Appunti storia dell'arte moderna e contemporanea
Cinquecento: caratteri storici generali
Secolo di lotte e contese, gli stati perdono la loro indipendenza a causa dell'invasione francese. Ciò nonostante i tre centri con maggiori influenze artistiche rimangono: Firenze, Milano e Roma.
Firenze divenne il centro propulsore delle novità artistiche, grazie alla presenza in città di Michelangelo, Raffaello e Leonardo Da Vinci.
Milano ebbe un notevole impulso nelle arti grazie a Bramante e Leonardo.
Roma fu la vera capitale artistica cinquecentesca, sia grazie alle forti personalità dei papi che si succedettero, che per le opere grandiose di Michelangelo, Raffaello e Bramante.
La maniera moderna secondo Vasari
Con Maniera Moderna s'intende un intenso periodo culturale e artistico del Rinascimento maturo che si esaurì nei primi decenni del Cinquecento. È Giorgio Vasari, architetto, pittore e storico dell'arte, a coniare per la prima volta questo termine.
Vasari pubblicò la prima vera storia dell'arte italiana: Vite de' più eccellenti architetti, scultori e pittori da Cimabue sino a' tempi nostri. Qui l'arte italiana è suddivisa in tre parti corrispondenti a tre età, dove ogni era corrisponde a una maniera, ovvero uno stile artistico.
Nell'opera Vasari affronta un continuo progresso delle arti che parte da Cimabue fino a Michelangelo, definendolo il “divino”, l'insuperabile in tutti i campi e unico artista ancora vivente inserito nelle Vite.
La Maniera Moderna inizia con Leonardo Da Vinci, con le sue opere egli mostra i limiti degli artisti da lui preceduti. Protagonisti di questo periodo sono anche Bramante, Raffaello e Michelangelo, per l'appunto. Finita questa età per Vasari inizia il declino artistico.
Il manierismo
La Maniera Moderna sfocia nel Manierismo, una corrente artistica con radici italiane, che inizio nel 1520 per finire in epoca Barocca. Il manierismo è formato da artisti che non prendono più come modello la natura ma decidono di ispirarsi esclusivamente alla maniera dei tre grandi maestri (Leonardo, Michelangelo e Raffaello).
Caratteristiche di tali opere sono:
- Ossessiva ricercatezza formale
- Raffinatezza e eleganza
- Composizioni artificiose
- Uso della luce per sottolineare espressioni e movimenti (a volte irreali)
- Varietà di sguardi, espressioni e pose
- Uso del drappeggio
- Uso di colori per vesti insolite
Bramante
1444 → Nasce vicino a Urbino
- Fino al 1476 → Rimane ad Urbino - Si specializza nella prospettiva
- Data non sicura - Viaggio in area veneta e emiliana, propensione antiquaria - data dall'influenza di Mantegna
- 1478 → Trasferimento a Milano - Amicizia con Leonardo da Vinci
- 1482-1486 - Costruzione della chiesa di Santa Maria presso san Satiro
- 1490 - Dipinge il Cristo alla colonna
- 1492-1498 - Tribuna quadrata absidata per Santa Maria delle Grazie
- 1499 → Trasferimento a Roma
- 1500-1504 - Chiostro del convento di Santa Maria della Pace
- 1502-1508 - Tempietto di San Pietro in Montorio
- 1503 → Architetto pontefice - Sistemazione del palazzo e del Cortile del Belvedere - Costruzione della nuova basilica di San Pietro
- 1514 → Muore a Roma
Primo architetto del Rinascimento maturo, ispirandosi direttamente agli antichi. Lo scopo di Bramante era quello di creare edifici monumentali, non solo nelle dimensioni ma anche nella concezione.
Bramante a Milano
Con Leonardo, a Milano, introducono il rinnovamento artistico rinascimentale della città.
Costruzione della chiesa di Santa Maria in San Satiro
Le fonti d'ispirazione della chiesa furono Brunelleschi e soprattutto Alberti. La cupola è il primo esempio di calotta emisferica del Rinascimento dopo quella classica del Pantheon.
Bramante dovette realizzare una pianta a T a causa del ristretto spazio a disposizione. Per risolvere la problematica dell'abside mancante, Bramante realizzò una geniale illusione ottica: un finto coro dato da nicchie in prospettiva. Questa era la prima volta che la prospettiva diventa il mezzo per creare uno spazio virtuale. L'antico saccello preesistente fu inglobato con la chiesa e uniformato esternamente.
