione
  • Le mucche rilevate in estro del mattino sono inseminate quello stesso pomeriggio, quelle che si trovano in estro nel pomeriggio vengono inseminate la mattina successiva.

Breve storia della fecondazione artificiale (FA)

Nel 1779 l'abate Lazzaro Spallanzani, dell'Ateneo Pavese, riuscì per primo a fecondare artificialmente i mammiferi fertilizzando una cagna ed ottenendo da essa cuccioli vivi e normali. Nei secoli successivi altri studiosi replicarono questi risultati positivi.

Nel 1897-1900 Ivanov, dell'Università di Pietroburgo, diede forma scientifica e sperimentale allo studio di Fecondazione Artificiale negli animali. Negli anni successivi tali applicazioni vennero svolte con successo da Antonio Pirocchi, dell'Università di Milano sui bovini, da Giuseppe Amantea (1914 - prima vagina artificiale), dell'Università di Roma sui cani ed da Giulio Gallici ed Edoardo Postiglione sui cavalli.

Storia della FA nel 20° secolo

Nel 1935 il professor Telesforo Bonadonna progettò, organizzò e realizzò un lungo viaggio in Unione Sovietica dove esplorò, intervistò, verificò e registrò ogni elemento di novità sulla Fecondazione Artificiale in specie diverse. Qui consolidò i propri convincimenti e maturò un'esperienza unica e irripetibile, che condizionò tutta la sua vita di ricercatore di riproduzione animale.

Al suo rientro fu organizzata a Milano, il 30 novembre di quell’anno, la 1° Conferenza sui problemi della Fecondazione Artificiale e il Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste costituì uno speciale Comitato per il coordinamento degli studi su questo argomento e Bonadonna svolse il ruolo di segretario. Bonadonna fondò poi a Milano nel 1937 l'Istituto per la Fecondazione Artificiale degli Animali, che fu intitolato a Lazzaro Spallanzani in occasione del 150° anniversario della grande scoperta dell’abate.

Al primo Centro di Fecondazione Artificiale, dotato di un locale chiuso e riscaldato presso l'azienda del Cravino a Pavia, fece seguito nel 1939 la creazione dell'Istituto per la Fecondazione Artificiale degli Animali "Lazzaro Spallanzani” aggregato alla Stazione Sperimentale Zooprofilattica di Milano. L’Istituto divenne poi Ente Morale con Regio Decreto nel 1941 con la denominazione di “Istituto Sperimentale Lazzaro Spallanzani” ed attualmente è tra i più importanti centri di ricerca zootecnica a livello nazionale ed internazionale.

Perché si è diffusa la FA e la produzione di materiale seminale?

  • Perché con la selezione si sono individuati “tori di alta genealogia” e “tori miglioratori/peggioratori” e la FA ha rappresentato lo strumento per la diffusione/fissazione di specifici genotipi++ /geni++ nella popolazione.
  • La FA consente di massimizzare la raccolta del seme nei centri.
  • Ottimizzare il numero di dosi prodotte/eiaculato.
  • Monitorare al meglio la fertilità.

Prima di procedere alla FA/IA

Occorre conoscere: il volume dell’eiaculato, la sua concentrazione e la composizione del plasma seminale che variano molto nelle diverse specie. La produzione di seme è influenzata da molteplici fattori:

  • Caratteristiche individuali del riproduttore
  • Razza: la produzione di sptz post-pubertà è minore in tori Angus e Hereford rispetto a quelli di razza Charolaise e Holstein
  • Età: il torello non viene mai sottoposto a prelievo di seme prima dei 12 mesi di età
  • Pubertà funzionale = 1a eiaculazione con almeno 50 x 106 sptz e 10% motilità progressiva, massima produzione a 2-3-4 anni di età (quando le prove di progenie durano almeno 4-5 anni, quindi si congela il seme)

Fattori esterni

  • Stagione/mese di prelievo: la stagione estiva ha effetti negativi sulla qualità del seme; gli effetti delle alte temperature perdurano per 8-10 settimane con criticità nei mesi di luglio-agosto-settembre. 34°C di temperatura ambiente per 8h riducono il numero di sptz, riducono la motilità, aumentano anomalie morfologiche e criticità nella qualità del seme raccolto in luglio-agosto-settembre.
  • Frequenza dei prelievi: intervalli troppo brevi tra i giorni di raccolta (ogni 1-2 gg) danno volumi di eiaculato inferiori e concentrazione ottimale: 2 raccolte/settimana; nel giorno del prelievo si eseguono 2 raccolte.
  • Operatore: influenzano la qualità del seme; esperienza e indole, condizioni di sicurezza dell’operatore e dell’animale, addestramento del maschio al manichino/monta.
  • Ambiente di raccolta (sala prelievo): condiziona la sicurezza delle operazioni di raccolta: pavimentazione, transenne, box specifici, separazione degli ambienti.
  • Metodo di raccolta (diverso con la specie): condiziona la qualità del seme: igiene del prepuzio (lavaggio), numero di false monte, temperatura ambiente, tipi di supporti (manichini) per il salto, tipi di strumenti per la raccolta del seme, temperatura strumento di raccolta, tipologia di provette per la raccolta (protetta/riscaldata), uso di strumentazioni varie “usa e getta”.

Analisi dopo la raccolta del seme

Subito dopo la raccolta del seme vengono effettuate le analisi che possiamo suddividere in:

  • Macroscopiche (o “valutazione a finestra”)
  • Microscopiche/funzionali

L’esame macroscopico si effettua senza l’ausilio di alcuna strumentazione ed è volto alla rilevazione di tutti quei parametri giudicabili ad occhio nudo, come:

  • Volume: varia con la specie, l’età del soggetto, la stagione e il regime di raccolta.
  • Colore: da bianco traslucido a bianco-grigio a bianco-crema; può essere giallastro per la presenza di pigmenti come le xantine, normalmente assunte dall’animale con la dieta giornaliera. Sono da escludere dalla lavorazione seme con colorazioni verdastre (presenza di pus, e quindi indice di patologie latenti) e rosate (presenza di sangue e quindi indice di lesioni recenti a carico dell’apparato genitale del donatore).
  • Consistenza: da latteo-acquoso a latteo-denso a latteo-cremoso a cremoso, varia in rapporto alla concentrazione di cellule spermatiche rispetto al volume di liquido testicolare, epididimario e al secreto delle ghiandole accessorie.
  • Odore: pressoché inodore.

Gli esami microscopico/funzionali invece si effettuano utilizzando strumentazioni più o meno sofisticate: microscopio a basso ingrandimento (100X) con tavolino riscaldato e con vetrini riscaldati per valutare la motilità di massa: una goccia di circa 50 µl a forma di virgola, senza coprioggetto.

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Scienze agrarie e veterinarie AGR/17 Zootecnica generale e miglioramento genetico

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher met94 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Zootecnica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Politecnica delle Marche - Ancona o del prof Pasquini Marina.
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