Potere e spazio nel Mediterraneo preistorico
Introduzione all'area Egea
Spostiamoci ora nell'ambito Egeo per vedere i periodi più o meno contemporanei. Parleremo di Poliochni, Koukonisi e Mirna, ma soprattutto di Poliochni; si tratta di tre località turche sul lato meridionale. A me interessa soprattutto Poliochni, non soltanto perché fu scavata da una missione italiana a partire dagli anni trenta dalla scuola archeologica italiana di Atene e sotto la direzione di Alessandro Della Seta. In questo sito fu trovata una vera e propria città, diremmo oggi, con un impianto urbano abbastanza complesso in certi periodi.
Strutture e colori a Poliochni
Vi prego adesso di guardare l'altra tavola in cui, in una scala effettivamente molto modesta, vedete indicate in nero le strutture che si riferiscono ai diversi momenti. Vedete che questi momenti hanno indicazioni curiose: non di uno, 2, 2a, 2b come abbiamo visto per Tell-Mardik, ma quelle dei colori, azzurro, verde, rosso e giallo. Il motivo è assai banale: Alessandro Della Seta, che non era un preistorico ma un grandissimo storico dell'arte, quando portava i suoi allievi davanti al groviglio di muri uno sull'altro non riusciva ad orientarsi e fisicamente sulla planimetria usò dei colori per indicare le strutture che stavano agli stessi livelli e che, secondo lui, dovevano appartenere allo stesso momento. Quindi colorò di blu alcuni muri, di verde, di rosso, di giallo. Dovete mettere un cappelletto di nero ancora più antico che non vi ho portato perché era irrilevante per il nostro discorso e aggiungere sulla destra invece un'altra fase di viola altrettanto irrilevante per i nostri discorsi ma comunque esistente.
Con il nero siamo fra il neolitico e gli inizi del Bronzo Antico. Per tutto il bronzo antico arriviamo fino al giallo, quindi azzurro, verde, rosso e giallo rappresentano il bronzo antico. Poi con il viola è già il bronzo medio, però il viola, vi dico subito, è un momento già di decadenza. Il grande insediamento non c'è più e poi, dopo il viola, scompare, ci sono delle tracce di insediamento molto flebili.
Importanza strategica di Poliochni
L'importanza durante il bronzo antico di questo centro è direttamente collegata alla sua posizione strategica perché siamo sotto i Dardanelli, presso una rotta dei metalli che attraverso questo luogo, cioè i Dardanelli, raggiungeva la Tracia e il Danubio, per prendere il rame nell'area carpatica. Siamo in momenti in cui il rame viene ancora lavorato con l'arsenico, non c'è ancora bisogno dello stagno per fare il bronzo. Qualcuno, come Christian Entumans, ha voluto collegare questo momento qui a episodi come quello del vello d'oro, appunto questa ricerca dei metalli simboleggiata da questo vello d'oro. Ha voluto collegare direttamente con Lemnos il mito degli Argonauti con quell'episodio violento per cui le donne di Lemnos uccidono tutti gli Argonauti che sono sbarcati lì e si salva soltanto la figlia del re. Poi queste donne di Lemnos, per ripopolare la città, si servono di altri venuti.
Quello che è certo è che il Lemnos può essere stata coinvolta nella rotta del metallo. Il coinvolgimento invece nel fatto politico è tutto da dimostrare. Della zona dell'isola abbiamo poi una prova clamorosa al tempo del palazzo di Pilos, perché negli archivi reali del palazzo di Pilos troviamo citate delle donne di Lemnos che, come schiave, si suppone lavorassero per la tessitura della lana. Il termine "ra-mi-ni-ja" non lascia dubbi sulla localizzazione, sulla provenienza di queste donne. La liquida RHO in Miceneo vale anche per Lampda, quindi se raminia diventa Laminia avete già la provenienza sicura di queste donne.
Stratigrafia e fasi di Poliochni
Devo pure dirvi, prima di introdurre il nostro discorso, che il periodo azzurro viene a sua volta distinto in un azzurro arcaico e in un azzurro maturo. Troia, che stava esattamente di fronte a Poliochni, è un pochino più recente di Poliochni e fa pensare che, a un certo punto, prendesse in questa rotta commerciale il ruolo di Poliochni. Quindi uno dei motivi per cui, dopo il colore giallo, andiamo verso decadenza è che la terraferma e Troia acquistano il controllo totale di questa rotta; in poche parole, le navi anziché fermarsi sull'isola per le fermate ai Dardanelli si fermano direttamente sulla terraferma.
Il primo quadratino fra il 2800 e il 2600 ovviamente si riferisce all'azzurro. Poi un'altra cosa sicura è che quest'azzurro comincia ben prima della Troia 1. Altra cosa sicura è che l'ultimo, che corrisponde a Troia sesta, all'ultima parte di Troia sesta, è il giallo. Quello che viene prima, stiamo facendo la ricostruzione al contrario, è il rosso, poi c'è il verde, poi c'è l'azzurro evoluto, e poi c'è l'azzurro iniziale... o arcaico... Allora rivediamo all'indietro questa stratigrafia: nero, azzurro, azzurro evoluto, rosso, giallo e viola.