Cristo in colonna, dipinto su tavola
Chiaro esempio delle capacità pittoriche, oltre che di quelle architettoniche di Bramante, è il dipinto “Cristo in colonna”. Ispirandosi agli studi fatti dell'uso della luce fiamminga e agli studi paesaggistici e anatomici leonardeschi, crea una figura reale nel corpo e nell'espressività. La stessa carnagione molto bianca né è strumento di espressività.
Bramante a Roma
Bramante a Roma divenne l'architetto del nuovo pontefice Giulio II, incarnandone il sogno del papa di riportare Roma con il ruolo di capitale delle arti e della cultura.
Il progetto per la basilica di San Pietro a Roma
Giulio II decise di demolire definitivamente la basilica paleocristiana di San Pietro e di costruire ex novo l'edificio. Questo compito fu affidato a Bramante, il quale pensò a una pianta centrale a croce greca iscritta da un quadrato, cui bracci erano tra loro raccordati da cappelle e sacelli, sopra i quali si dovevano innalzare i campanili.
Il progetto di Bramante incarnava l'idea di armonia universale dell'Umanesimo, dove gli spazi si moltipicavano e i sottili giochi di luce e ombra.
Questo progetto però, oltre a richiedere moltissimo denaro, creava non poco subbuglio all'interno del clero: fedeli e clero avrebbero dovuto disporsi all'interno della chiesa nello stesso spazio, e non come da tradizione in posizioni distinti e separate. Bramante morì agli inizi dei lavori e la cappella passò di mano in mano, fino alla sua completa realizzazione con la cupola di Michelangelo.
Leonardo da Vinci
1452 Nasce a Vinci, Firenze
- 1464-1474 - Formazione presso la bottega fiorentina di Verrocchio (compagno di Botticelli). Finita la formazione continua a collaborare con il maestro.
- 1473-74 - L'Annunciazione, primo dipinto su tavola
- 1475-80 - Il Battesimo di Cristo, dipinto insieme a Verrocchio
- 1481 - Adorazione dei Magi, opera incompiuta
- 1482 → trasferimento a Milano - Diventa ingegnere militare e l'artista principale della corte sforzesca
- 1483-86 - Vergine delle rocce
- 1485-88 - Commissionato il monumento equestre di Francesco Sforza
- 1489-90 - La dama con l'ermellino
- 1494-98 - L'ultima cena
- 1499-1503 → Viaggia tra Mantova, Venezia e Roma
- 1503 → Ritorno a Firenze - Il cartone con Sant'Anna, la Vergine, il Bambino e san Giovannino - La Gioconda
- 1515 - Battaglia di Anghiari, affresco nella sala del Gran Consiglio, Palazzo vecchio
- 1506-1513 → Ritorno a Milano
- 1513-1514 → Si trasferisce a Roma
- 1516 → Si trasferisce in Francia
- 1519 → Muore in Francia
Leonardo da Vinci è considerato il genio per eccellenza del Rinascimento. Riconoscibile per la sua inesauribile sete di sapere in tutti i campi, che lo portò a capire quanto in realtà è l'esperienza l'unica vera strada per conoscere la realtà. Per Leonardo la pittura è scienza, perché richiede esattezza e veridicità, ma di più immediata comprensione.
L'Annunciazione
Uno dei primi dipinti di Leonardo: a destra la Vergine è seduta presso un leggio; a sinistra è rappresentato l'arcangelo Gabriele nell'atto di salutare Maria.
L'opera rivela ancora alcune incertezze data dall'inesperienza di Leonardo (come il leggio posto troppo lontano che fa sì che il braccio della vergine sia sproporzionato), ma sono già presenti le novità stilistiche introdotte dall'artista: la dolcezza e la serenità dei visi (simili a quelli di Botticelli) e l'attenzione alla natura (in primo piano uno stupendo prato fiorito e in secondo bellissimi alberi) riprodotta con grande veridicità. Il senso di lontananza è dato dalla prospettiva aerea usata.
Monumento equestre di Francesco Sforza
Commissionato dal padre di Francesco Sforza, il progetto di Leonardo si concentrava perlopiù sulla figura del cavallo, il quale grazie alla sua potente muscolatura, esprimeva forza e movimento. In questi progetti il cavallo viene disegnato rampante in uno scatto dinamico, quasi volesse sfidare la legge di gravità.
