Potere e spazio nel Mediterraneo preistorico
Anche una civiltà complessa come quella del mondo egiziano può rientrare negli schemi di carattere generale. Esiste un conflitto che forse non avete ancora ben percepito tra gli storici e gli antropologi. Questo conflitto è un conflitto tra particolare e universale. Gli antropologi cercano le norme di comportamento universale, gli storici si occupano del caso particolare. È come dire: "Un conto è chi si occupa dell'adolescente e un conto è chi si occupa della persona singola". Chi si occupa dell'adolescente tenderà a evidenziare grandi fasi, grandi tappe, problemi comuni fondamentali, chi poi avrà a che fare con la persona singola dirà esattamente che non è così... Chi ha ragione? Chi cerca di trovare le caratteristiche generali o chi cerca di individuare invece le caratteristiche particolari? In qualche modo hanno ragione entrambi, nel senso che ci sono delle gabbie altrimenti non capiamo le situazioni differenti. Poi, all'interno di queste gabbie, quando tu hai i documenti puoi vedere che il modo in cui si configura è di particolare interesse. Però le gabbie sono utili, sono strumenti utili perché sono queste gabbie che ti consentono di mettere sullo stesso piano a comprendere in maniera unitaria la società castellucciana e la civiltà di Ebla, perché altrimenti sono come due realtà completamente diverse. Quella la affrontiamo col sistema antropologico, l'altra la affrontiamo col sistema storico e non riusciamo a metterle assieme.
Non so se questo problema è chiaro o ancora no perché può darsi che voi non abbiate ancora maturato la percezione del contrasto, il dilemma, fra queste due cose... Quando per esempio hanno cercato di applicare le categorie antropologiche alla Grecia è successo il finimondo perché filologi e storici hanno affermato che i greci non potevano essere trattati con le categorie antropologiche. Certo, è chiaro che di fronte a uno schema generale, poi hai i testi come quelli di Platone, in cui c'è poi tra l'altro una personalità di eccezionale levatura, apparentemente ti riesce difficile mettere dentro tutto quanto, però molti miti greci sono stati comunque interpretati alla luce del rapporto tra sessi, della paura freudiana nei confronti della donna. Per cui il fatto che moltissimi miti trattino la donna come un elemento pericoloso, la madre greci dei figli, la donna che uccide il fratello, e così via riconduce a una categoria antropologica. È chiaro che esiste una spaccatura come se il mondo fosse diviso in società che si studiano storicamente e società che si studiano preistoricamente. L'unico modo di unirle è un approccio per grandi livelli che poi dica "non possiamo dire che Ebla appartiene al tipo di Stato patrimoniale, al tipo di Stato sociale". Ora nello specifico suo Ebla abbiamo tantissimo, sul modo Miceneo abbiamo molto di meno... quindi da un lato avete il regno del generale in cui non si possono identificare cause specifiche, dall'altro il mondo del particolare dove conoscete pure che il Wizir fu nominato nonostante fossero gelosi gli altri... sappiatevi bilanciare fra queste due realtà, quando io dico da società di Thapsos probabilmente si organizza secondo entità territoriali e quindi applico i poligoni di Thiessen per esempio dell'altra volta non tengo presente il fatto che possono succedere casi in cui singole persone o singole situazioni, questo si sposa con l'altro, mi sballano completamente la situazione... ecco, sapersi bilanciare fra questi due poli.
Classificazione della società
Allora la volta successiva vi ho portato un tipo di classificazione della società che si basa proprio su questo aspetto di carattere antropologico: tribù, banda, chiefdom. Questo tipo di spiegazioni rimane comunque un'astrazione, il problema è che è tipo di classificazione scegliamo... Inizialmente avevo deciso di non darvi la classificazione di Marx non perché io sia antimarxista ma per il semplice fatto che risulta essere una classificazione superata perché basata sulle cognizioni che erano in voga nel 1850, prima delle grandi scoperte dell'archeologia orientale, della decifrazione dei testi ittiti, quindi non aveva conoscenza di questi discorsi. Però lo ritengo opportuno sia perché è basato su un altro principio, cioè non tanto rapporti di parentela per esempio quanto rapporti di produzione, sia perché alcuni dei termini: modo di produzione asiatica d'esempio voi li ritrovate sistematicamente. Allora tanto vale che ve li dica sempre tenendo presente una cosa: è stato scritto nel 1858 Critica dell'economia politica, di fatto i testi furono messi un po' al bando e ovviamente non era uno degli autori più letti dell'Occidente ed è entrato in circolazione dopo la seconda guerra mondiale ed è stata la base dell'archeologia marxista e sovietica che invece al contrario l'applicò in maniera sistematica, Marx di che cosa parla: si basa su una concezione di tipo conflittuale, cioè la storia deriva dalla contrapposizione fra elementi diversi che è di matrice hegeliana, come Hegel, tesi, antitesi, sintesi, è una continua contrapposizione di elementi solo che nel caso particolare di Marx questi elementi sono appunto i gruppi, le classi sociali... quindi è sostanzialmente non funzionalista mentre i funzionalisti cosa dicono? Nella società i vari elementi che armonizzano per permettere la, lo sviluppo della società stessa, Marx dice: "nella società c'è una contrapposizione" che cosa significa concretamente?