Ricordate che le strutture in neretto per ciascuna fase sono quelle attive in quella fase lì, cioè vedete in sottofondo, in chiaro, l'estensione massima dell'insediamento; in nero, fase per fase, le strutture che sicuramente sono attribuibili a quella fase. Non è detto che siano solo quelle perché, nella coppa della collina sotto le strutture più recenti, ci potrebbero anche stare strutture più antiche della fase precedente. Quindi, diciamo sulla base di quello assolutamente certo, che cosa notiamo...
Osservazioni sulla stratigrafia
La prima cosa che si evince è che con il passare delle fasi, l'insediamento sembrerebbe più esteso. Un'altra osservazione interessante consiste nel fatto che, se paragonate la Poliochni rossa con la Poliochni gialla, si evince uno spostamento verso est, cioè dalla parte occidentale alla parte orientale. Si intravedono qua delle unità di base che potremmo chiamare impropriamente Megara, a volte con colonne per sorreggere il petto. Nella Poliochni Rossa ce n'è uno addirittura con le due colonne proprio al centro e poi, se guardate, ce ne sono pure nella Poliochni gialla.
Vi prego invece di notare come siamo combinati con il problema della cinta, come essa si sposta nelle diverse fasi: nell'azzurra è evidente, c'è una ripresa in un certo settore nel verde, c'è una bella ripresa della sola parte nord nella fase rossa, addirittura nella costruzione una specie di bastione più o meno tondeggiante rispetto a quella verde mentre non ci sono veri e propri segni evidenti nel momento giallo.
Conclusioni sulla cinta e organizzazione interna
Adesso vediamo se con la cinta è in rapporto, naturalmente per ciò che abbiamo detto nelle lezioni introduttive, cinta per noi già è un indicatore che va considerato. Se c'è qualche altro spazio, diciamo, pubblico o privato che può fare pensare a un minimo di organizzazione interna, di autorità che decide di creare questo spazio, di persone consenzienti per la realizzazione di questo spazio. Cosa può essere uno spazio pubblico per eccellenza? Una piazza oppure le strade, quindi vediamo se ci sono delle strade e poi soprattutto cerchiamo di capire che possibilità c'è di passare dall'esterno, dal di fuori della cinta, all'interno della cinta.
Nella prima si distingue una porta e l'attacco di una strada, è una porta urbica, l'ingresso principale dell'insediamento il quale dava sicuramente su una strada. Nella fase che ci resta ora e che è quella più recente, cioè soprattutto gialla, di fatti voi la trovate nel momento giallo qui, però è più che logico sospettare che un asse viario attraversasse l'insediamento già nella prima fase, quindi partiva sicuramente dalla porta già nell'azzurro, è. Il percorso ultimo per noi è soltanto quello della fase gialla, quindi c'è una cinta, c'è una strada, c'è una porta dentro questa cinta e, se vedete bene, un po' in tutte le fasi con delle strutture più o meno piccine si vede che rimane sempre. Vedete nel verde avete una piccola ripresa in corrispondenza della strada vicino la porta, una ripresa invece del bastione d'accesso l'avete nella rossa, quella che sta al di fuori e una ripresa del parapetto di questa strada l'avete pure nella fase gialla. Tanto basta per dire che la porta rimase sempre lì e che quest'asse viario moriva iniziava su dalla porta...
Bouleterion e granaio
Andiamo a vedere adesso la fase che è quella che ci dà qualche cosa in più rispetto alla cinta e rispetto alla strada e per questo abbiamo bisogno di queste due piante. Questo, l'edificio che ha scritto al centro n. 14 potete denominarlo Bouleterion. Diciamolo tra virgolette visto che ci troviamo tra il 2900 e il 2700 avanti Cristo e cerchiamo di capire in che senso potremmo avere anche a che fare con un Bouleterion. Questo edificio si trova subito a sud rispetto alla pianta mentre la seconda pianta che andremo a vedere subito dopo è l'edificio a nord, in quello del nord e scrivere invece Poliochni: "granaio o cosiddetto granaio", quindi Bouleterion e granaio con termini convenzionali, allora questo cosiddetto Bouleterion è un edificio rettangolare allungato il quale, come vedete dal confronto con la Poliochni verde, dura soltanto nella fase del Poliochni azzurro evoluto, poi l'area cambia destinazione.
Probabilmente l'ingresso all'edificio avviene proprio da sud, cioè da quest'area sgombra. Questo edificio, grosso modo rettangolare, che vedete si incurva soltanto lungo l'appendice sud, ha un corpo di dodici metri di lunghezza per tre di larghezza. È molto stretto in proporzione e andiamo a fare circa 40 mq di superficie. Questo edificio ha la particolarità di avere su uno dei lati lunghi quello...
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