Il cavaliere sopra l'animale incitava alla battaglia con in mano una spada, mentre sotto il cavallo un fante morente. Grazie a questa commissione Leonardo si dedicò a studi riguardanti la statica, gli stampi e le macchine necessarie per la fusione. Nel 1493 in occasione delle nozze della figlia di Francesco Sforza, Leonardo mostrò il modello in cotto (alto più di sette metri), il quale andrà distrutto durante l'invasione francese.
La dama con l'ermellino
Nel dipinto è raffigurata la bellissima e giovanissima Cecilia Gallerani, amante di Ludovico il Moro (duca di Milano) secondo un tipico schema del '400: busto a sx e testa a dx. La donna e l'ermellino guardano tutte e due dalla stessa parte, come se richiamati da una voce o da un rumore.
Il dipinto al suo interno ha una serie di simbologie: l'ermellino simbolo di purezza per il suo colore, era anche il simbolo dell'Ordine cui apparteneva il Moro, e il suo nome in greco richiama il cognome della donna.
L'opera è molto semplice, lo sfondo scuro, Cecilia illuminata da una luce proveniente da destra che evidenzia la dolcezza del viso. L'abbigliamento curatissimo ma non sfarzoso per la quasi totale assenza di gioielli, tipici dell'epoca. Lo sguardo è pacato ma attento, che rivela la raffinatezza e l'intelligenza della dama, così come lo è quello dell'animale. Il sorriso della donna emana grazia e delicatezza. Leonardo nei suoi dipinti preferiva far percepire le sensazioni piuttosto che renderle esplicite.
La Vergine delle Rocce
Pannello centrale del polittico dell'altare della chiesa di San Francesco Grande. Leonardo realizzò due versioni, la prima fu rifiutata a causa della sua scarsa comprensione, e per questo Leonardo iniziò una seconda versione, eseguita quasi completamente dalla sua bottega.
La prima versione
La scena si svolge all'interno di una grotta buia, aperta in fondo su un paesaggio roccioso e selvaggio. La scena è tratta dai Vangeli apocrifi: l'incontro di San Giovannino e Gesù. L'ambientazione non è una novità, mentre lo sono: la totale fusione dei personaggi con la natura, la realizzazione di una precisa condizione atmosferica (aria umida e nebbia sul fondo) quasi palpabile resa tramite la prospettiva aerea e lo sfumato, e gli atteggiamenti del corpo.
Le figure sono disposte a piramide, e fra loro sono concatenate da una rete di gesti e sguardi creando una sorta di schema circolare dove: inizia da San Giovannino e dalla destra di Maria, procede verso la sua mano sinistra e si richiude su San Giovannino attraverso lo sguardo di Gesù e viceversa.
La seconda versione
La seconda versione venne concepita da Leonardo in chiave più monumentale ma eseguita con tecnica meno raffinata. Gesù, a differenza di quella precedente, si riesce a distinguere e gli si da in questa opera maggiore importanza.
L'Ultima Cena
Il convento domenicano milanese di Santa Maria delle Grazie a Bramante la ristrutturazione architettonica e a Leonardo la decorazione della parete settentrionale del refettorio. Il dipinto non può essere definito un affresco in quanto è stato lavorato a secco; questo portò negli anni avvenire il disgregarsi dell'opera e i ripetuti interventi di restauro.
L'Ultima Cena era un tema ricorrente nel '400. Per tradizione l'iconografia vedeva protagonista la scena dell'Eucarestia di Cristo con Giuda isolato e San Giovanni con la testa appoggiata sul petto di Cristo. Leonardo sconvolge tale iconografia e rappresenta l'annunciazione del tradimento di Giuda (“in verità, in verità vi dico: uno mi tradirà”). Questa scelta gli permette di creare una scena ricca di diverse reazioni di tutti gli apostoli (stupore, disapprovazione, angoscia, sdegno e in ultimo vergogna-Giuda), rendendo la composizione più ricca e interessante. Alla costruzione prospettica contribuì la presenza di Bramante: l'architettura dipinta continua quella reale del refettorio. La tridimensionalità è data dai cassettoni del soffitto, dagli arazzi, dall'uso del chiaroscuro e della luce, che penetra dal fondo e valorizza Cristo.
L'anatomia delle figure risulta perfetta, più grande rispetto al normale per venire incontro allo spettatore. Figura più emblematica Giuda → non è isolato ma verosimilmente insieme agli altri.