Significa che per Marx e la religione è uno strumento da parte di una classe per dominarne un'altra, per i funzionalisti la religione è un elemento di coesione, quindi sostanzialmente ha una funzione positiva che consente di poter portare avanti da società, quindi già un'interpretazione completamente differente. Per Marx il palazzo è una forma di oppressione, per i funzionalisti il palazzo è una forma di accumulo collettivo di beni da utilizzare in caso di carestia, c'è quindi questa articolazione della suddivisione del rapporto fra classi e basa la sua classificazione sul modo di produzione, cioè diversifica dalle tecniche di produzione, tecniche di produzione significa: che strumenti hanno per coltivare la terra? Hanno l'aratro o non ce l'hanno, hanno il trattore o non ce l'hanno, conoscono il ferro oppure no, quelle sono tecniche... modi di produzione riguarda invece il rapporto della proprietà, cioè chi è che fisicamente possiede il terreno da arare? Chi possiede gli strumenti per lavorare che ovviamente determinano situazioni differenti. Allora lui parla, pensa che all'origine vi sia stato uno stadio primitivo comunitario, quindi tutti in comune possedevano beni, gli animali d'esempio, siamo praticamente al livello di banda, dopo di che, si crea un secondo stadio in cui invece avviene una differenziazione in classe, nella quale possibile distinguere almeno tre modi diversi di produzione:
- Modo di produzione asiatico
- Modo di produzione classico
- Modo di produzione germanico
Il modo di produzione asiatico lui lo derivava sostanzialmente dai racconti, ovviamente non conosceva le tavolette di Ebla, le tavolette in lineare B, quelle di atti,... lo conosceva dai racconti dei greci, quindi per lui il modo di produzione asiatico è un modo di produzione in cui c'è una persona che è il sovrano o il faraone che possiede tutto quanto e che controlla tutto quanto, quindi l'idea di un controllo persuasivo tramite la burocrazia, tramite i funzionari, soldati e così via di tutte quante le attività, non esiste proprietà privata, c'è tutto quanto posseduto dallo Stato che assegna le terre ai contadini da coltivare le può tranquillamente togliere non esiste nessun altra fonte di controllo, poi distingue il modo di produzione classico che è quello relativo alle città greche a quelle dell'impero romano che è basato sulla manodopera schiavile, perché non ci sono gli schiavi nel modo di produzione asiatico, perché di fatti non ci sono padroni, nel senso che c'è soltanto il potere politico, mentre invece nel modo di produzione della città greca c'è la manodopera schiavile, manodopera schiavile ovviamente consente la produzione di enormi quantità di lavoro gratis, a costo zero quasi, c'è però anche la nascita della città come luogo della specializzazione ed è quindi la contrapposizione tra città con i cittadini e la campagna, come l'esistenza ovviamente della proprietà privata e di una distinzione in classe operata sulla base della ricchezza, il modo di produzione germanico e lui deriva ancora una volta dalle fonti latine e sostanzialmente dalla descrizione di Tacito, il possesso della terra è comunitario e a rotazione, ogni anno il possesso cambia di famiglia in famiglia, poi si passa agli stadi successivi cioè al modo di produzione feudale siamo già con l'articolazione in gerarchia, ora ci torneremo, e poi alla fine il modo di produzione borghese, con la società industriale che sono appunto quelle che esistono nel capitale, ma a noi non interessano.
Bene, abbiamo visto quindi due modelli, Marx, Service... introduco ora un altro concetto, qui non abbiamo a che fare tanto con modelli della società, quanto con modelli del tipo di economia, quello di Polany... Polany è un economista di origine ungherese che però è attivo negli Stati Uniti, scrive intorno agli anni 50, fondatore di una scuola che continua tuttora, Polany che cosa fa, critica in qualche modo l'approccio marxista, che dice che il possesso della ricchezza, il mercato è sempre stato alla base di tutto quanto dicendola e esistono due tipi di economie, l'economia formalista e l'economia sostantivista... Nell'economia formalista, l'economia è, il mondo del valore economico dell'oggetto, è staccato dalla società: è qualcosa di autonomo che deriva direttamente ed esclusivamente dalla legge della domanda e dell'offerta, quindi dal mercato, mercato inteso sia come luogo concreto dove fisicamente le persone vanno, sia come luogo virtuale come il nostro Wall Street, nell'economia invece sostantivista il valore dell'oggetto è dato dalla sua reale utilità per la società, quindi l'economia non è qualcosa di staccato ma è invece qualcosa di incastrato, inserito all'interno di valori sociali... Quindi mentre nell'economia formalista io posso fare il gioco compro, vendo, faccio, dico ecc. quindi mi baso sostanzialmente sul nulla continuamente sfruttando le leggi di mercato, questo è impensabile nel mondo antico perché nel mondo antico non esisteva l'idea che tu mercante potessi fare profitto per il profitto, sostanzialmente l'economia della città greca è l'economia che tende a dire io ho bisogno di questo commercio per ottenere quello di cui ho bisogno... quindi esistono rapporti di valore stabile fra le varie cose, noi non possiamo applicare le città di Atene di Corinto, il problema vale soprattutto per il mondo greco, non possiamo applicare le leggi di mercato come invece vengono applicate nel mondo moderno, per cui quando all'inizio del 900 si diceva la politica espansionistica di Corinto, Corinto che occupa i mercati, poi viene sostituita da Atene, è un tipo di concetto sbagliato, per gli ateniesi io non mercanteggiavo per conquistare mercati per avere ancora più ricchezza, ma mercanteggiavo perché ho bisogno del grano che scarseggiava da Atene basta, una volta ottenuto il denaro di cui necessitavo chiuso, l'economia era la capacità di mantenere lo Stato ottimale. Inoltre Polany distingue tre tipi di rapporti commerciali ed economici che sono la reciprocità, la redistribuzione e il mercato.
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2 Lez Prof La Rosa Poliochni
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3 Lez Prof Militello Ittiti egizi micenei
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4 Lez Prof Militello Cipro
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Lez. 2 politica economica