La Gioconda
La Gioconda, moglie di un certo mercante fiorentino del Giocondo, è il quadro più conosciuto ed emblematico di Leonardo. Leonardo non lo consegnò mai al committente e se lo portò sempre con sé. Unico mezzo busto che comprende le mani di Lisa, ma soprattutto la donna inserita nel paesaggio, creando un tutt'uno con l'opera. Tutto in quest'opera è movimento: il paesaggio immobile sullo sfondo e che si fa vivo in primo piano con il fiume, e la dama apparentemente immobile ma il cui corpo effettua una morbida torsione. Il celebre sorriso e l'espressione che varia dai punti di osservazione rivelano la visione di Leonardo della vita: i sentimenti umani mutano continuamente e non sono possibili da fissare. Tutta l'opera è stata realizzata con il celebre sfumato.
Michelangelo
1475 → Nasce ad Arezzo
- 1488 → Lascia gli studi umanistici per lavorare presso la bottega di Ghirlandaio presto abbandonata
- 1491-1492 - La Zuffa dei Centauri, prima opera di Michelangelo
- 1494 → Viaggi a Firenze e Bologna
- 1496 → Trasferimento a Roma - La pietà, scultura marmorea
- 1499 → Ritorno a Firenze
- 1501 - David, scultura marmorea
- 1503 - Statue dei dodici apostoli per il Duomo di Firenze - Tondo Pitti e Tondo Taddei, bassorilievi
- 1504 - Battaglia di Cascina, olio su tavola - Tondo Doni, olio su tavola
- 1505 → Trasferimento a Roma
- 1508-1512 - Volta della Cappella Sistina
- 1513 - Tomba di Giulio II
- 1516 → Ritorno a Firenze
- 1520 - Cappella medicea Sagrestia Nuova
- 1524 - Biblioteca laurenziana
- 1534 → Ritorno a Roma
- Opere architettoniche e urbanistiche: sistemazione area del colle Campidoglio con il Palazzo Nuovo
- 1536-41 - Il Giudizio Universale, Palazzi Vaticani, Cappella Sistina
- 1542-1545 - Decorazione Cappella Paolina
- 1546-1549 - Facciata del Palazzo Farnese
- 1546 - Architetto capo della fabbrica di San Pietro
- 1564 → Muore a Roma
Michelangelo viene definito come l'artista solitario che cerca di affermare la propria autonomia creativa, non circondandosi mai di una vera e propria bottega. Vasari considera la sua arte il vertice della Maniera Moderna. La vera ispirazione per lui, derivava dal mondo interiore della figura umana.
La Pietà, scultura in marmo
Appena arrivato a Roma, a Michelangelo venne commissionata la Pietà, per volere cardinalizio. Soggetto a lui molto caro, la scultura rappresenta la Madonna giovane che regge sulle ginocchia il figlio morto. La struttura ha uno schema piramidale, dove la Vergine è l'asse verticale, mentre Gesù quello orizzontale, uniti da un panneggio di forte impatto. La scultura ebbe un grande successo grazie alla perfetta levigatura del marmo e per la profonda umanità e malinconia data alle figure.
Tomba di Giulio II, scultura in marmo
Alla morta del Papa Giulio II gli eredi chiesero a Michelangelo la realizzazione del suo monumento funebre. Le varie statue volevano significare la liberazione dell'animo dai vincoli terreni. Michelangelo iniziò a scolpire due Schiavi e il Mosè, la figura principale del monumento. Egli è possente, con testa severa che si volge di scatto, le braccia nervose che trattengono la barba e le tavole dei Dieci comandamenti. Il panneggio rievoca grande maestosità.
A causa degli impegni dati dal nuovo pontefice, Michelangelo non poté finire di occuparsi dell'opera che la affidò ai suoi allievi (tra cui Raffaello). Il monumento venne quindi sistemato a muro e completato con le rimanenti statue.
Il David, scultura in marmo
Opera fortemente innovativa dando alla statua, non più un significato religioso, ma un senso politico. L'artista decide di rappresentare il David nell'intento di scagliare la pietra, è in procinto di compiere l'azione, tutti sanno che lo farà, così come tutti sanno che in caso di attacco la difesa della repubblica fiorentina sarà valorosa. La nudità del giovane eroe vuole rimandare a segni di forza e ira. Magnifica è la rappresentazione del volto: l'espressione è di massima concentrazione in vista dell'azione da compiere. Il braccio sinistro prepara la fionda e nel...
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